giovedì 25 novembre 2021

I molti santi del New Jersey (2021): you woke up this morning, got yourself a gun

Mi dispiace sinceramente non essere ancora riuscito a portare su questa Bara un post dedicato a quella che a casa Cassidy, è una delle serie più amate di sempre, se non proprio LA serie, diciamo che se la gioca con “The Wire” per il titolo, ma con più legami a livello di pancia, perché “I Soprano” è una questione di famiglia, lo è sempre stato.

Non voglio tentare maldestramente di rimediare qui, consideratemi debitore di un post su “The Wire” e uno su “I Soprano” che arriveranno, non so quando ma arriveranno, perché sono due pezzi di cuore per me, quindi si meritano il tempo e lo spazio che richiedono per essere affrontante, ma nel frattempo, dopo anni passati a sentirne parlare è arrivato il famigerato “prequel” della storica serie televisiva creata da David Chase, andata in onda dal 1999 al 2007, quando vi dico che gli anni ’90 stanno tornando di moda parlo anche di questo, quindi parafrasando le immortali parole di Little Steven Van Zandt, che interpretando Silvio Dante faceva l’imitazione di Al Pacino: «Tutte le volte che ne esco, quelli mi ributtano dentro alla mia passione per i Soprano!»

Istruzioni per l’uso, fondamentali questa volta più che mai: se avete sempre sentito parlare di “I Soprano” come della più grande serie televisiva di tutti i tempi o giù di lì, sappiate che le voci sono vere ed è legittimo che abbiate una voglia matta di recuperarla, ma ve lo dico per il vostro bene, questo film potrebbe essere il modo migliore e allo stesso tempo il peggiore per cominciare.

Tutte le volte che ne esco, quelli mi ributtano dentro (questa volta con un prequel)

Migliore perché a conti fatti, potete ignorare i cori di sdegno degli insorti su “Infernet”, perché in soldoni “I molti santi del New Jersey” è una storia di gangster cruda, senza fronzoli, che fa una buonissima ricostruzione dell’anno 1967 e del New Jersey, diviso e in fiamme per lo scontro tra la comunità italoamericana e quella afroamericana. Il film presenta molti personaggi, riportando in auge la tradizione dei film prodotti dalla HBO, quella vera, non quella dei draghi e delle regine che somigliano a Shakira, parlo di quella che sapeva produrre storie toste e davvero rivolte ad un pubblico più adulto.

La HBO in collaborazione con la New Line Cinema (per un film distribuito dalla Warner Brothers) ha fatto le cose in grande, i soldi del budget sono stati spesi bene e la selezione del cast non è solo accurata ma di primo livello, però per assurdo “I molti santi del New Jersey” ha tutto per attirare gli appassionati di storie di criminali che parlano “broccolino” ma allo stesso tempo, dei piedi molto grandi per cacciare via a pedate chiunque non conosca bene (o più che bene) la serie originale, perché preso singolarmente per quello che è, “The Many Saints of Newark” ha tantissimi personaggi irrisolti che non vanno da nessuna parte, accenni a sviluppi e caratterizzazioni che solo chi ha visto la serie potrà comprendere, perché davvero a volte sono meno che abbozzati.

Vogliamo scommettere che molti dei criticoni sono quelli che si esalteranno per "House of Gucci"?

Trattandosi di una storia che parla di famiglia, il capo famiglia David Chase ha scritto la sceneggiatura a quattro mani insieme a Lawrence Konner, per la regia invece ha richiamato un bravo “guaglione”, uno che si è parecchio perso per strada, ma in passato ha diretto alcuni degli episodi migliori di “I Soprano”, tra cui il bellissimo “Veglie funebri” (Kennedy and Heidi), quindi uno che ha fatto la gavetta giusta, bisognoso di un po’ di redenzione artistica.

