mercoledì 18 maggio 2022

Secret Team 355 (2022): ci sono tre spie, una americana, una inglese e una tedesca…

Jessica Chastain si è messa in testa che la sua strada è quella dell’eroina d’azione, dopo gli scarsissimi risultati portati a casa con Ava, deve aver pensato che l’unione avrebbe potuto fare la forza.

La prima notizia è che “The 355”, che in uno strambo Paese a forma di scarpa è diventato “Secret Team 355”, perché la lingua ufficiale qui da noi è l’inglese quindi perché non usare titoli più ammmerriGGani degli Yankee? Anche perché il riferimento all’agente donna attiva durante la rivoluzione civile sarebbe stato comunque un po’ oscuro per noi, quindi tanto vale buttare qualche altra parola in inglese a caso.

L’idea per questa storia di spie al femminile secondo la leggenda, sarebbe venuta in mente al regista Simon Kinberg sul set del suo fallimentare Dark Phoenix, dove per altro recitava Jessica Chastain, quindi se volete sapere la mia, la rossa si è trovata un regista schiavo, anche perché dopo aver recitato in quel pessimo film degli Uomini-Pareggio, Jessica aveva guadagnato del credito.

Il riassunto del film: un cast di grandi attrici gettate a caso nella storia.

La storia è un pretesto: un'agente della CIA si allea con altre agenti internazionali per recuperare un'arma top secret caduta nelle mani di un pericoloso mercenario. Poi qualcuno si lamenta che le trame dei film di Michael Mann sono troppo lineari eh? Se non altro lì la messa in scena è sopraffina, qui si va dall’abbastanza ritmato al piuttosto canonico, anche se per fortuna si evitano abissi di orrore come l’inguardabile Gunpowder Milkshake.

Se Michael Bay fa camminare in parata i suoi eroi, loro non possono essere da meno.

L’agente della CIA Jessica Chastain, entra in scena allenandosi contro un uomo e orizzontalizzandosene un altro, nella fattispecie Sebastian Stan che con la sola presenza ricopre il ruolo di “bello figheiro” di turno, anche se di fatto “The 355” è una lunga presentazione per il resto del cast, la spia tedesca di Diane Kruger risulta essere la più tosta del gruppo, protagonista dell’inseguimento con Jessica Chastain iniziale, l’attrice tedesca per quello che mi riguarda si mette in tasca le sue colleghe, anche se credo sia solo merito di una controfigura migliore.

Da quanto Tom Cruise ha reso obsoleti i caschi da moto, tocca adattarsi.

L’esperta schiacciatrice di pulsanti, addetta alle robe informatiche è Lupita Nyong'o, direttamente dalle file dell’inglese MI6, ma a concludere il ritrovo di bravissime attrici drammatiche fuori posto, ci vuole il tocco “latino” di Penélope Cruz, nel ruolo della psicologa del servizio segreto colombiano, che ha l’ingrato compito di fare la spalla comica di lusso, il personaggio che non sa sparare e non sa menare, che nel mezzo dell’azione urla «Ma io sono una persona normale!» con il suo accento super sexy, salvo un minuto dopo imbracciare un mitra seccando più gente di una lezione sulle teorie Junghiane, tutto come da programma no?

Ah per non dimenticare poi l’agente orientale, interpretata da Fan Bingbing che entra in scena prima dell’ultimo atto del film perché i mercati di quella parte del mondo sono quelli che contano di più se vuoi fare soldi, anche se poi il personaggio come peso specifico nella storia, sembra riassumersi proprio così, un becero tentativo di poter staccare due biglietti anche in estremo oriente.

Vestiti da spia perfetti anche per un pomeriggio di shopping.

“Secret Team 355” è il classico film che fa sbraitare i maschilisti su “Infernet” perché bastaaaaa questi film con le femmine toste che non fanno le femmine! Anche perché la formula parliamoci chiaro è proprio quella, il tentativo manifesto (e dichiarato) da parte di Jessica Chastain di prendersi ruoli da agente segreto storicamente associati a James Bond, quando poi nell’ultimo 007 il personaggio migliore era proprio quello di Ana de Armas, mentre Nikita, un classico ormai in circolazione da un pezzo, anche se bisogna essere ancora più chiari, di solito questo tipo di film, proprio come accaduto ai botteghini americani a “The 355” incassano pochissimo, secondo me non per qualche ideologia sessista di fondo, ma semplicemente perché sono fiacchi, anche se questo risulta meno peggio di che so, un Charlie's Angels qualunque, anche se ci voleva davvero poco.

