giovedì 27 gennaio 2022

Hawkeye (2021): passata la festa, gabbato l’occhio di falco


Non mi stancherò mai di ripeterlo, anche perché giova ogni volta farlo: il fumetto nasce seriale, il trucco non è venderti il fumetto che hai in mano, quello lo hai già pagato, il gioco vero è convincerti a comprare il prossimo film. Proprio per questo il fumetto di super eroi americano è spesso un’infinita telenovela capace di andare avanti per decenni, il fatto che questo modello si sia propagato al cinema e sul piccolo schermo potrà piacere o meno, ma da questo non si scappa.

Il bulldozer della Marvel prosegue senza guardare in faccia nessuno, con la marcia inserita per portare avanti il suo programma in più fasi, il pubblico risponde in massa anche su Disney+, dove fino a questo momento la Marvel ha brillato a fasi alterne, inutile tornare sulla questione, abbiamo già parlato di WandaVision, The Falcon and the Winter Soldier e di Loki diffusamente. Sotto Natale, esattamente come facevano i vecchi telefilm americani, l’MCU si è giocato la carta di una miniserie a tema, tutta dedicata al più umano degli Avengers, occhio di falco.

"É una questione di riflessi" (cit.)

In sette episodi curati da Jonathan Igla, “Hawkeye” porta avanti la storia dell’arciere di casa Marvel, prendendosi in carico anche un paio di compitini assegnati dalla scuderia, più avanti ci torniamo. Bisogna dire che quando si tratta di prodotti MCU, non veniamo mai messi di fronte ad adattamenti pagina per pagina dei fumetti, una politica che da lettore mi piace molto, non sono uno di quei fan che piangono se quello che vedono sullo schermo non è perfettamente identico al loro fumetto del cuore, anche perché ammettiamolo, non avrebbe senso portare avanti una politica di questo tipo, non è mai sensato quando si passa da un media ad un altro, ancora meno per i fumetti, visto che là fuori sono tutti profondi conoscitori dell’universo MCU, ma beccami gallina (o falco) se poi qualcuno va anche a leggersi i fumetti da cui sono tratte le storie dei loro beniamini, i fumetti vanno come minimo sfogliati, quindi vale il vecchio adagio: «Si devono usare le mani? Allora è roba da bambini!» (cit.)

Ecco perché “Hawkeye” parte come adattamento per il piccolo schermo del bellissimo ciclo di storie Vita normale di Matt Fraction e David Aja, vincitore di alcuni Eisner Award (il massimo premio del fumetto americano, dedicato a sua Maestà Will Eisner, sempre sia lodato) per poi passare a svolgere tutti i compitini per cui questa serie è stata davvero messa in cantiere.

C'è chi guarda questo musetto facendo "Ohhhh" e chi mente.

Il vero regalo forse è l’ambientazione Natalizia, il più umano degli Avengers, l’unico che non è un Super Soldato, un Dio o un miliardario (come ci ha raccontato alla perfezione Joss Whedon) rientra perfettamente nell’archetipo che mi piace tanto, l’eroe stanco e ammaccato, che per di più si impone l’obbiettivo di dover tornare a casa in tempo per festeggiare il Natale, non pretendo proprio John McClane, però se sento echi di Richard Donner e Shane Black io sono sempre contento, anche se poi a ben guardare, tanti “Marvel Zombie” Black lo odiano per aver tradito le loro sacre aspettative, ma sto andando fuori tema, torniamo alla miniserie.

Il musical sugli eventi di New York del primo “Avengers” (2012) è una soluzione agrodolce per far riflettere Clint Barton (Jeremy Renner, che si sta progressivamente trasformando in Alessandro Cattelan, forse per quello ha l’aria stanca giusta per il ruolo) sugli anni passati, salvo poi diventare una trovata buona per una scena dopo di titoli di coda, che con i prodotti Marvel lo sappiamo, non può mancare mai. Da qui in poi SPOILER, anche se ormai l’avete già vista tutti questa serie.

Volano SPOILER come... Vabbè, avete capito.

