lunedì 20 dicembre 2021

Spider-Man - No Way Home (2021): tre è il numero magico


A mani basse, il nuovo Spider-film era uno dei titoli più attesi del 2021, tra trailer eternamente rimandati e una volta rilasciati, taroccati per nascondere il segreto di Spider-Pulcinella che ormai conoscevano tutti, questo “No Way Home” è stato un teatrino a tratti anche un pochino tragicomico che aveva fatto pizzicare il mio senso di Cassidy.

Mi conoscete, so essere solo brutalmente onesto, ero piuttosto certo che un film con Tom Holland impegnato a fare le scoregge con le ascelle per due ore, mentre intorno a lui si alternavano tutti i nomi, pescati dai vari “universi” e dai precedenti film sull'Uomo Ragno, avrebbe comunque mandato in brodo di giuggiole i fan. Insomma come direbbe MJ in questo film, aspettati un disastro e non resterai mai deluso, quindi con questo spirito nel cuore sono andato a vedere “No Way Home” al primo spettacolo (in modo da vivere sereno e al sicuro da tutta quell'ansia da “Spoiler” che sui social-cosi rasenta la follia) e devo dire che il film non è un disastro, in 148 minuti che filano via belli lisci ho riso, mi sono divertito, mi sono unito al coro spontaneo di applausi della sala (almeno tre o quattro momenti sono stati accolti così, storia vera) e più in generale sono uscito dal cinema con la voglia di camminare sulle pareti dalla gioia. Beh, poteva andarmi peggio no?

Penso che a questo punto sia anche molto complicato separare l’opera singola dall’arazzo in più capitoli di cui fa parte, Kevin Feige ha saputo tirare su una ragnatela di trame e personaggi che ha replicato al cinema la struttura stessa del fumetto di super eroi, una lunga soap opera in cui il pubblico spesso si affeziona più ai personaggi e alla storia che alla qualità generale del formato, considerando che gli ultimi capitoli di questa infinita telenovela non mi avevano propriamente esaltato, ero pronto al peggio, rassegnato a vedere l’MCU trasformato nella versione moderna di “Milagros” con super tutine. Bello essere sbugiardato in questo modo e uscire dal cinema con un sorriso da tempia a tempia.

“È uscito il nuovo film di Spider-Man!”, “Ma io non ho visto gli ultimi sei film Marv... Aaaaaaaaahhhhh!”

“Spider-Man - No Way Home” è il migliore dei tre film diretti da Jon Watts con Tom Holland come protagonista, questo non vuol dire che in alcuni momenti non sia esente da piccoli (grandi) problemi, come degli effetti speciali in certi passaggi secondari non all’altezza, oppure al fatto non di certo da poco che Watts resti un volenteroso mestierante. Sarebbe carino chiedergli come mai nel momento più drammatico del film, il regista di Cop Car fosse così interessato ad inquadrare le nuche dei suoi protagonisti, però mi rendo anche conto che alla pari del suo Bimbo-ragno è un regista che sta crescendo, qui salvato dalla ragnatela di sicurezza di una trama che poteva essere un disastro, una fastidiosa orgia di “fanservice”, mentre invece non solo riesce a dare il giusto spazio ai tantissimi personaggi, ma fornisce un arco narrativo coerente a tutti i personaggi, vecchi e nuovi che siano. A fine visione avevo parecchia roba in testa, ma un pensiero spiccava sugli altri: gli autori di Ghostbusters Legacy dovrebbero vedere “No Way Home” a ripetizione riflettendo sul casino che hanno combinato.

Regole d’ingaggio: in quanto film più atteso dell’anno da un’enorme fetta di pubblico, dirò tutto quello che devo dire subito, poi vi sparerò una gigantesca ragnatela per avvisarvi della parte del post piena di velenose anticipazioni, in modo che tutti potranno leggere in serenità, andate avanti tranquilli a leggere se vi va, ci penso io alla vostra incolumità.

Ci sarà uno sdoppiamento del post, capito? Uno sdoppiam... Ok la smetto!

La trama riprende da dove avevamo lasciato Spidey (Tommaso Olanda), ovvero con la sua identità segreta spiattellata in pubblica piazza da Mysterio, una notizia da prima pagina che in poco tempo fa diventare J. Jonah Jameson (J.K. Simmons, bentornato!) il nuovo re dei mass media mondiali. La vita di Peter Parker è finita proprio ora che lui, MJ (Zendaya) e “L’uomo sulla sedia” Ned (Jacob Batalon) sognavano di essere tutti ammessi all’M.I.T. ah per inciso! Finalmente Flash Thompson in questo film è biondo, una “trollata” come direbbero i giovani, per prendere per il naso chi si era lamentato di questo (fondamentale!) dettaglio.

