lunedì 2 agosto 2021

Jolt - Rabbia assassina (2021): andiamo a John Wickare

Possiamo girarci attorno quanto vogliamo, ma John Wick ha inevitabilmente segnato tutto il cinema americano contemporaneo.

Nel giro di davvero poco tempo, gli stessi autori ci hanno regalato una versione femminile con Atomica Bionda, una versione un po’ più comica ma per questo non meno divertente con Io sono nessuno. Abbiamo visto attrici come Jessica Chastain tentate di cavalcare il filone con risultati assolutamente rivedibili in Ava, oppure Nicolas Cage firmare il suo stile l’anti-John Wick con Pig. Insomma come lo giri o lo volti, il modello piace, vende e crea proseliti, evidentemente la bella Kate Beckinsale deve aver pensato: «Ed io chi sono, la figlia della serva?».

Dopo mille seguiti di Underworld, Kate sa come puntare un'arma.

Per certi versi “Jolt” sembra dire a Jessica Chastain: «Ah Gessì è così che si fa!». Parliamoci chiaro, un film per nulla esente da difetti più o meno grandi (anzi), che sbuca dal mare magnum del nuovo videonoleggio che oggi conosciamo come streaming, un oggettino buono per salvare la serata che aggiunge un tassello agli eroi “Wickiani” sempre più popolari e abbondanti.

“Jolt”, scritto da Scott Wascha, sembra l’adattamento cinematografico di un fumetto che in realtà non esiste. Girato in buona parte in portogallo in una manciata di set, molti dei quali in interni tra cui la via vicino alla casa della protagonista, che risulta tanto posticcia da essere perfettamente funzionale ad un film, la cui idea di fotografia sono luci al neon come potete facilmnete intuire fin dalla locandina del film.

Se John Wick ci portava in un mondo dove tutti, ma proprio tutti, erano assassini professionisti, “Jolt” cerca di sfruttare la stessa premessa fumettistica con la nostra protagonista, una novella She-Hulk affetta da un problemino che mi ha fatto subito patteggiare per lei: una capacità limitata di controllare la rabbia, che quando si manifesta lo fa nel modo più distruttivo possibile.

Sotto ogni foto di Kate potrei risparmiarmi di scrivere la didascalia, tempo perso lo so.

Io che di mio sono uno calmo e tranquillo, sono anche uno di quelli che tende a perdere le staffe in modo esplosivo quando la misura è colma, quindi il tema della gestione della rabbia mi ha sempre affascinato e “Jolt” lo risolve con una trovata fumettistica anche fin troppo spiegata dall’introduzione, una voce narrante che ci aggiorna per filo e per segno sul passato della protagonista: Lindy Lewis (Kate Beckinsale) non è stata amata abbastanza da piccola e ora soffre di disturbo esplosivo intermittente e se il nome vi sembra scemo, con una motivazione del genere che cosa vi aspettavate?

Sta di fatto che allenamento militare, meditazione, yoga e le sessioni al poligono non hanno alleviato il problema, ma solo reso Lindy più pericolosa. L’unico ad ottenere qualcosa è stato il suo psicologo Stanley Tucci nel ruolo di Stanley Tucci - ormai i personaggi li interpreta tutti uguali ma buca lo schermo lo stesso - che ha inventato per Lindy una sorta di bustine con elettrodi in grado di dare scosse elettriche, controllare da un pulsate: vedi uno stronzo che maltratta qualcuno per strada? Schiacci il pulsate, stringi i denti, le pupille tornano del loro normale diametro ed eviti di lasciare un cadavere sul pavimento. Molto utile, di questi tempi penso che lo utilizzerei moltissimo, chissà se la batteria dura più di quella di un i-Telefono?

L'abbigliamento giusto per un primo appuntamento.

Questa lunga premessa che spiega fin troppo, si risolve con la montagna che partorisce il topolino, perché di fatto Lindy a colpi di pulsante, vive una vita tutto sommato normale, fino al giorno in cui conosce Justin (Jai “patatone” Courtney), classico bravo ragazzo che di mestiere fa il contabile e riesce a portare la ragazza a letto fuori dalla sua zona di sicurezza piena di fissazioni, costruite per evitare di perdere le staffe.

Può la forza dell’aMMMore salvare Lindy dalle sue ossessioni? Di sicuro è quello che crede la ragazza che però non arriva nemmeno al terzo appuntamento con Justin, fatto fuori probabilmente dalla Mafia per motivi misteriosi. John Wick aveva un beagle, Kate Beckinsale ha quella faccia da labrador di Jai “miglior amico dell’uomo” Courtney, con la differenza che almeno il cane di John Wick era un simbolo di un momento felice della sua vita, qui invece Lindy pare perdere la testa come una scolaretta, il che a ben pensarci ci sta quando la tua protagonista s’incazza come un’adolescente in balia degli ormoni o come in un pezzo degli 883. Avevo entrambe le metafore in punta di vita, quindi ho fatto che scriverle tutte e due, crepi l’avarizia.

