venerdì 28 gennaio 2022

The Hunted - La preda (2003): io sono qui per salvare voi da lui

Per uccidere un uomo devi essere davvero motivato, una pistola o un fucile ti facilitano il compito, ma per farlo usando un coltello devi avere davvero il fegato di guardarlo negli occhi. Non che abbia in testa di uccidere qualcuno in particolare (forse…), questo inizio serve solo a calarvi nell’atmosfera del nuovo capitolo della rubrica… Hurricane Billy!

Sapete che Quentin Tarantino vive in una cassa di risonanza, una di quelle che amplifica ogni cosa che fa a dice il regista di Knoxville, bene, qualche tempo fa Quentino ha parlato di una delle sue mille idee che non si concretizzeranno mai, ma che comunque fanno sussultare il web: rifare Rambo con Adam Driver nel ruolo del protagonista. Ovviamente, gli articoli acchiappa click erano tutti pensati per far saltare la mosca al naso ai lettori, all’idea del bellissimo Adamo che rifà a suo modo zio Sly, nessuno ha pensato minimamente al fatto che Tarantino stesse parlando di un nuovo adattamento del romanzo Primo sangue, ben diverso dal film reso celebre da Stallone, in cui Adam Driver non sarebbe nemmeno una scelta così assurda, anche se la coppia ideale per un film su “Primo sangue” sarebbe stata Sam Peckinpah alla regia e Kris Kristofferson come protagonista, almeno in un mondo ideale.

"Lasciami stare o scateno una guerra che non te la sogni neppure. Lasciami stare..." (cit.)

Quello che “Infernet” ignora è che una sorta di “Primo sangue” esiste già, lo ha diretto William Friedkin (ovviamente attraverso la sua sensibilità di autore) e s'intitola “The Hunted”, un film che è nato dall’interesse di Hurricane Billy per un personaggio controverso come Tom Brown Jr. esperto di analisi delle tracce e di sopravvivenza in mezzo alla natura, pur non avendo mai fatto il servizio militare o, a sua detta, mai ucciso nessuno, Brown sostiene di aver addestrato corpi di Delta Force e Navy Seals a trovare il nemico e ad eliminarlo. Controverso? Abbastanza, parliamo di un personaggio in grado di sapere quante persone fossero in una stanza stabilendo anche le loro emozioni solo dalle impronte delle scarpe lasciate sul tappeto, oppure di ricostruire il passaggio dei camion, da una foto satellitare dell’Iraq, difficile credergli, ma Brown sicuramente era molto convinto dei suoi mezzi, tanto da sbandierare in giro di aver imparato tutto questo da uno sciamano Apache di nome Stalking Wolf che lui chiamava affettuosamente “nonno”, dovrei dire storia vera, per lo meno per Tom Brown Jr.

Dopo aver sollevato un polverone con Regole d’onore, quale idea migliore per Billy Friedkin se non un altro film dal tema (para)militare, da far uscire in sala pochi anni dopo l’undici settembre del 2001, ovvero nel pieno dell’amministrazione del presidente George “Dabliù” Bush e della sua controversa (anche più dei film di Billy) gestione della politica estera americana? Ma a questo punto della rubrica dovreste sapere che Friedkin fa film seguendo la legge dell’ortica: non c’è gusto se non irrita.

Billy insieme all'autore della colonna sonora Caparezza Bryan Tyler.

Il regista di Chicago cominciò a scrivere la sceneggiatura insieme ad un giovane promettente che aveva lavorato solo per il piccolo schermo, Art Monterastelli che, guarda caso, sarebbe poi finito a scrivere John Rambo, mentre il cast è stato velocemente completato con due nomi di richiamo: da una parte Tommy Lee Jones al secondo film in fila diretto da Friedkin, dall’altra le occhiaie di Benicio del Toro, fresco del suo Oscar per “Traffic” (2000).

