mercoledì 14 luglio 2021

G.I.Joe - La nascita dei Cobra (2009): il cobra non è un serpente

1963, Stanley Weston a caccia di un’idea per un nuovo giocattolo per le strade della sua Manhattan, si lascia ispirare dai film di guerra visti e viene fuori con uno spunto: quattro pupazzi, come le Barbie ma per maschietti, ognuno ispirato ad una tipologia di soldato.

Al suo capo, Donald Levine, l’idea piace e al momento di farla mettere in produzione dalla Hasbro fa una proposta a Weston: 50.000 dollari e l’1% sugli incassi oppure 100.000 fogli verdi con sopra facce di ex presidenti spirati. Weston agguanta il malloppo più sostanzioso, comprensibile, ma in prospettiva futura non una gran idea.

La Hasbro grazie alla linea G.I.Joe, battezzata così strizzando l’occhio ad un film con Robert Mitchum del 1945, non solo è diventata una delle più grandi case di produzione di giocattoli del pianeta, ma ha messo in moto una macchina in grado di incassare più di un miliardo di dollari nel corso dei decenni, tutto grazie ad una strategia vincente, un concetto necessario a ribattezzare il giocattolo con un nome più tosto, “Action figure”, due parole che servivano a convincere i bambini a giocare con le bambole. Armate, in mimetica e una cicatrice sul volto, ma sempre bambolotti di plastica altri 30 centimetri.

Se non vi ricordate di loro è solo perché gli Aqua non hanno mai dedicato loro una canzone.

G.I.Joe diventa il modello su cui poi è stato creato Big Jim per i rivali della Mattel, ma la sua corsa è terminata con la crisi energetica del 1973, l’alto costo del petrolio e una sanguinosa guerra in Vietnam, non erano certo le condizioni ideali per continuare a vendere ai bambini pupazzi da battaglia. La Hasbro ammaina la bandiera e ordina il rompete le righe ai suoi soldatini.

1981, gli Stati Uniti di Yankeelandia hanno un nuovo presidente, un tempo attore (nemmeno troppo bravo), tutto quello che è a stelle e strisce piace molto e alla Hasbro, hanno un piano bellicoso per togliere il primato di vendite alla Kennel, che con i suoi giocattoli di Star Wars faceva il bello e il cattivo tempo. Una nuova linea di G.I.Joe, questa volta alti 9.5 centimetri, tutti snodati e pieni di accessori, dei soldati tutti nuovi, supportati da un fumetto pubblicato in accordo con la Marvel Comics e da una serie di cartoni animati, da sempre il modo migliore per vendere i giocattoli. Ma prima di ogni altra cosa, bisogna ottenere l’approvazione di Stephen Hassenfeld, figlio del fondatore della Hasbro e responsabile dell’azienda di famiglia. Le migliori menti della Hasbro si impegnarono in una presentazione con i fiocchi, con tanto di responsabile del progetto con frustino ed elmetto in stile generale Patton (storia vera), ma Hassenfeld resta gelido, almeno fino a quando non gli fanno sentire il tema principale del cartone animato. Quando finisce la canzoncina nella sala riunioni cala il silenzio (e il gelo), Hassenfeld è una Gioconda indecifrabile, ad un certo punto si alza e dice: «Devo parlare con mio padre» e lascia la stanza.

Non ce la faccio, troppi ricordi (cit.)

I dirigenti della Hasbro intontiti ci mettono un attimo a realizzare: «Ma suo padre è morto due anni fa». La mitologia che ci è stata tramandata racconta di Stephen Hassenfeld, dritto al cimitero, sulla tomba del padre a dichiarare: «Papà, G.I.Joe è tornato» (storia vera). Per la seconda volta la Hasbro lega il suo nome ai soldatini snodabili di plastica e il resto è storia, tra le centinaia di migliaia di bambini cresciuti combattendo guerre termonucleari globali sul pavimento di casa, metteteci anche il vostro amichevole Cassidy di quartiere.

Nei commenti potete dirmi quali di questi avevate nella vostra collezione.

Non so quanti ragazzini in uno strambo Paese a forma di scarpa fossero infognati come me con i G.I.Joe, tra i ragazzi della mia leva andavano per la maggiore le Tartarughe Ninja che ho sempre adorato, ma dico sempre che con i G.I.Joe ho consumato tutti i miei istinti guerra fondai. Avevo una collezione nutrita di personaggi e mezzi e devo a quei pupazzetti una buona parte del mio immaginario, anche se qualcuno ha fatto peggio di me, come Larry Hama, lo scrittore celebre per un lungo ciclo di storie sul personaggio di Wolverine, ricordato per gli anni dedicati ai fumetti Marvel dei G.I.Joe, contribuendo a creare molti degli eroi e dei cattivi, destinati a diventare giocattoli per i più piccoli.

