giovedì 18 novembre 2021

Cowboy Bebop (1998): see you space cowboy

So che molti di voi lo stanno aspettando, avete seguito le vicende produttive, quindi prima che “Cowboy Bebop” torni in una nuova forma, con attori in carne e ossa, mi sembra giusto fare un salto indietro nel tempo fino all’anime night di MTV, la serata più attesa da tutti noi (ex) adolescenti cresciuti negli anni ’90.

Per molti l’anime night è stato il primo sguardo alla produzione d’animazione orientale, in un’epoca in cui tutto non era a portata di click, anche perché con il gracchiante modem a 56k, campa cavallo che la connessione costa! Ad Ovest dei vari Goldrake e l’uomo tigre, finalmente avevamo dei cartoni animati nuovi diventati di culto, mi riferisco a titoli come “Fullmetal Alchemist”, il tifone umanoide di “Trigun”, oppure il rosso Hanamichi Sakuragi, il re dei rimbalzi di “Slam Dunk”, anche se laggiù in quel 1999 (anno di programmazione in uno strambo Paese a forma di scarpa) a colpire l’immaginazione di molti fu il Bebop di questo strambo Cowboy fuori dal tempo di nome Spike Spiegel.

Di mio avevo già una discreta infarinatura grazie ad Akira, ma ai tempi “Cowboy Bebop” aveva tutto per piacermi, ero convinto di non aver visto tutti gli episodi, quindi ho deciso di rivederli in ordine finalmente cronologico (li trovate su Netflix), scoprendo che grazie alle abbondanti repliche alla fine li avevo visti tutti, quello che mi è stato chiaro oggi, rivedendo “Cowboy Bebop” a vent’anni abbondanti dalla sua uscita, è stato il perché mi piacesse così tanto e no, non mi riferisco ad una Faye Valentine iper sessualizzata come non si vedeva nell’animazione dai tempi di Jessica Rabbit, o per lo meno, non solo per lei.

Non è cattiva è che la disegnano così.

“Cowboy Bebop” è un riassunto di tutto il cinema giusto con cui siamo cresciuti in tanti, a ben guardare tutto quel cinema che piace a questa Bara Volante. Parto alla lontana: ricordo tempo fa di aver provato a ripassare questa serie animata partendo dal lungometraggio del 2001 intitolato “Cowboy Bebop - il film” che non ha la stessa struggente profondità della serie, ma oltre ad essere ambientato ad Halloween, fa riferimento ai film giusti, anche perché il film in alcuni mercati è stato distribuito come "Cowboy Bebop: Knockin' on Heaven's Door".

Halloween e Bloody Sam Peckinpah, poteva andarci peggio.

La serie creata da Shin'ichirō Watanabe, non fu un grande successo in patria, difficile da etichettare sotto un unico genere, per certi versi quel modo di guardare alla cultura americana, la rendevano il ponte ideale per far avvicinare il pubblico occidentale alla produzione del Paese del Sol Levante, infatti così è stato, “Cowboy Bebop” è diventata un culto grazie al successo all’esterno (nessuno è profeta in patria) e rivedendola è chiarissimo il perché, ha tutti gli elementi giusti, personaggi che bucano lo schermo a cui è facile affezionarsi, un’atmosfera che colpisce e le trame sono ambientate in un futuro dettagliato e ben costruito, inoltre “Cowboy Bebop” è una figata, in tutto, a partire dalla colonna sonora.

La compositrice Yoko Kanno è una sorta di leggenda in patria, parliamo di un nome considerato alla stregua di quello di Joe Hisaishi (il compositore preferito di Hayao Miyazaki), tra le sue colonne sonore troviamo titoli diventati di culto, ma “Cowboy Bebop” vince a mani basse. Dai, quanti di voi hanno canticchiato il para-para-para della sigla iniziale? Tutti lo so, anche perché Yoko Kanno ha saputo mescolare Jazz, riusciti ed incredibili pezzi blues, ma anche punte da rock britannico che fanno della colonna sonora di “Cowboy Bebop” un capolavoro che non avrebbe sfigurato in film come Blade Runner, tanto per citare solo una delle tante fonti d’ispirazione della serie.

I due presentatori tv più strambi di sempre, va in onda “Big Shot”.

