martedì 29 novembre 2022

Trappola in alto mare (1992): cuochi e fiamme (di esplosioni)


Potreste non esservene resi conto, perché in tutto questo tempo Steven Seagal non ha mai cambiato espressione, eppure sono trent’anni che il suo “Trappola in alto mare” è in circolazione, quindi visto che parla (anche) di una festa quel film, festeggiamo!

Come abbia fatto a creare il suo stesso mito Steven Seagal, penso sia uno dei segreti meglio custoditi di Hollywood, con un misto di carisma, conoscenze giuste e leggende urbane su dove e come abbia per davvero appreso l’Aikidō di cui è cintura nera, Seagal nei primi anni ’90 stava sulla cresta di un’onda altissima, insomma proprio dove ha sempre desiderato trovarsi.

Chiedete anche a vostra nonna, ci sono una manciata di film, perennemente replicati su un canale a scelta tra Rete 4 e Italia 1 con protagonista Seagal che hanno visto TUTTI, intendo anche vostra nonna appunto, visto che Nico ancora oggi passa in tv con grande scioltezza. Proprio da quel film arriva il regista Andrew Davis che qui combina per quello che a mani basse è il film più remunerativo al botteghino della carriera di Seagal, ben 156 milioni di fogli verdi con sopra facce di ex presidenti defunti, al netto di un budget iniziale di circa 35 milioni della stessa frusciante valuta, altri tempi? Decisamente altri tempi.

Un discreto ferro, forse un po' scomoda da ormeggiare ma notevole.

La trama è un articolato modo per omaggiare la marina americana, ma in prima battuta per titillare il super ego di Seagal, infatti la trama ruota attorno alla corazzata USS Missouri, giunta al termine del suo servizio attivo, pronta a rientrare negli Stati Uniti per essere comodamente parcheggiata in qualche museo, il patriottismo scorre potente perché è sul ponte della USS Missouri che i Giapponesi si arresero dopo la “Seconda” (cit.) e non manca nemmeno un’apparizione, pescata da immagini di repertorio dell'allora presidente in carica, George Bush. Sarebbe divertente un giorno stilare la classifica dei presidenti Yankee più comparsi nei film, Bush Senior potrebbe stupirci, anche se credo che Nixon e JFK siano imprendibili.

La corazzata è comandata dall’insopportabile comandante Krill (i dentoni di quel mito di Gary Busey), uno che sta ufficialmente sulle balle a tutti, anche se l’unico che lo sfida apertamente è il sottufficiale Casey Ryback (Steven Seagal), che per qualche ragione a bordo ricopre il ruolo di cuoco.

Se lui ti dice che devi lasciare la cucina, probabilmente lo farai con i piedi avanti.

Sicuramente non per come cucina, anche se lui sostiene di saperlo fare (d’altra parte è l’ego di Seagal a parlare), l’ammiraglio della nave tiene in altissima considerazione questo cuoco, responsabile anche del menù per la festa di pensionamento dell’ammiraglio, che verrà presto rovinata da due elementi chiave: il primo è sicuramente Gary Busey che per animare la festa, pensa bene di presentarsi vestito da donna, un po’ come se il vostro capo ufficio insopportabile odiato da tutti, lunedì prossimo arrivasse in ufficio con un abito da Drag Queen, sarebbe strano in un posto di lavoro, figuriamoci su una nave della marina americana, durante una festa che sembra la sagra della salsiccia. Perdonatemi, questa mi è uscita particolarmente raffinata.

Zozza Mary Gary, pazzo Gary (quasi-cit.)

L’altro elemento a far saltare il banco è William Strannix (quel gran mito di Tommy Lee Jones), ufficialmente un rockettaro chiamato a suonare con il suo gruppo alla festa, di fatto un mitomane leggerissimamente fuori di testa, in combutta con Krill per mettere le mani sulla corazzata e minacciare il pianeta lanciando missile nucleari come se non ci fosse un domani, e non ci sarà di sicuro se quei due riusciranno nel loro intento, no io dico, Gary Busey en travesti e Tommy Lee Jones cantante Rock che elenca i titoli dei cartoni animati del sabato mattina, capisco che attorno a Steven Seagal sia necessario mettere qualcuno in grado di compensare il suo immobilismo, dando un’idea di movimento, ma non riesco a pensare ad una coppia in grado di andare più sopra le righe di quei due messi insieme.

