lunedì 25 luglio 2022

Silent Hill (2006): il cugino horror di Resident Evil


Il traghettatore infernale Quinto Moro vi accompagna in una gita di dispiacere alla “ridente” (stile Vincent Price) cittadina di Silent Hill.
“Lassù: una bara volante!”, “Oddio, siamo fottute!”

“Collina Silenziosa” versus “Residenza Cattiva”
Per importanza, Silent Hill è la seconda saga che ha portato l’horror del mondo videoludico. La più famosa e nazionalpopolare è Resident Evil, a cui Silent Hill deve molto. Com'è approdato Resident Evil al cinema lo sappiamo, quando però fu il turno di Silent Hill la musica sembrava diversa. Oppure no? Se RE si era trasformato in una caciara action sempre più lontana dalle origini, Silent Hill faceva delle atmosfere il suo punto di forza. Ma tanto per cambiare il film fece incazzare i puristi (o puritani), come ogni adattamento di qualsiasi cosa, benché di rispetto per il materiale originale e ce ne fosse a strafottere.
Silent Hill non è l’horror del secolo, i difetti ci sono, ma il lavoro di Christophe Gans e Roger Avary, se non è il migliore possibile, poco ci manca. Per un film tratto da un videogioco fa la cosa migliore: non copia, non storpia e non si accartoccia in un fanservice sterile. Adatta per lo schermo. Chi critica la non fedeltà al materiale originale merita d’esser preso a calci in culo da Milla Jovovich (ma a qualcuno potrebbe anche piacere).

“Ferma! C’è un mucchio di nerd incazzati da quella parte”

Too old to rock’n’roll, too young to die
All'uscita del film, di Silent Hill sapevo poco o nulla, feci giusto in tempo a giocare al 3° capitolo della saga, sufficiente a incuriosirmi, oltre agli osanna che accolsero il film all'uscita. Si perché mentre gli aficionados scrollavano il capo, c’era una parte di “stampa specializzata” pronta ad urlare al miracolo. Ebbene sì, io non dimentico. I primi 2000 erano anni di vacche magre sul fronte horror e ci si accontentava di molto meno di così. Sul finire dei ’90 erano stati gli horror nipponici (e loro remake yankee) a tenere banco, perciò Silent Hill era l’ibrido perfetto: americanissimo nella produzione e negli interpreti, vendibile per la fama del gioco pregno del fascino giappo tutto demoni e spiriti vendicativi.
A livello di trama horror poi, Silent Hill poteva giocare a tutto campo: dall'horror psicologico al paranormale, con creature cicciate fuori dagli incubi dei personaggi in un gargantuesco metaforone del dolore che si trasforma in orrore e punizione. Un intreccio dei piani della realtà che il film sfrutta in modo pigro, ma funzionale alla trama.

“Intreccio pigro” di A. Gillespie, 9 anni.

Tante belle facce, ma i mostri sono meglio
La protagonista è Radha Mitchel, qui all'ultimo “grande” ruolo da protagonista nel cinema mainstream, cui tocca la parte da mamma premurosa e in egual misura imbecille (poi ci torniamo).
C’è poi la sbirra Laurie Holden, con uno dei pochi personaggi clonati in aspetto e nome dal primo videogioco, ma resa come la più stronza sulla piazza per metà film. La sceneggiatura cerca di salvarle la faccia nel finale, ma non è che alla sua faccia vada benissimo…
A essere sinceri, la sensazione è di un cast abbandonato a se stesso, come se gli avessero detto “queste sono le battute”, e giù di tanti “buona la prima”. Tutti sembrano dare molto meno di quanto sono capaci di fare, ad eccezione di Deborah Kara Unger, con poco spazio ma sfruttato bene.
La piccola Sharon ha il volto e gli occhioni di Jodelle Ferland, che dopo Tideland si è confermata con una prova mica da ridere, il suo faccino ci mette un niente a passare da innocente a inquietante, specie quando appare sfatta e cenciosa, roba che Samara lèvati, ma lèvati proprio. Non capita spesso di vedere bambini danzare sotto una pioggia di sangue tra squartamenti e urla. Peccato che per quasi tutto il film sia in secondo piano, e l’orrore di Silent Hill ci venga mostrato con gli occhi dei soli adulti.
Lo spigoloso Sean Bean è il papà di Sharon, tirato dentro a fare minutaggio perché nella prima stesura (bocciata) della sceneggiatura “non c’erano uomini” (storia vera, per uno dei pochi film che ha dovuto istituire le “quote azzurre” al posto di quelle rosa). Però non si capisce perché questo papà preoccupato, unico personaggio che si comporta in modo sensato a momenti passa per uno stronzo. Ma va bè, a Sean è andata di lusso se in un film con demoni e mostri NON muore.

