martedì 28 settembre 2021

1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra (1971): Charlton Heston è leggenda!


Facciamo un piccolo giochino vi va? Una cosa semplice per scaldare i muscoli: io vi racconto l’inizio di un film e voi mi dite il titolo ok?

Una città vuota, completamente abbandonata (ma con i semafori funzionanti), in sottofondo il tema di “Scandalo al sole” (1959), a bordo di una decapottabile rossa fiammante un tamarro con occhiali da sole e posa da duro, che sgomma e romba nella città post-apocalittica dove lui è l’ultimo uomo sulla Terra. Come si intitola il film? Se avete risposto “Io sono leggenda” (2007) con Will Smith… SIETE ESPULSI A VITA DA QUESTA BARA!

"Bravo Cassidy, severo ma giusto"

Se invece avete risposto “1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra”, non solo avete letto bene il titolo del post di oggi avete indovinato il film ma siete Bariste e Baristi di un certo livello. Siamo qui oggi per festeggiare i primi 50 anni di un piccolo culto, uno dei tentativi da parte dell’umanità di adattare l’inadattabile, ovvero quel capolavoro di “Io sono leggenda” (1954) del Maestro Richard Matheson.

La storia di Robert Neville, ultimo uomo su un pianeta popolato da soli vampiri, resta non solo uno dei libri più belli che abbia mai letto nella mia vita, ma un capolavoro che ha influenzato la cultura popolare e che ha provato ad arrivare al cinema ben tre volte. La prima volta dieci anni dopo l’uscita del romanzo di Matheson, ovvero nel 1964 adattato per il cinema dal nostrano regista Ubaldo Ragona, il suo “L'ultimo uomo della Terra” con quel suo evocativo bianco e nero e la prova estremamente teatrale di Vincent Price, resta un adattamento abbastanza fedele (almeno fino al finale), girato con poco più che due spicci, un dettaglio non da poco che espone il film a parecchi difetti.

Se fate i bravi, un post su “L'ultimo uomo della Terra” ve lo farà il prode Quinto Moro.

Per assurdo forse il modo migliore per adattare il capolavoro del Maestro Matheson è stato tradendo il materiale originale, dimostrando di averne compreso a pieno la lezione, ancora oggi sono convinto che il miglior adattamento cinematografico di “Io sono leggenda” sia La notte dei morti viventi di George A.Romero (la “A” sta per amore, giusto ricordarlo), che non ha mai nascosto di aver tratto ispirazione proprio da Mathseon (storia vera).

Il secondo tentativo ufficiale di portare “Io sono leggenda” al cinema è stato fatto nel 1971 e distribuito dalla Warner Brothers, che disponeva di tutti i soldi che Ubaldo Ragona non ha mai visto in una vita intera, infatti il risultato è un adattamento “libertino” firmato dai due sceneggiatori John William Corrington e Joyce Hooper Corrington e costruito interamente attorno al protagonista Charlton Heston, che non a caso nella scena iniziale che vi ho descritto lassù, scende dalla sua decapottabile rombante, solo per prendere a mitragliate gli albini incappucciati (parodiati anche in uno degli episodi di Halloween dei Simpson, puntata 9x04, il segmento intitolato “The HΩmega Man”) facenti funzione di sostituiti dei vampiri di Matheson e lo fa solo, perché lui è Charlton Heston e non esce mai di casa senza un fucile mitragliatore in tasca.

"From my cold, dead hands" (cit.)

La regia di “The Omega Man” porta la firma di Boris Sagal, regista televisivo ricordato più che altro per questo film e per la sua fissazione per l’uso smodato dello zoom: per farci capire che il protagonista Robert Neville sta perdendo il boccino per colpa della solitudine, nella scena dei telefoni che suonano tutti insieme, utilizza 47 zoom uno via l’altro, anzi ve lo dico, questo film è un candidato ideale per un gioco alcolico, ma a patto di avere un fegato d’acciaio Inox, perché dopo venti minuti di film (sui 98 totali) Sagal ha già utilizzato lo zoom selvaggio 276 volte, quindi consideratevi Avvisati. Voi e il vostro fegato.

