giovedì 23 dicembre 2021

Robin Hood (1973): urca urca tirulero oggi splende il sol

Ogni promessa è un debito, quindi oggi rendo onore alla parola data con l’ultimo dei miei tre Robin Hood cinematografici preferiti, l’ultimo capitolo della… Trilogia di Robin Hood della Bara Volante!

Una scelta facilissima lo ammetto, come di dicevo in occasione del primo capitolo, forse avrei dovuto iniziare da questo film, perché a mani (e zampe) basse, credo ci siano pochi film nella mia vita che ho visto più volte del Robin Hood della Disney, direi solo Grosso guaio a Chinatown e Trappola di cristallo.

Con la versione doppiata di questo film, nel caso a casa doveste avere problemi con le casse della vostra televisione, mi fate un fischio e al grido di tirulero urca urca, posso passare da voi a “doppiarvi” tutti i dialoghi del film, canzoni comprese, oh a vostro rischio e pericolo eh? Ci sono passaggi che mi vengono particolarmente bene che sono diventati “citazioni involontarie”, ovvero quelle frasi che utilizzo abitualmente durante le mie giornate, ad esempio quando Little John richiama Robin alla realtà («Rooob? Roberto?»), oppure la sconsolatezza di Fra Tuck («La cassetta dell'elemosina è come la nostra chiesa. Vuota»), mi viene piuttosto bene anche l’imitazione dello Sceriffo di Nottingham («Trallalò mi odian però, il mio compito fò, tralallalerò!»), insomma guardare “Robin Hood” a casa Cassidy è come assistere ad una seduta di esorcismo con un pazzo afflitto da personalità multipla e vi assicuro che questo film ancora oggi insieme alla Wing-woman, lo rivediamo due, tre o quattro volte l’anno (storia vera).

"Io vedo, io vedo... Casa Cassidy! Stanno riguardando un'altra volta Robin Hood!"

Talmente un classico da aver influenzato prima tutta la mia infanzia, successivamente tutti gli altri film su Robin Hood che ho visto e in fine il mio matrimonio, nella vita trovatevi qualcuno che mandava avanti veloce la melensa canzone nel bosco di Lady Marian, per passare subito allo sfottò folk contro il principe Giovanni, come facevamo la Wing-woman ed io (storia vera).

Il Robin Hood della Disney incarna alla perfezione tutto del mito dell’arciere di Sherwood, il suo talento con arco e frecce, la faccia tosta e l’astuzia, la storia d’amore con Lady Marian il contesto storico e il mito, fino alla lezione di storia sulle Crociate di Re Riccardo. Si potrebbe quasi riconoscere un valore pseudo didattico al film, ah se solo la Disney facesse ancora così invece che tanti inutili Live Action!

Ho basato tutta la mia idea di classe e nobiltà su di lui, tanto da aver fatto scrivere "PG" su tutte le mie valigie.

Ogni volta che nella vita mi è capitato di vedere un qualunque film su Robin Hood, il mio cervello (o ciò che ne resta) non faceva altro che rifugiarsi nella versione Disneiana, persino nel Robin Hood con Kevin Costner non faccio altro che trovare momenti di contatto con il film di Wolfgang Reitherman, genietto nato a Monaco nel 1909, naturalizzato americano e diventato prima animatore e poi regista alla Disney, a lui dobbiamo un sacco di classici, come La carica dei 101 e l’altro mio film Disney preferito, quello che si divide il primato con “Robin Hood”, ovvero “La spada nella roccia” (1963), prima o poi completerò anche la “Trilogia Reitherman”. Insomma a questo punto mi sembra quasi ovvio, per tutte questa ragione, dopo questo popò di premessa, mi sembra doveroso aggiungere solo il logo dei Classidy!

In realtà “Robin Hood” per la Disney ha rappresentante l’equivalente di “lo Zen e l’arte di arrangiarsi”, il piano iniziale era quello di mettere in cantiere un film su Renart la volpe, ma alla Disney capirono presto che era necessario puntare ad un titolo più famoso, l’arciere di Sherwood era perfetto ed è qui che cominciò il grande “riciclaggio” di idee che ha fatto la fortuna del film. Visto che Robin Hood è furbo come una volpe, perché non rappresentare tutti i personaggi come animali antropomorfi? Ora può sembrare scontato ma è talmente una trovata azzeccata che questo film lo potranno vedere a ripetizione anche i bambini tra cinquant'anni e ancora coglieranno al volo l’essenza della storia e dei personaggi, perché questo film di 83 minuti va dritto al sodo, forte di un ritmo invidiabile, canzone melensa di Lady Marian a parte.

"Rubare? Che brutta parola, noi non rubiamo, prendiamo in prestito parti da altri film d'animazione che non ne hanno più bisogno"

Secondo gli animatori Ward Kimball e Ollie Johnston, per disegnare qualche animale un po’ diverso dal solito, lo Sceriffo di Nottingham inizialmente avrebbe dovuto essere una capra (state pensando a Sgarbi, lo so), ma per mantenere lo stereotipo del lupo cattivo delle favole, si scelse proprio questo animale (storia vera), altre soluzioni invece vennero selezionate per motivi ancora più pratici: un budget microscopico. Con un milione e mezzo di fogli verdi con sopra facce di alcuni ex presidenti defunti (la stessa spesa di "Biancaneve", però uscito trentasei anni prima, lascio fare a voi i conti sulla svalutazione, io preferisco rubare ai ricchi per dare ai poveri), il film di Wolfgang Reitherman ricorse al riciclaggio selvaggio di scene animate in precedenza, ecco perché Little John e Sir Biss furono ricalcati su Baloo e Kaa direttamente da “Il libro della giungla” (1967), il che si nota molto nelle scene più concitate o nei momenti musicali, dove i movimenti dei personaggi sono davvero gli stessi, solo che molti di loro sono vestiti di verde come il protagonista di “Le avventure di Peter Pan” (1953).

