mercoledì 1 giugno 2022

57 canali e niente da vedere: Outer Range, The Dropout, Stranger Things 4, Slow Horses

Torna l’appuntamento con titolo Springsteeniano, con le ultime serie viste di recente, non perdiamo altro tempo, via via via via viaaaaa!

Outer Range
Stagione: 1 (almeno una di troppo)
Dove la trovate: Prime Video

A volte la distanza tra il vostro amichevole Cassidy di quartiere e gli altri bipedi della sua specie è incolmabile, ho visto gente sui Socia-Cosi strapparsi le vesti dopo solo due episodi messi a disposizione da Prime Video di “Outer Range”, persone pronte a giurare sulla base di quelle due puntate che fosse già la serie dell'anno, ma dopo la messa in onda dell’ultimo episodio, beccami gallina se ho più sentito nessuno citarla (storia vera).

Venduta come un thriller fantascientifico misto a Yellowstone questa serie parla di un buco, ruota attorno ad un buco, quello che mi ha lasciato è stato un buco (di tempo sottratto alla mia vita) e per quello che mi riguarda, dal buco da cui è uscita può anche tornare, mi dispiace per Josh Brolin che è sprecato per questa roba.

Il buco con la serie intorno.

Royal Abbott (Josh Brolin) è un allevatore del Wyoming, sul suo terreno iniziano ad accadere degli strani misteri, tipo che ad un certo punto trova un enorme buco che è una metafora delle idee di trama degli sceneggiatori. Cosa fa visto che vogliono portargli via la terra e che ha un buco che pare un tunnel spazio temporale sul suo territorio? Con fare contrito Royal Abbott parla, con la moglie, con i figli, con gli estranei, anche con Autumn, una vagabonda fatta a forma di Imogen Poots che vorrebbe accamparsi sulla sua terra per boh, salcazzo quale motivo misterioso, tanto questa serie è tutta così.

Certo, nella puntata 132 (sono otto in totale, percepire leggermente di più) Brolin salta nel buco e si ritrova boh, tra i nativi americani ballerini, inseguito in una caccia all’uomo, non lo so, l’importante è che ne parli in maniera contrita con qualcuno, di cosa non si sa, basta parlare, del nulla perché tanto Prime Video ha commissionato otto episodi, dopo due le genti che passeranno sui Social-Cosi erano già in visibilio (… ma che cazzo di serie guardate di solito per gasarvi per ‘sta roba tediosa?) e quindi basta calciare la palla del mistero misterioso fino alla prossima stagione.

Josh, molla questi e fatti assumere da Kev Costner.

Commento in breve: Yellowstone non la guarda nessuno, ‘sta ciofeca si trova su Prime Video… Giubilo! A volte la distanza tra me e il resto della mia specie è incolmabile come il buco di Brolin.
Chi ne ha scritto meglio di me: mi auguro di averci perso del tempo solo io.

The Dropout
Stagione: unica (miniserie da otto episodi)
Dove la trovate: Disney+

Creata da Elizabeth Meriwether e basata sul podcast “The Dropout”, condotto da Rebecca Jarvis e prodotto da ABC News. La serie Hulu arriva da noi su Disney+ come Star Original come molta della roba di Hulu, una miniserie che ho abbastanza apprezzato, almeno fino al momento in cui spinto da curiosità, sono andato ad indagare scoprendo essere tratta da tutto il popò di roba che vi ho citato si, ma anche da una storia vera, argomento che di solito mi attrae e che qui invece mi ha un po’ spento l'entusiasmo. Forse perché ha coinciso con il momento esatto in cui la serie ha cominciato a raccontare saltando di palo in frasca con poca logica, ma andiamo per gradi.

La storia è quella della ragazza prodigio, la sociopatica appassionata di Yoda e Steve Jobs, Elizabeth Holmes che molla Stanford per portare la rivoluzione in campo medico, un macchinario in grado di analizzare il sangue partendo da una sola goccia di esso, per buona pace di tutti quelli che hanno il terrore di aghi ed iniezioni.

