venerdì 30 luglio 2021

True Lies (1994): vero come una bugia

Il 30 luglio compie gli anni uno degli eroi di questa Bara Volante, quella leggenda vivente di Arnold Schwarzenegger uno che è sempre il benvenuto da queste parti. Ma, per non farci mancare davvero niente, per la festa di compleanno ho radunato tutti i pesi massimi, perché c’è un film che oltre ad Arnold può sfoggiare molti altri prediletti di questo blog come Bill Paxton, Jamie Lee Curtis e, ovviamente, James Cameron.

“True Lies” arriva in un momento particolarissimo della storia del cinema d’azione americano, archiviato il decennio dorato degli eroi muscolosi e muscolari degli anni ’80, negli anni ’90 le musica era cambiata e il nostro Arnold, ovviamente, era nella zona delle operazioni.

Atto di forza è stato l’ultimo grande film della vecchia scuola, prima delle CGI a tutti i costi, però, il buon vecchio Paul Verhoven ha davvero esagerato: sgherri crivellati di proiettili, mutanti e mutazioni, prostitute tri-poppute, se doveva essere la fine del cinema “maschio” occidentale, non poteva esserci nessuno meglio di Polvèron e Arnold per far finire alla grande la festa. Già in Terminator 2 l’aria era cambiata, il famoso «Io giuro che non ammazzo nessuno» era la geniale mossa con cui James Cameron è riuscito a girare attorno al PG-13, sfornando un capolavoro d’azione in linea con i canoni richiesti dal visto censura, un trucco che funziona una volta prima che qualcuno mangi la foglia.

Jamie Lee con la faccia di chi sta pensando: "Ma l'abbiamo girata davvero tutta 'sta roba?"

A proposito di mosse intelligenti, Schwarzenegger che ha sempre avuto cervello e muscoli in abbondanza, aveva capito l’antifona, con quel suo corpaccione che pare disegnato da Frank Frazetta poteva funzionare anche nella commedia, quindi la svolta comica per uno con il suo senso dell’umorismo è stata naturale, anche se Last Action Hero alla sua uscita non è stato capito. Ora lo consideriamo (giustamente) un classico, ma quando uscì nelle sale il pubblico non era pronto a quel tono quasi da parodia, infatti il film di John McTiernan fu un sanguinoso ed immeritato buco nell’acqua al botteghino.

Da grande divo, Schwarzenegger sapeva che ci voleva qualcosa di gigantesco per rimettersi subito in sella, come, ad esempio, un terzo film che rimettesse insieme la coppia composta da Arnold e Jimmy Cameron. Qui storia e leggenda si mescolano, se chiedete a Schwarzenegger, un suo cuGGGino (cit.) gli ha suggerito il titolo di una commedia francese d’azione, intitolata “La totale!” (1991) che per lui sarebbe stato un soggetto perfetto, immediatamente proposto da Arnold all’amico Jimmy. Se, invece, la storia a raccontarla è Cameron, nella sua versione è stato lui a scovare il citato film francese... In ogni caso, “True Lies” scritto e diretto dal buon Jimmy è il primo remake della sua carriera, anzi l’unico, oltre ad essere uno di quei film di cui quasi nessuno sospetta essere un rifacimento americano.

"Ok lo facciamo uguale, ma con più esplosioni. Molte più esplosioni"

“True Lies” rappresenta in pieno la tipologia di film della seconda parte della carriera di Cameron, un oggetto stranissimo che avrebbe potuto uscire solo nel 1994 e sostenuto dai trascorsi e dall’affetto del pubblico che i nomi di Arnold Schwarzenegger e James Cameron si portano dietro, questo non ha impedito al film di beccarsi accuse di sessismo (piuttosto immotivate, visto che i personaggi femminili di Cameron sono spesso più tosti di quelli maschili), ma anche per la rappresentazione non proprio democratica dei cattivi, anche perché i terroristi Islamici di questo film, sembrano usciti dritti da Delta Force e devono essere mostruosamente malvagi ed inumani, per far funzionare meglio l’effetto da parodia che pervade tutto il film.

Per essere un film che parla di personaggi che mentono, “True Lies” è a sua volta perfettamente sotto copertura, per i nomi coinvolti e per il faraonico budget di cento milioni di fogli verdi con sopra facce di altrettanti ex presidenti defunti, ad una prima occhiata dovrebbe passare per il meglio del cinema d’azione muscolare che i primi anni ’90 erano in grado di proporre. Lo è, perché quando il film decide di portare in scena l’azione lo fa alla grande, ma è solo la copertura, di fatto “True Lies” è l’idea di James Cameron di una commedia (anche sexy) degli equivoci, su una coppia che ancora si ama malgrado la fiamma sia un po’ raffreddata da diverso tempo.

Ci sono tre dei preferiti di questa Bara in una sola immagine, troppa grazia!

In mani differenti “True Lies” sarebbe stata una commedia con Adam Sandler e boh... Jennifer Aniston? Con il primo ad atteggiarsi da poco credibile 007, nelle mani di Cameron, invece, diventa una raccolta di scene d’azione una più grossa della precedente, con la Jamie Lee più sexy di sempre e il tutto condito da armi nucleari, brutto? Non direi proprio. Alla sua uscita evitò il destino di Last Action Hero, piazzandosi al terzo miglior incasso del 1994 dopo titoli imprendibili come “Il re leone” e “Forrest Gump” e più o meno da allora, per la sua unicità e la capacità di essere l’ultimo fiero rappresentante di una specie di film ormai in estinzione, lo considero anche un Classido!

