sabato 11 settembre 2021

Bad to the bone: Khan

Non sono solo i buoni a fare la storia del cinema, molto spesso i cattivi sono altrettanto iconici, e questa rubrica è tutta per loro, quei fantastici bastardi che amiamo odiare, cattivi fino al midollo: B-b-b-b-b-b-b-bad, bad to the bone!

Nome: Khan Noonien Singh
Ha “fatto brutto” in: Star Trek II - L’ira di Khan, del Kelvin-verso non voglio sentir parlare
Amiamo odiarlo perché:
Ha saputo mettere in difficoltà il più risoluto e spavaldo capitano della Flotta Stellare, questa rubrica non può prescindere da KHAAAAAAAAAAN!

Aggiungo solo un estratto dal mio commento al film dedicato proprio a questo pezzo:

Harve Bennett ha portato molto alla saga di “Star Trek”, per prima cosa i gradi sulle uniformi sono farina del suo sacco, così come la scelta di andare a ripescare il personaggio di Khan da un episodio della serie classica, nella fattispecie la puntata Spazio profondo (1x22), anche se la genesi (occhiolino-occhiolino) della storia è stata un po’ più articolata: la prima bozza di idea di Bennet prevedeva un’indagine su una ribellione su un mondo lontano, comandata da un personaggio che si sarebbe scoperto essere il figlio di Kirk. Bennet assunse lo sceneggiatore Jack B. Sowards per trasformare la sinossi in una sceneggiatura intitolata “The Omega Syndrome”, in cui l’Omega era una potente arma della Federazione rubata dai ribelli. Ma preoccupato dal fatto che tutto questo potesse risultare un po’ troppo drammatico, Bennett accettò con entusiasmo di trasformare l‘arma in un dispositivo terra formante dal nome Biblico di “Genesis” (come un pessimo gruppo rock avrebbe detto il mio omonimo fumettistico), l’idea di rendere il carismatico Khan, nuovamente interpretato da Ricardo Montalbán (che ricorderete di certo per “Fantasilandia” o per Fuga dal pianeta delle scimmie) nel ruolo del capo dei ribelli, non ha fatto altro che migliorare una trama già gustosa.

La gag inevitabile sul set, non si scappa è un rito di passaggio.

[...]

Il regista Nicholas Meyer non sarà di sicuro un Maestro come Robert Wise, anche se in carriera ha firmato due film di culto come "L'uomo venuto dall'impossibile" (1979) e “The Day After” (1983), che diventano una trilogia di titoli degni di nota proprio perché “Star Trek II - L'ira di Khan”, con un budget di soli dodici milioni di fogli verdi con sopra facce di ex presidenti defunti, riciclando le uniformi non utilizzare per la serie mai realizzata “Phase II”, non solo tiene il ritmo altissimo per tutti i 113 minuti (116 nella versione “Director’s cut”) della sua durata, ma passa da una scena memorabile all’altra, generando quintali di iconografia per la saga di “Star Trek”.

La Kobayashi Maru, la scena della terra formazione grazie a Genesis (che lascia senza parole McCoy e fa sollevare un sopracciglio a Spock, massimo dello sconvolgimento emotivo Vuclaniano), ma anche l’entrata in scena di Khan, anche se la serie classica sono riuscito a vederla per intero solo pochi mesi fa, quindi non avevo mai visto l'esordio del personaggio, Ricardo Montalbán qui ci regala un cattivo memorabile, magnetico, carismatico eppure intriso di odio come un Babà nel rum. 

“Sono talmente cattivo che nemmeno il Sofficino mi fa un sorriso”

Il racconto di come Khan e il suo equipaggio siano stati abbandonati da Kirk sulla superficie di un pianeta morente, di come lui sia sopravvissuto di fatto tenendo aperte le ferite e alimentando la sua rabbia, tutta bella robetta che traspare dalla prova monumentale di Montalbán, che fa suo il proverbio Klingon «BortaS bIr jablu’DI’reH QaQqu’ nay», la vendetta è un piatto che va servito freddo. Spero di non aver insultato la mamma a qualche Klingon con la mia pronuncia, tendono a serbare rancore almeno quanto Khan quei ragazzoni.

La vendetta è un piatto che va servito con gli scudi abbassati.

Lo scambio di rotta tra Ceti Alpha VI e Ceti Alpha V (un pianeta con più seguiti di Rocky), oppure quegli orripilanti vermoni della sabbia con cui vengono torturati i prigionieri, tutte trovate che rendono memorabile Khan, un (super)uomo che ha sfidato l’impossibile pur di continuare a vivere e la sua vita è solo la vendetta. Quando hai un cattivo così i tuoi eroi devono per forza fare uno sforzo maggiore per risultare ancora più eroici, ecco perché “Star Trek II - L'ira di Khan” funziona e continuerà a funzionare nel tempo, ha un quantitativo di emozioni, rabbia, sentimenti che non possono lasciare indifferenti nessuno, non un ragazzetto che questi film se li guardava e riguardava in VHS, ma nemmeno un Vulcaniano che da sempre, i suoi sentimenti li reprime, figuriamoci uno come Kirk che in tre stagioni della serie classica ha sempre vissuto di impeto, recitando anche sopra le righe come faceva così bene William Shatner, che infatti qui risponde con uno dei momenti più epici di tutta la cultura popolare occidentale.

