giovedì 3 giugno 2021

Star Trek - La nemesi (2002): quando il nemico lo hai in casa

Se cercavo strani e nuovi mondi quando mi sono imbarcato in questo lungo viaggio sulla rotta di “Star Trek”, di sicuro oggi qui, ne troverò di stranissimi, benvenuti ad un nuovo capitolo di questa lunga maratona Trekkie.

I film di "Star Trek" con protagonista l’equipaggio di The Next Generation, sono arrivati al cinema con una certa puntualità, questa quarta e per la storia, anche ultima avventura cinematografica per Picard e compagni invece si è fatta attendere di più. Ricordo di essere andato a vederlo al cinema con mio padre, ricordo anche che a fine visione ci guardammo in faccia come a dire «Bah!», non solo era davvero poca cosa ma mai, con un film di “Star Trek”, mi era pesato così tanto non aver visto tutti gli episodi della serie televisiva, per assurdo rivedendolo e dopo aver studiato un po’ della sua travagliata produzione ho capito che il regista Stuart Baird, aveva visto meno episodi del telefilm di me (storia vera).

Lo scarso successo di critica e pubblico di Star Trek - L’insurrezione ha dato qualche grattacapo all’ammiragliato della Paramount Pictures, il solito mefistofelico Rick Berman voleva portare “sangue nuovo” a bordo dell’Enterprise, questo spiega non solo la lunga gestazione del film, ma anche il motivo per cui Jonathan “Two-takes” Frakes, l’amato William Riker non è finito per la terza volta di fila dietro la macchina da presa come regista, ma andiamo per gradi.

Mi sembra comunque che si sia consolato.

Tra le voci che sono rimbalzate nei corridoi di Hollywood, che come tutti i posti di lavoro è più piccolo di quello che potrebbe sembrare, Berman ormai considerava quasi bolliti i vecchi protagonisti di The Next Generation, già in L’insurrezione il tema dell’età dei protagonisti era emerso ma l’idea nella testa del produttore era chiara, per Berman era il momento di cambiare l’equipaggio.

Scelta ardita evitata all’ultimo perché far esordire dei nuovi personaggi, proprio mentre sul piccolo schermo la serie “Star Trek - Enterprise” (a breve su queste Bare) era appena decollata, troppi nuovi personaggi avrebbero spiazzato i Trekkie quindi la trama di “La nemesi” è stata non solo più volte rimaneggiata, ma di fatto un grosso compromesso per tutti, a partire da uno dei personaggi più amati di "The Next Generation" ovvero l’androide Data.

I titoli di testa sembrano i cartelli per il controllo della vista dall'oculista.

Già da tempo l’attore Paolo Bonolis Brent Spiner sperava di uccidere il suo personaggio più celebre, non perché fosse sceso dal letto con il piede Leonard Nimoy, ma solo per sopraggiunti limiti di età. Fino a che punto puoi risultare credibile, malgrado il trucco, nei panni di un androide che non dovrebbe invecchiare, quando cominci ad avere le rughe? Spiner lo sapeva e voleva far fuori Data fin dai tempi di Primo Contatto (storia vera). Per dare una degna conclusione al personaggio, Spiner è stato accreditato come soggettista, per una trama che è stata trasformata in sceneggiatura da John Logan, che in vita sua ha scritto molti film ma io vorrei ricordarvi solo l’ultimo, Alien - Covenant. Serve che io aggiunga altro?

Per un attore che trova finalmente soddisfazione, un’altra invece ha davvero dovuto faticare (ed incazzarsi) per prendere parte al film, Marina Sirtis è arrivata a tanto così da non essere nel film, motivazione? Una delle più vecchie del mondo, l’attrice lamentava un compenso più basso rispetto a quello dei colleghi maschi, d’altra parte avete mai sentito parlare di lavoratrici donne che prendono meno soldi degli uomini? Io purtroppo fin troppo spesso e questo conferma che Hollywood è un grande posto di lavoro, con le stesse strambe regole di tutti gli altri posti di lavoro del mondo. Cosa ha pensato bene di fare l’amichevole Rick Berman? Quello che è pronto a fare quasi qualunque datore di lavoro quando l’impiegata di turno annuncia gravidanze o avanza pretese, alza il telefono e cerca una sostituta, nella fattispecie Sette di Nove, direttamente da Star Trek -Voyager.

“Versa da bere Gianluca, la premessa di Cassidy andrà avanti ancora a lungo”

Possiamo tranquillamente confermare quindi che Rick Berman aveva capito che ai fan di “Star Trek” ci sono due cose che piacciono tanto, la seconda sono i motori a curvatura. Dopo aver sacrificato la coralità di Voyager sull’altare delle curve della bella “Borgnina” interpretata da Jeri Ryan, il produttore era pronto a sostituire una bellezza con un’altra. Marina Sirtis, che evidentemente aveva imparato molto dalle ore passate a giocare a poker in “The Next Generation” è andata a vedere il “bluff” di Berman dichiarando qualcosa tipo: «Tanto Jeri Ryan non verrà mai giù per quei quattro spicci che mi date» vincendo così la partita, perché Jeri Ryan non solo era stufa di tutine aderenti, ma era ben felice dello spazio che aveva nella serie “Boston Public” ecco perché Deanna Troi ha potuto convolare a giuste nozze con William Riker all’inizio di questo film (storia vera).

