giovedì 2 dicembre 2021

Scontro di titani (1981): liberate il Ray Harryhausen!

Che cosa è il cinema per voi? Cosa dovrebbe sempre essere? Lo so, la tocco pianissimo oggi, però qui la faccenda è seria e la mia risposta sta nelle parole di un uomo, un Maestro che sognavo di portare a bordo di questa Bara fin dal primo giorno del suo volo inaugurale, nessuno ha messo in fila parole che descrivano cosa mi piace del cinema, meglio di così.

«Il cinema è fatto per esprimere la fantasia piuttosto che raccontare storie normali, banali». L’autore di questa massima di vita è una divinità anzi molto di più, questa frase arriva dritta dai contenuti speciali del DVD del film di oggi, una magia firmata dal Maestro Ray Harryhausen. Se siete seduti alzatevi, se avete un cappello in testa toglietelo, se non ne avete uno correte a comprarlo solo per togliervelo, oggi siamo al cospetto di una delle massime autorità della settima arte.

Ray Harryhausen, l'ultimo Titano.

Per sua ammissione Ray Harryhausen è cresciuto ammirando i dipinti di Gustave Doré, formandosi alla scuola di Willis O'Brien, Maestro indiscusso dell’animazione a passo uno, ma in carriera il Maestro Harryhausen per decenni, prima dei computer, degli schermi verdi e della CGI era l’unico in grado di portare la magia e la meraviglia al cinema, un baluardo umanoide contro la banalità delle storie ambientate in un tinello. In carriera Harryhausen ci ha mostrato un dinosauro impegnato a distruggere New York (“Il risveglio del dinosauro” del 1953), una piovra gigante devastare il Golden Gate (“Il mostro dei mari” del 1955), ci ha portati tutti “A 30 milioni di km. dalla Terra” (1957) è a zonzo con "Il settimo viaggio di Sinbad" (1958), senza dimenticare di essere stato il primo a mostrarci una battaglia contro un esercito di scheletri armati di spade e scudi (“Gli argonauti” del 1963).

Il tutto piegato al tavolo di lavoro, animando un fotogramma alla volta le sue incredibili creature modellate con cura e dedizione, un lavoro di artigianato lungo, infinitamente lungo, che richiedeva la pazienza di un amanuense e dosi abbondanti di talento, anche se capisco come mai i The Hoosiers dicevano di essere preoccupati per lui.

Ditemi quello che volete, per me questa è la vera magia.

Ray Harryhausen si è sempre dichiarato più interessato al passato e alle storie della mitologia, piuttosto che al futuro che anche per essere rappresentato al cinema, richiedeva forme più minimali, stilizzate e pulite, come quelle delle astronavi. Per certi versi un’affermazione in linea con il suo lavoro di animatore, un mestiere quasi antico che andava sotto braccio con un soggetto come quello di “Scontro di titani”, la sceneggiatura scritta da Beverley Cross piacque subito a tutti, a partire dal Maestro Harryhausen, impegnato oltre che per gli effetti speciali, anche come produttore del film, che prima di arrivare a vedere il buio della sala, venne scartato da varie case di produzione, la Columbia Pictures lo reputò troppo costoso, quindi l’altro produttore del film, Charles H. Schneer, cercò di coinvolgere la Orion Pictures, perché il piano originale sarebbe stato affidare il ruolo di Perseo ai muscoli di Arnold Schwarzenegger, che però rifiutò, troppe battute per il suo inglese, meglio puntare sui grugniti e le frasi lapidarie del Cimmero (storia vera).

L'uomo che odia la tabellina del sei (questa caSSata la capirete più avanti nel corso del post)

Dopo un paio di tagli su qualche ammazzamento particolarmente cruento e una scena di nudo sforbiciata, la Metro-Goldwyn-Mayer decise di finanziare il progetto con quindici milioni di fogli verdi con sopra facce di Dei Greci ex presidenti defunti, tutti ben ripagati visto che “Scontro di titani” sarebbe diventato uno dei migliori incassi del 1981, piazzandosi undicesimo negli Stati Uniti con i suoi 42 milioni di bigliettoni portati a casa.

Con la regia affidata a Desmond Davis, il film venne girato in lungo e in largo, tra la Cornovaglia (la produzione dovette attendere una giornata di mare particolarmente grosso, per girare la prima scena, quella della Bara non volante, ma gettata nell’oceano) e il deserto Spagnolo, scelto perché Schneer e Harryhausen volevano qualcosa di più esotico della solita sabbia del Nevada dove erano già stati girati tanti Western. Proprio per questo la produzione sbarcó anche in uno strambo Paese a forma di scarpa, diverse aree del Cilento, il tratto costiero di Palinuro e le rovine dei templi di Paestum, fanno da sfondo alla trama e soprattutto alle magie del Maestro Harryhausen.

Santo Harryhausen! (cit.)

