giovedì 16 dicembre 2021

Robin Hood - Principe dei ladri (1991): (tutto quello che faccio) lo faccio per Roger Ebert

Vi avevo promesso che il secondo capitolo della “Trilogia di Robin Hood della Bara Volante” sarebbe stato un titolo molto facile da indovinare, anche perché non potevo far terminare il 2021 senza festeggiare i primi trent'anni di una delle mie versione dell’arciere di Sherwood del cuore, il mitico “Robin Hood - Principe dei ladri”.

Iniziamo con un po’ di storia personale, l’arciere di casa Cassidy sarà sempre mio padre, il signor Cassidy Senior, ma a lungo ho praticato tiro con l’arco anche io, poi è arrivata l’adolescenza e sentivo il bisogno di qualcosa di più movimentato, quindi ho perso la testa per la pallacanestro e via, anche se devo dire che il tiro con l’arco mi ha insegnato molto, ad esempio scoccare una freccia o tirare un tiro libero è quasi la stessa cosa (se pur con strumenti del tutto differenti), quasi come un kata delle arti marziali si tratta di imparare un movimento e ripeterlo all'infinito, ma prima di trasformare questo post in un delirante manuale da professore di ginnastica, ci tenevo a dirvi che “Robin Hood - Principe dei ladri” a casa Cassidy è sempre stato un’istituzione.

Un arco, un Robin Hood, basta poco per far contento un Cassidy.

Se prima abbiamo consumato la VHS di Balla coi lupi, l’idea di ritrovare Kevin Costner nei panni dell’arciere di Sherwood ci mandò tutti in fibrillazione, non andammo a vedere il film in sala ma in compenso mio padre mi regalò la VHS originale del film (perché anche lui scalpitava per vederlo), nella confezione in regalo anche il mini poster con la locandina del film, che è rimasto appeso in camera mia per una vita (storia vera), questo per dirvi che “Robin Hood - Principe dei ladri” è ben più di un film per la famiglia, è proprio un pezzo di cuore.

Voi non avete nemmeno idea di quante volte io lo abbia visto questo film, sul serio un numero esagerato, roba da imparare a memoria non solo i dialoghi in italiano, ma anche la cadenza con cui le frasi venivano pronunciate. Senza esagerare erano qualcosa come dieci anni che non rivedevo più questo film, forse anche qualcuno di più, infatti ho scoperto (con orrore!) che nel frattempo il film è anche stato ridoppiato, uno sconvolgimento totale per il sottoscritto ma poco male, perché tanto io “Robin Hood - Principe dei ladri” lo so letteralmente a memoria, potrei recitarvi le battute di buona parte dei personaggi senza difficoltà (storia vera).

Lui e il suo "Mi raccomando. Punti molto piccoli!" arriva tra poco (cit. le so tutte, tutte!)

Devo dire che crescere guardando “Robin Hood - Principe dei ladri” è un ottimo modo per far pace con il cinema d’avventura, con la sua atmosfera cupa, a tratti quasi horror, poi per un bambino fanatico del macabro come me, questo misto di eroismo sfacciato e trovate sopra le righe era un vero spasso, rivedendo il film dopo tutto questo tempo devo dire che qualcosa è cambiato, ad esempio il discorso motivazionale di Azeem lo ricordavo molto più grandioso, in effetti non proprio tutto in questo film è invecchiato benissimo, ma proprio in virtù di quell'atmosfera unica, quel suo bislacco rapporto con la fedeltà storica e il mito che ammanta tutto il film, sono fiero di aggiungere “Robin Hood - Principe dei ladri” alla gagliarda collezione dei… Bruttissimi di rete Cassidy!

Ci tengo a sottolinearlo per non creare incomprensioni: I Bruttissimi di rete Cassidy non è uno sfottò, ma un omaggio, a tutti quei film bruttini, ma mitici, pellicole che a loro modo hanno fatto la storia, non sono gli Anti-Classidy, sono i… Diversamente Classidy, perché vi giuro che in giro non troverete nessuno che vuole più bene di me a questo film!

“Robin Hood - Principe dei ladri” attirò subito le attenzioni perché rimetteva insieme la coppia dei Kevin, Costner attore e Reynolds regista che aveva già lavorato insieme in “Fandango” (1985) e si sarebbe ricomposta per Waterworld (su cui prima o poi dovrò decidermi a scrivere qualcosa). Nel mezzo il successo, anzi il trionfo planetario di Kevin Costner, assorto allo stato di divinità cinematografia e massimo desiderio per la popolazione femminile del pianeta grazie ai sette Oscar e il successo di Balla coi lupi.

La macchina da presa in foto non è l’anacronismo storico più grosso del film, io ve lo dico.

