martedì 11 gennaio 2022

Matrix Resurrections (2021): 1999 fuga dalla matrice (party like it's 1999)

Dopo aver fatto un giro completo di tutto il tabellone del Monopoli, le sorelle Wachowski sono tornate alla prima casella, quella che le ha messe sulla mappa geografica, anche se per il nuovo capitolo della saga di Matrix abbiamo perso Lilly, quindi “Matrix Resurrections” è tutto farina del sacco di Lana, che come cantava Prince ha pensato di organizzare una festa in stile 1-9-9-9, una festa di 148 minuti di cui lo ammetto, ne ho apprezzati più di quelli che avrei mai pensato e meno di quelli che avrei voluto.

Possiamo dire molto delle sorelle Wachowski, ma non di certo che siano mai state narratrici sottili, con la loro tendenza agli “spiegoni” e al ribadire le metafore anche due o trecento volte, anche in questo quarto film della saga Lana non si smentisce, infatti passa l’intero film a ribadirci di smetterla di pensare in termini di uno o di zero, di femmina o di maschio, di uomini o di macchine, insomma un'invocazione a rompere lo schema binario fatto di assoluti e opposti. “Infernet” come ha risposto all'appello di Lana Wachowski? Dividendosi in due fazioni, da una parte chi considera “Matrix Resurrections” un “Capolavorò!” e chi “Una cagata pazzesca”. Bene ma non benissimo.

Da parte mia come sapete, ho sempre avuto un certo grado di distacco nei confronti delle sorelle Wachowski, il che mi permette di provare ad analizzare “Matrix Resurrections” sperando di offrirvi quel punto di vista non binario che invocava Lana.

“Hai sentito Lana? Cassidy parla di binari”, “Quello faceva deragliare anche il trenino elettrico”

Per questa sua festa in stile 1999, Lana Wachowski è riuscita a rimettere insieme quasi tutta la vecchia banda, ad esclusione di Hugo Weaving e Laurence Fishburne che comunque lasciano un vuoto in termini di carisma, che i loro sostituti non riescono a colmare pienamente, ma il piano di Lana è un altro, per illustrarvelo lasciatemi fare quello che faccio sempre: appellarmi ai precedenti.

Nel 1990 Joe Dante agguantò i soldi messi a disposizione dalla Warner Brothers (la storia si ripete, ripetutamente cit.) per dirigere il suo capitolo preferito di Gremlins, ovvero il secondo. Il suo piano? Per sua stessa ammissione dirigere Gremlins 2 in modo che nessuno dopo di lui, potesse mai dirigere un Gremlins 3 (storia vera).

Nel 1994, dopo aver a lungo battibeccato con la New Line Cinema, Wes Craven riuscì a rimettere le mani sulla saga di Nightmare con un capitolo metacinematografico, Nightmare - nuovo incubo mescolava personaggi immaginari e reali, un’operazione ambiziosa che non venne premiata dal botteghino ma che resta uno dei lavori più interessanti del regista di Cleveland.

"WOAH! Forse sarebbe stato meglio recitare nel quarto Bill & Ted"

Concludiamo questa trilogia con il 1996, l’anno in cui John Carpenter mise le mani sul budget più alto della sua carriera per dirigere la fuga definitiva di Jena Plissken. Ripeto sempre che un giorno Fuga da Los Angeles verrà compreso come il capolavoro che è, un artistico gesto di anarchia oltre che il più chiaro attacco (coltello tra i denti) alla politica dei seguiti a tutti i costi che piace tanto ad Hollywood e purtroppo, a una grossa fetta di pubblico. Questi tre titoli sono i più fulgidi esempi di creatori che hanno avuto le palle e la statura morale artistica per prendere la loro opera e distruggerla, in modo da evitare l’eterno proliferare di seguiti, perché ci sono film che dovrebbe fare da modello per gli altri, senza trasformarsi in infinite saghe in grado di sfornare capitoli sempre più scoloriti. Forse Matrix dovrebbe far parte di questa categoria e per una quarantina di minuti, Lana Wachowski ha seriamente rischiato di potersi sedere allo stesso tavolo insieme ai migliori, John, Joe e Wes.

Come sempre le sorelle Wachowski possono contare sull’opzione “budget infinito” e sulla totale carta bianca concessa loro dalla Warner (succede quando sei sotto l’ala protettiva di Joel Silver), quindi per scrivere la sceneggiatura di “Matrix Resurrections”, Lana ha chiesto e ottenuto di poter collaborare con David Mitchell e Aleksandar Hemon, già al lavoro con lei sulla serie “Sense8” (detta “Sensotto”). L’idea per tornare dopo tutti questi anni di un quarto capitolo consapevole di essere fuori tempo massimo? Giocarsi la carta meta narrativa in tutto e per tutto, infatti come da tradizione, si comincia con Trinity (Carrie-Anne Moss) in fuga dagli agenti, questa volta osservata dai nuovi personaggi introdotti nella trama, una su tutti Bugs (la lanciatissima Jessica Henwick), che si chiama così in onore di Bugs Bunny del coniglio bianco da seguire nella sua tana, ve l’ho detto che le Wachowski non sono mai state sottili narratrici vero?

"Ehi, che Succede amico?" (cit.)

Matrix è una modal, un vecchio programma salvato sul computer di un programmatore malinconico, depresso e pigro di nome Thomas Anderson (l’inossidabile e mai così scazzato Keanu Reeves), il gioco sta tutto qui, Matrix per quello che conosciamo è solo una serie di videogiochi molto famosa che ha generato pupazzetti e action figure a tema (le stesse che Anderson ha sulla sua scrivania), un gioco geniale di un programmatore in stile James Halliday, che invece di fondare il suo impero lavora come impiegato per una grande azienda, dove passa il suo tempo a sviluppare un nuovo videogame di nome ehm… Binary, le solite metafore sottili Wachowskiane. Visto che “Matrix Resurrections” va detto, è un film che gioca completamente a carte scoperte, l’odioso direttore dell’azienda dice chiaramente che un Matrix 4 si farà comunque, perché tutto il cucuzzaro di diritti e di proprietà appartiene alla Warner Brothers, quindi il nuovo capitolo è inevitabile, tanto vale che tu caro signor Anderson sia a bordo no? Insomma, “Matrix Resurrections” è un viaggetto negli uffici della Warner proprio come lo è stato il non proprio irresistibile Space Jam New Legends, per essere ancora più spudorati, avrebbero dovuto far incontrare in una scena LeBron James e Thomas Anderson in ascensore.