L’attenzione mediatica sul ragazzo del Queens diventa senza senso, così come non è molto logico che nel momento peggiore della sua vita Peter si preoccupi della fine della storia tra sua zia May (Marisa Tomei detta Tomay) e Hap (Jon Favreau) ma vabbè, lo facciano rientrare nei piccoli difetti di un film che comunque ha sempre scelto fin da Homecoming di utilizzare la commedia come cifra stilistica, su questo lasciatemi l’icona aperta, tra poco ci torniamo.

"MEFISTO!" (questa la capiranno solo i fan di WandaVision)
Mettiamola così, Tom Holland si è creato (aprire il vocabolario alla pagina: costruito a tavolino) questa immagine da pasticcione dell’MCU, il ragazzo che Ooops! Per eccesso di entusiasmo durante le interviste spiattella le rivelazioni chiave dei film in uscita per tenere alta l’attenzione dei fan oppure che sui suoi profili social, sempre per “errore” (immaginatemi mentre disegno virgolette con le dita) carica i trailer in anteprima dei nuovi film Marvel. Insomma questa immagina da ciccio palestrato pasticcio permane anche nel personaggio che interpreta, infatti dopo una consulenza legale che lo mette momentaneamente al sicuro (non cliccate sul link se non volete anticipazioni, cliccatelo forte se non avete paura di nulla), la soluzione più sensata pensata dal nostro aracnide pasticcione è quella di consultare il Doctor Strange, un incantesimo per far dimenticare a tutti il nome dell’uomo sotto la maschera di testa di tela. Ovviamente i siparietti comici tra Tommaso Olanda e Benedicto Cumbercoso si sprecano, vi dico la mia? Io mi sono divertito, perché i dialoghi filano, gli attori sono in palla, a me questo tono da commedia piace. Di fatto la sinossi è quella della famigerata saga a fumetti “One more day”, in versione ben fatta questa volta, con la magia e il multiverso al posto di quella trovata cretina di Mefisto, anche se il trucco di far dimenticare a tutti l’identità segreta è un classico dei super eroi, in epoca recente lo ha utilizzato anche Daredevil.

“Soltanto un altro giorno”, “Non dire quelle parole, fanno incazzare i fan di Spidey più della saga del clone”

Ovviamente scherza con la magia ma non toccare il Multiverso, perché il grande casino combinato durante il lancio dell’incantesimo attira per errore verso questo mondo, tutti i personaggi che conoscono l’identità segreta di Spider-Man da tutti gli universi paralleli del Multiverso, il che in soldoni si traduce in un modo molto spiccio: da qui in poi vale tutto!
 
Se consideriamo le precedenti incarnazioni dell’Uomo Ragno al cinema come un “universo” (il concetto delle varie Terre, che nei fumetti è il pane quotidiano di qualunque Nerd), allora si può pescare il meglio da tutte le versioni del ragnetto viste negli ultimi vent’anni, a questo aggiungete che alla Marvel (quindi Disney) hanno tutti i soldi del mondo e nessuna paura di utilizzarli, quindi possono far venire giù un attore anche per pochi minuti di recitazione pagandolo bei soldi, infatti in tal senso Alfred Molina è stato il più onesto di tutti, pur garantendo grande professionalità bisogna dirlo.

Qualche arto aggiuntivo è comodo per agguantare più velocemente l’assegno.
 
Non è un caso se sulla sponda della Distinta Concorrenza, il prossimo film di Flash sta facendo parlare di se solo per il ritorno di Michael Keaton sotto il Bat-Mantello, il Multiverso è la nuova frontiera dei cinecomics, a patto di saperla utilizzare con sapienza e bisogna essere onesti, alla Marvel sono vent’anni che pur sfornando film fatti con lo stampino, prodotti con la stessa formula che manda in sala prodotti di livello medio/alto, hanno sempre avuto la massima attenzione per i personaggi. Infatti “No Way Home” non è la solita sagra del precotto con personaggi che tornano solo per dare ai fan quello che vogliono, ma è una storia costruita bene, che senza mai chiamarli così porta in scena i “Sinistri Sei” (anche se sono cinque, anche su questo più avanti ci ritorniamo), ma riesce anche a far evolvere tutti i personaggi alla perfezione, quindi arriviamo al vero motivo per cui “No Way Home” si merita tutti gli applausi che raccoglierà, fatemi chiudere quell’icona lasciata aperta lassù.
 
Con Homecoming la Marvel aveva portato in scena uno Spider-Man con un’aurea da eroe Springsteeniano, un ragazzo che finiva ad usare i suoi poteri per aiutare gli altri non per via di un dramma irrisolto, tipo dei genitori uccisi all’uscita di un cinema dove proiettavano Zorro, ma solo perché è la cosa giusta da fare. Un’idea molto fresca ed etica che poi la stessa Marvel non ha sviluppato granché con Far from home, perché ammettiamolo, fino a questo momento il Bimbo-Ragno dell’MCU era un personaggio che ha sempre dovuto sottostare alla trama del momento che la Marvel doveva portare avanti, questa versione di Peter Parker era un personaggio a cui mancava il dramma (sostituito dai toni da commedia) ma soprattutto mancava di un vero conflitto per evolvere davvero come personaggio.

