giovedì 29 luglio 2021

The Orville - Stagioni 1 & 2: quando la parodia è più Star Trek dell’originale

Immagino che conosciate tutti Seth MacFarlane, quel notevole nerdone creatore di serie come “I Griffin”, “The Cleveland Show” e “American Dad!”, uno che non ha certo bisogno di troppe presentazioni.

Il suo buon gusto va di pari passo con il suo talento di snocciolare scurrili e satiriche trovate comiche, nel corso degli anni lo abbiamo sentito doppiare personaggi in Hellboy, oppure far arrossire l’Accademy con la geniale We saw your boobs, cantata in smoking e sotto lo sguardo furente di una connivente Charlize Theron (degna spalla).

Sono convinto che l’umorismo di MacFarlane funzioni al suo meglio nel mondo dell’animazione, con “I Griffin” ad esempio, così fortemente ispirati allo stile di L’erba del vicino, sono diventati un gioiellino del piccolo schermo. Ma malgrado il tentativo del buon Seth di sfondare anche al cinema, sul grande schermo l’umorismo di MacFarlane non è altrettanto affilato: il primo “Ted” (2012) era divertente ma più che altro funzionava perché Seth è cresciuto come noi guardando Flash Gordon, il suo seguito Ted 2 simpatico ma dimenticabile, che poi è quello che potrebbe dire anche di “Un milione di modi per morire nel West” (2014), che valeva solo per quella strizzata d’occhio ad un altro vecchio film, non vi dico quale, ci siamo capiti no?

Non è automatico riuscire a far ridere allo stesso modo con l’animazione o con gli attori in carne e ossa, i tempi comici sono diversi quel tanto che basta da rendere i due palcoscenici, quasi due sport completamente differenti, quindi Seth MacFarlane continua ad essere un Re del piccolo schermo e forse anche per questo nel 2017 è arrivato “The Orville”, che potreste aver ignorato ingiustamente.

La grafica delle grandi occasioni, niente è stato lasciato al caso.

Io stesso non ho dato troppo peso alla serie, proprio per i motivi descritti qui sopra, inoltre non ero molto interessato ad un MacFarlane che fa le scoregge con le ascelle in tutina da Flotta Stellare, o ci spiega usi alternativi del saluto Vulcaniano, capite cosa intendo no? Wink wink nudge nudge say no more (cit.). Poi un giorno mi sono imbattuto in una maratona di episodi su Sky, complice la presenza di Adrianne Palicki (che comunque attira sempre la mia attenzione) ho visto una parte della punta che ho scoperto successivamente essere quella finale della prima stagione, ritrovandomi a pensare: «Bona ‘sta Palicki Non sembra male questa serie».

"Cassidy, ancora una parola e ti arriva un pugno dritto sul naso!"

Non ho pensato a recuperare le due stagioni al momento disponibili (la terza è già stata confermata) fino a qualche settimana fa, ma ora dopo mesi passati tra teletrasporto, motori a curvatura e scudi sollevati, pur di non abbandonare il mondo di “Star Trek” ho pensato di dare una possibilità alla serie. Potrei attirarmi qualche odio, ma sapete che ho trovato meglio questa parodia piuttosto che le ultime serie ufficiali targate “Star Trek?” (storia vera). Ironico che “The Orville” e Discovery, siano decollate in contemporanea, entrambe nel 2017, ma forse nemmeno troppo a ben pensarci.

“The Orville” è un’operazione molto strana, specialmente nei primi episodi sembra quasi che Seth MacFarlane abbia dovuto pagare pegno per il suo essere così tanto beh, Seth MacFarlane. L’umorismo, anche abbastanza grossolano e non propriamente intellettuale dei primi episodi, sembra quasi il prezzo che il papà dei Griffin ha dovuto pagare per non perdere il suo pubblico di affezionati, il suo modo di dire: «Guardatemi! Sono l’adorabile coglione che avete sempre conosciuto!».

Divise facili da indossare e molto meno aderenti, questo ragazzi mi sono già simpatici!

Pagato il prezzo, “The Orville” esattamente come il suo creatore, risulta molto più brillante di quei suoi modi da cazzaro che sfoggia. L’idea che mi sono fatto di MacFarlane è che sotto quell’aria da terrorista capace di spaventare i benpensanti, in realtà batta un cuore di vero Nerd, il tipo di persona che vorresti avere come collega di lavoro, altrimenti non mi spiego come, con tutte quelle battute sessiste che snocciola, sia comunque amicone di Mila Kunis, Charlize Theron (che compare anche in questa serie) e la stessa Adrianne Palicki, conferma che il buongusto Seth lo ha non solo per i film e le serie tv.

