domenica 15 maggio 2022

Star Trek - Picard - Stagione 2 (2022): come iniziare alla grande e finire malissimo

Ci ho messo un po’ a rimettermi in pari con tutte le serie di Star Trek ma ora posso seguirle in diretta, in base alla loro uscita. Ecco, se poi uscisse anche qualche serie bella non sarebbe male, non è che io mi possa farmi bastare Lower Decks in eterno!

Non ho apprezzato quasi nulla della prima stagione di Picard, quella in cui l’amato Gianluca se non altro sembrava prometterci uno sguardo rivolto al futuro per le serie di Star Trek e non la nuova serie ambientata prima del prima, risultato? Nella prima tornata di episodi Picard ha fatto i conti con il rapporto del personaggio con l’altro grande nome che monopolizzava le trame di The Next Generation, ovvero Data, sbrigata la faccenda con un finale di stagione che mi ha fatto sollevare un sopracciglio nemmeno fossi diventato di colpo Spock (seeee magari!), ora Akiva Goldsman e i suoi compari Michael Chabon, Kirsten Beyer e Alex Kurtzman sono finalmente liberi di dedicarsi agli altri personaggi che in un normale episodio di TNG ruotavano attorno a Gianluca: Guinan e l’insopportabile (per me, ma mi sono già espresso in merito) Q.

Ancora tu, ma non dovevamo vederci più (cit.)

Con l’entusiasmo di rivedere Q (una roba che non sto a dirvi), ho cominciato a guardare la seconda stagione di “Picard” seguendo le puntate di settimana in settimana, non potevo crederci: davvero la prima puntata è finita con il botto? Davvero la seconda è anche migliore? Si, peccato che poi la seconda stagione esaurisca malamente la benzina, sprofondando per le altre restanti otto puntate nel tedio di una serie che non ha nulla da dire, ma in compenso lo fa male, con lo sconforto totale di un ultimo episodio al limite (e oltre) il ridicolo, ma andiamo per gradi, da qui in poi SPOILER!

A bordo della USS Stargazer NCC 82893, capitanata da Cristobal Rios (Santiago Cabrera), Picard e i suoi nuovi compagni partono verso un’anomalia che minaccia l’umanità, il tempo di fare i conti con una scusa sull’invecchiamento usata da Guinan per giustificare gli anni che passano per tutti, anche per Whoopi Goldberg, battuta che per altro verrà ripresa identica da John de Lancie per il suo Q poco dopo (fantasia portami via), il finale dell’episodio si gioca la parte migliore non della puntata, ma di tutta la serie, Lucius entusiasta le ha dedicato giustamente uno speciale, perché la regina Borg di Annie Wersching si mangia ogni stramaledetto fotogramma che occupa all’interno della serie facendo il vuoto.

Don't be a drag Borg just be a queen (quasi-cit.)

L’entrata in scena della regina Borg spazza via tutto, compresa buona parte delle navi della Federazione, tutto questo per colpa di un ordine dello stesso Picard scemo, ma talmente scemo che per commentarlo, ci vorrebbe un meme su Picard.

Picard dal passato, nella parte di noi spettatori davanti alle decisioni del Picard del futuro.

Questa infausta decisione (per altro sceneggiata malissimo dagli autori) fa risvegliare l’ex capitano ora ammiraglio in una realtà alternativa, il ritorno di Q lo mette di fronte ad una scelta, perché il suo gesto ha portato all’esistenza di questa realtà distopica, che il secondo episodio racconta alla perfezione. Finalmente una puntata di una serie di “Star Trek” che ha tutte le caratteristiche di un episodio di “Star Trek”, uno vero! Con i protagonisti alle prese con gli effetti di una decisione, in un mondo alternativo che è metafora anche delle moderne dittature, peccato che l’illusione dura lo spazio di una puntata e scompare come un sogno al mattino, per evitare questo 1985 dove Biff è corrotto, potente e sposat… Ehm no scusate, dove Picard è un carnefice di alieni senza pietà, bisogna tornare indietro, indietro nel futuro e per questo quei nerdoni di Akiva Goldsman pensano bene di far dirigere il terzo episodio a Lea Thompson, sempre sia lodata.

