mercoledì 8 settembre 2021

Old (2021): ma sono io o sono mio nonno?


«Ma quello non sa nemmeno se è lui o se è suo nonno!».
La mamma della Wing-woman qualche tempo fa ci ha regalato questa massima di vita, diventata subito un culto a casa Cassidy, un dubbio quasi Amletico che ben si adatta all'ultima fatica di M. Night Shyamalan, anche noto come Michael Knight.

Possiamo far finta che io vi abbia già fatto tutta la complicata premessa su M. Night Shya… Shyam… Michael Knight? Anche perché di fatto l’avevo già fatta. Su pochi registi avevo puntato (sbagliando) come ho fatto con lui, malgrado gli alti e i bassissimi della sua carriera, continuo a pensare che i film di un autore (perché di questo si tratta) come lui, meritino sempre un'occhiata, preferisco un Michael Knight che sbaglia con personalità piuttosto che un regista che fa il compitino, anche se “Old” ha messo a dura prova la mia pazienza.

Deve essere andata così, dopo aver sbragato malamente firmando la “Trilogia della vergogna” (“E venne il giorno” del 2008, “L'ultimo dominatore dell'aria” del 2010 e “After Earth” del 2013), il nostro M. Night Shya… Shyam… Michael Knight si è rimesso in carreggiata con The Visit e Split, due film in cui ha fatto tutto sommato il bravo, per poi ritrovarsi a concludere la trilogia dei super eroi, che improvvisamente si era ritrovato per le mani, con l'ultimo capitolo Glass.

"Ma fa caldo qui dentro o sento solo io?" (cit.)

Lasciato nuovamente a briglia sciolta, il regista di Philadelphia si è imbattuto nella Graphic Novel nel fumetto “Castello di sabbia” scritto da Pierre-Oscar Levy e disegnato Frederick Peeters, la storia di un gruppo di personaggi che una volta raggiunta una bella spiaggia, non possono più lasciarla invecchiando a vista d’occhio. Un racconto dal punto di vista dei giovani protagonisti che non solo sembra un monito all'andare al mare (acqua? Sabbia? Sole!? Posto pericolosissimo, lo dico sempre io!) ma per qualche ragione deve aver solleticato la poetica sonnecchiante di Michael Knight, che ha dovuto trarne un film a tutti i costi.

Ve lo dico subito, “Castello di sabbia” è una piccola storia intimista che sfrutta una premessa ispirata a “L’angelo sterminatore” (1962) di Luis Buñuel, ma con una spiaggia al posto di una cena tra ricconi, quindi più che “L’angelo sterminatore” sembra “L’angelo steso al sole”. Il fumetto ha un finale riflessivo e sospeso, perché lo scopo della storia era più che altro riflettere sul tempo che passa, sfruttando un elemento fantastico come MacGuffin per mettere in moto la trama. Ve lo dico giusto così, nel caso di sia sorto il dubbio su come fosse il fumetto originale, dopo aver visto il film di Michael Knight. Ci tengo ai fumetti lo sapete no?

La faccia di chi si chiede: sono io o sono mio nonno?

Che poi è il mio modo gentile – perché a Shyamalan alla fine voglio bene malgrado tutto – di dire che se la storia vi è sembrata una sonora pernacchia, non è colpa del fumetto, ma tutta farina del sacco del regista qui anche sceneggiatore, che è riuscito a pasticciare più del dovuto la trama, i dialoghi e soprattutto l’immancabile svolta finale da cui ormai pare dipendente. Il pubblico si aspetta il "Twist" e Shy-Guy non può deluderli!

Facile capire perché Shy-Shy sia stato attratto dalla storia, si parte con la solita famiglia sul punto di cadere a pezzi, Gael García Bernal interpreta un padre di nome Guy (fantasia portami via…) il cui lavoro è calcolare tassi di assicurazione in base ai profili rischio, insomma uno tutto numeri e pragmaticità. Mamma invece si chiama Prisca (Vicky Krieps) e se non mi sono distratto, dice di lavorare in un museo, quindi l’arte, la conservazione del passato. Siamo al primo minuto del film e già sembra di stare alla prima lezione di scrittura creativa, vabbè andiamo avanti.

