venerdì 9 luglio 2021

L'erba del vicino (1989): rapporti di (non tanto) buon vicinato

Quando Sam Simon ha proposto di festeggiare i 65 anni di Tom Hanks, ero già pronto a gettarmi su un classico come un “Forrest Gump” (1994) qualunque. Infatti, cos'ho fatto? Sono andato a rivedermi questo sottovalutato e da troppi dimenticato gioiellino diretto da Joe Dante. Scusami Forrest.

Badate bene, tutto il periodo in cui Tommaso Matassa aveva una poltroncina prenotata alla notte degli Oscar è stato incredibile, ci sono alcuni grandi film di cui mi piacerebbe prima o poi scrivere che arrivano da quel momento d’oro della carriera di Tom Hanks, però ogni volta che posso, io cerco di portare “Mighty Joe” Dante su questa Bara e l’occasione qui era ghiottissima.

Avete mai avuto dei vicini di merda? Non intendo un po’ fastidiosi, quelli che magari ogni tanto spostano una sedia ad orari poco consoni, intendo proprio dei vicini di casa di merda. Purtroppo io sì, per la bellezza di sette anni, quindi in questo periodo non ho avuto la forza di andarmi a rivedere tutti quei film di buon (buon?) vicinato che Tom Hanks nella sua filmografia ha esplorato, come lo spassoso Casa, dolce casa? Anche se quello era più dedicato ad un altro tipo di incubo degno di un horror: il trasloco in una nuova casa. Qui siamo in zona vicini sospettosi e horror, una sorta di "Ammazzavampiri" (1985) con molta più satira.

L'ultima casa a sinistra, quella con i nuovi vicini strambi.

“L'erba del vicino”, adattamento italiano del quasi intraducibile “The 'Burbs” (diminutivo di “suburbs” i sobborghi delle ville a schiera con giardino 100% yankee dov'è ambientato tutto il film), è stato un film sfortunato e maltrattato. Joe Dante, esploso con il successo planetario di Gremlins, ha mandato a segno una serie di titoli davvero di culto, uno migliore dell’altro, tutti uniti dal filo rosso della tragedia al botteghino: “Explorers” (1985) ci ha fatto sognare le stelle, ma ha portato a casa un pugno di mosche, l’antologico “Donne amazzoni sulla Luna” (1987) è un culto credo solo per me e per pochi altri folli. “Salto nel buio” (1987) resta il più bel rifacimento di sempre di “Viaggio allucinante” (1966) e trovo assurdo che non sia considerato un classico. “The 'Burbs” non andò certo meglio al botteghino, anzi finì per beccarsi alcune tra le peggiori recensioni del 1989, una delle ragioni per cui Dante tornò ai suoi pestiferi mostriciattoli, carico a molla e più anarchico che mai, Gremlins 2 - La nuova stirpe ancora oggi divide, ma il mio parere lo conoscete molto bene, dove critica e pubblico vedeva disastri, io riesco solo a trovare grandi film di “Mighty Joe”, nel mazzo metteteci anche “L'erba del vicino”, che meriterebbe se non proprio una rivalutazione, almeno una riscoperta.

Mighty Joe se la spassa dirige il suo cast.

“The 'Burbs” è stato girato nel 1988, nel pieno del primo rumoroso (e clamoroso) sciopero degli sceneggiatori di Hollywood. Dana Olsen, l’autore del copione nel film, come da abitudine per Joe Dante, compare in un piccolo ruolo nei panni del poliziotto, ma sul set gli era vietato modificare anche una sola riga della sua sceneggiatura, pena l’espulsione immediata dal sindacato sceneggiatori, in cui è parecchio complicato entrare, ma molto semplice uscire. Per ovviare a questo problema, Joe Dante sul set ha chiesto ai suoi attori di improvvisare il più possibile, i risultati sono alterni, spesso “L’erba del vicino” manda a segno momenti incredibilmente divertenti alternati ad altri piuttosto anonimi, tra i più riusciti il salto disperato di Tom Hanks sul retro dell’ambulanza (come un adolescente in lacrime che corre a chiudersi in camera sua) che vediamo nel finale, oppure il tentativo di capire l’arte di Bruce Dern che ruota e capovolge il quadro del dottor Klopek, per cercare di coglierne il senso (storia vera).

Quando ti fai leggermente prendere la mano dall'improvvisazione.