In realtà la leggenda vuole che il primo biondo scelto per il ruolo di Robin Hood in questo film, fosse Cary Elwes che rifiutò perché la sceneggiatura non era di suo gradimento e poi per redimersi, diventò comunque un leggendario (a suo modo) principe dei ladri grazie al ruolo da protagonista in “Robin Hood - Un uomo in calzamaglia” (1993), la parodia di Mel Brooks che prende a picconate il film di Reynolds, ottenendo il risultato di consacrarne definitivamente il mito, perché una buona parodia sa fare anche questo e ammettiamolo, il film dei due Kevin in certi momenti è talmente sopra le righe da risultare perfetto materiale per il grande Mel Brooks.

Eppure “Robin Hood - Prince of Thieves” è tutto tranne che un filmetto, parliamo di una pellicola che ha davvero smosso il meglio di Hollywood per fare le cose in grande stile, a partire dalla colonna sonora firmata da Michael Kamen che dopo due note, non dico che ti faccia venire voglia di partire per le Crociate (dopo questo film, proprio no) però sottolinea alla grande la componente epica dell’arciere di Sherwood. Inoltre il film è impreziosito dal contributo di Bryan Adams alla causa, la sua “(Everything I Do) I Do It for You” è la ballata strappamutande definitiva, sta a questo film come alcuni dei pezzi della colonna sonora di Top Gun, una di quelle canzoni che ti fa venire voglia di cantare anche se non arrivi a prendere le note alte come fa Bryan Adams, che ci tengo a sottolinearlo è uno che ha frequentato il cinema poco ma sempre con gran stile, un Bon Jovi decisamente meno tamarro e molto più concreto, anche se i più giovani alla lettura forse non conosceranno nessuno dei due nomi.

In questi casi si dice: immagini che puoi sentire.

“Robin Hood - Prince of Thieves” ha una serie di primati, tra qui quello di essere il primo film con cui da spettatore istintivamente mi viene da identificare l’esordio di Morgan Freeman, lo avevo già visto altrove (tipo in “Glory” altro titolo a cui dovrei dedicarmi, ma sono troppi!), però ancora oggi quando penso ai tanti ruoli di Morgano Uomolibero, il primo che mi viene in mente è sempre il suo Azeem, giusto per dirvi dell’imprinting di questo film sul sottoscritto.

Di sicuro conoscevo già la Lady Marian in carica, Mary Elizabeth Mastrantonio qui entra in scena mascherata da ninja sadomaso (vi ho già detto della veridicità storica ballerina del film vero?) per poi attestarsi sul comodo ruolo della damigella in pericolo, decisamente in contrasto con la sua parte in The Abyss, ma con quella montagna di riccioli per me le chiacchiere stanno a zero, ci voleva qualcuna in grado di dare senso alle parole della canzone di Bryan Adams e direi che meglio di così non si sarebbe potuto fare, non me ne voglia Robin Wright, prima scelta per il ruolo, ma lei era destinata a restare nell'immaginario collettivo la principessa di, guarda caso Cary Elwes, a volte Hollywood è un posto davvero piccolo no?

“Tu pensi che lo Sceriffo sia cattivo solo perché non hai mai lavorato con James Cameron

“Robin Hood - Principe dei ladri” resta un’esperienza molto strana, costato 50 milioni di fogli verdi con sopra facce di ex presidenti defunti, il film ne portò a casa 165 negli Stati Uniti e più di 300 nel mondo, alla sua prima messa in onda italiana su Canale 5, il 4 ottobre del 1993, collezionò un ascolto medio di 12.991.000 telespettatori, tra cui sicuramente una mia ex professoressa delle superiori, che non mi ha mai avuto nella sua grazie (eufemismo), che cominciò almeno a considerarmi un essere vivente e non una collezione di brutti voti nella sua materia, dopo che le prestai la VHS per godersi, parole sue «Quel figaccione di Kevin Costner» (cit.), questo per dire che il Kev ai tempi spostava, spostava parecchio (storia vera).

Roger Erbet pur apprezzando parte del cast etichettò il film come torbido, violento, decisamente troppo cupo per i bambini che sarebbero andati a vederlo, il che è verissimo Ruggero, infatti era proprio il motivo per cui mi piaceva così tanto da bambino. Pur avendo delle scene che sembrano dei palesi rimandi al Robin Hood della Disney (il protagonista che si traveste da mendicante cieco, oppure che ripulisce alcune ricche dame dei loro anelli), il film rinuncia ai cappelli con le piume e alle calzamaglie (che verranno ripresa da Mel Brooks) delle precedenti incarnazioni rese celebri da Errol Flynn, basta dire che lo stesso nome “Robin Hood” attecchisse presso il popolo molto facilmente, anche se il nostro Robin il cappuccio non lo utilizza quasi mai, volete mica che Kevin Costner si scompigli il ciuffo!? Insomma una sorta di sindrome di Tony Stark ante litteram, in cui il volto del divo deve essere sempre in bella vista.

"Sai quante scatolette di tonno ho venduto con questa faccia? Tu vorresti nasconderla?"

