martedì 14 giugno 2022

Hustle (2022): diamanti grezzi (della pallacanestro)

Adam Sandler deve aver pensato che se è andata così bene infilando un solo giocatore della NBA, nello specifico Kevin Garnett in Diamanti grezzi, perché non fare un intero film strapieno di nomi provenienti dalla massima lega di pallacanestro professionistica americana?

Su quanto io non ami il “Sandman” nei panni di comico e su come lo preferisca nei suoi ruoli drammatici, per fortuna avevo già detto tutto proprio nel post su Uncet gems, nel frattempo la mia posizione ufficiale non è cambiata, in compenso è normale veder spuntare Sandler a bordo campo durante le telecronache delle partite della NBA, forse è stato proprio qui che ha deciso di interpretare e co-produrre (tra gli altri insieme a LeBron James) questo dramma sportivo da qualche giorno disponibile su Netflix. Ora io non so se Sandler arriverà mai a vincere un Oscar, ma considerando quanto le sue prove drammatiche piacciano al pubblico, forse dopo questo film è un passo più vicino a farcela, anche se forse un giorno scopriremo che il “Sandman” preferirebbe vincere un anello dei campioni della NBA.

A volte i nomi coinvolti nella produzione non sono indicativi del risultato finale, in questo caso si, perché gli sceneggiatori di “Hustle” sono Will Fetters, autore di “A star is born” (2018) e Taylor Materne, firma dietro un paio di NBA 2K, più o meno da quando il gioco è diventato una specie di GTA con i giocatori di basket al posto dei gangster, e non fate battutacce su questo. Quindi il film è davvero tutto qui, una sorta di “É nata una stella” ambientato nel mondo del basket NBA, riuscitissimo e avvincente per chiunque non sia appassionato del gioco con la palla a spicchi, imperdibile per tutti gli altri, perché “Hustle” si gioca al meglio le sue carte e la sua ambientazione, ovvero Philadelphia.

"Trust the process" in alternativa "Trust the Sandman"

La città dell’amore fraterno ha alcune icone intoccabili, la “Liberty Bell”, Rocky, il libidinoso panino Cheesesteak e i Philadelphia 76ers, la squadra a cui manca il titolo di campioni NBA dal 1983, quando Julius “Dr. J” Erving portò i suoi in trionfo volando (letteralmente) sul campo dello Spectrum, ormai demolito in favore di un’arena nuova e più moderna. Adam Sandler interpreta Stanley Sugerman, scout per i 76ers, colui che gira il mondo in cerca di nuovi talenti, di fatto quello che faceva Paolo Villaggio in Sistemo l’America a torno.

Scelte azzeccate del film, primo estratto: inserire un personaggio immaginario come quello di Sandler in un contesto reale come il “Trust the process” dei 76ers, quello con cui la squadra della città sta cercando di tornare alla vetta, un pezzo e un giocatore alla volta. Secondo estratto: scegliere proprio una città operaia, che ama le storie di redenzione come sfondo, parliamo di un posto dove una delle attrazioni più visitate non è il museo d'arte, ma la statua di Stallone posizionata accanto alla mitica scalinata proprio del museo su cui correva Rocky (storia vera).

"Siediti così ti posso guardare negli occhi, lo hai visto Rocky?", "Ho visto Creed, vale lo stesso?"

Inoltre non è più l’NBA dei vostri padri (cit.), la lega da diversi anni ormai ha aperto ai giocatori stranieri diventando più globale, in NBA sono arrivati e hanno vinto argentini, greci, tedeschi (come Dirk Nowitzki, che qui compare in uno spassoso cameo) e gli occhi sono puntati su sloveni come Luka Doncic, che oltre ad apparire a sua volta in “Hustle”, dopodomani si prenderà l’NBA, quindi se un tempo i futuri campioni nella parte dei giocatori, si chiamavano Ray Allen e recitavano in He Got Game, oggi è normale che il talento nascosto da portare nella NBA, arrivi da un posto non ben specificato della Spagna e sia fatto a forma di Juancho Hernangómez, ex ala dei Boston Celtics ora in forze agli Utah Jazz, che qui interpreta Bo Cruz, detto il Boa, ma non Cruz il missile, perché quello è un nomignolo stupido.

