martedì 15 marzo 2022

Nosferatu il vampiro (1922): cent'anni di Massimo Terrore

«Un Fantasma si aggira per l'Europa.»
Si lo so, la citazione del caro vecchio Karl Marx non è completa perché il ragazzo che nel tempo qualcuno è riuscito a confondere con Chico, Harpo e Groucho aveva in testa altri argomenti quando coniò quella frase, ma quando mi capita di rivedere “Nosferatu” mi ritrovo a pensarci.

Mi è capitato anche l’altro giorno mentre ripassavo il film in vista del suo notevole compleanno, il primo in tripla cifra celebrato su questa Bara, anzi a questo proposito alla fine del post troverete tutti i dettagli per il resto della blog-festa.

Probabilmente c’era davvero un fantasma che si aggirava per l’Europa quando uscì “Nosferatu, eine Symphonie des Grauens” (salute!) nel marzo del 1922, adesso io non vorrei fare il Guidobaldo Maria Riccardelli della situazione, qualunque scuola di cinema più o meno quotata vi insegnerà che nel periodo tra il 1919 e il 1933 la storia tedesca darà origine a correnti culturali come l’Espressionismo, il Kammerspiel e la Nuova Oggettività, ma siccome qui alla Bara Volante siamo più pane e salame, quello che mi interessa è concentrarmi sullo scenario che Friedrich Wilhelm Murnau aveva attorno a se quando si mise al lavoro su questo film, destinato a diventare una pietra miliare.

Non vale canticchiarsi in testa il tema della Pantera Rosa ok? Facciamo i seri per questo compleanno a tre cifre.

La Germania in quel periodo si era trascinata fuori dalla prima guerra mondiale strisciando sui gomiti, attraversava un momento di instabilità politica e sociale, era scossa da tumulti e minacciata da epidemie, quel clima di sfiducia anche nei confronti del prossimo, dello straniero sappiamo tutti a cosa avrebbe portato, alla nascita di un partito fondato da un signore con i baffi come Charlie Chaplin, ma decisamente meno geniale e simpatico, che amava far marciare i suoi soldati con il passo dell’oca, in divise nere come gli abiti del Conte Orlok, sotto bandiere con la svastica, che come ci hanno insegnato a scuola è un simbolo di luce in molte società e religioni, volutamente ribaltato per rappresenta il suo opposto, quell’oscurità dove vivono e prosperano i vampiri. Il sonno della ragione genera mostri come e anche peggiori di Orlok.

In questo scenario non proprio da favola, Murnau aveva un enorme desiderio, portare al cinema il romanzo “Dracula” di Bram Stoker del 1897 per cui aveva un debole, ma non i diritti di sfruttamento, quelli erano saldamento in mano alla vedova dello scrittore Irlandese la signora Stoker, Florence Balcombe. Quindi è inutile girarci attorno, il primo adattamento del Conte più famoso della storia del cinema, un titolo fondamentale per i vampiri nella settima arte e per il cinema Horror tutto, nasce da un plagio bello e buono, forse il più famoso e documentato della storia del cinema.

Un secolo e non sentirlo, ancora un bell'omino il nostro Conte. Beh più o meno.

Lo studio che fornisce al regista i fondi per realizzare “Nosferatu” è la Prana-Film, una piccola casa di produzione fondata nel 1921 da Enrico Dieckmann e dall'occultista-artista Albin Grau, molto interessata a portare in scena film dedicati all’occulto, tanto che il nome “Prana” era stato preso in prestito (mi verrebbe da dire come la trama del romanzo di Stoker) dalla religione Indù. Nel tentativo disperato di rispettare il romanzo, ma occultando il più possibile il plagio, tutti i nomi dei personaggi sono stati cambiati, ecco perché il famoso Conte qui si chiama Orlok e non viene fatta menzione della sua nemesi, il cacciatore di vampiri Van Helsing, ma non basta, Bram Stoker non aveva di certo sposato una stupida, anche perché il film non esordì proprio in un cinemino di provincia.

