venerdì 25 novembre 2022

Cadaveri e compari (1986): la commedia defaticante tra un capolavoro e l’altro

Dopo quattro film in fila uno migliore dell’altro, una piccola pausa per tirare il fiato ci vuole, oggi parliamo di questo, benvenuti al nuovo capitolo della rubrica… Life of Brian!

Vestito per uccidere, Blow Out, Scarface e Omicidio a luci rosse. Oggi sono considerati per quello che sono, dei grandissimi film di un Maestro del cinema, ai tempi solo il primo di questi ha goduto di immediato credito e un adeguato riscontro al botteghino, in particolare il titolo più tecnico e teorico di De Palma, ovvero Omicidio a luci rosse all'uscita imbarcò acqua da tutte le parti. Le penne al curaro che avevano criticato il regista del New Jersey per essersi allontanato troppo dal modello Hitchcockiano per la storia di Tony Montana, subito dopo sono tornate ed etichettare De Palma come un mero imitatore per “Body Double”, insomma decidetevi, no!?

Tra le critiche a pioggia sulla testa del nostro Brian da Newark anche quella di essere un regista con fin troppa propensione a rimaneggiare le sceneggiature altri, insomma ci vuole una vacanza da tutto questo, quando non è la coperta calda del Thriller, per De Palma è quasi sempre la commedia la sua vera alternativa, il porto sicuro a cui ama tornare, in questo caso anche grazie alla sceneggiatura di George Gallo (futuro autore del notevole Prima di mezzanotte), un modo per ritornare nei territori del genere Gangster, ma con un tocco da commedia.

«Ci mettiamo un po' di commedia in questo film di gangster, giusto un po', tanta così»

Il risultato è “Wise Guys”, da noi adattato in “Cadaveri e compari”, il classico film minore nella filmografia a cui appartiene che, per di più, ha la sfortuna di arrivare tra un’infilata di capolavori firmati da De Palma, quindi ai tempi non solo Brian da Newark faticò a trovare un distributore per il suo film, ma malgrado le buone recensioni, non incassò molto e ancora oggi è quel titolo che non si cita mai, quello che magari avete visto qualche volta replicato in televisione senza nemmeno sapere chi lo aveva diretto.

Eppure, “Wise Guys” fa parte di una tradizione nobile, quella delle commedie sui criminali del tipo “La gang che non sapeva sparare” (1971) o Pollice da scasso, però ambientata in un posto che De Palma conosceva volto bene visto che ci era cresciuto, ovvero il New Jersey.

Non vedo, non sento e di sicuro non parlo, altrimenti mi spediscono a dormire con i pesci.

Per certi versi, “Wise Guys” fin dal titolo originale sembra pendersi amabilmente gioco di certi film dell’amico e collega Martin Scorsese, come “Quei bravi ragazzi” anche se quest'ultimo sarebbe uscito solo nel 1990. Di sicuro non è il primo titolo che vi verrà in mente associando De Palma ai film di Gangster, ma è uno dei primi che ha portato il pubblico nel sottobosco della criminalità del New Jersey, prima di opere fondamentali come I Soprano, non è un caso che lo sceneggiatore George Gallo in carriera abbia scritto il titolo concorrente alle trame di Tony Soprano, ovvero “Terapia e pallottole” (1999), vabbè ha scritto anche “FBI: Protezione testimoni 2” (2004), ma quello forse è meglio dimenticarselo.

“Cadaveri e compari” pronti via, inizia subito con uno sfottò a Scorsese, Harry Valentini (Danny DeVito) allo specchio, fa il verso al Robert De Niro di “Taxi Driver” (1976) prima di iniziare la sua giornata da tranquillo criminale con il compare Moe Dickstein (Joe Piscopo). Insieme i due lavorano per il Boss Anthony Costello (Dan Hedaya), ma non sono certo tra i gradi più alti della sua organizzazione criminale, diciamo che si occupano di mettere in moto l’auto del Boss per assicurarsi che nessuno abbia collegato l’accensione ad una carica d’esplosivo e altri lavori infami come questo che regalano subito momenti comici al film.

«Ho scelto il giorno sbagliato per smettere di fumare» (cit.)

Harry è di origini italo-americano, mentre Moe è ebreo, certo, i due si arrangiano con la criminalità, ma hanno un grande sogno: aprire insieme il primo ristorante di cucina italo-ebraica. L’occasione arriva dall'ennesimo compito ingrato affidato loro dal Boss, puntare tutto su una corsa sicura, ovviamente i due faranno un casino scegliendo un cavallo dal nome – secondo loro – più rassicurante e ritrovandosi presto indebitati fino al collo con il loro non proprio democratico datore di lavoro.

Puntare sul cavallo sbagliato, non è solo un modo di dire.

Mentre partono le scommesse su chi dei due verrà fatto fuori per primo dal Boss, De Palma trova il modo di infilare nel suo film metà degli attori che diventeranno facce ricorrenti nei Soprano, mentre l’unica speranza per i due protagonisti diventa un vecchio zio di Atlantic City che potrebbe prestare loro i soldi per pagare il debito ed è qui che “Cadaveri e compari” fa valere la presenza geografica, ovvero il New Jersey.