Ora questa scena assume un significato tutto nuovo.

Da qui in poi vale tutto, Lana Wachowski si mette a giocare con l’immaginario che lei stessa ha creato nel 1999, quindi Carrie-Anne Moss è la ragazza con cui il nerd sociopatico Thomas Anderson non è mai riuscito a spiccicare parola, una donna di nome ehm, Tiffany (non mi ripeterò più sulla sottigliezza, ormai avete assimilato il concetto) mentre suo marito è interpretato da una breve apparizione di Chad Stahelski. Visto che la chimica tra Reeves e Carrie-Anne Moss è l’unico elemento che mi ricorderà di questo film tra qualche settimana, spero di rivederli entrambi in un John Wick a caso, ne guadagneremmo tutti a partire proprio da loro due.

"Restate in forma voi due, ci vediamo nel prossimo John Wick"

Bugs diventa la nuova coniglietta bianca da seguire per liberare il signor Anderson dalle ganasce di Matrix, anche se il programmatore è titubante, perché il suo analista (un Neil Patrick Harris che ultimamente è tornato, il che mi fa molto piacere) gli ricorda del suo crollo nervoso, di quella volta in cui preso così tanto dalla sua creazione, si era convinto di essere l’eletto svolazzante destinato a salvare l’umanità. Giocare a carte scoperte, Lana Wachowski è bravissima a farlo e nei primi quaranta minuti di film (quelli più riusciti) si toglie qualche sassolino dalla scarpa divertendosi a demolire l’iconografia di Matrix, ho davvero creduto che Lana avrebbe finito per accomodarsi accanto a John, Joe e zio Wes, anche solo per la trovata di inserire una scena dopo i titoli di coda assolutamente inutile (per non dire idiota), giusto per prendersi gioco di un'industria cinematografica ormai costruita sulle scene "post credits".

Nei dialoghi si scherza sul fatto che per tanti “Matrix” è solo “Bullet Time” o sul fatto che i reboot siano bancomat per portare a casa soldi facili, ma si fa di tutto anche per demolire il mito dell’eletto, Keanu Reeves infatti compare seduto sul cesso, o nella vasca da bagno con una paperella di gomma in testa. Se Carpenter scherzava sull’altezza non proprio da cestista di Kurt Russell, Lana Wachowski fa lo stesso con il suo eroe, vederlo in crisi alle prese con le “pillole blu” prescritte dal suo analista, è un ironico sfottò alle crisi di mezza età maschili.

Questo è il ballo del qua qua, e di un papero Keanu che sa, fare solo qua qua qua, più qua qua qua.

Anche per questo il nuovo Morpheus di Yahya Abdul-Mateen II (fin dal cognome, il destino di arrivare sempre secondo) è un pagliaccio che fa battutine, vestito con colori pastello che sono un pugno in un occhio, che per tutto il tempo ride e scherza sulla seriosità della sua precedente incarnazione, insomma i nuovi personaggi che sembrano usciti dai racconti di William Gibson (ovvero una delle tante fonti d’ispirazione per il film del 1999), portano avanti la tradizione di Joe Dante, di Carpenter e di zio Wes di demolire tutto, poi però il fattore “W”(achowski) entra in circolo e “Matrix Resurrections” passa dall’essere una gioiosa operazione anarchica, che nasconde dietro allo scherzo una certa voglia di prendere il “sistema” alla giugulare, ad essere un film perfettamente allineato al canone moderno, uno di quei seguiti che in realtà sono dei reboot (se non proprio dei remake non autorizzati) alla pari di Il ritorno di Mary Poppins o Il risveglio della Forza. Bene ma non benissimo insomma.

“Vuoi un po’ di malinconia? Il primo giro è gratis, ma sappi che crea dipendenza”

Parliamoci chiaro, un’autrice o un autore dovrebbe parlare al pubblico attraverso le proprie opere, per anni alle sorelle Wachowski è andato benissimo che Matrix fosse “letto” dal pubblico come un film pieno di chiavi di lettura Bibliche (i nomi dei personaggi, l’idea stessa dell’eletto e via dicendo), fino a “Sensotto”, fino al loro percorso di transizione, a quel punto in particolar modo Lana, spingeva attraverso le interviste, dichiarando che il film del 1999 era tutto un METAFORONE sul cambio di sesso (Smith che insiste a chiamare il protagonista signor Anderson, con pronome maschile, giusto per fare un esempio). Negli anni Matrix è diventato così tanto parte della cultura popolare da aver influenzato anche il linguaggio, sono sicuro che abbiate tutti sentito parlare dei “Redpilled”, che pur prendendo il nome dal film di Lana Wachowski, promuovono uno stile di vita opposto a quello della regista.

"Onda Keanuhameha!"

Quindi con la solita delicatezza da auto blindo che la caratterizza quando si tratta di narrare, Lana riempie il suo film di continui rimandi al concetto stesso di binario, giusto per continuare (giustamente) a sventolare la sua bandiera, il problema è che allo stesso modo dopo tutti gli anni e i film diretti, risulta ancora una narratrice didascalica, incapace di suggerire un concetto senza urlarlo a pieni polmoni in un megafono al pubblico. Che “Matrix Resurrections” fosse pedissequamente ricalcato sul Matrix del 1999 era già chiaro dalla trama, basta guardarlo per capirlo: a questo punto nel film del 1999 iniziava un inseguimento? Bisogna farlo anche nel nuovo (ma poi, davvero così nuovo?) film, nel 1999 Neo e Trinity affrontavano un elicottero sul tetto di un palazzo, rifacciamolo! Solo peggio, in maniera più svogliata della recitazione di Keanu Reeves (che non c'ha cazzi di essere di nuovo qui, però ha devoluto il 70% del suo assegno alla ricerca sulla leucemia, storia vera e sempre stima per il vecchio Keanu!) perché se da una parte prendersi gioco delle scene memorabili del film originale è parte di questo schema anarchico messo su da Lana, dall’altra è piuttosto chiaro che nella coppia, la sorellina forte a girare le scene d’azione deve essere di sicuro Lilly, perché questo film sembra girato da Lana spesso con i piedi, inutile girarci attorno.

Neo, con la sola imposizione delle mani, come il mago Oronzo, così può stare ancora più immobile del solito.