“Nosferatu” venne proiettato per la prima volta il 4 marzo 1922 al cinema Marmorsaal all'interno del giardino zoologico di Berlino, come portata principale di un grande evento ribattezzato “Festival di Nosferatu" in cui era stata invitata tutta la crema della società berlinese, anche se la prima ufficiale avvenne il 15 marzo del 1922, cento anni fa proprio oggi presso il cinema Primus-Palast. Ma nel frattempo Florence Stoker aveva già sguinzagliato gli avvocati.

"Sono Nosferatu il non morto!", "Fiuuu meno male! Pensavo fossi uno degli avvocati della Stoker"

A mani basse la vedova Stoker vinse la causa, la Prana-Film finì zampe all’aria perché non aveva un centesimo per pagare e le copie del film vennero distrutte una dopo l’altra, ma per sommo disappunto dei familiari dello scrittore non tutte, alla fine degli anni ’20 una copia francese del film arrivò negli Stati Uniti e visto che con il cinema muto bastava modificare i cartelli nella lingua locale, in quella versione tornarono anche i nomi originali dei personaggi (Jonathan e Mina Harker, Dracula, Renfield e via dicendo), questo spiega anche perché ancora oggi in alcune versioni del film, la cittadina dove si svolge parte della storia non risulta essere Wisborg ma Brema (storia vera), ma fino a qui tutto questo è la storia dietro alla travagliata vita di questo film, la leggenda, oh la leggenda è molto più sfiziosa!

Il film colpì talmente tanto l’immaginario collettivo da diventare oggetto di leggenda, come quella per cui Murnau si fosse recato per davvero nei Carpazi, alla ricerca di un vero vampiro da far recitare nel suo film, in cambio di, boh non so, sangue immagino. Voce di corridoio alimentata dal misterioso attore che interpreta il Conte Orlok, qualcuno sosteneva che il trucco che regala mostruose forme al personaggio non fosse tale ma una sinistra coincidenza non ha fatto che fare da legna secca sotto il fuoco del pettegolezzo: l’attore tedesco che interpreta il vampiro sembrava uscito dal nulla, inoltre il suo nome Max Schreck è il padre nobile della mia mania di tradurre a braccio i nomi stranieri, Schreck in tedesco significa “Terrore” quindi un vampiro spaventoso interpretato da un tale di nome “Massimo Terrore” era come invitare la gazzella a correre. Anni dopo venne confermata l’apparizione in alcuni teatri e spettacoli di un tale di nome Max Schreck effettivamente somigliante al Conte Orlok senza trucco, ma ormai la leggenda era nata. Anzi a tale proposito, vi consiglio un ottimo e sottovalutato film sul cinema e su questa leggenda molto bello, “L'ombra del vampiro” (2000) di E. Elias Merhige, il regista di “Begotten” (1991) che con tecniche cinematografiche volutamente retrò, portò in scena questa leggenda con John Malkovich nei panni di Murnau e uno straordinario Willem Dafoe in quelli di Max Schreck.

"Qui siamo nel West nei Carpazi, dove se la leggenda diventa realtà, vince la leggenda" (quasi-cit.)

La trama dopo cento anni e tante trasposizioni è ormai nota, nel 1838 il giovane Thomas Hutter (Gustav von Wangenheim) lavora presso un'agenzia immobiliare a Wisborg, in Germania, ha una bella moglie che ama moltissimo di nome Ellen (Greta Schröder) ma il suo losco datore di lavoro gli offre la grande opportunità di andare fino in Transilvania a concludere un contratto con il Conte Orlok (Massimo Terrore), ora non so voi, ma io nella mia vita ho imparato che se sul posto di lavoro ti parlano di una grande opportunità, quello è il momento di infilarsi le mutante di ferro e di appoggiare le chiappe contro il più spesso muro di cemento armato in circolazione, perché come dicono nei Carpazi è cominciata la stagione della migrazione dell’uccello padulo.