Nel tentativo di godersi l’ultima vacanza insieme prima di un divorzio imminente, si va tutti in un villaggio vacanze, tutto bevande con l’ombrellino e spiaggia privata annessa, qui M. Night Shya… Shyam… Michael Knight raduna la sua banda di protagonisti, uno più didascalico dell’altro.

Abbiamo la bionda anoressica in fissa con l’estetica e la cura del corpo, aggravata da una malattia che la rende dipendente dal calcio più di molti miei colleghi di lavoro. Giusto per sottolineare la sua vanesia fragilità il personaggio si chiama Chrystal (Abbey Lee), capito no? La donna di vetro? Eh? Eh? Occhiolino-occhiolino.

"Guardate un altro METAFORONE di Shyamalan!"

Il marito della bionda-trofeo è un chirurgo che torna buono nei momenti di crisi, ma è anche un pazzo schizzofrenico che improvvisamente inizia a delirare di cinema come l’ultimo dei cinéfili nell'era dell'Internét, una trovata che mi ha fatto ripensare al critico cinematografico di “Lady in the Water” (2006). Uno che di botto non si ricorda il titolo di quel film con Jack Nicholson e Marlon Brando e senza Google sottomano, sembra davvero un cinéfilo nell'era dell'Internét, in ogni caso la risposta alla domanda è “Missouri” (1976) di Arthur Penn, bellissimo per altro, molto più di “Old”, ma ci vuole anche poco.

Shyamalan ha rotto gli occhiali anche ai cinefili colti (anche questa è una metafora)

Oltre ai figli della coppia di futuri divorziati, il quadro si completa con la coppia mista, lei nera lui orientale, i pragmatici con il ruolo di “Spiegoni umanoidi”, in particolare il personaggio di Ken Leung, che con la sola presenza ci riporta indietro ai tempi di LOST e non è qualcosa su cui stare sereni (anzi!). Un paramedico con il super potere di azzeccare sempre l’età delle persone, che poi è la soluzione più pigra e didascalica trovata da Michael Knight che gestire il progressivo e rapidissimo invecchiamento dei personaggi. Altrimenti come la fai la scena: «Indovino quanti anni hai piccolo, ne hai undici», «Ma che scherzi ne ho sei» che è proprio il modo in cui l’elemento fantastico colpisce. Anche noi spettatori ora che ci penso.

Tra tutti i personaggi sulla spiaggia, il mio preferito resta il cantante Rap famoso, precedentemente collocato in riva al mare, che tutti guardano storto perché anche in quel contesto, pare lì per spacciare droga o qualche altra attività losca non ben precisata.

"Dannate spiagge, ed io che pensavo di essermene finalmente liberato!"

Portando avanti la tradizione mutuata da Alfred Hitchcock, come al solito il nostro M. Night Shya… Shyam… Michael Knight, si ritaglia una piccola apparizione come fa sempre nei suoi film, qui interpreta Otto Disc, l’autista del pulmino che porta i protagonisti sulla spiaggia da cui non potranno più uscire, invecchiando di 50 anni in un solo giorno. Capito no? È lo stesso regista che porta i suoi personaggi nella “camera chiusa” dove andrà in scena la loro storia, passando il tempo ad osservarli da lontano. Avvertite la raffinatezza dell’aria di tutti questi sottili METAFORONI, talmente cesellati, suggeriti e sofisticati, l’equivalente narrativo di utilizzare un tronco di sequoia come stuzzicadenti. Mamma mia Shy-Guy, quando ti metti a scrivere i film usando il rullo da pittura hai la delicatezza di uno schiacciasassi.

Per tutta la durata del film poi Shyamy-Boy si inventa delle inquadrature sghembe che inquadrano i volti dei protagonisti solo per metà, oppure in un angolo, un tentativo di suggerire quanto i personaggi siano distanti e incompleti, oppure di passare per “artistico e surreale” a tutti i costi che va bene un minuto, va bene due minuti, poi fa venire voglia di urlare contro lo schermo: «Metti dritta quella cacchio di macchina da presa! Mi sta venendo il torcicollo!».