Ovviamente il mondo è al sicuro perché ehi, ci penserà il cuoco! Che poi è tutto tranne che un cuoco, perché Casey Ryback è un veterano pluridecorato a cui non interessano le medaglie, che pur di fare la cosa giusta ha pestato chissà quale scarpa decorata, ma siccome è il più giusto dei giusti, è stato imbarcato sulla USS Missouri per farsi gli ultimi anni prima del congedo, gli unici posti liberi erano il cappellano e il cuoco, ve lo vedete Steven Seagal dire messa? Lui predica a schiaffoni quindi qui è una sorta di Cannavacciuolo ante litteram e francamente, tra ora che la televisione è piena di gente che cucina e prima, quando era piena di Steven Seagal, preferivo il passato.

«Sei simpatico Cassidy ora va a pelare le patate se non vuoi due schiaffoni»

Detta fuori dai denti, qui Steven Seagal è un eroe Diehardo prendendo in prestito la geniale definizione di Lucius, come il modello creato da Trappola di cristallo insegna (e fa scuola), l’eroe giusto, al posto giusto, pronto a mettere i bastoni tra le ruote, se poi anche rappresentante del proletariato, tanto meglio.

“Under Siege” il titolo originale riassume bene la situazione, sotto assedio, uno di quei casi in cui la traduzione diretta del titolo, sarebbe risultata essere uno di quei titoli banali da action di Italia 1 (tanto per restare in tema), che invece qui da noi, in uno strambo Paese a forma di scarpa pieno di creatività, si trasforma in “Trappola in alto mare”, creatività mantenuta anche per l’inevitabile seguito ecologista “Trappola sulle Montagne Rocciose” (1995), magari prima o poi mi occuperò anche di quello.

Fun fact: Tommy Lee Jones, che arrivava dal precedente film di Andrew Davis, "Uccidete la colomba bianca" ha dichiarando: "non è facile dividere il set con incapacità e superbia". Si riferiva a Steven Seagal (storia vera e anche tesa)
 
Questo film si guarda principalmente per la faccia da schiaffi di Seagal, messo nella condizione di risultare immediatamente simpatico malgrado il fatto che a mio modesto avviso, il buon vecchio Steven mi ha sempre dato l'impressione di tutto, tranne che del tizio amichevole, però cosa volete farci, se Gary Busey gli scaracchia nella zuppa e se Tommy Lee Jones entra in scena presentandosi come il cattivo (vi giuro, sono letteralmente le sue parole) è normale che Seagal assorga immediatamente al ruolo preparato ed apparecchiato per lui, anche perché i battibecchi funzionano, le linee di dialogo sono spigliate e anche se il piano dei cattivi è strampalato, almeno il ruolo del buono di turno è in cassaforte.
 
Anche se ho mentito, cioè in realtà ho cercato di girare attorno alla questione perché tanto sappiamo tutti dove finirà questo post, per dovere di cronaca non potevo subito gettarmi sul vero motivo per cui tutti ricordano questo film, capitemi devo almeno fingere un minimo di professionalità, ma tanto lo sappiamo che il film si guardava più che altro per i due grandi talenti di Erika Eleniak, che nel ruolo della playmate Jordan Tate, qui è chiamata a saltare fuori dalla torta alla festa, non fate i finti tonti, sono finite delle infanzie e iniziate delle adolescenze su quella scena!

Il (doppio) contributo di Erika Eleniak alla storia del cinema.
 
Ora, potrei chiuderla qui, buttandola definitivamente in caciara con una caSSata delle mie relativa alla poppa della nave, ma nel tentativo disperato di restare semi serio, la riflessione è doverosa, Erika Eleniak, apparsa in 47 episodi della serie “Bei boch” anche nota come “Baywatch”, dove il suo compito era quello di correre a rallentatore suggerendo quello che il piccolo schermo non poteva mostrare e poi al primo ruolo decente ad Hollywood le tocca giocarsi la doppietta, ma nemmeno quello è servito a darle una lunga carriera nel cinema, anche se con la scena della torta, diciamo che il suo contributo alla settima arte lo ha portato, doppio contributo.
 