“L’erba del vicino” è principalmente una commedia, con vistose pennellate di umorismo nero e qualche punta quasi horror, una variante sul tema “La finestra sul cortile” (1954) di Alfred Hitchcock virata in chiave molto più satirica, per certi versi il padre nobile di film come Summer of ’84 e tutto un particolare tipo di umorismo in stile “I Griffin”, ma sul celebre cartone animato creato da Seth MacFarlane lasciatemi l’icona aperta, più avanti ci torneremo.

Il film prodotto dalla Universal Picture inizia proprio da qui, dal logo della celebre compagnia di produzione, Joe Dante con un’inquadratura a volo d’uccello fa un lungo zoom che parte dal globo in rotazione della Universal per soffermarsi sugli Stati Uniti, anzi su una cittadina a caso della provincia americana, alcune targhe delle automobili aiutano ad identificarla più o meno fuori Chicago, ma questo non è tanto importante i “The 'Burbs” del titolo sono talmente generici da rappresentare un piccolo ecosistema chiuso che ruota intorno ad una strada, alcune villette a schiera e una piccola comunità di vicini che Dante idealmente posiziona sopra una piastrina di Petri per studiarli come farebbe un entomologo, oppure l’occhio dell’Onnipotente per i più timorati tra di voi. Non è un caso se proprio gli zoom siano una delle armi più usate da Dante per raccontarci questa storia e per entrare nelle vite dei personaggi.

Benvenuti sul vetrino del microscopio del dottor Dante.

La più brillante delle scelte di casting è senza ombra di dubbio aver affidato il ruolo del protagonista (il nevrotico Ray Peterson) a quel Tom Hanks che nel corso del tempo ci siamo abituati a considerare il Mister “Bravo ragazzo” della porta accanto, ma che all’inizio della carriera era il campione del mondo delle commedie scemone e disimpegnate, un lungo filone che trova nel film successivo di Hanks, Turner e il casinaro, il mio preferito.

Tom Hanks aveva qualche dubbio ad accettare questo ruolo, non tanto per dover recitare la parte di quello sposato con Carrie Fisher (sempre sia lodata!), quanto più che altro perché per lui sarebbe stato il primo ruolo da papà sul grande schermo, anche se il figlio di Ray Peterson ha meno rilevanza ai fini narrativi del cane di famiglia. Tommaso temeva che una volta fatto il passo, non avrebbe mai più potuto tornare indietro ai ruoli di eterno ragazzino che lo hanno reso famoso, di fatto così è stato, ma il primo passo verso i ruoli alla “Salvate l’Apollo 13 da Forrest Gump” che gli sono valsi Oscar e l’etichetta di bravo ragazzo americano, sono arrivati anche perché il primo passo ad Hanks è stato quel futurista di Joe Dante a farglielo fare.

Basta poco per iniziare male la giornata.

Ray Peterson ha davanti a sé la più agognata settimana dell’anno per ogni uomo: quella di ferie dal lavoro. Il suo fitto programma prevede stare in vestaglia tutto il giorno, bere birra, concedersi il lusso di essere pigro, ma soprattutto, impegnarsi al 100% nel suo passatempo preferito: spiare i vicini di casa, un’attività da guardone che per Ray è quasi un’ossessione, malgrado i suoi tentativi di minimizzare. Sua moglie Carol (Carrie Fisher) vorrebbe andare nella casa sul lago a rilassarsi, ma Ray non ne vuole sapere, molto più interessante seguire le deambulazioni della cagnetta del signor Walter, Queeny, che ogni mattina va a sganciare un regalino sul prato di casa di quel fanatico militare di Mark Rumsfield (i dentoni di Bruce Dern) con la sua moglie trofeo, quella specie di Barbie poco vestita di Bonnie (Wendy Schaal). Nulla mi toglie dalla testa che la scelta del cognome Rumsfield, sia stata una satirica strizzata d’occhio al famigerato segretario della difesa Donald, invece sono certo del fatto che la cagnetta Queeney sia la stessa che in Il silenzio degli innocenti finirà ad interpretare il ruolo di Precious (storia vera). Ho visto attori bipedi con curriculum ben peggiori di quella cagnolina in vita mia!

"Cassidy parla ancora dei miei dentoni e giuro che li userò per morderti!"

Gli altri coloriti membri della minuscola comunità sono l’amico di Ray, il perennemente affamato Art Weingartner (Rick Ducommun) e a completare questo cast che per essere più anni ’80 di così avrebbe bisogno solo della presenza dell’alieno di Ciribiribi (… Kodak!), ci pensa Corey Feldman, tenuto a battesimo da bambino proprio da Dante in Gremlins, qui torna in un ruolo da adolescente metallaro caciarone che non ha richiesto nemmeno troppe ore al reparto costumi, Feldman si presentò al provino arrivando di corsa dal set del suo film precedente, “Licenzia di guidare” (1988) provocando l’entusiasmo di “Mighty Joe” che lo prese al volo per il ruolo (storia vera).

