mercoledì 26 gennaio 2022

Mad God (2021): Phil Tippett ci odia tutti quanti (ma resta un genio)


Nel 1993 Phil Tippett era già una leggenda, parliamo di un artista considerato come il massimo esperto vivente di animazione a passo uno, che in carriera aveva lavorato alla trilogia originale di Guerre Stellari, animato l’ED-209 di Robocop e avrebbe ritrovato Verhoeven per gli aracnidi di Starship Troopers e qui mi fermo, perché l’elenco sarebbe molto più lungo.
Per riportare in vita i dinosauri Spielberg non ci pensò due volte, aveva bisogno della magia di Tippett, che si mise al lavoro su un enorme Tirannosauro alto quasi tre metri e completamente animabile in ogni suo movimento, il tutto mentre studiava come rendere il più realistiche possibili le movenze dei Raptor, ovviamente tutto un fotogramma alla volta, come si fa con la stop motion.

Ora vi racconto tutta la storia, occhio eh!

La storia la conoscete, mentre Stan Winston si occupava degli animatronici per i primi piani dei dinosauri, la rivoluzione bussava alla porta, gli animatori Mark Dippé e Steve Williams armati di una certa dose di caparbietà fecero arrivare a Spielberg la loro animazione, pochi secondi di camminata per un Tirannosauro. Spielberg in quella manciata di fotogrammi vide il futuro del cinema, si potevano ottenere quasi lo stesso risultato della stop motion con un terzo del tempo e molti meno costi, ora però bisognava dirlo a Phil Tippett.

La conversazione tra i due è leggenda, perché davanti al piano di Spielberg e al meteorite della CGI, Tippett a metà tra l’incazzato e l’abbattuto aveva come intuibile, l’umore sotto le scarpe, alla domanda di Spielberg «Come ti senti?» rispose: «Estinto» (storia vera), una scelta di parole tanto azzeccata che il regista chiese di poter usare la battuta nel film, la pronuncia Sam Neill dopo aver messo piede nel parco.

Animare a passo uno non è stressante, disse Phil Tippett, 30 anni (per realizzare il film)

Cosa ha fatto Phil Tippett da allora? Molto, anche se d’istinto vi risponderei covato rancore. Per trent’anni ha portavo avanti un suo progetto personale, rigorosamente tutto animato a passo uno, “Mad God” ha richiesto trent’anni di meticolosa fatica e cura per vedere la luce, presentato all’ultimo festival di Sitges e a Locarno, ha lasciato tutti senza parola perché non esiste niente di minimamente paragonabile a questo film. Avete presente le espressioni da cinéfili nell'era dell'Internét tipo: “fuori di testa”, “un pugno nello stomaco” e via dicendo? Bene, sono tutte da considerarsi estinte davanti al lavoro di Phil Tippett che porta la follia (e il disagio) ad un altro livello.

Tentare di interpretare la trama di “Mad God” è praticamente impossibile, il film consiste in 80 minuti di suggestioni orrifiche spesso incastrate una dentro l’altra come scatole cinesi, basta un trapano che perfora un cranio e una sonda infilata al suo interno per far cominciare una nuova porzione della storia, legata e tenuta insieme da una cornice che inizia con un anatema Biblico e termina, boh con l’apocalisse? Forse è meglio dire che termina con un'antica sinfonia per Xilofono giapponese sui titoli di coda, che mi ha messo in chiaro da dove Hans Zimmer abbia preso l'ispirazione per la sua You're so cool? In “Mad God” trovate tutto questo è molto altra follia ancora.

Facciamo luce su questo strambo film.

Si comincia con un uno scenario di guerra da cui quello che per convenzione indicheremo come il protagonista (un soldato con il volto coperto da una maschera anti gas, tipo trincea della prima guerra mondiale), si cala nelle profondità della terra portando con se un bomba per esplorare quelle che potrebbero tranquillamente essere gli Inferi, visto che tra statue orribili, teschi umani e gnomi deformi questo è giusto l’antipasto di un film che sembra voler portare in scena il disagio, se non proprio il mal di vivere.