A questa incarnazione di Spidey mancava dramma e conflitto, ora lo abbiamo (sotto la pioggia per di più)
 
Bene, in “No Way Home” il conflitto e il dramma arrivano per davvero, lo fanno in maniera coerente e se in tanti anni e in tante incarnazioni cinematografiche del personaggio, le parole “Da grandi poteri derivano grandi responsabilità” erano diventate anche un noioso mantra pieno di ragnatele, qui il film di Jon Watts, scritto da Chris McKenna ed Erik Sommers trova il modo di ridare forza all'etica dell’Uomo Ragno, rilanciando così alla grande lo Spidey di Tom Holland. Ci sono voluti tre film e un percorso che lo ha reso diverso da tutte le altre incarnazioni dell’Uomo Ragno viste al cinema prima di lui, ma ora questo Peter Parker è davvero diventato Spider-Man, diventa chiarissimo nell'esaltante scena finale sulle note del tema di Michael Giacchino.
 
Approfondiremo nella sezione commenti del post già lo so, ma un paragone diretto con gli altri Spider-Film devo farlo, era inevitabile che un film basato sul concetto di “Multiverso” come questo, andasse a giocare nello stesso campo di Spider-Man - Un nuovo universo, temevo che “No Way Home” ne sarebbe uscito con le ossa rotte, invece siamo fortunati perché abbiamo due bei film sull’Uomo Ragno ingarbugliato nella ragnatela degli universi paralleli, la sostanziale differenza è una: Un nuovo universo ti faceva appassionare ad un fottio di personaggi “nuovi”, tutti presentati al meglio in un unico film che poteva essere visto da chiunque, “No Way Home” invece ti fa affezionare ad altrettanti personaggi “usati” (occhio a come utilizzo questa parola) a patto di aver visto tutti i film precedenti dal 2002 in poi.

"Guarda che non si svita la testa, sono Spider-Man non Lego Spider-Man!"
 
In quasi vent’anni la Marvel ha creato quintali di iconografia che ora fanno parte della cultura popolare, ricordi condivisi per il pubblico, di fatto “No Way Home” fa per i film di Spider-Man quello che Endgame ha fatto per tutti gli altri film dell’MCU, non solo è un modo per chiudere un capitolo, per cominciarne un altro, perché nei fumetti conta sempre il prossimo numero, non quello che hai appena finito di leggere, quello te lo hanno già “venduto", per farlo il film gioca con quelle immagini e con quei personaggi che, mi dispiace zio Martino, veicolano emozioni e lo fanno anche molto bene. Ecco perché se qualche personaggio cade da un’impalcatura (per altro dalla statua della libertà, che sia un omaggio a Il mio nome è Remo Williams? In fondo anche lui era un po’ un super eroe) per buttarsi a salvarla non va lo Spider-Man più indicato, ma quello più giusto (quando vedrete la scena vi sarà chiaro) e nessuno che ha familiarità con questi personaggi, potrà dire che non sia la scelta migliore.

Di solito non finisce mai bene questo volo (“SNAP!” Cit.)
 
“No Way Home” riesce nell’impresa di non scivolare mai sulla buccia di banana del “Fanservice”, o per lo meno lo fa, ma così brevemente, in un momento di rilassatezza prima della battaglia finale, da risultare accettabile, perché se non sacrifici la storia dei tuoi personaggi sull’altare del citazionismo sfrenato, allora vuol dire che stai facendo bene il tuo lavoro, bisogna dirlo, alla Marvel si guadagnano il loro stipendio al meglio, dopo questo film sono pronto per la prossima trilogia di Spider-Man con Tommaso Olanda ed ora Bariste e Baristi, da qui in poi SPOILER da tutto il multiverso!

“Fermi! Da qui in poi non potrò più difendervi dagli Spoiler!”
 
Sorvolo sulla scena drammatica perché senza rivelare nulla ho già detto tutto quello che dovevo dire, un vero colpo al cuore necessario con cui il Ragno-Pasticcione dell’MCU paga il prezzo più alto e finalmente cresce, era dal “L’uomo Ragno” No. 185 (testi di DeMatteis e disegni di Mark Bagley) che non soffrivo così per un personaggio. La scena del ponte riporta in scena i nomi grossi e quella sequenza, la riassumerei con le immortali parole del Maestro: «esplosioni verdi, gente che entra ed esce volando», quindi direi che altro mi preme dire qualcosa sulle vecchie glorie, parto dal Doc Ock di Alfred Molina, che sarà pure tornato solo per soldi ma si conferma essere quel personaggio drammatico che era in Spider-Man 2, quasi un mentore per il protagonista, mi ha fatto molto piacere ritrovare uno dei personaggi più riusciti della storia dei cinecomics, recitato al meglio, anche per uno che si è dato del mercenario da solo.
 
