giovedì 9 settembre 2021

Il Signore degli Anelli - Le due torri (2002): un anello per ghermirli…

Continua il viaggio nella Terra di mezzo, dopo aver festeggiato i primi vent'anni della Compagnia dell’Anello possiamo proseguire con il secondo film della trilogia, perché come sosteneva il Bardo, in una storia in tre parti, il secondo capitolo è sempre il più drammatico.

Forse anche per la realizzazione, ve lo immaginate Peter Jackson a metà del guado? Il suo piano bellicoso di girare tre film in contemporanea, uno via l’altro, deve averlo fatto sentire più volte come Frodo in cammino verso il Monte Fato. Eppure il risultato è stato incredibile, parte delle riprese del film si sono svolte in concomitanza con quelle de La Compagnia dell'Anello, l’ultimo ciak è stato battuto, tra un problema e l’altro sul set (lasciatemi l’icona aperta, più avanti ci torniamo) a gennaio del 2001, per poi passare alla complicata post produzione durata fino ad un mese prima dell’uscita nelle sale del film, fissata per dicembre del 2002.

Io a dicembre del 2002, che varco le porte del cinema dopo un anno di attesa.

“Le due torri” è riuscito a passare indenne attraverso una petizione in rete (rivelatasi poi una burla) che invocava di cambiarne il titolo per rispetto delle vittime degli attentati dell’11 settembre, che vi fa capire quanto nel 2002 Internet era più giovane, visto che oggi una trovata del genere avrebbe ben più rilievo, per fortuna o purtroppo lo lascio al vostro giudizio.

Il piano della New Line Cinema era di aprire il film con un prologo riassuntivo degli eventi, suggerimento fortunatamente ignorato da Pietro Di Giacomo che ha pensato bene di iniziare subito a tavoletta, libero dal peso di dover introdurre personaggi, nomi, parentele, luoghi, nomi di città e marchi di sigarette, “The Lord of the Rings - The Two Towers” è il film in cui Jackson ci dà dentro con la narrazione, prendendosi diverse licenze rispetto al libro originale di Tolkien ma rispettandone il contenuto, il regista neozelandese prima ci riporta nel mezzo dello scontro tra Gandalf (Sir Ian McKellen) e il Balrog per poi far procedere la storia su tre fronti paralleli, da una parte infatti abbiamo Aragorn (Viggo Mortensen), Legolas (Orlando Bloom) e l’affanato Gimli (John Rhys-Davies, che ci ricorda che i nani sono scattisti nani, temibili sulle brevi distanze e sprecati per la corsa campestre) ancora sulle tracce di Pipino (Billy Boyd) e Merry (Dominic Monaghan) e visto che vi ero debitore di un’icona lasciata aperta chiudiamola subito, sapete già a cosa mi riferisco visto che molti di voi sono certo, ogni volta che finiscono per rivedere “Le due torri” indicando lo schermo sul calcio di Granpasso dato all’elmo di uno degli Uruk-hai, solo per dire: «Qui è dove Mortensen si è rotto l’alluce!», infatti la reazione di disperazione del futuro Re che vediamo è finita nel montaggio finale, Jackson ha amato la disperazione dell’attore, distrutto per Pipino, Merry e Alluce, i tre Hobbit (storia vera).

Da Granpasso a Grancalcio il passo è breve (ma l'alluce è rotto)

Visto che siamo in argomento, l’altro grosso infortunio riportato sul set ha visto protagonista Orlando Bloom, caduto malamente e operato in tutta fretta alla schiena (sfoggia ancora oggi una notevole cicatrice), l’attore è stato sostituito dalla sua controfigura imparruccata, con i lineamenti “corretti” in post produzione, nessuno si è mai accorto di nulla perché comunque parliamo di Orlando “Palo” Bloom, mica di Marlon Brando eh?

Invece Peter Jackson la sua comparsata l'ha fatta con tanto di cotta di maglia.

L’altra linea narrativa aperta vede protagonista l’alleanza tra le due torri del titolo, quella del Monte Fato dell’oscuro signore Sauron e quella di Isengard, dove Saruman (Christopher Lee) ormai votato al male, ma filare la sua orrida catena di montaggio mettendo a dura prova le teorie del Taylorismo, per sfornare Uruk-hai come se non ci fosse un domani, tanto che Jackson mise fondo a tutte le possibili compare alte più di un metro e ottanta (6 piedi) in circolazione, quindi pur di avere altri soldati per le forze del male, Jackson aprì anche a comparse più basse (attorno ai 5 piedi), scherzosamente ribattezzate sul set Uruk-low. Sembra una delle mie solite freddure, invece è una storia vera, trovate tutto nei contenuti speciali delle varie edizioni del film, copiose versioni del film aggiungerei, perché il montaggio uscito al cinema nel dicembre del 2002 durava 179 minuti, la versione estesa in DVD (con molti più dettagli suoi regali ricevuti da Galadriel e più spazio per Faramir) dura 226 minuti mentre in versione Blu-ray lievita fino a 235. No, la sintesi non è mai stato uno dei pregi di Jackson, specialmente da questo film in poi, il resto della sua filmografia sta lì a dimostrarlo.

