martedì 5 luglio 2022

The Princess (2022): Se scappi non ti sposo, al massimo ti meno

Bisogna dirlo, “The Raid” (2011) ha avuto una sfiga pazzesca, quella di essere un capolavoro. Che di suo non sarebbe affatto una sfortuna, anzi, lo è diventata nel momento in cui tutta quella critica che non guarderebbe un film “di menare” nemmeno con gli occhi di un altro, ha dovuto vedere il film di Gareth Evans per via della sua manifesta superiorità, diventando così l’unico titolo marziale conosciuto da molte "penne" e di conseguenza, citato a capocchia, tirato in ballo nei paragoni con ogni altro film – il più delle volte anche di infima qualità – dove viene tirato un pugno prima dei titoli di coda.

Secondo paragrafo, secondo sasso che mi tolgo dalla scarpa: quanti film d’azione sull'empowerment femminile (perdonatemi l’orrido anglicismo) avete visto di recente? Rispondo io per voi, tanti, troppi visto che molti sono delle robe inguardabili (come Gunpowder Milkshake) altri vanno dall’abbastanza divertente tipo Jolt, al terribile come Kate, passando per titoli dimenticabili come Sweet Girl, Ava e The Protégé. Una serie di eroine, tante “John Wicka” nessuna somigliante ad Atomica Bionda quindi tutte figlie di una formula di cui lo streaming (il nuovo videnoleggio) si ciba come ad un banchetto di nozze.

Questa doverosa doppia premesse per arrivare al film di oggi, ovvero “The Princess” che è studiato a tavolino tanto quanto la valanga di titoli del paragrafo precedente, inoltre nel suo essere figlio di una fredda formula, nasce e si sviluppa avendo in testa chiarissimi i suoi punti cardinali, ovvero essere un “The Raid” per ragazze. La domanda sorge spontanea: le interessate saranno davvero attratte da un prodotto del genere? Non lo so, posso dirvi che “The Princess” prodotto da Hulu/20th Century Studio, per questo parte del pacchetto Star da noi in uno strambo Paese a forma di scarpa disponibile su Disney+, nel suo essere una formula studiata a tavolino, se non altro regala spassosa caciara, a differenza della sfilza di titoli citati prima, questo potrebbe sopravvivere nella vostra mente più della canonica settimana.

Da quanto Disney ha comprato la Fox, ora sono davvero tutte figlie di Ellen Ripley.

Diventa chiarissimo che questo film sia il frutto di una riunione dell’ufficio vendite, perché prende una principessa ribelle, per di più rossa di capelli come la protagonista di beh, “Ribelle” (2012) della Pixar e la rende protagonista di uno spudorato omaggio al film di Gareth Evans. Questo diventa chiaro quando la principessa senza nome, per uscire da una situazione di stallo nella tromba delle scale, si getta nel vuoto utilizzando uno sgherro come scudo umano, replicando la scena della schienata spezza ossa contro la balaustra di “The Raid”, più sfacciati di così nell’omaggio non potevano proprio essere.

Anche se bisogna essere onesti, Iko Uwais con il Maestro Bruce Lee nel cuore, affrontava avversari ad ogni piani cercando di scalare il palazzo, qui trattandosi di base di una favola, ambientata in un magico e non identificato regno fatato, la principessa come da tradizione deve scendere dalla torre dove è stata rinchiusa, un po’ come se “Rapunzel” (2010) usasse i pugni invece delle trecce.

Meno anelli nuziali e più azione!

Se non altro questo titoli studiato a tavolino è stato affidato alla competenza del regista vietnamita Le-Van Kiet, facile capire perché, aveva già diretto in precedenza un altro film di menare al femminile come "Furie" (2019), forse lo trovate ancora nel catalogo di Netflix. Sta di fatto che “The Princess” libera il campo da ogni volontà di realismo, ambientarlo in un regno da favola permette agli sceneggiatori (Ben Lustig e Jake Thornton) di non dover nemmeno cercare nomi per i personaggi, abbiamo la principessa Joey King, il re Ed Stoppard e la regina Alex Reid, grazie ai flashback scritto con il PENNARELLONE (per ribadire le dimensioni del pennarello stesso) scopriamo che la principessa è fuggita per non sposare lo stronzissimo Julius (il Jesse Custer sbagliato, Dominic Cooper) facendo saltare così la tregua tra regni e altri MacGuffin del genere.