"Brrrr! Rabbrividiamo!" (cit.)

La tensione latita, o per lo meno io l’ho percepita come latitante, perché le singole prove da superare per i personaggi, costantemente minacciati da Padre Tempo che invece che passeggiare come fa di solito, sulla spiaggia decide di correre come Marcell Jacobs, offre lo spunto per problemi pratici, come personaggi anziani che tirano i calzini velocissimamente, un cagnetto ucciso (per fortuna fuori scena), ma anche malattie che si evolvono a tempo di record sotto i nostri occhi. Purtroppo personaggi così drammaticamente didascalici, pensati per veicolare messaggi più che per sembrare persone vere, mi hanno veramente sospeso l’incredulità in un modo dannoso per questa storia.

Come faccio a preoccuparmi della progressiva, inesorabile e velocissima morte per decadimento fisico, di un personaggio odioso e scritto per rappresentare la vacuità del mero apparire come Chrystal? Il pasticcio di Shyamalan è spalmato su tutte le categorie principali del film: i dialoghi sono strampalati e poco credibili (qualcuno mi spiega cosa vorrebbe dire la frase «I miei pensieri hanno molti più colori»?), le svolte sono macchinose e troppo spesso il film inciampa nell’involontariamente comico, non si raggiunge mai l’apice (del ridicolo) come Mark Wahlberg che parla con una pianta di plastica, ma per assurdo “E venne il giorno” che aveva una trama molto più cretina, sembrava un film molto più coeso e con segni di vita registica, qui Michael Knight lascia i suoi attori in balia della storia, ottenendo infatti risultati differenti in base al differente modo di intendere la trama da parte dei singoli. Quello che se la cava meglio infatti è Alex Wolff, alle prese con pochi minuti (considerando il soggetto del film) è quello che in situazioni al limite narrative sa come muoversi, peccato che poi Shyamalan abbia capito che al suo film mancava qualcosa, la famigerata svolta che lo ha reso celebre o famigerato, fate voi.

Proprio vero che i figli crescono velocemente.

Michael Knight ormai è schiavo del suo personaggio, dopo aver sbagliato, regia (anche degli attori) e aver perso il polso e il ritmo del suo film (in una storia che parla di tempo che passa? Male, male, male), pensa di risolvere tutto con la svolta finale che invece, manda definitivamente in vacca il film.

Quel bisogno a tutti i costi di spiegare, di razionalizzare che era assente dalla Graphic Novel dal fumetto, Shyamalan deve metterlo per forza nel suo film, urlandolo a pieni polmoni, per ribadire ancora una volta che nei suoi film, il fattore umano conta, i suoi personaggi sono quasi tutti umani che credono e non perdono la speranza anche nei momenti peggiori, quindi “Old” si gioca una conclusione ultra didascalica che spiega tutto per filo e per segno, in stile Ai confini della realtà, che però ti fa proprio rimpiangere la serie di Rod Serling, perché almeno lì gli episodi erano brevi e andavo dritti al punto, qui invece in 108 minuti (percepiti 308) mi sono sentito portar via una buona porzione di tempo che nessuno mi restituirà mai più, forse era questo il senso del film? Farci immedesimare con i protagonisti che vedono la vita scorrere loro via, come sabbia tra le dita?

Se l’obbiettivo era quello di confondermi facendomi sentire non più io, ma mio nonno, incartapecorito dalla noia di un film grossolano e didascalico, bravo M. Night Shya… Shyam… Michael Knight ci sei riuscito, ma quando sbagli così clamorosamente ragazzo mio, mi viene voglia di tirarti la dentiera e di picchiarti in testa con il mio bastone. Ah i giovani d’oggi! Non fanno più i film belli come li facevano quando ero giovane e Shyamalan una promessa cinematografica per il futuro! Che dopo questo film mi pare uno che come me, dopo i 108 minuti (percepiti 308), vaga chiedendosi: «Ma sono io o sono mio nonno?»