Uno dei personaggi ricorrenti è una sorta di Jabba con la dentiera, un mostro che sembra uscito da una notte sudacchiata e tormentata dopo una cena a base di peperonata, per passare poi a giganti fritti su sedie elettriche e il ticchettio costante, per tutti gli ottanta minuti di questo film muto (gli unici “dialoghi” sono mugolii e grugniti senza senso), il costante accompagnamento sonoro sarà l’inarrestabile tick tock del tempo che scorre, mentre davanti agli occhi Phil Tippett ci regala la sua magia.

Questo Han Solo invece di tenerlo nella grafite se lo sarebbe sgranocchiato.

Si perché gli eventi, i mostri e gli orrori portati in scena saranno anche raccapriccianti, ma il talento e la cura per il dettaglio di Phil Tippett non si mette nemmeno in discussione, certo come sostiene Genius il film si sforza di portare in scena la merda in tutte le sue varianti, quindi fior fiori di animatori si sono impegnati tantissimo ad animare mostri che cagano, tanto che ad un certo punto gli escrementi che sembrano un elemento di rottura messo nel film per provocare il pubblico, ad un certo punto diventano complementi d'arredo. Tippett ci mostra un mondo fatto di orrore talmente vasto che quello che ti disturba nei primi minuti del film, un attimo dopo viene sostituito da qualcosa di ancora più fastidioso per il tuo cervello di spettatore. Non ci credo di aver appena scritto di un film dove la merda è complemento d’arrendo, ma il Dio pazzo di Tippett non ci ama, al massimo ci tormenta.
 
Quello messo su da Tippett è un quadro di Hieronymus Bosch filtrato secondo la sensibilità di un video musicale di Marilyn Manson, il risultato è un viaggio di 80 minuti all’interno della copertina di un disco Death Metal, in cui ci potrete trovare di tutto, ad esempio ad un certo punto nella carrellata in cui il protagonista (che rappresenta lo sguardo di noi spettatori) vede un minotauro impegnato a farsi sollazzare da alcune demoniache pulzelle, mi è sembrato di rivedere la scena della fellatio sotto minaccia delle armi di Deadman, ma a quel punto avevo già assistito a così tanti orrori in plastilina che probabilmente il mio radar per le citazioni potrebbe essere andato un po’ in palla.

Vi dico solo che questa è una delle scene più normali di tutto il film (storia vera)
 
Dal punto di vista visivo “Mad God” è un gioiello, oscuro e terribile certo, ma il modo in cui Tippett cura i dettagli è ammirevole, la rifrazione della luce sulle sue creazioni di plastilina o l’infinità quantità di dettagli, fa di “Mad God” un film incredibile, che non ha pari con niente che abbiate mai visto o che mi spingo a dire, potrete mai vedere per molti anni ancora. Se avete l’ardire di seguire Phil Tippett giù nella tana del bianconiglio, potreste ritrovarlo fatto arrosto su uno spiedo, io vi avviso, però difficilmente troverete così tanto disagio e maestria tutti insieme riassunti in 80 minuti così lisergici.

44 commenti:

  1. Al di la' di tutti i discorsoni che si possono fare,a me sembra il classico oggetto "artistico" realizzato da un effettista che non e' un regista,e di certo non e' uno sceneggiatore,a giudicare dalla "non trama" di questo videoclip allungato con le varie scene a caso appiccicate insieme in modo da poterlo forse etichettare come "film"! La tagline della locandina citera' anche gli elogi di quel nerd rotondeggiante a forma di Del Toro,ma Harryhausen non sono molto sicuro che avrebbe apprezzato questo "Mad God",opinione puramente soggettiva la mia!

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    1. Beh chiaro, anche perché se l’intento di Phil Tippett era quello di scalzare “Avatar” dal primo posto dei maggiori incassi nella storia del cinema, forse qui è andato leggermente fuori obbiettivo. Cheers

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  2. "Voglio trovare un seenso a questa storia,anche se questa storia un seenso non c'e' l'haa'". Recensione di "Mad God" scritta da Vasco Rossi!!.

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    1. Non ci provo nemmeno, ho preferito godermi la corsa e la discesa nell'inferno non Dantesco ma di Tippett ;-) Cheers

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  3. Phil Tippett con la sua lunga barba da eremita,scomparso dalle scene,isolato da tutto e tutti,ex depresso cronico,nelle interviste sue alla presentazione di "Mad God" che ho visionato,vedo nelle sue espressioni vuote ed apatiche,l'immagine tristissima di una persona che ha dovuto attendere 30 anni per poter completare questo suo progetto strambo,e che ora si domanda che cosa farà d'ora in poi! Mi auguro che Phil ora stia bene e sia soddisfatto con sè stesso! Lo spero!!.