Si perché parliamoci chiaro, “Sconto di titani” si prende parecchie libertà creative rispetto alla mitologia alla quale si ispira, l’elenco sarebbe lungo, ma giusto per fare qualche esempio, la storia di re Acrisio (Donald Houston) qui risulta differente, a donare le armi (tranne i sandali volanti che nel film non compaiono) era stato Ermes e non Zeus come vediamo qui, anche perché Zeus dopo la parte divertente (il concepimento) tendeva ad ignorare figli e figliastri. Fino ad arrivare a differenze anche grandi: Pegaso era il cavallo di Bellerofonte non di Perseo, il cane a tre teste Cerbero, qui di capocce ne ha solo due (per le limitazioni dovute agli effetti speciali del tempo) e risponde al nome di Dioskilos, che sembra una di quelle parole che si urlando quando si sbatte il piede contro il mobile troppo forte. Lo stesso Kraken in originale non solo aveva un aspetto diverso ma si chiamava Cetus, però ogni modifica è stata fatta sempre pensando al risultato finale sul grande schermo, per questo il film pur tradendo la mitologia, ha saputo farsi apprezzare anche dagli studiosi, perché di questo si tratta, cinema allo stato puro, volete mettere come suona meglio sentire Zeus (per altro impersonato da una divinità come Laurence Olivier) tuonare la frase di culto: «Liberate il Kraken!» invece che la ben più modesta «Liberate Cetus!» che sembra il nome del chiwawa di casa, eddai su, non c’è storia!

Proprio per la sua capacità di imprimersi nella memoria di una generazione, per il suo essere così orgogliosamente retrò e analogico, ma soprattutto per essere stata l’ultima delle grandi magie di un titano del cinema come il Maestro Ray Harryhausen, io sono orgoglioso di avere finalmente questo film nell’Olimpo dei Classidy!

“Scontro di titani” inizia con la tormentata infanzia del neonato Perseo, un bambino afflitto da sfiga atavica, non solo perché per tutta la vita chiunque, sarebbe finito per tormentarlo chiedendogli «Sei Perseo? Trentaseo! AHAHAHA», vecchia, ma fa sempre ridere tutti. Tranne Perseo, ma soprattutto perché nella prima scena con sua madre si salva per miracolo dalla vendetta purificatrice di re Acrisio, che con le sue azioni, scatena la collera degli Dei, che a ben guardali sono divinità per davvero, visto che la fugace occhiata al Patheon, tutto sbrilluccicante e pieno di luci intermittenti all'limite della crisi epilettica, raduna alcuni dei più colossali nomi della storia del cinema, tutti insieme nella stessa scena.

"Liberate il Kraken Cassidy!"

Sul trono siede Zeus, interpretato da un già ammalato ma ancora scatenato Laurence Olivier, suo figlio Poseidone, che in un tripudio di capelli svolazzanti nel vento e fondali da acquario, per simulare la condizione naturale del Dio dei mari (una roba che anticipa gli strambi capelli di Aquaman di quasi quarant'anni dopo) troviamo Jack Gwillim, che con la furia delle acque rade al suolo Argo, giusto perché questo film non si fa mancare proprio niente, nemmeno una città devastata come nei migliori “Disaster movie”.

Era è interpretata da Claire Bloom, mentre un ruolo fondamentale, quello di Teti è affidato a colei che sarà sempre l’eterna grande vecchia del cinema (anche quando era giovane come qui) ovvero la leggendaria Maggie Smith. Ruolo chiave per Ursula Andress, la celebre Bond Girl qui non fa nulla ma lo fa benissimo, anche perché proprio lei, che usciva dalle acque in “Agente 007 - Licenza di uccidere” (1962) non poteva che interpretare Afrodite, anche se nel film è finita anche per un’altra ragione, diciamo di cuore, visto che in quel periodo l’attrice aveva una storia con il protagonista del film Harry Hamlin, seconda scelta dopo il rifiuto di Schwarzenegger, basta dire che nel 1980 nacque Dimitri, il figlio della coppia dei due “belli belli in modo assurdo” (cit.) che finirono per divorziare nel 1983, così abbiamo fatto felici anche gli appassionati di pettegolezzi.

Un Olimpo di divinità cinematografiche tutte insieme.

Come si sa le divinità greche sono spesso guidate dalle loro passioni e i loro tormenti, Teti gelosa dell’occhio benevolo con cui Zeus continua a proteggere Perseo e sua madre Dana, non è certo felice del fatto che suo figlio Calibos sia stato tramutato dal CEO dell’Olimpo in un orribile satiro, per vabbè robetta, aver fatto razzia tra gli ultimi cavalli alati, una ragazzata secondo “cuore di mamma” Teti, che giura vendetta contro il prediletto di Zeus ovvero Perseo (Trentaseo!), il tutto mentre il Maestro Harryhausen fa la prima delle sue magie cinematografiche, la statuetta di creta di Calibos si trasforma nell'orrido mostro, le cui sembianze resteranno celate per diversi minuti, in modo da far lavorare la nostra fantasia di spettatori creando l’attesa.

Voi lo facevate questo con il Didò? Harryhausen si!

