domenica 28 novembre 2021

Doctor Who - 13x04 - Flux capitolo 4 - Village of the Angels: il meno peggio visto fin'ora

«Mi è semblato di vedele un gatto Doctor Who» (quasi-cit.)

Nelle immortali parole del profeta Titti è contenuta molta delle verità che vale per il quarto capitolo della miniserie “Flux”, che vi ricordo essere L’ULTIMA (ahh che bello ripeterlo) della gestione Chris Chibnall, meglio noto come Chris Che-due-ball. Ok, ci sarà anche lo speciale di capodanno, ma questo non cambia nulla, siamo agli ultimi metri di questa straziante gestione.

Stavo aspettando Chris Che-due-ball, seduto accanto al classico torrente in attesa di veder passare il suo cadavere, ma più furbo che bello il nostro “doppia C” cosa fa? Firma l’unico episodio della miniserie “Flux” con una co-sceneggiatrice, Maxine Alderton che ha già dimostrato di avere una notevole passione per l’horror gotico, risultato finale? Vi ricordo il profeta Titti citato in apertura.

La mia condizione fino alla fine della gestione Chibnall: fermo, immobile e con le mani sugli occhi.

Tutto oro? Tutto bello? No, perché comunque l’impostazione della puntata è sempre quella della gestione Chibnall, quindi il cliffhanger mortale che concludeva l’episodio precedente, viene risolto in trenta secondi e penso che la caratterizzazione di Dan Lewis (John Bishop, qui in versione carta da parati) non la vedremo mai per davvero, “Doppia C” si è affidato al Francesco Totti inglese lasciando che la sua popolarità presso il pubblico facesse il resto.

Inoltre non mancano i momenti “spiegone” che mi viene da pensare, siano gli unici scritti davvero da Chris Che-due-ball (fai lo showrunner? Ti becchi i complimenti e i coppini sulla nuca per la tua serie), inoltre quando ho sentito entrare in scena la famigerata “Division”, descritta come ineluttabile, infallibile, un’organizzazione che sa tutto di tutti e non si muove foglia nella galassia che la Division non voglia, ho agitato il pugno in aria maledicendo le trovate “sborone” (termine tecnico) di Chibnall, come farebbe un anziano davanti ad un cantiere gestito male.

"Non è dietro di me vero? Ditemi che non è dietro di me vi prego"

Questo tipo di trovate mi ammoscia, tanta aspettativa per un avversario che a chiacchiere Chibnall ci descrive come imbattibile, che poi sistematicamente si rivela essere ben poca cosa, se a questo aggiungiamo il fatto che come al solito, Doctor (Jodie Whittaker) sotto la gestione Chibnall viene presa per il naso da tutti e si trova sempre a reagire più che ad agire, direi che anche “Village of the Angels” ha entrambi i piedi incrementati dentro il peso che sta trascinando a fondo la serie “Doctor Who”, occhio che arriva il “ma”.

Ma (non ditemi che non vi avevo avvisato), non tutto in questa puntata è da buttare, anzi tra tutte quelle della miniserie “Flux” al momento, è quella che ho gradito di più, siamo in zona meno peggio eh? Però se non altro tornano i battibecchi tra Doctor e gli altri personaggi, che sembrano scioglilingua pieni di deviazioni nerd, come il calcolo dei punti che si potrebbero fare a Scarabeo, giocandosi il nome del professore Jericho Eustacius, che è un “companion” occasionale, che però tiene testa ai deliri da flusso mentale di Doctor. Un personaggio per altro interpretato da Kevin McNally, vecchia conoscenza di questa serie visto che aveva già recitato in “The Twin Dilemma”, episodio classico della serie, del periodo del sesto Dottore, Colin Baker.

"Pigliala! Era lì tutto il tuo piano? Pigliala! Molto scientifico!" (cit.)

Gli Angeli Piangenti creati da Steve Moffat poi fanno sempre la loro porca figura, sono una minaccia non trascurabile e Maxine Alderton con la sua spiccata propensione per l’horror classico sa davvero come utilizzarli. Sono contento che il suo tocco abbia reso la misteriosa Claire un personaggio con un’utilità, l’Angelo in fuga dai suoi simili, nel corpo di una donna umana è interessante e crea momenti riusciti, come lo spiegamento delle ali davanti allo specchio.