Il limite tra risultare brillanti nell’esprimere un concetto, oppure pedanti, banali e anche un po’ spocchiosi è molto sottile, le sorelle Wachowski non sono mai state in grado di capire il momento esatto in cui fermarsi, sforando spesso nel ridicolo involontario come ampiamente dimostrato nei seguiti di Matrix. Qui è la stessa cosa, quando Neil Patrick Harris smette di essere credibile diventando risibile nel suo ruolo? Quanto ha senso mostrare la nuova Zion (che qui si chiama IO, strizzando l’occhio al linguaggio informatico o al verso dell’asino, fate voi) una gigantesca città con diciotto comparse e due interni per puzza? Ma soprattutto quanto risulta imbarazzante far tornare il Merovingio a blaterare frasi contro il Faccialibro e i Social-Così, ribadendo che la parte importante della storia sono i continui bla bla bla e non i momenti d’azione (praticamente il manifesto programmatico del cinema di Lana Wachowski)? Secondo me molto velocemente, ma i miei gusti li conoscete, a me lo stile paraculo delle sorelle Wachowski ha sempre fatto pena anche quando avevano il pene, ma devo essere onesto, in questa operazione di distruzione del mito di Matrix, purtroppo si ricade nello schema binario che Lana era partita per distruggere, quindi chi amerà il film troverà la regista geniale, chi non lo apprezzerà invece bollerà tutto questo come ridicolo. Che poi è quella zona grigia di paraculaggine in cui le Wachowski da decenni sguazzano, pur promuovendo trame e messaggi che di rivoluzionario non hanno poi molto.

How I met your Matrix

Trovo che non ci fosse affatto bisogno di ribadire in modo così palese (e maldestro) quanto questo “Resurrections” sia stato ricalcato scena per scena sul film del 1999, sovrapporre Neo che attraversa nuovamente lo specchio, alla scena identica in cui faceva lo stesso nel primo capitolo per me non è segno di brillantezza, ma solo di pigrizia e di una certa pedanteria come narratrice da parte di Lana. Scherzare sul fatto che Neo non vola più smette presto di essere decostruzione del personaggio per sfociare nelle gomitate date al pubblico per solleticarlo, insomma Lana poteva sedersi al tavolo dei migliori con John, Joe e Wes ma ha preferito andare dietro la lavagna insieme a GIEI GIEI.

"Wachooooooooooooowski! Avresti dovuto distruggere GIEI GIEI non unirti a lui!"

Perché ammettiamolo, John, Joe e Wes per tutta la carriera hanno faticato a trovare i fondi per i loro film, si sono dovuti arrangiare e spesso sono stati messi ai margini da Hollywood che li considerava dei ribelli, i loro film erano per davvero una parata di dita medie del pugno sollevate e sventolate in caccia alla Mecca del cinema americano, possiamo dire lo stesso di Lana? Nella sua filmografia solo “Cloud Atlas” (la più grossa co-produzione con la Geemania, tanto da superare in classifica anche La storia infinita, storia vera) risulta essere la vera anomalia nella produzione delle sue sorelline, per tutti gli altri film (anche quelli che hanno solo supervisionato) le due sorelline hanno sempre potuto contare sulla carta bianca offerta loro dalla Warner, garantita dal fatto di essere sempre state le due cocche di Joel Silver.

Vecchi, fighi, ancora innamorati, come Robin e Marian alla ricerca del tempo perduto (per fortuna senza più occhiali da sole orribili sul naso)

Ed ora qui mi tocca inserire un grado di incertezza nel mio post, come dico sempre Padre Tempo è il più grande critico cinematografico del mondo. Questo sarà l’ultimo Matrix? Il Matrix pensato per impedire a chiunque altro di dirigere un nuovo capitolo (Joe Dante docet)? Oppure Lana ha semplicemente ripulito il tavolo da gioco per lasciare spazio ad altre registe e registi? Ma soprattutto, domani Lana prenderà altri soldini dalla Warner per un suo nuovo progetto? Questo solo Padre Tempo potrà dircelo, ma prima di parlare di “Resurrections” come del dito medio di Lana piazzato davanti al grugno di Hollywood, tenente in considerazione tutti questi elementi, vi avevo promesso un’analisi non binaria no?

Ultime due prima di chiudere giuro, sarò un lampo, la prima: visto che è tutta la vita che sento dire in giro che Fuga da Los Angeles (ma anche Gremlins 2) rientrano nella categoria binaria delle “cagate pazzesche”, spero almeno che qualcuna delle persone che in questo momento sta incensando “Resurrections”, come la vera risposta a operazioni malinconia come l’odioso (per me) Ghostbusters Legacy, abbia almeno l’onestà intellettuale di rivalutare i film di Carpenter e Dante. Anche se dei 148 minuti di “Resurrections”, più di cento stanno tranquillamente dalle parti di un Il risveglio della Forza qualunque, anche perché i tre Maestri "liberavano" i loro personaggi alla fine dei rispettivi film, Lana invece li ha riportati alla prima casella del Monopoli, quella del 1999. Prince era sempre quello più avanti di tutti.

Si Neo, sei ancora incastrato nel rivoluzionario (si fa per dire) messaggio “siate liberi e voi stessi”, bentornato nel 1999 da cui non sei mai uscito.

Ma tutta questa analisi, che ho provato a fare usando più il cervello (o presunto tale) che il cuore, devo concluderla aggiungendo una piccola critica a Lana, questa volta del tutto personale, soggettiva, quindi se volete anche completamente trascurabile, però concedetemela vi prego: Lana, ti voglio bene, però se nel tuo cast tu hai Christina Ricci, non la fai recitare per quarantadue secondi in un generico ruolo che avrei potuto ricoprire che so… Io! No eh!? Non si fa, puoi fare quello che vuoi tanto la Warner ti darà sempre fondi e carta bianca, ma questo torto a noi e a Christina Ricci no. Enne-O.