Tommy Lee Jones si è calato nel ruolo dell’ex istruttore delle forze speciali L.T. Bonham, ispirato a Tom Brown Jr. malgrado il fatto che Jones non volesse frequentarlo sul set, scettico rispetto ai racconti dell’uomo cresciuto da Stalking Wolf (storia vera), Benicio del Toro, invece, è stato chiamato ad interpretare l’ex allievo Aaron Hallam, diventato una macchina da guerra grazie a Bonham.

I due attori non avrebbero potuto avere un approccio più opposto ai rispettivi ruoli: Benicio del Toro puntava all'intimità del suo personaggio, lavorando sui trascorsi del suo personaggio, anche quelli che non vengono per forza raccontati nel film, Tommy Lee Jones, invece, si è calato così tanto nella parte da diventare L.T. Bonham, almeno stando alle parole di Friedkin nella sua autobiografia “Il buio e la luce”.

"Donne, è arrivato l'arrotino. Arrota coltelli, forbici, forbicine, forbici da seta, coltelli da prosciutto"

Il film è stato girato interamente dalle parti di Portland nell’Oregon, nella zona di Mount Hood dove sono stati ricreati anche gli scenari della sequenza d’apertura, quella che vede Aaron Hallam (personaggio non a caso dal nome Biblico, più avanti ci torniamo) impegnato in un’azione militare sullo sfondo degli orrori della guerra nella ex Jugoslavia, lacerata da una parte dalla pulizia etnica tra Serbi e Bosniaci e dall’altra tempestata dai bombardamenti della NATO, insomma una delle guerre moderne più controverse viene scelta da Friedkin per creare il suo John Rambo, in tal senso la lucida follia negli occhi di Benicio del Toro è perfetta per raccontare un personaggio che si sarà guadagnato anche le massime onorificenze sul campo, ma per il suo Paese ha anche perso la sanità mentale.

Non è un caso se Friedkin con una citazione biblica, una funzionale al racconto, non una di quelle usate spesso a casaccio giusto per creare atmosfera, «Dio disse ad Abramo: sacrifica tuo figlio», utilizzata anche come frase promozionale per il film offre una chiave di lettura esplicita per “The Hunted” che in buona sostanza è Rambo, raccontato con il piglio realistico di Primo Sangue e dal punto di vista del colonnello Samuel Trautman che non è qui per salvare il suo Rambo dai suoi inseguitori, ma per salvare gli inseguitori da lui.

"Dio potrebbe aver pietà… lui no!" (cit.)

Essendo un ragazzo timorato di Dio, il nostro Billy sottolinea come per Bonham, il suo allievo dal nome biblico di Aronne sia una sorta di figlio da sacrificare per attenersi ad un ordine ricevuto dall’alto, in questo senso forse si potrebbe accusare il film di essere un po’ troppo esplicito (se non proprio spudorato), ma il risultato è un’apologia dell’arma bianca che oppone due guerrieri fatti della stessa pasta, distanti dal mondo civilizzato che ha bisogno dei loro servigi ma non li capisce.

Lo scontro tra mondi è piuttosto chiaro: il Bonham di Tommy Lee Jones è un guerriero abilissimo, che maneggia alla perfezione il coltello e se non ne ha uno può costruirselo utilizzando una pietra, se necessario. La scena iniziale che introduce il personaggio è efficace quanto il battesimo nel fuoco della guerra di Aaron Hallam, infatti vediamo Tommy Lee Jones inseguire un lupo ferito su una distesa innevata, fotografata alla perfezione dal direttore della fotografia premio Oscar Caleb Deschanel, voluto fortemente da Friedkin, che inizialmente non voleva collaborare con il regista di Chicago, per via delle storie sul caratterino appena appena focoso nel nostro Billy, peccato che poi sul set tra i due sia filato tutto liscio, tanto che i due sarebbero tornati a collaborare anche in futuro (storia vera).

