sabato 3 luglio 2021

The Handmaid's Tale - Stagione 4 (2021): per quanto ancora si potrà allungare il brodo?

Incredibile come una serie iniziata con una prima stagione folgorante, sia caduta dal banchetto così presto. Ho scoperto per puro caso che la quarta stagione di “The Handmaid's Tale” era in onda e per pura affezione nei confronti di June, mi sono lanciato. Anche se ho capito presto perché nessuno ormai spenda più parole su questa serie.

La prima stagione era un buon adattamento del romanzo originale di Margaret Atwood, infatti terminava esattamente come l’ultima pagina del libro. Un’occasione splendida per gli sceneggiatori di portare avanti una storia perfetta per i nostri (brutti) tempi moderni, dando una direzione ai personaggi, risultato finale? Una seconda stagione zoppicante che per trovare un senso, aveva avuto bisogno di un pezzo di Bruce Springsteen.

"Sono un'incassatrice, prima li faccio stancare poi vinco sulla lunga distanza"

La terza stagione? Stavo per gettare la spugna anche io, quando un’altra canzone (“Heaven is a place on earth” nell'episodio 3x09, uno dei migliori non della stagione, ma di tutta la serie), mi ha convinto a restare, anche se nel frattempo il successo della serie e immagino, un manipolo di sceneggiatori disperati, hanno invocato Margaret Atwood di scrivere un nuovo libro, pur di avere materiale in cui affondare i denti.

Cosa ha fatto Margaret Atwood? Stima infinita per lei, ha pubblicato nel 2019 “I testamenti”, ideale seguito del suo “Il racconto dell’ancella” (1985), in cui tramite il solito espediente del ritrovamento di alcuni scritti, vengono racconti tre punti di vista di altrettanti personaggi secondari del primo libro, che aggiungono qualcosa al mondo distopico creato dalla scrittrice, ma nemmeno una sillaba sull'ancella protagonista. Un buon libro, che non allaccia nemmeno le scarpe all'originale (di cui consiglio caldamente la lettura) di cui pare quasi un compendio, brava Margaret falli lavorare ‘sti fannulloni di sceneggiatori!

"Ma tu sei matta, torniamo a Litchfield lì in fondo era una pacchia!"

Senza alcun supporto cartaceo, la quarta stagione di “The Handmaid's Tale” spara in aria nel disperato tentativo di colpire qualcosa, la sensazione generale è quella di assistere ad un cuoco intento ad allungare il brodo di una zuppa che già da tempo, era abbastanza insipida.

Se nel finale della terza stagione, June (Elisabeth Moss, il cui talento resta l’unico motivo per guardare ancora questa serie) sembrava avviata verso il ruolo di rivoluzionaria di Gilead, dopo il salvataggio dei bambini spediti al sicuro oltre il confine Canadese, qui la serie fa fare al personaggio un ulteriore inversione ad “U”. Prima bisogna riprendersi dalle ferite riportate, poi velocemente l’ancella è pronta per rivivere tutte le situazioni da cui l’abbiamo già vista faticosamente uscire nel corso delle precedenti tre stagioni.

Assistiamo nuovamente alla violenza (spesso giustificata solo dal ruolo di potere) della “zie”, le guardiane armate di Taser, ancora una volta June viene catturata a torturata, con tanto di citazione proprio a “Heaven is a place on earth”, che ormai è la sua personale colonna sonora del dolore. Insomma la quarta stagione di “The Handmaid's Tale” sembra uno scialbo “Greatest hits” dei momenti chiave della serie, almeno fino agli ultimi due episodi, in cui per gli sceneggiatori sarebbe stato ridicolo continuare a riciclare vecchie trovate, quindi sotto con qualche minuto anche al processo ai coniugi Waterford.

"Say my name", "June Osborne", "you're goddamn right" (cit.)

Occasione per offrire con la testimonianza giurata di June (episodio 4x08), un lungo, lunghissimo monologo in cui l’ancella rivive tutti i maltrattamenti subiti, insomma un bel riassuntone delle prime quattro stagioni (un altro!), che vale solo perché Elisabeth Moss è incredibilmente brava a caricarsi tutto il dolore e la sofferenza del suo personaggio, in un primo piano che diventa sempre più stretto, con le palpebre che sbattono sempre più velocemente per evitare alle lacrime di fare capolino, perché quello è il momento di June, che la testa non l’ha abbassata mai e di certo non vuol passare per vittima ora. Vi ho già detto che l’unico motivo rimasto per guardare questa serie è Lizzy Moss?