Anche se poi a ben guardarlo, più che alla critica sociale di Spike Lee, “Hustle” somiglia di gran lunga a “My giant” (1988), dove un altro grande appassionato di NBA come Billy Crystal, scovava i 2,31 metri di Gheorghe Mureșan. Ma sono dettagli perché il film funziona malgrado la sua trama lineare, che prevede un cameo di Robert Duvall nei panni del proprietario dei 76ers Rex Merrick, e del principe ereditario Vince Merrick, interpretato da Ben Foster a cui è stato chiesto di fare la parte da stronzo che di solito viene appioppata all’attore. Consolati Ben, a Queen Latifah (altra che non manca mai quando si parla di film sul basket), è stato chiesto di fare la parte della moglie del protagonista e il suo personaggio è letteralmente tutto qui.

"Magari verrà fuori meglio di rimbalzi d'amore", "Disse quello che ha fatto Zohan"

“Hustle” non è la rivoluzione, non cambierà la storia dei drammi sportivi per sempre, ma riesce ad essere un solidissimo e coinvolgente film perché applica lo schema alla lettera e il “come” la storia viene portata in scena, supera di gran lunga il “cosa” essa contiene e vuole raccontarci. Al netto di una trama che sa tanto di già visto è l’aderenza alla realtà a rendere credibile la vicenda, la vita dello scout NBA in giro per il mondo è davvero quella che vediamo fare al personaggio di Adam Sandler, così come la trafila per portare un giocatore al Draft, la famigerata lotteria, porta di accesso alla NBA per tutti gli aspiranti cestisti.

Quindi se per gli appassionati dell’NBA è uno spasso riconoscere il mitico Boban Marjanovic (ormai lanciatissimo a recitare, ma d’altra parte è un cabarettista di 2.24 con delle mani grandi come due pale da neve) oppure vedere Moritz Wagner interpretare il tedesco Haas, ancora di più riconoscere nei panni di loro stessi Trae Young, Jordan Clarkson, Khris Middleton, Aaron Gordon, Kyle Lowry, Seth Curry, Tobias Harris, Dr. J, Shaq, Charles Barkley, fino ad arrivare ai tecnici come Mark Jackson, Doc Rivers, Sergio Scariolo oppure Brad Stevens, che poi è quello che nella realtà Hernangómez lo avrebbe anche scelto per davvero.

Adam e la sua squadra per vincere al campetto (non perdetevi il dietro le quinte)

Una menzione speciale se la merita un’altra icona vivente di Phila, ovvero Allen Iverson che ovviamente fa una battuta su quanto non siano fondamentali gli allenamenti (per lui ormai un ritornello degno di un pezzo Rap), anche se i nomi coinvolti sono davvero tanti, infatti una buona fetta dei titoli di coda del film sono occupati dall’elenco completo di tutti, con tanto di immagini, più o meno vintage, delle loro vere giocate sul campo, anche se davanti alla macchina da presa, quelli che si sono calati nella parte più di tutti sono Kenny Smith nei panni del procuratore Leon Rich e il sorprendente Anthony Edwards, che sfoggia notevoli doti da faccia da schiaffi nel ruolo di Kermit Wilts, personaggio che sta al protagonista come un Apollo Ivan Clubber da battere sul campo, per dimostrare al mondo di aver battuto i propri demoni personali. Io ve lo dico, sulla stoppata finale ho fatto partire un urlo dal divano di casa, tipo gran giocata guardano l’NBA, tanto le cane ormai sono abituate, quando sentono il “gnic gnic” delle scarpe sul parquet e la palla che rimbalza non ci fanno più caso (storia vera).

"Io ti spiezzo in due", "Stai buono ranocchio, ora ti rimando da Miss Piggy"

“Hustle” è un film in cui la verosimiglianza è garantita da tutti questi nomi e dalla regia dell’esordiente Jeremiah Zagar, che sa come rendere le parti migliori di una partita, pur trattandosi di un film che ha un filmato diventato virare come punto di svolta chiave della trama, “Hustle” si gioca così bene le sue carte da riuscire a conquistare, basta guardare la prova di Juancho Hernangómez per capirlo.