Teti, che da quanto ho capito è la Dea protettrice degli Stalker, si accanisce contro Perseo teletrasportandolo nemmeno fosse lo Scotty di Star Trek nell'Anfiteatro della città di Giaffa, qui comincia il cammino dell’eroe di Perseo, la sua formazione, infatti non credo sia un caso che ad aiutarlo, il suo mentore sia Ammon, interpretato da uno dei pochi attori americani del film, scelto oltre che per il suo talento proprio per non far sembrare “Scontro di Titani” una produzione britannica, parlo del grande Burgess Meredith, il Mickey di Rocky che qui ricopre quasi lo stesso identico ruolo anche per Perseo.

"Devi mangiare saette e cacare fulmini di Zeus! Ti dovranno fermare coi lacrimogeni" (quasi-cit.)

Ma per essere un vero eroe, Perseo ha bisogno anche di qualche gadget strafigo ed è qui che ancora una volta Zeus ci mette lo zampino, fornendo al giovane elmo e scudo magici, quelli che un giorno gli salveranno la vita, come racconta proprio il patriarca dell’Olimpo a Perseo, comunicando con lui attraverso lo scudo, che di fatto è una sorta di Skype, con l’aggiunta di poter parare anche i colpi di spada. Ma un cavaliere può essere tale senza un cavallo? Per contrastare lo spaventoso avvoltoio gigante di Calibos, Perseo ha bisogno al suo fianco di qualcuno dotato di ali, l’ultimo dei cavalli alati, uno con il dente avvelenato con Calibos per aver fatto fuori tutti i suoi simili, mi riferisco a Pegaso e ve lo dico subito, la scena in cui Perseo cerca di domarlo senza farsi disarcionare, sembra dire alla famiglia Dutton di Yellowstone: MUTI!

In un mondo in cui tutti competono / Tu non cavalcare, monta la sella di Pegaso (cit.)

Il cammino dell’eroe di Perseo può dirsi completo solo con una damigella in pericolo da salvare, quel vecchio laido schifoso di Calibos ha rapito la bellissima principessa Andromeda (Judi Bowker), quindi armato di tutto punto Perseo è pronto ad affrontare il boss finale (e solo ora ho capito perché si chiama Cali-Boss) dritto nella sua palude molto meno accogliente di quella di Shrek, anche perché il mostruoso Calibos resta una delle creazioni più iconografiche mai generate dal talento del Maestro Harryhausen, in un’ipotetica classifica di grandi mostri cinematografici, “Scontro di Titani” ha offerto parecchio materiale per quella classifica immaginaria.

Vogliamo parlare di Bubu? Metà droide di Guerre Stellari e metà Anacleto.

Vissero tutti felici e contenti? Non ancora perché la vendicativa Teti, con lo zampino della perpetua Cassiopea, che come la signora Gina del terzo piano ha la lingua troppo lunga e non riesce a farsi gli affaracci suoi, prima di capitolare lancia il suo ultimo anatema contro Perseo Trentaseo. Pur di non vederlo felice con l’amata Andromeda, comanda che la principessa venga data in pasto al Kraken a trenta giorni da ora, insomma Perseo come Orietta Berti ha risolto un bel problema, ma ora gliene restano mille, anzi uno che però vale per mille.

Ricordate il monologo di Denzel Washington in “Il sapore della vittoria”? Film del 2000 che in originale si chiamata “Remember the Titans”? No? Vi rinfresco la memoria io sulla parte che più ci interessa in questo momento: «Nella mitologia greca i Titani erano superiori agli stessi Dei. Dominavano l'universo con potere assoluto». Quindi mettetevi nei panni sandalati di Perseo, non solo avete metà del Pantheon contro di voi, ma ora dovete affrontare il Kraken, una creatura che persino gli Dei temono, come si può battere un Titano? Come suggeriranno al protagonista le inquietanti sorelle Forcidi, tre streghe che ricordano le tre parche (che non sono Grazia, Graziella e Grazie al… Sono altre tre!) e che offrono la soluzione al ragazzo: per sconfiggere un Titano te ne serve un altro: un Titano contro un Titano.

Quando iniziano ad urlare "Un Titano contro un Titano" mi esalto come se non lo avessi mai visto questo film (storia vera)

Perseo quindi paga il traghettatore con le sembianze della morte stessa (in una scena che da bambino m’inchiodava allo schermo e che ha fatto prendere appunti a Guillermo del Toro) tutto per raggiungere l’isola della morte, affrontare il cane a due teste Pucci Dioskilos per poi regalarci un’altra scena madre in un film che potrebbe donarne qualcuna ai film più bisognosi: lo scontro con Medusa.

Ricordate cosa dicevo dei mostri grossi e bellissimi usciti da questo film per diventare parte della cultura popolare, per certi versi Medusa potrebbe essere il capolavoro di Ray Harryhausen, per prima cosa ci viene ben spiegato che lo sguardo diretto del Titano potrebbe trasformarci tutti in pietra, ma gustatevi i dettagli, come i segni di artigli sulle colonne ad esempio, una cura maniacale per i dettagli. Quella che segue è una scena tesissima, un combattimento in cui Perseo e allo stesso modo noi spettatori al sicuro sulle nostra poltrone ma in prima fila con l’eroe che ci ricorda la tabellina del sei, cerchiamo di non incrociare lo sguardo del mostro, sapete in quale altro film – guarda caso proprio del 1981 – mi capitava da bambino di guardare la scena parandomi gli occhi nemmeno ci fosse stato troppo sole? Il finale di I predatori dell’Arca perduta, state pur tranquilli che non è un caso, perché idealmente anche Steven Spielberg è uno di quelli cresciuto con le magie cinematografiche del Maestro Harryhausen.