Cosa fanno i primi cinque minuti di un film? Ormai lo sapete perché lo dico sempre: ne determinano tutto l’andamento. “True Lies” mette subito in chiaro la sua natura di divertito (e divertente) omaggio al cinema d’azione, facendo per i film di spionaggio, quello che Hot Fuzz sarebbe arrivato a fare solo nel 2007 per i film di sbirri, infatti nella prima scena l’agente segreto Harry Tasker (Arnoldone nostro) gioca a fare il James Bond in un prologo che strizza l’occhio a "Agente 007 – Missione Goldfinger" (1964), infatti Arnold emerge da un lago ghiacciato in Svizzera e sotto la tuta da sub sfoggia un impeccabile smoking da sera.

La sua missione è infiltrarsi nella villa, come il vostro amico chiacchierone che s'imbuca alle feste e saluta tutti per primo come se conoscesse tutti gli invitati, il suo obbiettivo è il temibile terrorista Salim Abu Aziz (Art Malik) capo della letale Crimson Jihad, ma per arrivare a lui prima bisogna prendere contatto con la sua donna, la bella mercante di reliquie persiane Juno Skinner, interpretata da quella meraviglia di Tia Carrere, di fatto già una “Relic Hunter” prima di iniziare per davvero a recitare in “Relic Hunter”.

Non ballo il tango col casquè...

Siccome il ballo è l’espressione verticale di una frustazione orizzontale, tra i due scatta il tango e se pensate che la parte più difficile da girare di “True Lies” per Arnold siano state le tante e variegate scene d’azione, vi sbagliate di grosso perché l’unica coreografia a preoccupare per davvero l’ex Mister Olimpia era proprio la scena di ballo, per lui sei mesi di lezioni di tango e il montaggio che le prova tutte per mascherare il fatto che Arnoldone sia abbastanza un pezzo di legno, sicuramente di quercia austriaca, ma ben più nel suo ambiente naturale con battutacce e scene violente piuttosto che con il tango.

Fin dai primi minuti è chiaro che “True Lies” non vada preso sul serio, con quel suo corpaccione da supereroe dei fumetti, Arnold è perfetto per questo ruolo sopra le righe, un po’ Superman e un po’ Clark Kent, stende cani dobermann sbattendo loro insieme le capocce e liquidandoli con una battutaccia («A cuccia»), perché da “La totale!” questo film pesca l’idea semplice, ma brillante: cosa succederebbe se James Bond a casa ad aspettarlo dopo ogni missione, avesse moglie e famiglia?

Green pass? Meglio... Arnold pass!

Per la sua famiglia Harry Tasker è solo un noioso colletto bianco, troppo zelante nel fare il suo lavoro che prevede... Boh, roba di computer chi lo sa? Un padre e un marito che fa troppo spesso tardi in ufficio perdendo compleanni e ignorando una moglie che malgrado tutto lo ama ancora. Sua figlia Dana è interpretata da una giovanissima Eliza Dushku («Ah i figli, dieci secondi di gioia trent’anni di sofferenze»), mentre la moglie di Harry, Helen, è interpretata alla perfezione da Jamie Lee Curtis, voluta da Cameron dopo la sua gran prova in Un pesce di nome Wanda (storia vera).

Una menzione speciale se la merita l’adattamento italiano del film che non appioppa nessun inutile sottotitolo al titolo e s’inventa frasi come “Seduta post operativa” che oggi verrebbe sicuramente (non) tradotta con “debriefing”, ma è nell’utilizzo del linguaggio cinematografico che “True Lies” si gioca le carte migliori: ogni volta Cameron sceglie di dare a noi spettatori informazioni che i personaggi nella storia ancora non sanno. Ad esempio, scopriamo prima di Harry che il viscido corteggiatore di Helen, intrepretato da un baffuto e impeccabile Bill Paxton (quanto ci manchi ragazzo!) non è altro che un venditore di auto usate che si atteggia ad agente segreto. Allo stesso modo Jamie Lee recita con camicette chiuse fino all’ultimo bottone, collane di perle e occhialoni di due taglie più grandi della sua faccia, l’abbigliamento ufficiale dei personaggi femminili destinati a finire in tubino nero (o anche meno) il film.

Anche nel ruolo dell'infame, quanto ci manchi Bill!

Prima di gettare la maschera ufficialmente, però, “True Lies” mostra ancora i muscoli, Harry sulle tracce del temibile terrorista deve aggiornare il capo della sua agenzia segreta, interpretato da un Charlton Heston con benda sull’occhio, che con la sola presenza non fa altro che sottolineare la natura fumettistica di tutto il film. State pur certi che si tratti di una scelta assolutamente voluta, perché un fanatico di fumetti Marvel come Jimmy Cameron, di sicuro il Nick Fury di Jim Steranko lo conosce bene e non è un caso se Heston sembra uscito dritto dalle pagine di quel fumetto, ben prima che il ruolo andasse a Samuel L. Jackson.

In ogni caso, molto meglio di David Hasselhoff.