La voce narrante che apre il film è quella di Christopher Moltisanti (Luca Laurenti Michael Imperioli), cugino del protagonista Tony Soprano (il mai abbastanza compianto James Gandolfini) che qui ci riporta subito alle origini, introducendo il personaggio del padre di Christopher ovvero Dickie Moltisanti (Alessandro Nivola) e della sua clamorosa cotta per Giuseppina (Michela De Rossi), fatta sbarcare direttamente dal “Paese” per diventare la nuova moglie del capofamiglia Hollywood "Dick" Moltisanti, interpretato da Ray Liotta che fa subito “Quei bravi ragazzi” con la sola presenza, qui impegnato ne doppio ruolo, visto che interpreta anche il fratello Salvatore "Sally" Moltisanti.

"Non si va a fare un massaggio ai piedi alla nuova moglie di Marsellus Wallace Hollywood Moltisanti!" (quasi-cit.)

Tre personaggi e tre assegnazioni che per trascorsi cinematografici o passaporto, risultato tre italoamericani perfetti, inoltre il titolo italiano invece che alla città di Newark, allarga il campo all'intero New Jersey, ma riesce comunque a mantenere il gioco di parole con chiaro riferimento alla famiglia Moltisanti.

Però la serie originale ruotava attorno all’altra famiglia, i cugini, i Soprano, quindi quel gran tamarro (nel senso positivo del termine per una volta) di Jon Bernthal presta la faccia da schiaffi e i baffi a Johnny Soprano, papà di Tony, mentre Vera Farmiga con un naso posticcio incarna molto bene la temibile mamma Livia Soprano, in fondo lei è specializzata in mamme di sociopatici famosi no?

Molto meglio che Livia Soprano in brutta CGI vero?

Completa il quadro l’ex prezzemolino Corey Stoll, che qui con una prova sommessa incarna l’astio accumulato da zio Junior Soprano, tutti nomi che non vi diranno nulla se non conoscete e amate la serie, ma se fate parte della categoria, sono sicuro che al mio appello avete fatto un sorriso o una smorfia per ogni personaggio citato.

Stoll specialista in ruoli da infame, si infila gli occhiali di zio Corrado detto Junior.

“The Many Saints of Newark” è una storia di origini curatissima, fino all’ultimo dettaglio, ad esempio è divertente seguire l’andamento dei capelli posticci di Silvio Dante (qui interpretato da John Magaro che eredita il parruc… Il ruolo da Little Steven), ed è impossibile non notare le strizzate d’occhio, ad esempio nella scena in cui il giovane Tony, aspetta bevendo un frullato e guardando fuori dalla vetrata di un locale chiamato Holsten's, occhiolino-occhiolino.

Per dirvi di che livello di cura ci sia in questo “prequel”, basta dire che il ruolo dell’adolescente Tony Soprano è rimasto in famiglia, visto che è passato come un titolo nobiliare al figlio di James, ovvero Michael Gandolfini, ma il problema di “The Many Saints of Newark” è che sembra un biglietto passato di mano in mano, tramite stretta segreta, che contiene un messaggio che solo gli affiliati possono capire.

"Sei tutto tuo padre guagliò"

Certo, si parla delle medicine che Livia Soprano non vuole prendere, ma è giusto un accenno che non mostra nemmeno la punta della coda del “drago” Livia, il gigantesco leviatano che ha perseguitato Tony segnandone per sempre la vita, tanto da dover ricorrere un giorno all’aiuto di una psicologa per uscirne fuori, quindi se avete sentito dire in giro che “I molti santi del New Jersey” è un brutto film, probabilmente chi parlava era un quaquaraquà sì, ma con il cuore in mano, perché l’unico modo per considerare pessima l’operazione messa su da David Chase è nel confronto diretto.