“Cowboy Bebop” proprio come Blade Runner è un noir ambientato in un futuro fantascientifico, dopo il disastro dell’anno 2021 (non era stato abbastanza sfortunato come anno? No vero?) l’umanità ha iniziato ad esplorare lo spazio per sopravvivere allo sciame di asteroidi e meteoriti che bombardano la superficie del pianeta Terra, hanno sterminato gran parte della popolazione. Nel 2071, Marte è il pianeta cardine del nuovo sviluppo umano e i nuovi cartelli della criminalità esercitano la loro influenza, primo tra tutti il Red Dragon Crime Syndicate che tiene per le palle anche la Inter Solar System Police (ISSP), la polizia del sistema solare. In questa nuova frontiera spaziale, i criminali prosperano e i cacciatori di taglie sono tornati in voga, ribattezzati “cowboy” come se fossimo ancora nel selvaggio West.

Spike Spiegel (un ex-affiliato del Red Dragon) e il suo socio Jet Black (ex-investigatore dell'ISSP), sono due cacciatori di taglie che si spostano di pianeta in pianeta alla ricerca di criminali a bordo della loro astronave, il Bebop. Ad allargare la loro “famiglia” ci penserà l’arrivo nell’ordine: Ein, un corgi super intelligente, la sensuale truffatrice Faye Valentine e la geniale esperta di computer Ed. Per trovare un’altra banda di gatti senza collare altrettanto riuscita a bordo di una nave spaziale, abbiamo dovuto aspettare Joss Whedon nel 2002 con la sua “Firefly”, scusate se è poco.

Chi ha detto "I soliti sospetti"? Ah! Sono stato io, avete ragione.

Già presi singolarmente, ognuno dei membri dell’equipaggio della Bebop, rappresentano dei soggettoni notevoli, ma insieme funzionano alla grande andando oltre le solite dinamiche abusate del tipo, costruisciti una famiglia, anche una non caratterizzata da legami di sangue e tutto andrà bene. No, i personaggi di “Cowboy Bebop” sono spezzati, quasi sconfitti, ognuno di loro ha un dramma dal passato che li perseguita, nemmeno tenersi impegnati con taglie e sparatorie nel profondo dello spazio basterà per scappare da loro stessi.

Partiamo dalla mia preferita, Faye Valentine è iper sessualizzata come nella tradizione dell’animazione giapponese, per certi versi è uno dei pochi personaggi in grado di portare la torcia delle varie Fujiko/Margot di Lupin, ma è anche un personaggio ossessionato da un passato che non ricorda. Proprio come Jet Black un altro protagonista spezzato, il suo braccio meccanico è una rappresentazione fisica di un dolore proveniente dal suo passato, ma da questo punto di vista, Spike Spiegel gioca in un’altra categoria.

Un’allitterazione nel nome e un me ne frego dentro al cuore: Spike Spiegel

Guascone, pigro, disordinato e appassionato di arti marziali, ma allo stesso tempo Spike ostenta un nichilismo totale, che porta il personaggio a considerarsi già morto, sfido chiunque di voi a non considerare la sua storiella sul gatto randagio, quella che racconta a Jet nell’ultima (bellissima) puntata della serie, uno dei momenti televisivi più alti di sempre, la somma di tutto il pensiero di un anti-eroe che non ha nulla da perdere, perché ha già perso tutto.

Dal punto di vista estetico, “Cowboy Bebop” sembra la versione animata di Space Truckers di Stuart Gordon, ma con cacciatori di taglie al posto dei camionisti spaziali, il livello di dettagli che riempie lo schermo è davvero lo stesso, ma su tutto aggiungete quella trama e quel tocco da noir che garantisce la malinconia di fondo, e condite il tutto con il gusto estetico di quello che negli anni ’90 era considerato il meglio del meglio, ovvero John Woo.

Spazio, ultima taglia da cacciare, questi sono i viaggi della nave spaziale Bebop.

Impossibile non vedere le strizzate d’occhio a “A Better Tomorrow” (1986) e “The Killer” (1989) in quelle automatiche fumanti, in quei pastrani lunghi fino alle caviglie, a ben guardare ci sono anche i voli delle colombe insomma quintali di John Woo in una serie che come detto, omaggia tutto il cinema giusto che piace a questa Bara.

"Get away from her, you bitch!" (cit.)