Lo scontro con Medusa rende onore ad un film che si intitola “Scontro di Titani” e rivedendolo oggi, per festeggiare i suoi primi quarant’anni, ho capito ancora una volta perché lo amavo così tanto da bambino, questo è grande cinema, anzi è la materia stessa di cui il cinema dovrebbe sempre essere fatto, ovvero la fantasia e dosi abbondanti di talento. “Scontro di Titani” tutto sembra ma non un film del 1981, nel confronto diretto con Raiders, al massimo sempre un film dell’81 sì, ma Avanti Cristo e lo dico nel senso più positivo del termine, perché l’animazione a passo uno lo rende antico come un mito Greco, quasi leggendario per certi versi, proprio come il finale del film.

Pietrifico i vostri visi in gita da primo liceo / Sono medusa di Merisi mi manda Perseo (cit.)

L’entrata in scena del Kraken sarà invecchiata quanto volete ma proprio grazie alla maestria di Ray Harryhausen e alla capacità del film di sospendere l’incredulità, farà per sempre di “Scontro di Titani” un classico dell’avventura, perfetto per iniziare chiunque ai miti Greci ma soprattutto puro cinema, a metà tra i nostrani "Sandaloni" e un fantasy. Nel momento esatto in cui smetti di vedere un modellino in plastilina animato un fotogramma alla volta, ma vedi un Titano che sorge dagli abissi dell’oceano e che può essere fermato solo dalla capoccia mozzata di un altro Titano, gente questo è quello che io vorrei sempre vedere al cinema. Quindi ecco la mia risposta, che cosa è il cinema per me? Al suo meglio, quello che sapeva fare il Maestro Ray Harryhausen.

Signore, signori: il cinema al suo meglio, i mostri grossi!

Visto che me lo chiederete ve lo dico subito, esiste un remake di questo film uscito nel 2010 e intitolato “Scontro tra Titani”, in due parole vi do il mio parere in merito: fa schifo. Ecco fatto, due parole, al massimo concederò altro nei commenti ma sono più interessato a rendere omaggio al vero “Scontro di Titani”, l’unico che merita ancora di essere visto e rivisto anche dopo quarant'anni dalla sua uscita.

L’elenco dei registi e degli artisti che sono stati influenzati dal lavoro e dal talento del Maestro Ray Harryhausen è lungo e ben nutrito, parlo di nomi come Tim Burton, Sam Raimi, Guillermo del Toro oppure il geniale Dennis Muren, ma sempre pescando dall’intervista al Maestro presente nei contenuti speciali del DVD, nel corso degli anni a rendere omaggio alla sua porta si sono avvicendati nomi come Steven Spielberg, George Lucas e “Mister Cameron”, come lo chiama lo stesso Harryhausen, perché gli altri sono Steven e George ma Jimmy è “Mister Cameron”, tra tutte le divinità che hanno reso omaggio, qualcuno è più divino degli altri e persino Sua Maestà lo sapeva.

Quindi ricordate le parole di Coach Denzel, i Titani erano superiori anche agli Dei e per me è un vero onore rendere omaggio al più titanico talento che la settima arte abbia mai visto, grazie di tutto Maestro Harryhausen, il cinema senza di te sarebbe stato più triste, piccolo e sicuramente con molti meno mostri e per questo, questa Bara ti vorrà sempre un mondo di bene.

56 commenti:

  1. Tutti i grandi film prima o poi si buscano il loro personale remake,o al limite finiscono nelle puntate dei simpson!

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  2. E pensare che il grande Ray faceva tutto il lavoro da solo senza neanche un assistente,mostruoso Harryhausen...un vero titano!

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    1. Senza il Maestro Harryhausen staremmo tutti a guardare film su coppie in crisi a litigare in un tinello, quindi diciamo grazie ad un Titano ;-) Cheers

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  3. Ti mando un abbraccione Cassidy per aver omaggiato l'anniversario del mio film preferito tra quelli a qui a preso parte il maestro Harryhausen,un mito assoluto della mia infanzia che conobbi la prima volta da piccolissimo a casa dei miei nonni,e lo scoprii per puro caso mentre lo davano alla Rai,per fortuna che lo beccai appena iniziato perche non mi volli schiodare dal divano fino a che non fosse finito il film! Da allora sono ancora invischiato nel mio passatempo di disegnatore di creature immaginarie! "Libera(il Kraken)la fantasia!".