Cavi delle batteria e modi creativi per utilizzarli.

Da qui parte l’indagine di Lindy, che la vedrà braccata da una coppia di strambi sbirri già pronti per un film tutto loro, da una parte il Detective Vicars interpretato da Bobby Cannavale, eterna faccia da stronzo in qualche modo adatto anche ai ruoli da buono di supporto, affiancato dalla sua socia, la Detective Nevin interpretata da Laverne Cox resa celebre da Orange is the new black. Se siete tra quelli che considerato i programmi in streaming propaganda per la lobby del gender gaio che minaccia la famiglia tradizionale, questo è il vostro momento di lamentarvi, vostro, non mio, che sono ben felice di veder recitare Laverne Cox.

Nel ruolo del cattivo cattivissimo con monologo da cattivo cattivissimo, qui troviamo uno dei miei preferiti David Bradley, il suo boss Gareth Fizel che sproloquia sulle aragoste, buca anche lui lo schermo e si aggiunge alla collezione di facce note di un film, che può giocarsi un premio Oscar, sullo schermo per cinque secondi (di numero) nel ruolo della Nick Fury di turno, comparsata di lusso piazzata prima dei titoli di coda per tenersi aperta una porticina su un possibile ritorno di Lindy Lewis (anche l’allitterazione nel nome, vedete che è un personaggio da fumetto?), nel caso le cose dovessero andare bene al bottegh... No, come si valuta il successo di un film in streaming? Con il numero di click? Vabbè ci siamo capiti.

Louise senza Thelma.

Parliamoci chiaro, nel mucchio di “Proto-Wick”, questo “Jolt” tira scoppole ad “Ava” ma risulta meno divertente di “Io sono nessuno”, inoltre le coreografia di combattimento sono adorabilmente posticcie nel senso che si vede sempre chiaramente il momento in cui la controfigura prende il posto di Kate Beckinsale per le scene d’azione, indossando una bella parrucca bionda con ricrescita, per simulare la ricercatissima acconciatura di Kate prima di entrare in azione. Era dai tempi degli stuntman con parrucca canuta, necessari a dare un’idea di movimento all’Hannibal Smith di George Peppard, che non mi divertivo così tanto a giocare a “Trova l’intruso stuntman”, ma direi che in un film come questo fa parte del gioco.

Se avete visto più di due film nella vostra vita, e non si trattava di titoli come “Piccolo Pippo cucciolo eroico”, ci metterete circa dodici secondi a capire come va a finire “Jolt”, perché il film si chiamerà anche “Jolt” (appesantito dal solito sottotitolo italiano abbastanza inutile), ma forse per Lindy sarebbe stato più adatto “Mai una Joltia” visto che quel brevissimo momento di felicità della sua vita dura un attimo, poi si torna a cercare di utilizzare quella rabbia incanalandola da qualche parte.

"Uno alla volta o tutti insieme? Tanto a menarvi ci penserà la mia controfigura"

Non bisogna nemmeno porsi troppe domande, “Jolt” cerca di “Wickare” in ogni modo, quindi è normale che se la protagonista ha bisogno di uno smanettone informatico, lo vada a cercare nell’equivalente locale del vicino Mediaworld, dove ovviamente non troverà il solito ventenne annoiato, ma una tredicenne dallo stile ricercato nel vestire che è anche un drago dei computer. La costruzione del mondo attorno alla protagonista è più che deficitaria, il tentativo è quello di utilizzare un linguaggio da fumetto ormai ben noto al pubblico, senza perdere tempo su chissà che altre spiegazioni, il risultato è riuscito a metà, a volte anche meno, ma forse a Kate Beckinsale basta, visto che sembra divertirsi molto più qui che in tutti i dodici o tredici Underworld in cui ha recitato prima.

Anche se il vizio di fare le faccette ancora non lo ha perso.

La sua Lindy Lewis strappa piercing a mani nude e ha la battuta sempre pronta, regalandoci una Kate Beckinsale che sembra addirittura viva, non la vampira fasciata nel latex, imbalsamata da una serietà congenita nei panni di Selina. Anche se è impossibile non notare che Kate Beckinsale risulta essere un’altra di quelle attrici che non invecchia mai, il tassametro dice 48 ma l’aspetto in questo film sembra averla congelata a boh? 32? Forse 27. Certo parliamo di personaggi che campano sul loro aspetto quindi investono tutto in palestra, chirurgia e dietologo, però urca se sullo schermo il risultato paga dividendi! Anche perché parliamoci chiaro, chi vedrà il film lo farà per lei, il resto sono lucine al neon sullo sfondo.