L’episodio numero undici ("Toys in the attic") è un omaggio spudorato ad Alien, ma la passione e la maestria di Spike nelle arti marziali, lascia spazio anche a palesi omaggi anche al Maestro Bruce Lee, ma ci sono strizzate d’occhio anche al Western di Leone e Peckinpah, per non parlare di episodi che sembrano ricalcare le dinamiche di film come Prima di mezzanotte. “Cowboy Bebop” per un’intera generazione è stato il primo assaggio di tutte queste meravigliose storie e atmosfere, spremute insieme in un unico racconto che non solo ha iniziato molti (ex) adolescenti degli anni ’90 all’animazione orientale, ma a tutto il cinema del miglior tipo, vogliamo parlare del finale della serie?

Non sto piangendo, mi hanno colpito nell’occhio bionico.

Senza rovinare la visione a nessuno, posso tranquillamente dire che in un’ipotetica classifica dei finali più belli, struggenti e riusciti di sempre, “Cowboy Bebop” potrebbe tranquillamente dire la sua senza sfigurare contro quasi nessuno. Anche dopo vent’anni questa serie è un capolavoro in ventisei comodi episodi, che pur menando un po’ il can per l’aia nelle puntate centrali, inizia e finisce alla grande, con grandi momenti d’azione e sparatorie coreografate e dirette alla grande, personaggi che hanno tutto per diventare beniamini immortali nel cuore del pubblico e che ha ancora tutto per incollarci allo schermo e proprio per questo, ha saputo diventare indimenticabile, in attesa di vederla nella sua nuova incarnazione… See you space cowboy!

32 commenti:

  1. Quando scrivi questi post, caro Cassidy, sono sempre più convinto di trovare nella Bara la mia seconda casa. Mi rendo conto che siamo accomunati da tanto, forse per questo ci capiamo!
    Anime night è stata davvero la punta di eccellenza di Mtv, ha fatto conoscere tanti anime che sono diventati parte della mia (nostra) formazione personale. Slam dunk, soprattutto per le componenti sportive e la costruzione delle dinamiche di squadra, oltre che per il suo strampalato protagonista, resta la mia serie preferita, ma la seconda è proprio Cowboy beebop. Anche io non sono sicuro di aver visto tutti gli episodi ma conto di sopperire presto a tale lacuna, magari con mio figlio. 👋

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    1. Anche io per trascorsi da cestita amavo molto “Slam Dunk”, ma per quelli da cinefilo “Cowboy Bebop” per il resto, benvenuti a bordo della Bebop Bara ;-) Cheers

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  2. Vidi il film ai tempi dell'università e mi lasciò molto freddino.
    Anni dopo, per caso trovai nel torrente tutta la serie e mi dissi, perché no?
    Che botta che fu. Al di là dell'astronavi, delle sparatorie, delle arti marziali, rimane impresso il male di vivere dei personaggi. E quel finale, signori, non si riesce a trattenere le lacrime.
    "Bang".
    Bellissimo il fatto che la trama principale rimane sullo sfondo mentre la storia procede ad episodi, flashback velocissimi (vedi il fantastico episodio pierre le fou) ci dicono qualcosa, ma bisogna lavorare di intuizione e di revisioni.
    Capolavoro.
    PS peccato che agli autori non sia riuscito lo stesso con samurai champloo (una bara, per cortesia?), che mischia l'hip hop al chanbara, ma finisce per far rimanere abbastanza freddi, non riuscendo ad appassionare lo spettatore ai suoi protagonisti.

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    1. Guardare il film è come guardare “Boris il film” senza aver visto la serie, stessa cosa. Il chanbara dovrebbe essere lo sport ufficiale del blog, per il resto la narrazione di questa serie è da manuale, roba da imparare a memoria. Cheers!