Il fumetto nel Guinness dei primati per più personaggi in copertina? “Gi Joe: America’s Elite #25”, Chris Lie ha disegnato 236 personaggi (storia vera)

La popolarità di G.I.Joe negli Stati Uniti non è mai scemata, la Hasbro ha continuato a produrre giocattoli senza sosta, era inevitabile quindi che prima o poi, un “franchise” di tale portata arrivasse anche al cinema. Visto che a breve uscirà il prequel/Spin-off (quante brutte parole inglesi tutte insieme) dedicato a Snake Eyes (la vedo più nera del suo costume da ninja…) mi sembra giusto che questa Bara si occupi della saga cinematografica, anche se voglio giocare a carte scoperte, questo primo film è una tragedia, lo è stato quando lo vidi per la prima volta nel 2009 e dopo essermi sottoposto ad una seconda visione in vista di questa mini rassegna, forse l’espressione tragedia pecca di ottimismo.

Attorno al 2009 i film fantastici ispirati al mondo dei fumetti non erano più dedicati a quei quattro abitanti delle fumetterie meglio noti come Nerd. La Marvel si espandeva a lunghe falcate, Nolan collezionava consensi, in questa corsa agli armamenti (cinematografici), evidentemente la Hasbro, in collaborazione con la Spyglass entertainment (e la Universal a distribuire il prodotto finito) devono essere rimasti con la pagliuzza più corta in mano, perché di tanti registi in quel momento impegnati con film tratti da fumetto, loro sono riusciti ad accalappiare solo Stephen Sommers.

Addominali di gomma e vai in spiaggia senza pensieri!

Sulla carta una scelta quasi giusta, per citare un pezzo di Caparezza, un “campione dei novanta” che aveva spaccato i botteghini con “La mummia” (1999) e il suo seguito del 2001, due film che ho sempre apprezzato il giusto e un giorno mi deciderò a rivedere, anche se poi rimando sempre, chissà perché. Il suo “Van Helsing” (2004) era stato un costoso disastro sotto vari punti di vista, eppure sulla carta Sommers poteva essere l’uomo giusto per portare al cinema i G.I.Joe, ma a ben guardare, anche il momento era dei migliori.

La prova che questo è un film di Sommers? La presenza di un convintissimo Brendan Fraser.

Nel 2009 la saga di Fast & Furious sembrava aver finito la benzina (o il gasolio, ah-ah!), per rilanciarsi avrebbe avuto bisogno del cast originale in beh, “Fast & Furious - Solo parti originali” (2009), quindi esisteva uno spazio sul mercato per infilare una nuova saga fracassona, tra l’intrattenimento e l’azione, che per altro grazie alla leva della malinconia, “G.I.Joe” avrebbe potuto ricoprire alla perfezione. Andiamo su! La distinzione tra buoni e cattivi non potrebbe essere più chiara, da una parte i G.I.Joe e dall’altra un gruppo terrorista chiamato Cobra, infatti non a caso quelle rare volte in cui un personaggio cambiava schieramento, venivano fuori gli episodi più drammatici della serie animata e del fumetto.

Però guardate QUESTO, fatto? Bene, il sergente Slaughter che salta giù dal suo Triple T per tirare un cazzottone in faccia a uno dei Dreadnoks. La sigla del cartone animato era tutto un piano sequenza d’azione, sarebbe bastato replicarlo quasi identico per portare a casa il risultato, invece Stephen Sommers cosa fa? Prima si fa affidare un budget faraonico (150 milioni di fogli verdi con sopra facce di altrettanti ex presidenti defunti) e lo utilizza per accaparrarsi i servigi di uno come Alan Silvestri, che firma una delle poche cose riuscite del film, la colonna sonora. Scelta saggia perché Silvestri è un gancio ideale con il padre putativo di tutta l’operazione G.I.Joe, ovvero Delta force, peccato che il resto dei soldi siano stati buttati fuori dalla finestra.

"Chi ha detto che solo i personaggi di Michael Bay possono camminare in parata?"

I tre sceneggiatori (tre dico io, per scrivere ‘sta roba?) in evidente combutta con Stephen Sommers, fanno una scelta che nel 2009 era già vecchia e datata, ma non nel senso retrò del termine, nel senso che puzzava già di riciclaggio becero. Per la prima scena decidono di raccontarci una tortura e quindi la genesi del cattivo di turno, questa volta nessuno viene chiuso in un sarcofago e divorato dagli scarrafoni come succedeva in “La Mummia”. Si inizia a guardare un film che si chiama “G.I.Joe” e come spettatore ti ritrovi nella Francia del 1641, ad assistere ad una nuova tortura, una brutta coppia della maschera di ferro che serve fondamentalmente a giustificare il fatto che nel finale, Christopher Eccleston finirà per indossare la capoccia di metallo di Destro, che per altro si vede per circa due secondi prima dei titoli di coda. Perché per tutto il film Eccleston recita diciotto metri sopra le righe, utilizzando un accento che fa sembrare la sua (ottima) prova come Nine in Doctor Who, quasi una recitazione sottotraccia, minimalista, e parliamo di un personaggio che aveva come frase simbolo un entusiasta «Fantastic!».