Anche se devo essere completamente onesto, nella mia testa quando penso a “Trappola in alto mare” i ricordi si confondono, l’ho visto un sacco di volte badate bene, ma la playmate sulla corazzata mi fa sempre fare strani collegamenti neuronali e a volte penso, non so se sia stato questo film ad ispirare il video di If I could turn back time, in cui Cher faceva più o meno lo stesso, anche se poi la data d’uscita della canzone porta le chiacchiere a zero, eppure non so, ogni volta che rivedo “Under Siege” io almeno il pezzo di Cher sui titoli di coda un po’ me lo aspetto. Ma torniamo alla trama!

«Dimmi un po', tu le conosci le canzoni di Cher?»
 
Essendo l’eroe tutto d’un pezzo, che non si lascia distrarre nemmeno da Erika Eleniak, Steven Seagal le pensa tutte per mettere i bastoni tra le ruote ai cattivoni, anche se buona parte del tempo lo passa a scambiare battute con la playmate, la mia preferita? «Sono una donna perché devo portare tutto io?», «Sono un femminista convinto», «Anche io, quando va a mio favore», insomma prima del MeToo avevamo già Steven Seagal, talmente impegnato a risultare perfetto che tutti i personaggi non fanno altro che ripeterglielo per tutto il tempo.
 
Il tutta risposta Steven Seagal mena tutti come sempre senza scomporsi, una volta posizionati i pezzi sulla scacchiera, “Trappola in alto mare” è un film che va in porto (ah-ah) quasi da solo, i pochi momenti in cui i protagonisti non battibeccano tra loro o quando Tommy Lee Jones non fa il pazzo alla radio per distrarre gli alti vertici militari, le scene d’azione sono poche ma solidissime, infatti a memoria mia “Under Siege” è un film che si ricorda per tutto, per il ruolo buffo da cuoco di Seagal, per il “due di poppe” della Eleniak, per il testa a testa su chi esagera di più tra Busey e Tommy Lee Jones ma quasi mai si ricorda per le scene d’azione, infatti anche lo scontro tra buono e cattivo è più una gara di freddure e “frasi maschie” («la fede aiuta Strannix») che conclude il film, anche se il duello a coltellate non è affatto male, una variante sulle solite mosse di mano ultra agili dello sventolare palmi di Seagal.

Coltelli contro uno che fa il cuoco, pessima idea.
 
Sono bastati trent’anni perché il mondo dell’intrattenimento venisse rivoltato come un calzino, una volta bastava il cuoco Steven Seagal pronto a salvare il mondo per portare a casa la bellezza di 156 milioni di paper-dollari, adesso per quelle cifre abbiamo bisogno di super eroi che però più o meno, continuano a battibeccare come i personaggi di “Under Siege”, il gusto e le mode sono completamente cambiare in queste tre decadi, ma resta il fatto che tra tutti i cuochi che popolano il piccolo schermo, continuo a preferire le cucine da incubo di Steven Seagal, questo è poco ma sicuro!

26 commenti:

  1. Visto circa una trentina di volte (per difetto), pure in francese, è un solido film d'azione che, come scrivi giustamente, è tagliato su misura su Seagal. Effettivamente la Eleniak ha fatto perdere diverse diottrie a molti ragazzi di quei tempi, me compreso, e la doppietta Busey / Lee Jones è davvero il valore aggiunto di questa pellicola.
    Purtroppo per quanto fosse un mito della mia adolescenza, Seagal si è dimostrato una grande delusione come persona, soprattutto per delle sue posizioni assurde, oltre che per il suo egocentrismo debordante. Però in quegli anni poteva partecipare alla Notte dei Telegatti (con il mitico Bud) e catalizzare l'attenzione come pochi. Anche se quando poi è stato sfidato apertamente da JCVD, che si era stufato di essere denigrato dal nostro, si è dileguato con un'impensabile velocità (storia vera, documentata a una festa di Hollywood). Ciao

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    1. Quella composta da Tommy Lee Jones e Gary Busey è la seconda coppia più memorabile del film.
      Sogno il giorno, tra molti anni, quando faranno una biografia (una di quelle fatte bene, please) sulla vita di Seagal, ci sarebbe materiale per un paio di film da tre ore l’uno ;-) Cheers

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    2. Effettivamente una sua biografia, soprattutto della prima parte della vita, quando millanta di essere il primo occidentale ad aver aperto una scuola di Aikido in Giappone, potrebbe essere interessante. Il problema è il dopo, quando fa l'agente di polizia e il musicista, prendendosi sempre troppo maledettamente sul serio...