Il vecchio Roger lui si che aveva capito tutto!

Concludo con il migliore dei commenti possibili, quello della sempre lapidaria Wing-woman che come al solito è andata dritto al punto come io non saprò fare mai: «Questo film finirà come la piccola Flo, staranno su ‘sta cacchio di spiaggia a vita, al massimo si metteranno un fiore tra i capelli e via». Lo dico sempre che su questa Bara dovrebbe scriverci lei e non io.

30 commenti:

  1. Non capisco perche il regista non si limita a comparire in un semplice cameo,non e mica un attore,a me risulta che non lo sia! Ma di certo non battera mai il ruolo che si ritaglio per se stesso in Lady in the Water,dove raggiunse il picco narcisistico di se stesso!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Diciamo che un po' tutto quel film era un picco di narcisismo, gli voglio un po' bene (poco eh?) a quel film, ma che razza di disastro era? Cheers

      Elimina
  2. Shyamalan in un certo senso rappresenta il pubblico cinematografico di ultima generazione,estremamente dipendente dallo spiegone ultra complesso! Un film piu cesellato che lavora piu con le immagini che con i dialoghi,richiederebbe una interpretazione o uno sforzo creativo da parte del pubblico che evidentemente non hanno,oppure sono semplicemente troppo pigri! In sala giuro sentivo dire:"E fichissimo,e tutto cosi intripposo ed intricato,e un film intelligentissimo e scritto da dio!(cheee?sono basito!). Forse e proprio questo il problema,evidentemente apprezzare film cosi li fa sentire intelligenti! Io durante la scena in qui il gruppo riunito in spiaggia tirava ad indovinare il mistero del luogo,ero un po in imbarazzo per il regista troppo impegnato a fare l'attore a distanza,per controllare i dialoghi da lui scritti!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. I dialoghi non sono mai stati il suo forte, sono sempre artefatti, ma in certi momenti quando sbraga, tutto il suo cinema diventa ancora più imbarazzante, dialoghi compresi. Cheers

      Elimina
  3. Il guaio con Shyacoso, li', e' che sin dal principio non ho mai capito se i suoi film fossero delle piccole genialate o delle colossali prese in giro.
    Stavano al confine tra le due cose, e dosandole il giusto il giochetto funzionava pure.
    Ultimamente vibrano sempre piu' sulla seconda, e non va bene.
    Applausi alla tua dolce meta' per la battuta sulla piccola Robinson.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lo dico sempre che questa Bara dovrebbe gestirla lei, avreste post molto più brevi e a fuoco ;-) Cheers

      Elimina
  4. Per una volta non sono d'accordo con te!
    Film meraviglioso, come quasi sempre accade quando c'è M. Night (basta scriverlo così no?) dietro la camera da presa (che nessuno sa utilizzare meglio di lui).
    Certo non il suo capolavoro, ma quando c'è M. Night alla regia io vado sul sicuro (un po' come mi succedeva quando "Old John" (ossia il sommo Carpenter) mi sfornava un gioiello all'anno.

    P.S.
    La frase sui colori sbiaditi è un po' il succo dell'intera trama.

    PP.SS.
    E non osare toccarmi "E Venne il Giorno" eh?
    ;-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non scomodare Il Maestro dal suo divano per Michael Knight eddai, dammi tregua. Ben felice che ti sia piaciuto, ma resta il peggiore del regista, anche peggio di "E venne il giorno" e francamente non lo credevo possibile ;-) Cheers

      Elimina
  5. Io sono tra le persone che ha sempre seguito l'indiano americano Shyamalan, e nonostante tutto lo ha sempre difeso, alla fabbrica puoi trovare la mia recensione di Lady in The Water odiato da tutti tranne da me, ma non potevo difenderlo con after earth, quello è un filmaccio, Old non è male, ma non è all'altezza delle sue migliori pellicole