"Improvvisamente aver lasciato Doctor Who non mi sembra più una buona idea Rose", "Chi è Rose?", "Una finta bionda come te, non farci caso"

Una volta digerito questo prologo fuori tempo (in tutti i sensi), “G.I.Joe - La nascita dei Cobra” getta la maschera (ah-ah!) e con la frase “Tra qualche anno nel futuro”, Stephen Sommers mette in chiaro che il suo modello per il film è il primo X-Men, con la sostanziale differenza che nel 2000, Bryan Singer era un regista che arrivata da thriller seri e premiati, alla ricerca di una credibilità per un genere da sempre considerato roba per bambini. Sommers non credo sia mai stato considerato più che per un cinema rivolto ad un pubblico di età superiore ai 13 anni, di certo non nel 2009, eppure ricalca tutto questo lungo film di origini, sugli Uomini-Pareggio di Singer. Di là avevamo Anna Paquin, la ragazza con cui il pubblico poteva immedesimarsi, che scopre un mondo più grande di lei popolato da mutanti, buoni e cattivi in lotta tra loro, qui invece il ruolo della Anna Paquin di turno è ricoperto da uno spaesato Channing Tatum, il cui Duke sfoggia una cicatrice sul volto in omaggio al primo pupazzo action figure di G.I.Joe e al suo compare, la spalla comica Marlon Wayans che conferma la mia teoria: tenetevi ben distanti da tutti i film in cui compare un Wayans che non si chiami Damon.

"Ehi ma tu non sei Damon!" , "Molto appropriato, tu non mi sembri proprio Bruce"

Cioè, secondo voi come spettatore io dovrei scoprire il mondo dei G.I.Joe e dei Cobra, con gli occhi di Channing Tatum, uno che di norma funziona solo quando fa la parte del cretino (e qui deve fare quello serio tutto il tempo) e di Marlon Wayans che per 118 minuti strabuzza gli occhi (soprattutto quando vede Rachel Nichols, ma quello è più che comprensibile) e che comunque in questa baracconata risulta il più morigerato di tutto. Ve lo ripeto, il film è talmente esagerato che persino Marlon Wayans pare suo fratello Damon diretto da Tony Scott.

Il film poi sceglie di giocarsi una serie di G.I.Joe minori, ad esclusione di Duke e Scarlett, nomi come Heavy Duty oppure Breaker, non erano certo i favoriti dei bambini, il fatto che poi siano interpretati dal più improbabile dei cast non aiuta. Adewale Akinnuoye-Agbaje me lo ricordo per quel pazzo di Adebisi in Oz, mentre qualcuno mi spieghi come ha fatto Saïd Taghmaoui a passare da “L’odio” (1995) a questo, non dico nella stessa carriera, ma proprio nella stessa vita.

Questa è la storia di una carriera che precipita... (quasi-cit.)

La Scarlett di Rachel Nichols poi è veramente un ruolo infame, non solo è l’unica donna del gruppo e in quanto super avvenente, vittima del broccolamento di Marlon Wayans, ma allo stesso tempo deve essere anche la più sveglia della stanza perché non vogliamo certo beccarci accuse di sessismo no? Di fatto è un personaggio che ha solo caratteristiche positive ma non influisce mai positivamente sull'andamento della storia, l’unico momento in cui emerge è quando traduce dal Gaelico i comandi dell’aereo pilotato da Ripcord, perché sì, questo è il film dove un costosissimo aereo da combattimento, viene impostato con i comandi in Gaelico, come quando sullo smartphone sbagli a selezionare la lingua e ti ritrovi con i comandi in spagnolo.

Bella, rossa e parla anche Gaelico. Forse ha anche dei difetti, forse.

Per non parlare di tutto quell’inutile e ingarbugliato tentativo di unire tutti i personaggi tra di loro, con un grado di parentela e legami affettivi, che in teoria dovrebbero portare pathos una volta spezzato. Risultato finale? “G.I.Joe - La nascita dei Cobra” è il film con più alto numero di flashback utilizzati a cazzo di cane (per dirla alla Renè Ferretti) che io abbia mai visto. Roba per cui un flashback si utilizza per spiegare tutto, perché quello si chiama Snake Eyes? Flashback con un ragazzino che si allena da ninja che fa lo “sguardo da serpente” con un primo piano sugli occhi. Quello è uno sguardo da serpente? Io che sono stato miope per decenni stringevo gli occhi allo stesso modo, inoltre fuori da questo blog sono uno di poche parole che ama vestirsi di nero, dovrei farmi chiamare anche io Snake Eyes?

Il Duke di Channing Tatum era fidanzato con Sienna Miller, ed era grande amico di suo fratello Joseph Gordon-Levitt, poi per effetto del flashback numero 47 (morto che parla), scopriamo che Giuseppe Gordone-Luigi è rimasto sfigurato e pazzo e questo spiega perché per tutto il film recita mascherato e con la voce in stile Darth Vader o Fenner, fate voi. Fino a quel finale ridicolo in cui indossa un’altra maschera (ancora più brutta) e annuncia al mondo che ora tutti dovranno chiamarlo Commanderrrrrrrrrrrrrr, pronunciato proprio così, con abbondanza di “R” alla fine.

Pensate che sfiga se avesse avuto la "R" moscia.