La tradizione dei titoli di testa, minimali e diretti come il film.

“The Hunted” è un ottimo film che non molla un colpo, ottimo nel presentare entrambi i protagonisti, bilanciando alla perfezione le scene flashback necessaria a mettere in chiaro i trascorsi dei personaggi e il loro rapporto anche a noi spettatori. Per quanto matto come un cavallo, Friedkin trova il modo di farci comprendere anche l’etica di Hallam, quando lo appone ad un gruppo di cacciatori di cervi (in realtà mandati a cacciare lui con i loro fucili ultra tecnologici) che vengono spazzati via da un uomo solo e il suo coltello, il tutto senza mai moralizzare sui personaggi, come dovrebbe sempre fare un buon regista.

Forse l’unico momento in cui “The Hunted” alza un po’ il piede dall'acceleratore è quando entra in scena la famiglia di Hallam, ma a quel punto tutto il primo atto del film è già filato via come se fosse durato la metà dei suoi minuti effettivi e non parliamo certo di una porzione di storia dove non succede molto.

"Se abbiamo finito qui, io avrei un treno da prendere se non vi dispiace"

Non solo bisogna introdurre dei protagonisti di pari carisma e caratura con le relative motivazioni e punti di vista sul mondo, ma bisogna portare avanti uno dei temi cari alla poetica del regista di Chicago, ovvero l’ossessione dei suoi protagonisti. In questo caso Bonham, in particolare, che sente la responsabilità di dover fermare la macchina da guerra che lui stesso ha creato, ma oltre ad essere uno che ripudia la guerra, che supporta il WWF e si rifiuta di volare in aereo, deve anche combattere con i sentimenti quasi paterni che prova per Hallam, insomma un vero e proprio Abramo che non a caso, finiva per uccidere suo figlio proprio con un coltello, anche in quel libro ristampato varie volte e molto popolare sul pianeta, no non mi riferisco a Primo sangue.

Trattandosi di un film di William Friedkin secondo voi può mancare un inseguimento? Proprio no! Infatti, se la fuga di Benicio del Toro dal camion che lo trasporta è spettacolare, lo è ancora di più la scena del treno, una sorta di metropolitana a cielo aperto che rientra di fatto nella mia ossessione personale: ogni buon film dovrebbe avere una scena in metro e anche “The Hunted” non fa eccezione.

"Tommy Lee ma pagare il biglietto come tutti gli altri, brutto?"

Se Papà “Popeye” Doyle inseguiva un treno in auto, nel traffico di New York, Bonham qui insegue il treno con il suo personale Rambo a bordo a piedi, salendo scale di corsa, saltando sul tetto e dimenticandosi di obliterare (eh vabbè non si può fare proprio tutto no?), se esiste un esperto di inseguimenti al cinema, state pure sicuri che quello è William Friedkin che quest’arte al cinema l’ha esplorata in ogni modo possibile, quindi perché non uomo a piedi contro treno in corsa da prendere al volo?

I problemi veri sul set sono arrivati, purtroppo, tutti alla fine, per girare l’apice della storia, il duello a colpi di coltello tra padre e figlio, tra il Trautman e il Rambo Friedkiani, i due attori dopo aver studiato alla perfezione la coreografia di lotta, hanno avuto un piccolo incidente, Benicio del Toro cadendo si è rotto il polso, la corsa al vicino ospedale di Portland ha dato un responso tragico: sei mesi per recuperare la funzionalità della mano, tutti passati dal buon Benicio a cristonare sommessamente in spagnolo (storia vera).

L’idea di film Biblico secondo William Friedkin.