I primi due episodi di “Hawkeye” malgrado qualche lungaggine di troppo, funzionano decentemente proprio perché basati su “Vita normale” di Matt Fraction e David Aja, dove bisogna dirlo però, trovate come Pizza Dog e i mafiosi in tuta funzionavano meglio in una dimensione fumettistica, anche perché Fraction sapeva gestire il tono in equilibro tra farsa e serietà molto meglio di quanto non abbiano fatto gli autori di questa serie. Nel passaggio da carta a paginone di Disney+, a farne le spese è la nuova arrivata Kate Bishop, una ragazza snob, figlia di genitori ricchissimi che le hanno permesso di fare tutto quello che desiderava, anche allenarsi tutta la vita con arco e frecce per seguire le orme del suo eroe occhio di falco.

Kate Bishop nel fumetto è molto più arrogante, nella versione televisiva assume quell’aurea da volenterosa pasticciona che la rende un minimo più umana (e in linea con il tono da commedia dei prodotti MCU), quello che rende il personaggio così efficace e ammettiamolo, più facile da accettare nel suo chiederci di sospendere l’incredulità è proprio averla affidata ad Hailee Steinfeld, una delle più talentuose attrici giovani in circolazione che anche solo dal punto di vista estetico, sembra uscita dritta dalle tavole di David Aja.

Hailee buca lo schermo (o le vignette) a colpi di freccia.

Ma se la Kate Bishop a fumetti conquistava il pubblico perché malgrado la pochissima esperienza sul campo, era già più abile del suo “mentore”, per sottostare al tono da commedia MCU le dinamiche di coppia in questa serie sono più canoniche, quindi tocca digerire una serie di scelte che sembrano tanto un “salto dello squalo”, Kate che si mette nei guai perché distrugge il campanile della scuola con una freccia (davvero!?), oppure il fatto che se hai un giovane protagonista e ti serve un’attrice per interpretare il ruolo di sua madre, l’agente di Vera Farmiga risponde sempre alle telefonate, anche se la sua assistita poi viene sprecata in un ruolo inferiore al suo talento, ma tanto la Marvel ha soldi per affidare il ruolo dello sgherro numero dodici a Scott Adkins, quindi perché non Vera “Mamma” Farmiga?

"Un brindisi a quel genio del mio agente"

Devo essere onesto, forse per via dell’aria Natalizia evocata con forza dalla serie, le modifiche a Kate Bishop funzionano malgrado più di un passaggio pigro e forzato nelle trame, come la ragazza che va alla festa vestita guarda caso proprio come i camerieri tra cui dovrà mimetizzarsi per motivi di trama? Sul serio!? Ma posso dire di aver visto molti più momenti da “Buddy Movie” qui che in tutto The Piccion and Winter Coso, anche se poi bisogna ammetterlo, gli echi dei Richard Donner e degli Shane Black che furono, si ritrovano solo nelle selezioni di canzoni Natalizie.

Quello che ho trovato ben poco riuscito in “Hawkeye” è stato il ritmo, ho l’impressione ormai che questa serie Marvel partano sempre alla grande, per poi impantanarsi, infatti la storia di “Hawkeye” è troppo cicciona per un film da 90 minuti, ma comunque troppo lunga per una miniserie da sette episodi, che come detto, non è interessata ad adattare pagina per pagina il fumetto da cui prende ispirazione, perché di colpo mette mano alla lista delle cose da fare e comincia a svolgere i compiti imposti dalla scuderia MCU.

"Ma che fai, li punti?" "No, qualcuno ogni tanto!" (cit.)

Ecco perché con l’entrata in scena dei giocatori di ruolo e della sotto trama del costume da Ronin, “Hawkeye” si inabissa nelle sabbie mobili della comicità a tutti i costi. Fa ridere vedere lo scazzato e allenatissimo Clint Barton costretto a prendere parte ad un gioco di ruolo medioevale, si fa ridere… Due minuti, portare avanti la gag per intere puntata fa più cadere parti in doppia copia del corpo, io ve lo dico. Anche perché “Hawkeye” con il suo tono generale da cartone animato del sabato mattina (per dirla come i nostri cugini Yankee) scalpita per depennare tutti i punti della lista.

