martedì 10 maggio 2022

Meet the Feebles (1989): tutto quello che avreste voluto sapere sul Muppet Show (ma non avete mai osato chiedere)

Quando pensate nella vita di averle viste tutte, che la vostra esplorazione da cinefili vi abbia portato nei luoghi più strani, ricordatevi che Peter Jackson, prima di vincere mille mila premi Oscar, ha anche diretto “Meet the Feebles”, un film che in un’ipotetica classifica di titoli matti, riuscirebbe comunque a spiccare.

Dopo essersi fatto un nome con Bad Taste, per qualche misteriosa ragione Pietro Di Giacomo trovò il modo di proporre la sua idea: una parodia del Muppet Show, solo nella sua versione più lurida, trucida e depravata possibile. Invece di essere condotto al più vicino istituto psichiatrico come ospite d’onore vita natural durante, il nostro Jackson trovò addirittura dei finanziatori interessati a produrre un programma televisivo con pupazzi, il fatto che i tizi con i soldi arrivassero dal Giappone, dovrebbe farci riflettere sulla distanza culturale tra noi e quei marziani comodamente parcheggiati sulla Terra che conosciamo come giapponesi.

Per certi versi “Meet the Feebles” è il padre nobile dei vari Frank & Zed oppure Benny Loves You, ma in realtà più che un semplice sfottò al Muppet Show, si tratta del più belluino attacco al ventre molle del mondo dello spettacolo. Peter Jackson che qui collabora per la prima volta nella stesura della sceneggiatura con la sua storica collaboratrice (e futura moglie) Frances Walsh, non le manda certo a dire, in tanti hanno criticato Hollywood e in generale le dinamiche malate del mondo dell’intrattenimento, pochi sono stati più anarchici di Pietro Di Giacomo nel farlo.

Penso di aver visto questo film la prima volta una decina di anni fa, da allora ogni tanto mi canticchio la canzone da solo (storia vera)

Sulle note dell’ideale sigla dello spettacolo, un tema che vi si pianterà in testa per settimane (consideratevi avvisati) il regista neozelandese utilizza un espediente molto classico per introdurre il pubblico al “mondo” che vuole raccontare, quello di mostrarcelo attraverso gli occhi innocenti dell’ultimo arrivato, il mite riccio Robert, che non ha grossi vizi ma solo il piccolo stupido sogno di entrare a far parte del grande spettacolo dei Feebles. Fin dal suo primo giorno perderà la testa per la dolce barboncina Lucille, una delle coriste a cui il riccio dedicherà una serenata, per altro vestito da Mariachi. Se un riccio Mariachi innamorato di una barboncina vi sembra una trovata degna dell’LSD, sappiate che siamo solo all’inizio.

Lo spettacolo dei Feebles è gestito da artisti e impresari che rappresentano quello che i fan(atici) si rifiutano di vedere o anche solo immaginare dei loro miti e del dietro le quinte del mondo dell’intrattenimento, ad esempio la diva dello spettacolo, l’ippopotama Heidi soffre di tendenze bipolari e non aiuta nemmeno il suo essere innamorata di quello schifoso del signor Bletch, un tricheco che organizza lo spettacolo e che fa sembrare quello che si mangiava le ostrichette in “Alice nel Paese delle meraviglie” (1951), quasi un galantuomo.

"Solo quel tuonato di Cassidy può pensare a Lewis Carroll con il nostro film"

Bletch ha una torbida storia di sesso con la sua segretaria, una gattina di nome Samantha, una trovata che in inglese suona come una freddura molto più riuscita ma non è nemmeno il punto più basso toccato dalla critica di “Meet the Feebles”, un delirio organizzato di pupazzi e follia come raramente vi capiterà di vedere nella vostra vita di cinefili.

Il film ne ha per tutti, infatti è popolato di personaggi come la mosca Fly-in-the-sky, una sorta di paparazzo così ossessionato dal rimestare nel torbido da non avere problemi a comportarti come un coprofago (letteralmente!) della notizia, scendiamo un altro gradino verso il basso? Uno degli attori principali dello spettacolo è il coniglio Harry, che in quanto tale ha una sinistra tendenza a beh, fottere come un coniglio, attività che gli crea qualche problemino collaterale, inizialmente sembra un brutto caso di acne, ma presto Harry scoprirà essere una sfigurante malattia venerea, forse uno dei primi casi nel mondo del cinema, in cui sul finire degli anni ’80, ovvero con la malattia ancora sconosciuta ma già proliferante, un regista ha scherzato sull’AIDS. Abbiamo toccato il fondo del cattivo gusto? Ma vaaaaa!

Chi ha infettato Roger Rabbit.

