venerdì 15 ottobre 2021

L'esorcista (1973): giornata ideale per un esorcismo

Arriva il momento prima o poi di affrontare le divinità e perché no, anche i loro diretti rivali, questa Bara oggi affronta solo uno dei film più famosi della storia del cinema, mettetevi comodi e benvenuti al nuovo capitolo della rubrica… Hurricane Billy!

Sembra quasi un dovere morale iniziare a trattare questo film partendo da una nota personale, spero non mi accuserete di sacrilegio se vi dico che “L'esorcista” non è il mio film preferito di William Friedkin, a ben guardare non è nemmeno il mio horror del cuore a tema demoniaco con bambini, ho sempre avuto una predilezione per Il Presagio, per il semplice fatto che nel film di Richard Donner il male si manifesta con certezza solo nel finale, per tutto il film potremmo star assistendo alla storia di una famiglia particolarmente sfortunata, “L'esorcista” per lunghi tratti sembra uno spot a favore della Chiesa cattolica, ma questi sono gusti personali, quindi del tutto sindacabili. Quello che resta sono i fatti e tenendo conto di quelli, il film di Billy Friedkin è stato una bomba nucleare sganciata sulla cultura popolare, dal 1973 non esiste un singolo film di esorcismo occidentale senza una ragazzina legata ad un letto, teste che ruotano nella direzione sbagliata e vomiti verdi, una capacità di colpire l’immaginario che non si è limitata alla settima arte. A volte mi sarebbe piaciuto essere uno di quegli spettatori che videro il film in sala allora, anche solo per capire come poteva essere potente il cinema, quando davvero ancora era il principale mezzo per colpire l’immaginario del pubblico, tutto questo per dire che siamo di fronte ad un Classido!

Quanti di voi sono cresciuti con un genitore, una zia o un amico di famiglia che vi ha raccontato di quanto fosse stato terrificante vedere questo film in sala nel 1973? Su le mani, lo so che siete in tanti. Perché “The Exorcist” è uno di quei film che ha aggredito con violenza belluina non solo le cornee e le coronarie degli spettatori in sala, ma ha rifilato stilettate anche a luoghi idealmente sicuri come il nido famigliare, la religione e, a ben guardare, anche più di un tabù, le generazioni successive sono cresciute nel mito di questo film in grado di sconvolgere il pubblico dell’epoca e per molti, il film di Friedkin è diventato una di quelle “prove di maturità” da superare. Tutti noi ricordiamo la prima volta che abbiamo visto “L'esorcista”, qualcuno ha riso delle parolacce (accentuate dal doppiaggio italiano), una reazione naturale per un film così famoso ed epocale, che ha la capacità di andare sotto pelle al pubblico e che a differenza di quello di Dick Donner, mette in chiaro fin da subito, da quel prologo così efficace ambientato in Iraq che il male esiste ed è un tipo di male che sono un ragazzo timorato di Dio e profondamente credente come William Friedkin poteva raccontare in questo modo, ma andiamo per gradi.

Giocatori di basket contro lo DIMONIO (potrebbe anche essere il titolo di un bel b-movie)

Un mese prima dell’uscita nelle sale di Il braccio violento della legge, il nostro Billy aveva un po’ di tempo libero nella sua stanza d’albergo e visto che Instagram non era ancora stato inventato, decise di riempire il tempo prima della cena alla vecchia maniera, leggendo un bel libro ve lo ricordate? Gli era stato consegnato a mano da un altro William, lo scrittore Blatty colpito dall’onestà con cui Friedkin non le aveva mandate a dire a Blake Edwards per la sua sceneggiatura di “Peter Gunn”. Il libro s'intitolava “L’Esorcista”, ispirato da una vera (o presunta tale, per lo meno dalla Chiesa) storia di esorcismo, se non lo avete mai letto ve lo consiglio caldamente, basta quel prologo così malsano per restare incollati fino all’ultima pagina, proprio quello che successe a Friedkin che annullò la cena per terminare la storia della bambina posseduta da un demone e con San Francisco a fare da sfondo alla sua camera d’albergo, il nostro Billy (regista) telefonò entusiasta all’altro Billy (scrittore) che interruppe bruscamente il fiume in piena di elogi per dire a Friedkin: «Billy posseggo i diritti sull'adattamento cinematografico, sarò produttore e sceneggiatore, volevo solo sapere se sei interessato a dirigerlo» (storia vera).

Ci sono più Billy in questa foto che in una confezione di succhi di frutta.

La Warner Brothers non aveva intenzione di affidare a Friedkin il film, provarono a proporlo a Stanley Kubrick (no secco: non lavoro su soggetti non scritti da me), Arthur Penn (No, ho già fatto “Gangster Story” basta film violenti) e persino Mike Nichols. Per convincere Billy Blatty gli fecero vedere anche il primo montaggio di “I cowboys” (1972) per provare ad affidare il compito a Mark Rydell, ma dopo il successo al botteghino e la presa di posizione di Blatty, nessuno poteva mettersi tra Hurricane Billy e la regia di “L’esorcista” e state pur tranquilli che il testardo regista di Chicago ha combattuto per ogni singolo fotogramma di questo film.

Friedkin ha più volte affermato, anche nel bel documentario “Leap of faith” del 2019 (molto consigliato se volete approfondire la genesi di questo classico) che era sicuro che lui e l’altro Billy sarebbero stati licenziati, eppure con la sicurezza di chi sapeva di essere l’uomo giusto affidato al film giusto, il regista di Chicago non fece un passo indietro, ad esempio quando William Blatty gli consegnò la prima sceneggiatura, Hurricane Billy con la stessa spigliatezza con cui aveva mandato a cag… detto di no a Blake Edwards, fece reintegrare il prologo ambientato in Iraq, perché sapeva che quello era l’inizio della lotta contro il male di padre Lankester Merrin e per girarla avrebbe fatto di tutto, anche trattare di persona con l’ambasciatore iracheno, pur di ottenere il visto per girare con una troupe americana poco fuori l’attuale Mosul, malgrado si potesse lavorare solo dalle sette del mattino alle undici, visto che poi il termometro riportava 54 gradi e la sabbia del deserto danneggiava le macchine da presa (storia vera). Quando la statua del demone Pazuzu, persa dalla dogana e spedita per errore in Australia, finalmente arrivò in Iraq, venne ricoperta di pezzi di carne secca per girare la breve scena dei cani che si sbranano sotto di essa, il tutto mentre le popolazioni locale cominciarono a credere che gli Yankee veneravano il demonio, insomma quando dico che Friedkin era pronto a tutto, intendo anche questo.

Titoli di testa che potete sentire.

Una volta definita la sceneggiatura, però, bisognava trovare gli attori giusti, il nostro Billy dovette rinunciare ad Audrey Hepburn che era disponibile, ma voleva girare a Roma, Friedkin che tra le fila dei suoi fidati tecnici non aveva nessuno che parlasse una parola di Italiano la salutò gentilmente e poi fece quadrato attorno a Ellen Burstyn che non conosceva personalmente, ma che ritenne perfetta per il ruolo della madre di Regan, un’attrice atea che pur di salvare sua figlia dalla più orribile delle situazioni, si aprirà anche al concetto di maligno, perché tra un crocifisso usato in modo improprio e della zuppa di piselli utilizzata per simulare il vomito verde, “L'esorcista” parla di questo: personaggi che si amano così tanto da essere pronti ad affrontare l’orrore, ma soprattutto parla di sacrifico, infatti Billy pur di avere gli attori migliori non si fermò davanti a nulla.

L’attrice che metterà in dubbio la sua (non) fede per salvare la figlia.

Ad esempio, Stacy Keach era già stato messo sotto contratto per il ruolo chiave di padre Damien Karras (a mio avviso il vero protagonista del film, lasciatemi l’icona aperta), quando ricevette una telefonata da una faccia interessante che aveva lavorato in spettacoli off-Broadway, Jason Miller aveva letto il copione e per trascorsi personali anche tormentati, non pensava di poter essere Padre Karras, lui sapeva di esserlo, assecondando controvoglia la folle richiesta, Friedkin volò fino a New York per fare un provino al volo all’attore, con una sola porzione di dialogo della scena in cui la madre di Regan chiede aiuto a padre Karras, Miller convinse il regista che finì a fare a testate con la Warner pur di averlo a bordo, risultato finale? Stacy Keach pagato per intero per non comparire nel film e Jason Miller dritto nella storia del cinema, sfido chiunque di voi a dirmi il titolo del secondo film più famoso di Miller (dire “L’esorcista III” non vale, troppo facile), perché c’era della predestinazione per chi crede a questo genere di cose, di mio preferisco affidarmi al fiuto e alla testa dura di Friedkin e Miller.