“True Lies” fa ancora in tempo a giocarsi una lunga sequenza d’azione che sembra la versione comica di un “Greatest Hits” del menare. Infatti, Cameron prima dirige una scena di lotta nel bagno degli uomini, con scivolate di potenza sul pavimento bagnato e frasi maschie quando Arnold parcheggia la testa di uno sgherro nella tazza del cesso («Rinfrescati le idee»), poi senza nemmeno darci il tempo di prendere fiato, si gioca un altro classico, ovvero l’inseguimento tra l’eroe e il cattivo, anche questo, ovviamente, in chiave comica, infatti Salim Abu Aziz fugge in moto mentre Harry Tasker lo insegue a cavallo. Eppure, tra tutta l’ilarità che Arnold in versione cavaliere può generare («Gran bella bestia!»), Jimmy si gioca tutto il repertorio come lo sguardo di sfida tra l’eroe e la sua nemesi che si guardano in cagnesco dai due ascensori, con un umorismo che non ci si aspetterebbe da uno con la fama di generale d’acciaio sui suoi set come Cameron.

"Ci vediamo", "Se non ti vedo io per primo"

Per inciso, Schwarzenegger ha rischiato seriamente la pelle per girare questa scena, nel trambusto uno dei cavalli lo ha disarcionato, facendolo volare a terra da una ragguardevole altezza, la sua controfigura, con vero sprezzo del pericolo, si è gettata giusto in tempo per evitargli l’impatto di schiena sull'asfalto, Arnold ha commentato l’accaduto con la sua solita ironia: «Ecco perché adoro gli Stuntmen» (storia vera).

Furia cavallo del West (ma Arnold sulle spalle lo porti te)

Nel secondo atto “True Lies” cala di ritmo perché arriva finalmente il momento di calare la maschera rivelandosi per quello che è: la storia di un matrimonio in crisi che avrebbe bisogno di un po’ di pepe per rimettersi in carreggiata. Tutta la parte centrale del film cala un po’ il ritmo e si prende il suo bel tempo, mettendo momentaneamente in panchina l’azione in favore di una commedia degli equivoci, in cui Arnold può fare le sue facce da gelosone o da sconvolto alla scoperta del “tradimento” della moglie («Éhelen», «Che cosa?», «Éhelen»… Mi fa sempre morire quella scena). Bill Paxton in questi minuti spadroneggia, peggio che scoprire di essere stati traditi dalla persona che si ama, può essere solo scoprire di essere stati traditi con un viscido commerciale, un venditore di auto usate, quello che negli Stati Uniti è il sinonimo di truffatore legalizzato per eccellenza, ma Cameron non alza il piede dall’acceleratore nemmeno quando il suo film finisce in territori da commedia degli equivoci, basta dire che la voce del pilota di elicotteri, quello che alla radio dice che la testa della donna è tra le gambe dell’uomo alla guida della Spider, in originale è proprio quella di Jimmy Cameron (storia vera).

Ogni volta che sono costretto a parlare con un commerciale vorrei fare lo stesso (storia vera)

Nel secondo atto “True Lies” diventa il film di Jamie Lee Curtis che ha essenzialmente due scene per brillare come nel primo aveva fatto Arnold. La prima è quella dell’interrogatorio, in cui la mitica “Scream Queen” ci mostra tutto il suo talento e l’altra è, ovviamente, la scena dello spogliarello, dove Jamie Lee ci mostra altri generi di talento e non mi riferisco solo a quello comico. Che sotto i maglioni di Laurie Strode ci fosse altro, lo sapevamo già da tempo e ogni 24 dicembre Italia 1 ci offre un promemoria (anzi due).

Per certi versi il suo spogliarello (casto, ma estremamente sexy), per me riassume meglio il talento di Jamie Lee Curtis che non solo si è portata da casa la biancheria da indossare sotto il tubino nero in stile Nikita, ma in accordo con il regista ha improvvisato la scena della caduta durante il sensuale ballo, perfetta per ricordarci che Helen si sta muovendo in un terreno per lei inesplorato e che, forse, il venditore di auto usate non aveva tutti i torti: alla fine la donna aveva bisogno di una spintarella fuori dalla sua noiosa routine. La reazione di Arnold che quasi scatta sulla sedia per soccorrere Jamie Lee durante la caduta, invece, è reale, Cameron e l’attrice non avevano avvisato Arnold della loro piccola idea d’improvvisazione, quindi la reazione di Schwarzenegger è del tutto autentica e finita nel montaggio definitivo del film.

Potrei dire delle grandi verità in questa didascalia, ma tanto non la leggerà mai nessuno.

“True Lies” sarà l’unica commedia e l’unico remake nella carriera di Cameron, però non è affatto un corpo estraneo nella filmografia del regista canadese, incarna tutte le caratteristiche del suo cinema, dalla colonna sonora del fidato Brad Fiedel fino al filo rosso che unisce tutti i film del vecchio Jimmy.

Cameron avrà pure una fama di regista di film “da uomini”, eppure il vero filo rosso che unisce tutti i suoi titoli, resta una certa spudorata dose di romanticismo che il canadese non fa davvero niente per nascondere o stemperare. Parliamoci chiaro: Terminator era in parti uguali fantascienza, slasher, film d’azione, ma anche romantico, era il film di «Ho attraversato il tempo per te, Sarah» e del primo piano sulle mani di Kyle e Sarah che s’intrecciano mentre fanno l’amore, un’inquadratura tipica di un film romantico.