Vogliamo parlare di Wynyard, la rana veterano del Vietnam (quindi è una veteRANA… Scusate), che in vari flashback ci racconta il suo stress post traumatico, oltre ad esibirsi in una parodia della scena delle roulette russa del film “Il cacciatore” (1978), ha anche sviluppato una dipendenza da eroina che lo rende il peggiore dei tossici.

A tutto questo aggiungete sesso tra pupazzi, violenze assortite, ogni genere di liquidi corporeo e attività sessuale più o meno lecita (ma anche no), “Meet the Feebles” fa di tutto per farti pensare a quello che fanno Kermit e Miss Piggy a porte chiuse e nel farlo, prende ripetutamente a schiaffi lo spettatore, che può sopravvivere a questi 94 minuti solo godendosi i numerosi (e riuscitissimi) numeri musicali, a patto di armarsi di quintali di umorismo non nero, meglio nerissimo, perché parliamo di un film che culmina con un crescendo che prevede una canzone dedicata alle gioie della sodomia, cantata dalla volpe Sebastian, il direttore di scena omosessuale che balla tra statue dalla forma fallica. Simone Pillon astenersi, anche se trovo ben più disgustose le sue uscite che l’anarchica follia armata di pupazzi di Jackson.

"È questo che vuoi Peter? È questo che vuoi?!" (quasi-cit.)

“Meet the Feebles” è un film ovviamente ancora inedito qui da noi, per certi versi precursore di tanta animazione per adulti, perché l’idea di utilizzare come “attori” dei pupazzi di pezza da sempre riservati alle storie e ai film per i più piccoli, per rivolgersi esclusivamente ad un pubblico adulto, resta una trovata in grado di anticipare i vari “South Park” o “Robot Chicken” di questo mondo, ma più in generale tutta la produzione televisiva di canali come Adult Swim.

Il finale a colpi di M60 di “Meet the Feebles” resta uno spasso, nella misura in cui vi sentirete pronti ad abbandonarvi alla provocazione orchestrata da Jackson, risate aggiuntive garantite dal fatto che l’autore di questa pazzia è lo stesso che poi è diventato il prediletto dell’Accademy, chissà se mentre ritirava le ambite statuette, Jackson nella sua testa matta non si canticchiava il tema di “Meet the Feebles”, sta di fatto che il suo film si conclude come “Animal House” (1978), con i fermo immagine dei protagonisti e le scritte in sovrimpressione, che ci raccontano che fine hanno fatto tutti quanti, ennesima occasione per sfottere un po’ il mondo dello spettacolo per il regista neozelandese.

Prima degli Hobbit, Jackson aveva in testa solo i suoi pupazzi pazzi.

Se lo conoscete e non vi ha già mandato in terapia, probabilmente come me avete una piccola passione per questo folle culto, per tutti gli altri, ci tenevo ad avere i degenerati pupazzi di “Meet the Feebles” su questa Bara, ma state tranquilli, non abbiamo ancora finito con la classe e la delicatezza di Peter Jackson, questo film e Bad Taste (per altro uno degli alieni di quel film, compare tra il pubblico in “Meet the Feebles”, storia vera), erano solo il riscaldamento in vista del piatto forte, l’ultimo capitolo della VERA trilogia di Jackson, prima della sua trilogia dell'anello, sta per sbarcare a breve su questa Bara, non mancate!

16 commenti:

  1. Zio Portillo

    Quando Jackson divenne una superstar dopo IL SIGNORE ci fu la gara a recuperare i suoi primi lavori. "Sospesi nel tempo" e "Creature del cielo" furono recuperati in fretta, "Splatters" e "Fuori di testa" arrivarono un pelo dopo. Ma chissà come mai "Meet the Feebles" non lo nominava mai nessuno e nessuno aveva il coraggio di recuperarlo e farlo circolare.

    Anch'io l'ho sempre e solo sentito nominare. Sapevo che era una pellicola dissacrante con dei pupazzi ma nulla di più. Poi in tutta onestà mi ero pure dimenticato della sua esistenza... Questo tuo post mi spiega parecchie cose!

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    1. Adesso hai capito perché è ancora inedito, film più matti di questo esistono, ma non tutti sono stati diretti da futuri registi vincitori di Oscar ;-) Cheers

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  2. Dev essere forte! Dubito che sia su qualche piattaforma però. Mhai fatto tornare in mente anche Team America che con le sue marionette perculava i Thunderbirds di Gerry Anderson.

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    1. Disney+ lo escludo ;-) Stai parlando con uno dei più grossi fissati di “Team America”, prima o poi arriverà anche lui su questa Bara, sicuro come la morte e le tasse! Cheers

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    2. Zio Portillo

      Bramo da anni che arrivi quel momento! "Maaaaaaatt Demonnnnnn!"