Jamie Foxx deve avere un grande agente, perché il suo Electro pur non essendo mai stato un personaggio molto interessante fin dai tempi di (non tanto) Amazing Spider-Man 2, qui si prende spazio, certo si sprecano le battute per il suo precedente aspetto da Grande Puffo, ma con il giusto ritocco all’aspetto e al costume si guadagna più spazio di che so, il suo collega Rhys Ifans, che compare in un paio di primi piani, ma anche il suo Lizard risulta molto più riuscito e viscido (d’altra parte, è uno che si chiama lucertola no?) in pochi minuti qui che in tutto il primo (non tanto) Amazing.

“Alla Disney pagano meglio che alla Sony, mi sono rifatto il guardaroba, niente più Grande Puffo!”
 
Destino simile per il sempre bistrattato Thomas Haden Church, anche per lui poco più che un primo piano il resto, lo facciamo recitare alla sua versione in sabbiosa CGI, forse Sandman avrebbe meritato più spazio di Electro, ma qui è il fan(atico) in me che parla, forse anche per Flint Marko finalmente un po’ di pace dopo un destino che con lui è sempre stato cattivo, parafrasando le sue parole.
 
Il migliore per ultimo, ci ha provato la Distinta Concorrenza a riciclarlo in un ruolo pop, ma in un film che rinuncia alle maschere e mostra sempre il volto degli attori, Dafoe qui si gioca il suo “Spider-Man Goblin, no more” e si riprende il ruolo da diabolico cattivo ghignante che gli spetta, da sempre la vera nemesi di Spidey, bentornato Willem mancava un cattivo come il tuo Norman Osborn!

La singola vignetta più citata dal fumetto americano (e non solo) l’ha disegnata Romita Senior sulle pagine di “Amazing Spider-Man” numero 50.
 
Vi ero debitore di una riflessione sui “Sinistri Sei”, che in realtà sono cinque, perché appena ho capito che il gioco era pescare tutti i personaggi che fossero a conoscenza dell’identità segreta di Parker, mi sono detto: «Quindi arriverà anche James Franco!», invece nulla. La Marvel ha richiamato anche il vice bidello del liceo di Peter ma James Franco no, ormai da tempo è stato condotto alla cinta daziaria di Hollywood e non credo che lo vedremo ritornare tanto presto.
 
Due parole sulle altre vecchie glorie? Mi sembrano doverose! Ci credete che ero quasi contento di rivedere il giovane-vecchio Andrea Isidoro, l’ho apprezzato molto di più che in quei suoi due film (non tanto) Amazing, peccato che il doppiaggio abbia piallato la battuta proprio sull'aggettivo, ma in fondo quello era l’unico vero momento di “fanservice” del film quindi poco male.

Visto? Un post intero senza nessuna immagina "Spoiler", poi ditemi che non vi voglio bene.
 
Tobey Maguire non vince la sfida con il Peter Parker sugli …anta (e con dolori alla schiena) di Un nuovo universo, però rivedere lui vuol dire tornare indietro alle emozioni del primo grande Spider-Man al cinema, infatti non è un caso se la seconda scena dopo i titoli di coda (che in realtà è più che altro una clip), chiuda idealmente il cerchio con il prossimo film di Stefano Strano, perché senza il vecchio Tobey e Sam Raimi, lo stile Marvel nemmeno esisterebbe e ci sarebbe un buco di vent’anni nei cinema e nei cuori del pubblico.
 
Visto che ho citato le scene dopo i titoli di coda, la prima si ricollega a Venom - La furia di Carnage, un momento più che altro comico che sembra un anticipo del già annunciato incontro/scontro tra Marvel e Sony che pare sia già in cantiere insomma, “Spider-Man - No Way Home” è il modo migliore per chiudere un capitolo per rilanciarne altri, ancora una volta i ragazzi della grande “M” rossa mi hanno mandato a casa felice, il tre, che sia il capitolo del film o il numero di incarnazioni del personaggio è davvero il numero magico per Spidey questa volta… Excelsior!

Come al solito vi ricordo lo speciale dedicato a Spidey della Bara!