"Cassidy sta ancora blaterando?", "Scherza padron Frodo? Ha una trilogia intera per farlo"

L’ultimo fronte (narrativo) da portare avanti in parallelo per “Le due torri” vede protagonisti ovviamente il portatore dell’Anello Frodo (Elijah Wood, con i suoi occhi sempre più “Eyes wide shut” permettetemi la citazione ardita) la sua guardia del corpo il suo giardiniere Sam (Sean Astin) e il personaggio che ha cambiato per sempre i destini della Terra di Mezzo Hollywood, Gollum, che per precisa volontà di Peter Jackson è stato interpretato dal futuro Re della recitazione con i sensori MOCAP incollati addosso, ovvero Andy Serkis, che sul set recitava accanto al resto degli attori, ma poi in post produzione, grazie agli effetti speciali digitali della Weta si è trasformato nella contorta creatura che ha messo Serkis sulla mappa geografica e per cui il regista ha cominciato una piccola crociata: secondo il regista la nomination all’Oscar per Serkis era sacrosanta, l’Accademy non era ancora pronta a vedere il premio ritirato da un personaggio digitale (ve lo immaginate Gollum con lo smoking? No dai), ma in linea di massima per questa trilogia, la battaglia per il fosso di Helm la statuetta di zio Oscar, era soltanto rimandata.

Quando pensate che la vostra gavetta lavorativa sia uno schifo, ricordatevi di Andy Serkis. 

Serkis si è fatto un discreto mazzo, perché oltre ad ispirarsi (a sua detta) ad una persona in astinenza da eroina per il ruolo, ha dovuto affrontare l’inverno Neozelandese in braghe di tela e sensori Mocap, tanto che per girare le scene in mezzo al fiume, Jackson fece spazzare via la neve accumulata quel tanto che bastava per l’inquadratura, il resto venne fatta sparire dai maghi della Weta in post produzione, ma per il freddo invece non si poteva fare un bel niente, quindi tutto possiamo dire ma non che Serkis non fosse estremamente motivato (o calato nel ruolo). Di sicuro fece Gollum fece un certo effetto ai due bambini seduti accanto a me in sala nel dicembre del 2002 (che oggi ormai andranno a militare), che all'entrata in scena del personaggio chiesero aiuto morale al sottoscritto, afflitti dal più classico caso si “fifa blu”, storia vera e se ve lo state chiedendo no, non faccio da bambinaia, al massimo potrei piazzare i vostri pargoli davanti ad un film, ma conoscete i miei gusti e sapete i rischi che correte.

"Cassidy e i bambini, tenero come un Troll di caverna affamato"

Ho sempre trovato “Le due torri” un film estremamente teatrale, questo è il capitolo dove molti dei personaggi utilizzano le frasi più epiche ed evocative pescate dal libro di Tolkien («Una stia dove irretire qualcosa di selvaggio»), per certi versi anche il capitolo dove Pietro Di Giacomo ha potuto utilizzare tutti i trucchi della sua valigia da mago accumulati in anni di esperienza dietro alla macchina da presa. In questo film ci sono battaglie (una in particolare), che hanno segnato per sempre l’immaginario Hollywoodiano, ci sono momenti quasi Horror (le paludi morte. Gli orchi non la conoscono, loro fanno il giro per miglia e mig… Basta la smetto!), se il primo capitolo aveva obblighi introduttivi da svolgere e l'ultimo resta quello con più affari di cuore e lacrime da far versare, “Le due torri” è la prova del genuino talento di un Jackson che in forma artistica (zero battute sul suo giropanza, giuro!) non è mai più stato e che senza ombra di dubbio si merita di stare tra i Classidy!

Voi state lì comodi a leggermi, ma io ho lo stesso problema avuto con il post su La compagnia dell’Anello, come si può scrivere di un film di tale portata una ventina d’anni dopo la sua uscita? Parliamo di un titolo amatissimo che tanti conoscono a memoria, da parte mia quello che ho sempre amato di questo film è TUTTO il suo essere totalmente costruito sui dualismi, già presenti nel romanzo di Tolkien ovviamente, ma brillantemente sottolineati da Jackson. Quello che succede tra le due torri, sono tanti piccoli drammi personali, che formano l’arazzo generale, appunto come scrivevo lassù: il secondo capitolo di una trilogia è sempre il più drammatico e “Le due torri” lo è davvero.