Di fatto Joseph Gordon-Levitt e Sienna Miller sono stati pagati (profumatamente) per apparire al naturale in una scena flashback, perché la Miller in particolare, credo che sia l’unica bionda naturale, chiamata a recitare nei panni di una mora. Si perché il film non ci risparmia nemmeno questa dicotomia pietosa, bionda e vestita di bianco uguale buona, mora e vestita di nero uguale cattiva. Se non altro Sienna Miller in versione Morticia Addams è molto caruccia, anche se sembra più un’indossatrice che una terrorista, d’altra parte la sua frase più riuscita nel film è «Belle scarpe», mentre semina il terrore a Parigi.

Siena Miller mora > Siena Miller bionda (perdonate il giovanilismo)

Stephen Sommers a cui veniva chiesto solo di rispettare la colorata caciara patriottica del cartone animato, ci toglie ogni punto di riferimento. Come Singer fa vestire di nero tutti i suoi Joe rendendoli anonimi personaggi che si chiamano come quelli che un tempo conoscevamo, un ottimo modo per passare come pialla sull'effetto malinconia. Senza nessun controllo Sommers si fa prendere la mano, almeno Steven E. de Souza per "Street Fighter" (1994) aveva subito pressioni per inserire tanti personaggi (storia vera), ma Sommers invece che scusa ha per questa folla di soldatini usati così male? Per assurdo il pacchiano film con Van Damme era molto più in linea con lo spirito del cartone animato dei G.I.Joe rispetto a questo incidente stradale in CGI.

Non è un caso quindi che gli unici a funzionare davvero, siamo quelli che hanno mantenuto le divise sopra le righe sì, ma identiche alla loro controparte originale. Sommers che ha dimostrato di apprezzare la dicotomia bionda buona e mora cattiva, qui forse per la stessa ragione mantiene l’idea del ninja bianco dei Cobra Storm Shadow (Byung-hun Lee) e del ninja nero tra le fila dei buoni Snake Eyes, il fatto che sia interpretato da Ray Park poi, ricorda moltissimo una brutta copia di Star Wars, non è un caso quindi che uno dei due duellanti, muoia cadendo nel vuoto come da tradizione imposta da George Lucas.

Poco lo so, ma questo scontro ninja lo dedichiamo a Lucius.

Ma dove “G.I.Joe - The Rise of Cobra” fallisce miseramente è nell'orgia di effetti speciali in CGI non brutti, orribili, erano già vecchi nel 2009 figuriamoci rivisti oggi. Roba che l’orso polare che muore di freddo (eh?) fa rimpiangere quelli della pubblicità della Coca Cola e il mega inseguimento a Parigi, con le super tute che fanno saltare i Joe come cavallette (o come Tony Stark) sono un pugno in un occhio condito da pessimi dialoghi. Se non altro, nella versione italiana sono riusciti a raggirare il verbo “rise” che mette sempre in crisi tutti i titolisti, consideriamoci fortunati, avremmo potuto trovarci di fronte a qualcosa tipo: “G.I.Joe - Il cobra si alza”, oppure ancora meglio “G.I.Joe - l’alzabandiera del Cobra”.

Potrei andare avanti due giorni a demolire ogni scelta di questo disastro che per comodità chiameremo film, per assurdo sono le facce di contorno a funzionare meglio, infatti Sommers sceglie di affidare il ruolo del presidente degli Stati Uniti a Jonathan Pryce ma poi lo utilizza pochissimo, forse impegnato a gestire i troppi personaggi, molti dei quali affidati ai suoi pretoriani: Brendan Fraser che non può mancare compare tre secondi in un ruolo creato apposta per lui (per non fare nulla), quello del Sergente Stone. Arnold Vosloo nei panni mutanti di Zartan è quello che ha capito meglio tutta l’operazione, infatti fischietta (il motivetto “Perché è un bravo ragazzo”) sperando che tutto finisca in fretta, in attesa di poter incassare l’assegno e sparire. D’altra parte non si è vergognato a recitare nei due pessimi seguiti di Darkman, non avrò certo vergogna di un ruolo così.

"Questo è un colpo basso Cass! Per punizione fischietterò per le prossime due ore"

Il migliore resta Dennis Quaid, che si inventa una gran imitazione di John Wayne per il ruolo del Generale Hawk, parte accettata solo per far felice suo figlio, un altro cresciuto giocando con i G.I.Joe (storia vera). Peccato che tutti questi, chiamiamoli caratteristi di lusso, siano impiegati poco e male al servizio di un lungo prequel, una storia di origini inutilmente intricata, dedicata a personaggi che nessuno riconosce, perché diversi nel tono e nell'aspetto alla loro controparti originali. Un film che oltre a sbagliare la direzione, sbaglia tutto: la regia è sciatta, il montaggio rende i combattimenti inguardabili e non permette di vedere un colpo mandato a segno che sia uno, ma nemmeno per sbaglio.

La macchina Tuck Pendleton, zeeeeeeero difetti (cit.)

Stephen Sommers per un momento avrebbe potuto lanciare la prossima saga milionaria e caciarona al cinema, colmando lo spazio lasciato temporaneamente vuoto da Toretto e la sua famiglia, invece ha sbagliato tutto, riuscendo solo nell’impresa di disgustare nuovo potenziale pubblico scontentato allo stesso tempi i vecchi appassionati dei G.I.Joe, chissà cosa avrebbe pensato il padre di Stephen Hassenfeld di tutto questo?