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    1. Può sempre cominciare un altro progetto ;-) Cheers

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    2. magari non lungo 30 anni

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    3. Beh si, magari anche solo 25 ;-) Cheers

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  4. Ok, io i film che non vedo al cinema li guardo per la maggior parte in pausa pranzo, al computer, mentre mangio. Credo che per questo sia meglio trovare un altro momento.

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    1. Si, questo richiede un minuto di raccoglimento da scegliere molto bene, anzi 80 minuti ;-) Cheers

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  5. Madonna, mi hai fomentato.
    Gia' tra i miei film del decennio senza manco ancor aver visto il trailer.

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    1. Bene, fammi sapere la tua a che sul film poi ;-) Cheers

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  6. Grazie per la cit, bro! 🍻
    E che mer(d)aviglia di film 🥰

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  7. Carabara, ti ringrazio per aver segnalato ottanta minuti di Wes Dodds che scende nel profondo per fronteggiare i supporting characters di Ghostbusters bocciati perchè troppo inquietanti. La vecchia Vertigo è estinta - Darwin ha portato la Black Label - ed io mi commuovo per chi ricorda ancora il lavoro su Sandman Mystery Theatre di Matt Wagner/Steven Seagle/Guy Davis/AAVV. Aspetterò che Mad God atterri su qualche piattaforma e lo guarderò dopo il crepuscolo con i miei peluche dello Slaimer e del Piccolo Sandman ( che Wes aveva davvero nel fumetto ndr ). Ciao ciao

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    1. Il primo Sandman, quello più Pulp che evidentemente per Phil era anche quello giusto ;-) Cheers

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  8. Venduto, e con mucho interesse per l'articolo.

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  9. Voglio vederlo.
    ASSOLUTAMENTE.
    Il tizio nel tunnel con casco, occhialetti e maschera antigas mi fa tantissimo "Metro 2033".

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    1. Fa molto tanta roba, però merita la discesa nella follia ;-) Cheers

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  10. Fammi capire, oltre ad averlo estinto... Spielberg gli ha pure rubato la battuta??? :-D
    Agghiacciante ritrovarsi ad assistere in prima persona ad un gradino evolutivo, ritrovarsi maestri di un'arte che non esiste più. Ma almeno, con un agile e veloce lavoro di trent'anni, Tippett ha dimostrato che nessun computer potrà mai regalare anche solo un briciolo della meraviglia di un'animazione a passo uno, quando è fatta bene. Come sono tornati di moda i dinosauri, è tornerà pure la stop motion :-P

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    1. I fatti si sono svolti esattamente così, confermati dai diretti interessati (storia vera). Probabilmente si, alla fine con le mode è sempre così, fanno il giro completo ;-) Cheers

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  11. A costo di apparire noioso...niente mette piu' a disagio dei modellini animati a passo uno, quando devi dar vita a qualcosa di davvero inquietante.
    Saranno i dettagli del pupazzetto, saranno i movimenti scattosi (perche' ti fanno immaginare cosa succederebbe se il mostro ti mettesse le zampe addosso)...ma a me facevano davvero paura, da pischello.

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    1. Ancora una cosa.
      Dici benissimo, Cass, quando affermi che con la CGI si puo' QUASI ottenere lo stesso effetto.
      Appunto. Quasi.
      E' un peccato che certi artisti non abbiano piu' spazio creativo.
      Quasi un crimine, a parer mio.