The Abyss? I più appassionati di pettegolezzi lo considerato la storia del suo divorzio da Gale Anne Hurd, ma dov'è chiaro che la parte romantica della storia abbia un peso fondamentale, ne abbiamo parlato diffusamente nel post dedicato al film, Cameron ha tagliato molte scene, ma nemmeno un minuto di romanticherie tra i protagonisti. Non serve nemmeno aggiungere alla causa titoli come Titanic, con cui di fatto Cameron più che vendere una storia d’amore al pubblico che per comodità (e pigrizia) definirò "femminile", l’ha venduta a noi maschietti, infilandoci dentro il più gigantesco film catastrofico mai visto al cinema.

Oops è partito un colpo accidentale. Si dice così in questi casi, vero?

“True Lies” (ennesimo film di Jimmy che inizia per "T" o per "A", come da tradizione del regista canadese) non è affatto da meno, in un film che smonta con il cacciavite tutti i clichè dei film d’azione, regalandoci il monologo del cattivo interrotto dalle batterie esaurite della telecamera, oppure jamie Lee Curtis che fa fuori un milione di sgherri, facendo cadere giù dalle scale l’UZI (scena impossibile per via della sicura, ma spassosa in chiave umorismo “slapstick”), Cameron ci infila dentro un discorso sull'importanza di comunicare e di dirsi la verità all'interno di una coppia, che solo uno che ha divorziato quattro volte potrebbe fare. D’altra parte, Jimmy non è stato il primo regista d’azione ad utilizzare il cinema di genere per riflettere sulla vita di coppia, solo che Cameron lo ha fatto nel suo (megalomane) stile.

Più comodo da parcheggiare di una Smart.

Ogni scena chiave di “True Lies” altrove sarebbe un momento caramelloso da commedia romantica, ma qui si usa la commedia per stemperare l’azione e l’azione per stemperare il “film rosa”, quindi la confessione del marito alla moglie arriva sì, ma Harry è sotto l’effetto del siero della verità («Hai mai ucciso qualcuno?», «Sì, ma erano tutti cattivi») e i due protagonisti, con i loro trascorsi da commedia o da film d’azione rendono perfettamente credibile e divertente questo delicato equilibrio.

Dove diventa chiarissimo che “True Lies” è un film sull’importanza di essere onesti e fare le cose insieme in un matrimonio? Nel finale, infatti marito e moglie sgominano l’organizzazione terroristica lavorando come una coppia e nella micidiale scena del ponte delle Florida Keys, girata da Jamie Lee Curtis senza controfigura (storia vera). Cosa succede? Che, come per Sarah e Kyle, Cameron si gioca un’inquadratura sulle mani dei due protagonisti che si afferrano, proprio mentre la musica di Brad Fiedel raggiunge l’apice insieme alla scena. La vostra normale scena di riappacificamento di una coppia cinematografica che ha superato la crisi, solo con terrotisti che esplodono, una “lotta tra gatte” in auto tra Jamie Lee e Tia Carrere, i bicipiti di Arnold e alcuni AV-8B Harrier II da combattimento, il jet che più si avvicina ad un’astronave a decollo verticale disponibile sul mercato. Insomma: Cameron che fa James Cameron, brutto?

Jimmy, l'ultimo dei romantici (solo più megalomane)

Quel romanticone di Jimmy, poi, conclude senza smentirsi mai. Se The Abyss terminava con un bacio tra i protagonisti, “True Lies” non è da meno, solo che una bella esplosione nucleare sullo sfondo è l’idea di Cameron di fuochi d’artificio necessari a sottolineare il ritorno dell’amore nella coppia. E uno così ha ancora la fama di essere un regista solo per noi maschietti? Che brutta faccenda gli stereotipi cinematografici!

'Cause when we kiss, Ooh... Fire

Il finale di “True Lies” chiude il cerchio e riporta al centro dell’azione (in tutti i sensi) il festeggiato del giorno, Arnold nel finale Arnoldeggia alla grandissima. Se non vi fosse ancora chiaro il fatto che questo film è tutta una grande operazione di demolizione dei canoni dei film d’azione, vi vorrei sottolineare che l’ultima scena vede il protagonista da solo, impegnato a salvare un suo congiunto (nella fattispecie la figlia), contro un gruppo di terroristi che agiscono dentro un palazzo in costruzione, vi ricorda niente tutto questo?

Per pensare alla coreografia di questa sequenza bisogna essere matti, oppure James Cameron.

La coreografia con l’Harrier, poi, è qualcosa da applausi a scena aperta, solo per pensare ad una lunga sequenza con tre personaggi in equilibrio precario su un jet da combattimento fermo in aria, bisogna essere dei megalomani un po’ matti, oppure essere Jimmy Cameron, ma siccome la tradizione dei film d’azione vuole che il cattivo muoia urlando, “True Lies” ironicamente la rispetta alla grande, peccato solo che la battutaccia di Arnold faccia molto più ridere in originale, «Saluta tutti» è un sette come “Frase maschia”, ma l’originale (e intraducibile) «You’re fired» in originale è un dieci pieno.

Risorse umane? Tzè! Siete dei dilettanti a confronto di Arnold.

“True Lies” alla sua uscita può anche aver spiazzato qualcuno, ma la formula è piaciuta ed è stata applicata con sinistra puntualità da Hollywood, film come “Mr. & Mrs. Smith” (2005) oppure "Innocenti bugie" (2010) hanno pescato a piene mano dal film del vecchio Jimmy che con il suo mescolare generi trova sempre il modo di fare da apri pista agli altri, esploratore cinematografico, non solo dei fondali oceanini, sua altra enorme passione.