Yoda è anche il mio preferito, ma non ti sembra di esagerare?
Amanda Seyfried in gran spolvero, presta i suoi occhi da Manga alla lucida follia di Elizabeth Holmes, colei che Forbes nel 2015 definì la più giovane e ricca miliardaria fatta da sé in America, sulla base della valutazione da 9 miliardi di dollari della sua azienda, la Theranos, salvo poi etichettarla come uno dei "Leader più deludenti del mondo", dopo che il suo patrimonio basato su frodi e su un macchinario che non ha mai funzionato per davvero, è crollato a zero dollari, nisba, nada, zip!

Ascesa e caduta di un’aspirante Steve Jobs, che con il suo sogno era in grado di convincere tutti, da ex presidenti a leader, passando per il suo socio e amante Sunny Balwani, interpretato da un redivivo Naveen Andrews. Pensavo fosse rimasto sull’isola.

La faccia con cui io guardo quelli che mi dicono che hanno apprezzato "Lost".
 
Raduno di facce note notevoli: da William H. Macy con la pelata finta, passando per Stephen Fry in una prova di cuore per il suo personaggi, fino alle apparizione di Michael Ironside, in versione cowboy finanziatore e Kurtwood Smith avvocato della difesa, che però in uno dei tanti scivoloni della trama, fa la figura del cavedano in amore durante l’udienza più importante con la stampa. Non capisco dove sia il limite tra la storia vera e la brutta scrittura, ma in teoria non dovrebbe avvertirsi in nessuno dei due casi.
 
Non si capisce mai se la protagonista sia avida, o semplicemente abbagliata dal suo sogno di gloria, ho apprezzato il modo in cui la serie sottolinea che sono sempre i più pazzarelli ad ambire alle posizioni di potere, peccato che non sia chiaro se come spettatori, dobbiamo compatire oppure odiare Elizabeth Holmes, la serie troppe volte si barrica dietro lo scudo della storia vera e troppi passaggi non tornano, ma non torna nemmeno l’uso del minutaggio, tanto che spesso la trama viene buttata via e tocca leggere le parti più salienti, nei velocissimi titoli di coda alla fine dell’ultimo episodio, un testo talmente lungo mandato a super velocità, che mi ha richiesto di mettere in pausa ogni schermata, io leggo veloce, ma mi sa che voi avete avanzato un po’ troppe cosette da raccontare benedetti figlioli, se vi tocca ricorrere a questo espediente per tenere aggiornato il pubblico.

Appena vedete un fanatico di Stefano Lavori, mettetevi a correre!
 
In generale mi è sembrata la serie gemella (ma raccontata anche peggio) di “Dopesick”, che in teoria dovrebbe rientrare in questo post, ma l’ho vista il mese scorso, mi ha deluso per il suo menare il can per l’aia (la metà degli episodi avrebbe fatto solo bene a quella miniserie) e mi ricordo solo che ho apprezzato la prova di Michael Keaton e Rosario Dawson, quindi fidatevi del giudizio di Lisa.
 
Commento in breve: bah, era meglio Steve Jobs.
Chi ne ha scritto meglio di me: mi pare di non averne letto molto in giro, nel caso segnalatemi il vostro post nei commenti, vi aggiungerò.

Stranger Things
Stagione: 4 - Parte 1
Dove la trovate: Netflix

Devo ammetterlo, non è che avessi tutta questa gran voglia di gettarmi a capofitto o a ottifopac (trattandosi di Sottosopra) sulla nuova stagione di “Strane cose”, la prima tutto sommato mi ha divertito e i fratelli Duffer avrebbero anche potuto chiuderla così. Poi però hanno voluto proseguire con una seconda stagione tediosa e una terza ben oltre l’urticante.

