domenica 5 giugno 2022

Love, Death & Robots - Vol. 3 (2022): breve, ma questa volta intenso


Tra le poche certezze rimaste a Netflix, metteteci tranquillamente Love, Death & Robots che procede a vele spiegate con la sua terza stagione, o terzo volume se preferite, rimettendosi in carreggiata dopo una seconda stagione (o volume) ben poco ispirata. Analisi episodio per episodio? Diamoci da fare!

3x01 - Tre robot: Strategie d'uscita
Titolo originale: Three Robots: Exit Strategies
Diretto da: Patrick Osborne
Scritto da: John Scalzi
Tratto dall'omonimo racconto di John Scalzi

Avete presente i tre simpatici robottini dell’episodio 1x01? Qui tornano per continuare a criticare l’umanità dal loro mondo post apocalittico, in cui di noi strambi ex inquilini del pianeta sono rimasti solo i cadaveri e i (vani) tentativi di salvarci dal disastro, tra prese per i fondelli ai ricchi e ai paranoici survivalisti, convinti che con fucili e carne di cervo si potesse prosperare. La parte migliore è l’omaggio a Douglas Adams (il saluto «Addio e grazie per tutto il pesce») e poco altro, diciamo che per quanto simpatici i tre robot servono a giustificare la parola dopo la “E” commerciale nel titolo della serie e poco altro.

Con loro, la quota robotica minima della serie è garantita.

3x02 - Un brutto viaggio
Titolo originale: Bad Travelling
Diretto da: David Fincher
Scritto da: Andrew Kevin Walker
Tratto dall'omonimo racconto di Neal Asher

Pronti via, un gigantesco crostaceo mangiatore di uomini si imbarca con la forza a bordo di una nave cacciatrice di squali in mare aperto, massacrando buona parte dell’equipaggio e piazzandosi abusivo nella stiva. E questi sono i primi due o tre minuti della puntata, tanto per stare allegri.

Il capitano Torrin sarà costretto a trattare con le bestia, che usa i cadaveri come marionette ed evidentemente un tocco di telepatia per “parlare”, il suo obbiettivo è raggiungere l’isola di Phaedin, dove potrà nutrirsi con tutta calma degli umani residenti. Torrin vorrebbe evitare un massacro di innocenti e mentre sfama la creatura con i cadaveri dei suoi uomini trapassati, tratta con quelli vivi per un piano alternativo, mollare Sebastian su un’isola abbandonata e filare prima che mangi la foglia (e loro).

A vederli così non sono bellissimi, ma l'episodio lo è.

L’animazione è a metà tra un viaggio nella Uncanny Valley per i volti eppure estremamene dettagliata a livello di texture (l’acqua è impressionate per realismo), sta di fatto che l’episodio diretto da David Fincher è il migliore e anche quello più Horror, Torrin prova a far valere la democrazia ma tu metti degli umani nello stesso luogo, introduci una minaccia e poi aspetta la natura umana, pronta a venire a galla con tutta la sua ferocia, a mani e chele basse l’episodio migliore del lotto.

3x03 - La pulsazione della macchina
Titolo originale: The Very Pulse of the Machine
Diretto da: Emily Dean
Scritto da: Philip Gelatt
Tratto dall'omonimo racconto di Michael Swanwick

L'astronauta Samantha Cristoforetti Martha Kivelson dopo un incidente resta sola sulla superfice di Io, la luna di Giove più egocentrica della galassia, a sentire lei è tutto un Io qui, Io lì, a questo aggiungete che l’unico modo per sopperire al danno della sua tuta spaziale è collegarsi all’ossigeno rimanente nel supporto vitale della sua compagna di viaggio, l’ex astronauta Burton defunta nell’impatto. Come Django invece che trascinarsi una bara, Kivelson deve portarsi dietro il corpo morto di Burton, quindi è normale che poi faccia la pensata più logica: se non arrivo al punto di sbarco in tempo sono morta, tanto vale non morire sobri e si spara della morfina in vena per far fronte al dolore del suo braccio rotto.

Tutti noi, la prima volta che abbiamo visto il finale di "2001 odissea nello spazio" (1968)

Qui comincia a succedere di tutto, perché questa sorta di The Martian comincia ad andare sotto acido come con Coca Cola e aspirina e ciao, il viaggio (anche lisergico) sarà metafora di altro, per un segmento che sfrutta alla grande i colori per farci respirare un po’ l’aria di quella fantascienza acidella degli anni ’70, insomma una discreta bombetta.
 