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    3. Prima ha costruito il suo mito a colpi di belle balle, poi ha iniziato a crederci ;-) Cheers

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  2. 30 anni fa andai a vederlo in sala.

    All'uscita, cercai di recuperare ogni precedente lavoro dell'Artista che qui esordí
    ...dalla torta! XD xD

    (il Zinne filo mi ha fatto molto ridere)
    Su Stu Gabbiano evito di commentare che tanto bastano TUTTI i suoi colleghi, a confermarmi l'opinione sempre avuta.
    Ricordo però lo straniamento di vedere Gary fare il cattivo.Non riuscirò mai a pensarlo in un altro ruolo che l'orso matto dolce e buono di Big Wedesday.

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    1. Curioso come la scena della torta per cui questo film é famoso, sia omaggiata "al contrario" è con un effetto devastante, durante la festa di addio al celibato di Zio Fester in TAF 2..
      Un tuo modo di inconscio di vendicarti di quella fetecchia di Mercoledì? ;) ;) ;)

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    2. Il bello di Pazzo Gary è quello, può fare la spalla quasi comica, perfetto fisicamente per i ruoli da cattivo oppure agrodolce per Milius, per il resto, lo sappiamo tutti quali sono i due motivi per cui tutti ricordano “Trappola in alto mare” ;-) Cheers

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    3. Tu ci scherzi, ma io non ho mai più potuto pensare ad una ragazza dentro una torta senza fare GULP dopo la festa per Zio Fester (storia vera). L’inconscio di un cinefilo è sempre in movimento, avevo questo post nello spara siluri della Bara pronto ad essere lanciato la scorsa settimana, ma poi ci sarebbero stati troppi cuochi insieme a “The Menu”, quindi evidentemente il mio cervello ha scelto di vendicarmi lanciando Seagal contro Burton ;-) Cheers

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    4. Pssss: forse per riecheggiare "Fuoco & Fiamme" del Corvo nel titolo ,sarebbe stato meglio usare "Cuoco" al singolare ;)

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    5. In realtà è voluto, cercavo un gioco di parole con i titoli dei programmi tv di cucina, non mi è venuto niente di decente attorno a Master Chef, quindi ho scoperto che esiste un "Cuochi e fiamme" e me la sono giocata così ;-) Cheers

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  3. L'unico modo, telegrafico, per commentare questo film e la tua decisione di recensirlo è "92 minuti di applausi". Uno di quei film che quando passa in TV, e ci passa spesso, non ti stancheresti mai di rivederlo! (La stessa cosa mi capita - guilty pleseure - con A testa alta, Walking tall con The Rock, anch'esso spesso in palinsesto).
    Boooooy
    Boooooy!

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    1. Pensa che avevo una cosa in canna su “Walking tall” che non sono riuscito a completare perché nella mia testa si era trasformato in una mini rubrica in sei capitoli (storia vera). Dovrei provare a riprendere le fila, magari spezzettando l’idea. Per il resto ti ringrazio molto Tall Man, ora potrò ripubblicare questo post sui social-così tre volte l’anno, più o meno il numero di volte che questo film viene replicato in tv ;-) Cheers!

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  4. Carabara, non ci crederai, ma ho visto Under Siege (penso che US non sia un caso) gratis nel cinema della base di Comiso dove passavo parte della leva pattugliando le strade dopo gli attentari del 1992. Nello stesso cinema vidi anche White Sands, forse il primo film in cui notai Sam Jackson che è, insieme a Harrison Ford, l'attore che ha partecipato al maggior numero di pellicole blockbuster. Erano davvero altri tempi. Tommy Lee oggi è altra cosa, ma nel curriculum ha cult come Il giorno della Luna Nera e ha vinto l'Oscar inseguendo il Fuggitivo Ford. Possiamo oggi spendere poco e guadagnare tanto? Il Joker è un caso isolato? Una idea per un piccolo/grande film: SemTex è un marinaio che si risveglia naufrago su una isola di sabbia bianca. Non ricorda nulla. Sembra sia solo sull'atollo, ma trova i resti di un cinema dove riesce a proiettare un cortometraggio in cui era il pagliaccio ad una festa, ma dalla torta una sorpresa...che non riesce a vedere perchè finisce la pellicola...brr. Cannes direi. Nel senso del Festival. Ciao ciao

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    1. Scusa Crepascolo se mi intrometto ma hai citato un film mitico come Il giorno della Luna Nera, con anche Linda Hamilton e la sceneggiatura scritta tra gli altri dal grande John Carpenter, quindi mi ha scattato subito il momento nostalgia... E' proprio vero che Tommy Lee oggi non è più quello che fu, certo l'anagrage non aiuta, ma ai tempi era davvero figo!