“Robin Hood” inizia proprio come ogni classico in costume che si rispetti, con il libro che si apre e il narratore che inizia a raccontare la storia, solo che questa versione del mondo animale è raccontata da Cantagallo (Roger Miller in originale) un menestrello, vale a dire un cantautore dei tempi antichi (ve l’ho già detto che lo so tutto a memoria?) che ci porta subito nel bel mezzo della foresta di Sherwood, dove Robin Hood (Brian Bedford) e Little John (Phil Harris) van per la foresta e sono felici del successo delle loro gesta, mentre un subdolo sceriffo e i suoi stupidi scagnozzi sono lì decisi a farli fuori, per inciso, “Urca urca tirulero” è la suoneria del mio cellulare quando mi chiama la Wing-woman (storia vera).

"Vuoi vedere che il vecchio Cassidy questa volta mi frega il ruolo di menestrello?"

Mettetevi nei miei panni, cosa faccio? Ve lo trascrivo tutto dialogo per dialogo e canzone per canzone questo film? Potrei perché tanto è un film perfetto, anche nell’opporre eroi proletari all’avida aristocrazia, perfettamente rappresentata dal principe Giovanni (in originale doppiato da Peter Ustinov, colui che per me sarà sempre il grande vecchio) e dalla perfetta rappresentazione del suo strisciante servitore, Sir Biss (Terry-Thomas). Si ok, lo specchio di vostra madre e il ditone (che era anche sporco di fango) quando diventa mammone, ma con quella sua cattiveria di fondo, quella sua ossessione per il buono della storia e per la sua capacità di far pagare caro a tutti le sue umiliazioni (di solito a colpi di tasse), volete dirmi che il lunatico principe Giovanni e il suo sibilante consigliere non sono tra le coppie di cattivi più memorabili mai visti al cinema? Anzi, rincaro la dose.

"Siamo la coppia di cattivi più bella del mondo" (e ci dispiace per gli altri)

Quanti Sir Biss e principi Giovanni avete conosciuto nella vostra vita? Sono sicuro che avete avuto tutti un datore di lavoro a cui avreste potuto facilmente adattare il testo di “The phony King of England” senza troppa difficoltà, anche utilizzando tutte quelle chicche della lingua italiana che sono “lepido”, “stolido” e “trepido”, roba che da bambino imparai a memoria prima di conoscerne il vero significato e oggi, in quest’epoca di ignoranza galoppante, dove i titoli italiani dei film vengono “tradotti” in inglese, collocano “Robin Hood” come il prodotto di un’altra epoca, lasciatemi aggiungere migliore.

Questo Classido di Wolfgang Reitherman riporta la leggenda di Robin Hood alla sua essenza alla perfezione, quando il coniglietto vestito come il celebre arciere dopo aver ricevuto proprio da lui i regali di compleanno sta per beccarsi un bacio da Lady Marian, risponde con la classica trovata da bambini per cui i baci sono roba sdolcinata, ma allo stesso tempo riesce anche ad essere un film piuttosto romantico come ogni storia con di mezzo Robin e Marian ha l’obbligo di essere.

Allo stesso tempo poi “Robin Hood” fa leva sull’eroismo e sul senso di giustizia che soprattutto nei bambini è spesso molto più spiccato, dovrebbe esserlo anche negli adulti, ma molti si perdono lungo la via della strada per Nottingham, anche se nella vita poi tutti pensano di essere Robin Hood, nessuno realizza per davvero di essere diventato che so, lo Sceriffo di Nottingham, anche se di mio mi accontento di parcheggiarmi comodo in zona Little John, anche se ogni volta che rivedo il film la mia Wing-woman mi sibila all'orecchio che secondo lei, tra “Johnny” e Lady Cocca, potrebbe esserci del tenero, insomma quei due non la raccontano giusta!

Torbido, qui ci vedo del torbido tra questi due!

Va da sé che “Robin Hood” sia un’infilata di scene mitologiche una via l’altra, solo la gara di tiro con l’arco potrebbe già essere una lunga scena madre che contiene di tutto, dalla pantomima di Little John che con il suo “PG” fa il vuoto («Sono Sir Reginald, duca di Whisky!»), passando per quello sbruffone di Sceriffo che barando pensa di vincere il bacio, la freccia d’oro e tutta la baracca, fino al travestimento di Robin Hood da Becco a spillo, la cicogna del Devonshire, che viene riconosciuto da Sir Biss guardandogli il culo da sotto il vestitino (fateci caso la prossima volta che vedrete il film, non riuscirete più a pensare ad altro) prima di finire imbottigliato regalandoci la canzone da ciucco migliore del mondo, tutti insieme al tre… Noe' Gran Patriarca è salpato nell'arcaaaaa!

D'ora in poi non potrete mai più ignorarlo.