Ormai lo sapete benissimo, non parlo volentieri dell’ultima volta che il romanzo di Matheson è stato adatto per il grande schermo nel 2007, “Io sono leggenda” con Will Smith è fondamentalmente una truffa, perché di fatto è un remake non dichiarato di “The Omega Man” in tutto e per tutto, dalla scena iniziale che vi ho descritto, fino alla fissa del protagonista di parlare con i manichini per cercare di stemperare la sua solitudine. Persino il colpo di scena cretino per cui, di colpo l’ultimo uomo sulla Terra si rivela non essere proprio l’ultimo ultimo, arriva direttamente da questo film, ma utilizzato in maniera molto più involontariamente comica, per non dire proprio idiota. L’ultima paraculata finale del film del 2007? Aver infilato le parole «Io sono leggenda» per mettersi in scia al romanzo di Matheson, riuscendo nell'impresa di farmi girare le balle due volte, per il remake non dichiarato ma anche per il terzo (e peggiore) di tutti gli adattamenti visti al cinema.

"Eccone un altro a cui piace la versione con Will Smith..."

Ma prima di proseguire tocca affrontare l’elefante in mezzo alla stanza: il titolo italiano di “The Omega Man” è tutto un programma. “Occhi bianchi sul pianeta Terra” è la (lunghissima) soluzione scelta per sottolineare la principale caratteristica degli albini infetti e “sbiancati” dal virus di cui Robert Neville, immune più dell’APP, da anni cerca una cura. Ma la caratteristica più gustosa è la data, ammetto di avere un debole per i titoli lunghissimi, una tradizione tutta italiana che urla fortissimo anni ’70, ma i film con una data nel titolo, che rendono immediatamente la pellicola post-datata mi hanno sempre fatto impazzire, “1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra” ha entrambe queste caratteristiche e l’anno scelto, che compare a chiare lettere (o numeri?) per di più è anche sbagliato!

Si perché l’idea di base del film è mostrare un mondo post-pandemia e post-guerra atomica che avrebbe potuto arrivare dopodomani, infatti il film è ambientato nel 1977, come confermato dalle registrazioni datate di Neville. Il 1975 che ha tanto colpito i titolisti italiani fa riferimento al calendario, fermo sulla pagina di marzo 1975, che Neville trova in un laboratorio, che deve aver solleticato l’immaginario italiota, quindi un film del 1971, di colpo è diventato “1975” quando invece avrebbe dovuto intitolarsi “1977: Occhi bianchi sul pianeta Terra”. Basta, sto dando i numeri, letteralmente!

La solitudine dei numeri primi (in versione Bara Volante)

“The Omega Man” per quello che mi riguarda completa la trilogia-che-non-è-una-trilogia del Charlton Heston fantascientifico, tre titoli di culto con protagonista il tostissimo Ben Hur, che sono uno meglio dell’altro, di cui per certi versi “1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra” è una specie di punto di equilibrio. Si perché qui lo ritroviamo solo contro un mondo, non di SIMMIE ma di albini incappucciati luddisti e alle prese con un mondo senza più risorse e post-apocalittico come in 2022 i sopravvissuti. Insomma non so se si è capito, ma sono molto legato a questo strambo e muscolare adattamento di Matheson che tradisce il materiale originale, per regalarci un Charlton Heston più Charlton Heston che mai, uno di quegli attori che ha saputo fare quasi tutto al cinema, anche imprimere la sua presenza sul genere fantascientifico.

Mutanti sì, ma con stile!