Anche questa volta, migliore in campo senza appello.

La stagione si conclude con un colpo di scena piuttosto grosso, non ve lo rivelerò perché è davvero l’unica scossa di una stagione piattissima, ma allo stesso tempo dimostra tutta l’indecisione di “The Handmaid's Tale”, se June abbracciasse il ruolo di vendicatrice di Gilead, le accuse di “Nazi femminismo” sarebbero dietro l’angolo, allo stesso tempo però continuare a maltrattare June e le protagoniste, per dare picconate al patriarcato sembra l’unica carta rimasta ai curatori della serie che in questo tenere i piedi in troppe scarpe, non fanno evolvere i personaggi, continuando inesorabilmente ad allungare il brodo.

Ovviamente “Il racconto dell’ancella” è già stato confermato per una quinta stagione, a questo punto mi auguro anche ultima, perché sarebbe davvero ora di concluderlo questo racconto. Per assurdo il film per la televisione del 1990, quello con Robert Duvall nel ruolo del Comandante Fred, di Faye Dunaway in quelli di sua moglie e con Natasha Richardson sotto il paralume della protagonista, aveva almeno le palle di dare una direzione ai personaggi, dando loro un evoluzione e una conclusione alla storia di Margaret Atwood. Lo faceva con quattro spicci e i mezzi televisivi del 1990, non proprio quelli a disposizione delle serie tv nel 2021, vuoi vedere che gli sceneggiatori finiranno per pescare dal film di Volker Schlöndorff (salute!) per avere un po’ di materiale per la quinta stagione? 

Sembra un'anticipazione della quinta stagione, ma vi assicuro che è successo davvero.

Che brutta fine ha fatto questa serie, ormai sono in ballo e resterò fino alla sua conclusione, ma chi lo avrebbe mai detto che sarebbe precipitata così velocemente.

26 commenti:

  1. Come mai si allunga il brodo? Chiedilo a quelli di The Walking Dead, secondo me hanno tante risposte. Poi se non basta ci sono anche Abrams & Lindelof con Lost, ma perlomeno ste serie almeno per qualche stagione hanno tenuto botta come si deve. Il tracollo è arrivato molto più avanti. Questa era fatta e finita con il libro come tante cose devono restare. Ma forse anche lì ci sono tre sceneggiatori come quelli di Boris che lavorano nello stesso modo 😜

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    1. Il formato della miniserie è sottovalutato, altro che cinque stagione, 10/12 puntate fatte bene e la chiudi così, invece no, bisogna strizzare il limone, "Boris" insegna ;-) Cheers

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  2. Sono stra-d'accordo sull'allungamento del brodo di questa quarta stagione, e spero anch'io la quinta possa terminare il racconto di June.
    Io francamente ho adorato tutte e tre le prime stagioni, anche grazie a quella costante ansia di vivere la schiavitù di June; con la quarta si gioca più in territorio "Room" (il film con la Captain Marvel, non di Wiseau XD) analizzando il post trauma e tutto quello che ne consegue.
    Ce lo faranno sudare il nuovo incontro con Hannah, lo so già, e magari potrebbero puntare anche ad un colpo di scena strappalacrime, chissà...

    - Il popcorn di Cechov

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    1. Si vede il cambio di passo, almeno le prime tre stagioni procedevano lenti e costanti, qui si sono messi a girare in cerchio, ci sarà ancora da sudare ma si spera di vedere la fine ;-) Cheers

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  3. Se avessero unito seconda e terza sarebbe stato perfetto, e questa quarta se davvero allunga il brodo è un peccato..

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    1. Cinque stagioni, considerando la prossima già annunciata, sono davvero troppe per questo tipo di storia. Cheers!

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  4. Questa mi ispira molto ma ancora non l'ho iniziata, troppa roba, troppa roba, troppa roba, troppa roba, troppa roba...

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    1. Guardavo oggi tra le serie che potevo cominciare, mi è venuto lo sconforto, davvero una montagna di roba! Cheers

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  5. Certo che te Cassidy oltre ai vari film di qui parlare,ti toccano anche le serie televisive con stagioni che non si sa di preciso quante ce ne saranno,con puntate interminabili zeppe di sottotrame secondarie e personaggi infiniti di qui ci importa relativamente poco, che hanno spesso lo scopo di allungare inutilmente la trama,allontanandola da quella principale! Ammetto di aver da tempo rinunciato alle serie proprio per questi motivi,ora preferisco concentrarmi sui film,se poi sono addirittura autoconclusivi invece che franchise piu televisivi che cinematografici,apriti cielo che e avvenuto il miracolo! Comunque Cassidy ti auguro di avere la meglio sulle serie televisive interminabili senza implodere,nel caso fatti una bella scorta di vitamine e caffe! Good luck!