"Non ti è proprio andata giù quella serie vero Cassidy?"

Infatti il film comincia con la principessa drogata, che si risveglia non con un bacio ma da un tentativo di stupro in cima alla torre, con addosso il suo candido vestito da sposa (questo dovrebbe spiegare la bizzarra cover di “White Wedding” di Billy Idol che si sente sui titoli di coda del film), una “svestizione” dell’eroina che a colpi di pugni dovrà scendere dalla torre, salvare la sua famiglia e impedire un altro matrimonio nemmeno fosse il Robin Hood di Kevin Costner, solo che qui ad aiutarla non ci sarà nessun Morgan Freeman, al massimo la maestra d’arme Linh (Veronica Ngô), evidentemente imposta dal regista e necessaria per portare avanti questo film che non batte nemmeno sul tasto delle quote rosa, no no, quasi per nulla, impercettibilmente oserei dire.

Provate a fare a loro una battuta sulle donne in cucina, vi sfido.

Avendo azzerato tutto (nomi dei personaggi compresi), rifacendosi spudoratamente agli archetipi della favola è normale che Julius sia uno stronzone monodimensionale, che vuole sposarsi non per amore ma per governare, anche perché la sua guardia del corpo numero uno Moira (Olga Kurylenko), sembra una socia in odore di incesto, visto che i due limonano duro, ma sembrano anche fratello e sorella, almeno a giudicare dall’aspetto e dalla capigliatura. Insomma in questa atmosfera alla “Xena” (se non fosse chiaro è un complimento per quello che mi riguarda), la principessa dovrà improvvisarsi Iko Uwais forte di anni di allenamenti e di una caratterizzazione rubata alla rossa di “Ribelle”, il fatto che poi si possa vedere questo film su Disney+, non farà altro che offrire spunti comici a tutti quelli che non hanno ancora capito che la Casa del topo possiede tutto, anche Hulu. 

“The princess” non si sposta di un millimetro dalla formula studiata a tavolino, quindi vi richiederà di sospendere l’incredulità quel tanto che basta da abbracciare l’atmosfera da favola, per farvi credere che il metro e sessantacinque (stimato, ma potrei anche averle regalato qualche centimetro) di Joey King, con il giusto allenamento da “maschiaccio”, basti per far fuori un energumeno – o più di uno – ad ogni piano della torre, per nostra fortuna la regia di Le-Van Kiet è talmente vispa da rendere questo boccone molto più facile da mandare giù.

Sarà pure la principessa, ma di cognome da King.

Il regista vietnamita sa come muovere la macchina da presa durante una coreografia di lotta, basta la prima scena per mettere in chiaro tutto il ritmo del film (i famigerati primi cinque minuti che determinano tutto l’andamento), con la principessa che si libera di due energumeni a colpi di pugni, calci e utilizzando ogni oggetto nella stanza come arma, il gioco sta davvero tutto qui e se siete disposti a stare alle regole, anche il divertimento. 

Certo un film così derivativo non può brillare per originalità e ha il limite che ogni tanto, Le-Van Kiet ostinandosi a seguire la sceneggiatura, facenro parlare i suoi personaggi invece di farli menare senza sosta per 94 minuti, se non altro pochini ma in certi tratti, non così pochi da non avvertire la noia della ripetizione, quindi per quanto posso trovare divertente vedere il Jesse Custer sbagliato maltrattato in questa atmosfera alla “Xena” il dubbio su chi sia il pubblico di riferimento di un film così mi viene. 

Non di certo chi ama “The Raid”, perché cosa me ne faccio esattamente della copia in versione favolistica? Quindi proviamo a guardare l’altra faccia della frittata (o della medaglia? Devo smetterla di scrivere a stomaco vuoto, poi mi escono frasi così) ovvero, se dobbiamo pupparci film d’azione al femminile che escono con sinistra puntualità e non tutti possono essere fieri B-Movie con Elsa Pataky, che almeno trovino il modo di rifarsi ai film giusti, perché tanto volenti o nolenti non si scappa, ad Hollywood hanno deciso che dopo decenni di eroi tutti muscoli e spara-spara, ora per correggere il torto bisogna esagerare nella direzione opposta, quindi forse la riflessione vera che dovrei fare è un’altra. 