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    3. Tu escludi Disney + ma Pam & Tommy sta proprio lì...

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    4. "Pam & Tommy" è una produzione Hulu, la cui roba da noi è distribuita spesso su Disney+ anche "Fresh" ad esempio ;-) Cheers

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    5. Aspetto solo il momento giusto per farlo Zio ;-) Cheers

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  3. noooooooooooo ma cos'è???? :-D
    Ora che la vedo la locandina mi dice qualcosa, forse devo averla intravista da qualche parte, comunque penso che neanche Jackson ricordasse questo suo film. Sempre che non faccia finta di non averlo mai diretto :-D
    Grande recupero.

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    1. Capisci perché lo volevo sulla Bara no? ;-) Da noi è ancora inedito, ma è un piccolo culto, proprio perché Jackson e il resto della sua carriera, sono andati in una direzione quasi opposta a questa follia. Cheers!

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    2. In effetti, con un Pietro Di Giacomo sempre più "maturo" e ad alto budget abbiamo un po' tutti perso l'abitudine all'irriverenza dura dei suoi lavori giovanili ;-)
      Comunque "Meet the Feebles" dovrò pur riuscire a vederlo, in un modo o nell'altro, magari prima che a Jackson venga in mente di organizzare un "dissacross-over" (cross-over dissacrante) direttamente con i rivali Muppets... ;-D

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    3. "Meet the Feebles - Extended version" tre ore di durata, come minimo eh? ;-) Cheers

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  4. Volendo fare la malelingua,posso immaginare come mai dei finanziatori giapponesi avessero interesse nel finanziare un film che perculasse lo "star-system" degli americani,ipotizzo eh..😏!

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    1. Dici? Beh il fatto che si siano rivolti a un neozelandese e non ad un americano, è un buon indizio in tal direzione. Dicono che a pensar male si fa peccato, ma raramente si sbaglia ;-) Cheers

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  5. Te lo ricordi, quello che diceva il vecchio Pellegrino nella mia parte prediletta di Preacher?
    "A quanto ne so, Miss Piggy dovrebbe avere una mano in su per il c...".
    A vedere questo, vien da pensare piu' a qualche viziaccio dietro alle quinte che a una tecnica per l'animazione del pupazzame.
    Ne ho sentito parlare per anni, e con toni sempre entusiastici. Ma non l'ho mai visto tutto per intero.
    E dire che dallo scaffale di Bloodbuster c'era sempre il dvd che mi faceva l'occhiolino, ma non l'ho mai comprato.
    Ne ho raccattato qualche spezzone qua e la', giusto per farmi un'idea.
    E ho sempre pensato a una roba caustica, folle, acidissima ma con un sacco di humour. Che alla fine risulta essere sempre la chiave vincente per trattare certi argomenti.
    Ed in un certo modo.
    Perche' qui non e' solo la presa in giro dei Muppets, ma anche del sistema televisivo e dei networks. Per tacere dello star system in generale.
    Fatto di gente sempre tirata a lucido e sorridente, ma che appena la telecamera si gira abusano di tutto, pur di reggere la tensione.
    Di alcol, di droga, di sesso.
    Ma ve li immaginate Topolino e Pippo?
    "Oh, puoi anche parlare come mangi, che i bimbi adesso non guardano. Vuoi farti un tiro, che c'ho un torcione da spavento?"
    "Grazie, ma preferisco andare direttamente di naso."
    Non mi stupisce poi tanto che i giappo abbiano finanziato.
    Quelli che ci hanno "deliziato" con Miike, Tsukamoto e robaccia porno splatter a chili?
    Pff, e che vuoi che sia.
    In genere non si sono mai fatti problemi. Ma anche su altre cose, eh. Del tipo sdoganare da decenni le eroine femminili, mentre da noi abbiamo ancora gente che se la mena se presenti una tipa tosta che fa il mazzo a tarallo ai maschietti.
    Il muso della protagonista mi ha sempre ricordato un sedere, a dirla tutta.
    Sai che ti dico?, Devo recuperarlo, prima o poi. E forse sarebbe anche l'ora di ritirare fuori i vecchi pupazzi e di fare una bella serie.
    Spaccherebbe di brutto.
    Se Rete pellicole e' all'ascolto...
    E si', un sacco di gente gli dovrebbe ben piu' di un caffe', al buon Peter.
    E non solo Stone e Parker, o quelli di Rick e Morty.
    Ma piu' o meno tre quarti di quelli che lavorano ad Adult Swim. In particolare i geniacci di "Robot Chicken". (fantastica, Ribadisco).
    E pure quelli del mitico "Pets" su MTV.

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    1. In effetti il vecchio Pellegrino aveva ragione da vendere ;-) Cheers

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