domenica 4 luglio 2021

Rock 'n' Blog: Jaws

La musica e il cinema mi mandano da sempre giù di testa, quindi perché non celebrarli entrambi in una rubrica di musica e colonne sonore che serva a farvi alzare il volume ricordando che questo film va rivisto almeno una volta l'anno, io lo faccio sempre il 4 luglio (storia vera).

Trovate il video anche QUI
Titolo del pezzo: Jaws theme
Artista: John Williams
Tratta dal film: Lo Squalo (1975) 

Aggiungo solo un estratto dal mio commento al film dedicato proprio a questo pezzo:

La Universal prevedeva circa 50 giorni di riprese, ma tra maltempo, attrezzatura distrutta da acqua e salsedine e l’assenza dello squalo, portò i giorni di lavorazione ad oltre 150, con relativi costi e mal di stomaco per la major pagante. Il problema principale era generato da quello che avrebbe dovuto essere la vera star della pellicola, Joe Alves e l’esperto di effetti speciali Bob Mattey ebbero enormi casini con il mamozzone di gomma dello squalo, questo contribuì al ritardo della produzione, ma forse anche alla riuscita del film.

Tre uomini in barca, la nuova commedia estiva della Universal.

Spielberg fece di necessità virtù, inizio a girare tutto quello che poteva, senza “Bruce”, il nomignolo che venne appioppato allo squalo sul set, perché l’avvocato di Mattey si chiamava così… Fate ciao ciao con la manina a tutti gli avvocati che ci stanno leggendo.

Il risultato è che “Lo Squalo” è un film palesemente diviso in tre grossi tronconi, quasi tre atti, il primo dei quali è quello caratterizzato dal vero colpo di genio di Spielberg, ovvero: costruire la tensione senza mostrare mai il pescecane. La scena di apertura del film con la celebre zu-zu-zu-zu-zu composta da John Williams (uno che da qui a Jurassic Park, passando per Guerre Stellari, ha messo in musica i sogni e gli incubi di tre generazioni di spettatori) è da manuale dell’Horror.

Il punto di vista dell’assassino sulla vittima, è derivato da Mario Bava e di conseguenza da Dario Argento, pensate l’inizio è quello di uno Slasher, lo Squalo che punta la sua vittima è del tutto simile alla soggettiva iniziale di che so, “Halloween” di John Carpenter, tanto per citare uno di cui non parlo mai.

Quel ti vedo e non ti vedo che fa riempire i calzoni agli spettatori...

In tutta la prima parte, la trama gira intorno allo sceriffo Martin Brody (Roy Scheider, lanciato da questo film, scelto da Spielberg dopo averlo ammirato ne “Il braccio violento della legge”) che cerca di convincere il sindaco dalle giacche assurde, a chiudere le spiagge e dare la caccia alla creatura. Qui Spielberg mette a segno una serie infinita di intuizioni geniali, la prima, quella di abolire completamente il colore rosso dai set, dai vestiti e dagli oggetti di scena, in modo da aumentare l’effetto Shock, nel momento in cui il sangue colorerà l’acqua per la prima volta.

Ed ora se volete scusarmi, ho una tradizione annuale da rinnovare, vado a rivedermi Lo Squalo.

12 commenti:

  1. Gran film, peccato per quel ridoppiaggio scellerato...

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    1. Quale ridoppiaggio? Lo rifiuto come quello di Indy. Capisco che quando si restaura una pellicola spesso non è facile fare lo stesso con la traccia audio, quindi si va di ridoppiaggio, però per certi film, il lavoro extra non sarebbe uno spreco di tempo. Cheers!

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  2. Il particolare del rosso è fantastico, ecco perché io amo Spielberg ;)

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    1. Spielberg è il migliore, con il suo cinema ci porta tutti a scuola ;-) Cheers

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  3. In gita agli Universal Studios ho visto l'originale "Bruce", ma niente da fare, al mare me la faccio sempre sotto e in acqua non ci entro, in piscina solo se sono proprio costretta, tanta la paura che quel film, tanti anni fa (col doppiaggio originale!) mi ha messo.

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    1. Ci credo, me lo sto rivedendo proprio ora (storia vera). Cheers

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  4. Eh, probabilmente Steve e gli altri consideravano gli avvocati la razza evoluta dei pescecani. Come i "Bagarin' son' la razz' evolut' dei bacherozzi!!", giusto per parafrasare il mitico Tirzan.
    Beh, uno dei film che mi hanno insegnato ad amare il cinema, e che non finiro' mai di ringraziare solo per il fatto di esistere.
    Certo che tra questo e "Duel", Spielberg fece un esordio col botto. Continuo a pensare che il modo migliore per farsi notare sia di puntare direttamente sul thriller. Se non sull'horror vero e proprio.
    E a modo loro, i primi lavori di Steven rientrano nella categoria.
    Lo squalo, dotato di ferocia e astuzia a dir poco soprannaturali, pare un mostro mitologico emerso dagli abissi per punire l'uomo e la sua invadenza.
    A fermarlo un terzetto di eroi completamente agli antipodi tra loro.
    Quint, vecchio lupo di mare che si affida all' istinto e ai "vecchi metodi", e che ha trovato una sfida degna della sua abilita'. Anche se e' diventato cacciatore per via dell'orribile naufragio con contorno di squali a cui sopravvisse alla fine della guerra.
    Hooper ("HOOOOPEEER!!" Si, in effetti Quint mi stava un po' sulla scatole), brillante e rampante oceanologo ed ittiologo che comprende di avere davanti un esemplare unico nel suo genere. E che forse vorrebbe catturarlo persino vivo, se possibile.
    E poi Brody. Che non e' un uomo di mare, a differenza degli altri due. E a bordo e' poco piu' che un mozzo, se non pura zavorra.
    Eppure, per motivazioni personali, per me e' il piu' carico dei tre.
    E infatti...
    Capolavoro, comunque.
    Anni dopo riuscii a leggere il romanzo. E strano a dirsi, visto che non considero mai meglio il film del romanzo...
    Beh, per me e' meglio il film, questa volta.
    Vuoi per alcune scelte di trama, ma...a parer mio meglio il film.
    Buona Domenica!!

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    1. Il cinema di genere è da sempre la miglior palestra del mondo, dove si impara a fare vero cinema. I tre protagonisti sono perfetti, a secondo del momento del film o della vita, ti riconosci in uno di loro. Buona domenica anche a te! Cheers

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  5. Gran film, tra i migliori di Spielberg secondo me, e belli tutti i riferimenti che hai dato! :--)

    (con John con me passi sempre a pieni voti, si sa)

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  6. grandissimo film
    secondo me cmq la parte più ansiogena non è legata agli attacchi (anche se la morte del bimbo traumatizza un botto) ma al racconto del capitano sui suoi soldati

    lo ho visto molti mesi fa 1 sola volta, ho ricordi un po' vaghi purtroppo

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    1. L'Indianapolis speech è considerato uno dei più grandi monologhi della storia del cinema, giustamente aggiungo io ;-) Cheers

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