… Già lo so che la sezione commenti di questo post brucerà nel fuoco delle citazioni come il castello alla fine del film, anzi parliamo proprio di questo già che siamo in argomento.

Comunque molto meglio che muoversi in monopattino.

Mi ha sempre un po’ turbato (poco eh? Il film mi piace nella sua versione definitiva, dovreste averlo intuito), il fatto che Riccardo Cuor di Leone arrivi solo alla fine, in tempo per il matrimonio, in un’apparizione che nulla mi toglie dalla testa, sia stata ripresa identica nel Robin Hood con Sir Sean Connery nel prestigioso ruolo. Non capivo come mai l’amato Re avesse un ruolo così piccolo, finché non ho scoperto la versione alternativa, il primo finale pensato per il film, fortunatamente tagliato, che potete trovare nei contenuti speciali di qualunque versione “Home video” decente del film o negli extra su Disney+ sotto forma di storyboard disegnati.

Solo per voi, il finale alternativo mai utilizzato del film!

In quella prima idea di finale, Robin Hood viene gravemente ferito durante la sua fuga dal castello in fiamme, diventando un protagonista del tutto inerte (cosa che fino a quel momento della storia non era mai stato), in fin di vita il principe Giovanni lo scova e minaccia di accoltellarlo, quando l’apparizione di Riccardo Cuore di Leone come un vero Deus ex machina gli salva la vita. Posso dirlo? Ben felice che questa versione del finale non sia mai passato dallo storyboard all’animazione vera e propria, sarebbe stata più deprimente del “momento tristezza” di “Robin Hood”, sapete tutti a cosa mi riferisco.

“Non a Nottingham” (anche detta “Ogni città” almeno io la chiamavo così, storia vera), ancora oggi è la mia canzone ufficiale della malinconia rassegnata, ad esempio quando finiscono le ferie e domani tocca tornare a pupparsi colleghi che ti urlano di calcio nelle orecchie tutto il giorno, a me parte in automatico il com'è triste subir questa tirannia e non poter volare via dopo tanto pianto... Lo fate anche voi, non venite a raccontarmi storie!

Chi ha bisogno di Russell Crowe e dello Scott sbagliato, quando hai questo Robin Hood!

Insomma a me di “Robin Hood” piace tutto, il modo essenziale in cui tra mito e leggenda, la storia del personaggio sia stata stilizzata così alla perfezione fa di questo film l’adattamento perfetto, ovvio che non troverete l’aderenza storica, non potrete trovarla in un film dove Fra Tuck è un tasso e dove uno dei personaggi più memorabili (che ha avuto una grossa presa su molti della mia generazione) si chiama Lady Cocca, però è un film che segue il principio Fordiano per cui al cinema, a vincere è sempre la leggenda, anche quando viene raccontata con animali antropomorfi canterini.

Potrei andare avanti dieci mesi a trascrivervi tutti i dialoghi del film, ma per quello potremmo sbizzarrirci nella sezione commenti, di mio non potevo completare questa “Trilogia di Robin Hood della Bara Volante” in altro modo, perché ancora oggi, tante delle versioni cinematografiche del personaggio che ancora escono, non fanno altro che farmi rimpiangere quella di Wolfgang Reitherman, niente male per un film tirato su a colpi di riciclaggio! Ed ora se volete scusarmi, visto che qui il mio lavoro è finito, posso andarmene con passo allegro verso l’orizzonte, fischiettando.

Tutto fila liscia nella foresta della Bara Volante.

58 commenti:

  1. Te l'ho gia detto Cassidy che sono in progetto i remake live-action di entrambi,Roberto e Semola? Outch,meglio canticchiare fischiettando "Trallallo,ogni classido del potenzial monetario a, ed il remake arrivera,trallallo!"

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    1. Gestisco la notizia come faccio sugli annunci dei remake Carpenteriani, ignoro tutto finché il problema non si manifesta, non si meritano nemmeno di essere ammoniti per il suicidio artistico in cui stanno per lanciarsi ;-) Cheers

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  2. Amo questo classico disney,ma devo confessare che tra i due che hai citato,"Robin Hood" è una medaglia d'argento,a mio gusto personale la medaglia d'oro va tutta a "La Spada Nella Roccia",lista infinitissima di momenti cult,mi basterebbe solamente citare lo scontro tra Merlino e Maga Magò per impazzire di gioia!

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    1. L'altra sera con la Wing-woman abbiamo rifatto la maratona di casa Cassidy che facciamo tutti gli anni (anche più volte l'anno): I tre caballeros, Robin Hood e la spada nella roccia. Un giorno completerò la trilogia anche qui sulla Bara ;-) Cheers

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  3. Fù proprio Wolfgang Reitherman che in quel capolavoro immane di "FANTASIA" si occupò personalmente delle scene animate dei dinosauri,nel segmento che faceva da sfondo alla "Sagra Della Primavera" di Stravinskij,forse le scene di dinosauri più iconiche della storia del cinema,i brividi ogni volta che vedo quelle scene,che mi incantano sempre come la prima volta che le ho viste!.Per trovare scene altrettanto iconiche si è dovuto attendere "Jurassic Park"!

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    1. Infatti la parte con i dinosauri è la mia preferita di quel film (storia vera). Cheers!