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    1. Sono ben allenato dai tempi di X-Files, quando prevedere una serie per intero ci volevano anni e non qualche pomeriggio, quando diventerà un peso mi fermerò, finché è ancora un piacere nessuno problema ;-) Cheers

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  6. Ma nooo, mi spezzi il cuore perchè sto cercando di continuare a guardarla (adorato la prima e mollato sul finale la seconda) e sono partito con la terza, ma così mi uccidi l'entusiasmo. Con tutto lo sforzo che mi costano le serie dannazione. Ho ragione io, a non volerne mai iniziare una nuova. Sempre meglio i film. 90 se va bene, 140 se va male, ma devono giocarsi tutto lì.

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    1. Posso dirti che nella terza stagione troverai uno dei migliori episodi, non della stagione ma dell'intera serie (storia vera). Il formato della miniserie va rivalutato, il prima possibile. Cheers!

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    2. Completamente d'accordo, sempre meglio un film che forza sceneggiatori e registi a raccontare una storia intera in un tempo limitato!

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    3. Anche se ultimamente nemmeno quelli sembrano riuscirci in pieno. Cheers

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    4. Verissimo, purtroppo l'attenzione per le sceneggiature ultimamente sembra scarseggiare, specialmente nei blockbuster hollywoodiani...

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    5. La pre produzione, questa ormai sconosciuta. Cheers!

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  7. Pensa che io al ritmo soporifero del primo episodio della prima stagione già avevo detto "mai più e mai poi", se poi è pure una serie la cui qualità scende con il procedere delle stagioni non mi ci avvicino nemmeno con un bastone! Grazie dell'avvertimento!

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    1. Sono qui per questo ;-) Cheers

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    2. la prima serie però merita, ha un crescendo di tensione notevole e vale anche senza vedere le successive

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    3. La prima è incredibile, la migliore. Cheers

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  8. Non ho ancora iniziato questa serie... Però ho iniziato il libro e sto facendo un'ENORME fatica...

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    1. Ti getta nella trama dandoti pochissimi punti di riferimento, all'autrice non interessa spiegare le regole del "mondo" che ha creato, questo rende tutto molto più macchinoso, ma poi ingrana ;-) Cheers

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  9. Potrei dire che pure io non mi ero accorta dell'arrivo di questa stagione, ma in realtà è stata lì a guardarmi in questi mesi di messa in onda e a chiedermi se avevo intenzione di proseguire vista la fatica e il fastidio provato l'ultimo anno.
    Sapere che non è ancora finita mi fa partire con ancora meno voglia, ma il primo episodio è andato e spero di riuscire a mettermi in pari in fretta. Perché continuare ad allungare il bordo, dico, perché?

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    1. Non lo so proprio, ma almeno il lungo monologone di Lizzy Moss merita, ben più della stagione stessa, sperando in una quinta e ultima che sia efficace. Cheers!

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  10. Conclusa ieri sera... Ammetto che ho fatto parecchia fatica nella parte centrale che si è impantanata in chiacchiere e avventure inutili che a conti fatti non hanno portato a nulla. E pure dopo un panoramica maggiore, le regole di Gilead restano ancora oscure e contrastanti (mettono al muro persone su persone per cavolate anche di poco conto e una come June invece viene costantemente riportata nei ranghi... O Nick? Da semplice autista a occhio a Alto Comandande con seggio nel consiglio? O al sali&scendi del Comandante Lawrence? Vabbè... Facciamo finta di nulla!). Mentre si conferma attrice di razza Elisabeth Moss che ha la capacità di tenerti incollato (e sveglio...) allo schermo non appena apre bocca o viene inquadrata in primo piano.

    Di sta stagione salvo poco o nulla perché, come dici bene nella rece, tutto sa di già visto e l'effetto sorpresa e "calcione sui denti" degli esordi è finito. Solo alla fine arriva il colpo di coda... Ma spero di cuore che la 5^ stagione sia finalmente la conclusiva.

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    1. Giocano con il fatto che nel romanzo non fossero state fissate le regole del mondo creato dalla scrittrice che era chiaramente interessata a raccontare altro, non i regolamenti di una società distopica, ma davvero ciurlano nel manico, June avrebbero dovuto fucilarla mille volte. Ora di chiudere con la quinta e che sia l'ultima. Cheers!

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