lunedì 27 giugno 2022

Uno sceriffo extraterrestre... poco extra e molto terrestre (1979) vs. Chissà perché capitano tutte a me (1980): yeah, you're the sheriff

Il 27 giugno del 2016 ci lasciava il grande (in tutti i sensi) Bud Spencer, quindi mi sembrava l’occasione giusta per omaggiarlo sfruttando la tradizione dei Versus della Bara Volante, occhio oggi voleranno manrovesci come ridere.

La porzione di filmografia di Bud Spencer senza lo storico compare Terence Hill è ricca di titoli di culto, molti di questi diretti da Michele Lupo, di fatto il regista di fiducia del grande Bud che lo aveva già diretto in “Lo chiamavano Bulldozer” (1978) e dopo questi due film, lo avrebbe fatto ancora in “Occhio alla penna” (1981) e “Bomber” (1982), la sceneggiatura invece è stata scritta da Francesco Scardamaglia e da Marcello Fondato, già responsabili di “...altrimenti ci arrabbiamo!” (1974) e “Charleston” (1977), insomma Bud come coach Pat Riley alla partita portava dodici giocatori, si fidava di sette, ma giocava con cinque.

Come ho imparato a fregarmene e ad amare i titoli chilometrici.

[Cassidy inspira forte] “Uno sceriffo extraterrestre... poco extra e molto terrestre” [Cassidy espira forte] è il mio preferito tra i film solisti dell’uomo che deve il suo nome d’arte ad una birra (storia vera), una favola con un grosso sceriffo, un piccolo alieno e tanti simpatici sganassoni, un archetipo narrativo che parte da “Lone Wolf e Cub” per arrivare fino a The Mandalorian, che fa leva su tutte le corde giuste e che funzionerà anche tra un milione di anni, tanto che il film di Michele Lupo (nessuna parentela con Alberto) ha intercettato parecchie traiettorie prima di tutti, forse anche meglio di tutti.

The Budalorian

Il paragone più facile è ovviamente quello con “E.T. l'extra-terrestre” (1982), battuto sul tempo da questo film girato tutto tra la Georgia (il Luna Park del primo incontra tra i personaggi era il Six Flags Over Georgia) e il lago di Martignano, in provincia di Roma. Un miscuglio di Italia e Stati Uniti a tutti i livelli, da Bud che recitava in inglese (ma con fortissimo accento napoletano, per questo doppiato anche all’estero) fino al giovane protagonista H7-25, nome rigorosamente pronunciato scandendo bene lettere e numeri, interpretato dallo stesso Cary Guffey che aveva già avuto a che fare con gli alieni in Incontri ravvicinati del terzo tipo, perché Spielberg deve essere sempre nella zona delle operazioni quando si parla di amichevoli visitatori da altri pianeti.

"Ti sei perso piccolo? Da dove sei arrivato?", "Dallo spazio"

Miscuglio Italo-Americano ben riassunto dagli sponsor paganti in bella vista, perché l’unico elemento a restare in scena più di Bud Spencer in questo film è la Coca Cola e i pacchi di pasta Ponte, perché si sa che gli abitanti della Georgia nel 1979 erano avidi consumatori di pasta Ponte, ma fa parte del fascino un po’ naif di un film dove Ferruccio Amendola ricopriva da solo le voci di contorno di tre o quattro personaggi, per essere promosso ad attore davanti alla macchina da presa nel seguito (tra poco ci arriviamo), oppure dove le facce note non mancano.

Più potente dell'accrocchio spaziale di H7-25 solo lo sponsor da piazzare.

Ad interpretare il capo dei militari sulle piste di H7-25, l’odioso capitano Briggs, troviamo l’attore tedesco Raimund Harmstorf in un ruolo fotocopia di quello ricoperto in “Lo chiamavano Bulldozer” (1978), anche se la calamita che schiaffoni preferita dello sceriffo protagonista resta il ricciolone biondo, Brennan, interpretato dal pugile ungherese prestato alla recitazione Joe Bugner, uno che nel febbraio del 1973 ha dato del filo da torcere a Muhammad Ali, perdendo contro di lui ai punti in un incontro a Las Vegas ma che qui non può nulla contro le carocchie di Bud.