Fun fact: Roy Scheider venne scartato per il ruolo di Padre Karras, perché secondo Blatty non aveva la faccia abbastanza simpatica. Mentre Jason "raggio di sole" Miller sì?!

L’attore feticcio di Bergman, Max von Sydow venne scelto e poi truccato in modo tale da risultare più vecchio della sua effettiva età dal maestro del trucco Dick Smith (con il suo assistente dell’epoca Rick Baker, scusate se è poco), responsabile anche della progressiva trasformazione di Regan in un essere sempre giù grottesco e sfregiato da tagli e ferite autoinflitte, buona parte della riuscita visiva del film è merito anche del trucco, capace di andare di pari passo con la discesa all'inferno dell’anima della povera Regan.

“Giocavo a scacchi con la morte, non ho paura di te vomitilla”

Ma è inutile girarci attorno: Mike Nichols rifiutò la regia del film perché sapeva che trovare una dodicenne credibile per un ruolo così complesso e controverso era impossibile. Billy Friedkin da giocatore di basket sapeva che non è finita finché l’arbitro non fischia e fece il provino a centinaia di candidate, prima di imbattersi nella rappresentazione stessa dell’innocenza, direttamente dal Connecticut mamma Elinore Blaire accompagnò sua figlia Linda al colloquio con il regista, il dialogo che ne seguì ve lo riporto per intero perché è più cinematografico di tanti film che abbiamo visto: «Sai di cosa parla l’esorcista?», «Beh, è la storia di una ragazzina che viene posseduta dal demonio e fa un mucchio di cose brutte», «Che tipo di cose brutte?», «Spinge un uomo fuori dalla finestra, picchia sua madre e si masturba con un crocefisso», «Lo sai che cosa significa?», «Che cosa?», «Masturbarsi», «È come fare le seghe, no?», «L’hai mai fatto?», «Certo, perché tu no?». William Friedkin aveva appena trovato la sua Regan (storia vera).

"Lo vedi quel signore che ti farà l'esame? Lo ritroveremo nel post su Cruising che scriverà Cassidy"

Linda Blair è stata marchiata a fuoco da questo film, avremmo ancora modo di parlare di lei a breve così come di William Blatty, quindi inutile dilungarsi troppo, la sua prova è straordinaria perché all’inizio del film risulta dolcissima, la figlia dei sogni e salvarla dall’orrore in cui è sprofondata diventa un imperativo morale per tutti, anche per noi spettatori che ci leghiamo mani e piedi alla vicenda come Regan al letto della sua camera. Ma oltre al trucco progressivamente più spaventoso di Dick Smith (tre ore al giorno per trasformare Linda Blair nel demone Pazuzu e un’ora per liberarla dalle protesi), un altro elemento chiave è stata la voce del personaggio.

Red Bull Pazuzu ti mette le aaali!

Friedkin voleva che il suo demone sembrasse maschile e femminile allo stesso tempo, l’unica al mondo con quella capacità era Mercedes McCambridge, la donna che Orson Wells aveva definito la più grande attrice di radiodrammi della storia che, però, non solo non lavorava più da parecchio tempo, ma stava anche affrontando i suoi di demoni. Quando Bill le propose il ruolo lei pretese due preti per assisterla dopo ogni sessione di doppiaggio, ma prima di mettersi davanti al microfono, Mercedes McCambridge si svuotava una bottiglia di quello buono, fumava come se con ci fosse un domani e buttava giù uova come Rocky prima dell’allenamento, il tutto per arrochire la voce quel tanto che bastava da renderla spaventosa... In linea di massima missione compiuta, anche se la via crucis della McCambridge non terminò così, prima l’attrice non volle farsi accreditare come doppiatrice, forse per evitare le polemiche o per via della sua spiccata vocazione religiosa, poi attaccò brutalmente Friedkin alla prima quando non vide il suo nome tra i titoli di coda del film, insomma non proprio il set più tranquillo del mondo, ecco.

Anche se sulla fama di film “maledetto” di “L’esorcista” è stato detto e scritto di tutto, gli incidenti non sono mancati, un set è stato completamente raso al suolo dalle fiamme, il fratello di Max von Sydow è morto mentre l’attore svedese stava recitando e così la nonna di Linda Blair, mentre il figlio piccolo di Jason Miller fu colpito da una moto e a lungo le sue condizioni furono considerate molto critiche prima di riprendersi, ma questo fa parte del mito e forse anche della suggestione creata attorno al film che preme a tavoletta sul pedale delle zone d’ombra, quelle in cui si sono sempre mossi i personaggi di Friedkin e che negli anni ha fatto sollevare un sopracciglio anche ai più scettici.

Avete presente cosa dico sempre sui primi cinque minuti di un film? Non è mai stato più vero che per questo.

Si tratta di iconografia, “L’esorcista” ne ha sfornata a quintali, questo è il film che ha sdoganato la mania della tavole Ouija, le volgarità uscite dalla bocca di Regan sono finite stampate su centinaia di magliette anche se nella versione doppiata ci hanno dato dentro molto più che in originale («The sow is mine», la scrofa è mia in Italiano è reso in maniera ben più sboccata), il quadro esposto al Moma di New York, “L'impero delle luci II” di René Magritte divenne la principale ispirazione per Friedkin per la celebre locandina del film, quella con cui il regista scongiurò la proposta della Warner, una mano che impugnava un crocefisso sporco di sangue e la frase di lancio “In nome di Dio qualcuno la aiuti” (storia vera). In tutta questa iconografia non poteva mancare la musica, disperato e in cerca del tema musicale giusto Hurricane Billy affidò il compito allo storico compositore Bernard Herrmann che con spocchia malcelata ignorò tutte le indicazioni del regista, che quando sentì parlare di utilizzare un organo da chiesa per la colonna sonora (si poteva fare scelta più banale? Penso di no), strinse la mano ad Herrmann e poi si mise a spulciare cassette con campioni di basi inutilizzate, quando sentì i primi dieci secondi di Tubular Bells del polistrumentista Mike Oldfield, capì di aver trovato il tema musicale perfetto per il suo sconto tra il bene e il male, ancora oggi uno dei temi horror più ricordati di sempre, almeno al pari di quelli usati da Argento e Carpenter nei loro capolavori.

Poi dicono che a leggere la Bara Volante non s'impara niente, toh beccatevi Magritte!

Sul set Friedkin non ha preso prigionieri, per ottenere il massimo dall’ateo Max von Sydow, Billy era disposto a far venire giù Bergman dalla Svezia, gli bastò chiedere all’attore di interpretare padre Merrin non come uno stregone con i poteri, ma come un uomo in lotta con il male (storia vera). Non andò altrettando liscia con Bill O’Malley, per l’intensa scena dell’estrema unzione era necessario che l’attore piangesse, per la seconda volta in carriera Hurricane Billy utilizzò la tecnica del suo eroe cinematografico Henri-Georges Clouzot: «Bill io so che ce la puoi fare, mi vuoi bene?», «Sì», «Dillo», «Ti voglio bene Billy, lo sai», BOOM! Schiaffone a mano aperta sul volto di O’Malley che girò la scena nel silenzio totale, l’avete vista perché è finita del montaggio finale del film ed è anche la chiusura ideale della storia di padre Karras, su cui vi ero debitore di un’icona lasciata aperta, la chiudo subito, anche se ci vorrà un lungo giro di parole, vi avviso.

“Con la mano aperta così m’ha picchiato, una pizza in faccia, cinque dita di violenza”

Ve l’ho detto che io per questo post verrò accusato di sacrilegio, ma dopo anni di insistenza e chiacchiere tra amici dei due Billy, nel 2000 Friedkin cedette alle pressioni di Blatty facendo uscire la versione estesa del film, quella da 132 minuti, posso dirlo? Una versione della pellicola che io trovo orribile e inutile. Nel 1973 Hurricane Billy aveva deciso di mostrare l’iconico e spaventoso volto del demone Pazuzu una volta sola, rendendolo uno dei fotogrammi che ha terrorizzato più persone, forse dell’intera storia del cinema. Aggiungere faccine di Pazuzu in digitale un po’ ovunque nella versione del 2000 mi è sembrato un modo per depotenziare l’efficacia di un film che ha saputo creare iconografia anche con le scene tagliate. 

