martedì 17 maggio 2022

Firestarter (2022): mettiamola di nuovo così, la colonna sonora è bella

1981, la Universal offre a John Carpenter la possibilità di dirigere “Firestarter”, tratto dal romanzo di Stephen King “L'incendiaria” (1980), ma poi si spaventa per il flop di La Cosa e affida il film a Mark L. Lester, lo ricorderete con il nostrano e chilometrico titolo di “Fenomeni paranormali incontrollabili”. Un cambio in stile cestistico alla regia di cui abbiamo parlato diffusamente QUI.

2022, Giovanni si riprende almeno la colonna sonora del nuovo "Firestarter" al grido di: MIA!

I libri di Stephen King sono tantissimi e il nostro, continua a sfornarne puntualmente di nuovi, eppure il cinema sembra innamorato di quei suoi quattro o cinque soggetti noti, infatti stiamo assistendo ad una serie di adattamenti Kinghiani di seconda generazione, quelli che ad ogni nuova uscita fanno esclamare la porzione più distratta di pubblico frasi tipo: «Hanno fatto un remake di IT?», no benedetto figliolo è un nuovo adattamento, come Pet Sematary o The Stand, adattamenti 2.0 piuttosto carenti bisogna dirlo, ma dopo l’uscita di questo nuovo “Firestarter”, l’asticella è stata ulteriormente abbassata.

Questa volta tocca alla Blumhouse, che mette in campo le forze della sua scuderia, alla regia troviamo infatti Keith Thomas, che aveva saputo far bene con un horror d’atmosfera come The Vigil, mentre alla sceneggiatura Giasone Blum si gioca ancora la carta di Scott Teems, già autore di Halloween Kills infatti il risultato è lo stesso del precedente titolo firmato Blumhouse, un filmetto dimenticabile con una gran colonna sonora, perché anche se non proprio in prima fila, anche il Maestro John Carpenter e la sua band, composta da Cody Carpenter e Daniel Davis, sono ammanicati con Giasone e qui il nostro Giovanni rientra dalla finestra a bordo del progetto “Firestarter” dopo essere uscito dalla porta nel 1981, una piccola consolazione per lui, ma anche l’unico elemento di valore di questa nuova versione.

"Shhh! Non dire a nessuno che sono nel cast, mi sono fatto crescere la barba per non farmi riconoscere"

Mark L. Lester nel 1981 manteneva la struttura del libro di zio Stevie, con i protagonisti già in fuga e alcuni flashback a raccontare l’antefatto, qui Scott Teems nel tentativo di risultare più originale, espone gli eventi in maniera cronologa riuscendo così a risultare più didascalico (e letterario! Cit.) sia del romanzo originale che del vecchio film, anche se la sensazione generale guardando “Firestarter” è un’altra: il pilota di una nuova serie tv della durata di 94 minuti.

La storia è quella della piccola Charlene "Charlie" McGee (Ryan Kiera Armstrong), nata con poteri pirocinetici che la rendono una sorta di Jean Grey pronta a trasformarsi in Fenice Nera, questo regalino è l’effetto collaterale di un esperimento del governo su alcune droghe sperimentali, alla quale si sono sottoposti i suoi genitori, Andrew "Andy" McGee (Zac Efron) e Victoria "Vicky" Tomlinson-McGee (Sydney Lemmon), papà è diventato un telepate di scarso livello, mamma può usare la telecinesi ma preferisce evitarlo, in compenso la loro bambina domina il fuoco e potrebbe scatenare esplosioni nucleari come ridere, un enorme potere su cui gli scienziati della segretissima organizzazione nota come la Bottega, vorrebbero tanto mettere le mani, segue fuga, morti croccanti e tutto il cucuzzaro Kinghiano di una storia nata dopo lo scandalo Watergate, con nella pancia la scarsa fiducia per il governo e un occhio alle leggende urbane tipo MK-Ultra e tutta quella roba lì.

La versione diretta da Keith Thomas è di una piattezza sconcertante, nel tentativo di avvicinarsi al materiale originale, la storia risulta monocorde, specialmente dopo una ventina d’anni passati a vedere ragazzine con super poteri, spesso difficili da controllare al cinema e sul piccolo schermo, un tema inflazionato dopo le varie Jean Grey, Eleven di Stranger Things e mettiamoci anche la Matilde di Freaks Out.

Lo so che state pensando ai Prodigy fin dal titolo del film, vi conosco.