Gli anni '80, riassunti in un solo casting.

Non credo che sia un caso se l’anno dopo, Tim Burton con il suo “Edward mani di forbice”, sia finito a raccontarci la storia di una piccola e ipocrita comunità estremamente colorata, sconvolta dall’arrivo di un malinconico, sinistro e nero vestito figuro con forbici al posto delle dita. Per la poetica di Burton (allora ancora artisticamente vivo) i mostri, i suoi amati “Freak” erano i buoni, ma un sovversivo come Joe Dante, qui lavorò più di fino, facendoci conoscere usi, costumi e manie di questa piccola comunità, illudendoci di stare facendo il tifo per i buoni. La svolta della trama degli ultimi cinque minuti sembra quasi una concessione agli spettatori, un modo per mettere la museruola ad una storia che ha dei discreti dentini e nessuna paura di usarli.

Anche in “L’erba del vicino”, una presenza estranea turba la pace di facciata del vicinato, si tratta della famiglia Klopek che da un mese occupa la casa più diroccata del quartiere e nessuno l'ha mai vista. Ogni notte dal loro scantinato strane luci e inquietanti suoni, ma beccami gallina se quegli stramboidi hanno mai messo fuori il naso o se, ancora peggio, qualcuno dei vicini sia andato a portar loro le cortesie da buon vicinato.

"Cosa sta facendo Cassidy?", "Scrive", "Ma sta scrivendo da ore", "credo sia l'unico modo per fare i post"

Joe Dante usa l’arma del cinema per mettere in chiaro quanto “The 'Burbs” sia una specie di esperimento sociale, la strada dove è ambientato il film è più finta della neve sparata, tutte le case sono state ricostruite sui set della Universal dove di solito venivano girate le sit-com prodotte dalla casa di produzione, infatti ogni casa ha le sembianze di chi la abita, se i Rumsfield hanno il palo per il patriottico alzabandiera, gli Klopek abitano in una catapecchia al numero 669, pronto a diventare 666 visto che cade a pezzi anche il cartello che indica il civico. I Klopek sembrano la famiglia Addams e anche qui, Dante anticipa di pochi anni l’arrivo della celebre famiglia al cinema, raccontando l’ipocrisia americana (quindi occidentale), quella paura del diverso che di facciata nessuno è pronto ad ammettere di avere, ma una volta chiusa la porta di casa, dietro alle tende del proprio soggiorni, si manifesta prontamente.

"Usa la forza... Tom"

In questa realtà di plastica, tutto è posticcio, persino le musiche di un gigante come Jerry Goldsmith, salito a bordo all'ultimo minuto e di nuovo al lavoro per la colonna sonora di un film di Dante, sembrano messe insieme alla rinfusa, perfette per sottolineare quell’atmosfera di sinistra gentilezza del vicinato, ma volutamente citazioniste: quando Mark Rumsfield entra in scena, Goldsmith fa il verso alla colonna sonora di “Patton generale d’acciaio” (197°) che era stata composta da, vediamo se mi ricordo bene, ah sì… Jerry Goldsmith.

Goldsmith, poi, sottolinea alcuni dei momenti più “Pop” del film strizzando anche l’occhio (o l’orecchio?) ai temi musicali western di Ennio Morricone, la scena in cui Dante si diverte a trasformare in una sfida degna di uno spaghetti-western Leoniano, il momento in cui Ray e Art coraggiosamente (si fa per dire…) accettano la sfida di andare a suonare alla porta dei Klopek, risulta una delle tante trovate memorabili di un film che sembra un grosso cartone animato (genere di cui Joe Dante è da sempre grande estimatore), voltato in chiave satirica.

Scusate, non riesco a scrivere una didascalia decente perché questa scena mi fa ridere anche in GIF.