L’episodio tre serve più che altro per far entrare in scena Maya Lopez, personaggio già destinato ad avere la sua serie regolare che lo ammetto, mi interessava prima di vedere come la Marvel ha deciso da adattare uno dei migliori comprimari di Daredevil per il piccolo schermo. Maya Lopez, nata sulle pagine della serie del diavolo rosso, nel corso del ciclo di storie intitolate “Parti di un buco”, sulle splendide tavole dipinte da David Mack, una delle tante “donne fatali” della vita di quel drittone di Matt Murdock, per certi versi una sua controparte femminile, nata sordomuta ma capace di imitare alla perfezione i movimenti di chiunque, che sia suonare il piano come un professionista oppure menare come una maestra di arti marziali.

Traduco io, vi sta dicendo: andate, andate a leggere "Daredevil".

Interpretata da Alaqua Cox, oltre a rappresentare la minoranza dei nativi americani, la sua Maya ha una protesi alla gamba destra proprio come l’attrice che la interpreta, mettendo in chiaro che la ragazza potrò avere anche il doppio delle disabilità della sua controparte cartacea, ma proprio per questo risulterà ancora più tosta quando riuscirà a dare filo da torcere a tutti, ennesima conferma che i comprimari usciti dalle pagine di “Daredevil”, sono i più cazzuti di tutto l’universo Marvel. 

Traendo (vaga) ispirazione da “Parti di un buco”, è inevitabile che se Maya Lopez è in circolazione, troppo distante da lei non possa che esserci anche il suo primo datore di lavoro, quindi state pur tranquilli che non è un caso se l’episodio numero sei di questa miniserie, sia andato in onda negli Stati Uniti lo stesso giorno dell’uscita in sala di Spider-Man: No way home, dove tornava in scena anche Matt Murdock. Se non altro abbiamo potuto goderci il ritorno di Vincent D’Onofrio nei panni di Wilson “Kingpin” Fisk, con una camicia hawaiana citazione diretta al ciclo di storie “Spider-Man: affari di famiglia”, una scelta perfetta visto che Kingpin qui sembra davvero in vacanza, molto più vicino ad alcune sue incarnazioni fumettistiche, piuttosto che al tono serio e drammatico della serie Netflix in cui ha esordito, vi ho già parlato dei cartoni animati del sabato mattina vero? 

Non so se sono più impressionato dallo sforzo nelle citazioni o dal fatto che abbiano trovato una camicia hawaiana adatta alla mole di D’Onofrio.

Basta? No, perché “Hawkeye” nella sua lista di cose da fare ha anche il compito di portare avanti la trama di Yelena Belova, la Vedova Nera titolare interpretata da Florence Pugh che ha esordito nell’eternamente rimandato Black Widow. Letale, pericolosissima e dall'imbarazzante accento russo, anche meno Fiorenza, anche meno la prossima volta. La nuova Vedova dell’universo Marvel è talmente tosta che prima la vediamo in azione in una “rissa tra gatte” contro Hailee Steinfeld, coreografata così male che fa quasi tenerezza vedere due delle migliori attrici giovani in circolazione oggi ad Hollywood, far finta di menarsi una meno a suo agio dell’altra. Ma di cosa stiamo parlando esattamente poi? Yelena Belova viene “sconfitta” con un fischio (non sto scherzando) di Clint Barton che basta per rimetterla a cuccia, più che una Vedova Nera pare un labrador, ma questo passa il convento Marvel. 

"Io ho fatto Borsch, vuoi assaggiare mio Borsch? Buono mio Borsch corretto con Vodka"

Ovviamente l’accumulo di personaggi (menzione speciale per lo spadaccino Jack Duquense, interpretato dai baffi da cattivo di Tony Dalton, che sono anche il massimo della sua caratterizzazione) culmina ovviamente nella fagiolata finale tutti contro tutti, il cui vero scopo è nell’ordine: chiudere la sotto trama su Ronin (parlando il meno possibile delle vittime del personaggio dall’identità condivisa dell’universo Marvel, bello spreco!), lanciare Maya Lopez, urlare al mondo che Vincent è ancora con noi, battezzare ufficialmente Yelena come nuova Vedova e introdurre Kate Bishop. Fiuu quanta roba! 