Ma ormai lo sappiamo, la retromania è qui per restare anche se francamente, mi ha bello che rotto, mi ha proprio stancato questa rappresentazione di plastica degli anni ’80 stilizzati che ha creato più danni della grandine, ma pare piacere tanto ad un pubblico che ne vuole ancora e ancora, sul serio basta, non fa per me, con tutto che ogni settimana su questa Bara sfoggio tutto il mio amore per il decennio dei pantaloni a vita alta, il modello promosso da “Stranger Things” mi urta e basta.

Dannati ragazzini, ve lo buco lo streaming!

Ero quasi intenzionato ad aspettare la “parte 2” di questa quarta stagione, che seguendo la sghemba moda di Netflix ha ridotto questa quarta stagione in una prima porzione da sette episodi, a cui seguirà una seconda da… due episodi (eh!?) in programma per il primo di luglio. Che senso abbia far attendere il pubblico fino a luglio per vedere due episodi non lo so, ma considerando la durata media delle prima sette puntate, come minimo le ultime due dureranno quattordici ore l’una, a questo punto mi attendo di tutto.

Difetti? Sempre gli stessi, tanto Netflix alle prese con la sua fuga di spettatori, figuriamoci se prova anche solo a correggere la direzione del lavoro dei Duffer, ormai gli resta solo più “Stranger Things” come titolo di punta quindi i due fratellini hanno carta bianca (questo spiega il minutaggio esagerato dei singoli episodi) e nessuno che li critichi per davvero, quindi abbiamo ancora ragazzini che si fermano per buttare nei dialoghi citazioni a titoli famosi che non possono aver visto (qui lo fa Dustin, parlando di Nightmare - Dal profondo della notte, più avanti ci torniamo), ci sono ancora le dannate BMX anche se qui compaiono solo alla fine, insomma quegli anni ’80 farlocchi che non sopporto più, applicati alla solita struttura su cui ormai i Duffer stanno marciando: nuovo mostrone dal Sottosopra, gruppo che si divide, scarsa se non scarsissima capacità da parte dei due fratellini di raccontare decentemente più vicende che si svolgono in contemporanea, in compenso qui hanno tanti, troppi minuti per farlo, quindi tutti questi difetti non fanno che risultare amplificati, non migliora la situazione nemmeno con un paio di episodi siano diretti da Shawn Levy e altri due da Nimród Antal, mamma mia che brutta fine che hai fatto ragazzo.

Il terribile Vectavir (o come si chiama lui) nella parte del mio entusiasmo per questa serie.

Cosa funziona in questa nuova stagione di “Strane cose”? Il suo confermarsi all’altezza delle ambizioni, i Duffer avevano annunciato una svolta Horror, che non è solo un modo per atteggiarsi un po’ ma un ritorno alle origini per i due registi, che va di pari passa con una serie che qui diventa Horror per davvero, il che mi fa molto piacere visto che i suoi protagonisti sono cresciuti, alcuni anche troppo, visto che Caleb McLaughlin nei panni di Lucas sembra il fratello maggiore di tutti gli altri, mentre Milly Grimpy Willy, anche nota come Millie Bobby Brown, per gli amici Milly Vanilly MC, di anni 43 (percepiti) è palesemente troppo in là con l’età per il ruolo della Carrie (Kinghiana) di turno, alle prese con i bulli di vario tipo dall’inizio alla fine della stagione, cioè, dall’inizio alla fine della prima parte di stagione.

Basta un attimo per passare da Undici a Quarantatre (anni)

Se riuscite a chiudere un occhio su questo, ma facciamo anche tutti e due mettendoci dentro il fatto che i giocatori di Basket in questa stagione siano tutti rappresentati come degli stronzi (ma allora perché il parallelismo tra le due partite, una a Basket e l’altra a D&D? Solo per mostrare i Sinclair vincitori su campi diversi? Si vede che avete tempo da buttare Duffs!), l’Horror in questa stagione è abbondante, non un elemento d’arredo ma qualcosa di curato, anche se poi tocca spedire la propria sospensione dell’incredulità in cucina a prendere qualche birra, quando Natalia Dyer e Maya Hawke, in una brutta copia di Il silenzio degli innocenti riescono ad infilarsi nel manicomio dove vive rinchiuso da anni il temibile Victor Creel, assassino di livello Hannibal che alla fine aveva solo bisogno di raccontare la sua storia a qualcuno povera stella, tanto qui abbiamo mille mila minuti di tempo da riempire, quindi vai Robert Englund! Scatenati! La presenza largamente annunciata da Netflix dell’ex Freddy Kruger nel cast della serie, riduce la distanza con l’ispirazione dei Duffer, che questa volta arriva dritta da zio Wes Craven.