50 commenti:

  1. Carabara, come sai sono spesso nei brainstorming in cui si progettano i movies - come diceva il pubblicitario dei dodici uomini indispettiti si lancia qualcosa per la stanza e si vede come rotola -e ricordo, come fosse ieri, anche se è stato parecchio tempo fa il mio amico ed ex allievo Martin Scorsese che suggeriva " Peter Parker è figlio di un Tony Stark adolescente - quasi un Carlo Calenda dei comics - e di una teen Jessica Drew. L'incidente in cui crede di aver ottenuto i poteri è il Caso che innesca il suo Destino di eroe aracnide, l'appuntamento col suo totem. Jessica è una ragazza turbolenta. Vive sulla strada. Non sa degli esperimenti del padre sul feto che è stata. Finisce per essere la geisha assassina di Kingpin. Doc Strange invia un Tom Holland ormai adulto indietro nel tempo perchè la separi dal suo protettore ( sorta di cattivo Stick ). Tom guida un taxi per avvicinarla ( la chiama scherzando la Ragnomobile ). No spoiler, ma ti dico solo che lo showdown non aveva tanto lo stile Disney...uno dei ragazzi della Stanza delle Approvazioni ha detto a Martin che era un punto di vista interessante e che nel caso qualcuno gli avrebbe fatto sapere. Mm. Ciao ciao

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    1. Pensare che "Joker" più o meno lo hanno progettato a tavolino così, tuo ex allievo compreso ;-) In ogni caso Spider-devil Elektra Drew lo avrei gustato! Cheers

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    2. Carabara, questo tuo commento mi fa sospettare che tu abbia letto la storia "flashback" di Deadpool di Kelly/Lopresti, ma si sa che le note sono più di sei e meno di otto...

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    3. Ho adorato tutta la vecchia operazione "Flashback", peccato sia rimasta senza repliche, mi era piaciuta anche l'impaginazione fatta per le versioni italiane di quelle edizioni ;-) Cheers

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  2. Sarà anche un potentissimo stregone,ma Mr.Strange fa proprio danni come la grandine! Come direbbe il tipico professore:"Bravo,ma non si applica!",per qui Dottor Strange bocciato alla prova pratica,e rimandato di un anno alla "Scuola Di Magia e Stregoneria di Hogwarts"(sotto le note di John Williams).

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    1. Direi più che altro rimandato alla corte del vero Stregone Supremo Sam Raimi che si occuperà di fargli scontare i suoi pasticci ;-) Cheers

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    2. Da uno che di nome fa "Strano" ci si può aspettare di tutto.

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    3. Vero, anche perché con la magia di mezzo, un po' come il multiverso vale tutto, infatti non è che sia tutto chiarissimo nelle regole dell'incantesimo (anzi), ma proprio perché Peter non ci capisce nulla e Stefano Strano a tratti sembrerebbe anche meno, secondo me ci può stare. Cheers!

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  3. I fan(atici) sono una specie strana,per anni e anni si sono azzannati fra di loro nel sentenziare quale fosse il miglior Spider-Man cinematografico,chi diceva che quello di Raimi era troppo sfigato ed esageratamente fumettistico nella sua estetica(fortuna che erano appassionati dell'uomo ragno!),quello di Marc Webb troppo fighetto,quello di Jon Watts troppo bimbo,chi si lamentava dei vari villain trasposti,della loro caratterizzazzione o del loro look! Ora esce questa riunione di classe ragnesca e tutti compresi gli odiatori delle precedenti trasposizioni si esaltano e si bagnano nelle mutande manco fossero ragazzine sugli spalti di un programma della De Filippi!

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    1. Regola numero uno: mai discutere con i Fanboy ;-) Cheers

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  4. Non me ne voglia il capoccia della catena di montaggio dei marvel studios Kevin Feige,ma l'unico film dell'uomo ragno che attendo davvero è il seguito del film d'animazione "Into The Spider-Verse"! So che tu Cassidy non visioni i trailer ed ovviamente non voglio dirti nulla,io l'ho visto invece il teaser del sequel d'animazione in arrivo il prossimo ottobre,e posso dire che da solo il teaser trailer a ridotto in polvere le ossa del film di Jon Watts,anche se do per scontato che farà meno soldi del film live action!

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    1. Non l'ho visto, ma correrò a vederlo al cinema, anche perché questa volta ci sarà il mio Spidey alternativo preferito di sempre: Miquel O'Hara ;-) Cheers

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  5. E bravo il nostro amichevole Cassidy di quartiere. Bel post, ma non l'ho voluto leggere tutto per non essere spoilerato, dato che questo Spidey lo guarderò 😊

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    1. Ho distinto bene la parte con le anticipazioni perché è un argomento anche più caldo del solito, ti ringrazio aspetto il tuo parere ;-) Cheers

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  6. Povero Sam Raimi,spero proprio che lo abbiano impaccato di soldi! Strappato via dal suo habitat naturale e gettato in pasto alla macchina produttiva di Feige e soci in un macro universo narrativo condiviso per il solo fatto che Scott Derrickson si è defilato per le solite divergenze creative e quindi ai marvel studios in questo caso serviva un veterano con grande esperienza in grado di completare il film in breve tempo per non scombinare il loro calendario,altrimenti non si spiega come si siano rivolti ad un regista ingombrante e dal grande peso autoriale come il buon Sam,quando normalmente si rivolgono a registi intercambiabili che possono essere comandati a bacchetta dai dirigenti Marvel!