La rabbia, anzi l’ira di Khan è tale che uccidere il suo nemico sarebbe troppo poco, con la sua frase, «Ho fatto di più, ti ho ferito», Khan vuole dimostrare che anche l’impeccabile Kirk può sanguinare. La reazione di Kirk è così grande che sarà anche vero che nessuno nello spazio può sentirti urlare, ma tutti hanno sentito James T. Kirk invocare il nome del suo nemico.

Come quando sbatti il mignolo del piede contro il divano.

Questo è il film giusto per fare gli auguri di compleanno a William Shatner, perché il suo personaggio più famoso (dopo T.J. Hooker) fa i conti con i semi che ha sparso nella sua vita, che siano essi pargoli o d’odio, James Tiberius Kirk sarà anche l’uomo che ha superato il test della Kobayashi Maru, ma in fondo anche quella era solo una simulazione per metterlo alla prova, per capire sul serio che le esigenze di molti contano più di quelle di pochi, Kirk dovrà sacrificare tutto, anche il suo migliore amico, cosa che per altro a Leonard Nimoy andava benissimo.

Vi ricordo lo speciale della Bara dedicato a Star Trek!

18 commenti:

  1. Khan è il cattivo perfetto perché ha motivazioni, carattere, carisma e una presenza scenica tale che si mangia ogni inquadratura dove appare. In più l'attore che lo interpreta piaceva anche a mia nonna Bina, quindi come non si fa a considerarlo un grande? Semplicemente non si può.
    Inoltre è anche uno dei pochi a far muovere il parrucchino di Kirk nella famosa scena dell'urlo! 😜

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    1. Poteva non avere un Bad to the Bond tutto suo uno così? Giammai! (cit.) Cheers

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  2. Quel film del 1979 che hai nominato, con un Alex DeLarge baffuto, è uno dei miei preferiti anche se non è molto conosciuto. Ma mi bastano i viaggi nel tempo e McDowell per farmelo piacere. E poi c'è anche l'altra viaggiatrice del tempo cioè Mary Steenburgen, grande Giove!

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    1. Spero di riuscire a portarlo su questa Bara, merita un po' di pubblicità specialmente presso il pubblico più giovane ;-) Cheers

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  3. Oggi come oggi continuano a dire che la logica del cattivo e' superata, antiquata.
    Io continuo a dire che non c'e' nulla di meglio di un cattivo coi fiocchi.
    Di quelli che fanno incazzare sul serio il protagonista.
    Di quelli che se commetti l'errore di lasciare in vita poi te ne penti amaramente.
    Beh, nessuno immaginava che Khan potesse sopravvivere. Ma cattivi cosi' li devi finire con le tue mani.
    Come fece un tale pellegrino con quel concentrato di succo di gran figlio di p...che corrispondeva al nome di Jody.
    "Sicuro che lo hai ucciso sul serio, Jesse?"
    "Tranquilla, mamma. L'ho strozzato fino a che gli occhi non gli sono usciti dalle orbite. Buona giornata."
    Eh, si. Se non li uccidi, quelli tornano. Alimentati da un odio che divampa mille piu' forte.
    Perche' i cattivi, a differenza dei buoni...imparano dagli errori. E rischi di non farcela, perche' in genere si fanno fregare una volta sola.
    E se vinci...lo fai a caro prezzo.
    Quei bei cattivi che ti spingono al limite, e ti costringono a mettere in piedi una lotta senza quartiere dove devi sacrificare e mettere in gioco tutto.
    Rischiando di perdere tutto, o quasi.
    Quanto mi mancano.

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    1. Davvero, con l'ossimoro del cattivo buono (nel senso di buona fattura) la storia vola e i personaggi diventano memorabili, mentre oggi vale il cattivo buono, tipo Loki o Crudelia che non sono poi così cattivi, peccato preferivo i vecchi tempi. Cheers!

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  4. Il Gran Khan di tutti i cattivi!!!! ^_^

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    1. Inimitabile, anche se ci hanno provato, oh se ci hanno provato! ;-) Cheers

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    2. Solo per capire che l'originale NON si batte in nessun caso... infatti, pure nella miniserie a fumetti di qualche anno fa lui E' in tutto e per tutto il primo e unico Ricardo Montalban, prima che i servizi segreti deviati della Flotta lo ritrovino nella Botany Bay e lo sottopongano a quella plastica facciale che lo trasformerà in Cumberbatch ;-)

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    3. Ricardo Montalban tutta la vita, non si discute! ;-) Cheers

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  5. La scena di Kirk che urla a gran voce il nome del suo antagonista storico è rimasta negli annali del Cinema. A ragione direi.

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  6. Con Gul Dukat il mio cattivo di Star Trek preferito.

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  7. Kaaaaaaahn!!! Splendido sia nella serie originale che nel film di meyer! Doveroso questo tuo omaggio, non poteva mancare nella tua personale rogue gallery... :--)

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    1. Esatto, finalmente è stato aggiunto alla lista ;-) Cheers

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  8. Gran cattivo, come personaggio!
    Ma solo a me faceva ridere Montalban anzianone a petto nudo, e col capello alla Rod Stewart? L'equivalente maschile di una cougar che non si arrende all'età che avanza! :-)

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    1. Ha perso gli anni migliori in esilio per colpa di Kirk, voleva rifarsi ;-) Cheers

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