La trama non gli chiede niente di particolarmente complicato a livello di recitazione, giusto di spremersi una solitaria “lacrima maschia” al momento giusto, detta fuori dai denti, nel confronto diretto Ray Allen avrebbe meritato un Oscar, eppure Hernangómez è perfetto per il ruolo dell’unicorno, espressione tanto amata dai nostri cugini Yankee in casi come questo, anche se nel film viene descritto meglio, ovvero come se Scottie Pippen e un lupo avessero avuto un figlio («In che senso? Ha la faccia pelosa?»). Hernangómez con dosi abbondanti di auto ironia è perfetto anche quando batte tutti al campetto con gli stivali Timberland ai piedi, poi trovo significativo poi che per caratterizzare Bo Cruz, sia stato scelto di rappresentarlo come uno bravo in attacco ma fenomenale in difesa, dando così maggiore rilevanza alla porzione di campo dove si vincono le partite.

"La persistenza della memoria difensiva" un Dalí.

Dove vince la sua partita invece “Hustle”? Nella prova di Adam Sandler senza ombra di dubbio, il suo aspirante allenatore, brillante scout e talentuoso anche come procuratore (per di più di cuore e con la testa sulla spalle) è un personaggio che può esistere solo nella finzione cinematografica ed è bravo Sandler e renderlo realistico, scherzando sulla ciccia, recitando con la barba incolta in equilibrio tra malinconia e umorismo, il ruolo di Mickey Goldmill della situazione gli viene fuori bene e in maniera credibile, ma il vero colpo da KO di “Hustle” è il suo giocare in casa, su un terreno complicato per i drammi sportivi, per di più ambientati a Philadelphia. 

Rocky inseguiva la gallina, Bo invece il pollo.

Devi avere delle palle monumentali, in alternativa una faccia indistinguibile dal culo per giocarti svariati “Training montage” con la città di Rocky come sfondo, “Hustle” ci riesce benissimo dimostrando di aver assimilato la lezione del film di Stallone e di poterla applicare alla perfezione anche alla pallacanestro, mostrata finalmente qui come un gioco dove alla faccia delle credenze popolari, non basta essere alti e avere buona mira (questa poi, particolarmente inutile), ma anche se nasci con il talento di Bo Cruz devi comunque lavorare durissimo per migliorare, dettaglio che se non fosse proprio per Stallone, sarebbe del tutto assente dalle storie occidentali, dove il talento sembra spesso un super potere caduto dal cielo. 

Insomma tra finali NBA, finali scudetto serie tv (restate su queste Bare, domani vi sgancio la bomba da tre punti) e film, tutto il tempo che non passo a giocare a basket ultimamente, lo passo guardando pallacanestro alla tv, poteva andare decisamente peggio e se Adam Sandler si è messo in testa di farmi dimenticare le sue commedie, direi che ha mandato a segno un altro gran tiro dalla lunga distanza.

28 commenti:

  1. Il miglior Sandler è quello di Ubriaco d' Amore e Funny People

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    1. Che è più o meno quello che scrivevo nel post su "Diamanti grezzi" citato all'inizio. Cheers

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    2. Ho visto il post di Diamanti Grezzi solo adesso, non comprendo perché Sandler si deve buttare in film ignobili che si rivelano pure dei flop (Jack e Jill su tutti)

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    3. Figurati, avevo già parecchio da scrivere su "Hustle", quindi mi sono risparmiato la replica della premessa sul Sandman. Mamma mia "Jack e Jill" è una delle robe più brutte che io ricordi. Cheers

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    4. Aggiungerei Cambio vita con un click fra i suoi ruoli migliori.