Robert in versione "riposo solo un attimo gli occhi", dopo venticinque ore si "Strane cose" (ovvero tre episodi)

Ho apprezzato l’idea, quella si storicamente attendibile di mostrare Dungeon & Dragons nel periodo in cui negli Stati Uniti, questo gioco era stato equiparato alla droga, al satanismo e alla causa di tutti i mali del mondo, il nuovo personaggio, il metallaro Eddie Munson (Joseph Quinn, un sosia di Ted Raimi probabilmente anche della sua stessa età anagrafica) è un personaggio abbastanza riuscito, che appena comincia a diventare simpatico viene messo in panchina in favore del già nutrito cast della serie.

Woa! Ted Raimi! Grande!

Per essere una serie che non mi piace, devo dire che riconosco l’impegno profuso in questa quarta stagione, il nuovo mostro cicciato fuori dal Sottosopra di nome Vectavir (si chiama come una pomata? Forse era Vecnar, mi sono distratto con le puntate da dodici ore l’una) è un simpatico incrocio tra Swamp Thing e Freddy Krueger che trova una sua logica nel (non) finale della serie, quindi se tutto sommato grazie ad una riuscita svolta horror, sono riuscito a seguire questi sette episodi senza aver voglia di lanciare la poltrona contro la tv come accaduto per la terza stagione, posso solo immaginare l’entusiasmo degli appassionati della serie, che pur riproponendo la stessa formula identica, grazie all’uso massiccio di Horror, ha saputo tenere fede a quella posta in gioco, piuttosto ambiziosa, che si era posta come obbiettivo, ma più emozionato di così però non riesco ad essere eh? Ho già fatto uno sforzo.

Commento in breve: dopo ventordici ore, farci vedere anche le ultime due puntate, brutto?
Chi ne ha scritto meglio di me: se volete qualcuno di più coinvolto del sottoscritto, passate a trovare il Moz, lui è il massimo esperto di Strane Cose. 

Slow Horses
Stagione: 1 (già confermata per una seconda)
Dove la trovate: Apple Tv

Sto cercando di fare amicizia con i titoli di Apple Tv, ma io e l’azienda di Cupertino non andiamo particolarmente d’accordo, la blasonata Severance l’ho apprezzata con riserve, certo che se gli amici della mela masticata mi lanciano una serie con Gary Oldman come protagonista, come faccio a dire di no?

La serie, britannica fino al midollo osseo è tratta da dal primo romanzo del 2010 dello scrittore Mick Herron (in italiano tradotto col titolo “Un covo di bastardi”), con protagonista l'agente Jackson Lamb. L’inizio devo dirlo è ottimo, perché è un inizio pieno d’azione: l'agente del MI5 River Cartwright (Jack Lowden) scazza gravemente durante un’operazione anti terrorismo all’aeroporto, la scena iniziale è bella tesa poi subito dopo i titoli di testa sulle note di “Strange Game” di Mick Jagger (non proprio la pizza con i fichi), il nostro biondo agente viene spedito in un’unita disgraziata denominata il "Pantano" (Slough House), qui dovrà prendere ordini da Jackson Lamb (Gary Oldman), ex pezzo grosso dei servizi segreti inglesi, trasformato da un’acidità congenita in un grigio passacarte, fancazzista e per di più petomane. Metà dei dialoghi di Oldman ruotano intorno alla descrizione della puzze del personaggio, di volta in volta più deflagranti. Tutto avrei pensato nella vita, ma mai di vedere Gary Oldman rivaleggiare con Alvaro Vitali.