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    2. Che la conoscenza della serie sia indispensabile per potersi gustare appieno il film è verissimo, anche perché così si capisce come "Cowboy Bebop - il film" difficilmente avrebbe mai potuto avere la medesima struggente profondità di quei magnifici ventisei episodi: lì era stato già raccontato tutto quello che d'importante c'era da raccontare, appunto, lasciando al lungometraggio il solo privilegio di essere un episodio di lusso (con i tempi, i ritmi e gli omaggi giusti) su grande schermo... chiamiamolo un regalo che Shin'ichirō Watanabe ha voluto farci per aver ancora una volta la possibilità di vedere Spike, Jet, Faye, Ed e Ein in azione ;-)
      In questo frangente, poi, mi piace pensare che anche dal nostro strambo paese a forma di scarpa possa essere arrivata una fonte d'ispirazione...
      https://it.wikipedia.org/wiki/Hammer_(fumetto)

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    3. Direi che è un riassunto perfetto del film, grazie ;-) Cheers

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  3. Sicuramente una perla della produzione Sunrise, tutto è stato fatto nei minimi dettagli (il character design mecha per esempio) e non entrando in merito pure un game changer a modo suo nel genere che rappresenta.

    Lupin 4.0 vuoi per i personaggi o per il modo in cui sono stati presentati. Doppiaggio di grande livello, unico neo l'adattamento dell'età di Faye, che è stato cannato in modo monumentale.

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    1. In effetti oltre che ad essere curatissima, si basa su una serie di “ricordi” condivisi facilmente intuibili, ma che in qualche modo non soffocano la storia, nemmeno quando sono lanciati in faccia al pubblico (tipo la strizzatona d’occhio ad “Alien”), il fatto che i personaggi ricordino così tanto Lupin e la sua compagne ad esempio è un altro fattore chiave. Cheers!

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  4. Pensa che io il finale lo avevo odiato tanto quanto avevo amato la serie nel suo complesso. Mi ero ritrovata in lacrime, con la sensazione che mi mancasse qualcosa, e ho urlato "ma c***o, è incompleto!!! Non può rimanere così!!"
    Che giovane figlia dell'estate, che ero.
    Purtroppo non ho mai più avuto tempo e modo di riguardare Cowboy Bebop dopo la sua gloriosa, prima programmazione su MTV, quindi eviterò anche il rifacimento live action che, al pari di quello di One Piece (oRore!!) mi pare una bella tavanata.

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    1. Temo ci sia proprio un problema inconciliabile di linguaggio tra animazione orientale e “live action” orientale, ma staremo a vedere. Quel finale ha una costante, in qualche modo fa piangere e stravolge ;-) La serie aveva già così tanto cinema di quello che amo, che mi ha colpito da subito, quando EMME Tivì era molto ma molto utile. Cheers!

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  5. Grazie Cassidy,sempre bei ricordi fai tornare in mente.
    In fondo siamo rimasti quei ragazzetti anche grazie a queste delizie.

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    1. Vero, poi è bello trovare (o ritrovare) un’opera con così tanto cinema “da grandi” dentro, ti fa sentire a casa anche rivedendola oggi ;-) Cheers

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  6. A sto giro il premio "Io sono leggenda" che di solito va d'ufficio a Lucius mi sa che spetta a me. Eh si, perché mentre mezza Italia impazziva per l'Anime Night di MTV, il sottoscritto non se la filava di pezza impegnato in attività adatte a un "giovane uomo" che tra feste, serate a casa di amici e di amici di amici si è dato da fare (aggiungere GIF di Maccio qui). Poi quando altri amici mi parlavano tutti esaltati di EVANGELION (il più famoso) e di altri cartoni, io cascavo dal pero facendo la faccia perplessa e dubbiosa. Mi interessava solo SLAM DUNK ma (se non ricordo male...) i manga erano antecendenti o comunque contemporanei alla serie televisiva e almeno quello me lo sono goduto in formato cartaceo (capolavoro con pochi eguali! Mia madre poche settimane fa ha minacciato di gettarlo via... Spero non sia passata dalle parole ai fatti).

    Anni dopo ho provato a recuperare qualcosa tirandolo giù dal Mulo ma non avevo nessuna scimmia legata alla nostalgia e sono rimasto freddino. Non ricordo se avevo provato anche a vedere COWBOY BEBOP però... Sono passati anni e potrei sbagliarmi. Vediamo se averli a portata di telecomando mi convince in un estremo recupero.

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    1. Direi che più comodi di così ora è quasi impossibile ;-) Cheers

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  7. Madonna l'anime night... cosa mi hai ricordato 😭
    Sulla serie nemmeno mi pronuncio. C'è davvero poco da dire su un capolavoro simile ❤
    Spezzo una lancia per ora favore del film, che mi è sempre garbato parecchio!