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    2. Il cattivo era Robert Vaughn. La scena della Luna Nera (una supecar ndr) che salta da un palazzo ad un altro secondo me ha colpito anche Tiz Sclavi (Dylan Dog n.33 Jekyll!). Non mi fraintendere: Tommy Lee da anni cercava la sua strada, ma credo sia + contento oggi che è regista o interprete di progetti + personali. Idem Sam Jackson. I due hanno portato in tv anni fa Sunset Limited di Cormac McCarthy. In fondo, il loro è un bel lavoro anche perchè quando e se si è raggiunto il successo si possono selezionare i progetti. Un giorno sei un MIB, il giorno dopo un professore disilluso che è stato salvato da suicidio da un tizio che in un altro film era Nick Fury.

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    3. Mentre aspetto di vedere Moretti indignarsi a Cannes per il film sull'isola dalla sabbia bianca, vi ricordo i Tommy Lee Jones sgommanti scritti da Carpenter che furono. Cheers!

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  5. Sembra ieri quando l'ho visto in TV, questo film, disprezzandolo profondamente, invece sono trent'anni che odio Seagal, volati via in un lampo :-D
    Scherzi a parte, all'epoca di questi tre o quattro titoli famosi - cioè fatti con grandi case alle spalle - Seagal era solo uno degli eroi che riempivano i palinsesti d'azione, quindi a chi non piaceva (come me, solo al mondo perché sono Leggenda) bastava cambiare canale. Ora invece in TV c'è solo il suo faccione, in film girati con lo stesso budget che in "Under Siege" hanno usato per glassare la torta da cui fuoriesce Erika, quindi non esiste più alcuna alternativa al Vuoto cosmico.
    Rimpiango i tempi di "Under Siege", quando esistevano fazioni pro-Seagal e pro-Van Damme, perché voleva dire che entrambi facevano film almeno dignitosi da vedere. Tempi lontani, ormai.
    Rivisto in tempi recenti, disprezzo ogni singolo fotogramma di questo film e ogni singola parola pronunciata: auguri, "Under Siege"! ^_^
    P.S.
    "Due di poppe" è un capolavoro: vado a telefonare all'Accademia della Crusca!!!

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    1. Purtroppo sono tempi andati, malgrado io stesso non impazzisca proprio per Seagal questi titolo era pronto per un compleanno sulla Bara. Ne vado orgogliosissimo, se mai tutto il mio picchiare sui tasti, lentissimo come Seagal mi poterà ad essere ricordato per qualcosa, voglio essere quello che ha coniato il termine “Due di poppe”, metti una buona parola con l'Accademia della Crusca, sono cresciuto con i film di Russ Meyer e ne sbadiero le conseguenze ;-) Cheers

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  6. È proprio l'unico suo film che ho visto per intero, più per merito di Busey e Tommy Lee Jones che sicuramente erano molto più simpatici di lui pur essendo i cattivi.
    P. S: anche Mio cugino Vincenzo compie i suoi primi trenta anni quest'anno.

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    1. Ci proverò ma a che quest'anno qualche compleanno resterà fuori purtroppo. Cheers

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  7. Non credevo che sto film avesse incassato così tanto, ma è vero che su Mediaset lo passavano a nastro. E pensare che io mi ricordo solo il doppio contributo della Eleniak...

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  8. Un contributo doppiamente importante....comunque il migliore di Seagal, forse l'unico film dignitoso (così per dire)....

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    1. Doppietta di contributo notevole, se il film si ricorda lo dobbiamo anche a loro.. Lei! Volevo dire lei! Cheers

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  9. Ecco, se Seagal si fosse magari fermato a "Trappola in alto mare" gliene saremmo stati tutti grati, compreso Tommy Lee Jones...
    E riguardo a Erika Eleniak? Be', c'è senz'altro da dire che dal suo “Due di poppe” al "Due di Pippe" del pubblico adolescenziale ci si metteva meno di un secondo ;-)

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    1. In effetti il passo è breve, a differenza della filmografia di Seagal, quella davvero infinita. Cheers!

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