Posso dirla fuori dai denti? Ho un blog intero per farlo quindi si, ormai mi sembra che metà dei prodotti Marvel servano ad introdurre trame future e a regalare scene dopo i titoli di coda, quello che ci sta nel mezzo, in molti casi sembra un già visto competente e a tratti divertente (come questa miniserie) ma nulla di più, in virtù del paragrafo con cui ho aperto il post mi viene da aggiungere: nulla di nuovo sul fronte Marvel. 

Questa vale per la mia fissa per le scene in metropolitana.

Da vecchio lettore di fumetto, spudoratamente innamorato anche delle storie di super eroi, vi posso garantire che i fumetti che si vanno a rileggere sono una manciata rispetto a quelli che si acquistano per assecondare questa passione che è come fumare, o fare uso di droga, con la differenza che l’unico effetto collaterale non sono i danni ai polmoni, ma mensole e armadi piedi di fumetti che raramente verranno riletti, perché il trucco è quello che vi dicevo, vendervi il prossimo numero, non quello che avete in mano, quello lo avete già pagato. 

“Hawkeye” è una cosina divertente che non inventa poi nulla di nuovo, si gioca bene l’ambientazione pre Natalizia, porta avanti tutti i personaggi e svolte il suo compito di lasciare la tavola apparecchiata per i prossimi titoli in arrivo, come la serie su Maya “Echo” Lopez e via dicendo, anche se forse una riflessione aggiuntiva è necessaria. 

Cambiano impugnatura dell’arco a seconda dell’inquadratura più ricercata, più che occhio di falco questi due dovrebbero chiamarsi ambidestro.

Visto che li stanno introducendo uno alla volta, mi sembra chiaro che un giorno vedremo anche gli “Young Avengers”, ma quello che mi sta più a cuore sottolineare è il modo in cui la Marvel si stia avvicinando al suo pubblico. In sala a vedere Spider-Man: No way home era piano di ragazze e ragazzi che se non altro anche grazie a questi film stanno vivendo l’esperienza della sala cinematografica, finché dura, scusatemi sono più cinico di Clint. Anche i protagonisti delle storie stanno diventando sempre più giovani e quindi coetanei del pubblico, Tom Holland, Florence Pugh ed ora Hailee Steinfeld, che voi siate Martin Scorsese o meno è innegabile che tutti questi prodotti sono l’iconografia, i ricordi condivisi delle prossime generazioni, ma non venite a dirmi che la “nostra roba” era tutta di qualità più alta, non lasciatevi colpire in mezzo agli occhi dalla freccia della malinconia.

36 commenti:

  1. La parte del tuo post dedicata alle mensole ripiene di fumetti polverosi mai più riletti,sarei tentato di dire che corrisponde quasi perfettamente al profilo di un "accumulatore seriale"!.Ognuno o quasi a questo mondo ha le sue personali dipendenze,la vera differenza negli oggetti accumulati,alla fine sta nelle sue dimensioni e quanto spazio occupano in casa,fortunatamente i fumetti sono piccini,per altri tipi di accumulatori servirebbe un secondo domicilio eh eh!!.

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    1. Prova a seguire più di una serie regolare, poi dimmi se finirai per leggere i vecchi fumetti o quelli nuovi in uscita. La mamma di Joe Quesada gli regalò dei fumetti per tenerlo lontano dalla droga, citando le sue parole: "Non aveva fatto altro che alimentare una dipendenza piuttosto che un'altra" (storia vera). Cheers

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    2. Una dose di fumetti e passa la paura,ma dopo ti rimane in circolo e non puoi piu' farne a meno!

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    3. Esatto! Una volta che sei dentro non puoi più smettere ;-) Cheers

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  2. Lento, lentissimo...ma non è un problema di "questa" serie. È un problema comune a tutte le serie. Dove può uscire un ottimo film di due ore, si tirano dieci puntate di fuffa.
    Superfuffa, in questo caso.