Insomma, ci tenevo ancora una volta a ribadire l’autorialità di uno dei miei registi preferiti come James Cameron, ad avere “True Lies” qui sopra, ma, soprattutto, a fare gli auguri di buon compleanno ad uno degli eroi di questa Bara: Arnold qui sarai sempre il benvenuto! Intanto passate a trovare SamSimon il barbaro, anche lui impegnato con i festeggiamenti.

58 commenti:

  1. Arnold Schwarzenegger ne "L'uomo che sussurrava ai cavalli"!

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    1. No no, gli parla proprio e li fa anche sentire in colpa («Che razza di poliziotto sei?») ;-) Cheers

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  2. La vogliamo fare una classifica delle migliori uscite del cattivone di turno alla fine di un film(one)? Direi che True Lies se la gioca in serie A!

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    1. Sarebbe materiale per un post, in cui "True Lies" non potrebbe mancare. Cheers!

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  3. Mia scena preferita di True Lies resta la mitologica sequenza dell'interrogatorio con lo scienziato pazzo dopo avergli inniettato il siero della verita! Arnold non mente mai,chiedere allo scienziato per credere!

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    1. A metà tra "Commando" e "L'ultimo boy scout", del resto quella scena fa il verso ad entrambi i film ;-) Cheers

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  4. "Jimmy ma tu ce l'hai il senso dell'umorismo?" "Meglio ancora,ho l'umorismo testosteronico megalomane!"

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    1. Credo che abbia davvero risposto così, questo film è la prova ;-) Cheers

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  5. C'e da dire che Carpenter con la Curtis in "Halloween" ci si era messo di impegno per farla sembrare parecchio acqua e sapone,vestita in quel modo sembrava pronta per il catechismo,gia in "Fog" era piu libertina,ma ovviamente il primato spetta allo sporcaccione Landis!

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    1. Vero, per altro questo commento sembra uscito dai dialoghi di Randy del primo "Scream" (1996) ;-) Cheers

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  6. Relic Hunter mi faceva sbragare dal ridere,ogni volta che c'era una scena d'azione partiva in loop la musichetta della sigla!

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    1. Aveva due punti di forza quel telefilm, la sigla e Tia Carrere, quindi puntata tutto su quelli. Cheers

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  7. Lo spogliarello di Jamie Lee Curtis nella Leggenda del Cinema. ;)

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    1. "Che te lo dico a fare" (cit.) per altro penso che fosse la scena che mancava a "The last action hero", sanguinoso flop immotivato e che invece ha "salvato" il film di Cameron. Cerca una foto di "True Lies" su google, troverai anche un harrier dopo 50 immagini di Jamie Lee ;-) Cheers

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  8. Michael Bay intanto prendeva appunti...

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    1. Si, con la differenza che Jimmy che fa il "simpatichino" qualche risata ben fatta la porta a casa, invece il senso dell'umorismo di Michele Baia... GULP! ;-) Cheers

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    2. Il senso dell'umorismo di Michele Baia dev'essere finito sul fondo di qualche sperduta baia, appunto, e anche da molto tempo ;-)
      Certo è che lo stile nel gestire un tale mix di generi (azione, spionaggio, commedia, romanticismo) affettuosamente omaggiati e intelligentemente parodiati allo stesso tempo non lo vedo proprio -né mai mi riuscirà di farlo- nelle corde di Bay. Jimmy è tutt'altra e assai superiore cosa, pure se da qualche annetto ormai sembra essersi perso negli oceani di Pandora...
      Tra l'altro, non devi nemmeno spingermi a rivedere "True Lies" perché l'ho già fatto giusto il mese scorso ;-)

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    3. Bravo ragazzo, questi sono i film che vanno rivisti e rivisti ;-) Un giorno Jimmy riemergerà dalle acque di Pandora con un piano, a questo punto dopo l'attesa, sono curioso di scoprire quale. Cheers!

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  9. Film bellissimissimo, visto almeno cento volte e non mi stanco mai, tra i miei preferiti del grande Arnold!

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    1. Non mancavano tanti suoi film su questa Bara, ma questo meritava l'occasione speciale ;-) Cheers

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  10. Splendido True Lies, gran post il tuo per festeggiare Arnold, e Cameron con la sua squadra del tempo non ne sbagliava nemmeno una! È un po' che non lo rivedo, mi sa che questo agosto provo a recuperarlo pure io... :--)

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    1. Fa venire la malinconia perché oggi un film così non lo potrebbe fare nessuno, non solo perché sarebbe fuori mercato, ma perché mancano talenti e personalità di carisma di tale portata, questo non cambia il fatto che sia ancora uno spasso ;-) Cheers

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  11. E' uno dei miei film preferiti di Arnoldone nostro.. battute memorabili e grandi scene d'azione, che vuoi di più? Sono d'accordo che l'adattamento italiano di certe battute è perfetto.. "Sono una caccola pelosa!!!" :D

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    1. Ogni volta che Bill Paxton apre bocca io muoio dal ridere per certe trovate assurde che spara ;-) Cheers

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  12. Tom Arnold in sto film e fantastico

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    1. Ha la sfiga di stare accanto all'altro Arnold, però il suo personaggio è mitico, una grande spalla ;-) Cheers

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  13. Devo assolutamente rivederlo, ogni volta fai venire sempre voglia ;)

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    1. Se riesco a convincere qualcuno a rivedere un bel film ho fatto il mio dovere, poi qui ci sono tutti i miei preferiti, ormai la non-rubrica su Cameron l'ho quasi completata ;-) Cheers

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  14. Le frasi di “Gib” sono diventate il mio tormentone preferito, da quando sono diventato papà.