"Vi conviene evacuare, ne ho appena sganciata una delle mie!"

Con la presenza straordinaria di un altro dei miei preferiti in un piccolo ruolo, ovvero Jonathan Pryce, “Slow Horses” è una sorta di “NCIS - Unità anticrimine” che ci ha creduto di più, molto più britannico, con molto più Gary Oldman che è il primo a divertirsi nel ruolo (vederlo tenere in scacco degli agenti, chiuso nell’abitacolo a cantare “I'm Gonna Be (500 Miles)” dei The Proclaimers non ha prezzo), solo che se la serie americana chiudeva il caso della settimana in un episodio, questi “ronzini” ci mettono una stagione, sei episodi, per risolvere il loro.

Un aspirante comico di origini Pachistane, viene rapito da una banda di suprematisti bianchi, fascistoni che si fanno chiamare i figli di Albione (anche se babbione sarebbe stato più appropriato per loro), che lo credono un feroce terrorista o forse se ne fregano, ma minacciano lo stesso di decapitarlo in diretta televisiva. Ci sono momenti di vera tensione durante la serie, la scena del benzinaio è un piccolo manuale di suspence, ma anche l’idea del poveretto che cerca di temporeggiare facendo ridere i suoi rapitori funziona, ma con tutto il rispetto per un Gary Oldman rilassato, che comunque resta dodici spanne sopra il resto di tutto il cast (inglese, e voi sapete quanto sono bravi attori e attrici da quelle parti), questa serie mi è sembrata comunque una versione più curata di “NCIS”, forse mi aspettavo qualcosa di più o forse dalle serie Apple Tv ancora non mi aspetto niente, in ogni caso “Pazzo Gary” spacca anche in versione Alvaro Vitali.

Una vita passata a voler essere come Gary Oldman, quando invece era lui che voleva essere come te.

Commento in breve: tirami il dito.
Chi ne ha scritto meglio di me: qualcuno l'ha vista? Scrivetelo nei commenti! 

32 commenti:

  1. Pensa che dopo la prima puntata volevo scriverti proprio "Outer Range è fanta-Yellowstone!!" :-D Poi purtroppo ho commesso l'errore di continuare a vedere la serie, o quella roba che viene spacciata come "serie TV", ed è stato chiaro che gli attori avevano un copione composto di una sola scritta: "C'è un buco per terra". Fine della sceneggiatura. Avendo però ormai finito tutto quello che Prime può offrire - anche perché le "novità" che inserisce è roba vecchia di dieci anni, nel migliore dei casi - ero così disperato da continuare a vedere i miliardi di ore percepiti di questa che è la serie più lunga della storia, totalmente priva di tutto. Di' una cosa, e questa serie NON ce l'ha! Brava, Prime Video, almeno sei fedele a te stessa: solo serie da schifo, mai una gioia...

    Stranger Things ho sputato così tanto sangue con la seconda stagione che non so se troverò mai il coraggio di vedere la terza, e per la quarta come minimo mi devono pagare, e pure tanto.

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    1. Un’aria alla Yellowstone, la promessa della fantascienza e Josh Brolin, sulla carta aveva tutto per conquistarmi, peccato che questa serie sia il nulla, un buco con una serie (di roba) attorno, per dire ieri ho provato ad iniziare “Bang bang baby” sempre su Prime, ho resistito metà episodio (storia vera).
      La terza stagione di “Strane Cose” per me è la peggiore, mi ha proprio infastidito. La quarta migliore di molto giocandosi bene il fattore Horror, però la Wing-woman ed io, a soffrire ad ogni stilettata-citazione usata a caso solo per far piangere i fan, sono riuscito a non odiarla come la terza stagione, riconosco il loro essersi impegnati, ma non te la consiglio affatto. Cheers!