Sulle note trionfali di Michael Kamen veniamo aggiornati sulla storia delle crociate e poi BOOM! Di botto i due Kevin ci portano proprio in Terra Santa, la Gerusalemme del 1194 è un inferno di segrete, prigionieri incatenati e torture variegate che non augurerei al mio peggior nemico, un postaccio in cui si avvertono tutti i patimenti subito da cui Sir Robin di Locksley (Kevinone nostro) si erge come un eroe, un po’ barbuto e sfatto ma pur sempre un eroe, basta vederlo mettere la mano sul ceppo pronunciando la “frase maschia”: «Questo è il coraggio inglese» e questo fanatico di Albione siamo pronti a seguirlo in capo al mondo, come farà Azeem (Morgano Uomolibero), l’unico che può aiutarlo davvero a fuggire, il facente funzione di Little John di questa versione della storia (anche se Little John compare più avanti con il volto di Nick Brimble), per certi versi la vera novità di questo Robin Hood.

La futura voce di tutti i documentari del pianeta Azeem Morgano Uomolibero.

Già perché con questa stramba coppia di protagonisti, “Robin Hood - Principe dei ladri” si parcheggia subito comodamente in zona “Buddy Movie”, per altro rispettando la pigmentazione della pelle dei personaggi come vuole la tradizione. Basta vedere Robin esultare per il suo faticoso ritorno a casa («La mia terra! La mia terraaaa!» seguito dall’euforico «Azeem grande essere, sono a casa!», tutto ve lo recito, tutto!) che già questa stramba coppia di eroi rinati banditi ci ha conquistato, anche perché si sa che nessuno può controllare il destino di Azeem, specialmente chi osa attaccarlo sottovento puzzando d'aglio.

“Vuoi smetterla di importunare le lettrici e i lettori della Bara Volante?”

Ma il ritorno a casa di Sir Robin di Locksley è tutto tranne che pesche e crema, quasi tutto è cambiato, il nome della sua famiglia è caduto in disgrazia, al suo ritorno ritrova un castello in rovina e un fedelissimo servitore a cui hanno strappato gli occhi, un saluto speciale a Roger Erbet. Ciao Roger, sono uno di quei bambini di cui ti preoccupavi, ovunque tu sia tranquillo sto bene, visto?

Kev nella parte di Cassidy che mantiene la parola data, tutti i dettagli nel paragrafo in arrivo.

Forse la modifica più sostanziale rispetto a tutte le altre versioni di Robin Hood, non è tanto la presenza di Azeem («Che nome è Azeem, irlandese? Della cornovaglia?», «Moresco»), quanto più che altro l’assenza del Principe Giovanni, di fatto fagocitato all'interno del mono cattivo, uno che quando si tratta di divorarsi il film è in prima linea, mi riferisco allo Sceriffo di Nottingham, interpretato da uno dei più grandi attori della storia del cinema, il monumentale Alan Rickman che qui, mi permette di completare una promessa fatta a voi lettrici e lettori tanto tempo fa (immaginatemi pure mentre di taglio il palmo della mano con il coltello dicendo «Lo giuro sul mio stesso sangue»), ovvero di portare su questa Bara tutti e tre i capitoli della leggendaria “Trilogia Rickman della malvagità”, che ricordo essere composta da questo film, da Carabina Quigley e ovviamente da Trappola di Cristallo.

Questo non lo aveva fatto nemmeno Giuseppe Conte nei suoi momenti migliori, eppure ha senso che il vecchio Hans odi il Natale.

Lo sceriffo di Alan Rickman è un cattivo da cartone animato, dodici o tredici metri sopra le righe, talmente assurdo che appunto la controparte nella parodia di Mel Brooks sembrava quasi morigerato, il classico personaggio che morendo con due litri di bava alla bocca e incastrato in atteggiamenti laidi («Tu in camera mia alle otto e trenta! Tu, alle otto e quarantacinque. E porta un'amica!») avrebbe potuto stroncare la carriera a chiunque, tranne ad un grandissimo attore come Alan Rickman che con un ruolo così, ha mandato a segno l’ennesima prova da leggenda della sua carriera.

Lo Sceriffo è talmente cattivo che Severus Piton lo utilizza per spazzarci il pavimento.

Rickman qui si divora ogni scena in cui compare, persino le sue minacce grottesche («Ti strapperò quel cuore maledetto con un cucchiaio!») diventano leggendarie tanto che lo stesso Kevin Costner temeva (a ragione) che Rickman gli rubasse la scena, infatti fece tagliare quante più scene possibili. Se vi capiterà di guardare la versione integrale del film, noterete che tutte le scene tagliate fanno parte dell’Alan Rickman Show, l’incontro del suo personaggio con i Celti (comandanti da una sorta di Ivan Drago uscito da uno spin-off di “Mad Max”, vi ho già parlato della poca veridicità storica vero?), oppure i vari rituali in stile video musicale degli Slayer che fa insieme alla strega, roba ben poco raffinata che di fatto fa passare lo sceriffo come un mezzo satanista, eppure malgrado tutto questo Rickman manda a segno un cattivo memorabile proprio perché veramente pericoloso, il perfetto controaltare del protagonista, che per altro è un ruolo fatto dal sarto per far brillare Kevin Costner.

