venerdì 1 luglio 2022

Dog Soldiers (2002): sei soldati, luna piena, nessuno scampo

Sapete che mi piace portare avanti questo filone dedicato ai bistrattati lupi mannari al cinema, ho tenuto da parte un titolo a cui voglio molto bene per un’occasione speciale, direi che i primi vent’anni di “Dog Soldiers” sono proprio il momento migliore possibile.

All’inizio degli anni 2000, da Albione con furore il nome di Neil Marshall si impose come sinonimo di horror di qualità, anzi sembrava proprio destinato all’Olimpo del genere, come sappiamo non tutto nella sua carriera è andato nella direzione ideale, anche se il suo lavoro lo conoscete tutti, visto che sul piccolo schermo ha diretto il migliore episodio di sempre di Giocotrono, ma anche tante puntate di Westworld, Hannibal e il bellissimo e sottovalutato Black Sails, anzi io sono tra quelli che ancora spera che un giorno Neil riuscirà a mettere insieme i fondi per dirigere il suo “The Last Voyage of Demeter”, dedicato alla storia della nave che portò la bara di Dracula in Inghilterra, trama ispirata al classico di Bram Stoker.

Neil Marshall non è solo un regista con i gusti cinematografici migliori possibili, a mio parere è uno dei pochissimi che ha saputo fare sua la lezione Carpenteriana, anzi finché ha potuto dirigere in libertà, si è confermato tra i suoi più degni discendenti, capitemi, non spreco parole del genere per uno a caso, quindi colgo la palla al balzo e l’occasione offerta da questo compleanno per annunciarvi l’inizio delle mini rubrica (a cadenza estemporanea) dal titolo basato su uno stupidissimo gioco di parole, benvenuti al primo capitolo di… Marshall Love!

Il primo cortometraggio di Neil Marshall si intitolava “Combat” (1999) per certi versi le prove generali per il suo film d’esordio, “Dog Soldiers” è stato Carpenterianamente scritto, diretto e montato da zio Neil che al suo primo lungometraggio si dimostra nato pronto come Jack Burton, perché non solo tutte le caratteristiche del suo cinema erano già in bella vista qui, ma anche l’approccio al genere è quello di chi aveva già le idee chiarissime e soprattutto, nessuna spocchia, ma solo tanto amore per l’horror, quello che ti porta a fare le scelte giuste, quelle che anche dopo vent'anni fanno di “Dog Soldiers” un film invecchiato benissimo, che non mi stancherò mai di vedere o rivedere.

Provate a tornare indietro con la memoria a quel periodo, il cinema horror era popolato di ragazzine con i capelli davanti alla faccia uscite da pozzi e VHS, più in generale, dal J-Horror, Marshall fa fare un balzo indietro alle lancette del tempo scegliendo per il suo film solo effetti pratici, budella e sangue finto della vecchia scuola, ma il vero colpo di genio, la prova che zio Neil conosceva alla perfezione tutti i meccanismi del cinema horror resta il modo in cui ha deciso di centellinare le apparizioni dei lupi mannari, ma qui urge una piccola parentesi.

Si parliamo di voi lupacchiotti adesso, il prossimo paragrafo è vostro.

Nel momento esatto in cui mostri il mostro (ah-ah), sveli le carte e passi dalla tensione suggerita all’orrore mostrat… manifesto, il che può andare benissimo con qualunque tipo di creatura orrifica al cinema, ma i lui mannari, personaggi che storicamente nascono come maledetti e sfortunati, sono afflitti da una sfiga cronica: nel momento esatto in cui compaiono sullo schermo, ti perdi il pubblico. Puoi avere la migliore CGI o il migliore trucco prostetico della settima arte, ma per sua natura un mostro che somiglia ad un lupo, agli occhi del pubblico appare subito o poco realistico o troppo teneroso per fare davvero paura, ecco perché i migliori registi hanno centellinato le apparizioni e Neil Marshall è tra i migliori anche per un’altra ragione.