Certo bisogna dire che “1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra” mostra tutti gli anni che ha sul groppone, ma è un film per certi versi ancora attualissimo a cui non mancano abbondanti dosi di satira, ad esempio quando assistiamo alla routine di Robert Neville, il suo parlare con i manichini (o con un busto di Giulio Cesare) nel suo maniero, il suo “posto in paradiso” come lo definisce nel film il capo degli incappucciati Matthias (Anthony Zerbe). Un appartamento dove Neville cerca di salvare le opere d’arte dal tentativo di distruzione da parte degli infetti, per certi versi un antesignano del #Io reso a casa, che tra una partita a scacchi e una revolverata in testa a qualcuno degli albini, cerca di non perdere (completamente) il senno.

So di persone che nel "lockdown" hanno fatto anche di peggio.

Trovo molto ironico che uno come Charlton Heston, storicamente ricordato per le sue posizione di conservatore, abbia a disposizione un unico film da vedere e rivedere in continuazione, uno per altro piuttosto lontano da quelli che potrebbero essere i suoi gusti, visto che si tratta del documentario “Woodstock” (1970), di cui Neville ripete a memoria le battute come faccio io con Trappola di cristallo.

Distanziamento sociale, anche al cinema.

Attraverso i flashback scopriamo di un conflitto totale tra Cina e Russia che ha messo fine all’umanità, ma in compenso il virus di cui Neville è immune ha popolato il mondo di luddisti refrattari alla luce solare, degli albini che si aggirano in tunica nera (e spesso occhiali da sole anche di notte, che belli i film degli anni ’70!), che hanno pensato bene che le macchine, l’innovazione e la tecnologia siano stati il mezzo che ha portato alla distruzione, equiparando ogni invenzione, arma, mezzo a motore o opera d’arte alla bomba sterminatrice. Neville quindi si ritrova ad essere l’ultima linea di difesa contro una società organizzata di albini, che cercano di stanarlo dal suo nascondiglio ogni notte, armati di catapulta nemmeno fossero tutti dei novelli Maccio Capatonda.

"... Come una catapulta!!" (cit.)

Come dicevo in alcuni passaggi il film mostra tutte le sue rughe, ad esempio vedere il vecchio Charlton vestito come una dandy, impegnato nelle sue serate di gala con i manichini, che un momento dopo non si fa il minimo problema a smitragliare gli invasori, fa sorridere. Così quando, passando le sue giornate a cercare di stanare l’odiato Matthias, in una lunga e snervante caccia all’uomo a distanza in pieno giorno, urla il nome del suo nemico con la furia con cui si sbraita, dopo aver sbattuto il dito del piede contro il frigo.

Nel secondo atto “1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra” rallenta parecchio il ritmo, giocandosi molto meglio di quanto fatto nel film del 2007 il colpone di scena. Quando Neville scopre di non essere l’ultimo sopravvissuto, anche qui il film si gioca tocchi volutamente satirici. L’incontro con l’ultima donna della Terra, non ha nulla a che vedere con quello che accade nel romanzo originale di Matheson (dove tutto aveva più pathos ed enfasi, bisogna dirlo), eppure è impossibile notare che la coppia composta dall’ultra conservatore Heston e la proto-Coffy di nome Lisa (Rosalind Cash), sia non tanto un caso di coppia mista, quando di opposti squisitamente politici, visto che la ragazza sembra uscita sgommando (sulla sua moto) da un film della blaxploitation, per finire a combattere contro i luddisti albini accanto al futuro presidente della NRA (National Rifle Association), ovvero il nostro Heston.

Più anni '70 di così, francamente non lo vedo possibile.

Ovviamente tra i due non può non scattare il momento “pomicione”, perché per utilizzare un giovanilismo, Heston sarà “The Omega Man” ma anche un “Alpha Man”, quindi dopo anni senza vedere una donna non può perdere l’occasione di spargere un altro po’ di testosterone sul grande schermo, come ci si aspetterebbe da un divo come lui. L’entrata in scena dei “bimbi sperduti” poi non fa altro che alzare la posta in gioco, e da qui in poi vale davvero tutto, Heston può uscire illeso da un elicottero che precipita oppure sintetizzare da solo il vaccino destinato a salvare l’umanità, e quelli di Pfizer… MUTI!