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    2. E non doveva essere dispiaciuta nemmeno al nostro Bruno Bozzetto, visto come la riadattò nel suo brillante "Allegro non troppo" ;-) A me colpì parecchio pure Una notte sul Monte Calvo: terrore puro, quando la vidi per la primissima volta al cinema, con tutti quei/quelle streghe/demoni/spettri lì a svolazzarmi contro su grande schermo (non parliamo poi del gigantesco Chernabog)... Eh, quanto sono lontani i tempi in cui i classici Disney rimanevano in cartellone per anni, e così te li rivedevi più volte senza problemi, compreso questo sempreverde "Robin Hood" di Reitherman che hai testé trattato (impegnato ti ci sei di buzzo buon, io l'ho letta e allor ti dico urca urca tirulero splende la tua recension) ;-)
      Buon Natale a te e alla tua Wing-woman!

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    3. Grazie mille capo sempre puntuale e gentile, tanti auguri a che a te! ;-) Cheers

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  4. Pensi che il commento di Merlino "Arrivo dal XX secolo, e credimi, sta bene dove sta" spieghi la storia meglio di tutti i libri di Hobsbawm.

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    1. Riassume un secolo meglio di Sir Gull in "From Hell" ;-) Cheers

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  5. Ma dai li avevo azzeccati quando hai proposto il primo 😀.
    È vera la cosa della somiglianza tra Sir Biss e Kaa è tra Little John e Baloo, però nella mia testa era come un marchio Disney, un po come se fossero gli stessi attori che li interpretavano. Tipo Dean Jones che è il volto di una caterva di film Disney.

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    1. Non erano poi così difficili alla fine ;-) Esatto, alla fine sarà stato anche un riciclaggio ma ha imposto uno stile subito riconoscibile, anche solo nel disegno. Cheers!

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    2. Anche il coniglietto poteva essere Tamburino di Bambi (cresciuto) e i topolini quelli di Cenerentola

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    3. Vero, i coniglietti ogni volta che li vedo penso che abbia molto di già visto. Pensa come verrebbe accolto su "Infernet" oggi questo film! ;-) Cheers

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    4. Ma non ditemi che voi lo chiamate Tamburino e non Tippete!!?!
      Comunque questo Robin è mitico in tutto! La tua WingWoman ti sibila nell'orecchio come Sir Biss? Comunque mi ha schiantato rivedere Johnny e Cocca che ballano, lei che gli balla sul panzone è impagabile.

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    5. Rendeva bene il senso di un'idea suggerita, la classica pulce nell'orecchio, di norma sembra più Marian che Sir Biss per mia fortuna ;-) Io lo chiamo Tippete, mi suona molto meglio! Cheers

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  6. E' anche uno dei miei Disney preferiti, ma mi rendo conto che non lo rivedo da troppo tempo :) Devo rimediare! E poi c'è la prima apparizione della mamma di Zerocalcare, come hai notato anche tu :D

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    1. Incredibile come in "Strappare lungo i bordi" anche chi non aveva mai letto nulla di Zerocalcare non abbia battuto ciglio su mamma Lady Cocca, questo dice di quanto sia azzeccata l'idea di associare il personaggio alla mamma media italiana ;-) Cheers

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  7. Probabile che l'abbia visto al cinema, essendo cresciuto a due passi da un cinema parrocchiale i cartoni Disney erano sempre in cartellone, ma confesso che l'ho rivisto pochissimo: come ci organizziamo? Vieni qui e me lo mimi tutto o lo fai in streaming? :-D
    Scherzi a parte, quei disegni mi riportano bambino e mi fanno rimpiangere uno stile perduto d'animazione.

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    1. Mi organizzo un attimo, poi si può mettere su una diretta dove tutti i componenti della famiglia Cassidy (cani compresi) rifanno il film tipo recita di Natale ;-) Davvero, anzi aggiungo che in tanti abbiamo migliorato il nostro tratto disegnando con carta e matita i personaggi di questo film (storia vera). Cheers!

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  8. Anche qui non aggiungo molto, se non che e' il mio preferito in assoluto, tra i classici dei classici.
    Piuttosto, ne approfitto per un piccolo parallelismo.
    Qualche anno fa sono andato letteralmente in fissa per il buddy-cop movie della Disney, vale a dire "Zootropolis".
    Mi e' piaciuto, ma davvero un sacco.
    E non solo perche' cita i film giusti come "Arma Letale", "Beverly Hills Cop", "Scuola di Polizia" ma soprattutto "48 Ore" (quanto tempo hanno i protagonisti per risolvere il caso?).
    Ma anche altri di in sospettati, come "Uno Sparo nel Buio" (e quella da applausi), "Speed" e addirittura "Cape Fear" e "Breaking Bad".
    Pero' c'era di piu', secondo me.
    E l'ho capito vedendo il co-protagonista, Nick Wilde, che per certi versi considero persino superiore alla protagonista principale. Al punto che secondo me, in un ipotetico sequel dovrebbero farlo lui, come protagonista.
    Perche' ha il background piu' interessante, e' un personaggio che ha appena iniziato la sua evoluzione (al contrario di Judy che invece al termine e' fatto è finito) e alla fine, il vero miracolo della storia sono il suo riscatto e la sua redenzione.
    Ma non divaghiamo.
    Mi sono accorto quando ho visto che oltre all'aspetto (una volpe rossa vestita di verde, ehm...) nella mimica, nelle espressioni e nelle movenze Nick E' SPUTATO IDENTICO A ROBIN.
    E in effetti ritengo che nel character design debbano molto a quel vecchio classico.
    Basto vedere anche i conigli (e in effetti Judy sembra la coniglietta piu' grande che ha un debole per Robin),i rinoceronti e i topolini.
    Sara' un caso che "Zootropolis" e' il primo film con animali antropomorfi dopo "Robin" Hood"?
    In effetti non ne hanno piu' fatti.
    Qualcuno si e' pure sbilanciato con una strampalata teoria, dicendo che il mondo di "Zootropolis" e' lo stesso di "Robin" Hood", ambientato secoli dopo.
    Beh, allora sia rettili che volatili dovrebbero essersi estinti. Anche se non e' detto che non esistano, in altre citta'...
    Concludo con una richiesta.
    Ho sentito di un prossimo adattamento live, tipo "Il Re Leone".
    Per favore.
    NON FATELO. VI PREGO.
    NON.FATELO.
    Almeno questo lasciatemelo stare.