52 commenti:

  1. Piu che un dito medio,direi che la tipica operazione che combatte il cinismo delle major di Hollywood,con ulteriore cinismo da parte della regista che si rompe di essere associata solo a Matrix e quindi lo percula,peccato che sia costato parecchio,soldi che potevano essere spesi in ben altro modo! L'altra sorella molto saggiamente a semplicemente rifiutato di dirigerlo!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Almeno ora so quale delle due sorelle Wachowski è la mia preferita ;-) Cheers

      Elimina
  2. A parte tutti i discorsi meta-cinematografici e bla bla bla,solo a me questa sonnacchiosa comedy che piglia palesemente per il culo matrix(intascandosi comunque un bell'assegnone dalla Warner) e sembrata,lo strambo tentativo di voler dare a tutti i costi un lieto fine al 100% che non c'era stato in "Revolutions" con Neo e Trinity vivi e vegeti mano nella mano a fare wiiiiiiii,quasi quasi ci voleva il momento alla Titanic,con Trinity che dice la frase:"Sto volando Neo",e giu con la musichetta strappalacrime di Celine Dion!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Volano via sulle note della colonna sonora di "La storia infinita" ;-) Cheers

      Elimina
  3. Visto che hai citato il grandissimo Joe Dante,dico io e mai possibile tutto questo? voglio dire quel povero cristo di Joe meriterebbe tanto budget e tanta carta bianca,ed invece mollano la grana per finanziare i capricci di una "artista" che palesemente a finito con odiare la sua stessa creatura! Quel budget come minimo ne finanziava 4 di film di Joe Dante se non addirittura 5! Sinceramente ci caco sopra al meta-cinema se e fatto in modo svogliato,vorrei del buon cinema,vorrei una buona porzione di Dante che il linguaggio meta che lo ha padroneggiato infinitamente meglio con quel capolavoro di Gremlins 2! Invece ci tocca avere Lana scazzata che non sopporta Matrix,ma impaccata di soldoni targati Warner......contenti voi!!.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti avevo già raccontato della sua intervista, del fatto che la Blumhouse non si gioca il suo nome in prodottini destinati allo streaming (storia vera). Basta dire che ieri era il compleanno di Walter Hill, lo hanno ricordato in pochissimi. Cheers

      Elimina
  4. Gremlins 3 sono anni che minacciano di farlo,ora che poi la nostalgia ed il fan-service a toccato il suo apice in fatto di riscontro commerciale,non escluderei la possibilita' che possa arrivare! Ovviamente scontato che sara' senza Dante al timone,1 perche' Joe ha il cervello funzionante,e 2 perche alls Warner Dante non piace! Storia antica!!.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Stanno continuando a rimandare anche la serie d’animazione “Gremlins: Secrets of the Mogwai”, questo per dire di quanto “Mighty Joe” sia riuscito nella sua impresa ;-) Cheers

      Elimina
  5. Carabara, sai che sono stato il sensei - lo dico con malcelata modestia - dei Russo Bros e che quindi ho notizie di prima mano che divido volentieri con te, ma ti chiedo la solita discrezione quando ti sussurro che Reeves entrerà nello MCU non come Old Man Logan ( so che molti ci contavano ) ma nel ruolo dell'alter ego di Ted Sallis. Sarà un Man-Thing secondo il concetto di Steve Gerber. Creatura vegetale empatica che incendia chi prova paura e guardiano del Nesso tra le Realtà nella palude. Se mai un ruolo è stato scritto per un attore...
    I Russo mi hanno detto che non si occuperanno del film. Avrebbero voluto, ma Mamma Marvel e Nonna Disney stanno pensando a qualcosa che non costi come il recupero boschivo di una fettina di Amazzonia e porti a casa qualche premio nel contempo. Sospetto che l'idea sia di fare The Place nel fango ripieno di coccodrilli e senza Valerio Mastandrea. Un ritorno alle dinamiche Touchstone, ma tu mi hai sempre fatto notare che le notte sono sette. Io non ho visto l'ultimo lavoro di Lana, ma sospetto che qualcuno in Disney sì e che abbia scelto per questa ragione Keanu al posto del solito Serkis. Phoenix sta meditando se accettare il ruolo del primo Foolkiller. Ti farà piacere sapere che Ellen Brandt ( la fidanzata di Ted che lo vende allo AIM ndr ) sarà probabilmente Tina Ricci: evidentemente qualcuno nel Think Tank Disney ricorda ancora la sua sottoveste nella storia disegnata da Gray Morrow o forse il rilancio anni novanta di DeMatteis/Liam Sharp. Ti aggiornerò man mano. Ciao ciao

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Leggere di DeMatteis, Liam Sharp e Tina Ricci così, tutti ravvicinati di primo mattino è una gran gioia, sono alcuni dei miei prediletti ;-) In effetti un ruolo da santone hippie sarebbe più adatto per Keanu che ha dei precedenti vegetali, era già stato un cespuglio rotolante nel seguito del film di Spongebob (storia vera), quindi perché non Man-Thing? ;-) Cheers

      Elimina
  6. Quel 1999 è stato sempre un anno molto evocativo da quando il 13 settembre la luna schizzó fuori dalla sua orbita...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo non sono riuscito a citare anche "Spazio 1999", Lana avrebbe fatto sicuramente meglio di me ;-) Cheers

      Elimina
    2. Già, è vero, mi ero dimenticato di inserire anche il 1999 nelle varie date del "futuro(cinetelevisivo)passato".
      Mai visto nessun Matrix ma sono assolutamente d'accordo su Fuga da L.A. Tanta gente non ha capito che è la versione più grottesca e simbolica di Fuga da N.Y. Per certi versi è anche quella che ha azzeccato più "predizioni" sulla degenerazione della politica americana e internazionale.

      Elimina
    3. Non avrei saputo dirla meglio, più andiamo avanti più il futuro grottesco ipotizzato dal Maestro comincia a somigliare alla realtà. Cheers

      Elimina
  7. Carpenter, Craven e Dante non si toccano nemmeno con un dito, sia chiaro, loro sono Maestri, senza se e senza ma. Ad ogni modo "Resurrections" mi è piacuto, non mi strappo le unghie dalla felicità e non sono l'avvocato di Lana, ma ha fatto un buon film. Il racconto offre molte e per lo più riuscite chiavi di lettura, la messa in scena è buona, ma qui casca l'asino. Credo che sia il film peggiore che abbia mai fatto ed il perché è presto detto: l'azione è goffa come quella nolaniana degli esordi e questo non me lo aspettavo proprio. Certo si può criticare a torto o a ragione ogni cosa del cinema delle sorelle W. tranne che non avessero un senso incredibile per la messa in scena dell'azione e il montaggio della stessa. Qui il cambio del cast tecnico di supporto pesa. Per il resto mi è piaciuto parecchio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Concordo, evidentemente Lilly era quella specializzata nelle scene d'azione, qui l'occhio bionico Wachowskiano sembra un po' miope. Ho trovato goffo anche quel sovrapporre le "nuove" scene a quelle del film del 1999, ma non ho mai considerato le Wachowski delle narratrici molto abili, grande occhio per la regia ma sempre fin troppo didascaliche, qui Lana più che mai. Cheers

      Elimina
  8. Devo ancora vederlo. Su matrix 2 e 3 sei stato chiarissimo. Questo 4 magari fra un anno lo rivedresti??