Contravvenendo a molte delle abitudini dell’Espressionismo tedesco, Murnau gira parecchio anche in esterno, dimostrando di aver fatto sua anche la lezione del cinema naturalista Svedese, si vede che ho fatto i compiti eh? Ci manca solo che mi metta a suonarvi l’organetto con la colonna sonora del film mentre leggete. La natura per Murnau è malvagio o meglio, resa tale dall’ombra del vampiro che oscura tutto, ci sono iene feroci, ma anche una rappresentazione dei “vampiri” della natura, il regista infatti si sofferma su ragni che avvolgono la preda nella loro ragnatela, insetti predatori che nemmeno in una puntata di Super Quark, tutta quella roba che guarderebbe uno come Renfield (che in questa versione si chiama Knock), il tutto per sottolineare come qualcosa si stia agitando laggiù nell’Europa del’Est.

"Eccomi che arrivo Europa, che tu sia pronta oppure no"

Di totalmente allineato ai canoni dell’Espressionismo tedesco invece, sicuramente l’ombra del Conte Orlok, innaturalmente lunga rispetto alla scheletrica figura che la genera, non che Orlok di suo non sia spaventoso, artigli al posto delle dita, orecchie da pipistrello, denti da ratto e quando ciondola in giro per la stanza, va via gobbo e storto come Andreotti, in un film che dura 84 minuti, il Conte Orlok resta iconico, uno dei padri nobili di tanti cattivi cinematografici oltre che materia di cui è fatto il cinema, infatti trovo curioso il fatto che le immagini venissero impresse, "bruciate" sulla pellicola grazie alla luce, che è un po’ quello che accade anche al nostro Conte.

Stai andando forte, apri tutte le porte, gioca tutte le carte, fai entrare il sol... ARRRRGHH!

Ma devo essere onesto, ho sempre avuto un’attrazione per il macabro e il cinema dell’orrore, non sono uno che si spaventa facilmente e non lo dico per fare il ganzo, ma semplicemente perché ho un mono neurone che processa a 56k quindi anche per realizzare di stare avendo paura, il più delle volte lo faccio sì, ma a posteriori. Eppure devo dire che i film muti hanno su di me una presa incredibile, quel modo di narrate per immagini che è la base del cinema (il classico «Show, don’t tell»), ha un grande effetto su di me, l’entrata in scena di Orlok fermo sulla soglia della camera di Hutter ogni volta mi strappa un brivido, un momento iconico, ancora dopo cento anni è una rappresentazione del male e della paura in grado di regalare a chiunque un cappotto di pelle d’oca.

Eppure il Conte Orlok proprio come un vampiro, si è nutrito dell’ambiente che lo ha partorito, Murnau grazie ad un montaggio alternato, ci mostra come il potere oscuro del suo Nosferatu, il non-morto abbia effetti fino all'altra parte dell’oceano, quando l’invocazione di Ellen per il marito durante il suo incubo, sembra avere effetto anche sul Conte che si allontana con il suo passo non proprio aggraziato.

Cento anni oggi e mette ancora una fifa blu, mannaggia a lui!

A livello metaforico poi, “Nosferatu” sembra incarnare alla perfezione lo spirito del suo tempo e del Paese che lo ha generato, il suo arrivo a Brema Wisborg dopo il viaggio in mare, viene accolto dalla popolazione locale come l’arrivo della peste, che infatti si chiude in casa per evitare il contagio, tutto questo ben prima di Giuseppe Conte eh?

In cento anni su “Nosferatu” sono stati scritti libri, saggi e tesi di laurea, su questa mia sgangherata Bara non potrete certo trovare una chiave di lettura fresca, non è falsa modestia la mia, non si può scrivere nulla di nuovo su questo Classido, posso solo aggiungerlo al mio piccolo club e riconoscerne la modernità.