A volte i freddi numeri non dicono molto e non servono a valutare un film, ma in questo caso fatemi snocciolare un dato: 103. Il numero di auto distrutte da John Landis in The Blues Brothers. Sapete quante ne ha distrutte Sommers? 112 ma posso dirvelo? Guardando il film nemmeno me ne sono reso conto. Landis dava peso ad ogni sgommata, ciocco o lamiera contorta, in “G.I.Joe - The Rise of Cobra” è tutto talmente posticcio che nemmeno la soddisfazione di vedere 112 automobili devastate regala una gioia, per me il film è tutto riassunto qui.

Landis perdonali, sono ragazzi, giocano.

Prossima settimana, parleremo del secondo capitolo, quello che ha tentato di rimettere un po’ insieme i cocchi di questo pasticcio. In memoria dei vecchi tempi vi saluto così… Yo Joe! Tu invece Sommers ti meriti solo pernacchie.

40 commenti:

  1. Eccoci qui... Premetto che non ho mai giocato coi GIJoe né con Big Jim, ma avevo un altro giocattolo copia economica che si chiamava L'Amico Jackson, tutto snodato e con diversi set da fargli indossare. Ma conoscevo un po questi della Hasbro. Per colpa di Sienna Miller in versione Bad mi era pure piaciuto sto film. Adesso ho paura a rimetterlo sul lettore perché dopo la tua recensione temo che lo vedrò con occhi molto diversi... Eccetto che per Scarlett e la Baronessa la cui ammirazione verso di loro resta sicuramente invariata.

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    1. Non lo ricordo, ma credo che fosse nato sulla scia dei primi Joe. Pensa che il film è talmente scemo da non giocarsi nemmeno la carta più ovvia, una “lotta tra gatte” tra la Baronessa e Scarlett, o magari era presente nel primo montaggio di Sommers, che pare abbia ricevuto reazioni pessime dopo le proiezioni di prova, ma proprio roba tipo “La fin absolue du monde” ;-) Cheers

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    2. Action Jackson della Mego importato in Italia da Baravelli come L'Amico Jackson (non c'entra il film con Apollo Creed :D).
      I corpi e alcuni modelli di teste furono usati anche per le action figures di Tex Willer (esclusiva per l'Italia).

      http://www.megomuseum.com/misc/tex.shtml

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    3. Ecco, forse il film di Tex Willer è su questo stesso livello di eccellenza, nella categoria "come-trasformare-una-grande-storia-in-un-fim-di-merda".

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  2. Mai avuto un pupazzo dei G.I.Joe, e anche dei cartoni ho visto solo qualche puntata sparsa. Questo film invece purtroppo l'ho visto, e ancora me ne dolgo!

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    1. Penso sia uno dei film più brutti e sbagliati di sempre, bisognava anche impegnarsi per tirare fuori un tale sbaglio, Sommers ci è riuscito ;-) Cheers

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  3. "Cobra, alzati e camm...ops..."

    L'ho visto ma mi è scivolato via come acqua temperatura ambiente, ho solo vaghi ricordi che si confondono con il secondo. Perché, sì ma quando arriva The Rock?

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    1. The Rock arriva la prossima settimana, almeno su questa Bara ;-) Cheers

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  4. ahahaha lo vidi al cinema che film di merda. E dire che con "Deep Rising" e "La Mummia" Sommers mi aveva divertito un mondo, ma dopo ha avuto un tracollo totale. Comunque il personaggio più insipido è proprio Scarlett, hai ragione, però Rachel Nichols io la metterei ovunque anche come semplice cameo.

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    1. Un personaggio che ha il compito di fare TUTTO e infatti non fa niente. Sommers è stato campione dei novanta, prima di perdere non come quel campione dell'Olanda come canta il Capa, ma con i questo disastro para militare ;-) Cheers

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  5. Carabara, non ci crederai, ma noi di Cinelandia USA siamo tipi da meat & potatoes e ci piacciono tanto i dindi. Ad una festa, mentre deprediamo il buffet, possiamo lodare l'ultimo dei Coen, ma alla fin fine siamo disposti a sacrifici umani per clonare i Russo. Non ti stupirà quindi sapere che dopo i G.I. Joe in lotta col Cobra stiamo pensando di saccheggiare Copra di Michel Fiffe e farne una tonnellata di film e serie per lo streaming da qui all'eternità. Uno dei miei ex colleghi nel think tank aveva proposto di farne una cosa " tra Gumball e lo show con Modok " ed immagino che ora stia portando la cena in bici da qualche parte a Manhattan. Il nuovo Re della Collina è il tizio che ha proposto di " prendere quel fumetto di Hama e Trimpe e farne un live action alla Mike Bay, ma non così rilassato ed introspettivo". Standing ovation. Il budget sarebbe sufficiente a costruire Asgard sulla luna fino all'ultimo McDonald's. Ti aggiornerò, se Tizio non trova il modo di farmi saltare: sa che anni fa avevo un debole per Arizona jr...ciao ciao

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    1. Film come questo sono utili, ti fanno rivalutare pure Herb Trimpe.