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    1. Ne avevamo parlato nel post dedicato a Zootropolis. Proprio per quello lo rifaranno, mica scelgono un film Disney sconosciuto no, per fare soldi facili bisogna vendere al pubblico la stessa storia ma nuova, però uguale, ma diversa! “Ghosbusters Legacy” insegna (male ma insegna). Cheers

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    2. Giusto perche' di un capolavoro poi ci si finisce ad accanirsi sui dettagli anche piccoli, ma gustosi...
      Sul presunto "tenero" tra Little John e Lady Cocca, diciamo che faceva parte di quel gioco sottile che rendeva il tutto piu' stuzzicante.
      Una prassi, in quei vecchi classici. E che mostrava anche cosa voleva dire fare dannatamente bene il proprio mestiere.
      Quando un gesto, uno sguardo rendono piu' di mille inutili parole. O immagini.
      Perche' quando Robin e Marian si ritrovano soli soletti (e diciamolo. Se stanno ad imboscaa'!!) nel buio della foresta, tu dici che non...
      Quasi acquista senso man mano che si cresce, quella scena.
      Da pischello molto piccolo pensi che ci scappa giusto un bacetto, ma da adulto in genere quando due piccioncini si allontanano dal resto del gruppo...in genere si sa quel che vanno a fare.
      Lo si immagina. Lo si intuisce.
      Mentre la telecamera si allontana e l'immagine sfuma, con garbo e signorilita', garantendogli la giusta dose di privacy.
      Questa e' CLASSE, gente.

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    3. Il tutto in meno di 90 minuti di durata totale ;-) Cheers

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  9. capolavoro! il classico film da guardare il 31 in attesa della mezzanotte (lo piazzavano sempre a quell'orario!), anni prima che "Una poltrona per due" diventasse un tormentone social.

    Concordo su tutto, ovviamente, una pietra miliare della Disney di una volta, quando sapevano fare anche storielle minime scemotte, tutte divertimento e azione (penso anche a titoli coevi come "La carica dei 101", "Gli Aristogatti", "Il libro della Giungla", "La spada nella roccia"... insomma, il periodo Xerox) e dire che qualcuno lo chiama "Medioevo Disney"!!! Ma magari facessero ancora oggi prodotti del genere, invece di puntare sempre alla luna, sbagliando clamorosamente il colpo :/

    Tra i tanti meriti di Robin Hood c'è anche quello di aver avuto i crediti italiani coi nostri doppiatori che sostituiscono i nomi degli interpreti originali! Crediti ovviamente perduti con le riedizioni... e vorrei far notare che qualche anno dopo Pino Colizzi riprenderà brevemente la caratterizzazione quando come voce di Charlie in "Anche i cani vanno in paradiso" legge la favola di Robin Hood!

    PS: Peter Ustinov per me sarà sempre "Il pirata Barbanera" sempre per Disney, nel film che da piccolo vedevo più a nastro di tutti... anni dopo scoprì che una delle due nipoti era nientepopodimeno che... Elsa Lanchester, la famosa "Frankenstein's Bride"!!! Non so perché, ma mi è sempre sembrata una di quelle curiosità assurde del tipo "Com'è piccolo il mondo!"

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    1. Un guazzabuglio medioevale! Perdonami non ho resistito ;-) Per il resto concordo su tutto! Cheers

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  10. Last but not least, sull'ultimo capitolo della trilogia non avevo alcun dubbio! Aggiungo solo che la suoneria del mio cellulare è da tempo immemore Whistle stop, versione fischiettata, che è uno dei brani più allegri mai composti... Sul fatto che Re Riccardo arrivi solo a cose fatte, ci ho sempre visto una implicita critica al potere, che poi i Robin Hood successivi hanno sempre ripreso: puoi avere i tiranni come Giovanni o i grandi assenti come Riccardo, ma né agli uni né agli altri importerà mai molto della povera gente... Io comunque ho sempre avuto una certa simpatia per Sir Biss: come statista ha un suo perchè...

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    1. Penso lo stesso (anche sulla suoneria), questo film nella sua semplicità cogli il senso dell’assenza dei potenti al meglio, ricordiamo che la missione di Re Riccardo viene definita “Quella crociata cretina”, i giovani direbbero: non vedo errori ;-) Cheers!