Lo spreco è vedere il mitico Kurtwood Smith nel ruolo del signor spiegoni, colui che spiega le cose ma in generale non aiuta nemmeno che papà McGee abbia il volto di Zac Efron, a cui il pubblico tende ad associare subito commedie sceme piuttosto che le sue solide prove in titoli come “Ted Bundy - Fascino criminale” (2019), anche perché qui la sua idea di interpretazione drammatica si riassume nell’essersi fatto crescere la barba e poco altro, impossibile trovare un gancio emotivo con papà McGee, personaggio che nel libro ricopriva un po’ il ruolo dello Zio Ben della situazione per Charlie. Non vorrei infierire ricordando che John Carpenter ai tempi, per la parte avrebbe voluto Richard Dreyfuss (storia vera), perché la differenza di potenziale tra Dreyfuss ed Efron è il vero fenomeno paranormale incontrollabile di questo film.

Forse l’unica vera novità di “Firestarter” è aver recuperato il personaggio del cacciatore di taglie John Rainbird, qui affidato al nativo americano Michael Greyeyes riducendo così la distanza con il libro, ma anche qui senza nulla togliere alla sua prova (che però mi ha ricordato molto un ruolo quasi identico di un personaggio nella serie tv Fargo) in precedenza era stato interpretato da George C. Scott, altro capogiro da differenza di talenti in campo.

Nei precedenti episodi di "Fargo"...

Nel finale poi “Firestarter” mostra il fianco, qui Keith Thomas aveva finalmente la possibilità di risultare originale mostrandoci la porzione di storia all’interno dei laboratori della Bottega, peccato che la messa in scena risenta di un budget non all’altezza. Sul serio il laboratorio segreto consiste in un paio di spogli corridoi illuminati con quella che sul grande schermo sembrano essere l’equivalente di una lampadina viola comprata al Brico più vicino, no sul serio Giasone? Ti è venuto di colpo il “braccio di legno” oppure il budget da episodio pilota era già bello che terminato?

Cosa funziona nel film? Poco, forse il fatto che se riuscite a digerire i soliti bulli stereotipati che perseguitano Charlie, chiamandola pensate un po’… Strana (ohhhh! Quanta crudeltà), se non altro il film riesce minimamente a mostrare un personaggio con un potere infinito e quasi nessuna paura e remora di utilizzarlo, ci sono animali che muoiono male per insegnare una dura lezione alla protagonista, ma anche quell’ombra per cui la nostra piccola incendiaria, da grande potrebbe non limitarsi solo ad ascoltare i Prodigy, ma è davvero troppo poco e tutto piuttosto abbozzato per rendere il film memorabile, perché “Firestarter” non è orribile, ma solo inutile il che tante volte può essere peggio.

Ma un bell'adattamento di "La bambina che amava Tom Gordon" invece dei soliti titoli Kinghiani, brutto?

La sensazione è davvero quella di un pilota di una serie tv dove i personaggi parlano, parlano, parlano, la recitazione è poca roba e il budget ancora meno, per un film che sarà anche uscito in sala, ma sembra uno dei tanti titoli da streaming, per questo sono sicuro andrà fortissimo quando comparirà su qualche piattaforma, perché con quel suo stile indistinguibile da una serie tv e il gancio emotivo di nomi come King e Carpenter (e per qualcuno anche Efron), sono certo verrà cliccato senza pietà e magari anche gradito, anche se lo dico fuori dai denti, datemi del Carpenteriano senza ritorno (avreste ragione), l’unico a nobilitare questa operazione, regalandole un tocco davvero cinematografico è proprio il nostro Giovanni Carpentiere con la sua colonna sonora.

La tensione è quasi costante, anzi, spesso quel senso di minaccia che una storia con protagonisti in fuga deve avere, arriva al pubblico esclusivamente grazie alle musiche composte da Carpenter, che risultano fin troppo azzeccate e ispirate, appiccicate sopra immagini di un film tanto piatto e poco memorabile, anzi vi consiglio di ascoltarvi la colonna sonora per intero, anche questa volta San Giovanni non ha fatto inganni e io ho passato un’altra giornata a parlare bene di lui, quindi un altro giorno ben speso!

Provate ad ascoltarvi I'll find you e poi ditemi se Giovanni non è sempre il numero uno.

So cosa state pensando: invece che una piccola compensazione, Jason Blum avrebbe potuto direttamente puntare al bersaglio grosso e proporre la regia a Carpenter, io credo che lo abbia fatto, anzi credo che ci stai provando in tutti i modi a riportarlo dietro la macchina da presa, credo anche che Giovanni non ne abbia la minima intenzione, quindi per ora mi tengo questo suo ritorno riuscito come compositore, nel dubbio avremmo sempre Christine.