Tutto risolto? Mica tanto, il vampiro Berman pretendeva ancora il suo nuovo sangue e pur avendo capito che i suoi personaggi erano arrivati alla fine di un ciclo, non ha saputo minimamente sfruttare questo cast, dimostrazione che Harve Bennett prima di lui, aveva fatto per "Star Trek" al cinema di più e anche molto meglio. Il “sangue nuovo” di Berman aveva un nome e un cognome, il regista con infinita gavetta di montatore Stuart Baird, uno che aveva diretto solo l’intenso “U.S. Marshals - Caccia senza tregua” (1998) ma in sala di montaggio aveva lavorato a… siete pronti? Tenetevi forte: Superman, Atmosfera zero, Ladyhawke, Arma letale (e relativo seguito), Tango & Cash, 58 minuti per morire, L'ultimo boy scout e Demolition Man. Basta così o devo continuare?

Vi lamentavate delle moto in Star Trek - Beyond? (Toretto levati, ma levati proprio)

Cosa poteva andare storto? Un piccolissimo dettaglio, Stuart Baird non aveva mai visto una singola puntata di “The Next Generation” e non aveva nessuna intenzione di mettersi in pari, per lui bastava la sceneggiatura di John Logan e questo spiega come mai il film sia così pieno di problemi di continuità con la serie, alcuni davvero clamorosi. Come l’odioso Wesley Crusher (Wil Wheaton aveva una parte molto più consistente che è stata tagliata al montaggio, lasciando solo la sua breve apparizione al matrimonio, per fortuna aggiungo io) che qui compare nella divisa della Flotta Stellare, malgrado abbia abbandonato l’accademia.

Oppure ancora peggio, il povero LeVar Burton a cui non solo Stuart Baird continuava a sbagliare il nome chiamandolo “Lamar”, ma era anche convinto che il suo personaggi fosse un alieno per via delle sue particolari “lenti a contatto”. Storie tese? No tesissime! Perché LeVar Burton che nel frattempo aveva diretto parecchi episodi di “Enterprise”, non era stato nemmeno preso in considerazione come regista per suo sommo disappunto, in favore di uno che non sapeva nulla dei personaggi e a dirla tutta, nemmeno i nomi dei suoi attori.

Il cast diretto da Baird me lo immagino così, con LeVar che perde una diottria ad ogni "Lamar".

A questo aggiungeteci Jonathan Frakes che da “Numero uno” era stato degradato a semplice attore nel ruolo di William Riker, una Marina Sirtis inviperita e un androide con il cerone per coprire le rughe. Non so voi, ma io non riesco a non immaginarmi il regista, sotto assedio circondato da una banda di nerd di "Star Trek", con il dente avvelenato impegnati a sottolineare tutte le sue carenze, qualcosa del tipo: «Stuart ti ricordi cosa diceva Picard dei Romulani nell'episodio numer… ah già, tu non hai mai visto la serie» e tutti già a ridere!

"Uno sguardo intenso e poi dici la battuta: no, io sono tuo padre", "Ma sei sicuro di essere del mestiere?

Non solo Stuart Baird si è ritrovato pesce fuor d’acqua, ma anche alle prese con un cast stanco e poco motivato, tutti elementi che nel film si vedono e anche molto, almeno quanto le anacronistiche rughe di Data, in quello che è un film pieno di paradossi, per essere stato diretto da qualcuno che non aveva mai visto la serie tv, ai tempi mi era sembrato un episodio lungo di un telefilm che non avevo mai visto, non avevo idea di chi fosse la Kathryn Janeway che compare per tre secondi (ma pieni eh?) nel film e avevo la sensazione di essermi perso qualcosa. Rivedendolo oggi, dopo tutte le ore passate sul ponte ologrammi a guardare le serie ho capito che invece è solo un film brutto e sciatto.

Lo riconoscete? Se si avete vinto un mappamondo.

Ci rendiamo conto che questo film riesce a sprecare la presenza di due dei miei preferiti, Ron Perlman ovviamente truccato da mostro, irriconoscibile (nel senso peggiore del termine) nei panni del Viceré di Remus ma soprattutto di quella meraviglia di Dina Meyer, sprecatissima sotto il caschetto di una generica Romulana del tutto ignorabile? Come fai ad avere questi due per le mani e a gettarli via in questo modo io proprio non lo so. Un po’ come la colonna sonora del solito, enorme Jerry Goldsmith che qui passa quasi del tutto inascoltata e anche per questo, bisogna impegnarsi.

La convinzione negli occhi di Dina Meyer.

Alle ortiche viene gettata anche la continuità, in questo film si scopre che i Romulani, dopo anni di difficili e sanguinose trattative sempre più vicini alla Federazione, per decenni hanno avuto la loro organizzazione di schiavi al servizio del loro impero, i Remani sono stati usati da sempre come carne da cannone nelle miniere e nessuno ne sapeva niente? Ma stiamo scherzando!?