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  11. All'epoca dell'uscita fecero un sacco di gadget, molto reclamizzati su Topolino, come il castello da costruire (in cartone), l'arco e le frecce e il Sir Biss di peluche col filo da pesca, antenato dell'animillo vermillo (io ce l'avevo).

    https://www.picclickimg.com/d/l400/pict/124956573071_/1985-Gig-Animillo-Il-Magico-Vermillo-Sirbiss-Robin.jpg

    Mi sembra che Topolino regalasse anche una serie di scudetti in metallo coi personaggi, e per un po' apparvero anche delle storie a fumetti di Robin. Dovettero portarmi al cinema 2 volte, e ogni volta mi vidi 2 spettacoli.
    Personaggio preferito Biss, scena preferita il volo del serpente in palloncino e la conseguente, forzata ubriacatura di birra con annodamento finale da parte di P.J. Il quale P.J., quando è inquadrato con lo sguardo accigliato e la corona troppo grande mi ricorda un po' Hitler in alcune foto col berrettone militare. Chissà se fu un'ispirazione reale o solo una mia paranoia.
    Molti lo considerano un film minore rispetto a tanti classici Disney, a me francamente è sempre piaciuto più del libro della giungla. Voce preferita Carletto Romano sceriffo di Nottingham.

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    1. A mio padre avevo regalato un piccolo Robin Hood di gomma da appendere alla faretra (storia vera). Anche secondo me questo è molto meglio di “Il libro della giungla”, amo tanto il romanzo di Rudyard Kipling e non riesco a digerire altre versioni, in pratica anche in questo l’anti-Robin Hood almeno per i miei gusti ;-) Cheers

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  12. Questo lo abbiamo beccato tutti. A parte che ti conosciamo, era anche il più facile nonché il vero Robin Hood. L'incarnazione perfetta del mitico eroe di Sherwood: romantico e coraggioso, altruista e guascone, impavido e spavaldo. Con amici pronti a gettarsi nel fuoco per lui. Non so cosa girasse alla Disney in quel periodo, ma con questo cartone hanno fatto un centro perfetto. Storia semplice ed essenziale che fila dritta come un fuso e che riesce nell'intento di accontentare grandi e piccini.

    Se non il migliore, sicuramente nel podio dei migliori lavori di zio Walt.

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    1. Era facile vero? A volte sono un libro aperto ;-) Anche per me è da podio, non potevo non averlo su questa Bara. Cheers!

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    2. Va che zio Walt era gia bello che morto (o ibernato XD) quando questo film fu fatto.

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    3. Il senso della frase di Zio Portillo era chiaro, non è obbligatorio fare sempre la punta ai chiodi, non ci sono premi in ballo ;-) Cheers

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  13. Sono sicuro che esista un universo parallelo in cui questo film faccia parte del Rinascimento Disney, con protagonisti umani e una perfetta mescolanza di toni cupi e leggeri, con un principe Giovanni minaccioso ma la tempo stesso affascinante quanto Scar è Frollo.
    Mi sono sempre chiesto come sarebbe stato se fosse stato prodotto in quegli anni.

    Detto ciò, il Robin Hood di Reitherman riesce nell'impresa di superare ogni limite tecnico dovuto a problemi economici acquisendo uno charme tutto suo, che fra scene memorabili e personaggi incredibilmente riusciti e integrati nel proprio ruolo, lo rende comunque una perla.
    E il suo comparto sonoro è sublime, soprattutto in italiano.
    Quindi tutto sommato sono contento che si trovi in questo universo.

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    1. In tutta onestà non farei cambio con nessun'altra realtà, sarà anche perché è uno dei pochi film che preferisco guardare doppiato che in originale, senza nulla togliere al grande Peter Ustinov ;-) Cheers

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  14. Un film che ho guardato molte volte da bambino (merito di una cassetta su cui mia mamma aveva registrato il film e che aveva ricalcato alcune immagini, per usarle come copertina). Il ciclo di Renart, in realtà, presentava una trama (e dei personaggi) troppo maliziosi per un cartone disney: Renart usa ogni mezzuccio per vincere gli avversari, e non sempre riesce ad evitare di venire bastonato. Gli altri animali sono uno specchio dei vizi umani, con mariti e mogli cornificate, tradimenti e chi più ne ha, più ne metta.

    Sbrogliata la parentesi "filologica/letteraria", passo a dire che il cartone è stupendo ancor'oggi: la trama è semplice, ma è proprio in questo il suo punto di forza, perché permette ai personaggi di spiccare. Lady Marian ha dei suoi guizzi simpatici, e Lady Cocca è un po' la matrona "guagliona", diciamo. Perfino Tonto e Crucco (gli avvoltoi) si imprimono nella memoria ("E' l'uuuunaa di notteee e tuttooo va beeeneeee!!!"), ma secondo me sono le due "coppie" di buoni e cattivi a brillare effettivamente.

    La chimica fra Robin e Little John è innegabile, l'uno astuto certo, ma comunque impulsivo, l'altro più "paterno" e prudente, ed entrambi hanno ottimi momento comici ("sono il duca di Whisky! Tappati la bocca, lombrico!").

    Ma sono il Principe Giovanni e i povero Sir Biss a strapparmi sempre molte risate: merito innanzitutto della accoppiata animalesca. Lui, un leone che è antesignano di Scar (solo ancor più patetico e risibile), l'altro un serpente complessato e che ricorda molto Smithers dei Simpson, ovvero un cattivo sì, ma non così malvagio e che cerca di consigliare il suo superiore, nonostante la dabbenaggine del Principe Giovanni. Un "regnante" che si succhia il dito quando le cose vanno storte e che evita volentieri di affrontare direttamente Robin Hood, piagnucolando e gridando aiuto.