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    2. Quel movimento a scatti spavento perché ormai lo abbiamo associato ai grandi mostri della nostra infanzia, dall'esercito di scheletri degli argonauti, all'ED209 fino agli occulti super sovrani dell'universo ;-) Cheers

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    3. va tutto usato in maniera creativa, anche la CGI, chi lo fa ottiene buoni risultati, chi ci si affida totalmente non troppo. Cheers

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    4. una cosa reale e filmata ha sempre un impatto più realistico della CGI, almeno finchè non ci sarà un'ulteriore evoluzione del fotorealismo.
      le superfici, il modo in cui la luce reagisce sugli oggetti e sui colori, è qualcosa che la CGI fatica ancora a restituirci. in Mad God ci sono scene tecnicamente fuori scala, il cambio di luci e ombre mentre i personaggi si muovono è qualcosa di incredibile.
      forse non sarà mai possibile replicare certi effetti in CGI, perchè la ripresa "reale" ha un che di imprevedibile: un riflesso, la resa di un colore, non possono essere controllati al 100%. la CGI esercita un controllo "finito", chiuso entro i limiti delle sue possibilità.

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    5. Quando cala la torcia nel buio, sembra una scena pensata solo per far vedere a tutti come si fa, davvero micidiale. Cheers!

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  12. Non credo di essere pronto a tutto questo

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    1. In effetti ci vuole un po' di pelo sullo stomaco. Cheers

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  13. Wow, che razza di trip. Davvero uno delle migliori dritte lette su questo blog (tra le tante).

    Poco da aggiungere alla recensione. Tippet (come si fa ad associare un film cosi' a un nome come "Phil Tippet", roba da commedia anni 80 con Martin Short o John Ritter?) crea un "penitenziagite" visivo in cui noi spettatori dobbiamo soffrire in tutti i sensi nel vedere quello che ci perdiamo e ci siamo persi. Alla fine pero' vince comunque il senso della meraviglia. Anche "narrativamente" la seconda parte mi sembra meno infernale della seconda, piu' da purgatorio, dai.

    Tra i mille riferimenti visivi che si potrebbero fare, oltre all'ovvio Lynch, mi viene da associarlo alle cose di quel genio di Jan Švankmajer: insieme a Eraserhead il suo Alice dell'89 e' l'unico lungometraggio che mi viene da paragonare a questo Mad God.
    Anzi, vista l'aria nu po' "metal", mi ha fatto pensare che riesce ad essere tutto quello che avrebbe voluto essere Begotten, se quest'ultimo non fosse stato la cosa tremendamente noiosa e a corto di idee che e'.

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    1. Grazie capo, spero di continuare a consigliarti come si deve ;-) Si decisamente, ha un tocco da purgatorio ma manca proprio il paradiso, avevo pensato anche io ad “Eraserhead”ma lanciarmi in un paragone tra quel film e questo mi avrebbe fatto esplodere il cervello credo! Cheers

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  14. In questo trentennio, Thippett aveva trovato il tempo per dire la sua anche sull'odiata CG con il cortometraggio "MutantLand" del 2010: quattro minuti di durata per quattro ore di disagio dopo averlo visto... a pensarci, credo stesse già facendo le prove generali per il futuro "Mad God" (dimostrando tra l'altro di conoscere l'uso -pur continuando ovviamente a non amarla- di quella CG che l'aveva condannato all'estinzione) ;-)

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    1. Thippett è come Carabina Quigley, non ha mai detto di non saper usare la CG, solo non sa che farsene ;-) Cheers

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    2. Citazione perfetta ;-)

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    3. Vantaggi dell'aver visto quel film mille volte ;-) Cheers

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  15. Devo dire che dopo il tuo pezzo me lo aspettavo più disturbante, o forse la mia asticella orririfica si è alzata.
    Visivamente davvero fighissimo, un gusto dell'orrido esagerato che non lascia indifferenti. Fotografia e colonna sonora mi hanno conquistato.
    Però. C'è un però. Non che mi aspettassi una storia, ma un minimo direzione in più sì. E' un'ondata di suggestioni a cui un pizzico di visione d'insieme avrebbe giovato.
    Poi non so come prendere le scene con attori in carne e ossa, che sembrano un'aggiunta finale, come se Tippett si fosse reso conto che facendo pure quelle in passo-uno avrebbe impiegato altri 10 anni e rischiava di non finirlo il suo maledetto film.

    comunque lo voglio rivedere

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    1. Penso che lo abbia fatto perché ogni tanto anche lui deve dormire povero, in ogni caso sono contento che tu abbia gradito ;-) Cheers

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  16. UN'INTERPRETAZIONE (del tutto soggettiva, dopo una più attenta seconda visione):
    Il mito della creazione attraverso l'orrore, la distruzione e l'anarchia.