Per girare i pochi secondi finali del suo film, Billy ha dovuto aspettare sei lunghi mesi il ritorno del suo protagonista, ma il montaggio Augie Hess è talmente accurato che è francamente impossibile notare il momento in cui le riprese sono finite in panchina per tutti quei mesi, il risultato è un altro film di Friedkin che esplora le zone d’ombra dell’animo umano, che parla di personaggi mossi da una bruciante ossessione e del conflitto, tra le proprie azioni e il mondo circostante, insomma puro Friedkin per un film andato benino al botteghino, senza fare sfaceli, anche il nostro Billy ormai sapeva che gli anni d’oro del suo successo erano alle sue spalle.

Infatti, nella sua autobiografia fa una laconica (ma indiscutibilmente vera) considerazione: se negli anni ’70 il successo di Guerre Stellari ha fatto scoprire il mondo del fantastico al pubblico, negli anni ’90 è successo ancora con l’avvento della grafica computerizzata, Billy non fa nessun titolo, ma è chiaro di chi stia parlando. Infatti, per il suo film con “The man comes around” di Johnny Cash sui titoli di coda, forse non c’era più spazio, l’unica soluzione per Billy era buttarsi su un cinema più piccolo, ma più creativo, tornando ai film indipendenti e minuscoli da cui era arrivato, ma di questo ne parleremo tra sette giorni, gli ultimi due capitoli della rubrica sono in rampa di lancio, non mancate!

There's a man goin' 'round, takin' names
And he decides who to free and who to blame
Everybody won't be treated all the same
There will be a golden ladder reachin' down
When the man comes around.

16 commenti:

  1. Di friedkin ho visto il braccio viol ento della legge l esorcista vivere e morire a Los angeles il terribile killer joe. Il mio preferito è la preda .
    Rambo e trautman più borsellino e più cupi. Rambo è un capolavoro capiamoci. Ma anche questo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questo film è tra i più sottovalutati diretti da Hurricane Billy, senza ombra di dubbio. Cheers

      Elimina
  2. Bordeline chiedo.scusa il correttore.

    RispondiElimina
  3. Mi chiedo se c'e' un tipo di film che proprio NON puo' essere giudicato nella sua epoca. Quando avevo visto The Hunted ai tempi mi era sembrato un normale action vecchio stile, una specie di terzo capitolo apocrifo del personaggio del ranger di Tommy Lee Jones de "Il fuggitivo", arrivato quando, dopo la sbornia dei 90, avevano stufato anche gli action di nuova concezione, figuriamoci quelli old school. L'avevo visto in un qualche passaggio televisivo, mi aveva infastidito il prologo in una fintissima Bosnia durante la guerra, mi avevano fatto sorridere l'accumulo di convenzioni narrative e l'avevo archiviato come potabile b-movie di un ex-grande regista.

    Rivisto oggi e' una bomba. Davvero uno di quei film di genere che non si fanno piu', non con questa sapienza almeno. Un action serio e crepuscolare, che in un'ora e mezza granitica e sanguinosa sembra voler rileggere tutti i luoghi comuni e situazioni tipo del filone. Friedkin ci mette il suo solito discorso sull'origine del Male e l'impossibilita' di non esserne contagiati se lo si vuole combattere.

    Riesce difficile spiegare anche a me stesso perche' un film cosi' oggi mi piace e vent'anni fa (quasi) no. Certo, oggi dopo "Bug" e "Killer Joe" il nome di Friedkin ha ritrovato lustro, oltre al fatto che l'era dello streaming e dello scarico ha reso recuperabile tutta la sua filmografia un tempo mezza introvabile. Ovvio dunque inquadrare diversamente qualcuno dei suoi film. Poi certe cose che sembravano importanti 15 anni fa oggi lo sono molto meno, tipo che oggi il prologo bosniaco non mi ha dato piu' fastidio. Ok, e' un inferno bellico talmente fumettistico che resta ancora un po' oltraggioso verso la realta' storica, ma oggi siamo tutti un po' piu' cinici e pulp su queste cose. Almeno io. Ma non e' solo quello. E' proprio notare il lavoro che fa Friedkin sulla materia da b-movie che ha a disposizione. Prendiamo la sequenza classica del vecchio collega che va nella capanna del protagonista ritiratosi per convincerlo a riprendere il vecchio lavoro. A quel punto ci si aspetta il solito dialogo in cui i personaggi spiegano le loro ragioni, il protagonista prima si nega, poi l'altro dice qualcosa che gli fa cambiare idea e il protagonista controvoglia accetta. E invece niente: l'ex collega arriva, il protagonista mugugna di essere troppo vecchio per quelle stronzate, l'altro gli passa delle fotografie. Stacco. Il protagonista in elicottero sta guardando le fotografie (cadaveri mutilati): ha gia' accettato, siamo gia' dentro l'azione. Cosi' per tutto il film: dove anche i film odierni e ultra-ritmati indugiano e perdono tempo, questo film taglia corto, manda avanti la storia e va al sodo di ogni sequenza.