Senza che lo spettatore si perda mai, nemmeno per un minuto, abbiamo sempre chiaro in che punto della Terra di Mezzo si trovino i personaggi, come ogni secondo capitolo poi, il film deve seguire la regola aurea dei seguiti: uguale al primo ma di più! Quindi la posta in gioco aumenta con l’entrata in scena di nuovi personaggi, non tutti carismatici allo stesso modo, ma comunque abbastanza motivati, si sto parlando di te Miranda Otto! Che nei panni di Éowyn ci crede talmente tanto da essersi convinta lei stessa di essere una grande attrice.

Quando pensi di essere una grande attrice invece sei Miranda Otto.

Ma doveva esserci qualcosa nell'aria nella Nuova Zelanda perché persino il bistrattato ed eternamente sfortunato Karl Urban, qui sprizza carisma sotto l’elmo di Éomer, un ruolo che lo ha messo sulla mappa geografica, perché gli attori benedetti da questa trilogia sono stati tanti, quindi perché non anche il buon Carlo Urbano?

Elmo in testa, prove tecniche da Judge Dredd.

Anche se devo essere onesto, i due nuovi arrivati che qui sanno davvero mangiarsi le scene in cui compaiono sono essenzialmente due, Bernard Hill nel ruolo di Théoden trova il modo di rendere interessante tutto il popolo di Rohan, passando dall’essere una mummia incartapecorita, a regalarci un momento drammatico davvero intenso («Nessun genitore dovrebbe sopravvivere ai propri figli»), per poi diventare il miglior interpreta dell’epica e dell’orgoglio degli uomini dei cavalli. Ci vuole davvero qualcuno talentuoso e calato nel ruolo per non far sembrare (troppo) ridicole frasi come «Nessuno ha mai messo piede nel Trombatorrione», anche se il momento migliore di Re Théoden resta il tormentone che ci ha regalato, la sua ringhiante «Dov'era Gondor quando cadde l'Ovestfalda!?», una di quelle frasi uscite da questa trilogia per diventare patrimonio popolare, funziona benissimo ed è sempre applicabile, qualche esempio? Dov'era Gondor quando licenziarono Guillermo del Toro dalla regia di Lo Hobbit?! Dov'era Gondor quando affidarono Star Wars a GIEI GIEI? L’unico limite di questa citazione è il cielo!

"Dov'era Gondor quando hanno lasciato Cassidy libero di sproloquiare su questa trilogia!?"

L’altro grande personaggio in grado di fare il vuoto resta il Grima Vermilinguo di Brad Dourif, uno specialista in tipi loschi che tenendo a mente i tanti dualismi che riempiono questo film, è un personaggio in grado di spargere zizzania proprio come Gollum fa tra Frodo e Sam. Farina del sacco di Dourif è la lacrima che si spreme Vermilinguo quando vede il colossale esercito di Saruman in formazione («Alla guerra!» il solito pacifista…), mentre invece la scena in cui lo stregone di Christopher Lee ferma la mano con la candela di Grima, non è altro che l’omaggio di Peter Jackson a quello che per anni, ho creduto fosse il suo fratello americano separato alla nascita, infatti succedeva lo stesso tra il mago e Ash con la polvere esplosiva in L’armata delle tenebre. Perché – e finalmente posso scriverlo nero su bianco – “Le due torri” questo è, "Army of Darkness" rifatto con tutti i soldi di cui Sam Raimi non ha mai potuto disporre, anche per questo ho sempre pensato che ci fosse un altro fratello Raimi laggiù in Nuova Zelanda. Ma visto che ormai siamo in argomento, parliamone!

La prova che Peter Jackson è il fratello Raimi emigrato (Sam Uber alles!)

La battaglia del fosso di Helm, un assedio come tutti i grandi film meriterebbero di avere, uno di quelli che recupera quell’aria da Colossal che Hollywood aveva da tempo perduto e per certi versi, aveva bisogno di un Hobbit dalla Nuova Zelanda per recuperare, uno come Peter Jackson. Ovviamente cosa ha capito la Mecca del cinema americano di questo film? Poco, più che altro che al pubblico piacciono le grandi battaglie quindi dal 2002, se nel tuo filmone non avevi una BATTAGLIONE eri un paperino (o paperone?), ma questo forse non lo aveva capito nemmeno Peter Jackson. Credo che quando Guillermo del Toro sia saltato già dal carrozzone di “Lo Hobbit”, il regista abbia radunato un gruppo di spettatori chiedendo loro: «Cosa vi è piaciuto di “Il signore degli Anelli” davvero tanto?», «Le battaglie! Legolas che usa uno scudo come skate Board! Ma soprattutto le battaglie!», infatti ha preso la favola di Bilbo Baggins per trasformarla in una caciara di botti che sfrecciano sull’acqua e infiniti combattimenti, ma questa è un’altra storia.