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    1. Un film da due ore per lanciare Echo, fare il punto sui personaggi e vari punti aperti? Piuttosto avrei fatto due episodi o tre in meno della miniserie. Cheers

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  3. A noi non è dispiaciuta, però personalmente mi ha appassionato meno di WandaVision o Loki, forse perché qui i "misteri" da risolvere erano più terra terra. Certamente guardabile, ma non il "capolavoro" che ho letto in giro

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    1. L'ho trovata meno di WandaVision e più di tutte le altre, ma a guardare le reazioni su "Infernet" sembra che escano uno o due capolavori ogni settimana ;-) Cheers

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  4. Concordo con te. Meno di Wanda e più delle altre. Io l'ho vista partendo con aspettative bassissime e invece l'ho trovata molto carina. Certo si poteva condensare il tutto in 4 o 5 episodi proprio esagerando.
    Ah...
    Cattelan ha già il suo sosia in Joshua Jackson😜

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    1. Ho controllato su Google, in effetti esiste il fenotipo Cattelan, ormai è chiaro ;-) Cheers

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  5. Per ora ho visto solo il primo episodio, ma visto che il fumetto ce l'ho prima di andare avanti credo che leggerò quello. Mi ha comunque colpito la riflessione finale: per i giovani d'oggi, il marvel cinematic universe sarà quello di cui parleranno con nostalgia quando avranno la mia età, lamentandosi che i prodotti moderni (moderni per loro, cioè) siano delle boiate neanche da mettere vicino ai capolavori della loro giovinezza. Il tempo passa e tutti noi rimaniamo indietro...

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    1. I primi due episodi della miniserie si rifanno al fumetto, che comunque ti consiglio caldamente perché è tra le migliori produzioni della Marvel recente. Con tutti il rispetto per i nostri classici, tra molti anni saranno questi film a venire ricordati, e non serve fare gli schifiltosi, non è vero che la nostra roba era tutta meglio, solo chi è affatto ma malinconia cronica (e negazione della realtà) potrebbe pensarlo, il mondo giro e il tempo passa per tutti, inutile tempo a sputare sui giovani d’oggi, almeno io la vedo così ;-) Cheers

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  6. Carabara, considerato che sei un True Believer o Marvel Zombie, rubo uno spazio sul tuo blog per notare che Daredevil è stato per decenni il trampolino di lancio di supereroine/anti-eroine: 1) la prima Black Widow ha condiviso la testata nei primi anni settanta 2) nei primi anni ottanta FM crea qui Elektra 3) Ann Nocenti & JRJR qualche anno dopo inventano Typhoid Mary 4) DeMatteis - forse come parodia - presenta Sir ( spoiler: una donna che detesta a tal punto la sua femminilità di sottostare ad operazioni per diventare un enorme Mastro Lindo ) 4) la band di Quesada lancia al fianco/contro il metaumano non vedente la antagonista sordomuta
    Senza contare la Dragoluna e Shanna She-Devil nelle storie di Steve Gerber ( il figlio di Shanna e Ka-zar si chiama Matthew ndr ). Murdock impegnato in una gara con i playboys Tony Stark, Logan e Conan ? mm

    Crepascolino non ama Barton che considera un loser. Non riesce a sospendere la sua incredulità abbastanza da accettare un tizio che lancia frecce contro alieni e metaumani. Nei comics quella sagomaccia di Millar ha reso la versione Ultimate very cool ibridandolo con Bulls-eye e facendone una arma letale. In un serial per piattaforma è difficile restare seri mentre si racconta di un arciere che affronta avversari armati di automatiche. Lo Spadaccino ha esordito in un vecchio numero degli Avengers armato solo di una spada che nel finale il Mandarino guarniva con gadgets. Erano anni + semplici. Confesso che sono curioso di vedere come sarà Moon Knight. Scommetterei che tu aspetti Foolkiller, Omega the Unknown, gli originali Guardiani della Galassia, Skull the Slasher, Satana ( la figlia di Satana, una succube ndr per i baristi verdi ) e magari Dakota North. Ti dico solo aspetta...ciao ciao