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    2. Herb era DAVVERO un real american hero. Consigliato non mi ricordo da quale cartoonist per lo storytelling chiaro, ha disegnato Hulk per anni - con chine per esempio dei Severin - ed anche Iron Man e Killraven. Mai una superstar, licenziato negli anni novanta dopo un imbarazzante tentativo di imitare Liefeld su una delle testate dei F4. Non funzionano le sue stisce sindacate. Torna a scuola. Rip Herb. Grazie per le tue storie di Hulk contro Glob e contro gli Avengers e l'Uomo Sabbia etc ( primi numeri del quindicinale Corno). Sarà un caso, ma alcune delle storie di Hulk di Peter David e Jeff Purves ( ink di Marie Severin ) hanno un po' della tua impronta.

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    3. A mani basse però lo show con Modok al momento batte quello con Loki, anche se devo ancora edere l’ultimo episodio. Magari non proprio Mike Bay, anche se non si è mai capito perché lui, così indicato per i Joe, si è impallinato con i robottoni. Veri estimatori di “Arizona Junior” siamo rimasti in pochi, dovessero cercarti qui ti copro io. Cheers!

      P.S. Da fanatico del Golia Verde, non parlatemi male di Herb Trimpe!

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  6. Bel post, soprattutto per la origin story dei giocattoli. Per il resto...
    "Questo film non ééééé un serpenteeee ... ma una biscia fetenteee ... che shpaventa la 'ggenteee ...!" (cit.).
    Mi pare abbia avuto l'unico merito di originare una nuova linea di pupazzetti abbastanza carina, anche se molto limitata. Il nuovo modello del Cobra Hiss è molto bello.
    E se non sbaglio di questa chiavica di film c'è pure il seguito.

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    1. Ti ringrazio, era l'unica buona occasione che avrò mai per raccontare l'origine dei miei giocattoli preferiti da bambino. Si esiste anche un seguito, a breve su queste bare ;-) Il cobra non è un serpente, ma un film indecente, ciretto da un deficiente (quasi-cit.). Cheers!

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  7. Uno dei pochi film interrotti dopo minuti (subito dopo la scena della torre Eiffel...): non sopporto le pellicole che trattano come scemo lo spettatore. E questa, in tal senso ci da parecchio giù...
    Salvo solo Sienna Miller inguainata in latex.
    In compenso, se ti capita, recupera questo: https://en.wikipedia.org/wiki/G.I._Joe:_Cobra
    Sembrano GI JOE scritti da John Le Carré con protagonista il grande Chuckles, l'"infiltrato".
    Cupo, violento, disperato...Una bella bara la merita tutto (altro che questa zozzeria immonda)

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    1. Mi spiace spegnere le fahtasie fetish, ma le uniche gatte in vero latex del cinema sono state Michelle Pfeiffer in Batman Returns e Maggie Cheung in Irma Vep. Il costume di Sienna era un misto di lycra ed ecopelle come è stato usato in tanti altri film per ottenere quell effetto "fasciante" in maniera molto più economica e pratica.

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    2. Ecco, hai eliminato l'unico punto a favore della pellicola...
      Irma Vep: discreto mattoncino...(a parte la splendida battuta relativa ad Heroic Trio...)

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    3. Quello scritto da Mike Costa vero? Lo cerco da tempo quel fumetto. Prima o poi lo troverò.
      Niente latex, al massimo una costosa Cosplayer della Baronessa tutto sommato riuscita. Cheers!

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  8. Madonna che schifezzone! Pure poco divertente...

    Non concordo però su Sommers. Qui fa un pastrocchio, ma il primo film de La mummia aveva stile ed era diretto benissimo. Lui purtroppo è sempre stato un regista senza grosse pretese, ma infinitamente superiore per tecnica ai prodotti che gli affidavano.
    Pure il tanto bistrattato "Van Helsing" per me ha delle trovate visive niente male, in alcuni punti.
    Qui invece s'è rincoglionito del tutto, e infatti dopo credo abbia fatto poco altro...

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    1. “La mummia” ricordo che aveva un bel ritmo, l’ultimo tentativo di fare film d’avventura prima di finire nella valle dei seguiti infiniti. “Van Helsing” poca roba ma a confronto di questo film quasi lusso, qui davvero ha sbagliato TUTTO, lo hanno quasi licenziato per poi riassumerlo e fargli completare il montaggio, le leggende parlano di test di prova del primo montaggio in cui il pubblico avrebbe preferito nascere senza la vista (storia vera). Cheers!

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  9. Il cartone vedevo raramente, mai entusiasmato, vidi questo film e ne rimasi spiazzato (e comunque i miei occhi erano per Sienna e non solo), direi che comunque Transformers (tutti) lo asfalta...