Da qui in poi la seconda stagione di “Picard” diventa la gara a chi strizza più volte l’occhio a Star Trek IV - Rotta verso la terra, con Sette di nove (Jeri Ryan) impegnata a rifare la scena del punk sul bus e Chris Rios che facendo colpo sulla bella dottoressa dell’anno 2024, cita Kirk con frasi come: «Ci lavoro solo nello spazio», deludenti visto che la citazione migliore al capitano Kirk, era quella fatta proprio da Picard, quando utilizza la sua Slingshot effect alla fine del secondo episodio.

L'episodio che mi ha quasi illuso, che "Star Trek" fosse tornata a fare "Star Trek".

La regina Borg viene messa da parte per dare spazio all’unica attrice del cast che può avanzare pretese oltre a Patrick Stewart, ecco perché la Agnes Jurati di Alison Pill qui sale di colpi, solo per poi trasformarsi in una versione da discount non solo della regina Borg, ma anche della numero sei di Battlestar Galactica, serie che non cito a caso, visto che in un ruolo che serve solo a far felice qualche fan completista, spunta anche il Gaius Baltar di quella serie, James Callis.

A questo punto anche il vestito rosso è una citazione a BSG?

Jean-Luc Picard è sempre stato un personaggio con la tendenza a monopolizzare le trame, figuriamoci in una serie che porta il suo nome, quindi da un certo punto di vista me lo aspetto anche che la storia giri (a vuoto) attorno al passato del personaggio, ma davvero siamo interessati a sapere tutto della vita nella vigna del giovane Gianluca? Risultato, un passo avanti e due indietro, ancora una volta “Star Trek” invece di puntare il naso al futuro e alla stelle, si guarda l’ombelico continuando a rimestare il passato dei suoi personaggi. Nemmeno un paio di episodi diretti da Jonathan “two takes” Frakes risollevano la serie dal suo torpore, fino al finale che invece è veramente ignobile, non so come altro definirlo nel tentativo di essere più diplomatico.

Sul proto Fox Mulder anziano, non dirò nemmeno una parola, lo faccio per voi.

Le ottanta sotto trame aperte, tra il volo spaziale dell’antesignana di Picard (perché tutto deve ruotare intorno a lui, anche il futuro dei viaggi spaziali dell’umanità) e la regina Borg sempre meno credibile ad ogni apparizione (quando Alison Pill si esibisce in un numero musicale, avrei voluto essere teletrasportato lontanissimo) rendono l’ultimo episodio imbarazzante, anche se il momento in cui avrei quasi voluto svitare la televisione dalla staffa a cui è appesa al muro per lanciarla in testa ad Akiva Goldsman e stato nel confronto tra Picard e Q, ricalcato su quello identico con Data della prima stagione… ma peggio!

Dopo anni passati a perseguitare Gianluca, l’uomo che ha finito le vocali nel nome finalmente gli rivela perché ha scelto proprio lui, perché gli Dèi hanno i loro prediletti. Cioè, dopo tutti questi anni vi giocate la battuta alla Giobbe Covatta perché lui era il prediletto? Ma poi da chi? Dai fan probabilmente. Quindi siccome un personaggio è molto amato, lo mettiamo al centro di tutte le trame alla facce delle mille teorie dietro alle possibili interpretazioni di un personaggio divino come Q, se pensavo che il corpo da androide (anziano che può invecchiare e morire) fosse una menata, con questo finale sono riusciti a fare anche di peggio. 

D'ora in poi chiamatelo Giobbe Quovatta.

Perché di fatto la storia come prevedibile ritorna al punto di partenza, il tutto per evitare quella decisione palesemente sbagliata di Picard e non fatemi dire altro sull’identità della regina Borg in questo finale, oppure sui baci saffici buttati dentro per risvegliare l’ormone ai Trekker, sul serio è talmente sconsolante il modo in cui abbiano gettato via personaggi e potenziale che non vorrei sembrare quello che spara sulla Croce Rossa. 