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  2. Di queste ho iniziato a vedere solo Stranger Things e per ora (due episodi) mi pare molto, ma molto meglio della terza che non era al livello delle precedenti, eppure mi ricordo di averne parlato con grandi speranze per Netflix dopo lo scivolone che aveva avuto su Neon Genesis Evangelion doppiata come fosse la Divina Commedia (non so se ricordi la vicenda di Gualtiero Cannarsi che ha rischiato il linciaggio). Anzi, forse della terza stagione ricordo bene solo Neverending Story cantata da Dustinuccio e la ragazzina. Per le altre, mi spiace ma... ho un buco... 😜

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    1. Ricordo bene, anche se lui era convintissimo di essere nel giusto, probabilmente solo lui ;-) Questa quarta stagione è migliore, al netto dei difetti che ormai sono gli stessi e che a me urtano, ma chi ama “Strane Cose” nemmeno vede, per quanto io non ami per nulla la serie dei Duffer, gli riconosco di essersi impegnati molto. Cheers

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  3. Storia vera: la prima stagione di Stranger Things mi è piaciuta, della seconda sono arrivato a metà della terza puntata poi mi sono chiesto chi me lo faceva fare di annoiarmi a morte. Grazie di avermi risparmiato di provare altre serie che stanno bene dove sono!
    Ormai sembra che si possano fare solo serie televisive da minimo 8 episodi. Peccato che raccontino storie che nella stragrande maggioranza delle volte avrebbero richiesto al massimo un film da due ore.

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    1. Evita la terza come la pesta allora, per me resta la peggiore di tutte. La gestione del minutaggio nelle serie tv è una faccenda che sta scappando di mano malamente. Cheers

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  4. Maronna, Outer Range.

    Dici, come fanno a sbagliare una commistione tra Yellowstone (che comunque gia' non mi fa impazzire) + Twlight Zone + Twin Peaks + Fargo + un cast delle grandi occasioni? Lo fanno ciurlando il manico gia' dal secondo episodio, stando un chilometro sopra le righe e dandoci giu' con colponi di scena che Lost in confronto c'aveva una corenza che sembrava lo avesse scritto Asimov. E io a chiedermi (ingenuo che sono) "ma dove andaranno mai a parare?" Ma a non concludere UN TUBO DI NIENTE, anzi rilanciando misteri su misteri fino all'ultima inquadratura, e rimandando TUTTO a un'eventuale, fottuta, seconda stagione.

    Mia moglie voleva giustamente tirarmi la tv in testa per avegliela proposta.

    E si', 'sta (ennesima) presa per il sedere si e' beccata pure recensioni entusiaste un po' ovunque.

    Non sono mai stato un gran fan delle serie tv dei due decenni passati (diversi capolavori, ma mooolti meno di quanto si dice), ma in confronto all'affollatissimo deserto di senso e creativita' che e' diventata la proposta seriale degli ultimi due - tre anni in effetti sembrano gia' il Rinascimento.

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    1. Uff, stavolta mi sono dimenticato io: firmo.

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    2. A metà della seconda puntata mi volto verso la Wing-woman chiedendo: «Ma tu hai capito di che parla ‘sta serie?» (storia vera). Faccio una fatica a trovare serie che mi piacciano per davvero che non hai idea, ho materiale per altri due post dedicati a serie tv viste per intero e una, di cui sto aspettando l’ultimo episodio ma anche lì, sono poco convinto.
      Poi di mio lo ammetto, il mistero misterioso non lo reggo più, perché sono convinto non verrà supportato da una trama, vedo serie che vanno avanti calciando il pallone nell’altra metà campo (la stagione successiva), inoltre ho smesso di credere ai pareri in anteprima da tempo, sono diventato uno dei nichilisti di Lebowski: «Non crediamo in niente! Nienteeeeee!» ;-) Cheers

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    3. I did Not hit her. I did not. Oh hi Tommaso (quasi-cit.) Cheers

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  5. Mi incuriosisce la seconda,forse mi farà rivalutare in positivo la Seyfried

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    1. Ci sono passaggi della trama attorno al suo personaggi che non mi hanno convinto in pieno, ma lei è molto brava, i ruoli da pazzarella sono quelli che le riescono meglio. Cheers

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  6. La rece di Outer Range è stupenda, ma la serie puzzava di fregatura già dal trailer... Della lista ho iniziato solo Slow Horses, ma non so se ci arriverò in fondo, più che altro perchè il genere spy non fa per me (bello pagare l'abbonamento a Apple TV e non guardarci mai niente). Sulla stessa piattaforma potresti provare Dr. Brain: mooolto lento, ma abbastanza cervellotico (ok, il gioco di parole non era voluto...)