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Voglio molto ma molto bene a "Lady in the Water", ha difetti enormi ma pochi film mi arrivano come quel pasticcio. "After Earth" o "L'ultimo dominatore dell'aria" sono osceni, questo un po' meglio, ma un pasticcio lo stesso. Cheers

      Elimina
  6. Grazie per avermi evitato anche quest'altra tortura!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono qui per questo, incanutito, incartapecorito, con il deambulatore ma felice di evitare pallottole a chiunque ;-) Cheers

      Elimina
  7. Ahahhah! Grande, ho il post su Old programmato per venerdi mattina! :--D

    Sei stato più cattivo di me stavolta, però! Se ti legge il povero M. Night... X--D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Devo esserlo perché gli voglio bene a quel matto, quindi quando fa queste cazzate va ripreso. Bravo ma non si concentra, non vedo l'ora di leggerti ;-) Cheers

      Elimina
  8. Non ti leggo perché voglio vedere il film "vergine", poi tornerò a commentare ^_^

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vai tranquillo, il post non scappa, ma sono curioso del tuo parere ;-) Cheers

      Elimina
  9. SHAMALAYAAAAAAA per dirla alla Capatonda è un gran, grandissimo parachiurlo. Di suo ha fatto pochissimo, di bello ancora meno e vive di rendita grazie ad una pellicola che oggi non smuoverebbe neanche "un quinto senso e mezzo" come direbbe DAILAN.. Il suo grosso problema è che anche quando non dovrebbe fare nulla, se non portar su pellicola l'ansia e l'inspiegabile di quella bellissima novel (che di graphic sembra disegnata da quello che faceva i personaggi della Ceres... e non c'è da vantarsene molto) che è "castelli di sabbia", non riesce e fallisce miseramente. Sui suoi camei forzosi, manco fosse Alfred H. (vola basso shamalayaah, ne hai da mangiare ancora di pastasciutta per arrivar ai suoi livelli e comparsate più che dovute e degne) non mi esprimo minimamente... Bella ennesima prova che forse era meglio lasciar stare, Shamalaya. Lascia stare.. Dai.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ecco appunto, dopo un paio di film quasi (dico quasi) in controllo è arrivato 'sto casino che risulta ancora più disastroso nel confronto diretto con il fumetto da cui è tratto, proprio perché diventa palese che il casino lo ha fatto tutto Shy-Shy. Cheers!

      Elimina
  10. Carabara, lieto di trovare un altro privo totalmente del dono della sintesi, ma oggi sono in un brainstorming per decidere cosa produrre che si allontani un po' " dai soliti super-eroi, anche quando travestiti da spy story o fantasy colle arti marziali " come dice il mio boss Mister Ics e non ho tempo di leggere la tua sicuramente pregevole disamina del film. Ti lascio solo con una chicca che so terrai x te: uno dei ragazzi + promettenti della stanza degli sceneggiatori se ne è uscito con " Michael Knight porta la sua supercar a 88 miglia orarie e viaggia nel tempo nel senso che esce dall'auto con la muta da sub e corre sulla spiaggia ". Non male, eh? Grezzo, ma con un potenziale. Meglio di quel tanghero - è già sulla black list e non lavorerà MAI nemmeno per la Distinta Concorrenza - che ha proposto " gli Otto Bros imperversano per il multiverso: Dix dipinge le varie realtà, Ohm ha un telecomando universale con cui si sposta nei wormholes e Disc guida un pulmino pieno di anime dannate perché scartati dalla loro dimensione ". Pfui. Immagina quanti ettari di spiegoni per rendere comprensibile un concetto del genere. Ciao ciao

    RispondiElimina
    Risposte
    1. No verrebbe fuori un'enciclopedia di spiegone. Meglio puntare sulla muta da sub, mi sembra abbia più potenziale anche in prospettiva gadget con cui inondare il mercato, così, un consiglio spassionato tanto io come al solito sarò muto, come una bara ;-) Cheers

      Elimina
  11. Anch'io, come te, sotto sotto voglio bene a Shyamalan arrivando, in un caso solo, a difendere l'indifendibile "E venne il giorno". Questo l'ho "pescato" online. E che dire... Film un po' paraculo e l'immancabile twist è stato tirato per i capelli ma non posso dire che non mi sia dispiaciuto. Certo, le vette di Michael Knight sono altre ma pure i suoi lavori peggiori sono molto ma molto peggio di questo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si, meno peggio di "After earth" o "L'ultimo dominatore dell'aria" ma siamo dalle parti di un "E venne il giorno" ancora più fatto a tirar via, quindi non arriva ultimo in classifica solo perché dietro di lui ci sono anche i numeri negativi. Cheers!

