sabato 4 settembre 2021

Al nuovo gusto di ciliegia (2021): Hollywood, vendetta, Body Horror e… Gattini!

Netflix dopo aver mandato a segno la trilogia horror per ragazzi (e neofiti) Fear Street, utilizza la sua rete a strascico per pescare una nuova miniserie, che alza decisamente la posta in gioco, una storia di vendetta, Body Horror e… Gattini!

Curata da Nick Antosca (quello di “Channel Zero”) e dalla showrunner Lenore Zion, “Brand new cherry flavor” in otto episodi ci porta nella Los Angeles degli anni ’90, qui facciamo la conoscenza di Lisa Nova (gli occhi giganti di Rosa Salazar) aspirante regista che sogna di trovare il modo di trasformare il suo apprezzato cortometraggio in un film. Proprio per questo Lou Burke (Eric Lange) comincerà ad interessarsi a lei, trattandola fin troppo bene per quello che le storie su Hollywood lascerebbero intendere, ma il piano di Lou di aprire le porte del mondo del cinema alla ragazza è solo il primo passo per fregarle il film, estromettendola dalla produzione e lasciandola, incazzata nera e con un palmo di naso. Benvenuta ad Hollywood!

Eyes Wide Shut

Per riavere il suo film Lisa è pronta a tutto, anche a rivolgersi ad una strega di nome Boro (una Catherine Keener in gran forma) per mettere in scena la sua terribile vendetta, costi quel che costi, anche sacrificando il corpo pur di ottenere soddisfazione, ed è qui che “Al nuovo gusto di ciliegia” porta il livello di follia a undici, come l’amplificatore degli Spinal Tap.

Abbracciando trovate smaccatamente Body Horror, Lisa prima desidera la vendetta e poi cerca in tutti i modi di liberarsi delle disgustose conseguenze della sua scelta, che prevedono gattini, tanti gattini di cui non sarò io a raccontarvi il ruolo, dovreste vedervi la miniserie per scoprire a che livello di follia hanno saputo spingersi Nick Antosca e Lenore Zion.

"Cosa hai intenzione di fare con quello?", "Credimi, non vuoi saperlo"

In questo viaggio a tratti ben più che lisergico, nella Los Angeles degli anni ’90, gli autori strizzano l’occhio a parecchi classici, impossibile non notare i rimandi a “Strade Perdute” (1997) di David Lynch e ad un certo gusto per la satira, piuttosto spiccato e ben sottolineato attraverso l’uso di citazioni colte, ad esempio, l’amica di Lisa, in fissa con la chirurgia estetica e perennemente avvolta nelle bende come una mummia, mi ha fatto pensare al classico “Occhi senza volto” (1960), ma è inevitabile che la mente corra anche a titoli simili e più recenti, per certi versi “Al nuovo gusto di ciliegia” è una sorta di The Neon Demon ambientato nel mondo del cinema e non in quello della moda, anche perché di sicuro il film di Refn è tra le ispirazioni di questa folle e grottesca storia di vendetta.

Non mancano anche elementi horror “normali”, se così possiamo chiamarli, perché in “Al nuovo gusto di ciliegia” si alternano rituali, infermiere che sembrano uscite da Silent Hill e anche parecchi zombie, che fanno sempre colore e non mancano mai. Ma il succo (alla ciliegia) della storia porta su Netflix, e di conseguenza ad un pubblico parecchio ampio, quel tipo di follia che fino ad ora avevamo intravisto solo in “Channel Zero”, ma alzando ancora di più la posta in gioco.

Dopo questa serie tutti inizieranno a preferire i cagnolini, sicuro!

Non tutto funziona alla perfezione devo essere sincero, a tratti otto episodi sembrano francamente troppi per la storia da raccontare, infatti il brodo viene allungato da parecchi flashback dedicati ai singoli personaggi, eppure per tutto il tempo la sensazione è la stessa: «ma che cacchio sto guardando!?», un tipo di stranezza che però attrae, pur provandole tutte per disgustare lo spettatore con trovate grottesche e tutte matte.

Quello che funziona in “Brand new cherry flavor” è l’andamento della trama, una storia di corruzione e di perdita della purezza meno banale di quello che potrebbe sembrare (malgrado le lungaggini e le false piste seminate), per buona parte di questa miniserie è istintivo pensare che i “cattivi”, permettetemi di definirli così per semplificare, siano gli autori del furto ai danni di Lisa, ma nel corso degli episodi, “Al nuovo gusto di ciliegia” inclina il pavimento sotto i nostri piedi, facendoci sorgere il sospetto: e se stessimo facendo il tifo per la cattiva?

Pare che lo facesse anche Cleopatra e non parlo di Liz Taylor.