    Ecco, quello che vent'anni fa sembrava (e forse era) solo solido mestiere, oggi sembra (e forse e') l'occhio dell'autore che taglia e cuce la solita roba in modo sottilmene diverso da tutti gli altri.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per quello dico sempre che Padre Tempo è il miglior critico cinematografico del mondo, grazie per l’ottima analisi ;-) Cheers

      Elimina
  4. Per una volta posso dirlo.
    Credo che questo a Morrell sarebbe piaciuto davvero un sacco.
    Cosi' come credo che meglio di cosi' non si potesse davvero.
    La dove Sly aveva preso la figura del reduce del Vietnam (ma in realta' superstite di un team d'elite dei corpi speciali) e l'aveva trattata col cuore, il profondo rispetto per gli ultimi e l'umanita' che lo contraddistinguono sin dal primissimo "Rocky", qui Friedkin spoglia i due protagonisti di tutto.
    Soprattutto Hallam il fuggiasco.
    No, sarebbe meglio dire fuggitivo, è la presenza di Tommy Lee Jones non la trovo affatto casuale.
    Ma anche in questo caso i paragoni tra Kimble e l'agente Gerard si fermano qui, giusto alle similitudini.
    I due rivali, qui, non potrebbero essere piu' diversi dagli esempi che ho elencato.
    Sono due autentici mostri, artefici e testimoni di chissa' quanti e quali orrori. Con cui non ritengono di dover scendere a patti, in quanto ormai sono due outsider nel senso piu' puro del termine.
    Due belve che hanno risvegliato l'istinto primordiale e selvaggio per braccare e uccidere, ed insegnare a farlo. E a cui non interessa minimamente tornare a far parte della societa' civile.
    E' il loro lavoro, e una loro parte di se'.
    Che piaccia o no, sono nati per fare quello e gli tocca farlo al meglio.
    Ma nel caso di Bonham (complimenti per la scelta del nome, a proposito) possiamo dire che e' riuscito a distaccare la parte professionale in modo da ritagliarsi un minimo spazio per quella parte di vita normale che gli e' rimasta e che il suo lavoro gli ha lasciato, mentre Hallam e' definitivamente partito per un viaggio di sola andata.
    Si dovrebbe tifare per lui, in quanto e' una macchina da guerra sfruttata da esercito e governo finche' gli ha fatto comodo, ma che ora deve eliminare.
    Ma attenzione: non per il fatto di essere una mina vagante e fuori controllo, ma perche' sa troppe cose.
    Il classico discorso di muoversi solo per tornaconto personale.
    Togliere di mezzo una pedina che ti impedirebbe di applicare il vecchio concetto della negazione plausibile.
    Se non fosse per quello, Rambo sarebbe libero di andare in giro ad accoppiare chi gli pare, per quel che gli riguarda.
    Ripeto, si dovrebbe pareggiare per il fuggitivo. Ma e' impossibile.
    I personaggi sono cupissimi, e come sempre Friedkin padroneggia a meraviglia quelle zone d'ombra indefinite ed ignote in cui spesso ci muoviamo anche noi, e che spesso ci spaventano. Perche' non sappiamo cosa si agita e ribolle la' in fondo, e cosa ci costerebbe guardarci davvero dentro.
    Eppure, andrebbe fatto.
    Tanto per cambiare, non ha avuto il successo sperato.
    Ma va visto, assolutamente.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In effetti Tommy Lee Action andava forte in quel periodo ;-) Cheers