3x04 - La notte dei minimorti
Titolo originale: Night of the Mini Dead
Diretto da: Robert Bisi, Andy Lyon
Scritto da: Robert Bisi, Andy Lyon
Tratto dall'omonimo racconto di Jeff Fowler e Tim Miller
 
Premio simpatia della stagione: quante notti dei morti viventi abbiamo visto al cinema? Quante volte gli zombi si sono divorati la nostra civiltà nell’immaginario? Tante, ma nessuno di loro però era così carinoooooo! Piccolini, microscopici, come rimpicciolire tutti i cliché sul genere e riderci sopra. Geniale, nel suo piccolo.

Mai fare del mini sesso in un mini cimitero, potreste scatenare la mini apocalisse zombi!
 
3x05 - Morte allo squadrone della morte
Titolo originale: Kill Team Kill
Diretto da: Jennifer Yuh Nelson
Scritto da: Philip Gelatt
Tratto dall'omonimo racconto di Justin Coates

“Siete potenti?”, “Si!”, “Siete fetenti?”, “Si!”, “Chi siete voi?”, “Cartoni animati!”

 
Una squadra di cazzuti berretti verdi guidati dal sergente Nielsen, sulle tracce della squadra B, scoprono i loro resti tra i denti in titanio di un orso grizzly potenziato ciberneticamente. Sia lode a Walter Hill e a Jimmy Cameron che è il suo profeta, per aver creato il modello, quello dei militari che vengono “presi a calci nella palle” (cit.) da una forza esterna, se di natura aliena tanto meglio. L’errore in questo caso è sempre quello di far passare la presa per i fondelli al militarismo per machismo, questa banda di soldati tira giù una notevole infilata di parolacce, alla moda dei dialoghi scritti da Gualtiero Collina ma appunto, vengono spazzati via da una forza superiore, scoprire la sua natura non fa che ribadire il messaggio anti-militarista. Sarà pure un modello che hanno ripetuto in tanti, da Neil Marshall a scendere ma che funziona sempre, infatti questa stagione (o volume) di “Love, Death & Robots” lo fa ben due volte, questa è la migliore perché il sangue non manca ma nemmeno l’umorismo nero.
 
3x06 - Sciame
Titolo originale: Swarm
Diretto da: Tim Miller
Scritto da: Tim Miller, Philip Gelatt
Tratto dall'omonimo racconto di Bruce Sterling

"Oh no! Ancora Tim Miller che cerca di imitare Cameron"
 
Il dottor Simon Afriel, nel corso della sua missione di ricerca, raggiunge un sistema stellare alieno abitato da una razza insettoide, una mente alveare chiamata "Sciame". Sul posto trova un'altra ricercatrice umana, Galina Mirny, insieme i due esplorano lo Sciame con obbiettivi diversi. Tim Miller si gioca la quota S-E-S-S-O della stagione e si mette in testa di fare qualcosa a metà tra “Avatar” e un horror, problema: lo sappiamo cosa succede quando Tim Miller si mette in testa di fare il James Cameron della situazione, niente di buono, quindi bella l’animazione 3D ma Tim, anche no grazie.
 
3x07 - Mason e i ratti
Titolo originale: Mason's Rats
Diretto da: Carlos Stevens
Scritto da: Joe Abercrombie
Tratto dall'omonimo racconto di Neal Asher

Topi nel fienile, il massimo problema del contadino scozzese Mason, ma la società di disinfestazione Traptech ha la soluzione per lui, droni per la caccia ai topastri che però si stanno armando, dando vita ad una resistenza contro le macchine degna di John Connor. A topi estremi, estremi rimedi, il secondo drone è una macchina da guerra questa volta davvero in grado di mettere in difficoltà i topini, anche se a prevalere sarò altro: lo spirito scozzese.

Scotland the brave!
 
Può il tuo peggior nemico rivelarsi più simile a te di quello che credi? Per quanto un po’ frettolosa nella conclusione il senso dell’episodio arriva forte e chiaro, mai sottovalutare i più piccoletti, sono spesso i più combattivi.
 
3x08 - Sepolti in sale a volta
Titolo originale: In Vaulted Halls Entombed
Diretto da: Jerome Chen
Scritto da: Philip Gelatt
Tratto dall'omonimo racconto di Alan Baxter
 
Altri militari, altre blatte cannibali con facce umane, altre parolacce, la situazione di partenza è la stessa di “Morte allo squadrone della morte” con Lovecraft al posto dell’umorismo nero e l’animazione 3D al posto dei disegni, infatti il gioco è riconoscere nei volti dei soldati Christian Serratos, Jai Courtney e Joe Manganiello. Tirando le somme un buon episodio, solo troppo ravvicinato al suo cugino con Colonial Marin… Ehm, soldati.