"Sono fesserie come questa che poi fanno finire la situazione in vacca, amico!" (cit.)

La battaglia del fosso di Helm funziona perché ci stanno a cuore i destini dei personaggi, perché malgrado le centinaia di comparse (tante moltiplicate grazie alla CGI), capiamo sempre la dinamica e tutto risulta estremamente chiaro anche in piena notte e con una pioggia degna di Frankenstein Junior, che rende tutto più drammatico («E così ha inizio»).

Bariste e Baristi, davanti all'ennesimo infinito post di Cassidy su Peter Jackson.

Ma il vero filo rosso che tiene insieme e fa filare alla grande “Le due torri” è quel costante dualismo suggerito fin dal titolo, Gandalf il Grigio che muore e ritorna come Gandalf il Bianco («All'alba del terzo giorno guarda ad est»), la mente scissa e divisa in personalità multiple di Gollum e Sméagol, in quel campo e controcampo che mi fa sempre pensare al monologo allo specchio di Norman Osborn, in un film guarda caso, di Sam Raimi (perché due indizi fanno una prova).

Molte persone che conoscono dopo il primo "lockdown" erano messe uguali (storia vera)

Ma ci sono anche dualismi più suggeriti, la bellissima Arwen (Liv Tyler) che dice al padre Bruce Willis Elrond (Hugo Weaving) che c’è sempre speranza, la stessa frase che a distanza, dirà poco dopo il suo amato Aragon, impegnato in prove tecniche da futuro Re degli uomini.

Non manca nemmeno tutto un discorso su figli e genitori, il già citato Théoden, oppure il povero Faramir (ruolo per cui fece il provino Orlando Bloom ma poi venne affidato a David Wenham, storia vera), uno che al pari del fratello Boromir, nella versione estesa del film si guadagna scene utili per approfondire un personaggio molto sfaccettato, uno che incarna la prova vivente che tentare di farsi considerare da un genitore che ti ignora, potrebbe essere letale. Ma i dualismi sono ovunque in questo film, basta dire che John Rhys-Davies oltre ad interpretare Gimli, doppia in originale anche Barbalbero, per altro senza nemmeno troppi trucchi, semplicemente Rhys-Davies ha recitato i suoi dialoghi con il tono di voce più baritonale che riusciva a cacciare fuori, parlando dentro un megafono, uno fatto di legno, giusto per restare nel personaggio (storia vera).

Voi lo vedete così, un po' legnoso, ma quando invoca l'ultima marcia degli Ent, io ogni volta mi esalto (storia vera)

“Le due torri” ha cambiato per sempre il modo Hollywoodiano di intendere i grandi film dal 2002 ad oggi, non solo grazie al personaggio di Gollum - il cui aspetto nel film deve molto, moltissimo a quello della versione del 1978, perché Pietro Di Giacomo astuto, ha saccheggiato a mani basse il lavoro fatto da Ralph Bakshi, vedere per credere - che ha dato dignità ai personaggi creati in computer grafica dopo, vabbè, Jar Jar Binks. Ma questo film è anche quello che ha reso popolari le grandi battaglia al cinema contribuendo a rendere sempre più una normalità i film divisi in capitoli, una prerogativa che fino a quel momento, era stata tutta appannaggio di L'impero colpisce ancora.

GUERRA e sei il protagonista! (cit.)

Per certi versi, dopo l’epica classica di Tolkien, era quasi automatico che il cinema americano avrebbe finito per abbracciare quella più leggera e moderna dei super eroi, per qualcuno potrebbe essere considerato un male (lo comprendo) ma Jackson qui aveva davvero lanciato il cuore oltre l’ostacolo e ci credeva, ci credeva così tanto da convincere praticamente chiunque attorno a lui, pubblico compreso.

Non è un caso se “Le due torri” termina con un monologo sognante del personaggio che oltre ad essere il mio preferito, è anche un po’ il cuore (puro) di tutta la trilogia, quelle grandi storie a cui Samvise Gamgee fa riferimento, a distanza di anni e per una fetta enorme di pubblico, dal 2002 in poi non possono che considerare tra le loro fila anche questo gran film di Peter Jackson.

“Le due torri” ha un piede nel passato (i modellini del fosso di Helm alti 80 cm e realizzati con cura artigianale) e un altro nel futuro (la CGI), ci riporta alla tradizione rappresentata da Tolkien e dai colossal con grandi battaglie, ma è anche il film che ha fatto fare un balzo nel futuro, in quello che oggi noi consideriamo il nostro presente cinematografico, niente male per essere un seguito incastrato a panino tra due altri notevoli capitoli. La continuità è garantita proprio da Sam Gamgee, che come Jackson è il custode di quelle storie, volete la prova? Quando Frodo lo battezza “Samvise l’impavido”, Sean Astin caccia fuori quello stesso sguardo sognante che un tempo teneva da parte per i suoi dialoghi personali con Willy l’orbo. Più le cose cambiano più restano le stesse (Cit.)