Ali Bud Bomaye!

Ma se dobbiamo parlare di motivi per cui questo film è entrato di diritto nell’immaginario collettivo di un paio di generazioni, dobbiamo passare per forza dalla colonna sonora degli Oliver Onions (applausi, grazie!), il valzerino che si sente al momento dell’incontro tra i protagonisti nel già citato parco di Six Flags Over Georgia è appunto L'ultimo valzer, pezzo riciclato da un vecchio film con Gigi Proietti, ma il riciclaggio più famoso resta l’uso di Mundialito per sottolineare lo spassoso avanti e indietro dei militari telecomandati, anche se sono certo che quel pezzo verrà per sempre associato si risultati calcistici della Longobarda di Oronzo Canà. Alcune delle numerose scazzottate hanno come sottofondo la giocosa Whistle and Bells, ma staremmo qui a parlare della pizza con i fichi se non fosse per il tema principale del film, un pezzo che sembra non finire mai e che qui si sente all’infinito (responsabile di una generazione di ossessivo-compulsivi), mi riferisco alla leggendaria Sheriff, pezzo di culto a casa Cassidy, che quando qualcuno accenna, viene cantato ininterrottamente per settimane e mi dispiace, ora avrete anche voi in testa per gentile concessione del vostro amichevole Cassidy di quartiere, a buon rendere!

Addio, e grazie per tutto il pesce.

Nella cittadina di Newnan, sono tutti in fissa con gli alieni, tutti tranne lo sceriffo apicoltore Scott Hall, nome aggiunto in corsa, nel primo film Bud segue la tradizione Western degli eroi senza nome (storia vera). Il nostro qui ridimensiona questa follia collettiva per gli UFO a colpi di coppini dietro le orecchie, sulle note di Sheriff, il nostro mantiene la calma e la giustizia in città, anche perché le mani dello sceriffo sono pesanti e lo sa bene Brennan, sbattuto in cella e poi dritto a nanna con una carocchia ben assestata. E il movimento Brennan Lives Matter… MUTO! 

"Cassidy ha detto Brennan. Ma tu non sei Brennan, quindi preparati agli schiaffi"

Tutto cambia quando una sera lo sceriffo incontra ACCA-SETTE-VENTICINQUE (pronunciato così, scandendo bene), marzianino caduto da un mondo senza musica e accolto a colpi di Oliver Onions perché anche lui deve avere Sheriff in testa per un mese. Benvenuto sulla Terra! 

H7-25 ha due poteri, quello di cambiare acconciatura quasi ad ogni inquadratura e una sorta di accroccio spaziale con cui può fare di tutto, perché come ci insegna il Maestro Arthur C. Clarke, la tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia. Sarà, ma lo Sceriffo otteneva gli stessi risultati a colpi di sganassoni.

Quando vuoi riposarti i palmi tra una carocchia e l'altra.

Sta di fatto che in una versione ironica dei giocattoli animati di Incontri Ravvicinati, H7-25 fa suonare pianoforti, apre la cella di Brennan (garantendogli così un’altra selva di futuri schiaffoni) e in generale stringe amicizia con il burbero sceriffo, che fedele alla linea come tutti i papà del mondo, prima non vuole il cane/gatto/bambino poi è il primo ad affezionarsi. Ve l’ho detto che questa storia sarà un classico anche tra un milione di anni, anzi, Tiè!

Qui tra pescioni pescati schioccando le dita e cavalli che parlano con accento napoletano, la favola dello sceriffo e del bambino caduto dalle stelle ci compra tutti con una frase: «Finché sei sotto la protezione di questa stella non devi preoccuparti di niente, ti riporterò alla tua astronave». Eroe non è la parola giusta, ma è la prima che mi viene in mente (cit.) 

Se E.T. avesse avuto Bud e non Eliott, il film di Spielberg sarebbe stato un cortometraggio.