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Onestamente sono arrivato sui titoli di coda (i soliti "Rage against the machine" che amo molto) e ho ringhiato un "vaffa" a denti stretti, quindi non posso dire che sia stata una visione gioiosa per me (storia vera). Secondo me bisogna dare tempo a Lana e vedere che piega prenderà la sua carriera, se davvero prenderà le distanze dalla Warner questo film potrebbe avere più senso. Cheers

      Elimina
  9. Cosa dicevamo, la volta scorsa?
    Che ci mancava giusto la Kamehameha.
    Detto, fatto. Peccato che non basta, cara la mia Lana.
    Ci vorrà bene altro ben riconquistare la mia fiducia, dopo che che tu e tua sorella mi avete fatto.
    Comunque lasciati dire che per un momento mi hai sorpreso, Cass. Anche se paragonare le Wacho - cose (eh, ormai mi sono evoluto pure io) a Dante, allo Zio Wes e al Maestro John...equivale a entrare in un campo minato, anche se si conta di uscirne indenni.
    Mossa azzardata, ma mi voglio fidare.
    Mi son detto "Vuoi vedere che..."
    Ma figuriamoci. Troppo bello, per essere vero. E tutto fumo negli occhi, come da tradizione.
    Dopo l'Architetto e il Merovingio, giusto l'ANALISTA ci mancava.
    E credo che il senso dell'operazione stia nelle prima quattro lettere della suddetta parola. In tutte le possibli declinazioni che vi vengono in mente.
    E stavolta non funziona nemmeno la psicologia al contrario, come faceva l'Oracolo con Neo.
    Pensa che bello: facciamo uscire un nuovo "Matrix" quando non ce n'é alcun bisogno, così la gente pensa che ce n'é bisogno! Un film che esce al momento, nel tempo e nel posto sbagliatissimi, e che per ciò arriva al momento giusto! Un'opera trova il suo senso e ragione di esistere proprio per il fatto di non avere alcuna ragione o senso di esistere! Non c'era alcuna ragione per farlo, e quindi era proprio questa ragione per farlo a tutti i costi e per forza!!
    ma non capisci? E' proprio questa la figata!!
    ...Boh?!
    In realtà credo che il motivo sia molto più semplice. Basta guardarsi intorno per capire che ne siamo sommersi fino al collo, dai.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono passati vent'anni. E c'é tutto un nuovo stuolo di allocchi da infinocc...ehm, di pubblico da accattivarsi che magari dei film precedenti ne ha soltanto sentito parlare. Più i nostalgici che magari si riesce a ripigliare pure quelli, con un pò di fortuna.
      la wachi- cosa superstite (che a questo giro ce n'é a bordo solo una, a quanto mi dici. Poi, al prossimo, chissà) ha pensato che si poteva fare il solito giochino che sta a metà strada tra il sequel ed il reboot, giusto per tenere il piede in entrambe le scarpe ed accontentare sia gli spettatori di ieri che quelli di oggi.
      Tanto, lo fanno tutti! Così fan tutte, no?
      Già. Fermo restando che io sto con Paulie, non voglio vivere nel passato, eccetera eccetera.
      Ma al di là che il più delle volte queste operazioni sono dei fallimenti...a parer mio andrebbero fatte con qualcosa che ti ha lasciato un bel ricordo.
      Tipo "Ghostbusters", o "Guerre Stellari". E pazienza se le ultime riedizioni sono state pessime, nonostante le buone premesse e intenzioni
      Ma qualcuno davvero se ne moriva così tanto di rivedere "Matrix"?
      Io avevo un entusiasmo pari a quello di chi sta per ricevere una martellata in pieno sugli zebedei. E a gambe divaricate, per giunta.
      MANCO SCANNATO, come direbbe Jake alla prospettiva di rivedere la Pinguina.
      Sul serio. Mi ha lasciato basito sentire gente che si é chiesta come hanno potuto sia Fishburne che Weaving rinunciare ai ruoli che li hanno fatti passare alla storia.
      Davvero "Matrix" lo si può considerare un classico della sci - fi alla pari di "Blade Runner", "Alien", "Predator" o "Terminator"?
      A parer mio no. Perché alla fine frulla e rifrulla materiale già introdotto da altri, e ha come unico merito di ripresentarlo in chiave ultra - patinata e stylish.
      Qui si parte dal presupposto che abbia lasciato una traccia indelebile.
      Sì, certo. Peccato che ha lasciato quelle sbagliate, soprattutto nel cinema d'azione. Che negli anni a venire se non mostravi un rallenty o non facevi vestire la gente con gli spolverini o le giacche di pelle nera e i Ray - Ban non eri nessuno.
      Il Maestro John era giunto alle medesime conclusioni con dieci anni di anticipo. Con una giacca a quadrettoni, un paio di occhialazzi scrausi da bancarella. E Roddy Piper.
      Ammetto di non essere la persona più indicata per parlarne visto che dopo l'accoppiata "Reloaded + Revolutions", dipendesse da me, avrei la fortissima tentazione di stroncarlo a prescindere.
      Se il vecchio pubblico la pensa uguale come minimo ne ha un pessimo ricordo, di "Matrix". E quello nuovo non mi pare che abbia tutta questa gran voglia di scoprirlo.
      Si vede che comunque che tra questo e i precedenti di mezzo c'é stato "John Wick". E se diamo retta agli aneddoti, tra i due vi sono ben meno che i canonici sei gradi di separazione.
      Ma ripeto...non basta. Non basta nemmeno conciarmi Neo allo stesso modo, visto che poi volano più parole e spiegoni che botte e sparatorie.
      Io passo, gente. Non ne voglio più sapere niente.
      Ottima recensione, comunque.
      Complimenti.

      Elimina
    2. Ops...giusto una cosuccia ancora, che ho saltato una riga.
      Parlando di Fishburne e di Weaving...mah, fatevi due domande, gente.
      Forse, alla luce di quel che é avvenuto dopo, i ruoli di Morpheus e di Smith non li ritengono affatto così memorabili come si pensa.
      Anzi, forse li ricordano pure con un certo imbarazzo.

      Elimina
    3. "Davvero "Matrix" lo si può considerare un classico della sci - fi alla pari di "Blade Runner", "Alien", "Predator" o "Terminator"? A parer mio no. Perché alla fine frulla e rifrulla materiale già introdotto da altri"
      Beh adesso non esageriamo. Matrix è e resterà un classico della sci-fi. Se buttiamo dalla torre tutto ciò che viene rimescolato, bruciamo hollywood.