"Sto arrivando Willy", "Con chi parli Sam?", "Ehm nessuno padron Frodo!"

Noi invece non abbiamo ancora finito, ci mancano gli ultimi metri di arrampicata verso la vetta del Monte Fato. Per quelli ci rivediamo sempre qui tra sette giorni, sappiate che non vi è concessa l’autorità per mancare o per negare il ritorno del Re.

Cassidy cavalca la sua Bara come Ombromanto verso la rovina e la fine del mondo...

42 commenti:

  1. Capolavoro fantasy che purtroppo a anche fatto danni come la grandine! Dopo non potevi piu fare un film di genere fantastico senza metterci una battaglia fra eserciti! Inoltre ha generato un'ondata di ignoranza nei confronti del genere in questione,tutte quelle persone che se ne escono con il loro odio per il fantasy usando come argomentazione:" il cinema fantasy mi fa cagare,e tutto battaglie fra elfi,orchi ecc ecc,e poi ci sono troppi personaggi e luoghi da ricordare!". Sul serio,e come se avessero letteralmente dimenticato tutta la tradizione del cinema fantastico e le sue varianti,Jackson ha letteralmente provocato nella gente una totale tabula rasa mentale su un intero genere! Ovviamente lui e stato mitico,e dico sempre a tutti che la trilogia dell'anello richiedeva questo approccio bellico e pieno di dettagli,io lo chiamo"approccio archeologico al fantasy",mentre per tutto il resto il fantasy al cinema puo avere un sacco di varianti ed approcci,purtroppo tutti i vari imitatori di jackson venuti dopo,non hanno contribuito in positivo sulla percezione del pubblico su questo genere,e come dici tu persino Jackson con Lo Hobbit e diventato un brutto imitatore di se stesso,chiudendo cosi il cerchio! Cio non toglie che "Le Due Torri" e un dannatissimo capolavoro zeppo di idee visive come piovessero!

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    1. Funziona sempre così quando qualcosa ha successo, poi si sa che spuntano i professori che non studiano ma parlano, succede in tutti i campi, questo non toglie nulla al film o a Jackson. Cheers!

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    2. Va bé, ma la colpa non è di Jackson. Insomma, le major sono impazzite ed hanno cominciato a produrre fantasy a destra e a manca.
      Jackson ha fatto una gran cosa con questa saga, non è responsabile delle bruttezze di altri.
      Sarei curioso di se quelli che dicono di non apprezzare il fantasy apprezzano l'MCU, perchè a conti fatti, l'80% dei cinecomic è fantasy! Con le tutine al posto delle orecchie a punta.

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    3. Appunto, nulla da criticare a PJ si sa che i fan sono una brutta bestia, di tutte le saghe, a tutte le latitudine, in ogni luogo ;-) Cheers

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  2. Povero Brad Dourif,gia di suo non e che sia proprio una bellezza,e poi arriva questo ruolo con le sopracciglia rasate,un vestito che grida cattivo da tutti i pori,e come ciliegina sulla torta un nome allucinante che sembra wuello che daresti al piu grande maniaco stupratore della Terra di Mezzo! Sempre un grandissimo Brad!

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    1. Sempre meglio della salopette di Chucky ;-) Cheers

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  3. Lo dico? Non avendo idea di come sarebbe iniziato questo secondo capitolo,posso affermare con certezza matematica che quel prologo mitologico con Gandalf e il Balrog,all'epoca mi provoco simultaneamente la slogatura della mascella ed anche un infarto emotivo di pura estasi!

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    1. Ricominciare da uno dei punti emotivi più alti del film precedente, solo zio Sly con i seguiti di Rocky prima, si era giocato la stessa mossa ;-) Cheers

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  4. E fu qui che inizio la storia di Andy Serkis ed il suo pigiama delle meraviglie!

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    1. Il Mocapigiama ;-) Cheers

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    2. Il Mocapigiama è multifunzione, traduce i movimenti umani in movimenti digitali. E fa anche il caffè.

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    3. Ottimo, ne prendo due! Cheers

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  5. "questo nuovo Gandalf e piu burbero di quello vecchio!" concordo Gimli!