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    1. Idem, se la gioca con "Gli argonauti" (1963) per il ruolo del mio preferito ma sono questioni di lana caprina (o di vello d'oro), Harryhausen facendo reparto da solo ha rappresentato il massimo della fantasia e della magia del cinema, gli dobbiamo tutti moltissimo, il 2021 non poteva terminare senza questo compleanno ;-) Cheers

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  4. Mamma mia la scena della gorgone Medusa,un capolavoro cinematografico assoluto da ogni punto di vista,una meraviglia che mi mette ancora oggi come allora la pelle d'oca! Tra l'altro e stato proprio questo film ad inchiodare nell'immaginario collettivo l'immagine di medusa come mezzo serpente a sonagli,ancora oggi se le persone sentono il nome medusa non pensano direttamente alla mitologia ufficiale,ma a questo film.....il migliore dei complimenti che si possa fare ad un filmone assoluto!

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    1. Esatto, ha fatto per la mitologia Greca quello che gli horror della Universal hanno fatto per i mostri classici, questo è il cinema quanto era ancora titanico ;-) Cheers

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  5. Ovviamente il remake l'ho visto....be diciamo che l'intro all'inizio messo in scena nello spazio fra le stelle non era male,e devo ammettere che il kraken del remake era piuttosto ganzo,a parte queste due cose il resto del film era piuttosto dimenticabile!

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  6. Me lo ricordo in una replica della domenica pomeriggio quando facevo le elementari, probabilmente, e appunto mi aveva inchiodato lì sebbene la stop motion non mi fosse mai piaciuta. Ma le atmosfere erano fantastiche, ho in mente il dettaglio delle impronte sul terreno mentre lui era invisibile grazie all'elmo (ancora adesso mi chiedo come le abbiano fatte).

    Credo di aver visto anche il remake, in tv, mi pare di aver cambiato dopo tipo 2 minuti.

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    1. Anche quelle si possono fare usando l'animazione a passo uno, ovvero un fotogramma alla volta, ci tenevo a festeggiare questo compleanno perché non è possibile che citando questo film, molti pensino solo al moscio rifacimento, che per altro prende ancora gli schiaffi dall'originale ;-) Cheers

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    2. Ah, ecco, mi pensavo una roba tipo terra messa sopra ad un piano che faceva scendere le impronte. Ma, in effetti, così era dannatamente più semplice ed efficace.

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    3. Al cinema spesso vale il rasoio di Occam ;-) Cheers

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  7. E che altro dire? Un articolo splendido per un film fantastico e un maestro inarrivabile.

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    1. Si vede tanto che ci tenevo a questo compleanno? Grazie ;-) Cheers

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    2. Si vede sì che ci tenevi, e non poteva essere diversamente: parliamo di un vero Titano che, emblematicamente, ha concluso la sua carriera proprio con un film di titani (e divinità: va bene comunque, essendo Maestro Ray un dio dell'animazione a passo uno, capace di dar vita alla materia inanimata) ;-)
      Sono sicuro che, se avesse potuto leggere questo post, si sarebbe dato da fare nel seguente modo: dopo aver allestito un campo da basket in miniatura, ti avrebbe riprodotto perfettamente in scala per poi animarti in stop-motion e portarti a far canestro, marcato stretto -ma senza successo- dagli scheletri de "Gli Argonauti" (tutti in regolamentare divisa da pallacanestro)... Titolo del cortometraggio? "Thank you very much, Mr. Cassidy!" ;-D

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    3. Non sto piangendo, ho sudato molto per il riscaldamento pre partita, mille grazie ;-) Cheers

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  8. Sempre affascinante quel tipo di animazione. Ma io Ursula Andress non l'ho mai vista così "bella", ma dev'essere una questione di gusti miei che prediligo bellezze del tipo Audrey Hepburn o, in tempi moderni, Anya Taylor Joy...

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    1. Era una bellezza giunonica, anche se qui non interpretante Giunone ;-) Cheers