Quando si tratta di “Mighty Joe”, il citazionismo, anche quello bello spinto che oggi definiremmo post-moderno, non manca mai. Corey Feldman introduce il tema sottilmente horror nel film, paragonando la casa dei Klopk a quella del vecchio di “The Sentinel” (1977), state tranquilli che con quell’enorme studioso di cinema che è Joe Dante, gli omaggi al cinema classico e di genere non mancano mai, ma non sono mai fini a loro stessi, nei titoli del buon vecchio Joe la televisione è lo specchio dell’anima dei suoi protagonisti, se in L’ululato l’indizio sui licantropi arrivata da una replica notturna di L’uomo Lupo, qui i timori sui Klopek di Ray sembrano trovare conferma nel palinsesto televisivo che passa prima “L’esorcista” (1973) e poi “Non aprite quella porta - Parte 2” (1986) film che finiscono per dare materiale all'inconscio del protagonista.

Forse Hooch non era tanto male, vero Tom?

La classica scena dell’incubo horror del protagonista, qui è virata in chiave comica, si vede che Dante era ancora caldo dalla sua esperienza con l’ultra-pop e citazionista “Amazon Women on the Moon” perché l’incubo di Ray è uno spasso, tra gelatai assassini e sacrifici umani, la trovata che mi fa morire dal ridere ogni volta è Walter e la sua cagnetta, entrambi con un’ascia piantata in testa. Poi dicono che i cani non somigliano ai padroni eh?

Lascia l'ascia e accetta l'accetta.

Trattandosi di “Mighty Joe”, non possono mancare i suoi attori feticcio, infatti qui nel ruolo dei due netturbini troviamo il leggendario Dick Miller e Robert Picardo, impegnati a battibeccare sulla monnezza e l’assurdità degli abitanti («Qui le donne vanno in giro nude!») aumentando il livello di satira del film.

Troppo mito per una foto sola, troppo!

Joe Dante si diverte a raccontare tutta l’ipocrisia dei vicini di casa, con trovate visive da cartone animato, come la serie di zoom sulle facce urlanti di Ray e Art quando il cane porta loro un femore umano ritrovato scavando in giardino. La paranoia dei protagonisti si alimenta sul sospetto e sulla diversità dei Klopek e nel confronto tra le due comunità Dante tira fuori tutta l’ironia.

Usare la macchina da presa come in un cartone animato, Joe Dante sa come farlo.

Ci vogliono le donne della comunità per ottenere risultati più concreti, una delegazione pacifica ed armata di biscotti apre le porte di casa Klopek, tipi strani capitanati dal Dr. Werner Klopek (Henry Gibson) con strani gusti anche in fatto di tartine, la scena in cui Tom Hanks ingoia Pretzel e sardine per cortesia, facendo buon viso a cattivo aperitivo è uno dei momenti più spassosi del film.

"Buona questa cadrec!" (cit.)

Proprio il nostro Tommaso Matassa è vero mattatore, la sua prova è del tutto in linea con le sue prime commedie stupidone, ma considerando che dopodomani sarebbe diventato la faccia pulita del bravo ragazzo d’America, Joe Dante ha davvero trovato l’attore più azzeccato del mondo per il ruolo di Ray Peterson e anche il finale del film è reso ancora migliore da Hanks.

Non tutti gli eroi hanno un mantello, alcuni stanno in vestaglia tutto il giorno.

Poco prima della svolta (smaccatamente horror) che serve più che altro a fornire una scappatoia alle coscienze del pubblico, Hanks si lancia in uno dei monologhi più sottovalutati della storia del cinema (un po’ come tutto questo film), quando riuscirò a tirar giù quel post che minaccio sempre sui monologhi meno famosi, aspettatevi di trovarlo, perché per certi versi rappresenta il vero finale di “The 'Burbs”, un ribaltamento di fronte degno di un episodio di “Ai confini della realtà” (non a caso Dante ha preso parte al film tratto dalla serie), in cui Ray Peterson consumato dalla sua ossessione, urla al mondo quanto la stranezza, la vera follia sia in tutti quegli abitanti della provincia, impazziti a furia di tosare il prato per la milionesima volta. Attraverso le parole del suo protagonista Joe Dante mette in chiaro chi siano i veri mostri del film e tutta la sua carica sovversiva, la svolta finale è solo un modo per rendere meno acuminati i dentini aguzzi di questo titolo.

Un giorno farai un discorso ad un tale di nome Ryan, intanto questo è un ottimo riscaldamento.

Vi ero debitore di un’icona da chiudere, lo faccio subito perché mi serve a sottolineare l’importanza del film nella cultura popolare che va ben oltre le brutte recensioni del 1989 e il disastro al botteghino. L’umorismo assurdo, caustico e sopra le righe di “The 'Burbs”, quello con cui Joe Dante metteva alla berlina le idiosincrasie dell’America (e quindi di tutto l’occidente), ha trovato negli anni pochi, ma appassionatissimi estimatori, se amate “I Griffin”, vi ritroverete moltissimo nell'umorismo nero di Dante, anche perché Seth MacFarlane è da sempre un enorme fanatico di questo film, volete la prova? La bella e bionda Francine di “American Dad!” è doppiata da Wendy Schaal, che MacFarlane a voluto a tutti i costi, quasi come ideale continuazione del ruolo di Bonnie Rumsfield nel film di Dante (storia vera).