"Prima, seconda, terza e pure quarta dose. Crepi l'avarizia!"

Nulla mi toglie dalla testa che la trasformazione di Lisa, “sbiancata” in linea con gli occhi del titolo del film, sia un altro passaggio più o meno satirico del film (così come la vera identità di Matthias), la morte che serve a motivare il protagonista tutto azione di Heston, che infatti non si tira indietro nemmeno davanti al momento della “frase maschia”: quando Matthias fa il suo monologo da super cattivo, in cui blatera sull’aver ripulito e distrutto il mondo e su quanto ora, sia giunto il momento di ricostruire, Heston lo stende con una lapidaria: «Casse da morto devi costruire!» e giù di mitragliate come se non ci fosse un domani!

Questo si è un caso di "whitewashing", nel vero senso della parola.

Lassù dicevo che il ruolo di Robert Neville per Heston sta perfettamente in equilibrio tra quello di Il pianeta delle scimmie e quello di 2022 i sopravvissuti, ma a ben guardare nel finale la trama e Boris Sagal ci danno dentro nel sottolineare il ruolo messianico di Neville, che prima fa un monologo, un discorso al popolo dei bimbi sperduti sul trovare un nuovo posto immacolato dove vivere, a cui pare manchi solo la conclusione «Let my people gone!» strizzando l’occhio al ruolo Biblico dell’attore in “I dieci comandamenti” (1956), per poi mandare a segno un finale che anche Cecil B. DeMille forse avrebbe considerato fin troppo spudorato.

Da Mosè a novello Gesù senza nemmeno passare dal via.

Il super conservatore, mister “Dalle mie fredde mani morte” Charlton Heston si sacrifica per salvare un gruppo di hippy (forse influenzato dall’aver visto troppe volte “Woodstock”) e muore in una posa Cristologica a braccia aperte che più esplicita di così non potrebbe essere. A rivederlo oggi questo vecchio film è chiaro che abbia ancora delle cartucce da sparare, Heston deve averne conservata qualcuna. Mi è capitato di rivederlo poco tempo fa, visto il condizionamento mediatico delle notizie, tra quarantena, isolamenti, prima e seconda dose e Green Pass, il finale di questo film sembra voler dire: vaccinatevi! Charlton Heston è morto per darvi una cura! Ma probabilmente sono io che come Neville, ho visto troppi telegiornali come lui riguardava a ripetizione il film “Woodstock”.

Insomma, non potevo perdere l’occasione per festeggiare il compleanno di questo film di culto, che tra tutti gli adattamenti sbagliati di “Io sono leggenda” di Richard Matheson è quello con più personalità di tutti, la prossima volta che qualcuno vi tirerà fuori quella porcheriola con Will Smith, voi ricordategli la sua vera genesi, altro che il principe di Bel-Air la vera leggenda è Charlton Heston!

50 commenti:

  1. Qui purtroppo getto la maschera Cassidy,devo confessarti che personalmente di tutti gli adattamenti del racconto "Io Sono Leggenda" di Matheson,non c'e ne uno che mi sia piaciuto,nemmeno questo con i cattivoni incappucciati ed i loro discorsoni da fricchettoni(ho preferito la parodia dei simpson)! A mio parere questo adattamento parecchio incartapecorito non allaccia nemmeno le scarpe agli altri due film sci-fi con Charlton Heston che hai citato nel tuo post! Insomma se lo chiedi a me,sono ancora in attesa di un adattamento cinematografico degno del racconto cartaceo!

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    1. Hai ragione e lo vogliamo dire che l'adattamento migliore lo ha fatto George "Amore" Romero nel 1968? ;-) Capisci che non potevo non completare la trilogia fantascientifica di Heston. Cheers!