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    1. Lo asfalta con una mano tenuta dietro la schiena. Il cartone mi piaceva da morire, ho dieci sceneggiature già pronte per un film dei Joe nella mia testa ;-) Cheers

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  10. ahahah da qualche vago accenno mi sembra di capire non ti sia piaciuto il film :-D
    Quando l'ho visto lo trovai così inutile che dimenticavo ogni scena appena vista: ma davvero hanno distrutto 112 auto? Non è facile impegnarsi tanto per risultati così infimi: sembrava tutta roba fatta al computer...
    Concordo che non c'è un solo aspetto azzeccato del film, però all'epoca beccai in un negozio il pupazz.. ehm, l'action figure di Storm Shadow con l'aspetto di Lee Byung-hun, con tanto di katana e sai: non ho resistito e mi guarda dalla sezione marziale della mia vetrinetta, accanto ad Elektra bianca (che fa pandan!), a Shang Chi e altri.
    Ai tempi d'oro adoravo le pubblicità dei G.I. Joe su "Topolino", con le loro avventure a puntate create dai pupazz... ehm dai personaggi fotografati in ambienti in miniatura, ma non ne ho mai comprato uno: ero totalmente schierato nella fazione dei Masters per avere soldi d'avanzo da dedicare ad altri personaggi. Di sicuro il G.I.Joe alla Bruce Lee e quello alla ninja mi interessavano, ma onestamente non li ho mai trovati in negozio, se no chissà, avrei ceduto... Anche il cartone ho visto pochissimo, credo di averlo beccato su SuperTRE quando ormai ero grandicello e non dedicavo molto all'animazione.

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    1. In un’ipotetica classifica dei film più brutti di sempre questo non entrerebbe, troppo brutto anche per meritarsi quell’etichetta ;-) Si proprio 112, Michael Bay in carriera ha fatto di peggio, ma almeno lui fa valere ogni ciocchi, qui è tutto posticcio.
      Storm Shadow oltre ad essere uno dei personaggi più tosti è uno dei pochi che ha tenuto botta in entrambi i film. Quello alla Bruce Lee si chiama Quick-Kick lo avevo in “regalo” con una vhs dei Joe, che conteneva un loro film animato, intitolato “Missione aurora boreale”, purtroppo non ho mai avuto Snake Eyes, di quello mi sono sempre dispiaciuto, la seconda versione con cane era bellissima, mi ricordava il videogioco Shinobi ;-) Cheers!

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  11. "Hey, siete andati al cinema a vedere G.I.Joe?"
    "Sienna Miller mora. Baronessa. Latex. Occhiali da sexy segretaria."
    "Ah... Ok... Ma il film? Bello?"
    "Sienna Miller mora. Baronessa. Latex. Occhiali da sexy segretaria."
    "Mhmmm... Capisco... Ma Snake Eyes? I ninja? Le esplosioni? La trama? Nel trailer si vede la Torre Eiffel che si sfrocia su Parigi..."
    "Sienna Miller mora. Baronessa. Latex. Occhiali da sexy segretaria."
    "Ok, ho capito il film è una merda. Mi guardo un porno con Eva Angelina che ha gli occhiali come la Baronessa..."
    "Bravo!"

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    1. Ci sarà un motivo se il travestimento da Baronessa è uno dei più quotati tra le Cosplayer no? ;-) Cheers

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  12. Un encomio da parte mia per lo spirito di sacrificio.
    Perche' riguardarsi una schifezza simile equivale a farsi un gran male.
    Il cartone lo guardavo pure io, come tutti, e mi piaceva. Anche se col senno di poi era una summa dell' America dopo otto anni di reaganismo imperante.
    Per la serie ABOLIAMO TUTTE LE SPESE TRANNE QUELLE MILITARI, E CHI SE NE FREGA SE FINISCONO TUTTI IN ROULOTTE COL SUSSIDIO.
    E in effetti il cartone si prendeva in giro anche da solo, su quel punto.
    Quelli che a prima vista erano l'élite dell'esercito e del terrorismo non erano capaci di sparare un solo colpo dritto che fosse uno.
    Piu' spreco di cosi'...
    In una puntata il tizio vestito da marinaio (come si chiamava? Shipwreck, forse?), di fronte alla domanda di un rappresentate ONU (in realta' la solita Baronessa travestita) se non fosse il caso di investire tutti quei soldi in intenti piu' nobili tipo debellare la fame nel mondo, aveva risposto "E cosa dovrebbero mangiare, quelli? I floppy disk?"
    Ma da pischello mi esaltava. Specie nell'ultima serie, quando avevano pure inserito un certo personaggio del wrestling...
    Ma qui e' stato un disastro, sin dai primissimi trailer.
    Non appena l'ho visto, la mia impressione e' stata che questa roba, con G. I. JOE, non c'entrasse un fico secco.
    Timori poi confermati in pieno dal film.
    Personaggi e attori totalmente fuori luogo. E in parecchi casi, incapaci persino di loro.
    Scene d'azione che dovrebbero essere epiche ma che invece non trasmettono nulla.
    Delle suit che paiono le copie (brutte) di quelle di Halo.
    No, perche' da "Iron Man" in poi tutti devono avere la loro bella corazza potenziante.
    E qui chi siamo? I figli della povera schifosa?
    Senza contare che canna pure l'antefatto. E in pieno.
    Da che mondo è mondo, nei cartoni (soprattutto di stampo yankee) sono i buoni che in genere si organizzano e fanno gruppo, nella prima puntata. Dopo averle prese a ripetizione dai cattivi, che intanto si erano gia' dati parecchio da fare.
    Qui decidono di ribaltare tutto.
    Una pessima trovata, che finisce solo per dare il colpo di grazia a una roba gia' inguardabile.
    Ma la nascita non doveva essere quella dei G. I. JOE?
    Stendiamo un velo pietoso.
    Mai termine fu piu' appropriato come in quest'occasione.
    Massimo rispetto per il fegato dimostrato, Cass.
    Non e' da tutti.