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    1. Però ha i capelli più piastrati e in ordine ;-) Cheers

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  6. Adoro questa trilogia, la versione estesa è spettacolare ^_^

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    1. Tutto spettacolare, ma quella di più ;-) Cheers

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  7. il secondo è sempre stato il più figo
    cmq orlando non è così inespressivo come lo citate sempre

    cmq forma una splendida coppia con katy: lei accusata di non sapere cantare e lui di essere inespressivo
    due geni delle loro arti xD

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    1. Non sono aggiornato sui pettegolezzi, so che è un bravo ragazzo, un po' un palo ma tutto sommato simpatico alla fine ;-) Cheers

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  8. So che non ha molto senso fare questi discorsi, perche' di fatto sono un unico film in tre atti.
    Ma se dovessi dire qual'e' il mio preferito...e' questo, senza dubbio.
    Perche' qui abbiamo la prova indiscutibile del talento di Jackson, se mai ne occorrevano altre.
    A me aveva gia' conquistato col precedente, pero' qui lo volevo.
    Perche' la faccenda si biforca anzi, triforca, e gestire il tutto non sarebbe stato facile.
    Inutile elencare tutto il carico di iconografia che ha saputo regalare al cinema: il ritorno (ovvio) di Gandalf, la comparsa di Gollum dopo l'assaggio precedente ma soprattutto LA SVOLTA.
    Si perche' nel primo i buoni, grandi proclami a parte, si erano limitati a prenderle e a salvarsi per il rotto della cuffia.
    Ma e' dal fosso di Helm in poi, quando Saruman canna praticamente un goal a porta vuota, che capisci che il vento sta cambiando. E che finalmente i protagonisti cominciano a rifarle indietro. A suon di battaglie campali che sono una delizia per gli occhi.
    Saruman e Sauron sono i cattivi delle fiabe. Hanno il destino segnato, e spesso li frega ad un passo dal trionfo.
    Datemi dell'antiquato, ma e' proprio questo tipo di narrazione ad essere andato perduto.
    L'idea di un mondo a misura di malvagio, dove i buoni sono l'eccezione. E i cattivi piu' veloci, furbi e organizzati.
    Tanto per cambiare...i miei compagni di visione (che ormai era un appuntamento fisso) hanno avuto da ridire anche qui. E stavolta per qualcosa che Peter ha aggiunto.
    "Eeh, ma la battaglia tra Gandalf e il Balrog non c'e', e..."
    A me e' piaciuta un sacco la logica che ci sta dietro.
    Il discorso su come Gandalf si sia potenziat...abbia ottenuto la trasformazione in Super Saya...ehm, sia diventato bianco e' aperta alle interpretazioni personali.
    Da come la vedo io...in un Final Fantasy qualunque ha sconfitto il boss segreto (il Balrog) ed e' aumentato di livello!
    Idem per i tocchi di sboronaggine, come Legolas che usa lo scudo come skate.
    Impossibile, a quell'epoca. Ma ci sta alla grande. Sono iniezioni di modernita' che dimostrano che i grandi classici sanno adattarsi allo scorrere del tempo.
    Stesso discorso per la mia scena preferita in assoluto, e cioe' Gandalf e i cavalieri che si lanciano alla carica con la visuale che vola giu' a strapiombo.
    Si tuffan dalle stelle giu' in picchiata, proprio.
    Tolkien non l'avrebbe mai pensata.
    Difetti? Forse Frodo e Sam un po' sacrificati, ma avranno modo di rifarsi.
    Comunque, a molti questa trilogia continua a non andar giu'.
    Vedasi anche il vecchio Garth. Basti vedere cosa fa dire al dittatore Luna nella miniserie "Barracuda".
    Massimo rispetto per Smith ed Ennis, ci mancherebbe. Ma con certa gente non si puo' proprio discutere.
    E' inutile.
    Capolavoro, che coinvolge ed esalta dal primo all'ultimo fotogramma.
    E grandissima recensione, Cass.
    Complimenti.

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    1. Gandalf il grigio batte la sua paura per la creatura di fuoco e assorgead un livello superiore di stregone suprem... Vabbè quello ;-) Il secondo film era anche più complesso, bisognava confermare e consolidare, direi che PJ ha fatto un ottimo lavoro. Grazie a te capo! Cheers

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    2. Forse e' un interpretazione un po' forzata, ma ho sempre pensato che Gandalf abbia una sorta di visione quadridimensionale.
      Come il DocManhattan (dei Watchmen, precisiamo) o gli alieni di Arrival, tanto per fare un esempio.
      Possiamo ipotizzare che nell'ordine di quel mondo la presenza del mago bianco e' fondamentale (anche li'...mi pare che Tolkien la butti un po li'. Per certi versi la liquida quasi con un E A UN CERTO PUNTO ARRIVARONO I MAGHI. STOP. Ma non divaghiamo), e se colui che ne detiene il ruolo si corrompe, un altro dovra' prendere il suo posto.
      Per Gandalf il tempo e' una quarta dimensione. Per me sa quel che e' accaduto, quel che accade e quel che dovra' accadere. Ma non per questo non prova timore.
      E' la sua parte umana, nonostante i poteri semi-divini di cui viene investito. E in quanto tale, teme la morte.
      Per scomodare un paragone illustre...affronteresti tranquillo un martirio per sapendo che dopo tre giorni torni come nuovo?
      Ecco, l'ho detto. Ci vedo quasi un rimando di quel tipo.