See vabbè! Io vi tiro fuori questi punti di contatto e voi vi distraete, grazie eh!

Insomma, se conoscete questo film, quasi sicuramente anche per voi è un piccolo culto che meriterebbe una riscoperta, specialmente in questi anni di #Andrà tutto bene (seee proprio!), se non lo conoscete, vi invito caldamente a festeggiare il completano di un grande attore americano, con una sua grande prova poco famosa, appoggiate anche voi l’occhio sul microscopio del Dottor Joe Dante, sono sicuro che finirete anche voi a ripetere la frase di Corey Feldman, fortemente voluta dal regista come ideale conclusione: «God, I love this street!».

That's all folks! Ricordatevi vi fare gli auguri al vecchio Tom.

44 commenti:

  1. Joe Dante serve a ricordarmi che non sempre il talento viene premiato,penso che a parte "Piranha","L'ululato" e "Gremlins",Dante non ha mai fatto veramente centro ai botteghini,spesso incompreso dal pubblico e anche la critica,ritengo che sia quasi un miracolo che possa vantare una filmografia discretamente lunga ma non troppo! Nelle migliore delle ipotesi i suoi film facevano degli incassi decenti ma non enormi,ma piu spesso erano dei salti nel vuoto,toh per fare un esempio a caso c'e qualcuno che si ricorda ancora di quella meraviglia di "Small Soldiers"? Per me e un cult ma e letteralmente scomparso dai ricordi di molti,nonostante avesse avuto non un successone ,ma fu comunque un risultato dignitoso al box office! In un mondo ideale Joe Dante dovrebbe avere una filmografia lunga quanto il Titanic,ma come ho detto prima puoi essere bravo quanto vuoi,ma se non incassi un tot non sei nessuno,trattato dai produttori alla stregua di un freak da evitare come la peste in quanto pessimo investimento monetario! Recuperate assolutamente i suoi film,sono un tesoro cinefilo prezioso!

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    1. Non ricordo un film brutto di “Mighty Joe”, per male che vada con cui guardi un buon film, poi nella sua filmografia perle assolute andate dimenticate, vogliamo parlare di “Matinee”? Oppure di uno dei suoi capolavori totali misconosciuti ovvero “La seconda guerra civile americana”? Dante è un Maestro oltre che un genio ;-) Cheers!

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    2. Bello davvero "Matinee",lo vidi parecchio tempo fa,ma lo ricordo con gran piacere,mi viene in mente il film "Ed Wood" di Burton dove il personaggio di Lugosi si lamentava che al cinema funzionavano solo film con gli insetti giganti,ma io li adoro gli insetti giganti dell'era atomica,"Assalto Alla Terra"(capolavoro!) del 1954 e tipo uno dei miei film della vita! Tornando a Matinee,adoro la passione con cui il personaggio di John Goodman se ne esce fuori con le sue soluzioni per stupire il pubblico,il "sense of wonder" in me sale ogni volta che penso a quelle scene,bellissima poi la sequenza del murales col mammut preistorico che prende vita!

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    3. Burton omaggiava Ed Wood con il suo film, Joe Dante con “Matinee” rendeva omaggio ai film con i mostri, a tutta un’intera e abbondante porzione di titoli e ad un modo di intendere il cinema, per me resta tra i dieci film, chiamiamoli teorici, sul cinema più belli mai realizzati. Cheers!

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    4. Burton omaggiava con quel dialogo anche i film horror pre era atomica, ed anche pre-code...

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  2. Sono adulto e vaccinato,a me le donne che vanno in giro mezze nude non dispiacciono affatto,tanto mi considero un vero signore gentleman,e poi con il caldo estivo anche io nel mio giardino,elimino un po di roba per rinfrescarmi,con le mie vicine di casa no problem,anzi chiaccheriamo spesso!

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    1. Infatti la battuta di Dick Miller sulle donne che vanno in giro mezze nude fa veramente ridere anche per quello, anche se il tempo comico azzeccatissimo con cui viene pronunciata aiuta molto ;-) Cheers

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    2. Infatti devo ancora incontrarlo un netturbino che si lamenta di vedere donne mezze nude nei quartieri, perfino in questo orrendo millennio castrato e recchione...