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    1. Il film era buono, solo che la serie era una bomba, sapevo di poter contare sul tuo buon gusto Genius ;-) Cheers

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  8. Il post che non ti aspetti. E che ti cambia la giornata.
    Come un trigger. Appena lo leggi ti si riattiva il circuito neuronale, ti si riapre il cassetto della memoria e ti fai un viaggio nel tempo senza bisogno della DeLorean. E senza quel cacchio di plutonio cosi' difficile da rimediare, senza il dannato fulmine da centrare al decimo di secondo preciso spaccato e senza i libici che ti vogliono fare la pelle.
    Flashback.
    Si era quasi alla seconda ondata (non del covid, eh). Quella che dura tuttora.
    C'era stata l'esplosione dei manga, e un sacco di canali privati avevano colto la palla al balzo per un ultimo colpo di coda, rispolverando un sacco di vecchi cartoni che non si vedevano piu'insieme a qualcuno che non avevo mai visto. Consentendoci una bella scorpacciata.
    I canali nazionali avevano mollato il colpo. Perche' da ragazzini che si sciroppavano bovinamente tutto senza fiatare adesso si ritrovavano alle prese con un'ora di sciamannati che di colpo esigevano nomi e sigle originali, e nessuna censura!
    Col senno di poi, abbiamo esagerato in preda all'entusiasmo.
    Abbiamo preteso tutto e subito. Troppo. Cosi' hanno rinunciato a darci anche quel poco che passavano.
    Mi vien da ridere quando leggo di qualcuno che dice che piuttosto che vederli riadattato era meglio non vederli affatto. Specie se quel qualcuno quel periodo non l'ha nemmeno vissuto.
    Sul serio? Oh, quello passava il convento. Meglio che niente.
    Ma era chiaro che quel che passava la tv a noi non bastava piu'.
    C'erano gli OAV, certo. In vendita nei negozi specializzati sorti come funghi.
    Prima d'importazione e poi ufficiali. In videocassetta o addirittura in costosissimi laser - disc, per i ricconi.
    In ogni caso, per un pischello squattrinato che viveva ai limiti della sopravvivenza era roba che costava un botto.
    Una cassetta ce la si girava in dieci. Spesso di dubbia provenienza, con spezzoni qua e la' presi chissa' dove.
    Per me era una nuova epifania, un ritorno al sottobosco.
    Avevo fatto la stessa cosa coi videogiochi dieci anni prima.
    Datemi una roba di cui non si sa niente e dove devi sbatterti come una bestia per avere info, e mi farete felice.

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    1. In realta' eravamo tutti in attesa di qualcosa.
      C'era un canale che poteva darci quel che tutti volevamo, e chiedevamo a gran voce.
      Che ci aveva gia' deliziato, oltre che con videoclip a Tonnellate e ottima musica, anche con perle come Beavis and Butthead (in italiano, con le voci di Elio e Faso), Celebrity Death Match, Daria, gli Oddities (The Head, mamma mia), Spawn...e poi MTV Mad col grandissimo Gip (mi spiace per gli altri due, ma devo dirlo. Senza di lui siete nessuno), Scrubs, Pets...
      Era l'unico canale che per spirito poteva far compiere agli anime il balzo verso il nuovo millennio. Percje' non era ne' di stato ne' commerciale ma, udite udite, COMMERCIALE. E quindi libera da un mucchio di paletti.
      Pensavamo tutti "Sarebbe bello se...".
      E un giorno ci esaudirono.
      Sto romanzando, ovviamente. Erano sgamati, avevano fiutato l'affare e ci si buttarono a pesce.
      Furono anni meravigliosi. Oltre a quelle da te citate ci metto pure quella meravigliosa idiozia di Excel Saga e poi Evangelion.
      L'ho messo perche' un passo obbligato, pur non essendone un estimatore.
      A dirla tutta per me e' uno degli anime piu' sopravvalutati di sempre. Una bella macchina ma senza motore.
      Poi la cuccagna fini'. E ammazzato o tutto a colpi di TRL e mocciosi scemi che urlavano da sotto un palco.
      Che si sa, piuttosto che tentare di eguagliare chi sta al top e' molto meglio toglierlo di mezzo.
      Cosi' chi rimane continua a far finta di farsi la guerra di ascolti galleggiando in un mare di mediocrita'.
      Cowboy Bebop fu la scelta giusta.
      Se volevano esordire col botto, riuscirono senz'altro nel loro intento.