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    1. Ti ringrazio, ci tenevo a far capire che mi è piaciuta moltissimo ;-) “Slow Horses” vive sul suo essere così tanto Inglese, il che vuol dire cast in gran forma e singoli momenti riuscitissimi, solo che mi sembra una di quelle serie che potrebbero guardare i miei su Rai 2 a volte. Tempo di finire “Shining Girls” sempre su Apple Tv e poi potrei darci un’occhiata, anche se lo ammetto candidamente, l’unica serie che sto aspettando è “Winning time”. Cheers!

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    2. Io attendo la terza stagione di Ted Lasso poi mi sa che smetto di dare i miei soldi agli eredi di Steve Jobs (quindi praticamente ad Amanda Seyfried?) che tanto non ne hanno bisogno...

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    3. No direi che per un po' di generazioni almeno un pasto al giorno dovrebbero riuscire a metterlo insieme. Cheers

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  7. Pensa che noi a "grande richiesta" ci stiamo vedendo per la prima volta Stranger Things :D Per il momento non ci sta dispiacendo, ma mi dite tutti che la prima stagione è la migliore... ah hanno già detto che le ultime due puntate della quarta dureranno tipo 1 ora e mezza l'una

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    1. Si esatto, durano una vita e la prima resta la migliore, fammi sapere come procede il viaggio nel Sottosopra ;-) Cheers

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  8. Sono al sesto episodio di Stranger Things (quindi me ne manca solo uno? Boh, ho perso il conto) quindi non l'ho finita ancora ma questa stagione, nonostante i mille rimandi a Nightmare, non mi sta prendendo come le altre. Di base, lo guardo solo per sapere come finirà tra Joyce e Hopper (sempre che non finisca prima lui, ma di vivere) ormai, visto che gli altri personaggi non li sto trovando granché interessanti. Mi piacerebbe però che l'altro Wes (Anderson) facesse uno spinoff sulla famiglia di Suzie, che guarderei molto volentieri!

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    1. Tieni duro sei quasi alla fine, un episodio prima della conclusione, o almeno quella temporanea stabilità da Netflix. Ci sono molti momenti in cui ci si distrae, troppe lungaggini inutili, Hopper alle prese con una sotto trama che in certi momenti mette a dura prova la sospensione dell’incredulità più dei mostri del Sottosopra, però almeno l’attore è quello che mi sta più simpatico. Uno spin-off tutto arancione, chissà come la prenderebbero i Duffer ;-) Cheers

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  9. E insomma basterebbe Stranger Things, avevo un'idea sulla prima e sulla seconda, ma a questo punto mi conviene passare. Comunque hai ragione su Yellowstone, che merita più rispetto.

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    1. Si, per altro ho un post sul suo spin-off in rampa di lancio. Cheers

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  10. Visto la prima puntata di outer range attirato dalle similitudini con Yellowstone che adoro. La puntata mi è sembrata durare 2 ore piene nonostante ne durasse la metà. Non credo proseguirò. Visto invece slow horses fino alla terza puntata e intendo continuarla perché oldman, benché petomane, vale la pena. Mi è sembrato ci sia un buco di trama perché tra la seconda e la terza puntata trovo il protagonista lasciato davanti una casa con la partner ferita, direttamente in ospedale sorvegliato da non ho capito bene chi. Se ti piacciono le serie inglesi ti consiglio la nuova serie su Harry palmer di cui ho visto la prima puntata e mi ha convinto abbastanza. Ma io adoravo il personaggio interpretato da caine