Come riassumere gli anni '90 in un fotogramma: Michael Wincott.

Qui il mitico Kev copre tutto il repertorio, da maltrattare con notevole faccia tosta Guy di Gisborne (Michael “Il cattivo degli anni ‘90” Wincott), fino a fare pace con il suo fratellastro Will Scarlett (Christian Slater, giusto per ricordarci che il film è del 1991), il tutto in costante lotta con il suo stato di nobile, una trasformazione da ricco figlio di papà viziato ad eroe proletario che passa attraverso l’amore di Lady Marian e un numero ragguardevole di frecce scoccate.

"Beh, questo tiro vince la freccia d'oro, il bacio e tutta la baracca" (cit.)

Non può mancare nemmeno il discorso motivazione dell’eroe al suo nuovo popolo di insorti, e qui io ve lo dico, c’è chi si esalta quando Kevin risponde alla domanda «Lo sceriffo si è preso tutto quello che avevamo» dicendo «E noi in nome di Dio ce lo riprenderemo!» e chi mente, non si scappa da questa distinzione.

La battaglia finale poi mi piace perché si rifà a due film che amo molto, i segni del tempo si vedono tutti, non tanto nella scena girata ad un numero di fotogrammi più alto, che anticipa il Bullet Time che verrà, quella della freccia in fiamme che compariva nel mini poster appeso in camera mia, quando più che altro nella battaglia, dove i trent'anni del film si notano tutti.

E il Robin Hood palloso di Ridley Scott(o)... MUTO!

La battaglia finale tra il discorso (meno esaltante di quanto lo ricordassi) di Azeem e la messa in scena generale, sembra un po’ una versione poverina di L’armata delle tenebre, il che è allo stesso tempo un pregio e un difetto, anche se trovo impagabile l’espressione di Rickman quando si vede entrare l’eroe dalla finestra, legato con una corda improvvisata in vita come un novello John McClane del 1194, a guardarlo sembra che Rickman voglia dire: «Non di nuovo!»

"Funzionerà?", "Maccio e Ash Williams non potranno mica sbagliarsi no?"

Devo veramente trattenervi dal non raccontarvi tutto il film scena per scena recitandovi anche i passaggi meno importanti tipo l’attraversamento del fiume («Era un uomo ricco di Nottingham che cercò di guadare il fiume!»), perché davvero questo film attenta al podio di quelli che ho visto e rivisto più volte nella mia vita, il finale poi è lo sbrago totale, la musica accenna le note di Bryan Adams e questa versione di Robin Hood si collega con le altre della “Trilogia di Robin Hood della Bara Volante” perché l’entrata in scena di Riccardo Cuor di Leone di fatto, sembra una strizzata d’occhio a Robin e Marian, visto che il ruolo qui lo ricopre Sir Sean Connery, per alrro strapagato per stare sul set solo due giorni (storia vera). Un giorno qualcuno farà un altro Robin Hood degno di nota e chiederà a Kevin Costner di interpretare il Re, allora davvero il cerchio sarà completo, alla faccia dello strambo accento usato da Kev qui in originale (perché il film l’ho visto tante volte, non per forza sempre doppiato), in questa versione di Robin Hood così sopra le righe, ci sta anche che l’eroe Inglese parli tanto come un americano, non ti preoccupare Roger Ebert, i bambini cresciuti con questo film sono diventati fanatici di buon cinema lo stesso, ne conosco tanti e faccio parte della categoria.

"Perdonate Cassidy, la verità è che non può proprio stare senza di me"

Quindi auguri di buon compleanno “Principe dei ladri” e ci vediamo qui la prossima settimana, per l’ultimo capitolo della trilogia su Robin Hood, vietato mancare!

46 commenti:

  1. Ok, poca congruenza storica, ma confezionato divinamente. Anche questo è saper fare cinema, perché il cinema deve saperti sorprendere.

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    1. Il cinema non ha il dovere di essere reale, per quello ci sono i documentari ;-) Cheers

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    2. Ma infatti, il cinema è intrattenimento, se poi c'è coerenza storica bene, ma chi se lo fila un film super-coerente sul piano storico e incapace di farti appassionare alle vicende e ai personaggi?
      E' la critica che mi fa sempre partire l'embolo.

      Un buon film deve farti interessare alla vicenda, magari dopo vai a leggerti qualcosa e scopri che le cose sono andate diversamente. Ma senza quel film non avresti scoperto personaggi o eventi.