Insomma anche questa volta è andata male, l’unica serie che porta avanti nel futuro le trame di “Star Trek” non solo lo fa male ma non lo fa nemmeno per davvero, tanto è chiaro che la volontà sia ancora quella di rimestare nel passato glorioso, fino alla prossima serie che sarà ambientata prima del prima, quindi a proposito di vecchi tempi tanto vale ricordarvi lo speciale dedicato a Star Trek della Bara.

10 commenti:

  1. Sta serie è un dumpster fire di proporzioni bibliche... Comunque secondo me hai riassunto tutto lo Star Trek post-DS9 con questa frase (che rielaboro solo leggermente): ancora una volta “Star Trek” invece di puntare il naso al futuro e alla stelle, si guarda l’ombelico continuando a rimestare il passato.

    È troppo tempo che Star Ttek non è una serie innovativa, ma usa solo l'effetto nostalgia. Così non si va da molte parti....

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    1. Sarà che sono fresco di ripasso, ma è chiaro che da "Enterprise" abbiano innestato la retro, forse il pubblico vuole la nostalgia, anche la nuova serie già annunciata sarà ambientata prima del prima, bah! Cheers

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    2. A quei tempi un Berman ormai praticamente bollito si era rivolto al passato convintissimo di fare qualcosa di nuovo e fresco, il che già di per sé non alimentava grandi speranze... oggi noi possiamo verificare di persona come avesse semplicemente anticipato le tendenze attuali (proiettare il futuro di StarTrek nel suo passato, e se suona come un controsenso è perché di fatto lo è).
      Comunque, siccome non posso permettere che vi siate immolati solo voi alla causa, vi seguirò a breve ;-) Del resto, se ho superato indenne l'andropausa (nel senso dell'attimo di pausa che mi sono dovuto prendere per accettarlo come un androide) di Picard, penso di poter comunque arrivare anche alla fine della seconda stagione...

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    3. Definizione di andropausa davvero brillante complimenti ;-) Cheers

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  2. Davvero sconfortante pensando come star trek era avanti a tutti almeno fino agli inizi del 2000 con continuity ed incroci tra serie tv e film ben prima della marvel, un universo vastissimo con uno dei primi Fandom attivi al mondo (già negli anni 60 quando cancellarono la serie di Kirk e spock mandarono lettere di protesta alla paramount che fu obbligata alla terza stagione, fenomeno ben noto ai giorni nostri). Poi purtroppo è venuta fuori la mania retró e star trek a quel punto si è fermato perdendo molti fans, acquistando tanti spettatori occasionali. Ci speravo molto in Picard e mi fido delle tue parole.
    Senmayan

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    1. Ti ringrazio per la fiducia, sconsolante come Star Trek ormai pensi solo più al suo passato, GIEI GIEI non ha aiutato... Anzi! Cheers

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  3. Pensa che io mi ero già arenato dopo pochi episodi della prima stagione. Onore al merito a te che ti sei immolato pure con la seconda.

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    1. In compenso poi peggiora, un piacere offrire un servizio di pubblica utilità ;-) Cheers

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  4. Devastante, la seconda stagione l'ho visto ipnotizzato come si guarda un incidente in diretta: è incredibile come siano riusciti a sbagliare tutto nel modo peggiore immaginabile. Anzi, no: inimmaginabile!
    Sottoscrivo tutto e con quel secondo episodio ci ho davvero sperato che la serie potesse d'un tratto risvegliarsi e ricordarsi di essere fantascienza, non fanta-ricordanza-di-quando-ero-giovane-nella-vigna.
    I vari "colpi di scena" dell'episodio finale poi sono pugnalate al cuore...
    Sono contento che abbiano chiamato Frakes e la Thompson, che fa sempre piacere vederli all'opera, ma potevano giusto lucidare le maniglie del Titanic.

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    1. Esatto, nemmeno loro potevano nobilitare una “trama” che potrebbe essere considerata valida solo da chi si fa bastare la presenza di Gianluca (sono sicuro che comunque sono in tanti), perché peggio di così penso (e spero!) “Star Trek” non possa più fare, o almeno me lo auguro. Cheers

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