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  9. Ma come?
    E che me la sganci cosi', una bomba atomica del genere?
    Senza preavviso?
    Film entrato nel mito, almeno per me.
    E direi che non esiste termine piu' azzeccato, visto quello di cui parla.
    Trasuda epicita' da tutti i pori, e da ogni singolo fotogramma.
    Ed e'il cinema, nella sua forma piu' pura. Punto.
    Come arte in grado di generare meraviglia, stupore, ma anche orrore e spavento.
    Perche' parliamoci chiaro: i film mitologici avevano una fortissima componente horror.
    E questo, a partire dalle tre megere (o Parche? O Furie? Chi se ne frega. Sono stupendamente orribili, come tutte la altre creature. Anche se con la mitologia hanno fatto su un gran casino, arrivando a mischiare quella ellenica con quella notte a. E allora? L'hanno fatto pure con Kratos nell'ultimo God of War. E nessuno ha avuto nulla da ridire. Del resto...se l'hanno fatto coi Cavalieri dello Zodiaco in occasione della gitarella ad Asgard, vuol dire che si puo') fino al palazzo di Medusa passando per il traghettatore scheletrico (Caronte? Boh)...e' un autentico HORROR.
    Oh, a me le scene con la gorgone, gli scorpioni e il Kraken, da pischello, me la facevano fare sotto dalla fifa.
    E'proprio il movimento cosi' scattoso a renderli terrificanti. Piu' tutti i piccoli dettagli che a prima vista non si notano.
    Come i Jox. Come l' ED - 209.
    Sono credibili. Reali. VIVI.
    Al punto che nei credits i vari mostri compaiono nel gruppo "Mythological", dove viene scritto che interpretano se'stessi.
    Merito tutto di un autentico mostro sacro (e daje!), che ancora adesso non e' stato rivalutato come meriterebbe.
    E sarebbe il minimo, visto che da vivo gli davano pure del ciarlatano.
    Persino questo lo criticano, ai tempi, dicendo che gli effetti speciali erano sorpassati.
    E la smetto, perche' rischio di diventare volgare e offensivo.
    Da piccolo non sai nulla di quel che sta dietro ad un film.
    Ti godi lo spettacolo sul grande schermo, senza farti domande.
    Poi inizi ad interessarti e scopri che un film lo apprezzi ancora di piu'.
    Perche' ti rendi conto che dietro alle animazioni c'e' un lavoro a dir poco mostruoso (ri-daje), ma non solo.
    C'e' anche una cura certosina nella scelta delle location e degli attori (un pantheon cosi' riuscito l'ho visto solo ne "Le Dodici Fatiche di Asterix"), coi nomi e i volti giusti piazzati al posto giusto.
    E un protagonista (anzi due, se consideriamo la principessa da salvare)...posso dirlo!?
    Bello in modo assurdo quanto giuggiolone. Perfetto per il ruolo, perche' pure i vari Ercole, Maciste, Sansone e Ursus non e' che fossero queste gran cime.
    Capolavoro. Da tramandare ai posteri.
    E stpunda recensione, Cass.
    Complimenti.
    E si'. Il remake fa mostruosamente (e ri-daje n'altra volta) schifo.
    Per me...E' UNA C.... A PAZZESCA!!
    Novantadue minuti di applausi da solo.

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    1. Ops...intendevo mitologia NORRENA.
      Sorry.

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    2. Si così, senza avvisaglie, a freddo, ho un altro paio di compleanni ma a questo tenevo moltissimo ;-) Grazie mille! Cheers

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    3. Non avevo ben capito dalla frase, ma intuivo potesse essere quella norrena ;-) Cheers

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  10. Bellissimo post!
    Complimenti davvero.
    Scontro tra titani è uno dei miei film preferiti in assoluto.
    Amo le animazioni in stop-motion di quel film e Harryhausen è il migliore.
    L’ho visto la prima volta al cinema con i miei nel 1982 e poi per diversi anni a Natale lo passavano in televisione.
    Sempre uno bello spettacolo era guardarlo.
    Inutile dirti che ho il DVD e prima ancora la VHS .
    Peccato leggere nelle varie presentazioni del film presenti negli opuscoli che in Italia sia stato purtroppo un flop.
    Io giuro che non me ne sono mai accorto.

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    1. Siamo in due allora, ci tenevo ad averlo su questa Bara in occasione del suoi compleanno, purtroppo qui da noi non è stato un grande successo, forse perché siamo stati bombardati da un decennio pieno di “Sandaloni” e il pubblico nei primi anni ’80 ormai era passato ad altro. Per il resto ti ringrazio molto, sempre gentilissimo ;-) Cheers

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    2. Anch'io al cinema nell'82 (1 gennaio) e registrato durante il Natale '84 :-)

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    3. Bariste e Baristi, gente con la memoria di ferro ;-) Cheers

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  11. Che Filmone! Grazie Cass, con questo post mi hai sbloccato 4 ricordi:

    - La VHS noleggiata 1000 volte nei primi anni 90 dal video store di quatiere e la realativa sezione Fantasy con tutti i classiconi del genere ( non so perchè mi sembrava di ricordare che fosse una cassetta marca Disney che all'epoca avevano una confezione piu grandi delle altre)


    - la citazione a scontro tra titani in Last Action Hero: quando la maestra fa vedere alla classe una scena dell'Amleto con Lawrence Olivier (che vorrei ricordare anche come Il Van helsing del Dracula con Frank lagella) e dice ai ragazzi che potrebbero ricordarselo come il Zeus di Scotro tra Titani (e se non lo conoscono... Madornale errore! cit)

    - La mia prima volta a Berlino, quando visitando il museo del cinema trovai come piacevole sorpresa una mostra coi modellini di Harryhausen

    - Le mie recenti vacanze estive: se avessi saputo che Scontro tra Titani era stato girato a Pestum mi sarei goduto ancora di piu la visita ai templi)

    We are 138|

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    1. La professoressa di “Last Action Hero” che prova a stuzzicare gli alunni (invano) bravissimo ;-) Ti ringrazio molto e sapevo di poter contare sul tuo buon gusto… We are 138! ;-) Cheers