La paura per l’altro, per lo straniero venuto dall’Est portatore della peste che fa chiudere il popolo tedesco in sé stesso, raramente la settima arte ha saputo anticipare in maniera così netta la direzione che avrebbe preso la storia di lì a poco, la futura campagna d’odio anti ebraica e l’avvento di un partito del popolo, il Terzo Reich, sono i mali a cui Murnau ha dato forma cinematografica, non è un caso che sia la luce, ovvero qualcosa che arriva dall’esterno, in grado di spezzare l’isolazionismo (e l’oscurantismo) in cui il popolo Tedesco si era barricato, a distruggere il mostro, ma il sacrificio di Ellen non è da sottovalutare, in quanto è lei a rappresentare quanto di buono resta nel popolo tedesco.

Per essere un plagio poi, la copia non autorizzata come spesso accade, diventa più famosa dell’originale, infatti è stato grazie a Murnau se la luce del sole è diventata la nemica naturale dei Vampiri, una trovata assente dal romanzo originale di Stoker, forse l’unico elemento che il regista mantiene per davvero dal romanzo, oltre ad alcune delle lettere scambiate tra i protagonisti è la sessualità, infatti in tal senso Murnau ci ha dato dentro, come nella scena della laida mano del Conte che sotto forma di ombra agguanta un seno alla povera Ellen, apperò Murny? Ma si fanno queste cose? Ecco perché per essere un film che oggi festeggia un compleanno in tripla cifra, “Nosferatu” resta un capolavoro di modernità, un film da studiare, oltre ad uno di quelli che mette ancora una paura fottuta, dettaglio non secondario quando si parla di Horror.

Ehi tu Orlok levale le mani di dosso! (quasi-cit.)
“Nosferatu” è l’incudine su cui sono stati forgiati tutti i film di vampiri arrivati dopo, ci sono stati adattamenti ufficiali del romanzo di Stoker, variazioni con molto più sangue e anche tradimenti passati alla storia, ma per certi versi sono tutti debitori di questo grande film nato cento anni fa, in un periodo di miseria, tumulti, in cui l’ombra del Conte rappresentava e anticipava orrori che sarebbero arrivati di lì a poco. In tale senso trovo significativo che Orlok, il male, il portatore della peste, uno dei più grandi malvagi mai visti sul grande schermo, risorga proprio ora, all'alba del suo primo secolo, in un momento in cui il mondo sta cercando di trascinarsi a fatica strisciando sui gomiti fuori da una pandemia e mentre la guerra è tornata sul suolo Europeo. Un Fantasma si aggira per l'Europa, di nuovo, perché ci sono film che non sono solo immagini impresse e "bruciate" sulla pellicola come un vampiro all'alba, ma sono terrore, Massimo Terrore.


Le celebrazioni per il Conte continuano, ecco qualche link da schiacciare di potenza!

SamSimon direttamente dalle pagine di vengono fuori dalle fottute pareti.
Sempre dalla pagine de Il Zinefilo Vasquez con L'ombra di Nosferatu.
The Obsidian Mirror ci suona una sinfonia dell'orrore.
Non quel Marlowe racconta di quando i Pet Shop Boys hanno presentato Nosferatu 'nnammuratu!

48 commenti:

  1. Sulla potenza del narrare con le immagini invece che con i dialoghi,diciamo che partiva leggermente avantaggiato Nosferatu rispetto ai film venuti dopo l'introduzione del sonoro,perdona la mia ironia cretinesca,sono consapevole che ancora oggi si possa puntare sulle immagini per evocare il racconto invece che puntare su infiniti dialoghi kilometrici,ma non ho saputo resistere,in fondo all'epoca era decisamente piu' facile! Comunque tanti auguri al conte Orlok,il sangue e' la vita!!.

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    1. Beh certo, ma sta sempre a come uno utilizza il mezzo in modo creativo, James Whale nel 1931 ha usato il sonoro per terrorizzare il pubblico, Michael Mann ancora oggi rinuncia spesso e volentieri ai dialoghi per narrare, quindi diciamo che a volte è un’imposizione, in altri casi è talento. Cheers

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  2. A mio personale giudizio rimane il film più inquietante di tutti i tempi.