    “I figli...trenta secondi di gioia, trent'anni di sofferenze!!”

    “Beh...che ti aspettavi, eh?”

    Specie da quando la mia piccola sta crescendo, sta mettendo su un bel caratterino niente male, e ogni tanto ne combina qualcuna delle sue.
    E anche se la mia dolce metà spesso mi rifila un'occhiataccia, quando le dico.
    Ma é puro vangelo, gente!
    D'altra parte, questo film ti mostra come si fa a far funzionare una famiglia. O almeno a provarci.
    Che le certezze assolute non esistono.
    Dirsi sempre tutto. Ironizzarci sempre sopra, e sapere chiaramente quel che ti aspetta.
    Un sacco di bei momenti. Ma anche delle gran rotture, certe volte.
    Quanto alle corna, speriamo bene...
    Mi ricordo che nel docu – film “Pumping Iron – Uomo d'acciaio” , il grande Ferrigno diceva che Arnie é davvero una gran brutta bestia, da avercelo contro.
    Perché conosce i suoi polli, e capisce al volo chi ha davanti.
    Da questo punto di vista, Arnoldone é sempre stato un passo avanti rispetto a Sly.
    Certo, negli ultimi tempi Sly si é preso le sue belle rivincite. E direi che come fai sempre notare tu, l'essere anche autore, sceneggiatore e pure regista oltre che attore aiuta, e parecchio.
    Ma ai tempi Schwarzie era in grado di intuire al volo do'é che tirasse il vento, e di saper anticipare mode e gusti del pubblico prima di tanti altri.
    Certo, non tutte le ciambelle gli erano riuscite col buco.
    Tipo “Last Action hero”, che doveva essere una parodia ed insieme un'analisi sulla sua prima produzione, e che invece fu l'equivalente di “Demolition Man” per Stallone.
    Non fu mistero che gli ideatori del progetto, una volta cacciati, si inviperirono dicendo che i realizzatori cannarono totalmente il senso dell'opera.
    Per carità: Scwharzie, McTiernan e Shane Black in un unico film. E che gli vuoi dire? Senza contare che mi era piaciuto un sacco.
    Ma alla fine era uscito fuori l'ennesimo film d'azione, e per contro non funzionava dove invece avrebbe dovuto, ovvero nelle parti più leggere.

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    1. Ci voleva Cameron, punto. Colui che lo aveva consacrato.
      Scoperto, no. A quello ci aveva pensato Milius.
      Qui abbiamo la sintesi perfetta dell'opera di revisione che Arnoldone si era messo in testa di voler fare.
      Jimmy omaggia tutta la sua carriera, e come da tradizione gli infila dentro TUTTO.
      Le citazioni a De Souza si sprecano. Soprattutto quelle relative ai primi due “Die Hard”, come nel finale. Oppure all'inizio, con l'inseguimento sulla neve con le motoslitte.
      Ma anche nella caratterizzazione dei cattivi, che col passare dei minuti diventano sempre più ridicoli fino a diventare quasi delle macchiette.
      Qyualcuno ha detto forse “Commando”, per caso?
      Eh. già. Proprio come facevano Arius, Bennett e tutta la loro bella cricca di stronzi al seguito, se mi consenti il termine.
      Bravissimo Malik, ma anche la Carrere bamboleggia con perfida efficacia.
      Oh, e poi a me “Relic Hunter” é sempre piaciuto.
      Era Tia la prima, vera Lara Croft!
      Avrebbero dovuto farglielo fare a lei “Tomb Raider”, altro che alla Jolie. Senza nulla togliere, eh.
      Film perfetto: nonostante la durata, fila via liscio come l'olio.
      Anche nella parte dove vira verso la commedia, grazie soprattutto ad un Paxton letteralmente in stato di grazia.
      E aggiungiamoci pure lo straordinario doppiaggio del mitico e compianto Tonino Accolla.
      A me la scena sulla diga fa letteralmente scompisciare. Sempre.
      Fantastica (e sexy) pure la Curtis, che in più punti ricorda la Nikita di bessoniana memoria.
      Poi é chiaro: il film dà il suo meglio nelle scene d'azione spaccatutto, davvero superlative.
      E forse (da cui le critiche di sessismo, immagino), Arnoldone ruba un po' (parecchio, diciamo pure) la scena alla cara consorte.
      Jamie Lee nei panni di Helen é tostissima, ci mancherebbe.
      E quando mai un personaggio femminile nei film di Jimmy é apparso meno che con gli attributi d'acciaio.
      Però, quando si tratta di pigliare a calci nel sedere i cattivacci...meglio lasciar fare al caro maritino, che é decisamente il suo mestiere.
      Gran bel filmone, che mi rivedo sempre volentieri.
      E ottima recensione, Cass.
      Complimenti.

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    2. Ancora una cosa, visto che parlavo di doppiaggi.
      Qui ho apprezzato molto che abbiano recuperato la "vecchia" voce ufficiale di Arnoldone, vale a dire Glauco Onorato.
      L'ho sempre visto come un ulteriore rimando ai suoi primissimi film, dove era decisamente massiccio e "taurino" (non che non lo fosse anche dopo, eh).