Dura un battito di ciglia, ma resta uno dei fotogrammi più spaventosi di sempre.

La famigerata discesa dalle scale con la “camminata a ragno”, tagliata nel 1973 perché non si poteva con la tecnologia del tempo cancellare i fili che sostenevano la controfigura, è diventata la scena mai vista più citata del genere horror, idealmente ha tenuto a battesimo (tanto per stare in tema) molto J-Horror e tutte le possedute nei film occidentali, una legione di contorsioniste in grado di scalare le pareti come Spider-Man. Comprendo perché Billy abbia voluto riprendersi la paternità di quella scena che, però, trovo ancora più inutile delle apparizioni digitali di Pazuzu anche per motivi logistici: come fai a richiudere nella sua stanza una posseduta fuggita in quel modo? Anche perché a ben guardarlo “L’esorcista” è un dramma ambientato in un'unica stanza, una tecnica che Friedkin dominava da lungo tempo ormai.

Spider-Pork, Spider-Pork il soffitto la scala tu mi spork (quasi-cit.)

No, la versione del 2000 esiste principalmente per accontentare Blatty che temeva che il finale così nero del film fosse percepito come un peccato capitale di Padre Karras che si suicida gettandosi dalla finestra. Posso dirlo? Fin dalla prima volta che io vidi “L’esorcista” (noleggiato, da solo a casa, storia vera), non ho mai avuto la percezione di aver assistito ad un peccato capitale, forse perché sono più ateo della mamma di Regan all'inizio del film, o forse solo perché fin da quella prima visione, per me l’obiettivo del demone non era mai stato la dolce e tenera Regan MacNeil, un mezzo per arrivare a quello che per certi versi penso sia il vero protagonista del film.

“Hihihihi ci ho messo lo zampino”

Cosa vi dico sempre delle scene in metropolitana? Ogni grande film dovrebbe averne una, “L’esorcista” ha prima quella del (vero) senzatetto che chiede qualche spicciolo a Karras e poi la singola scena che trovo più spaventosa di tutto il film, più delle teste che girano, più per la chiacchierata scena del crocefisso, delle lievitazioni e del vomito verde. Padre Karras fa visita a sua madre, lasciata a morire in un ospizio per poveri, la donna con la sua voce lamentosa e piangente chiede al figlio «Perché mi hai fatto questo, Dimmy? Perché?», la voce della madre diventa la tortura della goccia sul senso di colpa di un uomo che ha quasi perso la sua fede in Dio e che dovrà ritrovarla nel modo più drammatico possibile. Il centro morale dell’esorcista sta nel parallelismo tra la madre di Karras lasciata sola a morire in un letto e Regan, qualcuna che come mammà si contorcerà quando lo vedrà arrivare legata alla testiera del suo letto, ma che può ancora essere salvata. La scena chiave di “L’esorcista” è quella in cui Padre Karras in sogno, vede sua madre salire le scale dell’uscita della metropolitana (una simbolica ascensione) dire qualcosa al figlio che nel traffico e per la distanza non riuscirà mai a capire per poi voltarsi, scendendo quella scale verso il basso e anche qui, impossibile non vederci qualcosa di metaforico.

Il Cattolico senso di colpa, messo su pellicola.

Per quello che mi riguarda quella è la scena più spaventosa del film, quella chiave con cui William Friedkin ci inchioda tutti, il miglior modo possibile per utilizzare il cinema per raccontare il senso di colpa che è alla base di tutta la religione cattolica e che spingerà padre Karras a sacrificarsi per liberare Regan, forse era davvero lui l’obiettivo di Pazuzu e in ogni caso, aggiungere un dialogo leggero tra O’Malley e Lee J. Cobb nei pressi di quella maledetta (e anche lei, iconica) scalinata, non può certo alleviare come sperava Blatty, un film che solo un ragazzo timorato di Dio come William Friedkin poteva raccontare in modo così efficace, scavando nelle luci e nelle ombre anche della religione che, poi, è quella zona oscura dove il cinema di Hurricane Billy ha sempre... Beh, brillato di più. Dicono che è prima dell’alba che la notte è più buia, vale la pena affrontare l’orrore per vedere la luce (il bacio di gratitudine sulla guancia di Regan al prete), nessuno ha mai raccontato lo scontro tra il buio e la luce, il bene e il male, utilizzando le armi del cinema di genere meglio di quanto abbia fatto William Friedkin.

La messa è finita andate in pace, ma restate nei paraggi perché a breve (brevissimo!) arriverà un altro capolavoro di Hurricane Billy e tra sette giorni, il nuovo capitolo della rubrica, non mancate.

76 commenti:

  1. Il film che mi ha insegnato che anche i preti nel tempo libero,vanno a rilassarsi al cinema,a mettere i guantoni da box,oppure a fare un salto al pub per farsi una pinta di birra!

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  2. Non so se è il mio horror "del cuore", probabilmente si ma per meri motivi personali. Infatti questo lavoro da nulla di Friedkin nella prima metà degli anni '90 veniva trasmesso settimanalmente in un canale regionale delle mie parti. E c'era la sfida tra noi ragazzini a guardarlo e riguardarlo. E credo che fu il primo horror che guardai da solo e consapevolmente.

    Come "Mad Max" ha ridisegnato il futuro post-atomico e "Blade Runner" il futuro ciberpunk nero, piovoso e al neon, "L'esorcista" ha definito i canoni non solo degli esorcismi ma pure di trequarti dei film horror usciti nei successivi 50 anni. La genesi di questo "Classido" la conoscevo per sommi capi, tipo il dialogo tra la Blair e il regista è abbastanza famoso e citato, idem il pre-partita della McCambridge e pure gli incidenti dentro e fuori dal set. Quello che non sapevo invece è che a bordo ci sarebbe potuto essere la Hepburn. Ammetto che ho sputato il caffè sul pc quando l'ho letto! (grazie Capo! Avanzo un caffè... Il pc invece te lo abbuono, era già una merda...).

    Concordo sulla versione estesa della pellicola. Come tutti sono cresciuto con la versione normale. Perfetta. Quella estesa, al di là della camminata inversa sulle scale (potentissima! E agghiacciante ma francamente inutile) non fa altro che aggiungere i famosi messaggi subliminali con la faccia del demone in digitale. Ma perché? Ricordo ancora i brividi quando il faccione di Pazuzu veniva inquadrato per la prima volta. Hai ragione, dura un attimo ma i brividi che sentii quella volta li sento ancora.

    Per il resto, ottimo post! Bravo Capo, promosso.

    P.S.: ma esistono ancora i succhi di frutta Billy? Credo di essere radioattivo per quanti ne ho bevuti da piccolo...

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    1. Non so se esistono ancora, ma è sicuramente una didascalia “generazione”, dedicata a noi quasi ex giovani ;-) Hai detto bene un film che viene utilizzato ancora come sfida, quasi come rito di passaggio, qualcuno ci ride sopra per comprensibile reazione, ma il senso non cambia, ci ricorderemo sempre dove eravamo quando abbiamo visto questo film la prima volta. Per il resto ti ringrazio, ho cercato di tenere la barra dritta e le parti più importanti ai fini del post, perché su questo film sono stati scritti libri su libri, il materiale non manca ;-) Cheers!