    Per non parlare poi delle musiche e del comparto del doppiaggio: non voglio dire che i nuovi doppiaggi italiani non siano buoni, anzi. Ma sentire Pino Locchi in diversi film disney (oltre a questo, doppia un orso -Baloo- anche ne Il libro della giungla) e a doppiare poi Sean Connery è sempre qualcosa che mi fa stendere un sorriso sulla faccia.
    "La stanno cantando, eh?! Beh, canteranno su un'altra musica!"

    Nota a margine: lo stesso Cantagallo è un personaggio proveniente da Le Roman de Renart, e si chiama Chantecler le Cocq. Non a caso, il nome è stato adottato sia dalla nota ditta di sgrassatori e da Don Bluth per il suo "eddie e la banda del sole luminoso".

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    1. Anche secondo me hanno fatto bene a passare da Renart a Robin Hood per il resto sono d'accordo con la tua analisi, grazie ;-) Cheers

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    2. Ah, volevo chiederti una cosa: hai mai commentato un film dello studio Ghibli?

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    3. Nella mia vita si, su questo Blog no, anche se una rubrica su Miyazaki ci starebbe proprio, ma ho dei piani ;-) Cheers

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    4. Ci conto!
      Ti segnalo questo adattamento del 1933 de Le roman de Renart.
      https://www.youtube.com/watch?v=9v3xbVf_z7c

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  15. Hai tenuto per ultimo il mio Robin Hood preferito, nonché il mio film d'animazione Disney prediletto, per lo meno tra quelli che ho visto.
    Divertente, avvincente, sorprendente. 👍
    Anche io, quando mi capita una discussione su Robin Hood, lo immagino nella versione volpina.
    Se ti capita, cerca un po' il fumetto "La leggenda di Paperin Hood", vecchia storia di Romano Scarpa. 😉

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    1. Lo farò grazie, ben felice di aver azzeccato il Robin giusto per il finale ;-) Cheers

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  16. Mi ricordo, sempre per ritornare sul tema della memoria trattato in altro post, che quando facevo karate da ragazzino, l'ultima lezione prima del Natale il grande maestro Lino-san ci faceva vedere sempre un grande classico della Disney, con il senno di poi direi probabilmente per inculcare nelle nostre giovani menti dei messaggi e degli insegnamenti positivi che queste pellicole veicolavano.
    Per cui ne ho visti tanti, non tante volte quanto hai fatto tu, ma li ricordo abbastanza bene. Nello specifico Robin Hood mi comunicava la voglia di non arrendersi davanti alle avversità, anche quando i nemici sembrano troppi e non avresti i numeri per poter farcela.
    Sembrerà un messaggio fin troppo banale ma questo cartone animato ha inculcato nel giovane me un senso di giustizia, motivato dalle ragioni "giuste", che ancora mi accompagna nelle scelte quotidiane, a volte anche quando ci si sente schiacciati da forze troppo grandi.
    Potenza del racconto, della Disney o semplice sublimazione giovanile, ma ogni cartone di quell'epoca lo associo a qualche insegnamento di vita.

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    1. Il Maestro Lino-San mi sarebbe stato molto simpatico, ottimo metodo il suo ;-) Cheers

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  17. "In realtà “Robin Hood” per la Disney ha rappresentante l’equivalente di “lo Zen e l’arte di arrangiarsi”, il piano iniziale era quello di mettere in cantiere un film su Renart la volpe, ma alla Disney capirono presto che era necessario puntare ad un titolo più famoso, l’arciere di Sherwood era perfetto ed è qui che cominciò il grande “riciclaggio” di idee che ha fatto la fortuna del film. Visto che Robin Hood è furbo come una volpe, perché non rappresentare tutti i personaggi come animali antropomorfi?"

    Tu forse non lo sai, ma Robin Hood rappresenta la fusione di due progetti inizialmente scartati.
    Il primo appunto su Renart la volpe, ed era un progetto che risaliva addirittura fino ai 50; ma appunto, a causa del tono delle storie, dei contenuti e del protagonista stesso (una vera carognetta piuttosto negativa) non se ne fece mai nulla...

    L'altro appunto, sempre dei 50, di un progetto proprio sull'arciere di Sherwood realizzatyo però con personaggi umani sulla scia di classici come "Cenerentola", "Alice nel paese delle meraviglie", "Peter Pan", "La bella addormentata nel bosco" e "La spada nella roccia"; ma per motivi ignoti, il progetto non entrò mai in produzione (e si che nei 50 la Disney ne produsse un surrogato con attori in carne ed ossa).