Due anni prima di questo film, i due figli più celebri del Jersey (chiedo scusa a Toxie della Troma) avevano unito le forze, mi riferisco, ovviamente, al nostro Brian e a Bruce Springsteen che De Palma ha immortalato durante la sua mossa segreta di far salire una ragazza del pubblico sul palco a ballare con lui, nel video di Dancing in the Dark. Forse con due canzoni del Boss dentro, “Cadaveri e compari” sarebbe stato recepito diversamente dal pubblico, perché, a suo modo, è uno spaccato divertente di “Jersey shore”, come viene chiamato in gergo il posto prima di diventare sinonimo di una pessima trasmissione piena di buzzurri.

Basta dire che i due protagonisti del film, per la loro trasferta ad Atlantic City, rubano la carta di credito e l’auto di Frank 'The Fixer' Acavano (Lou Albano) e poi ne fanno scempio trasformando la Cadillac Series 62 Convertible del 1959 in una Pink Cadillac, tanto per stare in tema Springsteeniano.

'Cause baby I got plenty of that / I love you for your pink Cadillac (cit.)

“Cadaveri e compari” è una commedia molto divertente, l’accoppiata di protagonisti funziona alla grande, Danny DeVito è una sicurezza che arrivava da ruoli in costante ascesa, Joe Piscopo magari per noi abitanti di uno strambo Paese a forma di scarpa potrebbe essere un nome poco noto, ma in patria era molto famoso come comico televisivo anche se da me verrà eternamente ricordato per lo (s)cult Sbirri oltre la vita, insomma uno che sapeva davvero tirare fuori il meglio lavorando in coppia con un altro attore.

Sbirri Gangster che non vorrebbero andare oltre la vita.

Nel lotto, poi, metteteci anche Harvey Keitel che idealmente fa già il verso ai suoi ruoli Scorsesiani, una sorta di Mr. Wolf ante litteram fondamentale per la svolta del film. Perché il bello di “Wise Guys” è anche vedere come questi due grandi amici incastrati in problemi enormi, troveranno il modo di fregarsi l’uno con l’altro, ad un certo punto sembra che il gioco sia solo capire chi dei due tradirà prima l’altro, ma attenzione perché “Cadaveri e compari” non sarà stato scritto da De Palma, però è comunque firmato da uno bravissimo a tenere il pubblico incollato allo schermo fino ai titoli di coda, quindi occhio perché la svolta finale è inattesa, ma anche molto riuscita a divertente.

«Un giorno mi chiamerò Wolf e risolverò problemi, per ora il problema lo hai tu»

Inutile cercare di fare troppa filosofia su “Wise Guys”, facile che voi lo abbiate visto senza nemmeno sapere che si trattasse di un film di Brian De Palma, non ci sono i virtuosismi registici tipici del regista, niente “Split screen”, solo una solida commedia piuttosto divertente che ha la sfiga di rappresentare una piccola “vacanza” tra un’infilata di titoli che adesso è facilissimo considerare dei capolavori, ma al tempo erano la risposta di De Palma alle critiche o il suo modo per cercare un successo al botteghino che mancava da Vestito per uccidere. Perché l’arte è molto bella, ma se i tuoi film non incassano nessuno te ne farà fare altri e anche questa è una lezione che De Palma ha fatto sua, imparata dal suo Maestro Alfred Hitchcock.

«Vestito così mi ricordi il mio gemello Schwarzenegger»

In compenso, raccontato dallo stesso regista nel documentario “De Palma” (2015), malgrado lui tenesse molto a questa commedia, nessuno era intenzionato a distribuirla, in tanti volevano i servigi di De Palma dietro alla macchina da presa, la Paramount Pictures, ad esempio, cercò di ingolosirlo con la sceneggiatura di “Attrazione fatale” (1987) che in tutta risposta a Brian da Newark proprio non piaceva, grazie Brian! Per fortuna, non sono l’unico a pensare che la trama di quel titolo (giustamente di culto) fosse ben poca cosa, ma proprio mentre stava ancora lavorando a “Wise Guys”, sempre la Paramount incassato il primo no secco, provò a ripiegare. "Brian se non t'interessa il nostro Thriller, magari potrebbe fare al caso tua una storia di Gangster che vorremmo mettere su". In linea di massima a De Palma interessava, sarebbe stato l’ultimo titolo della cinquina di capolavori Depalmiani, intervallati solo da questa commedia defaticante, ma della prossima sortita tra nel mondo della criminalità di Brian De Palma parleremo tra sette giorni, portate il Fedora e attenti alle scale.