Ed è qui che almeno un paio di generazioni di maschietti hanno imparato cosa vuol dire restare incredibilmente duri nello sforzo immane di non farsi “imbruschettare” l’occhio, prima di E.T., meglio di E.T. (e Spielberg… MUTO!), la scena nel bosco quando i militari riescono finalmente a mettere le loro zampacce su H7-25 è il singolo momento che distingue noi duri, da tutti gli altri. Chi non piange qui è così duro che può farsi chiamare il budino molle (cit.), ma i momenti in cui [Cassidy inspira forte] “Uno sceriffo extraterrestre... poco extra e molto terrestre” [Cassidy espira forte] mette in chiaro il suo superiore magistero tecnico è anche quella successiva. 

Lo Sceriffo scopre che dove non arrivano le carocchie, può arrivare l’accrocchio di H7-25, la tecnologia tanto ambita dai militari con cui il nostro fa ballare loro il valzer, fermando il tempo, riavvolgendolo, lasciandolo scorrere più veloce, in una scena arrivata prima di Tenet, meglio di Tenet

E Nolan... MUTO!

Ma in generale la sortita dello sceriffo nella base per salvare Undici H7-25 è l’ennesima dimostrazione che Stranger Things non ha inventato niente e che i fratelli Duffer, non sono stati originali nemmeno con il loro cognome da birra, visto che Bud Spencer ci era già arrivato molto prima di loro, con la differenza che il dialogo con il pastore tedesco (che ovviamente parla con accento tedesco, non vedo errori) mi fa più ridere di qualunque battuta di Dustin. 

Gli unici a cui [Cassidy inspira forte] “Uno sceriffo extraterrestre... poco extra e molto terrestre” [Cassidy espira forte] paga un debito di riconoscenza sono beh robetta, due geni della comicità in pellicola come Stanlio e Ollio, citati dallo sceriffo e omaggiati da Bud nella scena del pollicione in fiamme, citazione spudorata a “I fanciulli del West” (1937), perché nel 1979 questo film parlava ad una generazione cresciuta con Stanlio e Ollio, ma da allora si rivolge ad almeno altre due cresciute con i loro equivalenti nostrani, ovvero i film di Bud Spencer e Terence Hill, su questo non voglio sentire discussioni altrimenti? Beh altrimenti ci arrabbiamo. 

Ti capisco Bud, sembrano le mie dita quando scrivo i post.

Il finale poi è l’ultima prova di forza per noi che siamo così duri da meritarci l’appellativo di budini molli, ma allenati da John Lithgow che caccia via Harry nella foresta per liberarlo e salvarlo e induriti dalla carocchie di Bud, possiamo affrontare anche il ritorno di H7-25 alla sua astronave. Io ancora mi chiedo perché ci si ricordi sempre di tutte le sillabe pronunciate da Humphrey Bogart ad Ingrid Bergman, all’aeroporto di Casablanca ma una frase come: «Lassù ne avrai tante di stelle che non saprai che fartene, ma con questa ti ricorderai di me» non stia lassù, nel Valhalla dei più grandi addii cinematografici di sempre, forse perché vabbè è tutto uno scherzone, H7-25 ha un permesso genitoriale per stare sulla Terra altri mille mila anni, molti più della carriera da attore di Cary Guffey, terminata con l’arrivo dell’adolescenza, ora fa il consulente finanziario in Alabama, perché in Georgia avrebbe messo ulteriormente alla prova la nostra incredibile e ben allenata durezza da duri durissimi.

"Tanto siete dei teneroni, lo so"

[Cassidy inspira forte] “Uno sceriffo extraterrestre... poco extra e molto terrestre” [Cassidy espira forte] andò fortissimo, piazzandoti al ventinovesimo posto tra i primi cento film di maggior successo della stagione cinematografica italiana 1979-1980, il seguito era inevitabile. 

Chissà perché... capitano tutte a me (1980) 

Solo un anno dopo, con lo stesso regista, gli stessi sceneggiatori e ovviamente lo stesso cast, lo sceriffo e H7-25 tornano per una seconda avventura, scarrozzati in giro per l’America per evitare le attenzioni dei militari, ma si può togliere la stella dall’abbondante petto di uno sceriffo, ma non la voglia di dispensare giustizia a colpi di cinquine che si porta dentro, quindi il nostro accetta l’incarico nella cittadina di Monroe, tra partite a mini-basket per H7-25 e motociclisti conciati come i Village People, ovviamente riportati sulla retta via a colpi di schiaffoni dati a due alla volte finché non diventano dispari.