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    3. Anche perché prendendo ad esempio una grande battaglia, se al cinema fosse rappresentata come avviene nella realtà, il pubblico non ci capirebbe nulla, a meno di non avere una mappa sotto mano ;-) Cheers

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  2. Mamma che ricordi questo film,anche se per quanto adori lo sceriffo del buon Alan,devo dire che il mio personaggio preferito del film in assuluto resta il mitico lercio ubriacone Frate Tuck,a mio parere la miglior versione del buon uomo di chiesa di Sherwood mai portata sullo schermo,diciamo a pari merito con la versione tasso di quello disney,però dove me lo trovate un frate con i contro cosiddetti che tira fuori il momento più figo del film? ovvero il suo confronto con l'infamissimo e per nulla religioso vescovo,seriamente è il buon frate che tira fuori il momento più epico del film: "30 pezzi d'argento per pagare il diavolo nel vostro viaggio all'inferno!"....pelle d'oca!

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    1. Il vescovo votato al soldo e il frate votato alla birra, questo film trovava il modo di farmi anche patteggiare per un uomo di Fede (un po' alcolica) ;-) Cheers

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    2. Il Fra Tuck di questo film può fare il paio con il Frate Remigio da Varagine de "Il nome della rosa".

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    3. Sarebbero una coppia notevole quei due. Cheers

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  3. Ma lo sai Cassidy che per quanto mi riguarda la parte più sconvolgente della versione estesa del film,non è tanto il brutto ridoppiaggio,quanto piuttosto(SPOILER ALLERT!).........la rivelazione che la strega era la mamma dello sceriffo..........bò io ero sconcertato e scioccato,ma era cieco e sordo il padre dello sceriffo?

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    1. Bisognerebbe sapere papà come era fatto, magari era anche più storto della strega ;-) Cheers

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  4. Che orrore il soporifero Robin Hood di Ridley Scott,un film talmente pigro che il regista si era limitato a riprendere l'attore del suo ultimo film in costume di successo,io all'epoca pensavo bè almeno gli darà un look differente,un taglio di capelli diverso,invece sembrava di vedere Massimo Decimo Meridio che prendeva la DeLorian per fare un salto in avanti nel tempo finendo nel medioevo,ovviamente la regia come al solito con Scott era ottima,voglio dire questo era piuttosto ovvio,come ovvio che il cielo è di colore azzurro,di certo questo non bastava a nobilitarlo!

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    1. Inoltre ha pensato bene di metterci anche i mezzi da sbarco avanzati dal soldato Ryan di Spielberg ;-) Cheers

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  5. E uno l'ho beccato! Vediamo se becco anche il 3° ma credo sia abbastanza facile conoscendo i tuoi gusti Cass...ntagallo! ;-)

    E mo' ti tocca affrontare un pezzo bello pesante degli anni '90, dove Costner era la cosa che più si avvicinava a Dio sceso in terra. Un attore così bravo a beccare tutti i copioni giusti uno dietro l'altro, issarsi sul trono supremo dell'Olimpo Hollywoodiano per poi diventare la sua nemesi e pescare solo copioni e produzioni sbagliate una in fila all'altra. Ma nei rutilanti anni '90, Kevin era una divinità. Tutti gli uomini volevano essere lui e tutte le donne volevano farsi lui. "Robin Hood", questo adattamento, era la parte centrale del trittico d'oro ("Balla coi lupi" e "Guardia del corpo") di KC ("KC mi piace davvero! Fallo scrivere su tutte le mie valigie!" quasi cit...) dove la sceneggiatura gli è cucita addosso da un sarto esperto e nessuno può mettersi in mezzo o avere troppo spazio. Dalla colonna sonora alle scene, dai compari ai cattivi, fino a Lady Marian, tutti sono al servizio di KC che elargisce saggezza, primi piani intensi, amore, spade e frecce in ugual msura. E la sceneggiatura è un frullatone di idee che direttamente o indirettamente lo fanno brillare.

    Ma nessuno può oscurare la prova di Rickman che, ammetto, ho rivalutato alla grandissima col tempo. Inizialmente non accettavo questo cattivo "macchiettistico" e poco serio. Ai miei occhi, il cattivo doveva essere cattivo fino al midollo e non lasciarsi andare a battutine, minacce "comiche", atteggiamenti guasconi,... Quella è roba da Robin Hood, non da sceriffo. Ma poi, riguardando la pellicola con occhi adulti, le prospettive si sono ribaltate. Il film era e rimane una pacchinata incredibile, uno spottone per Costner, mentre Rickman brilla come mattatore indiscusso. Anche se poi arriva Sir. Sean e come un asso pigliatutto fa chiudere la baracca per eccessiva figaggine ("Bello fare il Re!").

    Ultima nota al volo. Un giorno però vorrei capire perché Scott ha fatto quel film su Robin Hood. L'idea di fondo non era male, cioè raccontare un mito prima che diventasse un mito. Stuzzicante e pure inedita visto che ci sono solo accenni su chi e cosa faceva Sir Robin di Locksley prima della fama. Peccato che tra il dire e il fare...

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    1. A volte sono un libro aperto e la settimana dedicata al 1991 ha aiutato ;-) Per altro mi sa che “Guardia del corpo” sarà materia per il 2022. Al mito di questo grosso spot per Kev, mettici anche il terzo capitolo della trilogia Rickman, stava davvero per rubare la scena al biondo il vecchio Hans. Cheers!