    Quando poi gli anni 60 stavano volgendo al termine, ed il Cinema fu preda di innumerevoli rivoluzioni, qualcuno a casa Disney pensò che poteva essere il momento buono per proporre quel famoso progetto su Renart; e, tanto per far meglio le cose, dato che il genere Western stava conoscendo una seconda gioventù anche più viva di quella made in U.S.A. grazie a noi italiani (Leone e compagnia sparalesta), perchè non cambiare tempo ed ambientazione, riscrivere tutto e trasferire baracca e burattini nelle polverose ed assolate lande del selvaggio West con i personaggi tutti ridisegnati come animali locali (basti pensare che Renart e consorte divennero da volpi due coyote)... Et Voilà, l'idea vincente sembrava aver iniziato a mettere radici
    https://furbooru.org/images/82000?q=calumet

    Ma anche così sembrava non andare bene, i dirigenti Disney erano ovviamente parecchio titubanti di portare al Cinema (e dopo la morte di zio Walt) un film di animali antropomorfi con due protagonisti torvi e non proprio positivi che vivono una storia d'amore NON IDILLIACA, fatta pure di abusi fisici, psicologici e doppiogioco; e tutto un campionario di comprimari in cui vige la regola "il più pulito ha la roggna" che si sparano, si ammazzano, si pestano, giocano sporco, bevono, fumano e tutto l'allegro repertorio da Spaghetti Western (si lo so, sebrava più qualcosa adatto ad un matto come Ralph Bakshi)...
    Per cui ci si ricordò del progetto Robin Hood, si riprese l'antropoformizzazione originale del Renart, ed ebbero un buon riscontro ai botteghino, oltre a creare un cult ricodato ed amato ancora oggi.

    Eppure un certo rammarico rimane... chisssà come sarebbe stato il Renart in versione Western?!

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    1. In realtà lo so visto che ne parlo nel post ma ti ringrazio per i dettagli extra su cui non ho potuto soffermarmi, sono felice che lo abbia fatto tu ;-) Cheers

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    2. Di nulla Cassidy, di nulla, è stato un piacere... Però di, a vedere quella bozza di disegno che ho postato, che te ne sarebbe parso del Renart in versione Spaghetti Western (notare poi che la coyotyna HA PIU' SENO di Lady Marian; alla faccia di chi ha deciso di piallare Lola Bunny e darle il culo arquato come un ferro di cavallo)?

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    3. Modifiche che sono state enfatizzare su "Infernet" perché nel film nemmeno si sono notano, Lola Bunny sembra una giocatrice di basket, fine. Penso che lo avrei gradito, a me piace un sacco anche "Rango" ;-) Cheers

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    4. 'Nsomma, enfatizzate sul web un par de ball, aveva proprio culo e gambe a ferro di cavallo (ed era davvero piallata, non raccontiamoci storie; e passata da una terza ad una pista di aterraggio), in oltre pure la sua animazione cileccava un pò, come se fosse "ingabbiata" da quella nuova forma. In oltre ho notato che il suo design spesso variava da una scena all'altra, e neppure di poco; con guanche più a punta prima, più a batuffolo poi e con frangette ancora poi...

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    5. No no, enfatizzate dal web, lo ribadisco, perché su "Infernet" come termine di paragone è stata spesso usata un immagine non presa dal film originale, ma ritoccata per aumentare le curve, queato è un fatto da cui on si scappa, sul resto siamo d'accordo ma ho un post specifico sul film, meglio se continuiamo di là che ne pensi? ;-) Cheers

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  18. Ovviamente, anche il mio Robin preferito!
    Il mio amore per le volpi e i cuori d'oro nasce da qui, e quando su Kimmy Schmidt se ne sono usciti con QUESTA ​frase, mi sono sentita meno sola!

    Visto e rivisto da mia nonna che aveva la VHS rigorosamente registrata dalla TV, mi hai fatto venir voglia di ribeccarmelo: quale momento migliore delle vacanze di Natale?!

    P.S.: Ora che di galline ne ho due, la rossa più simile a Lady Cocca della bianca in realtà, penso ogni giorno a quanto bravi sono stati i disegnatori, si muovono allo stesso modo. Sì, anche di sfondamento! Altri, meravigliosi, tempi!

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    1. Oh no, il link non funziona.
      Meglio andare di copia/incolla allora:

      https://i.imgur.com/LR6OAPhh.jpg

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    2. Penso che si fossero studiati un bel po' di anatomia animale, certo che ti capisco, farei come te pensando a Lady Cocca ad ogni loro movimento. Poi questo è il periodo giusto per rivederlo, ero certo di poterti contare tra le fila degli estimatori di questo gioiellino ;-) Cheers

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    3. Non va ma ci siamo arrivati lo stesso, ora ho capito perché in tanti mi hanno consigliato di vedere Kimmy Schmidt ;-) Cheers

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  19. Posso dire che a me invece non ha mai detto molto stò film ?
    Sarò probabilmente l'unico, visto quanti ne vanno matti .
    Non è brutto, ma a me dopo un pò annoia, non so, gli manca qualcosa, un momento davvero potente che lo faccia ricordare.
    I personaggi sono poco caratterizzati psicologicamente , sono superficiali, gli unici davvero ben descritti sono Giovanni e sir Biss.
    Preferisco la spada nella roccia, che pur non essendo chissà che capolavoro , fa più ridere ( il lupo all' inizio è da antologia ), ha i suoi momenti malinconici ( l' addio alla scoiattolina ) e sequenze memorabili ( il combattimento tra Merlino e Magò).

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    1. Più che legittimo, ma in tutta onestà per me sono questioni di lana caprina perché sono i miei due classici Disney preferiti, direi che il tuo punto di vista lo condiviso magari per “La spada nella roccia” ne riparliamo la prossima anti viglia, ormai sono due anni che il 23 dicembre ospita un titolo Disney ;-) Cheers

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