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    2. Mai come in questo caso si può dire che ci ride sopra lo faccia per ESORCIZZARE la paura ;-)
      Ottima recensione di un caposaldo dell'horror e della carriera di Friedkin (per non parlare delle innovazioni prostetiche ad opera di Dick Smith che, tra l'altro, dovette pure creare ex novo per Max Von Sydow un make-up invecchiante in grado di non sciogliersi ogni volta sotto il sole iracheno) visto in entrambe le versioni, normale ed estesa... quest'ultima -l'estesa- forse non proprio indispensabile, pur avendo dalla sua una scena davvero potente come la diabolica spider-camminata di Regan. Ma a dire il vero tutto in questo film odora di zolfo, anche le scene più realistiche dato che Pazuzu è sempre presente dall'inizio, sottotraccia... le invasive analisi mediche a cui è sottoposta la sua "ospite" non possono ovviamente rivelarne la presenza, ma lui sta già comunque traendo forza da tutto quel dolore, così come dal senso di colpa di Padre Karras nei confronti della madre abbandonata all'ospizio (il demone è talmente scaltro da non aver nessun problema nell'iniziare a "lavorare" su Karras proprio a partire da quella visita, tanto che quel "Perché mi hai fatto questo, Dimmy? Perché?" potrebbe persino averlo pronunciato lui medesimo, per bocca della madre morente). Almeno questa è l'impressione che il film mi ha sempre dato, quella di un reale e un demoniaco legati fra loro tanto da essere inscindibili (e riuscire a spaventare in uguale misura)...

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    3. Gli horror servano anche a questo, riti esorcistici a portata di “play” ;-) Ogni volta che la madre di Karras apre bocca o compare nel film, si sente altro che odore di zolfo, il film ti trascina proprio tra le braccia del male, ben felice che il post sia stato di tuo gradimento. Cheers!

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  3. Film che ha generato un quintaliardo di parodie come piovessero,io mi ricordero sempre quella che vidi in sala! Eravamo a casa di un nostro amico per il suo compleanno,quando decidemmo di punto in bianco di andare al cinema del nostro paese,almeno una ventina di persone che ragguingevano il cinema a piedi in soli 5 minuti(che meraviglia!!),quel film era appena uscito eh eh,era "Scary Movie 2",chiaramente all'epoca eravamo dei giovani pischelli che giustamente si divertivano con poco,vedere James Woods che benediceva la casa o mentre cedeva alle richieste della ragazzina posseduta ci fece scoppiare dal ridere,una intera sala in un riso fragoroso modello stadio,al di la del film che vedemmo,mamma mia che esperienza!

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    1. D’altra parte è normale, molti davanti agli horror e le scene più spaventose per reazione cosa fanno? Ridono perché è del tutto naturale farlo, le parodie sono il passo successivo, almeno questo film ha fatto ancora in tempo ad intercettare il periodo in cui ne esistevano di abbastanza valide. Cheers

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  4. Per me i momenti più terrificanti del film rimangono le terribili analisi mediche,che facevano più paura dell'esorcismo!

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    1. Vero, infatti sono le parti realistiche, più che quelle che contengono elementi demoniaci e fantastici a fare davvero presa in questo film. Cheers

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    2. Col senno di poi, quelle scene sono terrificanti. Come gia accennato in un mio commento del primo film di "hurricane billy" se ne riparlerà in Cruising. Non vedo l'ora :P

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    3. Ci arriveremo, mi sono tenuto tutto per il post su "Cruising" ;-) Cheers

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  5. Concordo con te che la versione estesa è sia peggiore di quella cinematgorafica come pure del tutto inutile. Ma del resto proprio come te ho sempre pensato che l'obbiettivo del demone fosse il prete in crisi di fede e non una bambina con la madre atea. Capolavoro del genere, che non è il mio Friedkin preferito, ma non per questo meno importante.

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    1. Siamo totalmente allineati su tutto, questo non è il nostro Friedkin preferito ma è senza ombra di dubbio quello per cui è conosciuto, verrà ricordato e di cui parla più volentieri, visto che esistono quintali di materiale su questo film ;-) Cheers

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  6. l'ho visto una ventina di anni fa, quando sull'allora tele+ trasmisero la "versione estesa". Ricordo anche quando, qualche annetto dopo, lo diedero finalmente su Italia 1 e le immancabili polemiche che portarono allo spostamento sempre più tardi, inserendo vari episodi di "Will & Grace" per tappare il buco (recuperai in questo modo i primissimi episodi della serie xD)

    Non mi ha mai fatto particolarmente impressione, anche perché in quei 30 anni il film era ormai diventato "immaginario pop", a partire dal nostro "EsorCiccio" (mai troppo celebrato!).

    Ricordo che mi deluse che nel film non venisse detto che si trattasse davvero dello dimonio, perché molte cose non tornavano (tipo che Regan si contorceva anche con della semplice acqua NON benedetta)... insomma, non dava risposte definitive! E, come ricordato più su, a me facevano più paura le terribili analisi mediche che la vicenda della posseduta sboccata...

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    1. Anche io ricordo la trasmissione di Tele+, sul fatto che non faccia paura, anticipo l’argomento perché tanto verrà fuori: la paura è soggettiva e questo film si porta dietro enormi aspettative per chi lo vede la prima volta, ma come dicevo sono le parti non metafisiche ad essere le più spaventose, “L’esorcista” è un film che può anche scatenarle la risata come prima reazione, ma poi a freddo, continua a stagnare sul fondo della testa.
      Il fatto che sia controverso e non definitivo per me è la sua forza, io non credo agli esorcismi, sono uno scettico e leggendo tra le righe delle tante dichiarazioni delle fonti dei due Billy (Blatty e Friedkin) nemmeno le fonti all’interno della chiesa pare ci credano poi troppo, quindi mi piace proprio che il tema sia controverso, mi manca quel cinema che solleva dubbi, invece di quello contemporaneo, fin troppo espositivo e afflitto da “spigoni”. Cheers!

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  7. In fin dei conti e' un film sull'adolescenza. Il momento in cui i genitori non riconoscoono piu' i loro figli, i quali iniziano a rispondere male, a dire le parolacce, a fare brutte cose da soli in cameretta e a frequentare amici che chissa' chi "diavolo" sono?!

    A parte gli scherzi, come tutti piu' grandi horror, fa cagare sotto perche' aggiunge il fantastico alle paure quotidiane di ognuno. E quel menagramo d'un meagramo di Friedkin ce le mette davero tutte in questo monumento dell'inquietudine: la malattia, la vecchiaia, l'incomunicabilita', la solitudine e l'impotenza di tutti noi verso tutte queste cose.

    Ok, un secondo titolo famoso Jason Miller non ce l'ha, ma l'anno dopo replichera' con un'altra mostruosa interpretazione nel dimenticatissimo ma capolavoroso "The Nickel Ride" di Robert Mulligan.

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    1. Quella potrebbe essere una chiave di lettura, ci ho pensato seriamente, ma poi è lo stesso film a smollare il colpo, troppa l’attenzione su padre Karras per essere “solo” una metafora sull’adolescenza, per quello in parte ci ha pensato Larry Cohen con “Baby killer” (1974).
      Bravissimo, in “The Nickel Ride” si mangia lo schermo, mentre il nostro Billy da ragazzo timorato di Dio, ha saputo mettere su grande schermo quel senso di colpa su cui è basata la religione cattolica (o per lo meno, come la vedo io da ateo) come nessun’altro ha mai più saputo fare. Cheers!

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  8. Visto nell'ora di religione alle superiori, come diresti tu, storia vera.

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    1. Ma che caz... Cosa, eh? Di solito si guarda "Le ali della libertà" ;-) Cheers

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    2. Rilancio: il nostro prof di religione ci fece vedere Trainspotting.

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    3. Io non la facevo religione fin dalle elementari, ai mie i compagni facevano vedere robe tipo "Le ali della libertà", mi sa che avrei dovuto avere i vostri di insegnanti ;-) Cheers

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    4. Ma anche no. Trainspotting è uno dei pochi lasciti delle mie ore di religione in tutto il percorso scolastico, per quanto alle superiori mi fosse andata di culo, il prof. cercava sempre di farci vedere qualche film. Peccato che si impiegava letteralmente metà anno per vederne uno.

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    5. Ah si, toccava vederli a puntate. Cheers

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  9. Nessuna zia, nessun parente, ma la prima volta che l'ho visto è stato tremendo! ;)

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    1. Del tutto comprensibile, il film ha di questi colpi in faretra ;-) Cheers

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  10. Capolavoro e uno dei miei film preferiti, difficile dire qualcosa che non sia già stato detto, aggiungo solo che l'incipit in Iraq per me è fra le cose migliori mai girate da Friedkin (fra l'altro che coraggio aprire così un horror, con 7 minuti buoni di pura narrazione visiva senza dialogo apparentemente sconnessi dalla narrazione principale); curiosa la motivazione del rifiuto di Kubrick, considerando che sia prima che dopo ha praticamente sempre lavorato su soggetti non originali

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    1. In quel periodo a Kubrick girava così. Prologo micidiale con l’utilizzo della medaglietta metaforico, paragonato da Billy nel documentario “Leap of faith” (2019) proprio al monolite di Kubrick. Per altro il libro inizia nello stesso modo, con una scena che ti fa sentire il calore e la sabbia addosso che Friedkin ha ricreato alla grande, basta quella scena per dire al pubblico (senza parlare), il male esiste ed è quasi tangibile. Cheers!