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    2. Di certo Romero il racconto di Matheson lo aveva letto ed assimilato come si deve! Per me in ogni caso il miglior film tratto da un racconto di Matheson resta il capolavoro di Jack Arnold "The Incredible Shrinking Man",tra l'altro sceneggiato dallo stesso Matheson in persona!

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    3. Quello, ma non sottovaluterei "Duel" anche quello sceneggiato da Maestro Matheson. Cheers

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  2. Lo so che in casa Cassidy,pronunciare il nome di Ridley Scott equivale nell'entrare in un campo minato,ma vogliamo parlare dell'adattamento del racconto di Matheson che Ridley negli anni 90 avrebbe dovuto dirigere? Cioe seriamente,aveva tutte le carte in regola per mandarmi in brodo di giuggiole,vampiri rachitici ed emaciati simili a statue di cera realizzati con trucco prostetico,il film sarebbe stato quasi completamente muto,immagini e suoni,ed il protagonista doveva essere Arnold Schwarzenegger.......dai non fate finta che questo film non vi avrebbe attirato,io mi sto ancora divorando le unghie sapendo che lo hanno annullato per poter poi favorire il film con Will Smith!

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    1. Non ne ho mai sentito parlare ma con Arnold in mezzo sarebbe stato grande ma non simile al libro, sto pensando a "L'Implacabile" ;-) Cheers

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    2. Ci sono le immagini del makeup postate dall'effettista che vi prese parte,si sa che la Warner non volle farlo perchè un film sostanzialmente muto e horror,tra l'altro molto costoso per via del catchet di Arnold,non era fattibile dal punto di vista commerciale! Si sa che Ridley era irremovibile nel farne un horror quasi muto ad alto budget e poco improntato sull'action!

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    3. Non sarebbe durato con Arnold, ma cercherò informazioni in merito grazie ;-) Cheers

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  3. Film che passava abbastanza spesso nei canalacci regionali della mia zona. Ma ammetto che non lo rivedo da un sacco... Forse lo recuperai proprio quando uscì quello con Will Smith per compararli.

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    1. Comparazione lampo: sono uguali solo che questo è invecchiato l'altro invece è nato scemo e ruffiano ;-) Cheers

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  4. mi manca
    ma sono anni che vorrei leggere il libro da cui sono tratti

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    1. L'ho letto due volte nella mia. Vita, entrambe d'un fiato, messo giù solo all'ultima parola dell'ultima pagina (storia vera), quindi è leggermente consigliato da parte mia ;-) Cheers

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  5. E io invece avrei detto l'ultimo uomo sulla Terra di Ragona, che da quel che ricordo era piuttoto fedele anche nel finale, son passati alcuni anni ma mi pare di ricordare quella che per non fare spoiler definirei un inversione delle parti.
    Questo invece mi manca, ce l'ho in lista da una vita però.
    Per quanto riguarda quello con Will Smith... americanata fatta e finita, con il solito Will Smith vero eroe americano che salva la situazione. Ma se non pensassi al materiale originale è un film anche carino

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    1. Quello di Ragona si gioca un'inversione che funziona, ma rispetto alla bellezza del finale del libro non mi ha mai convinto. Quando vedrai questo ti sarà chiaro che quello con Smith è una brutta fotocopia scema, con passaggi a vuoto della trama che lo rendono più involontariamente comico dei mutanti con occhiali da sole di questo film ;-) Cheers

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    2. Quello di Ragona lo preferisco anche se dovrei rivederli a distanza ravvicinata. Questo l'ho visto una sola volta ed è quel genere di fantascienza che adoro, ma nell'ideale trilogia postapocalittica di Heston è parecchio sotto agli altri due.

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    3. Quello di Ragona è un adattamento migliore, ma la trilogia di Heston è leggenda, ci tenevo a completarla qui sulla Bara. Cheers!