Pettinata come la Carrà ma si, quella è proprio Charlize.

Proprio grazie a tutti i suoi ganci e al suo essere “amico di tutti” (come cantavo gli Elii), “The Orville” può contare su un episodio pilota diretto da Jon Favreau e da un consulente creativo di tutto rispetto, Brannon Braga, un altro notevole Nerd con le mani in pasta nella tradizione classica di, pensate un po’, proprio “Star Trek”.

“The Orville” è prima di tutto, un omaggio di puro cuore alla tradizione classica di “Star Trek”, talmente canonico anche nella messa in scena, che la USS Orville, al pari della USS Cerritos, potrebbe essere una nave minore della Flotta Stellare adibita alle missioni meno prestigiose, in cui le sue storie e i suoi personaggi a bordo, ci vengono raccontati quasi come accadeva nella serie classica, con gli attori che ondeggiano tutti insieme a simulare un colpo di siluro fotonico subito dalla nave, le porte che si aprono in automatico al loro passaggio e persino le pausa ad effetto nelle recitazione, pensate per lasciare spazio alla pubblicità, proprio identiche a come nel corso dei decenni, abbiamo visto a fare a Kirk, Picard e tutti gli altri capitani e personaggi di “Star Trek”.

Avete mai visto l'equipaggio della Voyager fare così per caso?

Per essere una parodia, è quasi un’operazione filologicamente perfetta questo “The Orville”, che riprende la struttura verticale degli episodi (ogni settimana una nuova avventura o mistero da risolvere), portando avanti una trama orizzontale che il più delle volte è rappresentata dall’evoluzione dei rapporti tra i personaggi, in particolare tra il capitano Ed Mercer (Seth MacFarlane) e la sua Numero Uno, Kelly Grayson (Adrianne Palicki).

A mettere un po’ di pepe ci pensa l’inizio, si perché “The Orville” comincia con Ed che torna a casa prima da lavoro e trova sua moglie Kelly a letto con un alieno bluastro che spruzzacchia liquidi blu in giro, non chiedete, non volete sapere. Il tradimento mette fine al loro matrimonio, ma anni dopo quando ad Ed viene assegnano il comando della Orville, è proprio la sua ex che si ritrova al suo fianco, quindi questa “missione quinquennale” inizia già con il freno a mano tirato.

La mia è tutta una scusa per mettere un'altra foto di Adrianne Palicki.

A bordo, una serie di ufficiali che sono una discreta banda di Triboli gatti senza collare: l’amicone di Ed ad esempio, l’abilissimo ma sballatissimo pilota Gordon Malloy (Scott Grimes), uno che senza nemmeno bisogno di spiegarlo apertamente, ha tutta l’aria di quello che passava le serate con Mercer a berne a coppie di due e fumarne a tre alla volta.

L'amico con cui far serata, quello che ti riporta sempre a casa, visto che è anche un gran pilota.

Il medico di bordo e mamma single, la dottoressa Claire Finn (Penny Johnson Jerald), mentre il capo ingegnere è un altro simpatico sballone come John Lamarr (J. Lee). Seguendo la tradizione di “Star Trek” non può mancare la quota aliena, ben rappresentata dall’androide gustosamente retrò (sembra più un Cyberman di Doctor Who e non ho scelto il paragone a caso) di nome Isaac doppiato da Mark Jackson, che ricopre un po’ il ruolo dello Spock o del Data della situazione.

No, credo che il nome corretto fosse Worf.

La responsabile della sicurezza è la minuta e giovanissima Alara Kitan (Halston Sage che nel corso della serie, lascerà spazio ad un personaggio fotocopia), che sarà pure più orecchie che muscoli, ma complice la gravità molto più alta del suo pianeta, come Son Goku è fortissima e molte volte aiuterà Mercer ad “svitare” più di un barattolo.

Ultimo ma non meno importante il tenente comandante Bortus (Peter Macon), perennemente serio e molto Klingoniano nell’aspetto, per riuscito contrasto rappresenta la quota LGBT (A, E, I, O, U… YPSILON!) della serie, perché i Moclan sono una specie interamente composta da maschietti, che si riproducono deponendo un uovo e che beh, urinano una volta l’anno. Oh! Stiamo sempre parlando di una serie creata da Seth MacFarlane eh?