      Elimina
  12. Caro Cassidy, sei diventato più vecchio di 308 minuti, dunque il film funziona!

    Scrivere i film usando il rullo da pittura. Questa me la segno e forse te la rubo :-)

    Non l'ho visto, perchè ormai Shyamalan ("Nukulamalan si pronuncia Nukulamalan" cit.) lo guardo con gli occhi sottili e il sopracciglio alzato di diffidenza.

    p.s. in materia di invecchiamento precoce immagino sia meglio quel vecchio episodio di X-Files con Mulder e Scully che invecchiano su una bagnarola sperduta nell'oceano. Ce lo riguarderemo alla salute del buon vecchio Shy. Amalan.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vai tranquillo, utilizzala pure, io sono troppo vecchio ormai, 308 minuti della mia gioventù persi ;-) Lo avevo dimenticato, ma si era molto meglio! Cheers

      Elimina
  13. Altro buco nell'acqua (o forse dovrei dire nella sabbia) del regista di Philadelphia. Come sempre grazie Cassidy per il "servizio pubblico" che ci fa risparmiare il (poco) tempo disponibile, evitando queste pellicole. Che poi già dal trailer non mi convinceva... Peccato perché con Split sembrava essere tornato in carreggiata. Glass ho volutamente evitato di vederlo... 👋

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Striscia negativa aperta per Shy-Guy, vediamo se con il prossimo film andrà meglio. Cheers!

      Elimina
  14. L'ho visto un mesetto fa, prima di andare in vacanza. Ancora ne devo parlare sul blog. L'idea di base mi è sembrata molto buona. Decisamente meno la realizzazione, anche se devo dire che, vedendolo in sala, non mi ha neanche fatto così tanto schifo, alla fine non mi ha stancato o annoiato, ecco.

    A livello registico, purtroppo, fa venire il mal di mare...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vero e non solo a livello registico, anche io ho lasciato il post in "bozza" a lungo, pian pianino cerco di dire la mai anche se queste novità, poi Shy-Shy lo guardo sempre volentieri, anche quanto fa venire il mal di mare così! Cheers

      Elimina
  15. Old poteva essere una riflessione sulla morte, sulla vecchiaia, sulla malattia, sul legame genitori e figli ma purtroppo non è così. Per quello va bene Amour di Haneke. No, Old è un film che non ne becca una. È un film che dovrebbe inquietare ma io ho persino riso in almeno quattro scene. È un film che dovrebbe fare riflettere ma sorvola su se stesso. È un film di personaggi imbambolati e mal scritti (e mal interpretati), di gente che fissa cose ed ha crisi isteriche. È un film di gente che deve spiegare tutto, "Ragazzi ora siamo qui su questa spiaggia prima sono svenuto mi sentivo come sott'acqua ora prendo un coltello". E anche come ricordi tu, un film con gente che ha strani rapporti coi colori. È un film dove ti chiedi spesso "Ma sul serio?" ed è un film dove ad un certo punto appare persino Luca Laurenti. Un disastro. Eppure poteva essere qualcosa di davvero sorprendente e toccante. Oh, Shyamalan continua a starmi sempre simpatico perché, ribadisco, ha una sua impronta ma qui non riesco proprio a salvarlo.

    SPOILER:



    La tizia che appare incinta mi ha fatto ridere forte.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non avrei saputo dirlo meglio, tempo che ci è stato tolto e non tornerà mai più. Cheers

      Elimina