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    1. Ovviamente a parte James Gunn,lui è stato l'unica vera eccezzione,ma anche li quei maledetti dei fratelli russo potrebbero aver distrutto l'indipendenza della saga dei guardiani in vista del terzo film dal resto dei film marvel studios,facendo tabula rasa del legame stretto fra i guardiani facendone fuori una,e rimpiazzandola con un'altra uguale ma diversa(aarrgh!)

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    2. Stavo per citarti James Gunn ma lo hai già fatto tu ;-) Sam Raimi è l'unico che ha piegato il cinema ai fumetti (e non viceversa) poi sa portare a casa anche progetti su commissione, sono curioso e si, non sarà venuto giù per due spiccioli, ma quelli non mancano alla Casa degli assegni. Cheers

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    3. Secondo me Gunn si terrà stretto il suo spazio di manovra sui Guardiani, specialmente dopo aver azzeccato anche la Suicidio Squadra per la Distinta Concorrenza. Cheers!

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  7. Più che altro la differenza con il film "The Flash" in arrivo il prossimo novembre e che in quel caso far incontrare vari Batman rientra unicamente nel suggeto del film in questione,fortunatamente alla warner hanno deciso molto saggiamente di utilizzare il concetto di multiverso,semplicemente per consentire di poter realizzare varie versioni dei personaggi al cinema,ognuno nel proprio universo narrativo senza per forza di cose farli incontrare,dando così ai registi la possibilità di essere molto più liberi dal punto di vista creativo,non dovendo più sottostare al sistema narrativo condiviso brevettato dai marvel-studios!

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    1. Mica tanto, parlano già di infilarci dentro anche Bat-Fleck nel film di Flash (storia vera). Cheers

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    2. Si si ma infatti l'avevano già detto che ci sarebbero stati due batman! più che altro mi è parso di capire che il multiverso riguardi solo il film di flash e non un'ipotetico universo narrativo condiviso,in fondo nello stesso anno avremo il grande ritorno in solitaria di Batman per mano di Matt Reeves!

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    3. Matt Reeves andrà avanti per la sua strada, alla Nolan per capirci, almeno fino a nuovo ordine. Cheers

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    4. Anche se diciamocelo,in realtà nel film di flash la gente non gli sfrega un piffero di Barry Allen,pochetto pochetto di Bat-Fleck,tuuti sono bagnati per il ritorno di Keaton! Io avrei preferito il terzo Batman di Burton,ma così e la vita,fatta anche di delusioni,anche se lo ammetto,rivedere keaton sarà emozionante,ma davvero povero flash non ti caga nessuno,nemmeno nel tuo film ufficiale!

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    5. Infatti mi fa molto ridere il fatto che tutti attendano il film di Flash per vedere Batman, lo sanno anche alla Distinta Concorrenza che il loro velocista ha poco carisma ;-) Cheers

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    6. Un carisma che scivola via alla velocità della luce eh eh!

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  8. Ho saltato la parte con gli spoiler. Mi hai convinto, temevo che sarebbe stato esattamente quello che prometteva di essere, cioè un'ernorme carrellata di volti noti senza una trama a tenerli insieme. Fa piacere essere smentiti, almeno abbiamo un altro buon film da vedere.

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    1. Per quello abbiamo già "Ghostbusters: Legacy", per fortuna qui il tanto temuto "fanservice" è sotto i livelli di guardia. Cheers

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    2. Il fanservice c'è ma è fatto così bene da inserirsi nel racconto e tira fuori qualche gag scema ma simpatica. Gioca addirittura coi meme nati negli anni attorno alle varie saghe di Spidey, ci hanno scherzato su e funziona. E poi c'è il dramma, finalmente. Finalmente "questo" Spiderman diventa il supereroe con superproblemi che prima non era.

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    3. Esatto, ci sarebbe materiale per un post "Cosa è il Fanservice?", perché anche qui ognuno ha il suo grado di tolleranza su questa scottante materia ;-) Cheers

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    4. Vero, la soglia di tolleranza è molto soggettiva. Ci sono i film di puro fanservice e c'è chi li ama e chi li odia.
      E' un mix di elementi, a volte dipende proprio da come ti prende. In un universo parallelo c'è un altro me che ha adorato il film su Diabolik e disprezzato Ghostbusters Legacy, ma in questo universo sono più indulgente verso il secondo e inflessibile col primo. O dicasi anche del nuovo film su Resident Evil.