Sareste accigliati anche voi se faceste pipì una sola volta l'anno.

I primi episodi di “The Orville” hanno diviso la critica, troppo poco MacFarlane e troppo omaggio ai classici canoni di Star Trek, proprio in un momento in cui la serie creata da Gene Roddenberry, stava abbracciando una modernità di facciata, tutta luci, lustrini, lens flare e personaggi LGBT (Q, S, V, W… Giro la ruota, compro una vocale) con Discovery, che posso dirlo? Tratta i temi caldi della diversità, dell’inclusività e dell’omosessualità in un modo molto più bacchettone di quanto non faccia Orville, con quel suo approccio che sarà cazzaro ad una prima occhiata, ma dimostra di avere la testa ben piantata sulle spalle quando conta di più.

In certi momenti sembra che l’umorismo, sia lo strumento utilizzato da MacFarlane un po’ per alleggerire, ma soprattutto per sospendere l‘incredulità ricordandoci che ehi! Stiamo sempre parlando di una nave spaziale con alieni con la faccia di gomma. Eppure in ogni episodio, il più delle volte auto conclusivo oppure con strascichi nel medio o breve periodo, “The Orville” dimostra di aver capito la lezione di “Star Trek” meglio di molte serie appartenenti al canone ufficiale.

Beccati questo GIEI GIEI!

Ci sono puntate in cui, la serie scherza sui momenti classici alla “Star Trek”, ad esempio anche qui troviamo una trama risolta da un lungo processo (episodio 1x03), oppure la puntata a cui a tutti i componenti dell’equipaggio sale l’ormone (episodio 1x09). Ma ci sono anche puntate che rendono omaggio alla fantascienza classica, ad esempio nell’episodio 1x11 la Orville finisce per esplorare un mondo interamente a due dimensioni, in cui come termine di paragone, viene apertamente citato il romanzo “Flatlandia” di Edwin Abbott Abbott, diventato un film nel 1982.

Nella puntata che avevo visto io, il finale della prima stagione, Kelly fa i conti con il principio di non interferenza e aiutando una bambina ferita, si ritrova venerata come una divinità. Ma non mancano nemmeno episodio basati su spunti fantascientifici certo, ma perfetti per fare della critica al nostro mondo e ai nostri assurdi costumi: nell’episodio 1x07, su Sargas 4 vive una civiltà identica a quella della Terra del 21esimo secolo, in cui la democrazia diretta è diventata l’unica forma di legge e le persone, decidono ogni cosa attraverso una votazione, vince chi risulta più popolare, chi sa pentirsi in diretta durante un programma spazzatura oppure chi collezione più “pollici su”. Vi ricorda niente tutto questo?

"Danno ascolto agli influencer? Che società primitiva!"

Insomma “The Orville” è un’operazione quasi nostalgia per la sua messa in scena, che con momenti comici e umorismo a volte anche non propriamente intellettuale, dimostra di essere invece brillante, divertente e molto più di fantascientifica delle ultime serie di “Star Trek” ufficiali che ho visto. Quando la parodia supera l’originale.

Si Seth, dico sul serio, bravo ragazzo ottimo lavoro.

Si finisce per affezionarsi a tutti i personaggi e per assurdo, anche quel palo di Seth MacFarlane funziona benissimo. Come attore parliamoci chiaro, MacFarlane è più che limitato, direi quasi imbalsamato in una mono espressione, infatti quasi tutte le gag più riuscite che lo vedono protagonista sono basate su trovate assurde (il capitano di una nave con un pupazzo di Kermit la rana sulla scrivania), oppure sulla sua capacità di utilizzare la voce (quella sì benissimo), eppure il suo personaggio funziona alla grande,l. Tutto il cast ha grande chimica e persino Adrianne Palicki, una a cui è sempre stato chiesto di essere bella e basta, qui dimostra di funzionare come si deve, in questo strano connubio tra fantascienza classica e umorismo spiccio.

Insomma, attendo più la terza stagione di “The Orville” che la quarta di Discovery posso dirlo? Inoltre fatemi togliere un ultimo sassetto dalla scarpa. Complice un po’ il suo immobilismo attoriale, in certi momenti Seth MacFarlane mi sembra GIEI GIEI Abrams senza gli occhiali e con un’altra pettinatura. Entrambi si sono approcciati con il loro stile a “Star Trek” con una differenza sostanziale: Seth MacFarlane sa essere serio quando conta, ha enorme rispetto della tradizione e non la utilizza per pulircisi i piedi (ho detto piedi) insomma è un adorabile coglione. GIEI GIEI invece non è adorabile.