Lo sceriffo è tornato, nuova città stesse carocchie.

Le novità questa volta sono due, una positiva l’altra molto negativa, la prima è la promozione del già citato Ferruccio Amendola nel ruolo del DJ radiofonico Phil Howard (non Lovecraft), di fatto la versione locale della Adrienne Barbeau di The Fog. Il prezzo da pagare per avere Amendola a bordo? La colonna sonora, spariscono quasi completamente gli Oliver Onions, nemmeno un accenno a Sheriff, che tanto voi avrete in testa per un mese lo stesso dopo questo post, però se mai dovessi spiegare a qualcuno l’importanza della musica in un film, potrei prenderlo a carocchie oppure fargli vedere questi due film, anche rivedendoli mi sono ricordato proprio per via dell’assenza della mitica colonna sonora, perché il primo è sempre stato il mio preferito.

"Sei uno che picchia forte, io me ne intendo, ho doppiato anche Rocky"

Questa volta la minaccia sono degli alieni, pronti a soggiogare l’umanità utilizzando la loro tecnologia di controllo mentale, dei cattivoni che H7-25 descrive come una minaccia fin dai tempi di suo nonno, che gli raccontò di loro come i nostri nonni hanno fatto di noi con i nazisti, ed ecco qua il paragone, forse un po’ ardito ma nemmeno tanto visto che per far fronte a questa invasione degli ultra stron… ehm corpi, il nostro sceriffo riuscirà a fare meglio di Gary Cooper in “Mezzogiorno di fuoco” (1952), visto che lì Will Kane andava da solo contro i nemici, qui al suo fianco ci sono i motociclisti redenti a colpi di carocchie. 

"Sto per rimandarvi sul vostro pianeta con tanti lividi in omaggio"

Perché comunque le botte anche in questi due film sono giocose, ma prevedono comunque coreografia mediamente articolate e pensate attorno al fisicone di Bud Spencer, che sarà anche un cartone animato vivente, ma comunque mena con una varietà di colpi che sono tutto tranne che ripetitivi, se non nell'effetto finale, perché qui l’incontro più ravvicinato è quello tra i palmi delle mani di Bud e le facce degli alieni invasori. 

Insomma ci tenevo tantissimo ad avere questa coppia di film sulla Bara Volante, il mio modo per ricordare un gigante del nostro cinema con cui siamo cresciuti tutti e poi come la fagiolata nel bosco, l’appetito vien mangiando, chissà che non mi venga voglia di altri classici come questo su questa Bara, in ogni caso dietro qualunque stella si trovi ora, grazie di tutte le carocchie sceriffo Bud! 

48 commenti:

  1. Forse la seconda pellicola sente la mancanza della colonna sonora che ha avuto il primo, ma la chiamata alle armi con cui Ferruccio Amendola ricorda a tutti che un uomo da solo non può fare tutto e l’annesso crescendo musicale con comparsa dei vari tipacci redenti dallo SCERIFFO mi da i brividi tuttora. E ora basta, che mi sudano gli occhi.

    Nizortace

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    1. Le carocchie e queste due film insieme, tendono a fare quell'effetto. Cheers

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    2. Vero, senza gli Onions si perde un po' (poco, eh), anche se devo dire che a me piace tutt'ora la canzone di quella scena.
      Poi unita all'epicità del momento, Bud da solo che va a salvare ACCA-SETTE-VENTICINQUE (ho scandito bene?) e poi si aggiungono i tipacci redenti, bhe veramente da brividi.
      Adesso vado che mi è entrato un Bud Spencer nell'occhio.