L’oggettone misteriosone da recuperare, il gruppo di donne che deve fare squadra, il cattivo che dopo una serie di (non)colpi di scena ammonticchiati uno sopra l’altro, senza nessuna enfasi si scopre essere SPOILER! Il maschio bianco eterosessuale cisgender Fine dello SPOILER! Tutta roba che avrei potuto dirvi già guardando il trailer se solo io guardassi ancora i trailer, il film è una formula bella e buona, come tutte le formule applicate al cinema, spesso non funzionano perché così impegnate ad inserire tutti gli ingredienti nelle giuste quantità, si scordano del sapore.

Sebastian Stan perché anche l'occhio del pubblico femminile vuole la sua parte.

“The 355” ha qualche scena d’azione riuscita e altre in cui Simon Kinberg inquadra le sue protagoniste come se fossero un gruppo di bambine impegnate in una partita di paint ball, tanto da risultare imbranate con le armi in mano, bene ma non benissimo visto che sarebbero un gruppo di super spie cazzutissime.

"A chi stiamo dando la caccia?", "Al patriarcato"

Ad essere sincero, durante i 122 minuti della sua durata mi sono annoiato e divertito in parti uguali, se avete visto più di tre film nella vostra vita, in questo non troverete niente di davvero nuovo, ma posso provare a fare una previsione: questo film è destinato ad occupare il palinsesto di Italia 1 per i prossimi anni a venire, forse il formato televisivo sarà anche quello migliore per il pubblico, attratto da tutte queste brave attrici radunate insieme, quello che invece mi auguro e che Jessica Chastain se proprio voglia continuare lungo la strada dell’eroina d’azione (senza averne i requisiti) per lo meno decida di arruolare registi migliori, perché al momento l’unico ruolo da tipa tosta della sua filmografia, supportata da un film con gli attributi, lo ha diretto Kathryn Bigelow, che è leggerissimamente più talentuosa di un Simon Kinberg qualunque.

10 commenti:

  1. Non sembra niente male... Come spreco di un buon cast 😜

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    1. Bravo, ottimo riassunto ;-) In realtà non è così male, solo che è piatto, già visto e si vede la formula che lo regola, in compenso lo vedremmo mille volte su Italia 1. Cheers!

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    2. E infatti, stando le cose come nella tua recensione, credo che per provare a gustarmelo aspetterò comodamente il suo passaggio su Italia 1... ;-)

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    3. Sarà fisso nel palinsesto della rete per un bel pezzo ;-) Cheers

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  2. Non temere di essere stato abbandonato se non trovi altri commenti. Il metodo di inserimento dei commenti è un fase di modifica e a volte è difficile scrivere. Ho sentito lamentele un po' su tutti i blog.

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    1. Per lasciare un commento alla Bolla oggi ho dovuto insistere (storia vera), so che è una cosa generale. In questo caso però lo imputavo al fatto che il film è uscito in sala, fosse uscito su Netflix avrei venti commenti ;-) Cheers

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  3. Giustamente visto il successo di "Ocean's 8" (2018) hanno detto: vogliamo fare un altro filmone con tante donne protagoniste, che agli spettatori paganti proprio piace tanto tanto tanto comprare biglietti per queste cose? :-D
    Se tutti quelli che scrivono nei social poi andassero al cinema potremmo discutere su questioni socio-filosofiche, ma visto che di solito le cose si escludono - chi strilla nei social di solito non compra biglietti, e viceversa - ognuno va per la sua strada. Certo, pare di capire che quelli che in America pagano il biglietto per vedere un film alla sua uscita in sala non premiano le operazioni furbette come questa, soprattutto poi visto che parliamo della Chastain che con "Ava" ha messo bene in chiaro che non è proprio capace di affrontare l'argomento.
    Ottimi prodotti come "Salt" (2010), con una Jolie spia d'azione assolutamente perfetta, non sono stati certo premiati dal pubblico, per non parlare poi di roba di pessima qualità come "Red Sparrow", "Anna" e via dicendo, che fanno solo male al genere: se il pubblico pagante ha dimostrato di non premiare questi prodotti, forse dovrebbero smetterla di dare la colpa ai "produttori maschilisti e oscurantisti", che loro vogliono solo far soldi: se un domani vende un film interpretato da rane, sono i primi a scendere nello stagno col retino :-D

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    1. Ho fatto si con la testa tutto il tempo mentre leggevo il tuo commento (storia vera), chi blatwra non va in sala, chi ci va evita le fregature come questa e invece che applicare formule, che già in passato si sono rivelate fallimentari, perché non fare bei film? Naaa meglio le rane ;-) Cheers

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  4. Beh nemmeno in Molly's Game se la cavava male, anche se non so quanto possa essere considerato un film d'azione.

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    1. Quasi per nulla, un bel film però drammatico, per questo mi chiedo come mai voglia perseverare, specialmente dopo "Ava". Cheers

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