      Elimina
  5. Più ti leggevo più il sudore freddo mi colava sulla schiena: perché non mi ricordo niente? Cioè, sì, ricordo l'uscita del film, ricordo gli attori e tutto il resto... ma possibile che fra una cosa o l'altra io non l'abbia visto? Niente, più ti leggevo più non ricordavo nulla, mi sa che è vero: la maledizione di Friedkin mi ha colpito ancora, e una volta di più mi ritrovo deficitario di un suo titolo. Giuro che non l'ho fatto apposta, ma in pratica è come se avessi sempre evitato la sua opera!
    Ripasserò dopo la visione ^_^

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Volenti o Nole ti, Billy verrà ricordato per un solo film. Sono curioso di leggere il tuo parere post visione ;-) Cheers

      Elimina
    2. Guarda, l'ho visto ieri e ancora sto cercando di capire i miei sentimenti a riguardo. Il "Rambo al contrario", visto cioè da Trautman, è un'idea intrigantissima che ho apprezzato molto; i due attori sono straordinariamente in palla e ci credono sul serio - mi stupisce come non si siano ammazzati davvero sul set! - l'ambiente ostile è reso alla perfezione così come gli scontri sono appassionante. Eppure... è come se mancasse qualcosa ad amalgamare il tutto, qualcosa a spiecarci meglio i due protagonisti.
      Una cosa è sopravvivere nei boschi sfuggendo ai radar, un'altra è maciullare due tizi come se fossero fatti di pongo: più che Rambo mi pare Terminator! E l'unica persona nella galassia che può fermare questo supereroe della violenza... è un pensionato? Da quel punto di vista ci sono rimasto male perché aspettavo che la storia iniziasse e invece d'un tratto è finita: forse qualche minuto in più speso a descriverci i personaggi mi avrebbe reso il film più digeribile.
      Fermo restando che è stato comunque un gran bel vedere e ti ringrazio di avermi fatto colmare questa lacuna, sia nella filmografia di Friedkin che in quella dei Ramboidi ;-)

      Elimina
    3. In effetti avrebbe aiutato, ma ben felice di aver contribuito ;-) Cheers

      Elimina
  6. Ma quanta roba devo recuperare di Billy? :--(

    Ci sono anche due attori che da sempre mi fanno parecchia simpatia...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il regista che verrà ricordato per un solo film, quando invece ne ha diretti tanti meritevoli. Cheers

      Elimina
  7. "Sventurata la terra che ha bisogno di eroi"(cit.) ... e Friedkin, infatti, aveva in mente tutt'altro rispetto al mettere in scena una qualsivoglia storia di eroi: in "The Hunted" non ce n'è traccia infatti, semmai vi sono degli strumenti che una volta serviti allo scopo vengono dimenticati e rinnegati (Vietnam e guerre jugoslave si dimostrano perfettamente intercambiabili, in questo senso). Questo vale tanto per Aaron Hallam quanto per il suo istruttore L.T. Bonham, padre "biblico" costretto a sacrificare il figlio per ristabilire la sicurezza di quel consesso "civile" che li ha sfruttati entrambi, solo per poi non saper più cosa fare di loro in tempo di (ipocrita) pace, esattamente come John Rambo... personaggi resi credibili da Jones e del Toro in stato di grazia, superbamente diretti da un Hurricane Billy di livello altrettanto elevato.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Direi che la citazione è impeccabile ;-) Cheers

      Elimina