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  11. Complimenti per aver affrontato un film leggermente iconico, che da solo ha cambiato per sempre l'intera cultura popolare occidentale, visto che l'horror semplicemente non esisteva in Occidente prima di questo titolo. (Esistevano le stupidate da drive-in che nessuno prendeva sul serio, ma dopo questo si è scoperto che addirittura un film horror poteva essere proiettato in una vera sala e poteva essere preso sul serio, non spernacchiato come si usava. E guarda caso dopo quarant'anni di totale indifferenza, se non dileggio, d'un tratto la narrativa horror (Lovecraft in testa) è diventata roba da vendere in libreria, non più spazzatura da fumettari.

    Personalmente è un film che non mi ha mai detto niente, ma temo il motivo sia perché la prima volta che l'ho visto è quando è tornato in sala nel 2000, nella nuova versione. Ho sghignazzato tutto il tempo in sala, ma magari se l'avessi visto negli anni Ottanta, e magari da solo, sarebbe stata una storia totalmente diversa.

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    1. Ti ringrazio molto, sentivo la responsabilità ma non vedevo l’ora di scriverne. Ha davvero cambiato tutto, ancora oggi molti critici davanti ad un film horror bello e riuscito, si sente in obbligo di “derubricarlo” a film d’autore, un lascito per cui un horror non può essere d’autore, quando invece hai fatto l’esempio giusto con la narrativa, anche perché questo classico, nasce da un libro che proprio non può non essere considerato narrativa horror.
      La versione del 2000 per me non ha proprio senso di esistere, se non per Friedkin che si è tolto dalle orecchie anni di lamentii di Blatty incassando ancora un po’ ma non ho dubbi, la versione da vedere è quella del 1973, pensa il pubblico in sala allora, quando il cinema era ancora alla sua massima potenza? Deve essere stata un’esperienza. Cheers!

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    2. A proposito, su Prime hai visto la serie TV omonima? Non dico niente per non spoilerare, ma c'è un legame con il film, anche se è una serie in cui a mettere paura è la noia totale di ogni episodio :-D (ho smesso all'inizio della seconda stagione perché cominciavo a vomitare verde!)

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    3. La sto guardando proprio in questi giorni, sono all'episodio 1x04 quindi per ora non posso dire moltissimo, ma avremmo modo di parlarne ;-) Cheers

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    4. Allora preparati: sgranerai gli occhi alla conclusione dell'episodio 1x05 e l'intero episodio 1x06 ti esalterà alquanto, peccato che però sarà il massimo che la serie potrà offrire ;-)

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    5. Bene, sei arrivato giusto in tempo per avvisarmi ti farò sapere le mie impressioni ;-) Cheers

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    6. Stessa esperienza anche per me Lucius.
      Pure la seconda visione ero ancora giovincello anche se lo apprezzai di più.

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    7. Sono i danni della versione del 2000, quella più facile da reperire che andrebbe invece insabbiata in favore di quella originale. Cheers!

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  12. "Ho scelto il giorno sbagliato per smettere di fumare..." (Cit.)

    Non posso comunque non pensare al "seguito" col film Riposseduta! Cheers!

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    1. "Riposseduta", mi viene da ridere solo a pensare al titolo ;-) Cheers

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    2. In effetti ho visto prima quello che L'Esorcista. Anche l'Esorciccio è arrivato prima, nella mia personale sequenza di visione.

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    3. Puo aver influenzato direi. Cheers!

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  13. I miei genitori lo videro proprio nel periodo della sua uscita e mi hanno sempre raccontato l'impressione tremenda che fece su di loro. Aggravata dal fatto che nell'androne di casa quella notte si bruciò la lampadina e nel contempo un gatto si stava divertendo a far baccano con le ringhiere del palazzo. Una seratina particolare. Grande recensione comunque, me la sono goduta fino in fondo.

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    1. Gli aneddoti che mi hai appena raccontato (grazie!) entrano a far parte della "meledizione" del film, sappilo ;-) Ti ringrazio molto ne sono felice! Cheers

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  14. Eccomi qui.
    Non potevo assolutamente mancare, con quest'altro pezzo da novanta.
    Il primo giorno un Dio (perché per alcuni, tipo il maestro John, Hawks era un Dio) disse a Friedkin “Fai un inseguimento”.
    Il secondo un altro Dio (Romero, forse? Ci spererei) forse gli disse “Bravo. Ora fai un horror”.
    Mi domando cosa sarebbe successo se il terzo giorno un altro Dio gli avrebbe detto “E adesso fammi GUERRE STELLARI”.
    L'horror. Da sempre considerato dal sottoscritto il miglior modo per farsi un nome.
    Ma Friedkin col suo Braccio Violento il nome se l'era già fatto, quindi...
    Non mi dilungherò molto sul film in sé, dato che ne é stato detto di tutto e di più. E sicuramente da gente ben più competente e preaparata di me. Tipo l'autore di questo post (e vai di sviolinata).
    E quindi non vorrei rischiare di apparire inadeguato.
    Capolavoro. Un film di prim'ordine, realizzato a regola d'arte e con un budget importante (che per un horror é da considerarsi un evento), e che é da considerarsi un'autentica pietra miliare e di paragone per l'intero genere. E per il cinema in generale. Ma che eppure non me la conta giusta.
    Ma mano che l'ho visto (e rivisto) ho iniziato ad avere il sospetto che sotto vi fosse qualcosa di più.
    E ad ogni visione quel qualcosa ha iniziato ad emergere. E mi é piaciuto un sacco. E la cosa incredibile é che non c'entra con l'horror in senso stretto.
    Qualcuno lo ha definito ironicamente un western. E l'inizio ne presenta tutti gli stilemi classici.
    Abbiamo all'angolo rosso il pistolero più veloce del Vaticano, il campione di Santa Madre Chiesa, vincitore di innumerevoli match contro LO DIMONIO, e tutti per KO.
    Padre Merrin, che é vestito che sembra Indiana Jones.
    All'angolo blu, anzi nero...il suo vecchio arci – nemico, che si palesa e lo invita ad un nuovo, ultimo duello.
    E' anche un thriller, anzi un giallo, visto che ad un certo punto c'é di mezzo un delitto avenuto in circostanze misteriose e arriva la polizia nei panni del detective Kinderman.
    E' un film drammatico, poiché presenta un dramma famigliare a base di una figlia alle prese con un disturbo inspiegabile ed una madre che la vede e pur non capendo cos'abbia, si rende conto che quella NON E' PIU' LA SUA BAMBINA. E la cosa peggiore é che deve affrontare tutto da sola, col marito che tanto per cambiare non c'é (un classico pure questo. E nella più recente filmografia yankee ormai il padre assente sta diventando una figura costante. Se ci fate caso, nel novanta per cento dei casi sono madre e figlia. Il padre non c'é mai).
    Poi c'é il dramma umano di Padre Karras. Che quando non dispensa ostie ed omelie piglia a cazzotti il sacco in palestra e si sbronza nei pub.
    Con un catechista così non sarei scappato a ripetizione dall'oratorio, forse...
    E poi arriva un nuovo sceriffo, in città. Il suo nome é Merrin. Padre Merrin. Ma che ha pure lui il suo bel nugolo di problemi personali e di salute, visto il catorcio di cuore che si ritrova. E teme di non farcela a reggere un altro round.
    E qui diventa poliziesco, con rapporto tra i due preti che diventa in tutto e per tutto quello di un buddy movie.
    Una commistione di generi, diremmo oggi. Esplosiva, aggiungo io. Perché gli ingredienti sono dosati alla perfezione. E infatti deflagra come una bomba atomica.
    Successo stratosferico, record d'incassi, polemiche, censure ed una vera e propria psicosi ed isteria di massa che si scatena, tra svenimenti e malori in sala.
    Poi ci si mette pure il Papa, ai tempi. Che fa da testimonial d'eccezione andando a dire che LO DIMONIO, probabilmente, esiste per davvero.
    Beh, se fossi il buon Satanasso, mi sentirei onorato. E andrei a stringere la mano a Billy anche a costo di ustionargliela. Dicendogli “Mi ha rappresentato davvero molto bene. Da ora in poi non mi lascerò rappresentare che da lei!”
    Il film funziona davvero alla grande, come film in sé.
    Come horror, adesso come adesso, molto meno.