“Dog Soldiers” è un gioco di parole più riuscito del mio “Marshall Love”, perché ad una prima occhiata fa pensare ai lupi mannari (mai chiamati così nel film), ma di fatto si riferisce ai veri protagonisti, ovvero il gruppo di soldati. “Dog Soldiers” pesca dai film giusti dimostrando di aver imparato la loro lezione, da Predator di McTiernan arriva l’idea dei militari tosti, da quell'aria da film di guerra che di colpo svolta e cambia genere, diventando in questo caso un horror. Da Aliens - Scontro finale arriva una perfetta caratterizzazione dei soldati, prima di essere “presi a calci nelle palle” (cit.) da un’entità aliena, qui intesa come altro, qualcosa di sovrannaturale e sovrumano, ma è impossibile non riconoscere l’influenza di I guerrieri della palude silenziosa di Walter Hill sui soldati di Marshall, le dinamiche interne al gruppo, i tipi tosti in mimetica pronti anche a sbranarsi l’uno con l’altro se messi sotto pressione, zio Neil ama i nostri stessi film e da loro ha capito come fare del gran cinema, che non sia semplice citazionismo, ma vera elaborazione.

Neil Marshall ha imparato da Walter Hill a scrivere i dialoghi.

Diventa chiaro nel momento in cui arriva la minaccia, a quel punto “Dog Soldiers” ci ha già conquistato perché stiamo già patteggiando per il gruppo di soldati, di lì a poco impegnati in un assedio che sta a metà tra uno Carpenteriano e uno Romeriano (insomma, il meglio del meglio), anche se Marshall tiene gli stivali piantati in terra d’Albione, facendo citare ad uno dei suoi personaggi un film patrimonio della cultura britannica, ovvero “Zulu” (1964), solo tra i migliori film d'assedio di sempre, scusate se è poco.

Quando poi per esigenze narrative, Marshall è costretto a tirar via il sipario mostrando i suoi (altissimi) mannari, ormai come spettatori poco importa che essi siano licantropi, zombie, casalinghe in foga durante una svendita o persone in coda per il nuovo iTelefono, come pubblico ormai stiamo patteggiando completamente per i protagonisti, gli effetti speciali artigianali, le budella (rimesse dentro la pancia e curate con metodi non consigliati dal manuale di medicina) e le litrate di sangue fanno il resto.

Neil Marshall ci conquista perché fin dal prologo del film punta tutta la sua attenzione sui personaggi e le loro dinamiche, affidandosi poi alle facce (brutte) giuste, ad esempio al carisma di uno dei suoi attori feticcio il grande Sean Pertwee, qui nei panni del sergente Harry G. Wells (nome che strizza l’occhio al grande scrittore di fantascienza, storia vera) a cui Marshall fa recitare l’equivalente locale dell’Indianapolis Speech, in cui il sergente racconta del triste destino del soldato Eddie Oswald, nome ricorrente che fa capolino in tutti i film di Marshall.

Non è Master Chef UK, ma è quel mito di Sean Pertwee.

Il regista inglese non riesce ad essere spudoratamente citazionista nemmeno quando lo è per davvero, affidare all’attore Thomas Lockyer, il ruolo del caporale Bruce Campbell è un omaggio manifesto, ma non casuale visto che Marshall proprio da Sam Raimi adotta la stessa tecnica vista in Evil Dead, qui applicata al punto di vista (in bianco e nero) dei suoi mostri, che corrono per il bosco con la stessa inquadratura raso terra marchio di fabbrica di Raimi.

Come dicevo lassù poi, Marshall trova il modo di mantenere il suo cinema con i piedi ben piantati nella cultura inglese, il carnefice dei campeggiatori scomparsi nella zona viene paragonato al mastino dei Baskerville dei romanzi di Sir Conan Doyle, questo almeno nella versione doppiata del film, un modo per mantenere l'origine inglese ma rendendo più comprensibile alla nostra cultura la creatura citata da Cooper in originale, ovvero la bestia di Bodmin.