    Matte

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    1. Non saprei fare una classifica, ma è un serissimo candidato al titolo finale. Cheers

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  3. Massimo Terrore, fantastico! Oltre ad avere lo stesso nome di un cattivo di Batman (sempre di uomini pipistrello si parla, dopotutto) pare che abbia fatto una quarantina di altri film e un sacco di teatro, ma niente può paragonarsi alla forza iconica della sua interpretazione di Nosferatu. Una di quelle cose di cui tutti quelli che sono venuti dopo hanno poi dovuto tenere conto.

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    1. Ci tengo a sottolineare che ho scritto questo post il giorno 4 marzo 2022, cento anni dopo la primissima proiezione del film (storia vera), mentre in sala stavano tutti correndo a vedere il nuovo Batman, quindi ho dato priorità ad un altro pipistrello nero vestito ;-) Cheers

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  4. Hehehe... I fratelli Marx li butto lì anch'io ogni tanto, tipo se non ricordo i nomi dei fratelli Jackson😜

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    1. Io sono Marxista, anzi prima o poi mi piacerebbe portare un po' di loro film su questa Bara ;-) Cheers

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    2. In effetti una recensione di duck soup ci starebbe proprio bene, visto i tempi che corrono.
      Tra Rufus T. Firefly e Vladimir Vladimirovich Putin, mille volte meglio il primo.

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    3. Ogni scusa è buona per rivedere "Duck soup". Cheers!

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    4. volendo c'è anche la gag di Benigni su Marx-Merckx xD

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    5. Era nel "Il pap'occhio" se non ricordo male. Cheers

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  5. Oltre al fatto di essere un muto, credo che il suo impatto sia dovuto proprio alla qualità dell'immagine. Quei fotogrammi bruciati sono zeppi di mistero. Sembrano il prodotto di un'altra dimensione.

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    1. La pellicola viene impressa e "bruciata" dalla luce, come Orlok all'alba, questo vampiro è fatto della materia di cui è fatto il cinema. Cheers

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    2. una sorte simile è toccata all'ultimo fotogramma di "L'ultima tentazione di Cristo", anche lì bruciato misteriosamente e lasciato per volontà del regista nel montaggio finale...

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    3. Insieme a "L'ombra del vampiro" (2000) altro film con Willem Dafoe "bruciato", oggi sono in vena (ah-ah) di simmetrie (qualcuno mi fermi!). Cheers

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  6. Un capolavoro, davvero, tra quelli "più parlati che visti" (come ripete sempre il Zinefilo).

    Un "Classido" senza tempo, a cui Fantozzi ha fatto più male che bene ("Il gabinetto del dott. Caligarisssss" cit. è un capolavoro col suo twist finale), ma che a tutti hanno guardato, anche in ambiti non scontati: non solo l'eccezionale "Figlio di Frankenstein" (per me un capolavoro ai livelli del primo e superiore alla "Moglie", non fosse altro che non scade nel ridicolo), che trae dall'espressionismo tedesco l'omicidio del farmacista girato con le ombre o la scalinata dell'ingresso del castello (puro espressionismo), ma anche, per esempio, "Il canto di Natale di Topolino" con l'ombra di Pippo/Marley che gode di vita propria come quella del conte Orlok alle spalle di Paperone/Scrooge.

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    1. Anche secondo me, tanto citato, ma visto non so bene davvero da quanti. Si sa che Fantozzi ha fatto più danni della gradine, perché l’impressionismo Tedesco ha dato all’horror (e alla cultura popolare) tantissimo, con film ancora moderni nelle scelte visive ancora oggi, malgrado il secolo sul groppone ;-) Cheers

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  7. Dopo cento anni questo film non mette certo paura... ma la tua recensione sì, perché è vero: sembra di essere tornati a quei tempi in cui il Massimo Terrore arrivava dall'Est Europa, e il fatto che proprio ora ci sia la guerra a due passi dalla Transilvania, con la minaccia che la Peste possa spargersi per tutta Europa... be', regala parecchio Terrore a questo film.