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    3. Vale lo stesso anche dalle mie parti ;-) Cheers

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  3. Grande Tom Hanks,in ogni fase della sua carriera mi ha sempre dato soddisfazioni,attore professionista senza quelle brutte abitudini da stella del cinema dispotica con tutti sui set! Dei suoi film giovanili mi torna in mente quello strambo film di Ron Howard dove Hanks si innamorava della sirena Daryl Hannah!

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    1. "Splash - Una sirena a Manhattan" quello che Disney+ si è prodigata per censurare (storia vera). Cheers

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    2. Meno male che la roba disney di mio gradimento la posseggo fisicamente,almeno non è censurata! Boh mi immagino tipo il film d'animazione "Il Gobbo Di Notre Dame" con tipo la metà delle scene del lussurioso giudice Frollo censurate!

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    3. Per fortuna "Il Gobbo Di Notre Dame" pare venire sempre ignorato dalla Disney stessa, meglio così ;-) Cheers

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  4. Da appassionato fruitore dei backstage dei film,ho visionato le interviste agli attori feticci di Dante,che dicono che ogni volta che vanno a trovare Joe a casa sua ci si ritrova sempre invitati a guardare un film in compagnia sul divano! Ora so perche Joe Dante mi sta troppo simpatico,e praticamente come me,anche io mi ritrovo spesso a proporre un bel film da guardare in gruppo,anche se devo dire che con l'avvento delle piattaforme streaming,parecchi stanno per conto proprio e non ci si riunisce piu come un tempo! Riesco ancora a combinare qualche serata ma mi tocca sempre sudare sette camicie per riuscirci! Joe ti voglio bene,se mi inviti a casa tua quasi quasi potrei farlo un salto da te!

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    1. Spero allora che tu segua come me trailer from Hell e il loro podcast ufficiale, il più delle volte presieduto da Joe Dante in persona che ovviamente cosa fa? L'attività migliore del mondo, parlare di film dopo averli visti per consigliarli ;-) Cheers

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    2. Lo conosco di fama,ma devo ancora recuperare! Grazie per avermelo ricordato!

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    3. Era un film televisivo, quindi non semplicissimo da recuperare, considerando che titoli più semplici come "L'erba del vicino" sono fuori catalogo, però vale assolutamente la pena, penso sia uno dei film più geniali di Dante ;-) Cheers

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  5. Per quanto riguarda me Cassidy,quando faccio la strada per i cassonetti dell'immondizia scorgo spesso delle signore sul balcone che controllano tutto il tempo che cosa la gente va a buttare! Una di queste simpatiche persone mi ha anche gridato dal suo balcone dicendomi che quel cassonetto e riservato solo alla sua via,io cordialmente gli ho fatto notare che quel cassonetto era il piu vicono a casa mia,e mi dovevo comunque fare un pezzo a piedi per raggiungerlo,a lui bastava uscire dalla porta di casa per trovarseli davanti,e poi gli dissi che il cassonetto non apparteneva a nessuno,l'importante era non lasciare l'immondizia per terra! Spioni ovunque con parecchio tempo libero evidentemente,vallo a capire!

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    1. Gli esempi sarebbero tanti e le persone che passano la giornata a spiare fuori, anche troppo. Se non altro sono un buono spunto per i film ;-) Cheers

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  6. Anch'io adoro Donne Amazzoni Sulla Luna. È tutto matto e utilizza ancora una volta le divise del Pianeta Proibito 😜

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    1. Sapevo di poter contare su di te, ne ero certo... Bro-fist! ;-) Cheers

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  7. Joe Dante è uno dei migliori registi incmpresi dall'industria che ha ben pensato di esiliarlo. Questo poi è proprio un classico degli anni '80 al videonoleggio.

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    1. Amen fratello, un giorno verrà riconosciuto come il genio che è, quando ormai sarà troppo tardi ma noi, lo sappiamo già da anni ed anni che Dante è un Maestro. Cheers!

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    2. Come dicevano gli amici dell'Alighieri a Firenze nei primi tempi dello Stil Novo ... :D :D

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    3. Benigni la mena sempre con Alighieri, io faccio lo stesso con Joe ;-) Cheers

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  8. Ricordo male, o c'è stato un periodo in cui questo film passava praticamente tutti gli anni su Italia 1?
    Non lo rivedo da troppo tempo, urge recupero grazie di avermelo ricordato. Bell'articolo ho avuto un sorriso stampato in faccia per tutto il tempo della lettura😁
    Auguri Tom!