Io penso positivo (finché son vivo, finché son vivo)

Allo stesso modo i dialoghi brillanti sono pieni di parolacce (Walter Hill docet) e di riferimenti inglesi fino al midollo, le sopracciglia unite per riconoscere i licantropi è una trovata che arriva dritta dal folklore inglese e a ben guardare anche da In compagnia dei lupi, ma anche l’ossessione per la partita di calcio Germania-Inghilterra in programma per la sera stessa, fa riferimento in maniera spiccia a quella cultura da Pub esportata in tutto il globo, anzi ci trovo molto dell’umorismo caustico (e spesso nerissimo) inglese, anche nell'ultima scena, quella che ci aggiorna sul risultato della partita, ben più importante del destino dei protagonisti, almeno per i giornali inglesi.

Se l’azione è tesa e gli effetti speciali pratici garantiscono sangue senza tirar via la mano, quando l’assedio vero e proprio comincia si ride (le armi improbabili da cercare nella fattoria per evitare di doversi difendere a parolacce, cit.) ma ci si consuma anche sospettando di tutti, non è difficile capire chi si trasformerà in mostro, questo bisogna dirlo, personalmente trovo più sfizioso il fatto che uno dei soldati (con il nome che pare un’altra strizzata d’occhio al cinema di Spielberg) faccia la parte del Burke della situazione, ma che comunque le carte vengano tutte svelate in fretta, malgrado il budget non proprio da capogiro, Neil Marshall non fa mai rallentare il film trasformando l’assedio in una lunga sequenza di gente che parla per riempire il minutaggio, ma porta costantemente avanti l’azione, in un crescendo anche un po’ tamarro («Volevi la fine? Eccola?» BANG!) ma incredibilmente riuscito e ammettiamolo, dannatamente divertente.

"Pallottole d'argento non ne ho, proviamo con il piombo"

Anche quando finalmente i lupacchiotti di Marshall entrano in scena, il regista non rinuncia al suo cinema muscolare e ad una sana dose di sciovinismo inglese, l’idea di un soldato che vende cara la pelle e sfida il mostro a cazzotti come in una rissa al pub, onestamente mi esalta e mi diverte in parti uguali, i 105 minuti di durata di “Dog Soldiers” filano via alla grande tanto da sembrare meno della metà, sarà pure un film uscito vent'anni fa (e ancora non disponibile in Blu-Ray in uno strambo Paese a forma di scarpa, siamo la periferia del mondo) ma proprio grazie alle scelte registiche di Neil Marshall resta ancora un gran film invecchiato come il migliore dei vini.

Per il resto della filmografia di zio Neil invece, restate su queste Bare, avremmo altri gran titoli da esplorare.

28 commenti:

  1. Grande Cassidy,in effetti è il 20 anniversario della carriera registica di Marshall! Chi più chi meno,a me tutti i suoi film sono piaciuti,sono ancora in attesa che venga diffusa la data di uscita del suo ritorno al monster movie "THE LAIR",le qui riprese sono terminate da un pezzo,e quando Neil Marshall promette creature mostruose e sangue a volontà io gli credo,perchè Neil è davvero uno di noi!!

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    1. Sembra che io faccia le cose a Cass in quanto Cass, ma a volte riesco a rispettare anche i festeggiamenti ;-) Lo seguo dal suo profilo Instagram dove ci tiene aggiornati, sarebbe bello vedere uscire il suo nuovo film in tempo per l’anniversario. Cheers!