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    1. Come ti dicevo, ho scritto questo post la mattina del 4 marzo 2022, cento anni dopo la proiezione che fece tanto arrabbiare la vedova Stoker, in una condizione riassunta dai telegiornali e dai nostri due anni di vita che sembra davvero quella che il conte Orlok sognava per il suo ritorno in scena. Vogliamo sperare di averla “esorcizzata” oggi, con il compleanno del 15 marzo? Speriamo che qui il Terrore è davvero Massimo. Cheers

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  8. Ottima recensione, con un sacco di aneddoti interessanti.
    Incredibile a dirsi, ma il primo "Dracula" cinematografico fu proprio questo.
    Prima che la vedova Stoker arrivasse come una furia, con la bava alla bocca.
    L'ho sempre accomunata a Linda e Shannon con Bruce Lee e la sua memoria.
    Mai mettersi contro le vedove incazzate!
    Quentin ne sa qualcosa.
    D'altra parte sara' stata pure robaccia, per qualcuno, e in principio lo era pure per gente come Henry Irving, con gran scorno di Stoker che pare avesse ideato il romanzo con l'intento di farlo recitare a lui. E si dice che il rapporto tra i due ricordasse molto quello tra il conte Vlad e Renfield.
    Solito destino dell'horror. Tanto bistrattato dai critici quanto seguitissimo, da sempre.
    Come diceva un tale...dite che sono un pessimo autore? Chiedete ai bottegai quanto vendono le mie opere!
    Oh, beh...per certa gente pure King e' uno scrittore di mezza tacca.
    Per me andrebbe insegnato a scuola, altroche'.
    Comunque, la vedova Stoker difendeva i suoi interessi, e "Dracula" era l'unico bene di valore lasciatole dal marito.
    Pur con i decenni sul groppone rimane parecchio inquietante.
    Oggi, grazie anche a Fantozzi, il cinema espressionista viene associato a due gran maroni cosi', se mi concedi.
    Ma hanno dato lezioni di regia ad un'intera stirpe di talenti.
    Vuoi per il bianco e nero e per il muto, che hanno sempre il loro effetto.
    Vuoi per le ambientazioni, che nella Germania di quell'epoca certi scorci è certi vicoli sembravano usciti dalle visioni allucinate di un folle.
    O da un vero e proprio incubo a occhi aperti.
    Vuoi per le movenze lente ed esasperanti di Orlock.
    Chissa', magari si scopre che il nome dell'attore era stato un equivoco, e che Max Schreck non era altro che un annuncio sulla locandina del tipo BRIVIDO! TERRORE! RACCAPRICCIO!!
    Era un cinema quasi magico, dove il mestiere in questione stava ancora tra la scienza e il fenomeno da baraccone.
    E vediamo un tipo di vampiro molto piu' simile al folklore est-europeo, come il Nosferat da cui probabilmente prende il nome.
    Che piccolo particolare, oltre a succhiare il sangue tendeva ad abusare delle sue vittime, pure in quel senso li'. E senza fare distinzioni di genere, tra l'altro!
    Un vero mostro viscido, rappresentato alla perfezione.
    Non va dimenticato che il "Dracula" odierno e' una sorta di storpiatura, di revisione intellettuale del vampiro.
    Che nella tradizione non ha nulla di nobile.
    Un pezzo di storia.
    E ottima recensione, ribadisco.
    Si', l'ho visto anch'io il film con Dafoe e Malkovich.
    Bello, con momenti anche belli horror.
    E mi divertiva l'idea che Murnau avesse cercato un vero vampiro, con la promessa di dargli in pasto l'attrice principale.
    Quindi, qualcosa di vero c'era.
    Non posso non citare quello di Herzog col grande Kinski, che di sicuro aveva il fisico del ruolo.
    Tant'e' vero che ci riprovo' pure con una versione nostrana pane e salame, che non riusci' altrettanto bene...
    E come dimenticare "Nosferatu al giro d'Italia" dei mitici Broncoviz!!

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    1. Si chiama Orlock non Cattivik ;-) Scherzi a parte ti ringrazio. Cheers!