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  12. Applausi a scena aperta per un grande tormentone della mia infanzia: sono abbastanza sicuro che sia stato questo il film che mi ha fatto conoscere sua divinità Ray, spingendomi a cercare ossessivamente qualsiasi altra cosa firmata da lui. (E negli anni Ottanta non era affatto facile, dovevi solo sperare che mamma Fininvest tirasse fuori la sua roba dagli archivi segreti.)
    Le sue creature avevano qualcosa di infinito, di unico, di superiore agli altri che all'epoca animavano creature in stop-motion, quelle creature avevano un carattere loro, vivevano di vita propria. Impazzivo per la Medusa serpentata, una sua foto (trovata su un numero di "CIAK") l'ho portata nel diario scolastico per anni ^_^
    Tutti i cortometraggi animati in stop motion fatti da ragazzo, con protagonisti i personaggi Lego, sono dedicati a Ray, e tutto è nato da "Scontro di Titani". Leggo in giro che ne sarebbe stato tratto un remake, ma ovviamente sarà una fake news...

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    1. Tutta una balla, non crederci esiste un solo “Scontro di Titani” ed è questo ;-) L’animazione a passo uno, con quei mostri creati a manina uno per uno, era la magia del cinema, l’unica possibile allora, artigianale, fatta con la cura e l’amore per ogni dettaglio, ancora oggi mi dovessero chiedere cos’è il cinema, penso che punterei il dito verso uno dei film del Maestro Ray, on fosse stato per lui ora sarei appassionato di boh, corse di scarafaggi? Pitture rupestri? Chi lo sa ;-) Cheers

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  13. Potresti fare la recensione di Franklyn? Film che avrai sicuramente visto e sta su prime video.
    Mi piacerebbe sapere che ne pensi.
    XD

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    1. Lo avevo visto alla sua uscita, ricordo solo che mi era piaciuto molto poco, però è passato mooooolto tempo, quindi dovrei ripassarlo per un giudizio più lucido. Cheers

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  14. Recensione letta con gli occhi lucidi (storia vera) perchè di questo film sono innamorato, oltre che per gli ovvi meriti artistici da te decritti e condivisi plebiscitariamente io aggiungo quelli affettivi, perchè lo vidi al cinema con la mia famiglia, l'1 gennaio dell'82 (un anno bellissimo iniziato nel migliore dei modi). L'unico piccolo rimpianto é che arrivammo alla fine dei titoli di testa. Quando poi lo diedero in TV non mancai di registrarlo. Lo trasmisero durante le festività natalizie... ragion per cui questo é, per me, un film natalizio! ^_^

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    1. Perché credi abbia aspettato dicembre per pubblicare il post (storia vera), per il resto grazie del racconto ;-) Cheers

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  15. Filmone incredibile! L'ho rivisto giusto qualche mese fa e anche se in alcune parti è invecchiato maluccio mostrando il fianco e i chilometri, dall'altro non si può che ammirare il lavoro di un artista. Perché, inutile girarci intorno, il Maestro Harryhausen ha creato con le sue manine qualcosa di incredibile che col gioco di prestigio del cinema è stato capace di sbalordire e far cascare la mascella a tutti. E se poi aggiungiamo l'epicità del mito greco, qua si fa jackpot. Tra "Liberate il Kraken!", lo scontro con Medusa e le megere, il film è mitico. Pensa con quale entusiasmo sono andato al cinema per il remake... E ti lascio immaginare come sono uscito dalla sala.

    Personalmente ho un debole più per "Gli Argonauti" ma per mere questioni affettive...

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    1. Forse averlo visto al cinema allora, con in sala film più "futuristici" può aver influito, ma ad un certo punto, una storia così antica, raccontata con l'animazione a passo uno, rende il film un oggetto di culto fuori dal tempo, non vorrei dire immune all'invecchiamento ma quasi. Cheers!

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  16. Questo è un film che mi riprometto di recuperare da tempo, e credo proprio che lo farò in tempi brevi, magari dopo le feste, vedremo.
    Comunque, volevo un attimo parlare di due film con Harryhausen al comando degli effetti speciali, che hai citato indirettamente: Il 7° viaggio di Sinbad è un bel film, a metà fra i peplum e le quest da fantasy. Nonostante una trama magari meno complicata rispetto a quella di Giasone e gli argonauti, ma comunque godibilissima, e il ciclope è divenuto ormai da tempo uno dei miei mostri preferiti.
    In Giasone, invece, l'unica cosa che mi spiace è il finale monco, in cui la risoluzione dello scontro col cattivone di Tebe non avviene, per il resto è una bomba di film: le arpie che insidiano il veggente, il gigantesco Talos (fate combattere lui contro Kong, che figata sarebbe) con le sue movenze meccaniche e l'urlo di dolore inquietantissimo; l'idra e le sue molteplici teste...pensare al lavoro da amanuense per animarle mi fa venire un'ammirazione sconfinata!

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    1. Vado pazzo per "Il 7° viaggio di Sinbad" e aspetta di vedere questo film, avrei un sacco di altre gioie ;-) Cheers

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  17. Il suo primo film che ho visto da ragazzino fu "Il settimo viaggio di Simbad". Poi in tv nel bene o nel male li ho visti tutti ed è inutile dire che in qualche modo mi hanno forgiato a livello di gusti.