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    2. Resta tuttora una serie di altissima qualita', e a detta dello stesso autore...quasi un genere a se' stante.
      Era moderna, e mostrava un Giappone ben diverso da quello che eravamo abituati a vedere nei cartoni degli anni 80. Che poi erano vecchi di un decennio indietro almeno, se non di piu'.
      Ormai erano usciti dal loro isolamento culturale. Impazzivano per la roba occidentale quanto noi per la loro. E la reinterpretavano in un mix assolutamente stratosferico.
      Per carita', hanno sempre fatto il verso ai nostri classici. Ma prima si notava meno.
      Basta solo sentire le musiche. Un jazz indiavolato intervallato da canzoni suadenti e malinconiche che per noi fu un vero choc, abituati a temi epici che parevano quasi marce militari.
      E poi c'era tutto quello che occorreva per mandarci in brodo di giuggiole.
      Tantissimo western (d'altra parte, lo spazio e' la nuova frontiera), sparatorie alla John Woo, noir ed echi di Blade Runner e di Alien e pulp. Che Tarantino aveva gia' fatto scuola.
      Azzeccatissimo il paragone con Lupin.
      Spike lo ricorda. E per via della sua abilita' con le arti marziali, puo' essere un perfetto connubio tra lui e Goemon.
      Ma il Lupin della primissima serie, pero'. Quella di Miyazaki e di Takahata, anche se non accreditati. Con la giacca verde. Carogna e anche bastardissimo, quando occorreva. Non lo stupidotto che correva avanti e indietro come un forsennato che sarebbe diventato dopo.
      Jet lo si puo' considerare un binomio tra Jigen e Zenigata, per la sua passione per le armi e per il suo passato da ex sbirro.
      Faye è la Fujiko/Margot. Altrettanto bellissima ma molto meno stronza, per fortuna.
      Ed e' un po' un enigma, e non a caso la trovo un personaggio affascinante.
      Fa quasi da contraltare a Faye. Tanto e' sensuale e procace quest'ultima quanto lei e' piatta come una tavola, veste e si comporta da maschiaccio e ha pure un nome da ragazzo.
      Ma serve per la parte cyberpunk, perche' nel frattempo il genere era tornato alla ribalta. E guarda caso grazia a robe come Alita o le opere di Shirow e Otomo (Ghost in the Shell, Akira), oppure Cyber City Oedo. E Strange Days. E Johnny Mnemonic. E l'anno dopo, Matrix.
      Questo anime aveva tutto, e anche di piu'.
      Azzeccarono i temi trattati e i tempi di uscita.
      Gli astri erano perfettamente allineati.
      Fu un apripista perfetto. E da li' non si fermarono piu'.
      Parte al fulmicotone, ha un po' di stanca nel mezzo ma si chiude con un finale indimenticabile.
      Dico solo quel che dissi a proposito di John Creasy, in Man on Fire del TONY.
      Ne valeva la pena?
      Oh si, se ne valeva la pena.
      Dalla terra si passa alla spazio ma e' uno schifo uguale. E allora non resta che solcare ancora le stelle, verso il buio cosmico. Possibilmente con dell'ottima musica.
      Perche' il suono nello spazio non si propaga, ma nell'abitacolo si sente da Dio. E le astronavi sono come le macchine. Puoi guidare un catorcio, ma non ti farai mai mancare un impianto audio della Madonna.
      Grazie del viaggio nel tempo, Cass.
      Finisco la serie dell'amico Calcare (aoh, nun la podevo manca'. Specie dopo quel film demmerda) e mi sa che ci faccio un ripassino, in attesa della versione live.

      ... SEE YOU, SPACE COWBOY.