    Questo film ha molto più senso di quanto non sembrasse alla prima visione.
    Mi sbagliavo: non è un caotico miscuglio di suggestioni, ma un racconto con temi leggibili nell'estetica, nei dettagli sullo sfondo, nella ripetizione di certe situazioni (per quanto criptiche).

    Temi ricorrenti: il tempo, inteso come tempo che resta prima della distruzione. Il tempo come entità su cui tutto è in bilico prima della distruzione. Il tempo sull'orologio di una bomba che possa distruggere il (dis)ordine costituito, o porre fine alle sofferenze, prima di farle ricominciare. Il tema della bomba ricorre per ben 3 volte nel film, il primo e il secondo soldato sembrano avere la missione di distruggere tutto, e il tema ritorna nel finale.
    Il tempo è visto come qualcosa che avanza finchè una bomba non cerca di mettere fine a tutto. Come ciclo infinito di guerra e sofferenze.

    Altro tema ricorrente è la guerra, con un occhio alle guerre mondiali e all'olocausto.
    Il viaggio del primo soldato, col primo tentativo di distruzione, termina presso montagne di valigie che mi hanno fatto ripensare ai mucchi di valigie degli ebrei nei film e documentari sull'olocausto.
    Il look del primo soldato richiama la Prima Guerra Mondiale.
    Le valigie ritornano anche verso il termine del viaggio del secondo soldato, in cui i richiami alla Seconda Guerra Mondiale appaiono più forti: l'abbigliamento è cambiato, ci sono motocicletta e la jeep stile anni '40, oltre alle esplosioni che richiamano i funghi atomici.

    Il concetto del soldato: il soldato è destinato a morire, forse a fallire sempre nella sua ricerca di porre fine alla guerra con un attacco finale che non basterà mai a risolvere il conflitto.
    Il primo soldato appare come un infiltrato dietro le linee nemiche, un ribelle solitario il cui fallimento appare scritto: la mappa gli si distrugge tra le mani, come a dire che il viaggio sarà certamente senza ritorno. Il suo fallimento però è solo temporaneo, perchè anche dopo la morte (l'autopsia cui assistiamo è quella del soldato, del tutto simile agli ominidi che abbiamo visto come scialba carne da macello nei primi minuti).
    Tra le viscere del soldato c'è un'eredità, un figlio. Nella sua memoria (anche dopo la morte) sopravvive l'idea della missione, con nuovi mezzi, più avanzati. Il ciclo è destinato a ripetersi, come osserva il "Mad God". Nell'autopsia sembra scavare alla ricerca delle motivazioni o della natura del soldato, e cosa ci trova? Oro e gioielli, l'ossessione per gli averi, poi più in profondità i libri, forse la conoscenza, e ancora più in fondo il seme di un'eredità, un figlio.

    La progenie del soldato ribelle diventa prima un monolito di metallo (influenze da 2001 Odissea nello spazio ben riconoscibili negli ultimi 10 minuti), poi nelle mani di un alchimista, polvere d'oro, o di stelle, che diventa forza creatrice di un altro universo. C'è un nuovo big bang, e i monoliti inseminano il pianeta in cui la vita si moltiplica riavviando il tempo, sino a una nuova civiltà (più simile alla nostra), con una nuova ribellione anarchica e di nuovo le bombe. Un circolo infinito di creazione, caos e distruzione attraverso il tempo.

    Il "Mad God" del titolo è forse quel Dio Pazzo interpretato dall'anziano umano, che scruta nella mente dell'uomo. E' forse un burattinaio, un ispiratore, colui che manda profeti o soldati distruttori nel mondo attraverso un pozzo, con una sonda che scende fin nelle più profonde miserie dell'umanità, che cerca di rinnovarsi attraverso la distruzione per ripartire. O è forse solo un agente del caos?

    E' facile lasciarsi distrarre dalle visioni horrorifiche così come dalla bellezza delle tecniche impiegate da Tippett. Ma ha un suo perchè.

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    1. Anche io mi sono convinto che sia una sorta di Genesi oscura, ma la tua analisi è molto meglio ;-) Cheers

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  17. Ciao, Cassidy.
    Francamente, il progetto mi interessa...ma non so dove guardare il film.

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