      Mauro

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    3. Mezzogiorno di fuoco, però con Bud che ha redento tutti a colpi di carocchie ;-) Cheers

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  2. Ricordo ancora l'entusiasmo da piccolo nello scoprire sulla guida TV la programmazione del primo film, ma anche la delusione nel capire che senza Terence Hill non avevo la stessa soddisfazione: io impazzivo per la coppia, i loro film in solitaria mi lasciavano freddino. (A parte "Poliziotto superpiù", che adoravo ^_^)
    Avrò avuto meno di dieci anni, su per giù, e trovai lo Sceriffo un po' troppo "infantile", giusto per darti l'idea di che critico cinematografico in erba ero :-D
    Credo di aver visto anche il secondo, perché una visione non la negavo a nessuno, non appena ne avessi l'occasione, ma di sicuro ho subito archiviato entrambe le pratiche. A quanto ho capito, mi sono risparmiato settimane di canzoni degli Onions a ronzare per la testa :-P

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    1. "Poliziotto superpiù" è il mio preferito tra quelli solisti di Terence Hill seguito a ruota da "Renegade" (storia vera). Non credo esista rimedio per gli Onions, l'unica è lasciarsi trasportare ;-) Cheers

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    2. Bhe, allora aspettiamo le recensioni pure di questi, cheers.
      Io ho apprezzato molto di più "Renegade", anche per la storia; "Polizziotto superpiù" l'ho sempre visto più "leggero".

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    3. Guarda non ti saprei dire, li ho visti talmente tante volte entrambi che ho perso il conto ;-) Cheers

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    4. Zio Portillo

      Per me:
      Coppia: "Altrimenti ci arrabbiamo" (2° "...continuavano a chiamarlo Trinità")
      Solo Bud: "Lo chiavano Bulldozer" (2° "Occhio alla penna")
      Solo Terence: "Poliziotto Superpiù" (2° "Il mio nome è Nessuno")

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    5. Ottime scelte ;-) Cheers

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  3. Se mai gli alieni dovessero invaderci, non abbiamo nulla da temere, perchè abbiamo BIRIBIRIBIP! Goldrake!...Anzi no, Bud Spencer!

    Mi ricordo che questi due film (e spesso anche quelli appartenenti al cosiddetto "periodo livornese") venivano spesso trasmessi nel periodo natalizio nella pima metà degli anni '90...Inevitabile che siano diventati dei cult tra noi guaglioni. E benchè fossero ambientati negli USA, questi due film avevano uno spirito genuinamente italiano. Facci caso: se una cosa del genere fosse successa in un film americano, la cosa l'avrebbero risolta con botti, sangue, sparatorie e bombe nucleari; noi invece...Pura comicità slapstick: quattro canocchie, due sganassoni, una spassosissima scena in "Indietroscope" (dove si vede che Bud si diverte come un bambino), e poi amici come prima a ridersela della minaccia scampata ("Brennan...libero per buona condotta!").
    E a proposito di canocchie...Questo mi fa venire in mente l'articolo che i 400 Calci hanno scritto sul "modo di menare" di Bud Spencer: forse nell'articolo ti riferisci al ceffonazzo dietro al coppino (che spesso aveva la variante con voltigement finale dell'avversario), ma tra le "trademark moves" di Bud nostro c'erano anche il doppio ceffone stordente alle orecchie, il contrattacco con acchiappo del pugno al volo, ma soprattutto "il piccione" (il pugnazzo sulla testa dato a mo' di chiodo); tutte mosse degne di un wrestler. Bud Spencer era il nostro Andrè the Giant.

    - Matt Giger da Facebook

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    1. Non ti saprei dire, non l'ho letto. Mi ha stupito scoprire negli anni che molti di questi film fossero davvero stati girati in america, per me erano come i fondali degli spaghetti western, italiani al 100% ma utilizzati per farci credere di essere negli Stati Uniti. Cheers

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    2. Se non l'hai letto, te lo agevolo subitaneamente...E' tutta cultura del menare:
      https://www.i400calci.com/2016/06/menare-allitaliana-manuale-dei-colpi-base-bud-spencer/

      - Matt Giger da Facebook

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  4. Sorpresona che in un blog che glorifica Mann, Friedkin, Peckinpah, ti arrivano due film così. Ma fai bene a sorprenderci. E Bud non sarà mai dimenticato.