"Io dico decolliamo e manganelliamo"

3x09 - Jibaro
Titolo originale: Jibaro
Diretto da: Alberto Mielgo
Scritto da: Alberto Mielgo
 
Il meglio per la fine: nessun dialogo, solo suoni ovattati, le grida di una sirena che a bordo lago urla la sua vendetta che però un cavaliere sordo in armatura non può sentire. Un ritmo coinvolgente per una trama che boh, non è chiarissima ma qui lo stile diventa sostanza, infatti la resa visiva è incredibile con tanto di omaggi a “Il bacio” di Gustav Klimt, lo schermo di casa sembra diventare un quadro, tutto molto lirico, tutto molto bello, un po’ come questa terza stagione (o volume), che risolleva le sorti di questa antologia che pareva già essersi persa per strada.

Visto episodi appena un po' peggio di questo in questa serie eh?
 
Insomma “Love, Death & Robots”, il cuginetto da piccolo schermo di Heavy Metal fortemente voluto da David Fincher si rimette in carreggiata e torna a sorprendere, buon lavoro a tutti per la quarta stagione (o volume) la strada è quella giusta, metteteci più robot e follia e saremo tutti contenti.

12 commenti:

  1. Mi e' piaciuta.
    Qualche episodio di piu' (Jibaro e' BELLISSIMO), qualcuno di meno, ma nel complesso l'ho gradita.
    Tra le serie caratteristiche di Rete pellicole e' quella che continuo a seguire con interesse (StraneCose non mi ha mai preso).
    Credo che per Rete pellicole sia finito il periodo di vacche grasse, al di la' di tutto.
    I mezzi per risollevarsi ce li ha (e parlando di serie animate sto aspettando Spriggan, annunciato da una vita, ma soprattutto Bastard!!), ma ha di fronte avversari fortissimi con cui non ti puoi piu' permettere leggerezze e passi falsi.
    E' ora di cominciare a sfornare un po' meno roba tanto al chilo e concentrarsi sulla qualita'.
    Piu' facile a dirsi, certo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sarebbe ora, visto che hanno annunciato, mai più progetto super costosi, che per altro sono anche gli unici che hanno portato un po' di blasone. Cheers

      Elimina
  2. Direi che la pensiamo uguale su quasi tutto - e mi farebbe strano il contrario 🍻 differenzio solo per il fatto che il III episodio non mi ha detto granché... 😕

    Ma poi, lo spezzone di Tim Miller non ha u finale tronco?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Facevo il paragone con la seconda che invece quasi nemmeno la ricordo più, si altro che tronco, sembra mancare almeno un atto del racconto. Cheers

      Elimina
  3. L'ho guardata, ma devo ammettere che l'unico che mi è piaciuto davvero è l'ultimo, Jibaro, che vale più di tutti gli altri messi insieme. Per gli altri, alti e bassi ma niente di particolarmente memorabile secondo me.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il livello è salito, “Jibaro” resta tra i migliori, la natura antologica della serie è sempre la stessa, quindi superato l’effetto sorpresa della prima stagione, ci può stare secondo me. Cheers

      Elimina
  4. Il viaggio e Sepolti trasudano Lovecraft a litri e devo dire che amando le atmosfere create dall'asociale, misogino e razzista di Providence in questi episodi mi sono sentito a casa.
    Fantastica la quota simpatia dei robot, dei mini zombie e dei ratti.
    Jibaro è arte pura però, parecchie spanne al di sopra degli altri episodi sotto tutti i punti di vista.

    Lascio la delusione per ultima: Lo sciame. Io credo che non si possa fare fantascienza come si deve se si cerca sempre di scimmiottare concetti che tanti autori hanno trattato decenni fa. Si deve studiare!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Penso lo stesso, che poi è quello che dovrebbe fare Tim Miller, che secondo me si sente già un po’ arrivato. Cheers

      Elimina
  5. Ah, il bello delle serie antologiche!
    Così brevi, poi, le guardi per riempire buchi e ti ritrovi dentro piccole perle d'autore.
    Il terzo volume torna nella buona strada e anche non ne hai fatto una classifica, vedo che c'hanno conquistato gli stessi ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si, ti ho letta l'altro giorno dopo aver pubblicato, alla fine è pieno di episodi risucuti, molto meglio della seconda stagione, via così che è la strada giusta ;-) Cheers

      Elimina
  6. Anche io penso che il secondo episodio sia il migliore di questa terza stagione, in cui ci sono episodi interessanti (anche Mason e i Ratti e i minizombie mi sono piaciuti) ma anche episodi che non avevano molto da dire, primo su tutti quello dei tre robot che non fa che ricalcare quello della precedente stagione. Sarei molto contenta di poter vedere meno sangue e budella e più robot!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In effetti ci vorrebbero più robot, non solo il minimo sindacale per giustificare il titolo ;-) Cheers

      Elimina