      Sta diventando un pò un casino aver a che fare con così tanti film che sono sequel, remake, franchise eccetera. A volte il film in sè rischia di finire in secondo piano rispetto ai paragoni col passato, o le aspettative. Alle nuove uscite "originali" questo non succede, o succede in misura assai più ridotta. Ci sono meno dietrologie.
      Immagino sia il pegno che deve pagare chi sceglie di realizzare un film di un franchise, o un semplice rifacimento o sequel. Ma è anche un pegno che dobbiamo pagare noi spettatori, sia verso film che sono prodotti da chi sta sulle uova col rischio di dover accontentare tutti, sia verso noi stessi e i nostri gusti consolidati.

      Essere cinefili sta diventando un bel casino!

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    5. Verissimo, pensa che dopo una giornata passata a sentir parlare di "Fanservice" su "Infernet" stasera mentre mi riguardavo "Ritorno al futuro parte II" mi chiedevo: e se uscisse oggi un film così? Il pubblico cosa direbbe? Forse viviamo nel 2021 alternativo di Biff ;-) Cheers

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  9. Beh, mi sento rincuorato.
    Premetto che il Bimbo-Ragno DELL'MCU non e' il mio Spider-Man, cinemtograficamente parlando.
    Il mio e' quello di Raimi.
    Pero' ho trovato bella la storia e belli i personaggi, anche se necessariamente svecchiati. Senza contare che Pete qui e' una derivazione della Civil War griffata Tony Stark, che se non lo nomina a o ogni due secondi non erano contenti.
    Insomma, ero partito con i peggiori pregiudizi, credendo di trovarmi di fronte all'ennesima operazione N (nostalgia) che ultimamente mi genera l'orticaria.
    Io sto con Paulie, eh.
    Senza contare che per cose come il multiverso trovo piu' indicata l'animazione, e Spider-Verse lo ha dimostrato.
    Pero'...poteva andar peggio considerate le premesse, no?
    Si prova ad inserire un po' di dramma, come avevano fatto da "No Way Home" in poi, in seguito a "Endgame".
    Gli interpreti sono in palla, per fortuna. Perche' do' ragione al buon Molina.
    Alla fine lo fai per soldi, che ti frega. Ma non e' un buon motivo per non fare bene il proprio lavoro.
    E qui lo fanno. E meno male, perche' molto dipendeva da loro e dalla voglia che avrebbero avuto di rivestire panni dismessi da tempo.
    Pure il gatto di marmo Garfield.
    Che non ho nulla contro di lui, in "Hacksaw Ridge" era bravissimo.
    Ma non c'entra una mazza con Spidey, tocca dirlo.
    E cosi' anche L'MCU ha il suo Spider-Verse, ora.
    Fermo restando che quello VERO...sappiamo cosa esce il prossimo Ottobre, si'?
    Scherzi a parte, faccio un grosso augurio a Lord e Miller, che li attende una prova difficilissima.
    Avranno tutti gli occhi puntati addosso, e aspettative alle stelle.
    Se non fosse che sono in gambissima...avrei un po' di strizza, al posto loro.

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    1. Pardon, intendevo dire "Far from Home", il film precedente.
      Aggiungo anche che pure io sentivo una gran puzza di "One more day", che fece danni enormi. Oltre a far dire a un mucchio di gente "OK. Ciao, eh?"
      Me compreso.
      Insomma, ero li' con gli amennicoli gia' girati di default, pronto a non farmi andare bene niente.
      Invece...hanno fatto un bel lavoro, e i lavori fatti bene vanno sempre riconosciuti. Con merito, anche.
      Bravi.

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    2. Bene, allora possiamo dire che viviamo nel migliore degli universi possibili, quello dove tutto si è risolto al meglio e ad ottobre avremmo un altro Spider-Film promettente ;-) Cheers

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  10. Vedo che siamo d'accordo con le nostre recensioni, anche per me è l'Endgame degli Spider-Man :) Ah, grandissimo il pezzo sui titoli di coda (anno 1989!), penso che me lo ricordassi solo io in sala :D

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    1. Infatti come puoi vedere ho sparato i De La Soul dritti nel titolo ;-) Cheers

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  11. Ho letteralmente DETESTATO i film con Holland (lui mi sta simpy, invece) e questo, nonostante tutto, mi ha lasciato indifferente dal trailer.
    Se però il mio amichevole Cassidy di quartiere lo promuove, allora devo dargli una chance :)

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    1. Sai quella cosetta che dicevamo mancare a questo Spidey? Evidentemente non solo noi ne sentivamo la mancanza, aspetto il tuo parere ;-) Cheers