E anche oggi, uno scoppolone a GIEI GIEI lo abbiamo tirato, un’altra giornata ben spesa! Per il resto, vi ricordo lo speciale dedicato a Star Trek che torna la prossima settimana, con l’ultimo capitolo… Mi sono tenuto il meglio per il gran finale, non mancate, non osate mancare!

28 commenti:

  1. "GIEI GIEI invece non è adorabile." Sono commosso da tanta poesia.

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    1. Ogni giorno passato a parlare male di GIEI GIEI è un giorno ben speso! ;-) Cheers

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  2. Mmmm annunciata e puntualmente arrivata 😊. Ma allora il gran finale vuoi dire che è davvero quel film??? Beh che lo sia o no io passo sempre e comunque 😜

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    1. Per il per il martello di Grabthar di vediamo tra sette giorni. Per altro ho finito di scrivere il post 54 secondi fa (storia vera). Cheers!

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    2. Io? tu sei un grande, io scrivo solo post ;-) Cheers

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  3. Non ho ancora visto la seconda stagione ma concordo sul fatto che anche solo la prima è comunque più "star Trek" di Discovery e Picard messi insieme.

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    1. Ti piacerà anche la seconda, il buon vecchio Seth fa calare ancora di più il livello di comica cafonaggine in favore di dinamiche sempre più alla "Star Trek", attendo più "The Orvile 3" che le altre serie ufficiali (storia vera). Cheers

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  4. Non ho mai seguito "The Orville" ma ne ho sentito parlare molto bene, come dici tu, pare sia una parodia più Trek delle ultime serie ufficiali di Star Trek, un po' come "Galaxy Quest" è più Trek dei film del maledetto...

    Ho piuttosto cercato di recuperare qualcosa del telefilm "Quark" del '77 ma pare mai nemmeno arrivato in Italia e quindi si trova soltanto in lingua originale: sitcom spaziale che in ogni puntata parodiava una serie, da "Star Trek" a "Buck Rogers" a "Flash Gordon". Soltanto otto episodi.

    Cosa resta per chiudere la rubrica? La parodia "Bold Trek" 😄 o le web serie amatoriali?

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    1. No direi che al massimo conosco la versione Super degli Angela e basta, però sembra sfizioso questo “Quark” ;-) Cheers

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  5. All'epoca ho resistito per cinque o sei puntate, poi non ce l'ho fatta. E' che la serie mi confonde: credevo fosse una parodia di Star Trek, e forse magari all'inizio lo pensava anche Seth, ma velocemente diventa Star Trek in tutto e per tutto, sia per stile che per tematiche, ma una Star Trek moderna, con le pari opportunità e l'attenzione al sociale. Quindi è Discovery più che Star Trek, anche se ovviamente migliore (basta uno schermo spento per essere migliore di Discovery! :-D )
    Il suo essere serio senza prendersi sul serio ma prendendosi sul serio, il suo essere seriamente non serio o non seriamente serio, insomma il suo stile mi confonde e mi ha impedito di superare i primi quattro o cinque episodi - ricordo sia Charlize che Liam Leeson fra le comparsate - mentre un "I Griffin partono per lo spazio" l'avrei decisamente preferito". Infatti la Trilogia di Star Wars fatta dai Griffin la adoro :-P

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    1. Esatto, quell’effetto di confusione è proprio la sensazione giusta, sembra che l’umorismo a volte sia usato per riportare tutti con i piedi per terra, i vari “Blue Harvest” e seguiti sono decisamente più classificabili come parodia in senso stretto, sembra quasi che qui Seth abbia peccato di troppo amore nei confronti di “Star Trek”, proprio per questo non riesco a volergli male, mi ha appassionato più di “Discovery” (ci va anche poco) anche se per il gran finale, mi sono tenuto la parodia suprema, quella che persino Seth avrebbe voluto firmare ;-) Cheers

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    2. Io non sono ancora così addentro a “The Orville” come lei, Ammiraglio Cassidy, che si è già degustato pure la seconda stagione, ma credo comunque che se ne facessero un crossover con le suddette “Discovery” e "Picard" queste finirebbero solo per guadagnarci qualcosa (seriamente e umoristicamente parlando) ;-)