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    1. Posso essere un True Zombie? Sarei in linea con il nome del blog ;-) Il diavolo rosso è il mio preferito anche per le notevoli signore e signorine uscite dalla sue pagine, alcuni dei personaggi più belli, sfaccettati e riusciti mai letti in un fumetti, solo della Typhoid Mary della Nocenti ci sarebbe da scrivere per ore ;-)
      La versione “Bad-ass” di Millar secondo me è quella a cui puntava la Marvel, per fortuna Joss Whedon gli ha restituito la sua sfumatura umana, quella che non piace a Crepascolino ma rende il personaggio unico in questo panorama. Sto molto, ma molto aspettando Moon Knight anche per vedere il lavoro dei due registi (vecchi amici di questa Bara), mentre aspetto Foolkiller mi sto consolando con Hit-Monkey su Disney+, dopo due puntate è già dipendenza (storia vera). Cheers!

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  7. Recupero solo per la "piccola "del Grinta ,meno peggio del previsto (nel senso che non mi ha schifato come Falcon e Loki , ma io ho un problema con Sebastian Stan e Tommaso Hiddlestone)

    Mariya

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    1. Come dicevo un po' sotto "WandaVision" un po' sotto tutti gli altri, che fosse un'attrice piena di talento i Coen lo avevano capito prima di tutti ;-) Cheers

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  8. Pensa che senza il lato divertente, che si vede molto bene nel trailer (che solitamente non guardo ma mi è capitata la pubblicità in TV), non l'avrei presa in considerazione. Mentre l'ambientazione natalizia mi ha spinto a sbrigarmi a dicembre, altrimenti l'avrei messa in lista e guardata chissà quando.
    Ma capisco che il troppo stroppia e questo lato comico a tutti i costi stanca quanto quello tutto cupo dei film DC. 'na via de mezzo, no?

    Se fai come me e non leggi le recensioni altrui prima di aver scritto la tua per non essere influenzato, avrai saltato la mia e poi, seguendo tanti blogghi, non puoi ricordati di tutti, chi ne ha parlato e chi no, quindi te la linko in caso ti venisse voglia leggerla ora 😉
    Hawkeye (prima stagione) - la serie Marvel natalizia

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    1. Esatto faccio proprio così, purtroppo (o per fortuna) una una memoria fotografica e mi restano in testa le informazioni, quindi sto arrivando a leggerti ora ;-) Cheers

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    2. Avevo supposto bene. Io stesso se avessi letto prima te, sarei stato più critico. Invece preferisco scrivere più un giudizio di pancia. Non sono un professionista e manco ci pagano.
      Letto e risposto! Grazie per essere passato 😉

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    3. Idem, nemmeno io vengo pagato, cerco di essere il più professionale possibile ;-) Cheers

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  9. Dove si firma per una serie con protagonista D'Onofrio nei panni di Kingpin? Quella sì che la vedrei! Invece Occhio di Falqui proprio non ce la faccio, mi limito a leggerti così sono informato su quello che succede in giro ^_^
    Ah, e chiamare Vera Fermiga per una comparsata significa stuzzicare tutto il Conjuring che c'è in lei: fossi nei produttori dormirei con un occhio (di falco) aperto!

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    1. In effetti non sanno quello che rischiano con Vera! ;-) Temo solo che Vincent il meglio lo abbia già dato, non per colpa sua, lui è un talento incredibile, temo che il personaggio tosto, cupo e sfaccettato come nella prima stagione di Daredevil non lo vedremo mai più, come sta accadendo per Boba sotto l’egida Disney, spero solo di vedere D’Onofrio spessissimo invece, tutto il lavoro fatto nella serie “Daredevil” merita di non andare gettato alle ortiche. Cheers!

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  10. La vedro', fosse anche solo per Renner che e' uno dei miei attori preferiti.
    Oh, per me e' bravissimo. Anche quando viene relegato a ruoli marginali.
    E trovo che ultimamente sia parecchio sprecato, con la scusa di volerla buttare sempre sul ridere.
    Sempre in gamba, dicevo. Ma avrebbe bisogno di un pochino di materiale specifico.
    Io, personalmente, nel ruolo del nuovo James Bond ce lo vedrei benissimo.
    Ma anche in qualcosa di drammatico.
    Barton gli calza a pennello (negli Avengers DELL'MCU e' il mio preferito), spero solo che non rimanga vincolato in eterno al personaggio perche' sarebbe un peccato.