Le pose vi riescono bene, all'azione per fortuna ci pensa Le-Van Kiet.

Se un film d’azione diretto da un gallese, ha messo sulla mappa del grande cinema l’Indonesia come ha fatto “The Raid”, forse sarebbe ora che tutti, anche i critici con la pipa e gli occhiali, riconoscano il fatto che non è una questione di “genere” (cinematografico) ma di qualità del film, se viviamo in un mondo dove è la normalità pensare che il film di Gareth Evans possa andare a braccetto con tutto, anche con lo volontà di smontare l’immagine della classica principessa Disneiana, forse abbiamo vinto noi appassionati di film d'azione. Ma sarebbe anche ora per tutti gli altri di smetterla di considerare “The Raid” come la base per l’impasto della pizza, quello applicabile per tutte le ricette, solo perché è l’unico film di menare che avete visto nella vostra vista. 

Capisco che l’omaggio sia la più alta forma possibile per attestare la stima, ma forse sarebbe il momento di considerare “The Raid” per quello che è, un classico del cinema, perché se ti utilizzano come modello vuol dire che sei diventato un titolo di riferimento, quindi l’utilità di “The princess” oltre a quella di salvarvi la serata risultando un po’ meglio del solito film d’azione al femminile che la prossima settimana dimenticherete è proprio questa, ricordare anche agli amici con pipa e occhiali che non tutti i film di menare sono uguali e non tutti sono “The Raid”, ma per quello finché vorrete leggerci, ci sarà la Bara Volante a ricordare che se anche le principesse ora vogliono essere Iko Uwais, beh anche questa volta, vinciamo noi Grace (cit.)

38 commenti:

  1. Zio Portillo

    L'avevo adocchiato ma pure saltato a piè pari per paura dell'ennesima fregatura "girl-power" uscita un tanto al chilo nei mesi scorsi. Mi sa che a sto giro ho cannato in pieno e appena posso corro a metterci una pezza.

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    1. Ora sai cosa fare, sono qui per questo ;-) Cheers

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    2. Zio Portillo

      Visto ieri sera ma, ripeto, l'ho visto solo perché l'avevi recensito qua sennò l'avrei bellamente ignorato. E sarebbe stato un peccato! Ottimo e veloce film, tanto ingenuotto in alcuni passaggi (la collana di perle per far scivolare i cattivi, il gioco del "nascondino" nella sala del trono,...) quanto cattivo, cinico e feroce in altri. Ed è questa la parte belle dove si prende la classica principessa disneyana, la si rinchiude nella solita torre, le si da un bel vestito di pizzo, si mette in pericolo lei e la sua famiglia, ma... Ma la si spoglia delle canzoni, degli orpelli e la si rende una scalciaculi incredibile.
      Ottimo veramente! Stunt ben fatti, chiari, si capisce chi sta menando chi, anche se ci sono parecchi stacchi per mascherare un po' di legnosità, ma hey! Ad avercene altri mille di film così!

      Non ci avrei puntato sopra un soldo bucato e invece me lo sono proprio goduto.

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    3. Felice di averti consigliato bene ;-) Cheers

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  2. Non vorrei dirlo Cassidy,ma la spada che vedo nell'ultima immagine da te postata è più finta e plasticosa di una replica acquistata a Mirabilandia,mi sa che questo film non conosce il segreto dell'acciaio!

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    1. "Il mio fabbro con 30.000 lire la faceva meglio,non c'ha manco la punta!"