Un modo spigliato di sparigliare le carte, per una miniserie che in cinque ore, oltre a risultare visibilmente molto accattivante, piacerà sicuramente a chi vuole mettere alla prova il proprio pelo sullo stomaco, le stranezze non mancano anche se in generale non saprei bene a chi consigliarla per davvero.

Ai fanatici delle luci al neon? A chi vuole qualcosa di decisamente grottesco e folle? Di sicuro non la consiglierei agli amanti dei gatti, potrebbero restare fin troppo impressionati. In ogni caso se vi avanzano cinque ore e volete farvi un viaggio più economico (e sicuro) del peyote, questa serie potrebbe fare al caso vostro, non so se vi lascerà un retrogusto in bocca al gusto di ciliegia, ma un’occhiata questa follia potrebbe fare al caso vostro.

22 commenti:

  1. Si', la locandina mi aveva incuriosito parecchio, lo ammetto.
    Che a noi cresciuti a horror d'annata le immagini giuste ci fanno sempre suonare una certa campanella (a morto) in testa.
    Gli daro' un'occhiata, thanks.
    Comunque, questa mania di allungare il brodo di Netflix sta diventando patologica.
    Certe volte e' una vera fatica, arrivare alla fine.
    Ma perche' sfracellare i cosiddetti allo spettatore, quando potresti dire le stesse cose con meta' delle puntate?
    Paura che finisca troppo presto?
    Non credo sia quello il problema, visto che ne buttano fuori un tanto al chilo.

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    1. Temo che si corra dietro al formato, nel senso che verranno fatti accordi per un numero minimo di episodi, un tempo potevo capirlo, bisognava andare da settembre a giugno, una puntata a settimana con pausa a Natale. Ma con i canali streaming come Netflix (che mette a disposizione tutte le puntate insieme) non so come funzioni. Dietro ai canali streaming ci sono tanti tanti misteri ;-) Cheers

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    2. Sono alla terza.
      Se posso permettermi un consiglio, senza spoilerare nulla: non vedetelo dopo mangiato.
      Diciamo che se presi alla sprovvista, certi riflessi indotti possono giocare brutti scherzi.
      Scherzandoci sopra mio fratello, che se la sta vedendo pure lui, ha detto che se la scena in questione e' un must ad ogni episodio e' l'equivalente di Adam West che grida ALLA BATMOBILE!!

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  2. Rosa Salazar mi piace ed è un buon motivo per vederla. A proposito di occhi giganti, beh li aveva solo in Alita, forse perché doveva interpretare una ragazzina nonostante lei si aggiri sui 30 anni

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    1. Ad una prima occhiata ho sperato fosse una delle mie preferite, Aubrey Plaza. Poi ho capito che era Alita, che ha comunque dei discreti occhioni anche senza CGI, nel film di Cameron e Rodriguez lì aveva così perché doveva interpretare una ginoide campionessa di Panzer Kunst ;-) Cheers

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    2. Si, si, l'ho visto il film e mi era pure piaciuto. Capirai la sorpresa quando poi ho scoperto che Rosa Salazar all'epoca era 34enne...

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  3. P. S. La locandina mi ha ricordato Theatre Bizarre. Molto simile forse anche come idee. Se non lo hai mai visto te lo consiglio.

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    1. Era quello ad episodi? Lo cerco da tempo, grazie per avermelo ricordato ;-) Cheers

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    2. Si e uno degli episodi era diretto dal buon Tom Savini

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    3. Ricordavo bene allora e mi pare ci fosse di mezzo anche Richard Stanley, lo cercherò ;-) Cheers

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  4. Segnata, la voglio vedere anche io ^_^

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    1. Da vedere, anche solo per la follia ;-) Cheers

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  5. Ovviamente ha attirato subito la mia attenzione. Chissà perché... 😅

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    1. Non avevo dubbi ed ora sono curioso del tuo parere ;-) Cheers

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    2. Ma ci credi che nel suo essere totalmente innocua mi è davvero garbata? Era da un po' che non mi distraevo mentre guardavo qualcosa sulla piattaforma.

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    3. Anche io credo che funzioni, non è tutto perfetto ma gira benino ;-) Cheers

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  6. La fissa per la chirurgia estetica potrebbe essere anche una citazione di Brazil ...

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    1. Vero, ma per il personaggio in se ricorda molto "Occhi senza volto". Cheers

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  7. e dire che ero convinto fosse un film

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  8. Ho iniziato a vederlo e visivamente lo trovo una schifezza, riguardo la storia non mi esprimo cerco di arrivare almeno a metà prima di decidere se abbandonare tutto, ma il ritmo non aiuta.

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    1. In effetti dura un po' troppo quello si. Cheers

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