Un’ultima menzione se la merita Ryan Kiera Armstrong, non so se questo film le porterà fortuna come accaduto a zia Drew Barrymore, di sicuro è brava ma sarebbe stato meglio vederla in soggetti Kinghiani che al cinema non ci sono ancora arrivati, sto pensando a “L'Istituto" oppure considerando il colore della sua felpa, perché non "La bambina che amava Tom Gordon"? Libro di King che forse ho amato solo io, questo bisogna dirlo, ma con le musiche di Carpenter si potrebbe far cambiare idea a tanti.

20 commenti:

  1. Non sei solo su "La bambina che amava Tom Gordon". Gran libro, ricordo di averlo finito in due giorni, e mentre lo leggevo mi chiedevo in continuazione cosa avrei fatto io in quella stessa situazione. Ho abitato per diverso tempi in mezzo a boschi di faggio, e non sapevo che le "faggiole" fossero commestibili, sono venuta a saperlo da Stephen King. Non so se sarebbe possibile però un film del genere, oggi: con un solo personaggio in scena per gran parte del tempo chissà cosa potrebbero inventarsi, per allungare inutilmente il brodo. Bisognebbe chiamare quello che scrisse a suo tempo quel fantastico episodio di "Magnum P.I." (il vero Thomas Magnum) naufrago nell'oceano.
    Su questo "Firestarter" passo volentieri. Che poi va be', siamo passati da un titolo italiano chilometrico alla sua non-traduzione, che oggi è la norma e così i grafici non si stancano, però dispiace sempre questa pigrizia.

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    1. Uno degli episodi migliori della serie per altro, dovrebbe durare 80 minuti e forse sarebbero già tanti, con la giusta tensione si potrebbe fare, ma non con lo spirito con cui hanno realizzato questo “Fenomeni paranormali del non ho voglia di cambiare la grafica a photshop tipo”, che bello, sto trovando altri che hanno apprezzato quel romanzo, pensavo di essere il solo ;-) Cheers

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    2. Anche a me La bambina che amava Tom Gordon piacque parecchio, non è IT (nessun libro è IT...) ma come romanzo alla Into the wild era scritto benissimo. Poi fai mezzo giro in un pur controllatissimo parco americano e ti accorgi che con certi ordini di grandezza uscire dal sentiero non è mai una buona idea... Più della bruttezza del film (che non vedrò) mi turba scoprire dalle recensioni in rete che esistono ben due romanzi del King "classico" che non ho letto: questo, e Ossessione: tocca il recupero...
      PS chiunque citi l'unico Magnum P.I. in un contesto qualunque ha la mia eterna ammirazione :)

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    3. "Ossessione" è di Richard Bachman e non ditemi che è lo stesso, perché zio Stevie quando era posseduto dalla spirito di Dick Bachman scriveva come una furia, "Blaze" non vale, lo ha fatto uscire con il nome Bachman ma è chiaramente lo stile un po' al caramello di King. "Ossessione" non è uno dei migliori della sua fase da personalità multipla, ma ai tempi me lo ero goduto. Cheers

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    4. "L'incendiaria" è un bel libro "King-classico", ma "Ossessione" è un capolavoro di cattiveria a firma di Richard Bachman: poco più di 200 pagine belle asciutte e tese, un "Breakfast Club" dell'orrore, quando zio Stevie si nascondeva dietro al suo pseudonimo non ce n'era per nessuno (perlomeno è così che lo ricordo, e sì, "Blaze" non ci si avvicina neanche a quello stile).
      Ringrazio per l'ammirazione a prescindere, e ricambio con una stretta di mano virtuale per la comune passione per IT (nessun libro sarà mai come IT), e Magnum è un mito inarrivabile.

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    5. Ecco, perché nell’esplorazione n adattano i libri di Bachm... No lasciamo perdere, troppo cattivi per il 2022 ;-) Cheers

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    6. Visto che sono tra ferrati di Magnum, la puntata di lui solo con lo squalo viene prima o dopo quella di lui incastrato sotto l'aereo che parla con la donnina disegnata sullo scafo? Se non ricordo male una delle due usa scene dell'altra, a ricordare come Magnum non fosse nuovo al trovarsi incastrato in una situazione solitaria, tema che ho sempre amato quando l'ha trattato King.
      "Ossessione" credo sia stato uno dei miei primissimi King, letto in malattia da scuola quindi bevuto d'un fiato. Viste quante sparatorie hanno in America sarebbe un film ancora attuale, ma dovrebbero farlo cattivo e invece su schermo vanno solo le cose buone e socialmente integrate :-P