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    3. Arnold è il super uomo che non ha perso mai, Sly l’umano che impara e cresce dalla sua sconfitte e si suda tutto. Il primo è un gran cervellone il secondo un autore completo mica male essere cresciuto con due così ;-) Cheers

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    4. Ti ringrazio, il compleanno richiedeva la marcia in più e poi questo film ha tanti dei miei preferiti tutti insieme era solo questione di tempo perché arrivasse sulla Bara ;-) Cheers

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    5. Si vero, se solo avessero usato un «Sei silurato» nel finale, sarebbe stato tutto perfetto ;-) Cheers

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  15. Il secondo film dopo I Gemelli in cui vedevo un Arnold comico (da lì in poi sostanzialmente ha fatto commedie) e che me lo ha fatto rivalutare alla grande (non sapevo di Ercole a New York e comunque lì era ancora acerbo).

    La scena della trasformazione della Curtis mi ha fatto letteralmente cadere la mascella, meglio ancora del balletto (sono strano, lo so), ed era di una sensualità innata che molte attrici oggi se la sognano.

    In ogni caso, lo sguardo omicidi di Zio Arnold rimane ancora per me uno dei più terrificanti mai visti. Gh.


    P.s.: giusto ieri leggevo una curiosità secondo cui Cameron avesse avuto intenzione di unire i mondi di Terminator e Alien, dati alcuni riferimenti nei film, ma probabilmente era solo una diceria.

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    1. Le commedie di Arnold hanno funzionato alla grande finché gli abbiamo visto fare cose alla Arnold, in situazione spesso comiche, ma era forse più difficile trovare ruoli così che ruoli d’azione, per un po’ ha funzionato e anche molto bene, secondo me qui aveva un po’ raggiunto l’apice. Si, mi pare che qualche indizio lo avesse anche gettato, ora lo farà con Avatar forse ;-) Cheers

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  16. Mille di queste esplosioni, Arnold ^_^
    Come sai sono decisamente meno fan del film, ma certo è difficile rimanere indifferenti davanti ai suoi tanti elementi forti. Era la fine di un'epoca e di un modo di fare cinema, il film se la balla davvero sull'orlo del "troppo tardi", ma certo Jamie Lee lo aiuta a stare in piedi :-P

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    1. Si lo so e hai proprio ragione, era arrivata la fine di un’epoca, infatti anche Cameron non è mai più stato lo stesso, perché è passato a fare altro, ragionando al 60% da produttore e al 40% da regista. Anche perché quando ragionava al 100% da regista, ha fatto il nuovo, nessuno è stato al suo passo ;-) Cheers

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  17. Ho una nostalgia di questo Cameron che mi fa sanguinare il cuore, e temo che nessun seguito di Avatar possa fermare l'emorragia. Gran bel pezzo, mentre leggevo sentivo gli attori (i doppiatori) ripetere le battute nella mia testa, anche se manca la mia preferita, quando nell'auto Jamie Lee prende a bottigliate di champagne di pura potenza la fatalona che aveva osato circuire suo marito, rigirandole addosso le sue stesse parole: "Ne gradisci uno? (TUMP!) O ne gradisci due?!? (TUUMP!)"
    Ma mi rendo conto che proprio non potevano entrarci tutte le battute del film, che a volte è davvero un fuoco di fila.

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    1. Ho dovuto tirare dritto perché ero già quasi oltre il limite della lunghezza che mi auto impongo per i post, limite che per altro metto sempre a durissima prova quando attacco a scrivere di Cameron, qualcosa vorrà pur dire no? ;-) Eh a chi lo dici! Guardare e riguardare questo film oggi è come ammirare un dinosauro rimasto congelato o fossilizzato, ti rendi conto di quanto sia irripetibile perché è cambiato tutto, il gusto del pubblico, i tempi, ma anche i talenti in gioco, non ci sono più personaggi in grado di caricarsi i film in spalla così. Dopo questo film anche Cameron è cambiato come scrivevo qui sopra, puoi dirlo forte che manca, manca tantissimo! Cheers

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  18. Filmone! Forse ti ho già raccontato che dietro casa mia c'era un signore che "spacciava" in casa VHS piratate, noleggiandole a modicissimo prezzo. Ecco, TRUE LIES lo presi da lui, su sua raccomandazione. A casa ci immaginavamo il nuovo action duro e "serio" con Arnoldone e ci trovammo davanti a questo ibrido, più commedia che action (anche se con scene spaccamascella!) che conquistò tutti, perfino mia madre che di solito distoglieva lo sguardo davanti alle cose più crude.

    La Curtis e la Carrere sono uno spettacolo entrambe, con la Jamie Lee che che che... "Che te lo dico a fare?" (bravo Capo!). Anche se il doppiaggio nostrano pecca in alcune scelte, ho un debole per Accolla, quindi avere lui che fa Paxton e la sua piagnucolante confessione mi fa spaccare dal ridere.