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  9. Essendo reduce da un lungo viaggio a caccia di tutti gli Orlok della storia, posso dire che se Murnau ha potuto giocarsi la mano-ombra che agguanta il seno facendo finta che strizzasse il cuore di Ellen, chi invece posa spudoratamente la mano sulla tetta di Lucy è l'Orlok di Herzog, con le sembianze di Kinski, suppongo su indicazione del regista, in modo da non lasciare adito a dubbi di sorta.
    Complimenti per il parallelo della situazione in Europa nei due '22, e complimenti per il pezzo 👏👏👏

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    1. Dai miei lontani ricordi di "Nosferatu a Venezia", Kinski si auto-cita con ben altri "cuori", quelli della giovane amante Caprioglio: non so se fu Herzog a spingerlo a fare qualcosa che è più che evidente gli piacesse fare già di suo...

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    2. Ah be' se Klaus ce la usava allora facile che l'iniziativa l'avesse presa lui...

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    3. Passare dalla mano morta alla mano non-morta è un attimo, Kinski vecchio marpione lo sa. Cheers

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  10. Sei il secondo oggi che consiglia L'ombra del vampiro, dovrò recuperarlo! Splendido post il tuo, come d'abitudine, addirittura un Classido! A me ha impressionato la sensazione di già visto anche se non l'avevo già visto (ma praticamente l'avevo già visto). Credo di essermi spiegato. X--D

    Buon compleanno Orlok, Dracula, Nosferatu, che dir si voglia!

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    1. Ti sei spiegato benissimo ma è inevitabile con i titoli fondamentali rivisti dopo le tante "imitazioni", passami il termine perché la vedova Stoker mi farebbe nero ;-) Sono titoli che vanno valutati per le innovazioni che hanno portato e qui siamo in zona Classido senza ombra di vampiro, anzi con ombra di vampiro! Cerca "L'ombra del vampiro" ti piacerà ;-) Cheers

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  11. Sono molto felice di questo post! Non siamo stati in molti, purtroppo, a ricordare Nosferatu. E la cosa mi dispiace parecchio.
    Parlo al plurale perchè, nel nostro piccolo, anche io e Marika di Redrumia abbiamo parlato di Nosferatu, con una piccola "live" su youtube e sui nostri blog: lo abbiamo fatto lo scorso 4/3, proprio in occasione del centenario della prima proiezione, al giardino zoologico di Berlino. Mi era sinceramente sfuggito (colpa mia) che la data di uscita "ufficiale" era il 15/3 e non il 4. Peccato perchè ci sarebbe piaciuto aggiungerci alla lista...

    Ad ogni modo, se qualcuno ha piacere di passare (anche) da noi, vi lascio il link:

    http://solaris-film.blogspot.com/2022/03/nosferatu-100-con-mari-di-redrumiait.html

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    1. Ti avevo accennato l'iniziativa in uno dei tuoi commenti (non ricordo il post ora, forse il Dracula di Coppola? Dovrei controllare) ma forse non hai letto la mia risposta e mea culpa, in questi giorni ho avuto poco tempo per far girare la notizia, in ogni caso chi ama l'horror questo compleanno non poteva perderlo. Abbiamo optato per la data del 15, l'uscita per tutti nelle sale, ma sono felice che il conte Orlok abbia avuto un compleanno celebrato da chi lo apprezza da sempre, ti ringrazio per il link, guarderò la differita a questo punto, la tua live con Marika su "Il silenzio degli innocenti" mi era piaciuta molto ;-) Cheers

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    2. Accidenti... allora dev'essermi sfuggito il commento, anche se mi pare di non aver mai recensito il Dracula di Coppola. Boh. Comunque non ti preoccupare, non ci sono problemi: l'importante è aver ricordato questo capolavoro (e purtroppo non siamo stati in molti a farlo). E anche se in effetti è impossibile dire qualcosa che non sia mai stato detto su questo film, una piccola "celebrazione" era doverosa! :)

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    3. Penso lo stesso, sarà anche tra i film su cui è stato scritto di più in assoluto, ma non in occasione dei suoi primi cento anni ;-) Cheers