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    3. Si ad un certo punto ascende, tanto da arrivare a poter profetizzare "All'alba del terzo giorno, guarda ad est", ha iniziato a pensare quadrimensionalmente ;-) Cheers

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    4. Gandalf è l'antenato del Dottor Strange, oltre che del Dottor Manhattan e di Doc Brown.

      Tolkien buttava lì anche l'amicizia tra Ghimli e Legolas, mi fece urlare un MACCOME? che risuona tra le valli: "Ghimli e Legolas che nel frattempo erano diventati grandi amici"
      MILLEMILADUECENTO PAGINE e questo è tutto quello che riesci a tirarmi fuori?

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    5. Direi anche un po' Doctor Who, McKellen sarebbe stato uno straordinario dottore. In effetti in quel passaggio Tolkien non aveva più cazzi e ancora troppo da raccontare, ha tirato dritto ;-) Cheers

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  9. Non sapevo della storia del titolo, ecco mi hai fatto conoscere cose che non conoscevo, come sempre dopotutto, e in questo caso per un film che sì a memoria non si può non conoscere, amato come il primo, per le scene, i personaggi e la storia ;)

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    1. Mi dispiace solo aver dovuto tenere fuori tanto, tra dieci anni farò la versione estesa di questi post e tra venti, quella triplicata ;-) Cheers

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  10. Mi fu regalata la versione della trilogia a 12 dvd, tutto gasato mi misi ad assistere alle ventordici ore di "come lo feci..." di piotr jacksonovic per imparare l'inglese... invece ho fatto più volte una full immersion di 12 ore sui trucchi del cinema di serie B+1 e la cosa allucinante è il trasparire in moltissimi dietroquintisti di una passione purissima per il proprio lavoro

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    1. Esatto, ma poi che belli i contenuti speciali dei DVD, la parte dei Blu-Ray che mi manca di più ;-) Cheers

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  11. Questo è quello che fatico di più a rivedere nella versione estesa, principalmente per alcune scene degli Ent che ho sempre trovato tediose.
    Ma hai ragione, è il film più "narrativo", le relazioni tra i personaggi qui si sviluppano di continuo e tutte le new entry fanno una gran figura.
    E poi entra in scena uno dei miei personaggi preferiti in assoluto: Re Théoden.

    Se penso a com'è strutturato il libro, incastrare gli eventi di due episodi scritti e pensati separatamente sarebbe stato un incubo, ma di nuovo Jackson aveva il film di Bakshi.

    p.s. "Alla guerraaa!"

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    1. Re Théoden per me è il migliore, io vorrei uno spin-off su di lui altro che Tom Bombadil ;-) PJ deve un pezzo del suo Oscar a Bakshi. Cheers!

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  12. Ecco, quello che mi piace meno dei tre - il che vuol dire che è comunque bellissimo. Però ha delle sequenze teatrali bellissime, peccato che a livello attoriale sia così poco considerato...

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    1. Non saprei proprio scegliere tra i tre se devo essere onesto ;-) Cheers

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  13. Me la sbrigo abbastanza in fretta: buon, anzi ottimo capitolo di raccordo, che getta le basi di quello che sarà lo scontro del Pelennor. Buon uso dei nuovi personaggi, come Grima o Eowyn, sebbene il mio preferito tra le new entry sia Gollum per i "cattivi" e Theoden per i buoni.
    Il primo è letteralmente una personalità divisa in due, e già nel film è ben delineato il rapporto di dipendenza che ha con l'Anello (Serkis si ispirò a gruppi di drogati in riabilitazione), mentre Theoden è un personaggio estremamente umano. Vuole difendere il suo popolo, ma il suo realismo arriva a sfociare nel pessimismo e in un senso di disfatta fatalista.
    E poi la ricompara di Gandalf, in cui scherza simulando la voce di Saruman (e la citazione all'Armata delle tenebre...fantastica).
    Come non citare poi la marcia degli ent, l'assedio di Helm...ecco, se dovessi trovare un punto negativo, quello se lo becca Frodo dritto in faccia, ko al primo round.
    Quando lo vidi per la prima volta, ero ancora un bambino, ma pochi anni dopo lessi il libro....il cambiamento di Frodo dall'uno all'altro mi lasciò perplesso. Lo hobbit fermo e saldo del libro non si sarebbe mai abbandonato ad una quasi uccisione di Sam perché posseduto dall'Anello, men che meno aveva quell'aria afflitta lungo tutto il viaggio.
    E ne Il ritorno del re è pure peggio.
    Per il resto, il secondo film è meraviglioso, anche soltanto per quella scena (PER IL RE) che mi gasa ancor oggi.