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    2. Questo film non andrebbe giudicato sulla base delle quattro immagini promozionali disponibili in rete, che sono davvero quattro, per trovare la quinta per il post ho faticato (storia vera), anche perché non intende l’azione come il film di Milius, ha altri riferimenti. Cheers

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    3. Secondo me l'attrezzista ha messo le mani sul materiale di scena di "Xena" ;-) Cheers

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  3. Ci fosse una volta sola che almeno mi pigliassero una donna palestrata,o anche una grezza donnona di montagna in modo da rendere più sensato un film dove gonfiano di botte tizi 3 volte più grossi di loro,tutta ipocrisia perchè poi tanto vedo che l'unica cosa che conta e che le protagoniste siano di bell'aspetto,e possibilmente scheletriche,girl power e uguaglianza,sii ma a patto che tu sia comunque bella come una principessa,ma non è una principessa però eh visto che di questi tempi sembra sia considerata un'offesa!

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    1. Di norma io sono pro-Elsa Pataky per questo tipo di ruoli, non ne farei una questione di stato per "The Princess" perché è proprio l'atmosfera da favola che ci chiede di sospendere l'incredulità, inoltre le protagonista di "Furie" (2019) non erano quattrocento chili di muscoli, solo per citare un film dello stesso regista. Detto questo, l'ho scritto anche più volte, sicuramente questo film applica una formula, da qui non si scappa, quindi il tuo discorso lo comprendo e lo condivido, anche se a questo film concederei delle attenuanti, a questo, non a tutti gli action moderni con donne come protagoniste però. Cheers!

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    2. Bisogna dire che anche molti protagonisti maschili dei filn d'azione di oggi non sono poi sti colossi, basti pensare a Taron Egerton nei Kingsman.

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    3. Questo è un altro ottimo spunto, pensi che un giorno faranno “I mercenari” con Keanu Reeves, Matt Damon e Taron Egerton, oppure con Bob Odenkirk? Non penso proprio ;-) Cheers

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  4. Interessante il tuo discorso su Hollywood intenzionata a correggere i torti del passato sui ruoli femminili.A parte il fatto che le figure di rilievo di sesso femminile le abbiamo avute in passato ed erano 100 volte più toste di quelle attuali(viva XENA),eh si in confronto ai ruoli maschili sono state molte di meno,però in un mondo intelligente,meno cinico e votato al bieco guadagno,Hollywood avrebbe dovuto accettare l'idea che in passato era così,andare avanti,voltare pagina e dimostrare di essere più maturi e non abbassarsi allo stesso livello di mascolinità del passato,invece hanno preferito ripetere gli stessi errori del passato nell'altro senso,definendolo "il progresso delle pari opportunità nei ruoli cinematografici"! "Più le cose cambiano,più restano le stesse!"

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    1. Come i famigerati “cinecomics” non sono un’invenzione degli ultimi vent’anni, nemmeno i personaggi femminili tosti, al cinema e sul piccolo schermo. Solo che ribadisco, viene tutto ridotto a “formule” da applicare, quindi i personaggi non durano nel tempo (e nei cuori del pubblico) più di un paio di settimane. Cheers

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  5. Non ho mai recuperato il sequel di "The Raid" che mi pare sia dello stesso regista,prima o poi dovro' decidermi a farlo!

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    1. Stesso regista, non è una pietra miliare come il primo capitolo, ma "solo" un ottimo film con un po' di DNA alla John Woo e un pelo in più di trama, ma rispetto al primo non ci voleva poi molto ;-) Cheers

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  6. Ci Vuole Un Fisico Bestiale? No, ma almeno credibile come lo aveva Xena. Concordo sulla presenza di tante "eroine" filiformi che si vedono aver la meglio su colossi maschili. Già in Alice In Borderland accadeva questo. Però dai coreani siamo già più propensi ad accettarlo.

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    1. Per quello lassù citavo "Furie" come esempio, per le combattenti orientali non ci facciamo tanti problemi, noi occidentali dobbiamo rendere tutto razionale ;-) Cheers

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  7. Al limite il massimo del rispetto che Hollywood a concesso a "The Raid",e' stato far fare a parte del cast una merdosa comparsata in un brutto blockbuster di J.J.Abrams!