In questa puntata poi si riaffaccia un po’ quel senso di stupore che in “Doctor Who” non dovrebbe mancare mai, il villaggio sulla soglia dello spazio profondo funziona, peccato poi che gli effetti speciali digitali non siano proprio dei migliori e che ovviamente, dopo il solito spiegone sul fatto che la famigerata “Division” sia imbattibile e indistruttibile (ok “doppia C” abbiamo capito), tutto termini con l’ennesimo cliffhanger ad effetto che verrà risolto in dodici secondi all’inizio della prossima puntata.

Purtroppo tutta la miniserie “Flux” esiste per giustificare la trovate di Chris Che-due-ball del famigerato Timeless Child, che sarà il lascito di Chibnall a questa serie, ma che alla maggior parte del pubblico non è piaciuto per niente perché è un’idea abbozzata e utilizzata poco e male, quindi pur essendo un episodio meno peggio del solito, “Village of the Angels” gioca a perdere, se non altro siamo a meno due episodi dalla fine di “Flux” e della gestione Chibnall, teniamo duro!

Vi ricordo lo speciale della Bara dedicato a Doctor Who.

14 commenti:

  1. Perlomeno non mi ha rovinato il mito de Weeping Angels che per me sono tra i migliori personaggi usciti dalla serie di Moffatt.

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    1. No, per quello è riuscito a non fare danni, ma si è anche affidato ad una delle sue sceneggiatrici più preparate, non mi aspetto rose e fiori per la fine della miniserie. Cheers

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  2. Effettivamente le ultime due incarnazioni del " Dottore", sia Capaldi che la Wittaker non è che abbiano brillato.

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    1. Non per Capaldi o la Whittaker, entrambi hanno recitato le trame più piatte mai viste negli ultimi anni di questa serie. Moffatt non ne aveva più, Chibnall penso che non ne abbia mai avuta ;-) Cheers

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    2. La prima serie con Capaldi era molto bella, per capirci, quella con Clara Oswald. Quella successiva era molto meno riuscita

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    3. Infatti non mi riferivo agli attori ma alla gestione di trame e personaggi. Capaldi in Inghilterra è famoso per le sue interpretazioni di personaggi fuori di testa, è il suo cavallo di battaglia. Il guscio è stato che Moffatt forse all'inizio abbia voluto esagerare mettendo troppo di tutto e troppo in fretta finendo così per bruciarsi tutte le cartucce quasi tutto. La Wittaker in Broadchurch era stata semplicemente grandiosa, qui non è stata aiutata dalle sceneggiature

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    4. Malgrado l'insopportabile Clara, la precisissimo Clara, quasi un caso di rigenerazione della "Companion" si, lo era ;-) Cheers

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    5. Moffat aveva finito le idee, ma preferisco uno che se le è giocate proprio tutte, piuttosto che Chris Che-due-ball che le ha finite tutte con la prima stagione di Broadchurch, dai cui spiccava proprio Jodie Whittaker, unica costante positiva. Cheers!

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    6. Beh non è un caso se adesso fanno tornare lo showrunner iniziale, no?

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    7. Pare che Chris ora nuoti nell'acquario dei dipendenti della BBC, a cui mancava la triglia. Cheers

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  3. Oh, e così Chris è riuscito almeno a non sputtanare quelle meravigliose creature Moffattiane che sono appunto gli Angeli Piangenti! Certo, se questo è successo il motivo sta nel NON aver lavorato da solo, come del resto avrebbe dovuto essere fin dall'inizio della sua gestione: adesso rimane da vedere in che modo la prossima (gestione) riuscirà a maneggiare la patata bollente del Timeless Child (sarà un'impresa per Davies tentare di giustificarlo in maniera coerente agli occhi dei fan di vecchia data)...

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    1. Sono fiducioso che troverà un modo per sistemare il casino lasciato dal vecchio "Doppia C" ;-) Cheers

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  4. Se lo scorso episodio aveva riacceso un barlume di speranza, questo l'ha fomentata.
    Invano, perché scrivo già consapevole di come poi Chris sia riuscito a rovinare anche il poco di buono che aveva costruito...

    Saranno i Weeping Angel che sono sempre un gran vedere senza sbattere gli occhi, sarà la venatura horror che con loro si prende, ma sì, promosso a pieni voti.
    Ci voleva poco, in fondo. Bastava sfruttare le idee migliori degli altri.

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    1. La sceneggiatrice è una delle migliori vista in azione durante la gestione di "Doppia C", due episodi al suo attivo entrambi almeno solidi ;-) Cheers

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