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  12. Sinceramente trovo difficile provare per i film marvel studios e per questo in particolare un tale entusiasmo,nei confronti di un qualcosa che non e mai veramente autoconclusivo,gia confermata un'ulteriore trilogia piu i vari spin-off dedicati ai villain,non amo l'idea di un diretto derivato dell'approccio editoriale fumettistico applicato ai film,insomma l'approccio seriale al cinema all'inizio in me destava un po di curiosita,ma poi ho finito col detestare l'approccio,il brand conta piu del regista,e se mi lascio andare unicamente alle emozioni base di un fan senza piu badare alla qualita del film che guardo,tutto cio annulla lo spirito critico,anche io sono un fan,ma sinceramente sono un po affaticato dal dover stare dietro ad infiniti cicli annuali piu inoltre le varie serie tv ad esse collegate! E comunque anche i fumetti dopo un po resettano la narrazione per ricominciare da capo!

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    1. Questo è il difetto congenito della struttura stessa dei fumetti di super eroi, ci stiamo muovendo in una frontiera nuova, io credo che sia sempre necessario tenere acceso lo spirito critico, per distinguere quelli bravi dai cagnacci, ma sia anche necessario tener conto della serialità. Anche perché il cinema è sempre in evoluzione. Cheers

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  13. E' una vita che non esco da un cinema camminando in aria, anche perché è una vita che non ci entro, ma capisco la sensazione: anche il peggior film del mondo vale la pena, se poi ti fa uscire sognante dalla sala ^_^
    Detto questo, ormai sono uscito dal tunnel del cinecomics e da tempo non li seguo più, ma sono contento che attori storici abbiano avuto l'occasione di incassare un corposo assegno per il loro ritorno :-P
    Certo che però potevano richiamare pure l'attore della serie TV di Spidey degli anni Settanta! Il problema però è che non l'avrebbe riconosciuto nessuno :-D

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    1. Toh ci piazziamo anche i multi Capitan America,cosi piazziamo quello di Albert Pyun!

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    2. No no scherzo in realta vogliamo solamente vedere il giapponese "Supaidaman" con tanto di Robot mecha gigante annesso!

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    3. Io ci ho sperato di rivedere dere Nicholas Hammond, però dici bene non lla sala dove ho visto il film lo avrei riconosciuto solo io, malgrado le sue sembianze siano state da base per la serie animata degli anni '90, per molto pubblico di oggi comunque preistoria ;-) Cheers

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  14. Anch'io visto al primo giorno. Ho fatto bene a tenermi alla larga da qualsiasi articolo e dalle "analisi" dei trailer che spopolano sul tubo (che per principio trovo ridicole).
    Come al solito alla Marvel sono vecchie volpi e il trailer era tutta roba dei primi 20 minuti.
    In sala esultanza, applausi e stupore, sottoscrivo tutta la recensione, e il pensiero che questi film abbiano creato dei ricordi ed emozione condivisi, ed è una figata farne parte. Quando è apparso Tobey Maguire ha suscitato più emozione del martello di Thor.
    Bellissimo rivedere i cattivi, Willem e Molina sono due monumenti.

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    1. Totalmente d'accordo su tutta la linea, compresa la follia dell'attesa, in cui si spende più tempo, parole ed energia sui trailer che sui film finiti, che poi sono quelli che contano, i trailer finiscono giusto negli extra dei blu-ray ;-) Cheers

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  15. mamma mia. mamma mia. Che brividi. Filmone a mani bassissime, non ha deluso alcuna aspettativa... Sentire quelle parole su poteri e responsabilità sai già che è un epitaffio che hai visto millemila volte accadere ma cavolo se ha fatto male.. Dafoe in stato di grazia come sempre, tutto meraviglioso. Avrei gradito moooooooltissimo un bel magnate della moda Kingsley raccogliere quei pezzi di maschera per futuri ri-assemble pensando "però... starebbero bene color giallo oppure metallizzati oro, sull'arancione" ma non mi lamento. Che roba.

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    1. Figo eh? In effetti io ho sperato di veder spuntare James Franco in arancione, quindi diciamo che abbiamo fatto quasi la stessa pensata ;-) Cheers

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  16. Mi permetto di aggiungere alla recensione un'altra nota positiva: finalmente goblin e l'uomo ragno di menano come fabbri ricordando che entrambi hanno la superforza. Unica nota stonata: quando goblin picchia l'uomo ragno lui è giustamente tumefatto e con una costola rotta. Quando nella parte finale Peter scarica pugni sulla faccia di goblin, questo non succede. E dubito che si stesse trattenendo in quella scena

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    1. Bisogna dire che i lividi nei fumetti di super eroi spuntano solo quando bisogna mettere in chiaro che l'eroe ha affrontato una battaglia disumana, un po' come il costume a pezzi, visto che in molti passaggi questo film è fumettistico, trovo abbia una sua logica ;-) Cheers

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