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    1. Da ragazzino mi impressionò parecchio.
      Spaventarmi, questo no. I film che me la fecero davvero far sotto furono il primo “Nightmare” e “Suspiria”.
      Forse perché lo adoro, ma non lo considero uno dei miei film della vita ai differenza degli altri due che ho appena menzionato.
      Oggi, purtroppo, é invecchiato malissimo. Tocca ammetterlo. E non per colpa sua.
      Ma il tempo é stato davvero inclemente, con lui.
      Va considerato che molto del suo successo é dovuto alle implicazioni sociali e culturali ed al contesto in cui fu lanciato.
      Si era in piena contestazione, e qui il concetto viene portato all'estremo.
      Diciamo che si era abituati a poter avere un figlio hippie o ribelle, persino in ambienti “di un certo livello” che teoricamente si credevano al riparo da que tipo di ideologie.
      Ma vedere una bambina che idealmente rappresenta ed incarna i concetti stessi di purezza e di valori famigliari trasformarsi in un mostro che grida e compie ogni oscenità di sorta (come impugnare un crocefisso ed usarlo proprio nel modo in cui potete immaginare), per alcuni doveva essere troppo. Davvero troppo.
      Contiamo che gli yankee, poi, sono da sempre più puritani di noialtri.
      Non so dire se il pubblico di oggi sia migliore o peggiore di quelo di un tempo, anche se una mia opinione me la sono fatta. Di sicuro é più smaliziato, e per colpirlo davvero ti ci devi mettere d'impegno.
      Molti dei trucchi che allora funzionavano alla grande oggi non incantano più.
      Poi, sono arrivate le parodie a dargli il fatidico colpo di grazia.
      Mi piacciono da matti, ma da sempre ritengo che facciano un pessimo servizio all'originale.
      In occasione del lancio della versione restaurata, ero andato a vedermelo al cinema.
      Sera di Halloween, se non ricorso male. Spettacolo unico a notte fonda. Cornice perfetta.
      Memore dei racconti dell'epoca su quanto fosse terrificante, pur avendolo già visto volevo vedermelo su grande schermo.

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    2. E' stato uno choc. Ma con come pensereste voi.
      La gente rideva letteralmente a crepapelle sulle scene che avrebbero dovuto spaventare.
      Non hanno avuto pietà nemmeno del finale, che nonostante la scazzottata é davvero drammatico.
      Io non ho riso, per carità. Sarebbe stato oltraggioso. Ma vedendolo, non potevo fare a meno di pensare a “Riposseduta”.
      Come fai ad avere ancora paura, dopo aver visto un film dove tutto quello che nell'opera di Friedkin faceva paura viene messo clamorosamente alla berlina? Senza contare che l'indemoniata di turno la fa pure la stessa Blair?
      Eppure, uno spaghetto la gente se l'é preso lo stesso.
      Si, nella nuova versione si abusa un po' troppo del volto del diavolo. Ma vi assicuro che quando é apparso nel buio, vicino alla madre di Regan, ho sentito centinaia di fondoschiena che sono balzati all'unisono.
      La scena che mi ha dato più fastidio e che continua a fare effetto, a parer mio?
      Vedere la povera ragazzina martoriata da decine di esami invasivi, con aghi ed elettrodi attaccati dappertutto nel tentativo di capirci qualcosa.
      Anche lì si denota una cura maniacale nella ricerca della realtà, come ad esempio nella trafila che segue per autorizzare l'esorcismo.
      Grossomodo, nel reale viene trattato nello stesso modo.
      I casi (almeno quelli ufficiali) vengono sottoposti ad una rigorosissima analisi, con tanto di apposite commissioni d'inchiesta.
      Non voglio entrare nello specifico, ma nella maggior parte dei casi si tratta di disturbi schizofrenici gravi, o di auto – suggestione.
      Nel senso che se uno si autoconvince davvero di venire posseduto, a livello di inconscio solo un rito di purificazione può riuscire a sbloccarlo e a riportarlo ad uno stato di normalità.
      Per farla breve...non sarebbero autentiche possessioni demoniache (non tutte. Ma permane il beneficio del dubbio, in una ristrettissima cerchia), ma se può servire come terapia d'urto si procede.
      E comunque, a dispetto di quanto molti credono, non elargiscono affatto esorcismi come se piovesse.
      Interpreti perfetti. Von Sydow compare all'inizio, e prepara il terreno alla sua entrata in scena vera e propria. E in ogni fotogramma si sbrana letteralmente il film. Un gigante.
      La Blair é strepitosa, in un ruolo difficilissimo. Talmente brava che di fatto é rimasta ingabbiata in questo personaggio, e questo film gli ha letteralmente condizionato la carriera.
      La rivedremo in poco altro.
      A completare questo triangolo dell'epos arriva padre Karras. Che é un personaggio davvero complicato e complessissimo.
      Ha uno scheletro nell'armadio davvero spaventoso, ed é schiacciato dal rimorso e dal senso di colpa.
      La vittima perfetta per Satana, che sa dove agganciarsi per manipolarlo.
      Non può opporsi. E quindi finisce a fare il garzone, col collega più anziano che di fatto gli dice “Passami la roba quando te lo chiedo, stà buono lì in un angolo e non rompere, che qui stanno lavorando i professionisti.”
      L'equivalente del “Bagna le corde” di Rat – Maniana memoria.
      Eppure, come finale anti – climax in stile Friedkin comanda, neinete va come previsto. E Karras, che fino ad adesso era stata una tragica comparsa, si ritrova a ruolo di protagonista e con una patata bollente tra le mani, di svariati quintali. E pochissimo tempo per decidere sul da farsi.
      Il dialogo finale col curato e con l'ispettore lo hanno giudicato inutile. Ma non mi ha infastidito.
      Fa capire il punto di vista degli esterni.
      Una vicenda assurda, inspiegabile fino in fondo. E che solo chi l'ha passata può capire.
      Ma purtroppo...non vi sono testimoni. E l'unica che potrebbe raccontarlo...al momento non era in sé.
      Uff, finito.
      Capolavoro. E grandissima recensione, Cass.
      Complimenti.

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    3. Sai che non lo trovo invecchiato così male? Trovo che tanta CGI moderna sia già vecchia, molto più di questo film. Per il resto direi che hai detto tutto, ti ringrazio ;-) Cheers

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    4. Grazie a te.
      Indubbiamente. Gli effetti speciali vecchia scuola tengono ancora botta. E ne tibadisco pure io la superiorita' alla computer - grafica. Da sempre.
      Sono reali. Sono vivi.
      Sul film in se' non discuto.
      E' realizzato alla grandissima, e film cosi' rimangono intoccabili.
      Provo un senso di rammarico, questo si'.
      Si diceva (mi pare in occasione di "Nightmare") che lo scopo primigenio di un horror e' spaventare.
      Qui abbiamo anche suggestioni provenienti da altri generi, che funzionano ancora benissimo.
      Bella la storia, belli i personaggi, bello tutto.
      Dove forse non funziona piu' come dovrebbe e' proprio nel fare quel per cui e' nato.
      Essere un horror.
      La vicenda resta davvero inquietante, ma in certe scene il meccanismo si e' chiaramente inceppato.
      Sul serio, quasi mi spiaceva a sentire la gente che rideva.
      Era successo anche con "Hostel", quando il tizio inciampava nella motosega e si trinciava da solo, ma li' ha avuto quasi una funzione catartica.
      Peccato, perche' chi lo vide ai tempi lo defini' un film davvero terrificante.
      Non come "Nightmare" o "Suspiria", a parer mio, ma a quei tempi non erano ancora usciti.
      Quindi, nessuno era piu' spaventoso di lui.