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  2. Comunque se lo si chiede a me il motivo del declino di Neil Marshall dal punto di vista del botteghino e del pubblico,ovviamente parte dal flop ingiusto di quel capolavoro di "Doomsday",ma risponderei anche che è stato maledetto dai 10 anni di assenza dalle sale,10 anni passati ahimè nel mondo delle serie televisive,mentre nel frattempo si erano fatte avanti nuove realtà del cinema horror,da una parte i filmetti di poco valore prodotti in serie della "Blumhouse",mentre dall'altra parte i film che fanno bagnare i critici nelle mutande della "A24",tutto raffinatezze e più o meno zero effetti speciali,quando poi Marshall,con il suo stile muscolare,volutamente scorretto,grottesco,sporco,cattivo e splatterosissimo è tornato,agli occhi dello stolto pubblico è finito con l'apparire alla stregua di un dinosauro giurassico con una concezione di intrattenimento horror lontana mille miglia dalle tendenze attuali,ora nessuno parla di lui e molti presunti appassionati di film dell'orrore nemmeno lo conoscono,brutto da dire ma è vero,tanto che oggi quando viene fatto il suo nome non si menzionano i suoi film ma solo "Il Trono Di Spade",se questa non è pura ignoranza del pubblico non so davvero cos'altro lo sia!!!.

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    1. Niente mi toglie dalla testa che senza i muscoli e il sangue (ri)portati da Marshall nel genere Horror, chissà dove saremmo ora. Purtroppo non è mai stato fortunato (come molti dei miei registi prediletti per altro), assurdo sentir piangere i fan di “Giocotrono” per la sua puntata, dove a loro detta mancavano i punti di vista degli altri personaggi e il solito spezzettamento della trama, quando il suo episodio è l’unico che merita di essere visto in quella serie (storia vera). Cheers

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  3. Puro amore per questo film,se penso alla grotteschissima scena tra Sean Pertwee è il cane molesto,urlo di gioa cafona,e poi chi non ha mai desiderato aprire un baule a caso e trovare Excalibur(eh eh!)?

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    1. L'ha fatta poi trovare anche al suo Hellboy, segni di continuità ;-) Cheers

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  4. Incredibile che sia questo film che quello successivo non siano mai andati oltre il formato del dvd,ricordiamo inoltre che sono pure fuori catalogo,ed in tempo di crisi nella vendita delle edizioni home video fisiche,col cavolo che vengono fatte delle riedizioni,anzi sollevo il mio grido di protesta per tutti quei film che vorrei rimediare ma che non hanno mai più ristampato,al contrario vengono fatte infinite riedizioni di film che nemmeno sono andati fuori catalogo,tipo facciamo la centesima riedizione del Padrino,oppure facciamo la millesima riedizione di Quarto Potere,che tanto di quei film mancano le copie(modalità sarcasmo attivata!)!

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    1. Non potrei essere più d'accordo di così. Cheers

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    2. Tenendo conto che un'edizione italiana in raggio blu o, in alternativa, la riedizione di un DVD ormai praticamente introvabile sono cose meno realistiche dell'esistenza dei lupi mannari, già da qualche anno ho pensato bene di ricorrere a soluzioni più "artigianali" per non privarmi di questo fulminante esordio (con tutto quello che serve -personaggi, citazioni, ironia, splatter, azione- al posto giusto) di Marshall, al quale leggo che giustamente dedicherai un ciclo... e quale titolo migliore di questo per iniziarlo? ;-)
      Sean Pertwee è sempre una garanzia (del resto è figlio di cotanto whoviano padre) per non parlare, fra gli altri, dell'ottima prova di Kevin McKidd. Perché sì, ogni tanto ci vuole un buon film a ricordarci che McKidd è esistito anche prima di infognarsi a vita in fiction ospedaliere...

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    3. Infatti il mio sogno sarebbe Sean che segue le orme paterne, con puntata (doppia!) diretta da Neil Marshall, giusto per fare pace con "Doctor-chi-cazzo-6" (cit.), detto questo, fai bene a tenere a portata di mano la collezione sottobanco, purtroppo questo strambo Paese a forma di scarpa non è stato troppo gentile con Marshall. Cheers!

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  5. Quando un regista per i suoi lupi mannari si ispira al film di Joe Dante,capisci che è amore a prima vista,ed io con Neil ho scintillato di brutto!

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    1. Idem, il bello di Marshall è che ama gli stessi film che amiamo noi, uno da Bara Volante insomma ;-) Cheers

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  6. So che il film "The Last Voyage Of The Demeter" deve uscire nei cinema ad agosto 2023,distribuito dalla Universal e diretto dal norvegese Andrè Ovredal,il regista di "Troll Hunter" e "Autopsy"!.