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  12. Capolavoro
    finalmente oggi l'ho visto e ne sono rimasto colpito tantissimo! poi, è il mio primo film muto^^

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    1. Non potevi iniziare con un titolo migliore in un giorno migliore di questo ;-) Cheers

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  13. Capolavoro, culto, filmone, non ci sono altre parole per descriverlo. Immenso. Dai, visto che sono 100, a sto punto spero parleremo anche di quest'"OMBRA" e delle sue vacanze a VENEZIA e in color (e forse, il remake perfetto dopo La Cosa) prima!!... è dovuto!!! O potremmo fare tutti la fine del buon Knock'!
    Ci conto <3

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    1. Ho parecchia carne al fuoco ma vedremmo cosa si potrà fare. Cheers!

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  14. Quando di parla di un film come questo è effettivamente molto alto il rischio di passare per il Guidobaldo Maria Riccardelli della situazione. In molti abbiamo fatto quella fine nei giorni scorsi, ma spero in maniera non irrimediabile. Prima o poi, pensavo, dovrò cimentarmi con la corazzata Potemkin, la cui scalinata è anch'essa di grande attualità, se non altro geograficamente.

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    1. Molto attuale, dimostrazione che Fantozzi ha fatto più danni della grandine e che l'impressionismo invece resta moderno cento anni fa come oggi. Cheers

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  15. Innanzitutto, complimenti per l'articolo e a tutti voi per questa collaborazione. Se t'interesse approfondire la figura di Max Schreck, anni fa scrissi questo post: http://wwwwelcometonocturnia.blogspot.com/2017/02/midnight-club-7-il-vampiro.html con presenti alcune fotto dell'attore, che - a quanto pare- cadde in disgrazia per non essersi voluto allineare con il nascente nazional-socialismo. Dettaglio personale e divertente: quando postai l'articolo su FB ci fu un tizio che mi accusò di fare disinformazione, sostenendo che i vampiri esistono sul serio, che Schreck e addirittura Murnau fossero veri vampiri e che lui ne aveva le prove dal momento che li aveva incontrati di recente nelle sue pellegrinazioni notturne. Ovviamente cancellai il commento e bloccai il tipo. Ancora rido di quel commento, però oggi me lo avete fatto ricordare.

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    1. Grazie mille a te, appena avrò un attimo ti aggiungerò alla lista. Ma esattamente dove li aveva incontrati? Che bello Internet ;-) Cheers

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  16. Compleanno 'sì importante
    qui sulla Bara Volante
    festeggiando il centenario
    del non morto solitario
    che dalla patria natia
    cassa e terra porta via
    per poterci riposare
    (in albergo non può andare)
    Post di lusso, tutto in tiro,
    rende onore a un gran vampiro
    non è Vlad, ma gli sta appresso
    come aspetto è un po' malmesso
    oggi meno fa paura
    ma il suo mito ancora dura
    E i canini? No, è uno shock!
    Gli incisivi ha il Conte Orlok
    lunghe unghie, forti e dure
    urge un po' di manicure
    ma di notte, si capisce
    perché al sole incenerisce
    Anche pien di emoglobina
    non si salva, se è mattina
    Lo ricorda Elias Merhige
    che Dafoe nel ruol dirige
    un vampiro come attore,
    lui, il Massimo Terrore
    alla giusta luce muore!
    Per cessar lo sporco gioco
    basta una messa a fuoco
    A Murnau non va poi male
    gli ha salvato anche il finale! ;-)

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    1. No no, ma vabbè ma troviamo una base Rap, abbiamo il Nosferatu-Rap, ma sei un genio! Un genio! :-D Cheers

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    2. E così abbiamo appena inventato il NosfeRAPtu (il Nosferatu-Rap) ;-D

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    3. Mi immagino una cosetta come questa ;-) Cheers

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    4. Sarebbe perfetta ;-)

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    5. Produttori musicali ne abbiamo? ;-) Cheers

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  17. Ottimo articolo come sempre Cassidy.

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    1. Grazie mille, ben felice che sia stato di tuo gradimento ;-) Cheers

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