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    1. Questo però è un discorso diverso, a mio avviso rientra nella disponibilità economica di certi studi di produzione, ho i soldi? Mi serve uno che tira un calcio in una scena? Allora chiamo Scott Adkins anche se lo inquadro di nuca per tre secondi, come accaduto in Doctor Strange. Il fatto che ora sia accettabile contaminare “The Raid” e le principesse stile Disney, quelli si è un modo per riconoscere la vittoria del film di Evans. Cheers

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  8. Sulla principessa spaccaculi,direi che sono arrivati con 20 anni di ritardo,per quello ci aveva gia' pensato la principessa Fiona di "Shrek",tra l'altro era inifinitamente meglio,primo perche' essendo un film d'animazione non necessitava di credibilita' nei combattimenti,secondo motivo il film la buttava sul ridere,era una parodia,con il principe nano che manda l'orco a fare il lavoro di salvare la principessa dalla torre del drago al posto suo! Questi filmetti attuali sembrano invece negli intenti spaventosamente seriosi,roba da far accapponare la pelle!

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    1. Facciamo l'esempio di tutti i personaggi femminili tosti presenti in un film dai Lumiere al 5 luglio 2022? Che questo film non abbia inventato nulla l'ho ribadito più volte, la differenza sta nel fatto che ora, luglio 2022, è accettabile mescolare l'archetipo della principessa Disney a "The Raid", cosa che era impensabile fino a poco tempo fa. Cheers

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  9. Sara' che a livello puramente fisiologico non mi sono mai interessato ai film super chiacchierati che devono essere visti a tutti i costi per poterne parlare con gli altri in tempi record,le mie tempistiche sono molto lente,credo che la gente di questi tempi,complice anche l'esplosione delle piattaforme,guardi cosi tanti film e serie tv ad un ritmo talmente elevato che li dimenticano in fretta e devono subito parlarne nella rete,certo li dimenticano perche' non sono fatti con lo scopo di essere ricordati,visti e rivisti,sono fatti per assecondare i vari cambiamenti sociali in atto nell'industria dei film,meglio se portano consenso sui social! Di film ne guardo parecchi,ma spesso non sono quelli strombazzati a tempo pieno nei siti di cinema,quando mi chiedono se ho visto quel film che deve essere visto per poter far parte del gruppo,io rispondo sempre che la noia resta il miglior critico,a me basta che non mi faccia sbadigliare e possibilmente che non sia un prodotto progettato attraverso un programma automatico di sceneggiatura acchiappa click,personalmente ci sono tanti film in giro molto piu' belli che non vengono mai visti,probabilmente perche' essendo viziati,le persone non cercano piu' i film alla vecchia maniera,per molti e sufficiente cercare i filmetti in cima alle liste dei film piu' guardati,avessi fatto cosi anche io mi immagino i film che mi sarei perso! Se proprio devo dirlo non mi curo affatto del girl power,non l'ho mai fatto,ho avuto come spettatore eroi ed eroine tra cinema e televisione,alla fine l'unica cosa che conta e che il film sia bello e che i personaggi abbiano un senso e soprattutto che siano funzionali ai fini della trama,se funziona bene e se non e un film paraculo ancora meglio,ma in fondo di questi tempi,un film che non mi fa sbadigliare e' praticamente l'equivalente del premio oscar!✌

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    1. Mi sembra una politica valida. Avrai notato che sulla Bara tratto i film nuovi che vedo, ma mi pare chiaro (anche perché non l’ho mai nascosto) che quelli di cui preferisco scrivere solo quelli vecchi. Perché Padre Tempo è il miglior critico del mondo ;-) Cheers

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    2. Ti capisco Cassidy,dovendo gestire un blog ci sta che parli di film vecchi e nuovi,immagino poi che le persone che ti leggono siano curiose di capire le tue opinioni in merito ai film che vanno per la maggiore tra i social,diciamo che e' un vero peccato che molti non vadano oltre la loro confort zone,ci sono tanti film non presenti in piattaforme che potrebbero davvero sorprendere,ho provato ad addentrarmi nei meandri oscuri delle piattaforme,ma mi sono scontrato con un vero casino,non sanno nemmeno gestire le varie sezioni dedicate ai generi,se clicco su fantascienza ci trovo almeno 4 generi differenti che non c'entrano niente,le videoteche avevano piu' stile! Ringrazio ogni giorno che anche tra i film recenti riesco a trovare delle belle soddisfazioni,certo non capita molto spesso e di certo non includono i film che fanno trend su internet,ma tutto sommato posso sempre contare sulla mia umile videoteca personale creata con passione,pazienza e risparmi!😀