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    1. Almeno è finito un buone mani ;-) Cheers

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    2. Mi viene da pensare che il conte Dracula sarà una figura essenzialmente muta,dato che secondo la scheda del casting,ad interpretarlo dovrebbe essere l'onnipresente Javier Botet,lo spilungone dinocciolato esploso con REC e da allora utilizzato un pò ovunque nei film horror che richiedono dei tizi sotto tonnellate di makeup!

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    3. Mi farò comunque delle grasse risate il prossimo anno,dato che ci sarà come concorrenza un altro Dracula sempre targato Universal,ma con le sembianze di Nicolas Cage!

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    4. Spero almeno Neil Marshall resti a bordo (ah-ah) come produttore. Cheers

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    5. Hai suggerito il prossimo titolo acchiappa click per i siti di cinema che ne abusano: 2023 il ritorno del Conte Dracula! ;-) Cheers

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  7. L'ho visto una quindicina d'anni fa, quando ancora ero ignaro della serie Z e credevo che tutti i film piccoli fossero fatti bene come questo :-P
    Ignoravo chi fosse il regista e a memoria credo di non aver colto nessuno dei rimandi che segnali, ma lo stesso la ricordo una visione divertentissima che ho davvero molto apprezzato. Con tutti questi grandi nomi che hai messo sul tavolo ora me lo devo assolutamente rivedere.

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    1. Te lo consiglio un ripasso, non solo perché il film è invecchiato bene, ma è pieno di titoli giusti Alieni e non. Dopo tanti anni di Z penso che lo apprezzeresti anche di più ;-) Cheers

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  8. Di questo filmone ricorderò sempre uno dei militari più infami dell'universo,lo stronzissimo e spietato Capitano Ryan,che di certo non è il Ryan del film di Spielberg,un concentrato di merda d'uomo davvero difficile da trovare nei film attuali dove siano previsti dei soldati!

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    1. Vero, a me ha sempre fatto ridere che abbia scelto di chiamarlo Ryan, dopo quell'altro Ryan ;-) Cheers

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  9. Ooh, e qui le cose si fanno interessanti.
    Perchè sono da sempre legato indissolubilmente agli horror fino alla fine degli anni 80 (ok, concediamo anche qualche scampagnata lungo la prima metà del decennio successivo, da parte dei soliti grandi come il Maestro John, lo zio Wes e altri), e su di me tutta la roba arrivata dopo ha avuto ben poco effetto.
    Figurarsi quella a partire dal nuovo millennio, non ne parliamo.
    Ne ho visti, qualcuno mi ha anche colpito (quelli francesi su tutti), ma nulla che mi sia rimasto marchiato a fuoco nella memoria e nella mente.
    Quindi, ben venga una retrospettiva su qualcuno di cui so poco e niente.
    Di Marshall mi ricordo giusto...boh? "The Descent", ecco.
    Questo mi stuzzica. Vedrò di recuperarlo.

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    1. Ben felice di aver ispirato il recupero, penso che potrebbe piacerti questo film ;-) Cheers

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  10. Contento che inizi un rubrica su Marshall, più che su The descent (di cui comunque non vedo l'ora di parlare a tempo debito) sono curioso dei tuoi pensieri su Doomsday, film post-apocalittico davvero strano.

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    1. Ho già pronti i post su entrambi i film, arriveranno presto ;-) Cheers

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  11. Aliens di Cameron + Evil Dead di Raimi / Licantropi = Altro gran classicone di Neil.

    L'anno scorso mi ero rivisto Doomsday volevo scriverci qualcosa, per quello mi ero fatto tutta la lista dalla quale ha preso gli ingredienti per quel calderone che è il film. Titoli di coda con Club Foot dei Kasabian...tocchi di classe!

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    1. Parleremo anche di quello, ho il post già pronto, hai detto bene un calderone di titoli ;-) Cheers

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