      Elimina
    4. Non saprei, Quinto.
      Indubbiamente le note sono sette, piu' le variazioni, e gira che ti rigira sempre quelle sono.
      E conta che il primo mi era piaciuto, e pure tanto.
      Un gran bel film, sicuro. Ma non un capolavoro. E infatti lo piazzo qualche gradino sotto rispetto agli altri film che cito.
      Lo sarebbe diventato se fosse rimasto ad unicum, senza mediocri sequel a sminuirlo?
      Non ha senso farsi una domanda simile.
      Un classico sa brillare di luce propria, e puo' avere seguiti non all'altezza.
      La ragione forse deriva dal fatto che quei classici hanno creato universi a se' statiche sisono poi espanso in ogni direzione, dando vita ad una loro mitologia di riferimento ben precisa.
      "Matrix", inizialmente, fa l'opposto. Prende ingredienti derivanti da universi gia' fatto e finiti.
      Anime giapponesi, cinematografia di Hong Kong, letteratura cyberpunk.
      Getta nel calderone e mescola. E da' per scontato che tu conosca gli ingredienti, o che tu ne abbia almeno un'infarinatura.
      Poi ci hanno provato, ad espandersi e a creare una mitologia. Con risultati Pessimi. Al punto che "Matrix" al momento non ha una mitologia degna di nota alle spalle.

      Elimina
    5. Se il termine di paragone è: gli altri citati sono completamente originali, mentre Matrix rimastica, assolutamente no. Dan O'Bannon per scrivere Alien ha pescato da tutta la fantascienza precedente e sull'oeoginalita di Terminator, avrebbe qualcosa da dire un certo autore citato nei titoli di coda che fece causa a Cameron ;-) Se il termine di paragone è: hanno creato universi sensati e logici, fumetti a parte ancora devo capire perché si allenqssero gli alieni di Predator, a cacciare cosa esattamente se Swarzy era allenamento? Quindi ad occhio e croce sto con il parere di Quinto Moro. Cheers

      Elimina
  10. Grazie Cassidy per l'ottima recensione, come sempre. Io ho adorato il primo Matrix, avevo l'età giusta quando é uscito (la tua) e per me é stato penso come Guerre stellari per i diciassettenni del 1977.... penso che andrò a vederlo comunque, ben consapevole di cosa sia anche grazie alla tua recensione.
    Detto questo leggendoti mi é venuta un'idea che potrebbe liberarci per sempre di fastidiosi seguiti, reboot e remake. Si dovrebbe instaurare un comitato di salvaguardia dei capolavori cinematografici, come si fa con i monumenti storici (deformazione professionale, sono architetto, uno vero non quello barbuto di Matrix), e classificare come intoccabili certi film che hanno fatto la storia di modo che nessuno possa piu modificarli, rifarli, riadattarli, farne dei seguiti, etc.. boh potrebbe essere una bella idea.. chissà che un giorno qualcuno non ci pensi davvero....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sei sicuramente più credibile e serio di quello di Matrix, grazie capo ;-) Rilancio, io sarei per la conservazione dei capolavori, più che altro dal logorio del tempo, ad esempio ristrutturazioni ben fatte delle pellicole qui si come si fa con i palazzi e i monumenti. Mentre per il contenuto io sono proprio per dare carta bianca al creatore, pensa se Carpenter avesse potuto “distruggere” Halloween, non avremmo avuto la serie con più seguiti e reboot tutti insieme. Cheers!

      Elimina
  11. Del film nulla mi tange, ma "How I met your Matrix" è la didascalia dell'anno (e siamo solo a gennaio :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non posso che sottoscrivere: voglio proprio vederla la didascalia del 2022 che riuscirà a batterla! ^_^

      Elimina
    2. Grazie mille, confesso che avevo dieci possibili titoli per questo post (tanto da averne usati due in uno) "How I met your Matrix" era uno di quelli, ma poi avrei calato la maschera sulla mia passione per Barney e soci (storia vera). Cheers

      Elimina
    3. Grazie mille, gentilissimi ho già la prima sfida dell'anno, proverò ad alzare ancora l'asticella ;-) Cheers

      Elimina
  12. Se non l'hai ancora fatto corri a vedere the king's man, per me il migliore della saga.
    Per quanto riguarda Resurrections, io sono nel team #Capolavoro`

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sicuro lo attendevo molto anche io, ma il 2022 è iniziato da appena 11 giorni, datemi tempo ;-) Cheers

      Elimina
  13. «Lana poteva sedersi al tavolo dei migliori con John, Joe e Wes ma ha preferito andare dietro la lavagna insieme a GIEI GIEI»: credo non esista necrologio più spietato!
    Non metto bocca su Matrix, a me non è piaciuto manco il primo figurarsi se potrei tollerare il quarto, ma temo questo stile del "remake che non è un remake però è uguale al primo episodio della saga quindi è un reboot ma non chiamatelo reboot", e non vorrei che fosse la nuova frontiera del riciclo. Creare cose nuove è impossibile, che si punta solo ed esclusivamente su marchi noti perché così almeno dieci persone paganti al cinema riescono a portarcele, ma quanto durerà lo sfruttamento di vecchi titoli "rebootati" e "ributtanti"?
    Ho avuto i miei scazzi con John, Joe e Wes ma è impossibile non considerarli maestri di narrativa, e i loro "seguiti" mi ricorda di quando nel film "Great Balls of Fire" (1989) Jerry Lee Lewis viene costretto a suonare per primo, quasi uno scalda-pubblico per i musicisti che dovranno seguirlo. E lui dà fuoco al pianoforte. Forza, superate questo! Voglio vederla la faccia di chi dovesse mai fare "Fuga 3", "Gremlins 3" e "Nightmare 120" :-D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Temo che siamo davvero dentro la nuova frontiera del riciclo, il film venduto come sequel in realtà remake che però rilancia anche la saga, il regno del maledetto GIEI GIEI purtroppo. Purtroppo a tanti pubblico la malinconia piace, non critico anche io a volte mi lascio tentare, ma non capisco perché pagare per vedere al cinema lo stesso film che conosci a memoria, ma rifatto peggior.
      Esattamente il piano dato alle fiamme da Jerry Lee Lewis ottimo esempio, prova a suonarlo adesso ;-) Pensa se Carpenter avesse fatto così con “Halloween”. Cheers!