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    5. La reazione del pubblico può essere quello che il pubblico preferisce, però dire che "L'esorcista" non fa paura o peggio ha un meccanismo inceppato no, ma proprio no, mai nella vita. Non si valuta sulla base delle risatina nervose, è innegabile che il meccanismo del film funzioni perché l'orrore, le parti "fantastiche" sono sostenute dai personaggi, la posta in gioco è chiarissima. Di fatto questo film è una versione esteemizzata della "Commedia della minaccia" che Friedkin conosce bene, solo che non si parte dalla commedia ma dal dramma, quindi quando l'orrore colpisce lo fa duramente. Poi per dirla tutta, a me "Suspiria" non ha mai fatto paura, amo la sua atmosfera onirica (anzi da incubo), ma tra i due trovi più "sinistro" il film di Friedkin, quindi vedi che il parametro non è oggettivo ;-) Cheers

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  15. Mi viene quasi da dire che ci siamo (finalmente) tolti il pensiero, sicuramente molti aspettavano questo post, me compreso, però era anche il giro di boa per la carriera di Hurricane Billy, una tappa obbligata e anche molto sentita.
    Confermo che appartengo alla generazione di quelli con il parente che aveva visto il film al cinema e che si era sentito male, così come, se non ricordo male, dicevano fosse accaduto a molto pubblico durante la visione della pellicola, anche se ho sempre pensato che fosse per motivi pubblicitari.
    Essendo per molta parte della mia vita cresciuto con le regole inculcate da un'educazione cattolica, fino a quando non mi sono "liberato" intorno ai 14-15 anni, non ho potuto vedere il film fino alla maggior età, quando ormai avevo sviluppato una capacità di estraniarmi da quanto vedevo, maturata soprattutto grazie alla visione di tanti horror, quindi ha forse generato un impatto minore di quanto avrebbe dovuto. Però ricordo molto bene le pubblicità su Italia1 con alcune scene del film che mi scatenavano gli incubi quando avevo otto anni... 👋

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    1. Le aspettative enormi che questo film si porta dietro da sempre. Ti ringrazio per aver portato l'argomento, le pubblicità televisive del film erano potentissime, per non parlare del primo trailer, modificato perché era veramente troppo, tutto questo e molto altro ha alimentato il mito e le aspettative ;-) Cheers

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  16. Uno dei film più paurosi di sempre, la paura non ti molla mai per tutta la durata,questo è un horror con le palle!!

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  17. Visto molti anni fa in tv, ma censurato terribilmente, così recuperato a noleggio prima che uscisse la versione extended e visto a tarda notte con il riscaldamento spento in inverno. Beh pareva di essere in quella stanza con la ragazzina tutta matta. Letto anche il libro e Tubular Bells è nella mia collezione di dischi. Direi che i compiti li ho fatti😁

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    1. Si bravo, lo hai visto proprio nelle condizioni migliori, perfetto! ;-) Cheers

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  18. ... E le parodie per me non intaccano nulla...

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    1. Vero, per assurdo ne ha avute tante ma "Guerre Stellari" è stato intaccato di più da Mel Brooks, invece questo film nulla, nemmeno le tante parodie lo hanno scalfito al massimo reso ancora più parte della cultura popolare. Cheers!

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  19. Posso dire che l' Esorcista è un emerita st...upidata ?
    Ha sicuramente lasciato un segno nel cinema, ma a ben vedere, solo negli USA, nel resto del mondo è stato per lo più parodiato.
    In Italia venne fin dalla sua uscita maltrattato come una boiata ed effettivamente, le sue scene ridicole ce le ha , a partire dalla pisciata sul tappeto o la vomitata verde.
    Non parliamo di Von Sidom che a un certo punto lascia la stanza lasciando Karras da solo ( ma perché??)
    E poi diciamocelo, il finale non regge: perché mai Pazuzu sparisce dopo che Karras si uccide ?
    Basta questo per levarsi dalla scatole un demone infernale ?
    Perché non è tornato a possedere Regan ?
    Naa, per me demoni e fantasmi sono come quelli di molto J-horror : una volta che ti si attaccano, lo fanno a vita !

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    1. Punti di vista, come scrivevo nel post il vero obbiettivo di Pazuzu era padre Karras, almeno io l'ho sempre vista così ;-) Cheers

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  20. Gran bel pezzo Cass, letto d'un fiato.
    Lo dovrei rivedere in versione originale. Purtroppo il mio primo impatto con questo film è stato piuttosto infelice, lo andai a vedere con un amico, prima vota che si andava "in città" da soli a vedere un film. Un battesimo del fuoco niente male, ma giustamente dopo i terrificanti racconti che avevamo sentito in giro lo trovammo più divertente che spaventoso.
    Da piccolo avevo visto "Riposseduta" con Leslie Nielsen, c'erano poche speranze per il me quattordicenne di trovarlo spaventoso.
    L'ho rivisto una sola volta - in versione originale - secoli fa e l'ho apprezzato di più.

    p.s. ragazzino sì, ma ricordo chiaramente che mi passò subito il fatto che il demone fosse lì per torturare gli adulti e non la bambina, che era solo un mezzo, un divertissement rispetto alla ciccia dei sensi di colpa e dei tormenti interiori di chi assisteva all'orrore

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    1. Ti ringrazio molto, temevo di non essere all’altezza, poi mi è presa la smania di scrivere questo post a tutti i costi (storia vera). Il mio primo film “in città” è stato “The Blair Witch Project” quindi gli anni erano più o meno gli stessi.
      Vedi? Io non ho mai capito l’ansia dei due Billy per quel finale. Cioè capisco il punto che stava a cuore a Blatty però cosa sappiamo di Regan dal film? Che è la figlia ideale, una brava bambina. Cosa sappiamo di Padre Karras? Se non vita morte e miracoli, sicuramente molto più di quello che ci viene raccontato su Regan, quindi è chiaro che la ragazza sia un mezzo per arrivare all’anima del prete, almeno io l’ho sempre vista così, il che rende il film ancora più riuscito a mio avviso. Cheers

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    2. Ma perché mai un demone dovrebbe inventarsi un piano tanto arzigogolato di andare a possedere una bimba ebrea di famiglia bene sperando che poi un pretucolo del posto che ha adocchiato si interessi effettivamente al caso ?
      Ma andare direttamente da Karras a tirargli i piedi nel letto mentre dorme non faceva prima
      ?

      Poi ci sono delle cose che per me andavano gestite meglio: non sarebbe stato male se avessero lasciato nel dubbio che Regan fosse davvero posseduta o solo impazzita ( mentre invece a metà film ci tolgono ogni dubbio).
      La faccia di Pazuzu è paurosa si , ma anche limitante: alla fine ha la faccia di un essere umano con un pò di trucco .
      E' così che sono i demoni ?
      Umani con la faccia truccata da Halloween ?
      Meglio fare come Polansky che il diavolo non ce lo mostra mai se non in qualche particolare, perché quando mostri il MALE proveniente da chissà quale dimensione lo banalizzi.

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    3. Perché padre Karras davanti al male alla sua porta (o ai piedi del suo letto) aveva comunque tutto per tirare su le difese e lo avrebbe fatto, invece usando Regan come sponda tutto è diverso, ma poi cosa ti aspetti da un demonio, che agisca in modo lineare oppure che giochi sporco? ;-)

      Quello di Polanski è un modo, ma non l’unico, lo stesso Lovecraft scriveva di orrori talmente spaventosi da non poter essere descritti e poi cosa faceva? Li descriveva. Poi chi ci dice che quello sia il volto di Pazuzu e non il suo modo di presentarsi a noi o magari come viene immaginato nelle mente, magari di Regan. Il bello di questo film è proprio il suo non offrire risposte chiare, pensa alla prova dell’acqua santa contro l’acqua normale, la componente della storia in cui Regan (o il demone) reagiscono all’iconografia sacra è accennata vero, ma non era questa l’occasione per approfondirla secondo me, un esempio?

      “L’esorcismo di Emily Rose” (2005) un film che funziona benissimo finché Emily Rose sembra solo pazza, poi però anche quel film, quello che negli anni ha avuto la possibilità più concreta di uscire dall’ombra di quello di Friedkin, nell’ultimo atto ripiega rientrando nei ranghi.