“Jolt” ha difetti evidenti, trovate azzeccate e una protagonista bella bella in modo assurdo (cit.), nel coraggioso nuovo mondo dello streaming è l’equivalente di quei film Direct-To-Video che un tempo ci avremmo pescato al videonoleggio, anche se non tutti potevano giocarsi un cameo di Susan Sarandon, ma che volete farci i tempi sono cambiati. Per nostra fortuna, la regia di Tanya Wexler è davvero ben fatta, una varietà di movimenti di macchina da presa curati e scelte stilistiche ben fatte, elevano tutta l’operazione di almeno una tacca, se un film dalla trama facilmente intuibile e il tono in precario equilibrio tra un fumettone e John Wick funzionicchia, per me è proprio grazie alla regia di Tanya Wexler, non credo di aver visto nessun altro suo film, ma tanto di cappello, questo lo ha salvato dall'anonimato.

No questa battutaccia è troppo facile, ve la risparmio.

91 minuti (durata perfetta) per un filmetto che probabilmente dimenticheremo dopodomani, ma che mentre lo stai guardando, si certo spesso finisci per scuotere la testa per le occasioni mancate e i difetti, ma comunque continui a guardare, posso dirlo? Ho preferito di gran lunga questo che tutta la saga di “Underworld”, forse sarò il solo ma in questo panorama in cui tutti, ma proprio tutti, sono alla ricerca della propria personale versione di John Wick, Kate Beckinsale forse ha già trovato un’eroina da film di cassetta, pardon, da streaming. Anche se ho dei dubbi che tra i film che escono in streaming e quelli che vedono il buio della sala, ormai ci sia più tutta questa grossa differenza, ma sono anche quello che non si è mai divertito con “Underworld”, quindi magari faccio poco testo.

Per un secondo parare invece, vi consiglio il mio fratello Raptor dalle pagine di Malastrana VHS, anzi ne approfitterò per leggerlo anche io, ancora non lo avevo fatto.

28 commenti:

  1. C'e un sottile linea di confine che separa gli uomini che non sopportano la rappresentazione superiore delle donne,e gli uomini con la perversione sessuale su donne forzute che gli calpestano gli zebedei con loro somma gioia! Eeh lo so e un ragionamento contorto,ma dopo il tuo riferimento a She-Hulk potrei dire che questo film potrebbe essere visto anche da queste due varianti di pubblico maschile!

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    1. Questo è in linea con gli zebedei presi a calci e le continue battute sui suddetti posizionati da Madre Natura in un punto esposto del corpo, ci può stare la tua teoria, domani invece parleremo dell’altra metà sempre del cielo però anche della rappresentazione ;-) Cheers

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  2. Con le scosse elettriche Chev Chelios ci fa colazione!

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    1. Chev Chelios come sempre, domina! ;-) Cheers

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  3. Come si può dire di no a Kate? Per lei ho pure visto i terribili seguiti di Underworld 😱😱😱

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    1. Appunto, infatti eccola sulla Bara ;-) Cheers

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  4. Ho letto il pezzo di "malastrana VHS" e già che mi parla di godimento dei film su PC e telefonini e tutta la menata del cinema in streaming, mi basta a saltare a piè pari il suo giudizio sul film.

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    1. Non mi è mai passato nemmeno per l'anticamera del cervello di guardare un film sul telefono, però non sono uno di quelli che pensa che lo streaming sia il male, faccio parte della generazione che molti film li ha scoperti in televisione ;-) Cheers

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  5. E' vero, Stanley Tucci interpreta sempre e solo Stanley Tucci, eppure buca lo schermo in quanto Stanley Tucci.
    Qualcuno ha mai creduto che Stanley Tucci fosse un credibile Adolf Eichmann solo perché indossava una divisa nazista? Eppure viva Stanley Tucci in Conspiracy (mentre Kenneth Branagh, spiacente ma non me lo vendete come Reinhard Heydrich).
    L'ultima (grande) interpretazione di Stanley Tucci volendosi distaccare u po' da Stanley Tucci è Muerte-Morty in "Undercover Blues".

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    1. Stanley Tucci ha tante sfumature di Tucci con lenti a contatto in "Amabili resti" fino ai vari Kingsmen, dove cambia occhiali ma resta sempre così incredibilmente Tucciano ;-) Cheers

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  6. Visto ieri sera.
    Una Kate più vivace del solito (vero che la seriosità di Underworld era spesso tediosa). Qui non si prende sul serio, si diverte e fa divertire.
    Fumettone di poche pretese, mi associo allo spiegone iniziale troppo lungo, che si poteva salvare per la parte centrale del film che invece offre l'inseguimento in auto più brutto di tutti i tempi (una marchetta alla McLaren, ed erano forse terrorizzati all'idea di farle mezzo graffio o addio al budget).