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    1. Ho visto il secondo varie volte, questo solo due, la seconda per scrivere questo post, apprezzo l’apprezzamento ;-) Il marinaio si chiamava Shipwreck protagonista di una delle più belle puntate di sempre del cartone “L’incubo di Shipwreck” anche se il suo senso dell’umorismo era riassunto nel nome, un marinaio di nome naufragio. Il Sergente Slaughter dici? Ne avevo due versioni in giocattolo (storia vera). Grazie capo, gentilissimo! Cheers

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  13. Team TMNT da sempre, ho posseduto e possiedo qualche Joe (villains, OVVIAMENTE) ma è un qualcosa che non mi ha mai appassionato più di tanto, sarà perchè disprezzo con ogni fibra del mio corpo qualsiasi cosa sia army o parli di soldati etc, che come il calcio o lo sport in generale come fede (ma anche qualsiasi fede in generale eh) mi proietta in un mondo dove l'intelligenza è in secondo piano. E questo è inaccettabile. Tuttavia il film è una boiata, ma simpatica. Sia chiaro è la classica minchiata che uno potrebbe trovarsi a vedere il sabato pomeriggio estivo su italia1 ma comunque ricordo che non mi fece poi così tanto schifo. Sarà che tra la Miller e la Nichols (santiddio ma quanto è pheega?? Fa schifo tanto è pheega- cit discorsi alti tra coniugi) e le mascherone sceme avevo di che goderne, ma non l'ho mai considerato quella mostruosa boiata che in molti descrivono. Il secondo ecco, quello mi annoiò proprio tanto nonostante i costumi fedeli.

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    1. Avevo parecchie tartarughe, ma molti più Joe, sono la sacra trilogia dei miei giocattoli preferiti insieme ai Lego. Con i G.I.Joe ho consumato tutti i miei impulsi guerrafondai, per quello sono cresciuto ribelle ;-) A me il contrario, il secondo nel suo essere scemissimo, almeno mi intrattiene, questo proprio non riesco, ma avremo modo di fare discorsi alti anche nel prossimo post a tema ;-) Cheers

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  14. Non so in quale mondo io abbia vissuto, ma ammetto di non aver mai giocato con i G.I. Joe, anzi, se devo dire il vero, quando uscì il film non li avevo nemmeno collegati a dei giocattoli. Sono abbastanza sicuro di averlo visto, ma è uno di quei film che mi interessa talmente poco che potrei avere i ricordi mischiati con il capitolo successivo (altro che mi era interessato meno di zero)

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    1. Non credo che qui da noi siano così famosi, negli Stati Uniti vanno ancora fortissimi, sarà che stanno sempre in guerra? ;-) Cheers

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  15. Anche io con mio fratello eravamo grandi appassionati degli action figure dei G.I. Joe. Snake Eyes e Roadblock devo averli ancora in qualche meandro della cantina. Purtroppo il film è stato una grande delusione, un grande minestrone senza capo né coda, quando poi si mettono le tutine diventa veramente una cosa inguardabile, non ci azzecca nulla con lo spirito del cartone animato. Molto meglio il secondo, con la splendida Adrianne Palicki e il vecchio Bruce in un ruolo che funziona, uno degli ultimi, purtroppo. 👋

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    1. Ne parleremo presto, in compenso posso dirti che Roadblock era uno dei miei preferiti ;-) Cheers

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  16. Non sono mai stato un grande appassionat dei GiAiGio ma La Mummia e sequel di Sommers li amo, Van Helsing e co sono monnezza. Questo film l'ho visto all'epoca e mi fece schifo, tanto da evitare come la peste il sequel, ma poi perché togliere tutti gli aspetto fumettosi???
    Però Snake Eyes mi incuriosisce

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    1. Del seguito parleremo presto, mi confermi che Sommers ha ammazzato il marchio come nemmeno i Cobra hanno mai saputo fare. Cheers

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  17. Lo vidi al cinema ed ebbi la sensazione di una grande occasione sprecata anche se non mi dispiacque del tutto
    Sommers era un regista che mi aveva regalato qualche soddisfazione in precedenza :Deep Rising è una delle mie tamarrate preferite (a quando una bella recensione?)il primo La Mummia lo adorai (meno il secondo ma dovrei rivederlo) e pure Van Helsing alla fine si rivelò un simpatico divertissement.
    Peccato che proprio con GIJoe gli abbia stoppato quasi del tutto la carriera.
    Ha girato solo Il Luogo Delle Ombre con il compianto Anton Yelchin successivamente, purtroppo non se l'è filato nessuno.
    Poteva dare il via ad un mini franchising interessante essendo tratto da una serie di libri di successo negli States (Odd Thomas).
    Da allora (2013) di Sommers si sono perse le tracce

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    1. "Deep Rising" si meriterebbe una lapide tutta sua, si con "G.I.Joe" ha rotto le scatole a molti, inoltre il film non è stato il successo sperato, ci sono carriere che sono finite per molto meno di così. Cheers

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