      L’unica certezza che abbiamo è che il male esiste, quello Friedkin ci tiene a ribadirlo e lo fa dal primissimo minuto, da quel prologo in Iraq. Poi se ne facciamo una questione di gusto personale, come ho scritto, di mio preferisco il dubbio di “Il presagio”, motivo per cui un film come questo, solo un ragazzo timorato di Dio (e della sua diretta concorrenza) come Friedkin poteva farlo.

      La prima volta che ho visto “L’esorcista” ho pensato, che sarebbe stato più pauroso se Regan fosse uscita fuori dalla sua stanza, nel mondo reale, ci ho pensato per ben… due minuti. Poi quell’idea è morta e sepolta quando ho visto la versione del 2000 e la scena della camminata ragno, su cui mi sono già espresso nel post. Tutto questo per dire che i film vanno giudicati per quello che sono, non per quello che noi spettatori vorremmo che fossero, perdona il “papiro” ;-) Cheers

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    4. Non penso si debba vedere nell'ottica del "grande piano" del demone solo contro padre Karras, anche se volendo si potrebbe rispondere pure a questo.
      La possessione di Regan è il mezzo per devastare la vita di più gente possibile, prende un'innocente, figlia di una donna ricca: tutte le ricchezze dell'attrice non servono a nulla, tutte le scoperte della scienza sono inutili.
      Il demone, se vuole qualcosa, non è colpire un bersaglio preciso: devasta tutto ciò che è importante per i mortali, l'innocenza di una bambina, il focolare famigliare, svilisce le ricchezze, la scienza, poi cosa resta se non la fede?
      Perchè lo fa? Per prendersela con un pretucolo? No, per dimostrare la pochezza umana e mostrare quanto sia facile calpestarla.

      Demone tu, chi colpiresti? Un membro di un'affiata comunità religiosa? Gente povera che ha poco da perdere e trova forza nella fede? O colpiresti direttamente un preste, uomo adulto che può contare su amicizie, relazioni intessute, e tutta la stramaledetta chiesa? Colpiresti un povero che non ha più nulla da perdere?
      Regan non è lo strumento per un piano, è IL piano, un piano di devastazione che vuole trasformare tutto in miseria, dimostrare la pochezza di tutto, e la pochezza dei preti - uomini dunque fallibili - è la ciliegina sulla torta.

      Riguardo la faccia del demone, come detto nella recensione nella versione originale appariva una volta solo, durante l'esorcismo finale. Purtroppo la versione estesa la butta lì a casaccio quando non serve.

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    5. Esatto, basta pensare agli effetti sulla vita e la carriera della mamma di Regan, Friedkin ci porta vicini a padre Karras nella sua vita, ma questo film potrebbe essere raccontato dal punto di vista di tutti i personaggi che si ritrovano a fare un percorso di fede. La versione del 2000 ha dato la possibilità di vedere il film a tanti, ma trovo che abbia fatto anche parecchi danni. Cheers

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    6. Lovecraft descriveva si ma in un libro c, cioè cose che non si vedono e quindi vanno oltre l'umana comprensione , per questo i suoi racconti funzionano.
      Quando mostri... il mostro, qualcosa si perde.
      Sapete poi perché i film horror vengono trattati come scemenze dalla critica ?
      Perché sono incoerenti:se li si osserva attentamente, si capisce che non torna mai nulla che niente ha senso.
      Questo Esorcista ne è la prova: un demone che a volte può uscire dalla stanza a volte no, a volte rompe le cinghie , a volte no.
      Entra dal corpo di una bambina a quello del prete nel finale ( ma non poteva farlo prima e andare per il Mondo a creare casini , se davvero voleva "devastare la vita di più gente possibile" )e poi una volta morto il prete, il demone se ne va non possiede nessun altro, forse perché si è rotto, forse perché contento di aver portato il risultato di due a zero.
      Quando la vedi così , tutto appare senza senso, messo a casaccio.
      Poi per carità, uno stacca il cavo della "sospensione dell' incredulità" e ci si diverte lo stesso.
      Io cmq preferisco l'Esorciccio.

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    7. Infatti questo film ha ricevuto dieci candidature agli Oscar e due statuette. Mica male per un film "Trattato come scemenza dalla critica" :-D Cheers

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    8. Due soli Oscar, di cui uno per il sonoro , non mi sembrano chissà cosa.
      E' sicuramente stato un film importante e "avanti" per l'epoca, ma non il capolavoro che molti dicono.
      Mia modesta opinione, ovviamente.

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    9. Il tuo parere è sempre ben accetto, ma miglior sceneggiatura non originale non è un premio minore, non come il sonoro. Cheers

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  21. stupenda analisi e trattazione della creazione del cult
    purtroppo, essendo particolarmente sensibile a mostri spiritici e possessioni, non mi sono mai avvicinato al film 🤣

    la audizione della bambina è iconica, morto dalle risate
    e pure morto per la doppiatrice xD

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    1. Ti ringrazio molto, ci tenevo a raccontare questo film, in particolare quelle parti, assolutamente significative per la riuscita del film ;-) Cheers

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  22. Audrey Hepburn oramai si era bella che ritirata dal cinema ed anche se nella vita reale ha fatto la resistenza anti-nazisista e quindi ha lottato contro dei veri demoni reali, non ce la vedevo nel ruolo però... grande attrice mai troppo compianta, ma troppo fragile come idea almeno a livello cinematografico (il diavolo era troppo oltre le sue possibilità come avversario), anche se visto il personaggio capisco perché volessero lei.
    Blatty pare invece volesse Shirley McLaine, tipa tostissima e grande attrice, ma lei al diavolo lo avrebbe messo KO in due microsecondi, visto com'era forte di carattere.

    Burstyn fece bene a proporsi lei e farsi avanti e Friedkin pare non volesse "star", quindi è andata bene così.

    Il film è un capolavoro, il più grande horror di sempre, chi lo pecula non capisce niente.

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    1. Concordo, scelta facile ma ultra sensata quella di Audrey Hepburn, mentre con Shirley McLaine il film sarebbe durato cinque minuti netti, un cazziatone e avrebbe cacciato via il satanasso ;-) Cheers

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  23. Filmone, allora come oggi, lo vidi e ricordo molto molto bene quel giorno per un dispiacere scolastico, ai miei 13 anni e da allora l'ho sempre amato... o meglio... o amato tantissimo Linda.. da decenni... Mi turbò con piacere parecchio, soprattutto trasformata (gusti mooolto strani, lo so.)... e dell'esorcista 2 ricordo solo due soffici emisferi enormi.... e James earl vestito da pagliazzo locusta.... ma comunque gran gran film.. piccoli aneddoti qua e la se possono essere interessanti: il demone pazuzu era una modella truccata ad hoc, una donna molto carina truccata mostruosamente di nome Eileen Dietz... Nella scena delle analisi c'è un particolare su chi le fa, che nella vita reale era... ma vabbè magari ne parleremo in Cruising? Non vorrei spoilerare l'orrore vero... idem su ciò che fece haime il figlio della Mchambridge, John, ... ne ha passate parecchie, quella donna, purtroppo... ma appunto non voglio spoilerar troppo, se non richiesto. Top comunque

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    1. Linda Blair tornerà la prossima settimana a trovarci ;-) non sono riuscito a scrivere di Eileen Dietz e del figlio della McCambridge, il post era già pieno di cose da raccontare, quindi vai pure per me, penso che a Bariste e Baristi potrà interessare ;-) Su "Cruising" tranquillo, partirò proprio da quell'altroce fatto di cronaca per il post, l'ho annunciato da tempo, mi sembra il modo più logico per parlare di quel film, quindi nel futuro post dedicato potremmo approfondire. Cheers!

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  24. eccellente <3 bhe il medico che fa le analisi a Regan, nella vita reale, era un pluriomicida che fu poi beccato e freddato dalla polizia qualche anno dopo l'uscita del film, un serial killer... Il figlio della McCambridge invece ha ucciso tutta la sua famiglia con tanto di lettera alla madre stile "sei contenta adesso?!" scritta prima di infilarsi la doppietta in bocca... il tutto per beghe su prestiti e denari vari. Aggiungono "maledizione" all'alone già pregno del film!

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    1. Grazie, per il resto ci penserò con il post su "Cruising". Cheers!

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