      Elimina
  14. Ero a tanto così dall'andare a vederlo in sala lo scorso weekend. Poi complici anche i tuoi post che mi hanno rievocato bruttissimi ricordi, mi sono dato due schiaffi davanti allo specchio e l'ho saltato rispettando il "fioretto" che avevo fatto. Per ora, da quanto leggo, nessun rimpianto. Lo guarderò con tutta calma e con zero aspettative tra qualche mese.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per una volta sono arrivato al momento giusto, come diceva Gandalf ;-) Cheers

      Elimina
  15. Questo film mi ispira una piccola riflessione, che sicuramente qualcuno più colto e intelligente di me si sarà già posto: a mio avviso la differenza grande tra LanaW e i citati registi, è che essendo probabilmente considerati degli outsider, se ne sbattevano allegramente di cosa pensavano gli altri (il pubblico, la critica) delle loro pellicole e portavano avanti progetti ambiziosi e coraggiosi senza problemi. Ora invece mi sembra che si voglia piacere a tutti, d'altronde come scrivi giustamente, viene urlato il concetto di inclusività... Questo dove ci porta, però? A non amare più i film... 👋

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ci può stare, ma devo spezzare un femore a favore di Lilly e Lana: hanno sempre portato avanti il loro messaggio inclusivo, certo facilone (solo in Matrix la trovata del “bacio del vero amore” è una mossa utilizzata più e più volte), però il loro voler dire a tutti, devi essere il vero te lo stanno ribadendo dal 1999. Piuttosto non riconosco a Lana questo ruolo da ribelle yeah yeah fuck the system, con i soldini sono buoni tutti. Cheers

      Elimina
  16. L'unica cosa che mi aveva un attimo emozionato dei due vecchi sequel era stato il sacrificio romantico dei due protagonisti, con la morte di lei inaspettattamente cruda.

    Ed ecco che in questo capitolo (visto solo per far contenta la moglie che poi si e’ abbioccata dopo mezz’ora mormorando “Keanu, cambia parrucchiere”) quella storia d'amore risorge" perche'... il marito "matrix"... fa una gaffe. SOLO ALLORA Trinty compie la difficile scelta tra quel tipo bellissimo che la guarda con occhioni romantici e quel marito brutto e stronzo.
    Praticamente Magda che deve scegliere tra Furio e Raoul.
    Tra l'altro la battuta mi fa pensare che almeno Verdone avevo avuto le palle di mostrare che insieme al marito Magda piantava anche li' i figli, non la vigliacchissima scelta di regia di questo Matrix di liquidare la faccenda dei figli solo tenendoli fuori dall’inquadratura. Manco il coraggio di fare una scena in cui lei rinuncia a loro e loro che spariscono. Che tra l'altro secondo me sarebbe potuta essere anche una scena bella e potente, ma no: era piu' importante buttare li' il memino ironico dell'analista.

    Anch'io per quaranta minuti c'ho quasi creduto, ma alla fine e' stata la solita paraculata ne' carne ne' pesce in puro stile Wachowski, priva per altro di cose interessati a livello di messa in scena, per finora il loro unico punto di forza.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ricordo un episodio di "G.I.Joe" in cui uno dei personaggi sconfigge a quasi da solo gli odiati Cobra, poi tornava da moglie e figli, il trucco era che di fatto, era una simulazione, una realtà pensata per far abbassare la guardia al personaggio e strappargli informazioni chiave insomma un piano dei Cobra. Il tutto per dire che quando il Joe capiva ed era costretto ad abbandonare moglie e figli, per quanto immaginari, quella scena in un cartone animato per tutti degli anni '80, resta una di quelle che ricordo più drammatiche in assoluto. Questo enorme divagare per ribadire quando io sia d'accordo. Lana ha sempre avuto a cuore i suoi personaggi, gli vuole bene, i suoi film parlano (anche) di amore, e qui cosa fa? Si riscopre generatrice di Meme a ripetizione, che spreco, soprattutto dopo quei primi 40 minuti. Cheers!

      Elimina
  17. In quanto a operazioni decostruttive, "Gremlins 2" e "Fuga da Los Angeles" sono molto meglio riuscite e divertenti, ma l'accostamento ci sta. Sorprendentemente, questo "Resurrections", pur con tutti i suoi difetti, mi ha convinto, cosa nuova visto che odio le Wachowski quasi quanto GieiGiei ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi stanno più simpatiche pur non amando i loro film, qui ho davvero creduto potesse sedersi al tavolo dei giusti. Cheers

      Elimina
  18. Spero si fermino qui, non perchè il film mi ha fatto schifo,piuttosto perchè il finale di questo lo trovo migliore del terzo.Sono contento delle risposte e di come ci lascia il film,buona cosi,tanto si sa che se chiudono Matrix ed'eliminano le nuvole nere,gli umani costruiranno le città esattamente come in Matrix,tanto vale avere l'assoluta libertà di prendere la decisione che vuoi. Non mi sono piaciuti i sostituti di Mr.Smith e Morpheus,e poi mi son mancate le grosse scene d'azione che erano il marchio di fabbrica della saga,e a proposito di quest'ultima cosa,io non sono convinto che l'altra sorella fosse migliore nelle scene action,qui il dito medio non è solo per le major e l'industria dei sequel,ma anche a tutti quelli che non hanno apprezzato le scene action dei seguiti,come a dire '' ci avete rotto perchè il kung fu lo fanno meglio in Asia ? E beccatevi i combattimenti stile Marvel,anzi guarda,ci aggiungo anche una scena post-credit cosi siete tutti contenti ''. La mia teoria è che sia tutto fatto apposta,riuscite o meno,le scene action dei seguiti puntavano a lasciarti a bocca aperta,e a me mica dispiace se c'è gente che si fa il mazzo per lasciarmi a bocca aperta. Se penso che gli attori hanno passato,tra il primo ( 4 mesi + 5 durante le ripresee) e il terzo film (8 mesi + 13 di riprese ) una marea di tempo in palestra per darci scene di lotta senza stacchi di montaggio,e come se niente fosse c'è chi non apprezza lo sforzo perchè no,''in Asia sono più atletici e veloci''... ,diciamo che capisco la frustrazione. Io stesso penso che i sequel potevano essere meglio,ma le mancanze in questo quarto capitolo sembrano fatte apposta,e la cosa non mi fa arrabbiare per niente,questo perchè le intenzioni che ci hanno messo nel secondo e terzo sono - per me che amo l'action - più che nobili,c'è l'hanno messa tutta per farci scendere la mascella,non ci sono riusciti appieno ? Ok,non mi offendo e vi ringrazio per gli anni passati in palestra.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non sono convinto, nel senso che le Wachowski come ho scritto, sguazzano da decenni in quella zona grigia di paraculaggine, per cui se fanno le scene d'azione male, comunque qualcuno gli dirà brave lo stesso. Sarà il tempo a dirci se la chiuderanno qui, io francamente lo spero ma non ci credo. Cheers