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    1. Chi è cresciuto con questi film è stato forgiato con il cinema giusto ;-) Cheers

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  18. Finalmente ho modo di tornare a commentare qualcosa, dato che hai seppellito un film per me molto significativo, essendo uno di quelli che, sin da bambino, mio papà mi proponeva di vedere assieme, lui poco amante dei cartoni animati, ma di tutt'altro avviso verso il cinema di avventura in tutte le sue sfaccettature.
    Non ricordo molto i dettagli del film (dovrei recuperarlo per rinfrescarmi la memoria), ma mi sono rimaste impresse le animazioni a passo uno, tecnica che adoro; e sapere che è stata la tecnica che ha permesso a un solo genio di fare magie nei film, non posso che unirmi al tuo omaggio al Maestro Harryhausen.

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    1. Sono sicuro che se dovessi rivederlo, ti piacerebbe ancora perché quell'animazione è magica ;-) Cheers

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    2. Messo in lista! 😉
      Aggiungo solo che, giocando un minimo col titolo originale, qualche anno fa giravano dei filmetti con tipe maggiorate. 😜

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    3. Allora facciamo così, tu recuperi quello ed io l'altro ;-) Cheers

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  19. Il mio primo amore con Ray fu il settimo viaggio di Simbad, che nei primi anni 80, Italia 1 o Canale 5 replicava tipo ogni giorno o quasi per riempire i suoi palinsesti.
    Film dove appariva per la prima volta la lotta tra un uomo e uno scheletro a spadate.
    Poi vidi questo Titani, altro film che negli anni 80 veniva replicato abbastanza spesso ( specie durante le vacanze natalizie) e oggi sparito.
    E' vero , è un film che mischia avventura, fantasy e horror in maniera sublime.
    Permettetemi di dire però che non sembra affatto un film del 1981, ma mooolto più vecchio.
    Ray era un genio, ma come persona alquanto discutibile : ho una sua intervista su Comic Art dove ne diceva di tutti i colori sulla violenza e il sesso nei film e fumetti, sulla musica rock, e in gente come Boy George che corrompono i giovani.
    Non leggetela mai se non volete rovinarvi un mito.

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    1. Bisogna sempre separare l'arte dall'artista, sul fatto che il film sembri molto più vecchio è vero, penso sia proprio uno dei suoi pregi, sa di un film antico ;-) Cheers

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  20. Bè si, il suo fascino è anche quello.
    E' l'ultimo film kolossal della Hollywood vecchia maniera, che verrà sostituita da lì a poco ( anzi, lo era già) dai nuovi cantori di nome Lucas, Cameron, Spielberg, Zemeckis.
    Così come loro oggi hanno ceduto il passo ai vari Snyder, Bay ecc.
    Che cu+o !

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    1. Ha lasciato il passo ad una generazione di autori cresciuti nel mito di Ray Harryhausen. Cheers!

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  21. Ho allestito una minirassegna di film di Harryhausen e ieri, dopo un paio di monster movie in bianco e nero, è toccato a "Gli argonauti", film che precede di un ventennio "Scontro di Titani" ma dove Harryhausen ha comunque dato lustro di bravura animando in particolare Talos (una statua gigante di bronzo un po' lenta di riflessi...) e un manipolo di scheletri guerrieri... Meno convincenti le Arpie e l'Idra che protegge il vello d'oro, ma solo nel reggere il confronto con altre creature descritte innanzi. Nel film degna di nota anche una delle mie Bond girl preferite, Honor Blackman.

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    1. "Gli argonauti" un altro dei miei prediletti, ben felice di aver dato il via alla tua mini rassegna ;-) Cheers

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    2. Un po' tu con questo post, un po' il ricordo di mio papà che gli piacevano questi film mitologico/avventurosi. E poi è sempre un piacere ascoltare i doppiatori di una volta.

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    3. Vero, buona continuazione per la tua rassegna allora ;-) Cheers

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  22. E oggi l'ho (ri)visto.
    Lo ricordavo diverso, probabilmente la memoria l'aveva un po' fuso con "Gli argonauti" che invece ricordavo meglio...
    Del resto in entrambi i film ci sono Zeus e compagnia bella, solo che stavolta gli dei mi sembrano più delle macchiette viziate che altro... Una trama "cattiva" sin dalla prima scena, fatta di vendette, manipolazioni... Ho trovato molto forzate le parole della mamma di Andromeda quando annuncia di avere accolto Perseo nella propria famiglia: che motivo aveva di fare confronti con la dea?
    Le animazioni dei mostri sono bellissime, anche se certe sovrapposizioni sui fondali risentono dei limiti dell'epoca.
    La civetta meccanica è stupenda, sembra tipo quegli automi raccontati dalla narrativa tedesca del primo Novecento (tipo il giocatore di scacchi...)! 😍

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    1. Incredibile che la parte realistica (gli attori) risulti invecchiata peggio di quella animata a passo uno, ennesima conferma della magia del Maestro ;-) Cheers

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