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  6. Grazie a Papà Verdurin avevo già visto questo film, così quando ho visto quello con Will Smith mi sono proprio adirata, perchè era, come dici tu, un remake camuffato e molto malriuscito, rispetto all'originale che piace tanto anche a me, ma nessuno dei miei amici lo conosceva quindi mi davano della pazza per aver osato denigrare il principe di Bel Air. Per fortuna però qualcuno (come Cassidy) questo film lo ricorda bene!

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    1. Ecco una Barista che sa e che nel 2007 all'uscita di quella roba era a sua volta leggenda ;-) Cheers

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  7. Il celeberrimo (nonché stupendo) romanzo di Matheson ha ispirato senz'altro un mucchio di belle cosucce.
    In ultimo ci metto i due "The Last of Us" per PS4.
    Tra l'altro ho sentito che dovrebbe arrivare la serie. Speriamo bene...
    Sembra quasi che facciano una gran fatica ad adattare quest'opera, soprattutto per quanto riguarda l'emblematico finale.
    Già, sembra che agli sceneggiatori non vada proprio giù il modo in cui termina il racconto.
    Eppure il cuore del romanzo sta proprio lì. Nel clamoroso ribaltamento dei ruoli.
    Dal suo punto di vista, il protagonista si ritiene l'unico buono, l'unico ancora normale in un mondo di mostri.
    Ma se tutti diventano mostri...allora l'unico mostro diventa quello rimasto normale.
    L'anomalia. L'eccezione. Anche se di fatto é il più debole e indifeso.
    Per contro il vecchissimo film con Price rimane il più fedele, specie nella caratterizzazione. Anche se é davvero una poverata, messo al confronto con questo. E mi pare che il protagonista non si chiami nemmeno Neville.
    Lord Vincent dà proprio l'aria di essere un uomo stanco, vecchio e solo. Peccato solo che con un volto come il suo si vede lontano un miglio che é più cattivo lui che i cattivi a cui dà la caccia!
    Con questo si fa una piccola rivoluzione, che di fatto verrà ripresa da qualunque altra opera che narra di sopravvissuti alle prese con un mondo post - apocalittico.
    E cioé che il protagonista deve essere assolutamente, imprescindibilmente tosto e figo!!
    Quello con Will Smith non mi era nemmeno dispiaciuto, se non fosse che ormai l'ex Principe di Bel - Air aveva già abbondantemente superato il mio livello di sopportazione.
    Ok, anche qui alla fine abbiamo il classico americano salvatutti, come da tradizione. Ma vuoi mettere Charlton Heston con Will Smith?
    Non c'é paragone.

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    1. Appunto, ma poi vuoi mettere fare un remake non dichiarato? Ricordo in sala nel 2007 al primo mostrino in cgi una ragazza seduta davanti a me ha detto: "Ma è un horror?" era lì per Will Smith e non sapeva nulla della trama (storia vera). Cheers

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    2. Stessa cosa pure a me, guarda caso.
      Ero in palestra (bei tempi) e tra una ripresa e l'altra un ragazzino li' vicino a me parlava del film in questione.
      Dato che mi stavo allenando da solo e potevo concedermi qualche pausa, abbiamo attaccato bottone e io gli avevo parlato del romanzo, e che ero curioso sul fatto se sarebbero rimasti fedeli o no, almeno stavolta.
      L'altro, beh...non sapeva nulla.
      Ne' del libro, ne' del film.
      Gli interessava solo che c'era Will Smith.
      Sono quelle cose che ti lasciano basito. Specie se nel caso di film tratti da fumetti, Videogames o libri sei abituato ad avere un approccio a tutto tondo.

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    3. Erano i tempi in cui la gente andava al cinema per motivi che a noi appassionati sono imprescindibili, peccato perché almeno al cinema ci andavano, ora nemmeno quello, gli incassi bassi sono la prova. Cheers!