! SPOILER: in questo film Sean Bean sopravvive all’ultima scena! (tranquilli, sta solo dormendo)

Viva la mamma. Ma anche no.
Radha “mamma dell’anno” Mitchel, per risolvere i traumi della figlia consulta uno specialista un sito internet. Al che decide di portare la bimba in vacanza fino a Silent Hill, così da farla guarire dai traumi smarrirla appena arrivata in città e crearle traumi peggiori. Più in generale, gli esempi materni (e matriarcali) presenti nel film non sono certo ideali.
Tra cielo che trasuda cenere e mostri deformi, Silent Hill è un posto di merda con un oscuro passato, i cui segreti si rivelano lentamente fino allo spiegone che precede il gran finale. Di carne al fuoco ce n’è tanta (letteralmente). E’ un perfetto esempio di quanto buono può essere un soggetto e quanto pasticciata una sceneggiatura. Ma hey! L’ha scritta Roger Avary! Il Premio Oscar alla sceneggiatura per Pulp Fiction! E ‘stigazzi? Prese dal videogioco le idee migliori e messe insieme in un racconto coerente, a fare acqua sono le azioni dei personaggi. Vedi il comportamento vessatorio della sbirra di Laurie Holden, o l’idiozia da cui è affetta (tipo malattia incurabile) la nostra mamma dell’anno che dopo aver cercato la figlia per metà film, appena incontra una bambina identica a sua figlia, capisce al volo che non si tratta di lei. Mamma dell’anno no, ma Jessica Fletcher lèvati.


Cose strane a Silent Hill
La parte interessante di Silent Hill è il “sottomondo”, per dirla alla Stranger Things. Il primo approccio con la spettrale cittadina è intrigante, ti fa venir voglia di capire e scoprire che cazzo sta succedendo.
Visivamente, le transizioni dalla realtà diurna a quella demoniaca sono ben riuscite, con una CGI discreta. Le scenografie sono curate, gli ambienti sporchi e abbandonati. I demoni funzionano, inquietanti e minacciosi anche se di morti ammazzati se ne vedono pochi, almeno sino al finale che è una discreta festa di sangue. Però… però manca di quel sano gusto per lo splatter spinto, quello che ti fa vedere da vicino le budella mentre schizzano via dai corpi. Lo squartamento è in grandangolo, spettacolarizzato senza l’accanimento truculento di un’inquadratura ravvicinata.
Il film si gioca abbastanza male Pyramid Head, il mostro più iconico della serie di giochi (che pure Resident Evil finì per scopiazzare nei suoi film, vedi “Afterlife”), funzionano meglio tutti gli altri demoni, dal tarantolato Colin che sembra uscito da Hellraiser, ai demoni senza braccia e le infermiere. Oltre al design, con ottimi costumi e trucco, i demoni funzionano grazie al talento delle comparse, vere ballerine che si contorcono in movenze bizzarre e disarticolate. [Tutta roba che arriva da Allucinazione perversa, vera ispirazione del videogioco, nota Cassidiana]

"Let's sway - sway through the crowd to an empty space" (Cit.)

Christophe Gans ce la mette tutta a mostrare Silent Hill nel modo migliore possibile, ma si ferma alla confezione: tecnicamente poco da dire, le atmosfere sono ottime, e la colonna sonora originale del gioco (ottima) spicca nei momenti giusti. I venti minuti finali la buttano in caciara sanguinosa che dopo lo spiegone-flashback ci sta, e porta ad una conclusione non banale e malinconica, che promette un sequel ma basta a se stessa. Questa però è un’altra storia.
Oh, io a ‘sto film gli ho voluto bene. E’ un raro adattamento dignitoso da videogioco a film, che rende giustizia alle atmosfere pur raccontando una storia diversa, al netto di qualche errore di grammatica.
 
Un saluto da Pyramid Head.

Grazie a Quinto Moro per averci portati tutti a Silent Hill, vi ricordo qualcuno dei suoi lavori, che potete trovare comodamente QUI.