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    1. Non ho mai fatto distinzione tra "alto" e "basso", sono cresciuto con tutta la roba che trovi sulla Bara, compreso Bud Spencer ;-) Cheers

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    2. ecco uno dei motivi per cui mi sono affezionato a questo blog, dove il grande BERGMAN puo' sedersi allo stesso tavolo con il mitico BUD . Come inizio settimana niente male. LUIGI

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    3. Questo è proprio lo spirito della Bara, grazie Luigi, buona settimana anche a te ;-) Cheers

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  5. Niente, solo amore per questo film, solo amore. Non ci avevo pensato che era arrivato prima di E.T., grande!

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    1. Un film anticipatore, le manone di Bud arrivavano lontano. Cheers

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  6. Momento Momento Momento! Davvero in questo film Bud si chiama come il tamarrissimo wrestler che impersonava Razor Ramon? :D

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    1. Nel primo film è senza nome, pensi che per il secondo si siano ispirati? Cheers

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  7. Bellissimo uno e bellissimo l'altro, come mi manca Bud, rimangono fortunatamente i suoi film, sempre mitici da vedere e leggere ;)

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    1. Penso che continueranno a formare anche le prossime generazioni, almeno me lo auguro. Cheers

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  8. Zio Portillo

    In lockdown li mostrai a mia figlia che non solo me li ripropose in loop per la solita settimana, ma mi chiedeva pure in loop la canzone degli Oliver Onions che divenne di botto la sua preferita. Poi se la dimenticò ma per un mesetto buono ce la ripropose ad ogni ora. Personalmente da ragazzino adoravo il primo perché le pittoresche gang che ammorbano Monroe mi piacevano da matti e le scazzottate le ritenevo più esilaranti rispetto a quelle del primo.

    Rivisti più volte da adulto invece ritengo che il primo batta il secondo. E di molto. Più coerente come trama, più divertente, più originale e ovviamente più musicale del seguito, che comunque è valido pure lui. Entrambi sono comunque due gioiellini che hanno resistito alla grande alla prova del tempo e che sono godibilissimi pure oggi, nonostante qualche ingenuità di trama.

    Ora però qui sulla Bara non possono mancare gli altri lavori di Bud, con o senza Terence. Dagli esordi nei western "puri", fino agli "strambi sbirri" del loro (quasi) finale. Con tutta calma ovviamente, ma un ciclo su B&T ci starebbe come la panna sulle fragole.

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    1. Ti ricordi che ti dissi che volevo scrivere di questi due film? Fatto. Per gli altri ci attrezziamo ;-) Cheers

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    2. Zio Portillo

      Avessi tempo, credimi che ti darei più che volentieri più di una mano. Per Bud&Terence questo e altro. E, sempre appena ho tempo, devo mandarti una mail in privato...

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    3. Quando vuoi, non scappo ;-) Cheers

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  9. Lo "sceriffo" è il mio preferito tra quelli col solo Bud... e penso anche di Elon Musk, visto come ha chiamato il figlio xD

    Secondo me Bud è da 6 anni sul pianeta di ACCA-SETTE-VENTICINQUE (l'ho scandito bene?) per girare il terzo episodio della trilogia per prendere a carocchie l'intero universo, appena finisce, torna con una roba tipo "Interstellar" (*SBEM* "con questa carocchia abbiamo appena GUADAGNATO 50 anni di viaggio" "ah, ecco...")

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    1. Appena la Tesla spedita da Musk nello spazio arriverà dalle sue parti, la rilancerà indietro tipo Tennis, ovviamente a colpi di carocchie. Cheers

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  10. Eh, la nostalgia, brutta cosa, ma anche bella quando ti capitano i tuffi nel passato, quelli veri. Non i ritorni indietro con remake infiacchiti e scopiazzati. La nostalgia di rivedersi questi film dopo averli visti chissà quante volte negli anni e poi tenuti lì nel cassetto, tra i sogni d'infanzia non realizzati, come quello di diventare astronauta (o essere un piccolo alieno come H7-25).