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    1. Si ricordi bene, bei tempi visto che oggi è fuori catalogo. Ti ringrazio, l’intento era proprio quello, spero di contribuire alla riscoperta del film, se la merita ;-) Cheers

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  9. Buon compleanno Tom! :--)

    Per me questo film rientra nella categoria "sono sicuro di averlo visto, ne ho un ricordo confuso, voglio rivederlo", temo... La tua recensione non ha fatto altro che aumentare la mia curiosità! Grazie per aver preparato la torta di compleanno insieme a me! :--D

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    1. Figurati, grazie a te per gli assist di queste iniziative, sempre molto gradite ;-) Cheers

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  10. Proprio un film maledetto. Passa spesso in televisione, ma per un motivo o per l'altro non son mai riuscito a vederlo tutto intero, dall'inizio alla fine, giuro.
    Cucio insieme i vari ritagli ma non viene mai lo stesso film. Una scena qua, una scena là, quale viene prima, quale dopo? ...

    Grant Morrison disse che quando era sotto acido leggeva così i suoi fumetti, invertendo e scambiando l'ordine di lettura delle tavole, e funzionava benissimo. C'era sempre un senso, ma sempre diverso.
    Voglio provare anch'io coi film, non mi serve neanche il trip, bastano tre o quattro lattinacce di birra tipo 8.6. :D

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    1. Potremmo dire che ancora oggi Grant Morrison scrive i suoi fumetti così. Non sotto acido eh? Cioè, anche se forse… ;-) La birra 8.6 è ottima per altro! Cheers

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  11. Guardando "L'erba Del Vicino",è impossibile non pensare alla fortuna che comporta possedere degli hobby sani o dei talenti individuali! Io ad esempio nel tempo libero quando sono per conto mio oltre al cinema e la lettura,mi dedico tantissimo al disegno,ho letteralmente cartelle piene di mie creazioni,tempo assolutamente ben speso! A pensarci è terribile immaginare a come possano essere le giornate di molte persone prive di creatività,forse è inevitabile che finiscano per origliare i vicini di casa,falciare per la milionesima volta il prato di casa oppure contemplare i nuovi strumenti da lavoro acquistati! Alla fine però si potrebbe dire che anche loro formano un loro piccolo gruppo di amicizie,magari non sarà il più entusiasmante ma è sempre meglio di niente!

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    1. Idem, una volta disegnavo più spesso, sto cercando di riprendere il vizio, ma siamo corpi progettati per la pandemia, lockdown? Non ti temo ;-) Cheers

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  12. Ero stato appena folgorato sulla via di Damasco, cioè avevo appena visto "L'ululato" e Joe Dante era entrato di prepotenza nel mio personale Pantheon di maestri del cinema (l'unico con la D, in mezzo a Carpenter, Cameron, Craven e Croneneberg!), quando durante la religiosa consultazione del martedì del "Radiocorriere TV" nel 1990 scopro che la CIC Video (all'epoca regina delle videoteche) aveva appena portato in VHS un film inedito, che aveva saltato le sale per essere recuperato in home video. Ovviamente all'epoca nessuno si copre Dante, l'operazione è il semplice frutto del successo di "Turner e il casinaro" e "Il falò delle vanità", quando cioè Tom Hanks da comico di genere è diventato attore di Hollywood, agli occhi dei distributori italiani, che si sono sbrigati a recuperare tutti quei film che avevano bellamente ignorato negli anni.
    Noleggiato immediatamente il film, non ero decisamente pronto a ciò che vidi. Avevo appena scoperto l'horror e volevo quel genere da Dante, quindi purtroppo all'epoca non sono stato in grado di apprezzare il film. Solamente col tempo, scoprendo l'incredibile cast e rivalutandone la trama, ho allargato il mio apprezzamento dantesco anche a questo titolo :-P

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    1. Era molto ma molto strano per l'epoca, anche perché intercettava il cambiamento nella carriera di Tom Hanks, proprio per questo penso che oggi si meriterebbe una bella riscoperta questo film ;-) Cheers!