30 commenti:

  1. A me piace tanto questo film,un vero peccato che siano sempre più rari i film dell'orrore che hanno alle spalle un grosso budget che gli permetta di fare grande sfoggio dell'estetica,per non parlare della grande cura per i dettagli delle imponenti scenografie,quasi tutte realmente costruite,sinceramente un pò mi sono anche rotto di tutti quei film horror indie modello sundance realizzati con zero soldi,e chiusi essenzialmente in una singola stanza con 2 persone in croce,a volte sono uscite fuori belle cose,ma per quanto mi riguarda,la maggior parte delle volte sono la fiera dello sbadiglio(qualcuno a detto A24?),e poi fan(atici) rompipalle dei videogiochi,magari gli adattamenti dei videogames fossero sempre belli come questo di Christophe Gans!

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    1. Lo penso anche io, mi regalarono il DVD dopo aver visto Il film al cinema a scatola chiusa, visto che ancora non ho mai giocato nemmeno ad un minute del videogioco, la prima volta che suona la sirena nel film, direi che un minimo di “strizza” (termine tecnico) la porta a casa, mi piace anche l’idea del film al femminile, Radha Mitchell e Laurie Holden (in versione aspirante sergente Debbie Callahan di “Scuola di polizia”) sono bellissime se mi è concesso un parere non strettamente cinematografico, secondo me Christophe Gans aveva fatto un buon lavoro. Cheers

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    2. In effetti il budget c'è e si vede, ed è usato bene.
      Le critiche dei superfan mi sembrano del tutto sterili, però non essendo stato affezionato al gioco ho poca voce in capitolo. Dico solo che restituisce degnamente l'atmosfera inquietante di Silent Hill.

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    3. Giovanna La Pazza28 luglio 2022 01:44

      Caro Quinto Moro, o fai Benito di nome, o dovevi scrivere sesto! A questa bambina poteva andare peggio, poteva essere figlia della Signora Desolina, altro che traumi! Capitto mi hai?:)

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  2. Il sequel di M.J.Bassett del 2012 "Silent Hill:Revelation 3D" credo di averlo visto una sola volta,sinceramente non me lo ricordo molto bene,di certo dovrei rivedermelo per farmi un'idea se fosse riuscito anche quello!

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    1. Idem, ricordo solo una scena con testa-di-piramide e poco altro, Quinto Moro di sicuro lo ricorderà meglio di me. Cheers

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    2. Io il sequel lo vidi al cinema in 3d, ricordo che apprezzai solo i titoli di coda, che avevano un bel 3d... giuro, ricordo solo quello, per il resto tabula rasa. Non mi aveva lasciato nulla, benchè all'unico Silent Hill (3), che avevo giocato. Lo rivedrò.

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  3. Ultimamente in alcuni siti gira questa voce che Gans sia al lavoro su un nuovo film di Silent Hill,slegato dal suo film precedente,ovviamente niente di confermato!

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    1. Magari lo scrive qualcuno che lo rimpiange, però l'avevo letta anche io in giro per il web ;-) Cheers

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    2. A queste voci di sequel e reboot di film sui giochi non ci credo mai, a meno che il brand non sia sulla cresta dell'onda, cosa che Silent Hill non è.
      Anche Silent Hill: Revelation era uscito troppo tardi, a ben 6 anni dal primo.

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  4. Visto al cinema all'uscita, rivisto poi in DVD e in TV, lo ritengo un ottimo horror, ben diretto e realizzato, ma ovviamente non ho mai giocato al videogame, quindi ero partita col cervello "vergine", che spesso è la cosa migliore!

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    1. Ho fatto la tua stessa identica trafila (storia vera). Cheers

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  5. Caso più unico che raro: pur con tutti i suoi difetti, rimane un film DEGNO tratto da un videogioco. Gli esempi in tal senso si contano sulle dita di una mano monca.

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    1. Credo sia uno dei pochi film realizzati con in mente il gioco, ne restituisce l'atmosfera e la storia, anche se diversa, è ispirata.
      Peccato per le ingenuità nella gestione dei personaggi, che a quest'ultima visione mi sono pesate.

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  6. Concordo con Moro quando dice che si tratta del miglior adattamento di un videogioco in film: non ho mai giocato a nessun capitolo della saga, però devo dire che il film mi ha sempre convinto. M
    L'aspetto che forse mi piace di più è che, quando si arriva alla resa dei conti, l'entità di turno se la prende più con i suoi aguzzini che non con chi non c'entra nulla...certo, rimangono delle asinerie sparse nel film. Però molto meglio rispetto ad altri horror, anche recentissimi.

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    1. La mattanza finale mi galvanizza sempre. Non è il tipico horror in cui la minaccia si accanisce contro innocenti a caso che devono sopravvivere.