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    3. Posso dire che non scelgo mai titoli per seguire le tendenze, ne scrivo perché l’ho visto e mi va di dire la mia, poi è normale che qualunque titolo del 2022 (disponibile in streaming, bada bene) sia più cliccato di un vecchio titolo, ma io me ne frego perché è più probabile che tra i due quello vecchio, sia davvero quello che merita di essere visto e per assurdo pubblicizzato. D’altra parte se nelle sezione fantascienza, trovi poca roba e se ti va bene sono quattro film di “Star Wars”, qualcosa non va, ma proprio alla radice, il pubblico non è curioso e in giro si trovano solo i soliti titoli che le persone già conoscono. Cheers

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  10. Esattamente tra un mese sempre su HULU sarà poi il turno del nuovo film di Predator "PREY"(viva la fantasia,credo di aver visto almeno una decina di film con lo stesso titolo,comincio a fare confusione),con protagonista femminile alle prese col colossale alieni che ha quasi ucciso Arnold,curioso di capire come gestiranno la cosa,se è complicato mostare in modo soddisfacente donne minute contro uomini formato armadio,posso solo immaginare invece messe a confronto col cacciatore per eccellenza!

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    1. Sento una puzza attorno a quel progetto che non ti dico, spero di sbagliarmi. Intanto impiegherò il mese che manca per ripassare, oltre ai soliti “Mad Max” (d’estate si riguarda tutta la saga, appuntamento fisso) anche i film di “Predator”, per la serie, ogni scusa è buona ;-) Cheers

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    2. Pare proprio una puzza di cacca aliena pestata,oh magari porta fortuna, lo vedro' principalmente per la mia devozione al Predator,se poi e persino riuscito potrei anche per la gioia ballare la giga!

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    3. Dopo "The Predator" penso che alla Fox abbiano messo al bando qualunque riferimento a Shane Black, compreso poter ballare la Giga, ma capisco lo spirito, se si rivelasse un bel film sarei il primo ad essere contento, lo scopriremo tra un mese. Cheers

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  11. E' proprio vero che siamo in pieno revival degli anni Novanta, quando noi malati di cinema marziale avremmo pagato oro per film con le "donne di menare", ma a parte Cynthia Rothrock non esisteva alcuna forma di vita, almeno in Italia. Oggi di eroine guerriere ne tirano via un tanto al chilo, e sto seriamente pensando di limitarmi a vedere i film romantichelli su TV8, perché la deriva action da piattaforma mi fa davvero male al cuore.
    Grazie per avvertirmi di questi prodotti, così so cosa evitare attentamente ^_^

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    1. In effetto il passo successivo della riflessione era va bene che "The Raid" sia riconosciuto per il capolavoro che è, ora potremmo avere altri film così? Intendo con gente che fisicamente possa sostenerli ;-) Cheers

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  12. Sospettavo puzza di bruciato lontano un miglio, anche perché la brava Joey King si è data a queste cose adolescenziali che strizzano l'occhio alle fanciulle indipendenti.
    Direi che mi devo un recupero di The Raid, mi spaventa, ma magari abbasso la pipa anch'io.

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    1. Merita, perché è uno dei migliori film degli ultimi anni, devo proprio decidermi e scriverne qui sulla Bara una buona volta ;-) Cheers

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  13. Devo ancora vederlo, anche se un po' mi ricorda Disincanto (che pure dovrei recuperare)....solo io mi chiedo perché, con il trend degli ultimi anni, non sia ancora stato prodotto un film su Red Sonja? Faresti contenti tutti, le ragazze per la figura della guerriera rossa e indomita...e i ragazzi...beh, per altri motivi.

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    1. Anche a me manca "Disincanto", ma il film su Red Sonja è arenato, dopo il tentativo di dirigerlo di Robert Rodriguez con Rose McGowan, di cui esistevano giusto due poster preparatori che girano ancora su Internet. Cheers

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  14. La ragazza che interpreta la principessa era anche nel cast di Glow, la serie sul wrestling femminile anni '80. :)

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    1. Si vero, anche se non mi ha mai preso troppo quella serie. Cheers

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