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    3. Sai che me lo aspetto? Nel senso che ci ho anche riflettuto, la pipì di Bortus non è peggio di tante battute sceme di Tilly ;-) Cheers

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  6. Questa l'avevo messa tra le cose da vedere (e in effetti già dal trailer mi ispirava più di Discovery...) Vorrà dire che la recupero! Per il martello di Grabhtar ci vediamo fra una settimana! :)

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    1. Fammi sapere come ti sei trovata sulla Orville, in attesa del martello di Grabhtar ;-) Cheers

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  7. Mai vista mezza puntata nemmeno di questa.
    Ma conosco McFarlane, e adoro "I Griffin".
    Molti li considerano una volgarizzazione della famiglia gialla piu' famosa d'America.
    Io trovo che abbia ripreso e migliorato la formula, portandola in certi casi a un livello addirittura superiore. Specie da punto di vista citazionistico.
    Mah, penso che il buon Seth certe volte debba rispettare il personaggio che gli hanno cucito addosso. Ma in fondo lo ritengo una persona molto intelligente, e dotata di notevolissimo acume.
    Doti imprescindibili, specie se vuoi fare il comico in salsa demenziale.
    E cosi' funzionerebbe meglio come costola di "Star Trek", che come parodia?
    Non mi stupirebbe.
    L'esempio supremo che porto e' sempre "Scrubs", nata come presa in giro di "E. R." e alla risultata piu' efficace di molte altre imitazioni di stampo piu' serio.
    Incredibile a dirsi, proprio nei momenti drammatici.
    Dovro' dargli un'occhiata.

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    1. Fammi sapere se ti ho consigliato bene ;-) Cheers

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  8. Conoscevo questa serie per un vago sentito dire: si accennava qualcosa a Star Trek in chiave parodistica e... Cazz, m'hai convinto! Me la vado proprio a recuperare con l'animo di chi si approccia, finalmente, ad una serie startrekkiana con tutti i canoni. Che, oh, pure l'episodio (per citarne uno) in cui Sisko incontra Kirk è tanta parodia, con tanto di perculata ai Klingon senza cresta. Che a volte basta un seccato sbuffo di Worf, seguito da un "non ne voglio parlare...", a tante sipegazioni cervellotiche. Grazie per l'invogliamento! E credo che comincerò a random, proprio da quest'episodio sul pianeta bidimensionale... Anche per confermare ulteriormente una mia teoria.

    Già che si parla di Seth MacFarlane: se è vero che Sandor Mezil è Homer Simpson andata e ritorno, è tanto vero (a mio parere) che Stewie e Brian siano praticamente un calco moderno di Aladár e Fofi (nb: mi riferisco a "La famiglia Mezil", supponendo che nella Bara sia un argomento noto ai più): A parte essere un bambino e un cane amici fra loro, col cane parlante, noto altre similitudini:
    *Stewie parla ma le sue parole non sono comprese dagli adulti, ed i suoi dialoghi si svolgono quasi esclusivamente con Brian. Fofi parla solo con Aladár.
    *Stewie e Aladár sono due geni precoci, sopratutto della meccanica e dintorni, ed entrambi hanno delle robe enormi e fantascientifiche nascoste in camera: uno ha una macchina del tempo ed un deposito d'armi, l'altro un'astronave gonfiabile.
    *Sia Stewie che Aladár hanno una sorta di non rapporto con la famiglia, che guardano dall'alto in basso per via del loro essere dei super geni. Entrambi hanno una mancanza di comunicazione coi familiari: Stewie perché gli adulti non comprendono cosa dica, Aladár perché viene sempre mandato in camera sua ad inizio di ogni episodio (della 2a stagione), senza neanche la volontà di giustificarsi, perché tanto non lo capirebbero. Sebbene Aladár non abbia le pulsioni omicide di Stewie verso sua madre, ha un rapporto decisamente pessimo con la sorella maggiore Kristina. Curiosamente s'inverte il rapporto con madre e sorella anche nell'altro caso: il non rapporto di quasi armistizio fra Aladar e sua madre è vagamente simile a quello di Stewie con Meg.
    *Sia Stewie che Aladár hanno un certo cinismo (più mascherato nell'ungherese) da approccio scientifico, ma senza un fondo di cattiveria.
    *Sia Stewie che Aladár hanno un rapporto di amicizia vera solo coi rispettivi cani, ai quali si sentono comunque superiori per intelletto e sagacia. E sia Brian che Fofi ricambiano, sentendosi anche una sorta di baby sitter/guardiani, ma entrambi sono anche spesso seccati dalla sventatezza dei loro amici umani.
    *Sia Brian che Fofi hanno un carattere piuttosto simile: generalmente sono indolenti e pacati, piuttosto sagaci, e fanno da "voce della ragione". Ma, inspiegabilmente rispetto ai personaggi, entrambi ogni tanto diventano selvatici facendo "cose da cani", pur avendo un discreto intelletto.
    *Entrambe le avventure delle due coppie sono delle stranissime "robe" fantascientifiche in cui ci vuole molta sospensione dell'incredulità. In cui i ruoli degli umani scavezzacollo, e dei cani prudenti, è abbastantemente rispettato in ambo le situazioni.