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  6. a questo punto spero che il terzo capitolo sia su quello disney... qui avevo puntato il mio virtualissimo dollaro più sulla parodia "Un uomo in calzamaglia" e l'ho perso miseramente...

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    1. Ho rivisto anche quel film di Mel Brooks, questo filone su Robin Hood è potenzialmente infinito ;-) Cheers

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  7. Visto anch'io cento volte, erano i tempi dell'apice del successo di Kevin Kostner e di lì non si scappava.
    Ti butto lì una curiosità: non c'è traccia di personaggi saraceni nelle ballate dedicate a Robin Hood (il termine "saraceno" indicava ai tempi tutti i popoli mediorientali o di religione musulmana), ma Azeem non è comunque il primo a comparire nelle sue storie: è stato preceduto da Nasir nella serie televisiva del 1984 e in quella per bambini del 1989 il menestrello nonché narratore delle storie era interpretato da un rapper di colore.

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    1. Infatti ho sempre pensato fosse un omaggio a quei personaggi, grazie per averli ricordati non avevo più spazio nel post ;-) Cheers

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  8. Film bellissimo, lo ricordo e lo rivedo sempre con grande piacere. Diciamo che la sua forza consiste nell'equilibrio magico (anche se come sostieni giustamente, a volte "sbraga") tra azione, avventura, ironia, romanticismo, epica... Insomma era tanta roba e secondo me non è invecchiato nemmeno tanto male.
    Kevin Costner lo trovo sempre un pò troppo serio e barboso, ma è controbilanciato dal buon Azeem che riesce a strapparmi un sorriso con le sue battute. In più a quei tempi era considerato il più "faigo" (piaceva anche a mia madre), quindi poteva veramente spadroneggiare nelle pellicole che interpretava.
    Per Alan Rickman con me sfondi un portone aperto, l'ho sempre decantato in tempi non sospetti ai miei amici come un grandissimo, proprio per i suoi film della trilogia del cattivo.
    E ti dirò di più, mi è anche piaciuto in quella boiata di Love Actually, proprio per la capacità di cambiare registro con grande semplicità.
    Piccolo aneddoto personale: anche io ho visto il film tante e tante volte ma lo ricordo soprattutto per una visione a casa di un compagno di scuola con vicina la compagniuccia che mi piaceva tanto (ciao Carlotta!). E da, ormai vecchio, romantico quale ero sognavo anche io di insegnarle a tirare l'arco tenendola stretta al mio fianco.
    Finisco con il dire che mi fa sempre ridere la scena di quando Robin ritrova Marian (in realtà la sua dama di compagnia) palesemente bruttina e le dice, mentendo, qualcosa sul fatto che la sua bellezza non è per nulla sfiorita.

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    1. In effetti fa ridere quella scena, oggi non si potrebbe girare, non così. Penso che il film sia invecchiato maluccio in generale, ma per singole scene è ancora più esaltante di tanta roba che esce nei cinema oggi ;-) Cheers

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  9. "ROOBIIIIIN!" (da leggere con la voce doppiata di Mary Elizabeth Mastrantonio, quella vecchia, la stessa di Jodie Foster)

    Non avevo dubbi che sarebbe stato della partita, anche se me l'aspettavo come gran finale!
    Per chi è cresciuto nel periodo d'oro della distribuzione tv, quando ogni uscita aveva una campagna pubblicitaria esagerata, questi film son tutti piezz'e core.
    Anch'io non lo rivedo da anni ma lo ricordo a memoria, spassoso nei suoi eccessi e quella voglia di dare un respiro epico che è mancata a pellicole più recenti che si sono confrontate (male) col personaggio.
    Rickman era fantastico, bucava lo schermo, ma tutto il cast di contorno si fa ricordare. Di questo film su Robin Hood, il personaggio che a me piaceva meno era proprio il Robin di Costner!
    Azeem "Grande Essere" (bel nome, te lo sei dato da solo?) era il mio preferito, con quella sua serietà mistica che bilanciava gli eccessi, che risultava comica (ma come avete fatto a conquistare Gerusalemme?).

    Gran pezzo Cass, si sente tutta la passione per il film.

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    1. Perché aveva un'altra voce? Nella mia testa suonava così leggendoti (storia vera). Grazie mille Bro, sapevo di poterti contare tra gli estimatori ;-) Cheers

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  10. Incrociavo le dita e speravo che il secondo pezzo toccasse a questo film! Io l'ho sempre considerato un classico per quell'equilibrio tra humor, epica e avventura che tutti i film di genere "intrattenimento" tentano di raggiungere senza riuscirci quasi mai... All'epoca apprezzai soprattutto la parte 'buddy' di Morgan Freeman (la principale novità, anche rispetto al loffissimo e quasi coevo film con Uma Thurman) ma leggendo la recensione scopro di ricordarmi quasi tutto: Mary E. Mastrantonio bellissima, Kevin faigo ai massimi (anche se ai tempi d'oro avevo un debole per Christian Slater) e il pezzone di Bryan Adams c'è l'ho anche in playlist (alla voce: ho abbastanza anni da sapere chi è Bryan Adams...) Comunque gran pezzo Cass, complimenti!