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  13. Una sera sono finito al cinema a vedere "Disturbia", al grido di "Ooh, CUCCHIAIONE LaBeouf che fa un thriller!".
    Dopo mezz'ora ero gia' li' a tentare di ingoiare la poltroncina davanti a sbadigli.
    Ci aveva gia' pensato Joe, a fare quella roba. E decisamente meglio.
    Un giorno scopriro' cos'ha fatto mai di male. O a chi ha pestato i piedi.
    No, perche' ad un certo punto i suoi film al botteghino hanno fatto tutti fiasco, raccogliendo briciole.
    E molti non li hanno ancora rivalutati come meriterebbero.
    Credo che Dante avrebbe voluto seguire il percorso tracciato da Spielberg, ma a suo modo. Non rinunciando a mettere lasua firma, che consisteva in un gran gusto per il macabro a tutto spiano.
    Anche Steven avrebbe voluto farlo, ne sono convinto. Mantenere i tratti distintivi dei suoi esordi.
    Ma era piu' furbo. Joe se ne fregava delle mezze misure, invece.
    E quando decideva di metterti paura, lo faceva sul serio. E dannatamente bene.
    Ma vi ricordate la scena del cambio di faccia in "Salto nel buio"?
    E "Explorers"? Oltre a mostrare alieni bruttissimi e per niente graziosi, era la presa per i fondelli definitiva di"E. T. ", con un finale amarissimo.
    Quando l'incontro ravvicinato del terzo tipo che dovrebbe cambiarti la vita non ti cambia un accidente.
    E si torna alla routine, alla scuola, ai bulli, alla compagna carina ma che non ti degna di uno sguardo (anche se...) e a genitori rompipalle e pure maneschi, in qualche caso.
    La fine dell'innocenza a colpi di telefono - casa, proprio.
    Qui abbiamo un altro piccolo gioiellino che sta a meta' tra il thriller e la commedia degli equivoci, con punte di citazionismo (altra firma tipica di Dante) decisamente horror.
    Ma forse il pubblico non amava le commistioni di genere.
    Il grande errore in buona fede di Joe: ritenere gli spettatori piu' intelligenti di quanto fossero in realta'.
    I toni qui si mantengono sul grottesco, a parte il finale che e' da brividi. Con Hanks che sbocca di brutto, affermando che si diventa mostri a furia di macerarsi il fegato e farsi il sangue marcio con invidie e malignita' assurde.
    Peccato che poi scopre suo malgrado che i suoi peggiori sospetti non erano del tutto infondati.
    Mi sa che Dante voleva mettercelo il bad ending, dove il protagonista faceva una bruttissima fine. Prima che qualcuno gli dicesse "Basta, dai.".
    Concordo anche sul buon vecchio Tom: esiste tutta una filmografia pre - Forrest da recuperare, dove dimostra eccellenti doti comiche.
    Ottimo pezzo, Cass.
    Complimenti.

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    1. Per me quello non sarà mai un errore, una scelta che non paga, meglio fare come fa Nolan o GIEI GIEI che trattano il pubblico come degli idioti, Dante non lo ha mai fatto, infatti è l'unico davvero geniale tra i registi qui da me citati ;-) Cheers

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  14. Non so se l'ho letto da qualche parte o e una mia intuizione,il fatto che Dante potrebbe essersi ispirato ad'un episodio ( tra i migliori per me ) di Ai confini della realtà.In quell'episodio,in un quartiere tipo quello di questo film,mancava la corrente,linee del telefono mute e altro,e tutti uscivanio fuori di testa. Tornando al film,è assurdo che non abbia avuto successo e ancora oggi sia conosciuto da pochi,basti pensare che da noi è uscito in DVD eoni fa,DVD con zero contenuti speciali e mai rieditato,su Ebay sta alla modica cifra di 45 Euro. Speriamo che la Midnight Factory ci faccia un pensierino.

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    1. Sicuramente Dante è un cultore della storia serie, anche se più che il vicinato, non ci vedo altri punti in comune. Invochiamo la Midnight! ;-) Cheers

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  15. Joe Dante>Spielberg

    Secondo te perché Dante ha sempre avuto poco successo di pubblico?
    Spesso tanti film che hanno fatto flop al botteghino sono stati riscoperti, lui no

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    1. Joe Dante è stato sotto l'ala protettiva prima di Corman e poi di Spielberg, quindi proprio opposti non possono essere. Non è il solo, Peckinpah, Verhoeven, lo stesso Carpenter per certi versi, purtroppo i registi che non sono stati ancora riscoperti, o lo saranno troppo tardi non sono pochi, guarda quanti stanno "scoprendo" Richard Donner ora. Cheers!

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  16. Ma sai che questo non lo conoscevo? Me lo segno.

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    1. Sono qui per diffondere il Verbo di Dante, sono il Benigni di Joe ;-) Cheers

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