      Elimina
    2. E pensare che all'epoca (ormai quasi vent'anni fa) l'idea giusta per proseguire a trattare l'universo di "Matrix" in maniera sensata l'avevano avuta, anche se poi devono essersene dimenticate: parlo sempre di "Animatrix", ovviamente... Detto questo, un'occhiata a "Resurrections" la darò comunque, giusto per vedere se al sottoscritto il film riuscirà a dare l'impressione di funzionare oltre i quaranta minuti ;-)

      Elimina
    3. Esatto e questo non fa che confermare il fatto che alcune storie, non dovrebbero essere trasformate in sega da mille seguiti sempre più scoloriti, ma stare lì ad ispirare altre storie ;-) Cheers

      Elimina
  19. Per me la chiuderanno le Wachowski e continuerà la Warner,spero di sbagliarmi.L'unica cosa che mi piacerebbe è un Animatrix 2. Dimenticavo ma Christina Ricci ???? Dove,Quando,perchè ?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Temo anche io che finirà così. Christina Ricci si vede quattro secondi durante la riunione creativa, ci vuole l'occhio di falco per vederla. Cheers

      Elimina
  20. Allora allora allora… da dove cominciare questa tragedia… come gia detto sono un fan di Matrix, del primo Matrix diciamo.. i due seguiti potrebbero probabilmente essere fusi insieme in un solo film da 2 ore, togliendo tutte le scene imbarazzanti che hai gia ampiamente descritto nei post dedicati, e forse, dico forse se ne potrebbe ricavare un buon film.
    Come riassumere quindi questo nuovo Matrix? In una parola (anzi 2): noia e imbarazzo.

    ATTENZIONE SPOILERS:
    No davvero, i dialoghi sono noiosi, i combattimenti sono noiosi e a tratti imbarazzanti per la brutta CGI, i nuovi attori sono dei pali, tutta la prima parte é lunga e noiosa. Diciamo solo che ho preso sonno verso metà film, il che non é mai buon segno :D
    Carina l’idea che ti porta quasi a credere che i primi 3 Matrix fossero tutto un’invenzione nella testa di Thomas Anderson, il che come anche tu ben dici, poteva anche essere coraggioso, se esplorato fino in fondo. Forse l’unica idea interessante del film.
    Per il resto é tutto un « salviamo Trinity » e ha ragione Niobe quando dice: ma tu metteresti in pericolo tutta la popolazione mondiale per salvare la tua ex? Cioé nella trilogia lo scopo era salvare l’umanità e qui invece é salvare la tua ex morta, che tra l’altro era tranquillamente sposata con figli e quindi mica a Guantanamo… Ma dai non scherziamo.. la trama si regge quindi sul nulla, ed é un facciapalmo dietro l’altro. Tra attori mal scelti (il nuovo Smith… boh, un palo praticamente. Era anche meglio di lui lo Smith posseduto di Matrix 2 e 3, il che é tutto dire).
    Per non parlare di Neo, cioè come anche lui dice ad un certo punto, le macchine dovevano nasconderlo e lo mettono a lavorare in un’azienda che ha creato il videogioco di Matrix, facendogli quindi venire dubbi continui sulla finzione/realtà, ricordi continui di ciò che aveva vissuto e rendendolo iper facile da trovare, malgrado l’aspetto alterato.. Cioé gli hanno pure affibiato lo stesso nome. Ma dai cosa c’era di difficile per trovarlo? I ribelli erano al corrente che si chiamava Thomas Anderson gia dal primo film. Anche sta cazzata dell’aspetto alterato, come dovrebbe funzionare? Cioé io se ho una chiazza di senape in faccia me lo fanno tutti notare subito… nessuno che gli ha mai detto: che bel taglio di capelli nuovo o cose cosi? Mai nessun dubbio? Impossibile su…
    Condivido anche il giudizio sulle scene d’azione, gli effetti speciali, gli stacchi del montaggio. Sembra tutto fatto frettolosamente e con un budget da serie tv di Netflix (ma quelle di serie C). Ad esempio l’esplosione del tempio nell’acqua dura 1,5 secondi e forse é un bene perché é fatta davvero malissimo. Ma anche le scene d’azione tipo il finale con tutti i corpi che si buttano dalle finestre e ricoprono le automobili, tutto fatto malissimo, tutto confuso dalle coreografie al montaggio. Tra l’altro si vede proprio la CGI, il che é incredibile perché si vedeva moooolto meno nei film del 2003 e praticamente per niente il film del 1999. Piu si va avanti piu si va indietro insomma.
    Ho dimenticato tipo 300 altri momenti da facciapalmo di sicuro, ma penso che anche cosi possa bastare…

    Spezzo l’unica lancia a favore di Neil Patrick Harris, finalmente nei panni del cattivo diabolico come ha sempre sognato di essere il Barney di HIMYM… ahaha per tutto il film me lo sono visto seduto al McLaren che dice « hey guys ho avuto il ruolo del cattivo nel nuovo Matrix.. leggend - WFI - dary!!!! » seguito da una evil laugh! Lui recita benissimo ma é impossibile non ridere quando fa le parti del cattivo, cioè… é Barney… ahahah. Uno dei tanti momenti involontariamente comici del film.

    Vabbé dai come per quando ho visto l’ascella di Skywalker: l’ho visto, va bene, anche questa é fatta ma ora non parliamone mai piu. E speriamo che sia l’ultimo, ma visto come finisce ho paura, molta paura.

    Alla prossima Cassidy!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie per la tua analisi capo, per altro riflettevo su un punto: quanto suona arrogante scegliere di raccontare Matrix come un videogioco che ha cambiato la vita alle persone? Quanta umiltà Lana ;-) Cheers

      Elimina
    2. Ma assolutamente! Lana deve avere dei grossi problemi di autostima per fare questo film ora, fuori tempo massimo, e dentro al film parlare in quel modo del cosiddetto video gioco di Matrix. Io le consiglierei di andare a vedere un analista: Neil Patrick Harris andrebbe benissimo! :D

      Elimina
    3. Per fortuna ha già un analista a portata di mano ;-) Cheers

      Elimina