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  8. Io li ho visti tutti e tre, e devo darti ragione, quello di Will Smith (Will Smith chi?) non esiste.
    Non me lo ricordo proprio, forse mi hanno sparaflesciato qualche misericordiosa lucetta dopo la visione.
    Questo con Heston, visto da regazzino, quindi è quello che mi ha colpito di più. Fra l'altro credo sia la migliore interpretazione di Zerbe (non ci vuol molto a fare questa ipotesi).
    Chissà perché mutanti albini e non vampiri... comunque hanno stile, mi ricordano gli zombi nazisti di Shock Waves, il film inserito nella lista delle cure per l'insonnia dalla Food and drugs administration...
    Quello con Price l'ho visto da adulto, e credo che da bimbo mi avrebbe annoiato, ma con la maturità se ne apprezzano i punti forti, cioè il grande Vincent e la fotografia, e lo scenario inquietante dell'EUR, con la sua strana architettura.
    Comunque credo che la versione Heston sia quella che più rispetta l'assunto del libro, cioè se tutti voi siete fatti così, alla fine il mostro sono io, io sono leggenda. E me tocca de morì.

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    1. Heston è il mostro, la leggenda. I film dialogano tra di loro e Nolan attraverso il suo Harvey Dent dice: O muori da eroe o vivi tanto a lungo da diventare il cattivo. Pazzesco. Io ho visto The Omega Man su TMC ( antenata del La7 ndr ) da bimbo e mi aveva colpito - erano gli anni di serie tv come I Sopravvissuti - come nemmeno il libro che ho letto in seguito quando ero + vecchio, ma non tanto da non pagarlo in lire. Ci sono echi del lavoro di Matheson in tutte le storie in cui una persona si sente un dropout, persino in quel film con Mike Douglas che sbrocca al punto da contestare gli hamburger che non sono mai come nella pubblicità. Le storie non muoiono mai, volano e contagiano. Accendono gli occhi bianchi. Giocano a scacchi con i ns neuroni. Ciao ciao

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    2. Eh, sì, quando si ribaltano le prospettive ci vuol poco a diventare un Kamandi.

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    3. P.S.: Com'era assurda (benché affascinante) la serie "I sopravvissuti".
      Come se gli inglesi non fossero capaci di contrastare e bloccare un'epidemia! :D

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    4. Il quale Kamandi è l'idea di King Kirby di espandere il concetto del Pianeta delle Scimmie in cui ha recitato anche Heston. Nella cover del n. 1 il ragazzo che scappa dal Command D si lascia alle spalle la statua della libertà in cui si imbatte il divo nel finale del film.

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    5. Gli inglesi sono capaci di contrastare e bloccare un'epidemia al punto da fare fiction in cui sono surclassati dal virus. Nel film I due Nemici del 1961 Dave Niven spiega ad Alberto Sordi come la grande immaginazione inglese faccia di Dunkerque una vittoria. Decenni prima di Nolan. Pazzesco. Considerati i film che il regista di Tenet ha dedicato allo spazio-tempo, è quasi come se Chris Nolan potesse viaggiare avanti ed indietro, qui ed altrove, e colorare i nostri occhi bianchi spalancati sul futuro come cantava Amedeo Minghi ( la risposta italiana a Hans Zimmer direbbe Carabara).

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    6. Sto pensando a "28 giorni dopo" per il tema pandemia e Inglesi. Cheers!

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    7. Ho onesto anche io al cortocircuito di Kamandi, sulla grandezza di Matheson con me sfondate una porta aperta, la sua influenza possiamo trovarla ancora oggi in tantissime storie. Cheers!

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    8. Giusto! zombies veloci. In un certo qual modo Bojo è Bloch pettinato come Dyd.

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    9. Ehehe non ci avevo mai pensato ma si, stesso barbiere ;-) Cheers

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    10. Penso (e con questo veramente chiudo) che il barbiere di BoJo sia Brutus Beefcake.