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    1. Ma la scena della Curtis dietro il vetro dell'interrogatorio? Cambia tanti registri tutti insieme, commedia, dramma, nessuno ha interpretato la fine di un’epoca meglio di così ;-) Cheers

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  19. Alla Curtis verrà assegnato il leone alla carriera alla prossima mostra di Venezia , riabilitazione della figura della scream queen

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    1. Ed è bellissimo tutto questo, perché per trent’anni la stessa Jamie Lee le ha tentate tutte per non essere ricordata solo come una “Scream Queen”, ma proprio tutte le ha tentate rinnegando il genere che l’aveva lanciata per poi tornarci puntualmente. Solo ultimamente ha abbracciato il suo ruolo, perché quella signora è stroppo intelligente per non sapere come sarà ricordata, per anni ha avuto la stessa sindrome di Nimoy con Spock, ora ha fatto la pace e la corona da regina delle “Scream Queen” se la merita tutta, prova che il film di genere sarà ancora mal visto dai critici con la pipa e gli occhiali, ma è quello che comunque fa la storia del cinema, porta il pubblico in sala e fa innamora le persone del cinema ;-) Cheers

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  20. Nella scena di tango mi sembra sempre di vedere Tia che sposta un armadio su rotelle di qua e di la per la sala XD
    E pensare che lei è davvera un ottima ballerina di Tango per davvero, ma deve avere anche il compagno adatto.

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    1. Anche nella scena finale Arnold sembra coatruito dalla foppapedretti. Proprio vero che ogni sport o attività ha i suoi muscoli da sviluppare. Cheers!

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  21. Niente da dire sul regista e sui due protagonisti, ma mentirei se dicessi che mi ha esaltato.

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    1. Comprensibile, resta anomalo nella filmografia di Cameron, ma l'ho sempre amato ;-) Cheers

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  22. Ricordo ancora quando vidi la prima volta il poster del film, ero a Sanremo e occupava il muro di una curva che portava in piazza Colombo. Ricordo ancora lo stupore di leggere tutti quei nomi altisonanti inclusi in un unico film. Erano tempi in cui ci si informava tramite Ciak e questo film era stato lontano dai miei radar, quindi fu una piacevolissima sorpresa.
    Sulla pellicola nulla da aggiungere, è veramente una storia di famiglia con scene action, devo confessare che le scene a casa mi trasmettono più ansia di quelle con i terroristi, soprattutto dopo che mi sono sposato e qui si capisce il "vissuto" di Cameron...
    Aggiungo solo che la Curtis era davvero la casalinga disperata più sexy che esistesse, d'altronde se è stata miss seno America per anni un motivo ci sarà. Anche Tom Arnold era una buona spalla comica, la battuta "lascia la bagascia" mi fa sempre scompisciare. Altra parte che mi fa sempre ridere è quando chiedono ad Arnoldone se la detonazione dei missili potrebbe far esplodere la testata nucleare e lui dice ovviamente di no ma non sembra molto convinto. In ogni caso auguri al nostro grande amico, stasera lo festeggio con l'ennesima visione di Predator. 👋

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    1. Quella scena dice molto del film, alla radio sicurissimo dice di no, poi con il compare fa una faccia come dire, beh speriamo. Anche io lo sto (ri)guardando ;-) Cheers

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  23. Grande film, io orgogliosamente ci feci un post qualche anno fa che dopo tutti questi anni è ancora a meno di 20 letture (LOL)
    adoro jamie in questo film, la amo come attrice e riesce anche questa volta a portare il ritratto di una donna forte senza per questo essere cazzuta o battagliera, come va di moda oggi
    poi la scena del mitra mi fa morire dal ridere xD

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    1. 21, ti ho letto io adesso ;-) Lascia perdere va, più guardo le nuove donne forti sfornate da Hollywood ultimamente, più rimpiango Cameron, pensare che questo film venne accusato di sessismo (!), quando per un personaggio come Helen oggi nel bosco di Holly farebbero carte false. Cheers

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  24. Ai botteghini come andò il film? Praticamente l'ultimo grande incasso per l'attore prima della crisi?

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    1. Terzo miglior incasso del 1994, ottimo risultato considerano che i primi due erano gli imprendibili "Forrest Gump" e "Il re leone". Ultimo gran incasso, con "Junior" non gli è entrato il colpo di azzeccato con "I gemelli". Cheers

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    2. Ok grazie.

      Riguardo al film oltre allo spogliarello cult che vince come migliore scena a mani basse, ho sempre biasimato il povero cavallo cavalcato da Schwarz che pesava una tonnellata.
      La miglior prova recitativa dell'attore, se la gioca con Last Action Hero e Terminator 2.

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    3. Lo penso anche io, era in una fase dove aveva ottimo controllo del suo umorismo, stava in gran forma e poi il carisma non gli è mai mancato. Comunque hai ragione, ci sarà un motivo se il cavallo lo ha quasi disarcionato no? ;-) Cheers

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  25. Potrei recitarlo tutto a memoria tante sono le volte che ho visto questo film. Non sapevo nemmeno io fosse un remake, ma a dire il vero non ho mai ricercato poi molte informazioni riguardo al film. Quando lo vidi da ragazzino, a parte la scontata cotta per J.L.C., fui travolto ed esaltato, da li acquistai pure la VHS e le visioni si moltiplicarono esponenzialmente. Ricordo che un giorno lo vidi tre volte (i bei tempi delle vacanze estive e i compiti per casa). Oggi vedo "True Lies" in molti film, tipo il cavallo in "John Wick 3" tanto per tirarne fuori uno a caso, ma in nessuno ritrovo la stessa alchimia di elementi. Classido per te, ma classico anche per me.

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    1. Avrei sempre voluto vedere l'originale per curiosità, ma non sono mai riuscito a trovarlo. Dici bene, ha un passo che ora non si trova in nessun film, l'ultimo rappresentante di un'epoca ormai terminata. Cheers

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