14 commenti:

  1. Tutto MOOLTO ITALIANO: tornare "a casa da mammà" quando fuori gli altri ti scherzano :D

    Quante cose,persone,situazioni,macchine fogli di giornaleee hanno poi rubato da questo filmetto negli anni a venire? Ci cascò persino Sly!
    E indubbiamente gli attirò le attenzioni giuste per il lavoro seguente..che voglio dire...riuscí benino. ;)

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    1. Si davvero, proprio così. La classica commedia che non ci cita mai, ma è molto divertente e piena di idee e proprio per questo andrebbe ricordata di più, solo che sta all'ombra dei giganti, tipo il prossimo titoli, in linea di massima venuto a fuori non male a Brian, ne parleremo presto ;-.) Cheers

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  2. Film che ho visto tante volte (la prima in VHS) da ragazzino e che non sapevo fosse del nostro Brian!!
    Nello specifico perché ero grande fan di Danny DeVito che mi faceva troppo ridere...
    Effettivamente è una commedia divertente ma ha anche degli azzeccati momenti di suspence che ora mi spiego. Soprattutto il finale non te lo aspetti, anche se, a dire il vero, dopo tutti i casini che combinano, gira un pò troppo bene ai nostri che si trovano finalmente "liberi" e pronti a iniziare una nuova vita.
    Ovviamente se paragonato al resto della filmografia assurge al ruolo di pellicola minore, però se mi capitasse di rivederlo lo farei molto volentieri, soprattuto per la leggerezza che trasmette. Ciao

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    1. Il tuo commento mi ha fatto ricordare che sul finire degli Ottanta c'è stata un'esplosione di De Vito, l'Italia sembrò innamorarsi di questo attore e a un certo punto me lo sono visto sbucare su tutti gli scaffali della videoteca sotto casa. Ricordo titoli come "Getta la mamma dal treno" e "Palle d'acciaio", roba che Italia1 ci andava a nozze, e ah, mi sono appena ricordato dove io e famiglia abbiamo scoperto De Vito: "Per favore, ammazzatemi mia moglie" (1986), noleggiato in videoteca forse un paio d'anni dopo e ricordo che ci siamo divertiti tutti. In quegli anni era difficile trovare un film SENZA De Vito, in VHS o su Italia1, quindi questo "Cadaveri..." alla fine l'abbiamo visto con un occhio solo, essendoci un mare di altri film tra cui scegliere.

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    2. Esattamente, un titolo differente, non il più indicativo relativo alle tamatiche di De Palma, però i colpi di scena del film non sono niente male, solo che in mezzo a cinque capolavori è difficile farsi notare ;-) Cheers

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    3. Letteralmente esploso, ancora oggi De Vito viene ricordato per una manciata di titoli, ottimi e famosi, ma sempre solo quelli, ma in realtà ha un sacco di film fin troppo dimenticati ;-) Cheers

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    4. Hai proprio ragione, caro Lucius-bro, in quegli anni faticavi a trovare una commedia senza il buon DeVito. Tra l'altro, avendone viste tante, ricordo perfettamente quella che citi, se non altro per la presenza di Bette Midler. Sarà che era un pò cattivello, ma tanto simpatico, il me ragazzino lo trovava esilarante. Forse proprio in Cadaveri e Compari è meno divertente che in altre pellicole...

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    5. "Cadaveri e compari" è una parentesi tutta sua, anche nella filmografia di cui fa parte ;-) Cheers

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  3. Cioè, stai cercando di dirmi... che QUESTO film l'ha diretto De Palma????? Sicuro che non sia un omonimo? :-D
    Scherzi a parte, l'ho visto all'epoca della sua uscita in videoteca e ho solo brutti ricordi, di una commedia dove non si ride mai, ma magari a rivederlo trent'anni dopo ne avrei un altro giudizio. Soprattutto sapendo che è un film di Brian!!!

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    1. Penso che in tanti abbiano reagito così ;-) Ti dirò, a me ha divertito più per situazioni che per battute, ma con la commedia è sempre moooolto soggettivo. Cheers

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  4. Davvero, questo è il classico film "minore" (con tutte le dovute virgolette) di De Palma che si finisce per guardare:
    1) Non sapendo che è lui il regista
    2) Sapendolo ma, pure quando lo si trovi divertente (come in effetti è), con il rischio di dimenticarselo in fretta essendo comunque poco assuefatti alle escursioni di Brian nella commedia...
    E, a proposito di Joe Piscopo, oltre che al fianco di Treat Williams in "Sbirri oltre la vita" lo ricordo anche per la sua incursione comico-olografica a bordo dell'Enterprise D in "Okona l'immorale" ;-)

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    1. Piscopo in patria è piuttosto famoso e popolare ancora oggi, normale che arrivasse anche a bordo dell'Enterprise ;-) Cheers

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  5. Lo definirei come un "lavoretto sostanzioso", quasi un "fare per divertirsi", però nonostante abbia sempre letto di male e peggio, secondo me, questo film si regge sulle sue gambe per tutta la durata. Come fatto notare da te, Harvey è in prototipo Mr. Wolf e quando capitano queste cose vuol dire che il girato non è da sottovalutare. La mia scena preferita resta quella della macchina che, forse, contiene un classico virtuosismo alla Brian, per il resto si guarda con piacere.

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    1. Inoltre ricordiamoci che Tarantino è un fanatico di De Palma, quindi questo film lo conosce molto bene ;-) Cheers

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