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    5. Penso di averlo saltato quello. Cheers

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  2. Ohhh, mentre vedevo il film domenica sera morivo dalla voglia di sapere che ne pensassi tu :-P
    Proprio perché ricordavo bene "My Giant" (quando Billy a un certo punto dice al gigante "mai andare a dormire arrabbiati" sfido chiunque a rimanere con gli occhi asciutti!) ma anche quello con Owen Wilson che ora mi sfugge, mi aspettavo qualcosa di diverso, e soprattutto non qualcosa dove il solito Ben Foster fa il solito cattivo che fa in TUTTI i suoi film. (Va be', con quella faccia che vuoi fare?) Mi aspettavo qualsiasi cosa ma non la solita storia "figlio infame sostituisce capo buono e bullizza il protagonista", essendo questo canone uno zinzinino inflazionato.
    Immaginavo che ogni uomo inquadrato fosse in qualche modo legato al vero basket - in pratica solo Sandler e Queen Latifah non sono giocatori professionisti! - ma al di là della parata di volti noti (non certo a me) non ho trovato altro, se non cose prese ad altri film, che almeno sembravano più freschi. Sicuramente non sono io l'utente finale a cui il film parla, ma sicuramente gli preferisco Crystal e Owen ;-)

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    1. L’ho visto anche io domenica, metà, poi è arrivata la Wing-woman interessata, quindi posso dirlo di averlo vista una volta e mezza (storia vera).
      Quel film di Billy andrebbe rivalutato, Ben Foster fa due personaggi: lo stronzo oppure lo stronzo pazzo che urla anche a caso, qui non urla. Se il personaggio di Sandler è irrealistico ma reso tale da una prova convinta, quello di Foster nemmeno quello, continua a bullizzare il suo ex dipendente anche quando non ha più senso farlo, anche quando danneggia lui e la sua amata squadra, ho temuto di vedere Foster fare anche la risata da super criminale buuahahaha ;-) Cheers

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    2. Beh, almeno in "Pandorum" il cattivo non era lui, riconosciamoglielo ;-)
      Riguardo a Sandler, poi, la tua recensione mi conferma ancora una volta come i suoi ruoli drammatici siano più "esportabili" rispetto a quelli comici (il cui umorismo credo molto di rado riesca davvero a superare i confini USA)...

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    3. Dramma che affligge molti comici usciti dal SNL, bisogna dirlo. Cheers

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    4. Concordo (del resto di John Belushi, Dan Aykroyd e pari compagnia non se ne trovano certo ad ogni angolo di strada)...

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    5. Pensavo proprio a loro, devi essere un genio come loro due, altrimenti non sfondi, resti un grande sul piccolo schermo. Cheers

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  3. Zio Portillo

    Storie di uomini proveniente dalla classe operaia che ce la fanno? Philadelphia? Hai per caso detto Marky Mark in "Imbattibile"?

    Detto ciò, ovviamente non me lo posso perdere! Ieri ero cotto e ho chiuso tutto presto (per svegliarmi all'alba... Tu sai perché!), stasera sono in sagra con costicine e salsicce,... Vediamo se me lo guardo domani.

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    1. Los Angeles è una città che ama i vincenti (cit.), Phila una che ama i perdenti rendenti ;-) Buona visione fammi sapere. Cheers!

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  4. Sandler in un ruolo drammatico? Venduto (anche per me amore infinito nei ruoli interpretati in ubriaco d'amore e uncut diamonds)

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    1. Penso che ti piacerà anche questo ;-) Cheers

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  5. Piaciuto tantissimo e concordo sul ruolo complicato reso credibile da un portentoso Adam Sandler, ma direi anche che Hernangòmez entra nel film e nel personaggio con grandissima autorevolezza, spontaneità, autoironia come ben sottolinei.. mi ha riportato a sprazzi di Chi non salta bianco è.. ;)

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    1. I Timberland ai piedi sembravano usciti dritti da quel culto ;-) Cheers

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  6. L'ho visto qualche giorno fa anch'io, dopo essere stato intrigato dal trailer e l'ho proprio apprezzato.
    Il trailer mi aveva trasmesso un'idea che me lo portava ad avvicinare al film di un paio di anni fa con Brad Pitt allenatore (?) di una squadra, su sceneggiatura di Sorkin.

    Forse non sarà molto paragonabile al film di Sorkin, né particolarmente originale, come storia sportiva, ma la svolta imprevista arriva con la partita prima dell'aeroporto: non conoscendo il mondo del basket così bene, pensavo che semplicemente non ce l'avesse fatta e che poi lo scioglimento del climax sarebbe arrivato l'anno dopo oppure in Europa; invece la chiamata per la selezione a porte chiuse mi ha colto di sorpresa.