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    3. Anche a me, caro Redferne, mi hai acceso un ricordo, proprio grazie al tuo intervento. Ricordo proprio a inizio anni 2000 che, come dici giustamente, sulla scia di Mtv, molte reti locali si erano buttate su anime che programmavano senza soluzione di continuità. In particolare ricordo Touch, da noi Prendi il mondo è vai, uno spokon tristissimo ma che ben si adattava a uno studente squattrinato e sfigato come ero, innamorato non corrisposto e sportivo come il protagonista... 👋

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    4. Grazie, Danie'.
      Ho apprezzato molto anch'io il tuo intervento, qualche riga piu' sopra.
      Ne approfitto per correggere uno strafalcione su MTV, che non era ne' statale né commerciale, ma MUSICALE.
      Ecco. Musicale. Mannaggia 'a tastiera.
      Non amo fare il nostalgico piu' di quanto ci sia costretto per indole e istinto, quindi non diro' che e' stato uno dei periodi piu' belli della mia vita.
      Ogni periodo e' bello, a suo modo e per i suoi motivi.
      Che e' stato e restera' irripetibile, questo si'.

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    5. Concordo pienamente, ogni periodo della vita ha i suoi pregi e i suoi difetti, però quegli anni sono speciali per due buoni motivi: eravamo giovani (!) e si percepiva un'aria di cambiamenti che avrebbero condizionato il futuro di tutti. Mtv cavalcava quell'onda e portava coraggiosamente tante esperienze nuove nelle nostre case. 👋

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    6. Più che altro dopo quel periodo EMME tivì è morta, secondo me facendo un grosso danno alla cultura popolare. Cheers!

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  9. Celebrity Death Match, Daria, The Head, anche se Spawn penso fosse sull'allora Tele+ perché provavo a registrarlo, in ogni caso ben felice che il post trovi tanti cowboys e cowgirls ;-) Cheers

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    1. Si', hai ragione.
      Pardon.
      Spawn era su Tele +, e lo vedevo di straforo mediante un amico. Devo essermi confuso con The Maxx, quello sono sicuro che fosse su MTV.
      Parlando di altra roba fighissima mi vengono in mente cartoni di Peter Chung, Alexander ma sopratutto quel viaggione assurdo che era Aeon Flux.
      Ti flashava i neuroni, proprio.
      E poi i corti di animazione.
      Ve lo ricordate quello di Halloween? Oppure The Sandman?
      Mettevano una strizza che levati, proprio.
      Mo'bbasta che se continuo a rivangare non la smetto piu'.
      Ma e' stato davvero bello, ripeto.
      Sul serio.
      Thanks.

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    2. Confermo, era "The Maxx" ;-) Cheers

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  10. Ahimè non ho visto niente di Cowboy Bebop, ma prima del film è auspicabile che qualcosa bisogna vedere, almeno il film del 2001, che al momento non è nella lista Japan Animation, ma ci sarà ;)

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    1. Intanto trovi la serie su Netflix, merita poi non sono molti episodi ;-) Cheers

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  11. Intravisto su MTV ma seguito veramente, tutto d'un fiato, verso la fine degli anni 2000 (grazie p2p), penso sia uno degli anime più belli dell'era "moderna" (tra virgolette perché si spacca da quelli che guardavo da piccolo, come giustamente sottolinei anche tu, ma ormai è vecchio anche lui) che abbia mai visto!
    Proprio per questo la versione in carne non la voglio vedere manco di striscio! Già mi sono bastate le foto! 🤢
    Il saluto di fine puntata lo uso ancora per chiudere qualche post 😝
    "nell’ultima (bellissima) puntata della serie, uno dei momenti televisivi più alti di sempre" e "in un’ipotetica classifica dei finali più belli, struggenti e riusciti di sempre, “Cowboy Bebop” potrebbe tranquillamente dire la sua senza sfigurare contro quasi nessuno", aggiungo solo AMEN!
    Non ho colto tutte le citazioni che hai riportato, anche perché della maggior parte non conosco l'origine ma bravissimo tu 😉

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    1. Grazie a te capo, hai detto una grande verità, gli vogliamo bene quindi sembra sempre uguale ma sono passati vent'anni anche per questo Cowboy ;-) Cheers

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  12. Altro che telefilm con attori in carne ed'ossa,io vorrei altri film d'animazione. Fare una seconda serie dopo quel bel finale mi sembra un'azzardo,è giusto rimanga cosi,in sospeso.Piutosto vorrei altri film o miniserie ambientati tra una puntata e l'altra,propio come il film. Spero che la serie con attori veri sia una bomba,tanto da far tornare Spike e gli altri nella versione originale.

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    1. Cosa fai domani mattina verso le 6.00? ;-) Cheers

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