    segue in seconda parte:

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    1. ==>> ... Continuazione del messaggio precedente ==> (questa roba vorrebbe essere la freccia dei titoli di BTTF nella mia testa)

      Cacchio! Scusa Cass se sono andato troppo OT: coltivo questa ipotesi da anni, poi scopro pure che MacFarlane ha ambientato un episodio di Orville su un pianeta bidimensionale (1° ep. della seconda stagione dei Mezil). Io credo che il buon Seth conosca questo cartone ungherese: e che persino l'inquietante vicino Máris, tic bizzarri, gente nell'armadio e fisionomia comprese; sia un vaghissimo prototipo di Quagmire.
      Riguardo Orville, che andrò a vedere a breve, già mi garbano le uniformi ben trekkate ma meno aderenti, l'aspetto dell'alieno che non va in bagno, e il Super Robot 28 de noandri che, mi sbaglierò, ma ha l'aria di essere anche un omaggio alle passioni per la fantascienza retrò di Tom Paris. Cheers.

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    2. Sono felice di averti invogliato a scoprire la serie, il mondo di "Flatlandia" è brillante, fammi poi sapere la tua teoria ;-) Cheers

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    3. Ti ringrazio per l'articolo parallelismo, bisognerebbe chiederlo a SETH, ma immagino che anche a lui, facciano sempre le stesse domande e nessuna su cartoni animati ungheresi ;-) Cheers

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  9. Sai che quasi quasi mi hai convinto? Ammetto che l'umorismo di MacFarlane mi stanca abbastanza in fretta, ma se alla fine prevale lo spirito Trek sui peti e le spruzzate blu... Chissà! :--)

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    1. Comunque Flatland è uno dei libri più belli che abbia mai letto, non sapevo ci fosse un film!

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    2. Dovresti guardarlo, perché Seth getta presto la maschera mostrando tutta la sua passione da Trekker ;-) "Flatlandia" è geniale, ben felice di averti fatto scoprire il filmetto. Cheers!

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  10. MacFarlane è uno di noi, con la capacità però di creare delle belle serie, parodistiche sempre ma tutte con un cuore, per questo gli si vuole bene (e anche per le scelte di cast femminile). Detto questo, oltre al fatto che Un milione... mi era piaciuto parecchio, forse perché era molto più realistico di tanti altri film ambientati nel vecchio West, oltre ad essere una commedia divertente, The Orville, come hai scritto giustamente, è arrivato in un momento in cui ero digiuno da Star Trek da troppo tempo ma avevo anche una sorta di timore reverenziale ad approcciarmi alle ultime serie uscite, un pò per i pasticci combinati dal tuo nemico, un pò per il timore che non mi rappresentassero più, essendo invecchiato e forse rimasto legato a una fantascienza, passami il termine, più classica e meno preoccupata di compiacere le diverse categorie sociali.
    E proprio in questa serie ho trovato il conforto dei "vecchi" Star Trek, pur con l'ironia del buon Seth, ma sempre con una certa coerenza di fondo. Inoltre i personaggi sono ben delineati e anche simpatici, quindi viene voglia di vedere cosa capita loro di episodio in episodio. Sulla Palicki non mi esprimo, a parte il fatto che appartiene alla mia scala digitale... 👋

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    1. La sua commedia Western secondo me aveva qualche problema nel gestire il suo tipico umorismo collaudato nei cartoni animati, che con gli attori non può avere lo stesso ritmo. In ogni caso sono d'accordo su tutto dalla Palicki in giù ;-) Cheers

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