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    1. In effetti Azeem e le trovate sopra le righe erano quelle che rendevano questo film preferito a quello più composto con Uma. Grazie mille cara gentilissima! ;-) Cheers

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  11. Certo che e' incredibile.
    Prima di finire a fare la pubblicita' del tonno (un tonno che fa la pubblicita' a un altro tonno...no, scherzo. Ti si vuol bene, Kev), c'e' stato un periodo in cui Costner, a Hollywood, era praticamente DIO.
    Se lo contendevano tutti. E tutte.
    Tra "Gli Intoccabili", "JFK", "Guardia del Corpo" e "Balla coi Lupi" aveva fatto un filotto impressionante.
    Poi, si sa, Hollywoo non perdona.
    Basta un tonfo ("VATERworld") ed in un sol colpo azzeri tutte le quotazioni e la credibilta' raggiunte.
    Si', questo e' uno dei film del cuore, per tanti di noi.
    Appuntamento fisso, per tanti anni.
    Specie sotto Natale.
    "Robin Hood - La Leggenda", con Patrick Bergin, l'ho sempre considerato piu' coerente e fedele, soprattutto nel riproporre i personaggi.
    Tipo Daguerre, il viscido cugino di Robin leccaculo e immanicato coi normanni.
    Ma qui funziona tutto alla grandissima.
    Cast indovinatissimo, attori tutti belli e bravi. Persino i cattivi.
    Manca Re Giovanni (ma come si fa?), ma il grande Rickman col suo sceriffo fa da solo per tutti e due.
    Kevin, Freeman, la Mastrantonio, persino i comprimari come Slater.
    E poi Sir Connery, che quando arriva...di fatto interrompe il film!
    Tutto perfetto. Grandi scene d'azione, un mix riuscitissimo tra parti romantiche, leggere e drammatiche e musiche strepitose (tipo il tema principale, oltre che alla celeberrima canzone di Adams. Che oggi viene usato dalla Disney come presentazione ai suoi film in versione home video).
    Io, una roba simile, gliel'ho vista fare solo allo zio Sly o al TONY.
    Specie sulla parte della love story, che in genere piace tanto alle gentil donzelle ma risulta un po' indigesta a noi maschietti.
    Ma qui e' tutto dosato talmente bene, che non guasta.
    Persino Kevin. Che da sempre lo trovo incapace di reggere da solo il ruolo dell'eroe, se non gli si affiancano spalle all'altezza.
    Inoltre, non e' che si curasse molto dal punto di vista della prestanza fisica. Ma basta fare in modo di non far vedere la pancetta (credo avesse messo un bustino) ed il gioco e' fatto!
    E' un trattato su come si fa un film di successo, un po' come con "Dick Tracy".
    E' un progetto ritagliato su misura, e con un personaggio cosi' vinci facile (a meno che tu non sia il fratello scemo del TONY).
    E' tutto studiato a tavolino, ma con un risultato cosi'...che gli vuoi dire?
    Senza contare che ha fornito tanto materiale succoso per chi avesse voluto portarlo agli estremi per sfotterlo sapientemente (tipo Mel Brooks).
    Un film che fa parte della mia vita, e che ricordo sempre con piacere.
    Grandissima recensione, Cass.
    Complimenti.

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    1. Dimenticavo...ma sul serio l'hanno ridoppiato?
      Meno male che ho ancora la mia vecchia cassetta di fiducia.

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    2. Mai capita l'assenza di Giovanni, ma con un Rickman così, me ne sono fatto una ragione ;-) Cheers

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    3. L'ho scoperto anche io da poco ma a mia volta mi tengo cara la vecchia vhs. Cheers!

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    4. Ultimissima cosa:
      Visto che si parlava di coerenza e fedelta' al racconto originale (se mai ne esiste uno, perche' ci sono tantissime versioni, essendo una leggenda popolare) nel film con Bergin c'era anche il personaggio di Sir Folcanet, anche lui molto importante.
      E lo interpretava Jurgen Prochnow, anche lui un bel duro di quelli tosti che ricordo sempre volentieri.