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    7. La realtà purtroppo negli Stati Uniti è ancora più spaventosa dei libri di Bachman, che al cinema non ci arriveranno mai. Mentre aspettiamo un responso dagli esperti di Magum, il racconto di King era "L'arte di sopravvivere". Cheers

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    8. Quel capolavoro de "L'arte di sopravvivere" esiste anche in audiolibro letto dalla bellissima voce di Fabrizio Casadio. Sono più ferrata sul Re che su Magnum 😅

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    9. Vero, per altro storia che mette i brividi, ma sul serio! ;-) Cheers

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  2. Parafrasando la tua celebre frase "La prossima volta limitati a scriverle!" io direi "Maestro John, la prossima volta...si azzardi pure a dirigere!!"
    Io continuo a sperarci, eh. E sono convinto che succederà, prima o poi.
    Perché il vecchio istinto é sempre lì che scalpita, e la tentazione prima o poi si farà irresistibile.
    Per me aspetta solo il soggetto giusto.
    Facciamocelo bastare, intanto. E devo dire che solo con le musiche dona valore aggiunto ad un film davvero scialbo.
    Qualcuno, ironicamente, lo ha definito "Fenomeni Paranormali Trascurabili".
    Se non altro il predecessore, pur limitandosi a fare il compitino, se non altro risultava divertente.
    In piena tradizione Mark Lester si andava dritti al sodo, e si veniva buttati nel mezzo della baraonda. Poi, a vicenda in corso, si provvedeva a ricomporre i tasselli.
    Come il romanzo, alla fine. Ma lo ricordo come un adattamento ben riuscito (tra i pochi).
    Qui si piglia pure tutto il tempo, pigliandola alla lontanissima. Senza contare che risente della tendenza attuale.
    Raimi, tornando al Dottor Strambelli, sfruttava un film di super per piazzarci dentro un bell'horror.
    Se non nella forma, almeno nella sostanza. Ed infatti il suo tocco era riconoscibilissimo.
    Qui hanno la malaugurata idea di fare il contrario, dato che la tendenza é quella.
    Se non erro King stesso era partito dall'idea di mettere una persona dotata di superpoteri, se non un mutante vero e proprio, in un contesto reale.
    Ma c'era bisogno di farlo così smaccatamente?
    Ogni cosa deve diventare un film di super, ormai?
    Ma anche basta, su.

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    1. Un film di super o un rifacimento. Visto quante scelte che abbiamo? ;-) Cheers

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  3. Un gigantesco "Mah!". Sta cosa di fare un remake low budget di un film ad alto budget tratto da un soggetto che richiedeva un alto budget non l'ho mica capita.

    Cmq spero che Giasone prima o poi riesca a convincere Baffone a tornare a fare film, che onestamente "The Ward" non merita di essere il suo ultimo exploit.

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    1. Giasone punta a mettere le mani sui nomi grossi, i titoloni horror che chiunque conosce, costi quel che costi però che costi poco eh? Su John non so, se volesse Blum non aspetta altro, la questione è che non vuole ;-) Cheers

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  4. Certo che Zio John è sempre il numero uno, ma c'erano dubbi? :--)

    La colonna sonora l'ho ascoltata già, ma il film ancora non l'ho trovato da vedere dalle mie parti... Non ne ho tantissima voglia, ma magari per completezza...

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    1. Mai nella vita. Volavano sospetti che fosse un po' pigra la sua colonna sonora, penso sia anche meglio di quella di "Halloween Kills". Cheers

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  5. Ho sentimenti un po' ambivalenti verso questo film. Ci sono tante cose belle, in primis le musiche, poi la protagonista sufficientemente ambigua, e un po' di costruzione del rapporto con mammà, che finalmente diventa un personaggio un po' più tridimensionale, però in generale è tutto poco amalgamato. Però alla scena del gatto ho bestemmiato forte, essù.

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    1. Dolorosa ma... necessaria? Sai che non lo so se era così necessaria? Bentornata al personaggio materno, purtroppo a parte le musiche e l'ottima protagonista, i limiti balzano agli occhi, sia di budget che di montaggio. Cheers

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  6. Quindi sbagliare due volte equivale a farne una giusta? :-D
    Scherzi a parte ignoravo l'esistenza di questo film e penso mi basti la tua recensione, anche perché Giasone produce così tanto che non gliela faccio a stargli dietro.

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    1. Stessa formula di "Halloween Kills" e per la seconda volta, si salva solo la colonna sonora di Carpenter. Giasone, pensaci, riflettici ;-) Cheers

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