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    1. Anche io ricordo la versione di Caine, le darò un'occhiata, grazie per la dritta ;-) Cheers

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  11. 57 serie TV e poco tempo per farlo.
    Storpio il tuo titolo perché mai come in questo titolo mi sento sopraffatta dalle nuove uscite. Mi mancano 3 (+2) episodi di Stranger Things che hanno una durata e una simpatia quasi insostenibile. Che poi mi chiedo: se volevano creare l'attesa, non era meglio far uscire un episodio a settimana così arrivavano belli belli al 1° luglio senza impegnare in maratone sfinenti?
    Con Better Call Saul ha funzionato, anche se lì è l'AMC ha tirare le fila.

    L'unica vista per intero è The Dropout, non male anche se non troppo a fuoco, aspetto di vedere WeCrashed per fare un confronto di start-up decadute.
    Non che ispirasse, ma salto a pié pari Outer Range dopo il tuo sacrificio, mentre temo la lentezza dei cavalli lenti, me la vedo più come tappabuchi invernale anche se Apple lo sto preferendo a Netflix.

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    1. Avrebbe voluto dire per Netflix negare la sua stessa natura, ma dovrà cedere, BCS e Disney+ stanno dimostrando che siamo tornati ad un episodio a settimana.
      In realtà di lento i cavalli hanno solo l’aggettivo, più che altro sembra una di quelle serie di Rai 2, si lascia guardare, l’aurea inglese aiuta, però sembra un NCIS che ci ha creduto di più. Cheers!

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  12. Posso interpretare questo tuo post come un'esortazione a (continuare a) guardare film e non serie nuove? Di Stranger Things vidi la prima stagione e mi bastò e mi avanzò pure...

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    1. Vai come stai facendo che vai bene ;-) Cheers

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  13. Zio Portillo

    Ho concluso ieri sera i primi episodi di STRANE COSE. Che dire? A parte il minutaggio esagerato (ma perché?!?!), non siamo ai livelli della prima annata, ma comunque è stata un passo avanti rispetto alla 2^ e sopratutto alla 3^ (anche se non faccio testo a riguardo perché ricordo che sono uno dei pochi che ha apprezzato più o meno tutte e tre le stagioni, nonostante ENORMI difetti di sceneggiatura, sottotrame e di ritmo). La svolta horror mi piace ma conferma che i Duffer non sanno che pesci pigliare e buttano dentro cose a caso perché fa figo e perché fa molto anni '80 (quelli finti della tv, ovviamente!). La Milly Vanilly sarà pure diventata una bella figliola (vedi le varie premiere) ma è una "cagna maledetta". Pianti più finti e così palesemente farlocchi dei suoi li conto sulle dita di una mano...

    Per il resto non c'ho manco tempo di respirare (o di andare in sala a vedere Tommasino che corre e vola)...

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    1. Trovo sinistra questa narrativa attorno a Milly Vanilly, tirata per sembrare una trentenne, anche perché a recitare, bah! Detto questo molla tutto e vai a vedere Tommaso, fila! ;-) Cheers

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  14. Di Cose Strane ho già scritto che lo so essere una gran paraculata, però con questa consapevolezza lo guardo sempre volentieri, sarà che mi sono affezionato ai protagonisti e per quanto posticcio, essendo cresciuto nel periodo in cui sono ambientate le storie, lo spirito di quegli anni si impadronisce di me durante la visione, facendomi provare un misto di tristezza e di rammarico per tempi che non potranno più tornare ma anche di immedesimazione con i personaggi, che come noi e questa secondo me è l'intuizione più riuscita dei fratelli Duffer (sperando che non diventino sorelle) non sono fighi e nemmeno così in gamba ma sanno sempre tirarsi fuori dai guai, anche da quelli grossi! Buona serata

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    1. Penso che comunque la quarta stagione ti piacerà, ha gli stessi difetti ma almeno vincono la sfida ambiziosa che si erano auto imposti. Cheers

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