    Questa coppia di film me la sono rivista sul finire del 2021 (li avevo pure cercati nella lista titoli della Bara, storia vera!), ed è stato un bel brivido, un bel viaggio senza Delorean. Dici bene che la scena di Bud che lotta sino all'ultimo pugno per salvare il piccolo H7-25 è davvero roba per cuori forti, non a caso era una delle scene che più mi colpiva, sia perchè veder crollare l'eroe (e Bud poi, l'indistruttibile) era veramente tanta roba. Il secondo film un poco sottotono rispetto al primo, che era davvero tanta roba, specie se visto con gli occhi di un bambino, ma resta comunque godibile.
    Le colonne sonore poi, meriterebbero un Rock'n'blog a settimana, gli Oliver Onions hanno fatto della roba fantastica.

    Doppio brofist per averli messi tra i Classidy. Ben fatto!

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    1. Grazie Bro, lo spirito era proprio quello, poi senza mezze misure, hanno tutte le caratteristiche dei Classidy, anche perché lo sono, hanno anticipato anche E.T. ;-) Cheers

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  11. Sai di essere sulla Bara volante quando nella recensione di uno sceriffo eccetera eccetera con Bud Spencer all'improvviso ti ritrovi The Fog di John Carpenter! X--D

    Io temo di legare troppo alla mia infanzia questo tipo di film, invidio la tua capacità di farci di un'analisi che, pur risentendo della nostalgia, sviscera sia temi che scene.

    Che dire.... Grazie! Molto interessante!

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    1. Tutto l'universo ruota intorno a Giovanni, almeno il mio ;-) Grazie a te. Cheers!

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  12. Come può un uomo, un singolo uomo, provarmi una tenerezza infinita e catapultarmi indietro di oltre 30 anni semplicemente leccandosi il dito prima di pigiare un pulsante? Come? Manchi da morie, Bud, nessuno potrà sostituirti.

    Ricordo male io oppure Mundialito è la stessa colonna sonora in I 4 dell'Ave Maria, quando B&T sono alla ricerca di quello che gli ha rubato i soldi?

    Comunque, sul versus, vince il primo a mani basse.

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    1. Ho un dubbio in questo momento, prima del caffè connetto poco, dovrei verificare. Cheers!

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    2. Guardato io: https://www.youtube.com/watch?v=b3-Xvic7gW4&ab_channel=VinceStrokes87

      Ho sbagliato, però molto simile. Quella scena lì da bambino mi metteva inquietudine tra maschere, faccia che si animava e musica...

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    3. Grazie, oggi sono di corsa. Gran scena per altro, quasi alla Peckinpah ma ovviamente più ironico. Cheers

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  13. Altro che budino molle (che poi era anche il soprannome di una mia ex collega), quando rivedo questi film parte una bruschetta nell'occhio che anche se gioco a fare il duro (cit.), non riesco proprio a evitare...
    Soprattutto la scena di quando si mobilita il paese per aiutare il piccoletto, compresi quelli che fino a poco prima erano considerati i birbantelli, questa redenzione di fronte al pericolo per un bambino è un messaggio che ha condizionato il modo di agire e di comportarsi di intere generazioni, ora parte la filippica da vecchio, chiedo scusa a chi si potrebbe sentire offeso, soprattutto sarebbe il caso di farlo vedere alle nuove generazioni per insegnare dei valori fondamentali.
    Detto questo, prima cosa che ho fatto quando mio figlio ha cominciato ad apprezzare la musica, ho creato per lui una playlist con molti pezzi degli Oliver Onions, che ci ascoltiamo puntualmente ogni volta che ci facciamo un viaggio.
    Grandi film, in ogni caso, non potevi omaggiare meglio il mitico Bud.