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    1. Ah, la scena di Theoden che sotterra il figlio mi fa morire dentro. Sempre...

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    2. Gli Ent vanno in guerra, quanti momenti belli ha questo film? Molti li dobbiamo indirettamente a Sam Raimi ;-) Cheers

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    3. Scena drammatica incredibile, toccante ogni volta. Cheers

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  14. povero Grima, mi fa sempre una pena infinita... chissà se le sorti della terra di mezzo sarebbero state diverse, se Eowyn gli avesse dato un poco di attenzione in più... Poteva un semplice anello in grado di dominarci tutti, una guerra voluta dal male, vincere contro una semplice fellatio al fellone di corte? Cosa avrebbe cambiato? Mha.. Dei SE e dei Ma, son piene le fosse di Helm.

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    1. Esatto, altro che le semplificazioni, diamo l'Anello alle aquile e chiudiamola in fretta ;-) Cheers

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  15. Che gli puoi dire a un film che ti mette in scena il fosso di Helm? Praticamente nulla. Il difetto più evidente è la banalizzazione di Saruman che qua viene presentato come un opportunista che si vuole alleare con Sauron tipo vassallo mentre nel libro la sua scelta è molto più complessa e soprattutto molto meno appiattita su Sauron. Di fatto Saruman "sfrutta" Sauron perché vuole lui l'anello per riportare ordine nella terra di mezzo. Altro che servo di Sauron. Gli vuole fare le scarpe!!

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    1. In effetti si, però trovo che la corruzione del personaggio sia comunque resa decentemente, nel senso che il messaggio al pubblico arriva forte, quindi pur preferendo la versione di Tolkien direi che ci sta il cambiamento nel passaggio su grande schermo. Cheers!

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  16. Visto ieri il secondo atto della trilogia, che ho nella versione "breve" da poco meno di tre ore...
    Il film me lo persi al cinema e lo recuperai per vie ehm traverse a poche settimane dall'uscita del "Ritorno del re", in un formato compresso che il mio computer supportava a stento e quindi tutte le parti musicali si sentivano con una sorta di singhiozzo, mentre voci e video erano ottimi.
    Recuperata tutta l'opera in un cofanetto uscito in edicola, potetti finalmente vederlo e rivederlo in modo decente.

    Parcheggiati su un ent (erprise?) i due hobbit combina guai, finalmente un po' di ironia nei battibecchi tra Legolas e Gimli.
    Nuovi personaggi... Théoden somiglia, barba e capelli a parte, a uno dei migliori professori che abbia avuto nel mio (troppo) lungo percorso di studi, praticamente la faccia di Bernard Hill sotto i capelli di Marcello Lippi, uguale! Solo che questo prof, nel ruolo di Théoden, sarebbe stato ben diverso e molto meno vigliacco! Lo so che il canone prevedeva un certo svolgimento, ma è stato come vedere Mark Lenard fare un ferengi invece che il papà di Spock in Star Trek, non so se mi spiego...
    Eowyn mi piace come personaggio, l'attrice non ricordo di averla vista altrove ma il suo personaggio toglie un po' di maschilismo alla saga.
    Grima è degno della tua rubrica sui cattivoni, porc... che brutta persona! Laida, disonesta, maligna, malvagia, brutta d'aspetto! E meno male che il cinema non ci può trasmettere gli odori di pelle e alito perché credo sappia di latrina! Lo lasciano andare e lui va a dire a Saruman il punto debole dell'ultima fortezza di Rohan: chi nasce cacca non muore fiore, ha voglia a cantarne Fabrizio!

    Frodo e Sam un po' meno al centro dell'attenzione rispetto alla "Compagnia", e direi che è un bene, perché vedere per altre due ore e passa un hobbit tormentato dall'anello sarebbe stato un attimo pesante. E comunque il saggio e fedele "giardiniere" a ogni visione diventa sempre più il mio personaggio preferito della saga.
    Gollum fa le sue mosse, e un po' perde mordente dato che ciò fu anticipato da Gandalf 1.0, mentre avrei preferito qualche libertà in tal senso da parte di Jackson, magari escludendolo proprio dal presente nel primo film (lasciandolo nelle cronache) e facendolo sbucare direttamente in questo.

    Prossima tappa, il film dai troppi finali...

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    1. Beh in effetti Gollum viene annunciato per creare interesse su di lui, poi di fatto esordisce in questo capitolo. Capisco perfettamente la sensazione e devo dire che il giardiniere è il mio preferito da tempo ;-) Cheers

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