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    5. Penso una delle poche versioni che si ricordava del personaggio. Cheers

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  12. Che dicembre, quel dicembre 1991, quando "CIAK" (sia rivista che trasmissione televisiva) fomentava tutti in una incredibile faida: quale film promuovete come "successo di Natale", Robin Hood o Terminator 2? Capisci che è come se ti chiedessero se vuoi più bene alla mamma o al papà...
    Ogni trasmissione mandava la scena di Kevin che scocca la freccia verso l'obiettivo (da cui la geniale parodia di Hot Spot 2 con pollo!) e tutto esplodeva: all'epoca la consideravo la scena più mitica mai concepita... però poi Anna Pradeiro mandava subito il T-1000 liquido che si formava da terra... e come fai a scegliere? ^_^
    Questo è uno dei rari film che sono riuscito a vedere gratis in sala, sfruttando un compagno di scuola che aveva il padre bibitaro in un cinema di quartiere. E se la memoria mi assiste, credo di esserci stato anch'io davanti a Canale5 insieme ad altri 13 milioni di italiani, quel giorno.
    Come dici bene, tra Kevin Costner e Bryan Adams l'ormone volava alto, avevo mia cugina completamente persa per il film - peraltro era malata di Bruce Willis in Die Hard, per dire quanto fosse cinefile al punto giusto - e fu lei che registrò dalla TV uno speciale dietro le quinte con Pierce Brosnan che ci portava sul set del film. insomma, era davvero un filmone che aveva usato ogni buon strumento a propria disposizione.
    P.S.
    Anch'io dopo questo film ho cominciato a notare Morgan Freeman, che già all'epoca (come oggi) sfornava 365 film l'anno ma nessuno lo sapeva :-D

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    1. Mi ricordo della passione di tua cugina, però cavolo me l'hai raccontata proprio al meglio l'emozione, mi è sembrato di rivedere a mia volte le immagini! Cheers

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  13. Per il poco che ricordo, Bruttissimo di Cassidy mi sembra una definizione calzante. E pensare che ha un cast devastante questo film!

    Ricordo mettere in slow motion la VHS per vedere l'effetto speciale di una freccia che si vedeva scorrere lungo un filo (di nylon?) verso l'obiettivo (nelle vicinanze di un personaggio), mentre la freccia scoccata dall'arco di un altro personaggio se ne andava ben più lontana e al sicuro dall'attore bersaglio...

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    1. L'ho fatto anche io (storia vera), la categoria dei Bruttissimi esiste proprio per premiare il carattere ;-) Cheers

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  14. E in effetti io ho il cd della colonna sonora, mi era stato regalato e l'ho ascoltato tantissimo. Cioè adesso mi è venuta voglia di far ripartire su quella musica che è tanto che non l'ascolto, mi hai fatto venire voglia di ripescare quelle note di tanto tempo fa. Che già ultimamente in macchina vado a ruota col Batman di Elfman, adesso mi butto su Kamen!

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    1. Kamen per guidare è spettacolare, io di solito ho la sua colonna sonora di "Arma Letale" (storia vera). Cheers!

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    2. Oddio non la conosco, la devo assolutamente andare a sentire per poi guidare con gran stile!

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    3. Ti consiglio "The Weapon" ne avevo scritto qui: http://labaravolante.blogspot.com/2017/09/rock-n-blog-arma-letale.html Cheers!

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  15. beh, io invece non ho mai amato questo film così divergente dalla storia originale. credo di non averlo neppure mai visto tutto...

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  16. chiunque abbia anche solo pensato di ridoppiarlo, facendo diventare il primo storico doppiaggio in dvd un santo graal da diversi chili di soldi, meriterebbe di passarci l'eternità nelle prigioni da cui Robin e Morgano scappano. Sul film che dire? So good

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    1. Sono perfettamente d'accordo, un bel giro nelle ospitali prigioni. Cheers!

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  17. Beh, il secondo titolo della trilogia scelta l'ho azzeccato. Non poteva mancare questo film tra i tanti su Robin Hood, dato che in un certo modo mette assieme un cast ammirato in altre pellicole che hai (e ho) tra le preferite:
    - Kevin Costner dei tempi d'oro,
    - Mary Elizabeth di "The abyss",
    - Alan Rickman di "Trappola di cristallo"... e tanto altro,
    - Cristian Slater de "Il nome della rosa",
    - Michael Wincott di "Strange Days" (che però mi sa farà dopo).
    Aggiungi musiche di Bryan Adams, e ci manca soltanto il fiocco!

    Qua devo dire che Rickman domina la scena e giganteggia, prima di questo film l'avevo visto soltanto come Hans Gruber, quindi commentai qualcosa tipo "Però, è davvero bravo!"
    Ho vagamente presenti le critiche circa gli errori di questo film, ma me ne importa relativamente perché ti immerge benissimo nell'atmosfera che racconta.

    Infine complimenti per le didascalie ai contenuti grafici del post: ho dovuto fermarmi tre o quattro volte dal ridere: lo sceriffo cattivo perché non ha mai lavorato con Cameron è sottile ma spacca! 😂 Di quelle battute che mescolano attori con personaggi, e che apprezzo sempre.

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    1. In effetti Rickman recitava facendoci esclamare: «Però, è davvero bravo!» e non solo qui ;-) Ti ringrazio molto, ho dovuto contenermi perché avrei voluto mettere altre dieci foto con relative didascalie, voglio bene a questo film e fornisce molti spunti, Mel Brooks ne sa qualcosa ;-) Cheers!

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  18. Ho provato a vedere la versione estesa ridoppiata ma non ce l'ho fatta, per me la vera versione è la prima.

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    1. Sto con te, mi tengo stretta quella. Cheers

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