    Ormai non so più se odio o apprezzo l'uso di colori accesi, tipo neon, ormai se ne vedono troppe in giro.

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    1. Marchetto e per altro diretto malissimo, la McLaren è ferma mentre la macchina da presa cerca di creare un'idea di movimento attorno. Kate qui sembra addirittura viva, non la si vedeva così da tempo, non sopporti i film al Neon? Ci vediamo qui sulla Bara domani mattina ;-) Cheers

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    2. Non ho pregiudizi, trovo che i colori al neon abbiano il loro fascino, ma stavolta li ho trovati fastidiosi, o un ingegnoso espediente per "riempire" lo schermo e creare un look per un film diretto di fretta e con pochi mezzi. Le scenografie e la fotografia sono un pò pezzenti, con qualche scena che ci prova e quasi ci riesce. Ho apprezzato lo sforzo nel complesso.

      Diciamo che queste lucette si stanno vedendo un pò troppo spesso, e per restare in tema John Wick, è li che si sono viste ma fatte come si deve. C'era un look simile già in Hotel Artemis, ora in Jolt. Ma ci sono pure altri film che cercano di creare posticce atmosfere anni '80 che cercano certe soluzioni coi colori.

      La McLaren più sprecata di tutti i tempi (a parte il colore orribile) la regia e il montaggio mediocri in una scena in cui sono riusciti a sbagliare TUTTO! Montaggio, dialoghi, un vero orrore. In questi momenti bisogna rendere onore a F&F, dove saprebbero rendere figa e veloce pure una Panda.

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    3. Bravo, perché i detrattori non lo dicono mai, ma in F&F le auto filano per davvero, tutte anche i catorci ;-) Cheers

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  7. Notato per caso su Prime, me lo sono visto ignorando tutto, anche la protagonista: ci ho messo un po' a capire che sotto quei capelli c'era la Beckinsale!
    Una wickata senza impegno e divertente, il cameo di Susan alla Nick Fury mi fa pensare che prendono in considerazione l'idea di uno o più seguiti, a seconda di quanti click faranno: sicuramente sarebbe meglio di Underworld Manco a Lycani!!! :-D

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    1. Il capello ricercatissimo, che poi è il metodo di recitazione di Kate, dopo le extension di Van Helsing ;-) Penso che l'idea sia proprio quella, per avere Susans Sarandon avranno garantito il suo volto in bella vista sull'anteprima di Prime Video e più spazio nel seguito. Cheers!

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  8. Eccomi! Io! Io! Io! Sono uno di quelli che l'ha visto solo per la Beckinsale che se mi suonasse alla porta, solo con la sua presenza, mi avrebbe già venduto il Folletto, il Bimby, i biscotti delle giovani esploratrici e sarei pure diventato testimone di Geova. Kate, bussa quando vuoi che io ci sono. Detto questo, un filmetto passatempo come questo JOLT potevo bucarlo? Ovviamente no. Non è riguardabile e nemmeno perfetto ma intrattiene e ti fa passare una serata ammirando la Beckinsale che fa le faccette. Poteva andare moooolto peggio.

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    1. Difficile darti torto, non sa recitare ma da boh, vent'anni sta lì guadagnando più che a vendere il Folletto ;-) Cheers

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  9. A parte The Aviator ,non ricordo un film con Kate che mi sia piaciuto

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    1. Così su due piedi direi "Vacancy" (2007). Cheers!

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  10. Visto stasera: niente di che ma poteva andare peggio, potevo rimanere offeso / vedere “blood red sky” (fatto ieri) o “gun powder milkshake” (schivato grazie a Cass)…🤷‍♂️

    Per una staffetta 4x100 misti direi che comunque c’è la fila ora dietro John Wick 😱

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    1. "Blood Red Sky" lo sto vedendo a puntate, un mi prende. Per il resto felice di essere stato d'aiuto ;-) Cheers

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  11. Credo che a mani basse possa candidarsi ad essere il peggior film del mio 2021. Kate è sempre gnocca, oggi anche più di ieri, ma "Jolt" è "scritto" e "diretto" col culo, l'inseguimento in macchina è forse il punto più basso e noioso di tutto il film. Uno spreco di denaro.

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    1. No dai "Gunpowder Milkshake" è ben peggio ;-) Cheers

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    2. Grazie per avermelo detto, così non ci provo nemmeno a guardarlo. Aspetto "Kate" su Netflix

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    3. Sono quei per questo ;-) Ho visto che dovrebbe uscire a settembre, mi pare un'altra "John Wickata" però con uno dei miei preferiti, Woody Harrelson. Cheers

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  12. Sei il blogger più figo del mondo, fratello Raptor

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    1. No, tu sei il più figo fratello! Bro-fist ;-) Cheers

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