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  7. Penso che sia l' unico film decente tratto da un videogioco ,mi spiace che Radha non trovi più ruoli,la trovo brava e versatile PS: com'è che Sean Bean non muore in questo film?

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    1. La domanda è legittima: morirà nel sequel? Giuro che non ricordo una mazza di quel film ;-) Cheers

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    2. Non mi ricordo se sopravvive o muore. Non mi ricordavo nemmeno che ci fosse finchè non mi sono imbattuto nelle foto del sequel.

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  8. "La paura del sangue tende a creare paura per la carne"
    "Segui un percorso di sangue e mutilazioni per strappare una persona amata dagli artigli di un potere demoniaco. Entra in una dimensione alternativa dove la morte non costituisce una via di fuga. Benvenuti nell'inferno di silent hill"
    Questo è quello che è scritto sulla custodia del primo mitico "Silent Hill" per la prima Play Station. Mamma mia la strizza! Credevo fosse tipo "Resident Evil", e infatti parecchie riviste di settore li accomunavano, ma...SH somigliava a RE forse solo per quanto riguardava l'aspetto degli enigmi da risolvere, perché le atmosfere erano tutta un'altra cosa! La suspense, l'angoscia, il disagio, la voglia a volte di smettere di giocare per l'insostenibilità della tensione. Non so se riesco a spiegarmi, non si era mai visto niente di simile, con quella radiolina che sfrigolava all'arrivo dei mostri, i mostri stessi così innaturali... io non ci ho mai giocato a luci spente, e mai di notte.
    Siccome poi facendo scelte diverse all'interno del gioco si hanno diversi finali (anche RE ha questa particolarità), non ho mai sentito il bisogno di avventurarmi oltre il primo capitolo. Fino all'arrivo della PS2, e il conseguente arrivo "Silent Hill 4: The Room" (capitolo distaccato dalla trama generale) che mi confermò ampiamente la strizza di quel primo capitolo.

    Questo film mi ero sempre rifiutata di vederlo, temendo la stessa deriva dei film tratti da Resident Evil, fino a quando non ci sono capitata per caso, rimanendone piacevolmente colpita. Il mostrone lo conoscevo come Red Pyramid (nel film è accreditato così), non sapevo provenisse dal secondo capitolo della saga videoludica, e mette una paura fottuta nel film. Ricordo sì alcune incongruenze, ma del resto anche nei videogiochi non è che si riesca tanto a stare dietro alle trame, e poi tanto chiunque vinca, alla fine perdono tutti. Mi fa molto piacere leggere che il film è apprezzato anche da chi è totalmente digiuno del videogioco: vuol dire che sta in piedi anche da solo, e quindi hanno fatto un buon lavoro di trasposizione. Le atmosfere angoscianti, i mostri deformi, la ricerca spasmodica in un mondo tutto realmente sottosopra (non la versione edulcorata di Stranger Things, io sono ferma ancora alla terza stagione), con valori e parametri totalmente estranei al nostro modo di pensare: come ha detto Quinto Moro "Adattamento dignitoso a cui si vuole bene" 😉

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    1. Mamma mia, la radiolina sfrigolante, c'era pure in Silent Hill 3. Rispetto a Resident Evil è un horror molto più viscerale, RE è molto più commerciale e banale nella struttura del racconto: casa farmaceutica cattiva = virus = mostri. Peccato che SH all'inizio fosse solo su Play Station.

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  9. Del film non riesco a ricordare molto, quasi si trattasse di un sogno (o di un incubo) che ho vissuto ad occhi aperti, però ricordo la piacevole sensazione che fosse abbastanza aderente al videogioco, che avevo amato nelle sue prime due incarnazioni. Stranamente ricordo anche più Sean Bean delle quote rosa, forse proprio perché si comportavano come delle psicolabili...
    In ogni caso lo rivedrei con piacere.
    Grazie quindi Quinto!

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    1. Povero Sean, il suo personaggio l'hanno buttato lì per fare numero ma sarebbe pure coerente col materiale originale, la parte in cui indaga sul passato di SH è abbozzata ma aggiunge qualcosa al racconto. L'unico difetto di quell'uomo è che ha sposato una sciagurata!