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    1. Mettici una pietra sopra, non vedremo mai uno 007 nato a Modesto in California (come George Lucas per altro), non gli è andata bene nemmeno come nuovo Jason Bourne ;-) Cheers

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    2. Che poi con Bourne per me se l'era cavata bene.
      E pure in Mission:Impossible, che in certi punti dava persino dei punti (a-ah...) al buon Tom.
      Dove lo metti metti, il suo lo fa sempre benissimo, a parer mio.
      E me lo ricordo in "The Hurt Locker" della nostra Kat Bigelow, ed era strepitoso.
      Non a caso gli hanno soffiato l'Oscar al vecchio Jimmy.
      E poi, agli esordi, aveva fatto pure "Dahmer".
      Che a interpretare il mostro di Milwaukee non era mica una passeggiata.
      Meriterebbe la grande occasione di sganciarsi dai super almeno una volta, davvero.

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    3. "The Hurt locker" resta una bomba. Ok, scelta di parole infelice. Cheers

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  11. Ma... è l'attore che ha fatto squadra con Cruise in un paio di "Mission: impossible"? Quello coi sensi di colpa per la presunta morte della moglie di Ethan?

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    1. Se non è il biondo di "Lost" potrebbe. Cheers

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  12. Ammetto che dopo i pessimi (per me) Falcon e Loki non avevo molta voglia di perdere tempo con Hawkeye. Però alla fine i trailer a metà tra l'ironico e l'action mi hanno convinto. Tutto sommato non mi è dispiaciuto nonostante un paio di episodi di troppo e un paio di sottotrame che si rivelano inutili allungamenti di brodo.

    La Steinfeld c'ha la faccia e i tempi giusti per passare da "ingenuotta" a "cecchino infallibile" in un amen e con la Pugh si sposa alla perfezione, Renner è stropicciato quanto basta e d'Onofrio è semplicemente perfetto. Diciamo che il cast (e le tette della Farmiga in abito da sera) si è guadagnato una riconferma in blocco. Per il resto, storia così così ma che tutto sommato tiene botta fino alla fine nonostante qualche ingenuità.
    Pensavo peggio...

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    1. Poteva essere molto meglio, ma è comunque molto meglio di "Loki" e il resto, non ho nulla da aggiungere, nemmeno sulla Farmiga, Bro-fist! Cheers

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  13. Ormai sono arrivato al punto che velocizzo le scene di lotta nella speranza che, durante i dialoghi, abbiano qualcosa di interessante da dire. Più che su Occhio di Falco sembrava una serie appunto sui comprimari ed è un peccato, avrei visto volentieri qualche ricordo in più tra lui e Natasha. Però sono troppo scimmiato dalla trama decennale, per cui continuerò a guardarlo almeno finché ci saranno ancora un po' dei protagonisti originali.

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    1. La "Lista di cose da fare" di questa serie prende parecchio il sopravvento. Cheers

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  14. Vista tra un pisolino e l'altro, lo ammetto, non mi ha proprio appassionata. Sono forse l'unica al mondo che si gasava solo quando facevano vedere il musical sugli Avengers? "I could do this all daaaay!"

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    1. Il musical è un adorabile stupidata, diventa malinconico solo attraverso gli occhi di Clint. Cheers

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  15. L'ambientazione natalizia e l'entusiasmo iniziale di molti stavano per fregare anche me, che poi mettici un golden retriver alla Dug, e mi convinci facile!
    Ma il mio sesto senso assieme al mio poco amore per Jeremy hanno avuto la meglio: continuo a vagare ai limiti dell'universo Marvel, quando arriverà qualcosa alla WandaVision, geniale e capace di stare in piedi da solo, forse mi avventurerò di nuovo.

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    1. I primi due o tre episodi avrebbero potuto piacerti, anche per la presenza di Pizza Dog. Poi però diventa molto radicata nell'universo Marvel, quindi penso che ti saresti annoiata, ti farò sapere dovesse arrivare un'altra WandaVision, anche perché ci spero io per primo. Cheers!

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