Impossibile in 120 minuti raggiungere la profondità di una serie che ha saputo dire così tanto di rapporti famigliari, parlando di mascolinità o di fragilità maschili, sfruttando ruoli così tosti e definiti nei loro compiti da soldato come quelli dei mafiosi del New Jersey. “I Soprano” sapeva parlare di senso di colpa e di sindrome dell’immigrato, ha portato al grande pubblico concetti di psicologia come il transfert emotivo, senza ammorbare le persone con tediosi spiegoni, in parole povere “I Soprano” ha fatto la storia anche facendoci sentire di casa in una famiglia di vabbè robetta, criminali e assassini sì, ma con una loro etica, per caso la vostra famiglia è perfetta? Ecco il succo era un po’ questo, quello che in “The Many Saints of Newark” ovviamente manca perché nessuno è ancora arrivato al livello di “I Soprano” e non potrebbe farlo certo il suo prequel di due ore di durata.

"Occhio a quello che dici sui Soprano se non vuoi finire a dormire con i pesci"

Il paragone potrebbe essere quello tra Breaking Bad e El Camino, una nuova storia che aggiunge qualcosa ma non è così fondamentale per il percorso della “trama principale”, anche se la sensazione che ho avuto guardando “I molti santi del New Jersey” sia stata quella di una corsa agli armamenti, per mettere su un bel cast credibile, riuscito e coerente con quello precedente, per fare cosa? Magari un altro paio di film “prequel” se va bene, perché visto così, “I molti santi del New Jersey” sembra l’inizio di un nuovo percorso, l’episodio pilota di una nuova serie, ma tra la fine di questo film e la prima puntata di “I Soprano”, manca ancora parecchio materiale e molti dei personaggi, sono davvero al primo passo del loro cammino, per certi versi questo è un po' l'Episodio I della saga dei Soprano se mi passate il paragone nerd.

"Non mi starai paragonando a Jar Jar, vero?"

Che ci sia la volontà da parte di David Chase di colmare quel vuoto utilizzando il bel cast che ha messo su? Chissà lo scopriremo, di sicuro questo film non è un “prequel” completo fatto e finito, ma una storia che può stare in piedi solo utilizzando la stampella della serie tv e al momento, mi pare anche una storia più che incompleta. Dovesse arrivare un “The Many Saints of Newark - Part II” potrebbe avere una sua logica, così sembra solo un modo per far tornare la voglia a noi vecchi appassionati di ritrovare i vecchi amici della serie tv.

Anche se il mio consiglio spassionato resta lo stesso, se non l’avete mai vista, guardatevi “I Soprano”, mi ringrazierete dopo.

10 commenti:

  1. Anche se in ritardo, quando i miei genitori hanno scoperto "I Soprano" non sono più usciti di casa finché non l'hanno finita! Io ci ho provato ma onestamente non sono andato oltre le due o tre puntate, ma è un problema mio con le storie di mafia.
    Semmai un giorno dovessi tornare ad interessarmene, passerei prima qui per seguire le tue indicazioni 😉

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    1. Creano dipendenza perché diventano personaggi di famiglia, perché si “O business” è la gestione della spazzatura (ovvero affari di Mafia), ma la serie originale parla di molte altre cose tutte più interessanti, capisco perché abbiano voluto provare a rilanciarla con questo “prequel”. Cheers!