    Devo dire che Adam Sandler è uno di quegli attori che non apprezzo e, nonostante ne abbia sentito parlare bene, proprio per questo motivo non ho guardato Diamanti Grezzi.
    Dopo però aver scoperto che in ruoli drammatici non solo è sopportabile, ma addirittura bravo, penso che recupererò quel film che da tanti è stato apprezzato.

    Insomma, mentre sembra che tutti si lamentino della qualità di Netflix, io continuo a trovare contenuti che mi aggradano.

    Nathan

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    1. Perché non hai regalato lo spirito critico e cerchi i titoli buoni come bisognerebbe sempre fare, ma è più comodo ragionare per assoluti, come i Sith. In "Moneyball" mi pare che Pitt fosse il general manager, ma è passato parecchio. Il film è accurato su tutta la trafila prima del Draft, peccato abbiano saltato la scena della lotteria, ma bisognava sospendere l'ultimo colpo ad effetto ;-) Cheers

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  7. Aggiudicato.
    Un pò perché é un pezzo che non vedo qualcosa sul basket.
    E poi i Philly mi sono sempre stati simpatici.
    Vuoi perché lì e cresciuto, cestisticamente parlando, il mio più grande idolo di tutti i tempi ovvero Barkley, anche se poi la sua consacrazione definitiva avvenne a Phoenix.
    Non me ne vogliano MJ e soci, ma per me il numero uno era lui.
    E sempre rimanendo in tema di 76ers e di spilungoni mi ricordo di Manute Bol, "la matita che cammina".
    Faceva impressione. Ma era davvero troppo, troppo gracile, poveretto.
    Fermo restando che a parer mio il film evento di quest'anno rimane quello di "Slam Dunk" (spero lo diano al cine), questo lo vedrò il prima possibile.
    Sembra che vada di moda dire che Retepellicole é in crisi.
    Ribadisco: é finito il periodo delle vacche grasse.
    Finché eri la prima e l'unica non dovevi preoccuparti tanto della qualità, e infatti sfornavi roba un tanto al chilo al grido di "Muoversi, che siamo indietro di tre!!".
    Oggi hai concorrenti agguerritissimi (AmazzoniaPrimo e Disneypiù con latte e cereali su tutte), che nel giro di breve tempo hanno colmato il gap.
    Non puoi permetterti di sbagliare, e non é detto che sia un male.
    Meno roba, magari. ma più buona. Poi un piccolo margine per gli esperimenti c'é sempre.
    I mezzi per risollevarsi ce li ha tranquillamente (parlando di anime attendo "Spriggan" e "Bastard!!". I manga li adoravo, per me fanno il botto).

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    1. Pensare che Netflix ha firmato questo film, che non deve per forza costare un'esagerazione visto che la NBA collabora più che volentieri. Forse dovrebbero solo scegliere meglio i soggetti su cui investire. Cheers

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  8. salve, solo una piccola osservazione, Bo Cruz è assonante con il nome del pugile dato da Clint Eastwood al suo personaggio femminile quando va a combattere, sbaglio nel dire che uno dei due ha forse un po' copiato? scusate l'osservazione poco tecnica, ma non oso discutere del film, ne sto vedendo troppi e non ricordo nulla. grazie

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    1. Quello era un sopranome in gaelico, direi che non ci sono troppi legami ma complimenti per la fantasia ;-) Cheers

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    2. sai, sto con i piedi per terra.ho toppato alla grande allora. grazie comunque per i complimenti

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    3. Giusto approccio ;-) Cheers

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  9. Ti ho letto saltellando ma mi sembra di capire che da non appassionata e da poco amante di Adam Sandler, mi troverei a sbuffare davanti la più classica storia di riscatto/Nascita di una stella. Il rischio è che il giovine intercetti il titolo ora.

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    1. Tutto sommato è un film classico che però si gioca bene le sue carte, sarebbe perfetto come spintarella per lanciarsi su "Rocky" ;-) Cheers

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