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    1. Il calendario era favorevole, la playlist doverosa oserei dire ;-) Cheers

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  14. Cass, cosa mi tiri fuori? Bruschetta nell'occhio subito... Da ragazzina adoravo questo film (insieme a Nati con la camicia, era d'obbligo la visione ogni volta che passava in tv) Tra l'altro basisco: non avrei mai detto che venisse prima di ET; quindi è Spielberg che cavalca l'onda del grande Bud, e non il contrario??? Gli Oliver Onions nel mio immaginario sono come i Ricchi e Poveri: praticamente qualunque pezzo abbiano scritto grida pazzescamente anni '70 (e questo è bene), ti entra in testa subito, e dopo un po' devi per forza cantarlo / ballarlo / desiderare di essere in spiaggia e non in ufficio per fare entrambe le cose... Tra parentesi, adesso che mi ci fai pensare: tipica provincia USA, sheriffo con la stella, ragazzino in pericolo, governativi cattivissimi: praticamente è Stranger Things girato in tempo reale e non con 40 anni di ritardo...

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    1. Prima di Spielberg, prima dei Duffer ci stava già Bud a dare carocchie a tempo degli Oliver Onions ;-) Cheers

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    2. E, a proposito dei mitici Oliver Onions, tutto si collega: una delle cose migliori della seconda stagione di "Spazio 1999" era la loro sigla "SOS Spazio 1999"... quindi, forse, non è un caso che l"astronave venuta a prelevare il piccolo H7-25 sia la stessa vista negli episodi "Fiocco azzurro su Alpha" e "Pianeta proibito" (riciclata come relitto ne "Il dominio del drago" e nel primo episodio della seconda serie, "Psychon"). Alla sequenza presa da "Pianeta proibito" rallentando i fotogrammi è poi stato aggiunto il verde raggio traente che recupera il piccolo alieno. Non solo, in un altro momento appare nientemeno che un UFO preso dall'omonima serie di Gerry e Sylvia Anderson ;-)
      Come faccio a essermene accorto? Non è così difficile, quando ti rivedi i DVD almeno un paio di volte l'anno (e da anni) ;-)

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    3. Tanto di cappello, queata è passione vera ;-) Cheers

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  15. Chiedo scusa per l'assenza prolungata ma ero via, senza pc e lo smartphone non mi posta i commenti.
    E qui? Mi fate una recensione più bella dell'altra, tra l'altro pure di uno dei miei film della vita!
    E non sono cose.
    Va beh, rimediamo subito.
    Davvero due fiabe senza tempo adatte a tutte le età e ad ogni epoca, queste. E che presto rivedrò in compagnia della mia piccola, che la sua razione di Bud e Terence se l'é già presa.
    Qui Bud é sempre la solita macchina da guerra a cui é meglio non rompere i cosiddetti, ma nei film da solista oltre al lato burbero ne guadagna pure uno paterno. E tra un cazzotto e l'altro dispensa massime che sono delle vere e proprie lezioni di vita.
    Più vicino alle atmosfere di E.T. il primo, specie nella scena di addio strappalacrime.
    Solo momentanea, per fortuna. Che quando c'é di mezzo Bud...non esistono finali tristi!
    Più scanzonato il secondo, ma quando Amendola in veste di DJ suona l'adunata in vista della battaglia finale...vien da dire che anche laggiù qualcosa si é mosso, finalmente.
    E tutto grazie al coraggio di un sol uomo.
    Joe Bugner faceva anche Orso in "Lo chiamavano Bulldozer", mi pare. Sbaglio?
    Su Spielberg, vedendo i presunti retroscena italiani su un altro grande classico come "Big"...non ci metterei la mano sul fuoco.
    La verità é che devi stare sempre attento di cosa parli e con chi ne parli, perché in quel mondo pure i muri hanno le orecchie. E rubarti l'idea é un attimo.
    Ma si sa, finché lo facciamo noi nessuno ti si fila. Lo fanno gli yankee, gridano subito al capolavoro.
    E prima di chiudere...GRAZIE, BUD.
    Se sono quel che sono, e così dannatamente orgoglioso di esserlo...il merito é anche tuo.
    Qui non ti si dimentica.
    Mai.

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    1. Bentornato e ben felice di averti accolto con un doppio post di tuo gradimento ;-) Cheers

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  16. io tutte le volte che ascolto “sheriff” negli occhi mi trovo stranamente, anziché le bruschette, un negozio intero di fornaio… uno dei pezzi che mi emoziona veramente, poi quei due film col nostro carlo preferito, sono “spaziali”!

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    1. Non avrei saputo dirla meglio di così. Cheers!

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