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  2. Pensare a "I Soprano" mi fa tornare con la mente a un periodo in cui il concetto di "serie" era una roba astratta. Persino a chi le trasmetteva.
    Ed infatti seguirle si rivelava una vera impresa. Ma soprattutto confrontarsi con emittenti che di fatto se ne strafregavano letteralmente del pubblico e dei suoi gusti. E dei suoi diritti.
    Il che si traduceva in trasmissioni a orari impossibili e in maniera assolutamente casuale e arbitraria, con la programmazione che variava di settimana in settimana.
    Per non parlare di episodi spesso trasmessi in ordine cronologico sfalsati (a cazzo de cane, per usare eufemismo) e con la pubblicita' che si infilava tra un fotogramma e l'altro. E che era presente pure a tonnellate, al punto da far durare una puntata il doppio.
    Si' ne convengo che e' assurdo, specie se lo paragoniamo ai tempi di oggi.
    Ma era cosi'.
    Nessun rispetto, proprio. E poi giustamente uno dicono che s'incapperava e diceva "Dovrebbero fare dei canali dove io pago e in cambio o il diritto di rivedermi lo stesso film per quaranta giorni di fila, se voglio!!"
    Praticamente si era anticipato il concetto di streaming di una ventina d'anni buoni.
    Quando si dice che l'idea passa inosservata, pero' esiste. Il primo passo per realizzarla, un giorno.
    Ero curioso. Perche' se da un lato questo film avrebbe permesso di rituffarsi in atmosfere ben note e famigliari (e irripetibili, purtroppo. Perche' di gente come Gandolfini si e' perso irrimediabilmente lo stampo. Ci manchi, James), da una parte avrebbe attirato le ire di fan ultra - integralisti che o e' tutto perfetto oppure niente.
    Da estimatore posso ipotizzare che la missione e' compiuta, anche se un film da solo non basta certo a riallacciare tutti i legami e a far andare tutti i nodi al pettine.
    Ma se avra' il successo sperato, chissa'...forse ne vedremo altri.
    Non dico che assisteremo alla nascita di una nuova trilogia "Italo - amerrigana" dopo quella piu' famosa di sempre, pero'...
    Vedremo.
    Ottima recensione, Cass.
    Complimenti.

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    1. Ai tempi li chiamavamo ancora telefilm ma stava cambiando molto, piccola nota: chi ai tempi si occupò di "tradurre" i titoli dei singoli episodi in italiano, era un criminale con nessuna idea su cosa fosse fare un anticipazione (o spoiler), alcuni titoli in italiano bruciano tutti i colpi di scena, quindi non leggetevi e guardate la serie in originale ;-) Cheers

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  3. Hai avuto praticamente la mia stessa impressione: un film incompiuto, quasi monco, che non aggiunge nulla a chi conosce la serie, né può fungere da apripista per chi la vuole iniziare, pur al netto di un'ottima realizzazione.

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    1. Se non è un tentativo per mettere il piedino e vedere se si tocca, in vista magari di altri film, non riesco proprio a capirlo questo film, gli manca decisamente qualcosa. Cheers

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  4. Eh, io con I Soprano ho uno strano rapporto.
    Recupero che ho trascinato per anni, che mi ha provata in una Promessa di anni fa. Sarà la densità dei tempi televisivi dell'epoca, sarà il mondo mafioso che mi respingeva.
    Questo film mi ha riportato agli episodi più noiosi di Newark, in cui mi è sembrato che si fosse sempre all'inizio del racconto e che la storia mai carburasse.
    Sarà che il protagonista non ha la presenza scenica di Tony, sarà che la storia manca di unità, ma resta un grande mah.
    Onestamente, se come penso anch'io si voleva annusare l'aria in vista di nuovi progetti, ne avrei fatto una miniserie.

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    1. In effetti forse il difetto della serie resta un taglio televisivo, per come lo intendevamo un tempo, perché “I Soprano” ha contribuito a rivoluzionarlo quello stesso formato, questo ritorno sembra un modo per mettere il piedino in acqua, dici bene, forse una miniserie avrebbe avuto più senso, oppure annunciare apertamente la volontà di fare più film, che ora vedo comunque improbabili vista la risposta di pubblico. Cheers!

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  5. Ottima recensione. Io da fan accanito dei Soprano sono rimasto piuttosto deluso dopo la visione del film . Il motivo sta semplicemente nel fatto che una storia del genere avrebbe avuto (a mio avviso) maggiore impatto se servita in un format televisivo anche perché quello è il suo format originario. Come hai scritto , sono troppi i personaggi abbozzati o irrisolti compresi i due protagonisti. Peccato perché le carte in tavola c'erano. Lo sconsiglio ai neofiti, si perderebbero la maggior parte dei riferimenti alla serie.

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    1. Ti ringrazio molto, per i neofiti è un grosso punto interrogativo raccontato così, ci sono spunti che solo chi conosce molto bene la serie può capire, forse ritornare sul piccolo schermo sarebbe stata davvero l’idea migliore. Cheers!

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