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  10. Da appassionato di videogames é sempre un piacere parlarne, specie se poi si tratta di survival horror.
    Il film tutto sommato si lascia vedere, anche se l'ho sempre trovato un pò privo di mordente e con gli attori un parecchio sottotono. Ma se non altro, la fedeltà alle ambientazioni e alla atmosfere del gioco é assoluta.
    E questo é un pregio, considerando che i RE di Anderson non c'entrano una beneamata col materiale di riferimento.
    In mancanza del film di Romero, al loro posto sarebbe dovuto uscire "Welcome to Raccoon City", ci tengo a ribadirlo. Avrebbe fatto il botto.
    Sono d'accordissimo col giudizio, comunque. Perché questo film rispecchia in parte la sorte toccata a questa sfortunatissima saga.
    Come fai notare tu, a livello di idee é tantissima roba. Ma sembra che chi l'ha fatta non ci abbia mai creduto fino in fondo, o più di tanto.
    I Resident Evil, soprattutto i primissimi, hanno un posto speciale nei miei ricordi. Ma Silent Hill ha portato tutto a un livello differente, e per certi versi superiore.
    Tutta atmosfera, con la suspence che viene generata dalla stramaledetta radiolina e dalla visibilità scarsissima, e da quello che immaginiamo potrebbe esserci dentro a tutta quella nebbiaccia. In realtà un astuto escamotage per permettere la realizzazione di ambienti davvero in 3D, superando così le limitazioni dell'hardware d'epoca. Al contrario di RE che aveva solo i personaggi poligonali, mentre per il resto i fondali erano ancora fatti alla vecchia maniera.
    Introduce inoltre una notevole controparte psicologica, con le orripilanti creature che sono il più delle volte le proiezioni delle angosce, dei traumi e dei sensi di colpa provati dai personaggi.
    Molta introspezione, meno jump - scare (che quei c@$$% di cani - zombi che entrano dalle finestre mi fecero perdere tre anni di vita in un colpo solo, li mortacci loro se non fosse che erano già stramorti) e una struttura che ricorda quella dell'incubo.
    Mi ricordo l'inizio dove mentre il protagonista avanza in un vicolo la luminosità si abbassa progressivamente, poi viene circondato da dgli omuncoli che sembravano usciti da "Phantasm" che lo saccagnano a morte e poi...si sveglia in un diner.
    Spiazzante.
    Un gran esordio. Ma da lì in poi non ne va più bene una.
    Il team che lo ha realizzato si scioglie, ma riescono a fare un secondo episodio che forse é addirittura meglio del primo.
    Poi, da lì, é andato tutto progressivamente in calando.
    E mentre RE gode ancora adesso di ottima salute (nonostante ne abbiano ormai snaturato irrimediabilmente la formula), Silent Hill é finito nell'oblio.
    Forse sarebbe rinato a nuova vita se avessero fatto quel fantomatico reboot a opera di Guillermo Del Toro e Hideo Kojima, ma al momento é tutto cancellato.
    Mastro Koji e Konami si odiano a morte, quindi difficilmente lo rivedremo.
    Proprio una gran rogna. Pensa che la remaster in HD del 2 e del 3 uscì persino monca, dato che ormai parecchio materiale degli originali era finito perduto, e quindi irreperibile.
    Questo per dar da capire quanto gliene potesse fregare...

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    1. I fondali pre-renderizzati di RE per me hanno sempre avuto il loro fascino. Ho visto un gameplay del primo SH prima di scrivere il pezzo e devo dire che le inquadrature di Gans omaggiano quella "regia" tipica di certi vecchi giochi.
      E' un peccato di Silent Hill abbia perso mordente negli anni e si rimasto molto più di nicchia rispetto a RE. E' una saga quasi dimenticata.

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  11. Mi "costrinse" una compagnia del tempo a vederlo e ne rimasi sorpreso. Curatissimo, meno scemo di quello che sembra e DAVVERO cattivo.
    Non male per un prodotto mainstream!

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    1. Davvero niente male, per di più tratto da un videogioco, tipologia di film da sempre sfortunatissima. Cheers

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    2. Tipologia carica di aspettative che finiscono regolarmente per essere tradite, quando le si ha: in genere io cerco sempre di mantenere videogioco originale e adattamento cinematografico su piani separati (come la saga andersoniana di RE, peraltro già volutamente distante assai dal materiale di partenza) così da riuscire a apprezzare meglio il risultato finale... "Silent Hill", poi, è quel tipo di trasposizione capace di funzionare come film a sé stante, anche senza aver necessariamente conosciuto prima l'originale videoludico.

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  12. Atmosfera pazzesca, una trama non proprio solida, ma effetti "speciali" da paura, decisamente un film riuscito, più di RE rimasto impresso.

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    1. Decisamente si, la versione che vince a mani basse la lotta tra "cugini" ;-) Cheers

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