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    11. Notevole barbiere in effetti ;-) Cheers

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  9. Se dovessi immaginare un'adattamento di "Io Sono Leggenda" fatto come si deve,tanto per cominciare nella parte del protagonista Robert Neville,io ci vedrei molto bene Patrick Wilson,molti lo sottovalutano,in realtà è un attore parecchio in gamba che ha fatto di tutto,basta pensare a roba come "Hard Candy",dove era davvero ottimo,ha fatto anche l'action con delle buone prestazioni,ed ovviamente è anche un volto del cinema horror attuale,insomma tanto cinema di genere! Il vero enigma per me è trovare il regista ideale che lo metta in quel posto ai produttori,realizzando una dolente,allucinata e silenziosa storia di solitudine ed orrore pandemico post apocalittico invece di un action standard! Bò davvero non saprei,se dovessi azzardare parecchio ma davvero parecchio,farei riprovare a Richard Stanley un nuovo tentativo nel cinema ad alto budget ma con il pieno controllo creativo! Ma tanto ogni volta che Stanley torna dai suoi esili,finisce sempre per riscomparire,zeppo di talento ma anche terribilmente sfigatissimo sul piano professionale!

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    1. A Richard Stanley farei dirigere tutto, anche solo per vedere la sua versione della storia. Come Neville vedrei bene John Krasinski ma sononinflu nzato da "A Quiet Place" lo ammetto. Cheers!

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  10. Decisamente mi manca, ma Charlton Heston sempre leggenda sarà ;)

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    1. Merita un'occhiata, fa parte della trilogia fantascientifica di Heston ;-) Cheers

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  11. Odio profondo per la trasposizione con Will Smith, il fatto che abbiano sostituito i vampiri "umanoidi" con tanto di tribunali ,con quei zombie urlatori



    Mariya

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  12. Devo dire che se fossi un produttore volpone di Hollywood,penserei che questo particolare momento storico sia perfetto per una nuova trasposizione,con tutto questo parlare di vaccino o non vaccino!

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    1. Ci ha provato Michael Bay, lo hanno preso a pernacchie preventive, poi giustificate perché il film era poca cosa, ma tanto Bay viene spernacchiato anche quando spacca. Cheers

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  13. Heston era un vero amante della fantascienza, per questo gli perdono volentieri tutti gli attegiamenti conservatori che aveva.

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    1. Per fortuna negli anni ho imparato che per apprezzare l'artista, non devo condividere le sue posizioni politiche, non è mai stato più vero per me che con Heston. Cheers!

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  14. E' un mio cult da che andavo in prima media... ti parlo dell'83... uno dei tanti registrato dalla TV, sulla RAI, e visto e rivisto tante volte. Tra le tante cose mi piaceva moltissimo la musica dei crediti finali. Ricordo che all'epoca lo feci vedere ad un mio compagno di classe che si annoiò... che fesso!
    P.s.: Mi rendo conto che sto per scrivere un'eresia... ma il romanzo non mi presa granché!

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    1. Posso capirlo, partendo da questo film il romanzo può sembrare meno intenso, ma solo partendo da questa base eh? ;-) Cheers

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  15. ho sempre detestato profondamente il titolo italiano che già spoilera la sorpresa del look dei "mutanti" vampiri... ma il top del top lo abbiamo raggiunto con la sinossi dietro il DVD di Carpenter di "1997 fuga da new york" dove le ultime righe del riassunto titolavano "MA ALLa FINE CE LA FA'"
    Ah.. Ah bhe grazie.

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    1. Che poi il lieto fine? In un film di Carpenter? Eddai su fate i bravi ;-)

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  16. No, già l'avevo capito benissimo fin dall'incipit che non parlavi del film con Will Smith: l'unica cosa divertente di quella roba è la marea di doppiaggi dialettali che ha generato negli anni sul Tubo... ;-D
    Sagal e Heston hanno fatto qualcosa di MOLTO migliore, capace di farsi perdonare a confronto anche i passaggi più datati: dove questi fanno almeno sorridere, l'intero film di Francis Lawrence invece fa solo... beh, fa qualcos'altro ;-)

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    1. Anche perché quel film solo così può essere trattato, appunto hai riassunto alla perfezione ;-) Cheers

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