Il Pretore Shinzon, grazie a quintali di rabbia repressa e maggiore determinazione diventa capo dei Remani e guida la loro rivolta, che ovviamente chiederà l’intervento di Picard e compagni, una pozza che Shinzon aveva previsto e in cui sperava, perché proprio al nostro “Gianluca” il cattivone, metà vampiro e metà Cenobita nell'aspetto, sperava di arrivare. Si, è il momento di parlare di Tom Hardy.

Dopo aver scartato James Marsters (il vampiro Spike di Buffy), la produzione si è gettata su quel fenomeno di Tommaso Resistente, uno che dove lo metti non solo recita bene, ma nel tempo ha saputo offrire grandi prove che abbiamo rischiato di non vedere mai, proprio perché “La nemesi” gli ha quasi stroncato la carriera. L’insuccesso del film ha gettato Tom Hardy nella disperazione, una brutta battuta d’arresto per il suo primo grande ruolo di cui il povero Tommasino, non ha davvero colpa perché il suo Shinzon malgrado tutto è molto ben recitato, purtroppo è anche piuttosto scemo, ma questo non di certo per colpa del futuro Mad Max.

"Ora avete capito perché Cassidy mi chiama Resistente?"

Un uomo buono, considerato da tutti di valore lo è per sua natura o per l’ambiente che lo circonda? Dovrebbe essere un po’ questo il tema di “La Nemesi”, la risposta è di una banalità sconcertante, normale che se mi prendono a carezze o a pugni dalla mattina alla sera, questo influirà sulla persona che diventerò, ma forse John Logan non lo immaginava tirando su una storia che è un lungo blaterare sul niente, costruita su un colpo di scena che non è tale…occhio agli SPOILER!

Siccome ogni trama di “Star Trek” da quando è comparso il personaggio di Patrick Stewart deve per forza essere "Picardcentrica", il suo dilemma morale, le scelte di una vita dedicata alla Federazione, devono essere rappresentate da un suo doppio oscuro, una nemesi che possiamo girarci attorno quanto vogliamo, non allevia il concetto del “clone cattivo”, il cui mistero viene bruciato immediatamente da Stuart Baird, appena vedi entrare in scena il cattivo, che evidentemente va dallo stesso barbiere di Picard, il colpo di scena che ci verrà rivelato solo un quintale di dialoghi (noiosi) dopo è già bello che bruciato.

"Non me somiglia per niente!" (cit.)

Inoltre, senza nulla togliere a Tom Hardy che fa davvero il suo lavoro potevano almeno prendere qualcuno che somigliasse un minimo a Patrick Stewart senza accampare imbarazzanti scusi di plastiche facciali e mascelle ricostruite? Però vabbè, è sempre di quello che ha scritto Alien - Covenant che stiamo parlando dai! Fine della parte con le anticipazioni.

Dentro “Star Trek - Nemesis” ci sarebbe anche un bel film, una storia che inizia lieta con un matrimonio dove ritrovare i vecchi amici (in cui Riker e Deanna Troi gettano via sette stagioni di serie tv e tutti i discorsi sulla loro carriera, ma vabbè ormai avete capito l’andazzo) e termina con amici che se ne vanno, un equipaggio spezzato e un capitano che è rimasto solo per tutto il tempo solo che nel frattempo, affrontando la sua “Nemesi” ha capito che la sua scelta di vita, per quanto gli abbia chiesto di percorrere un cammino solitario, è stata comunque la migliore. Peccato che tutto questo si percepisca solo per via dei chilometri percorsi con questi personaggi, non di certo grazie al film.

“Star Trek - La nemesi” abbozza un discorso sul doppio, tenendo conto anche del “doppio Data”, che non sarebbe nemmeno male come spunto, ma poi lo getta via come ha fatto con Ron Perlman e Dina Meyer, tutto si consuma in effetti speciali che mostrano più rughe della faccia di Data e di momenti in cui mancano davvero solo gli Oliver Onions in sottofondo, ma la scena con le Dune Buggy esattamente cosa sarebbe? Dovrebbe far ridere senza riuscirci, dovrebbe essere un momento d’azione ma è davvero troppo scemo per essere preso sul serio, inspiegabile.

Ho seriamente pensato di vedere Data e Picard giocarsela e birra Romulana e salsiccia.

Vogliamo affrontare la sotto trama dedicata a Data? Sempre negando tutto quello che abbiamo visto in The Next Generation, viene ritrovato un prototipo di Data antecedente all’androide con le sembianze di Paolo Bonolis rughe che tutti conosciamo, essendo stato costruito prima (in inglese “before”) come si chiama? B4. Un’idiozia che non farebbe ridere nemmeno se tutti noi fossimo ubriachi di birra Romulana e che di fatto dovrebbe concludere la lunga storia del personaggio, regalando a Brent Spiner quella morte (ma con cintura di sicurezza per un possibile ritorno) che prima di lui aveva avuto Leonard Nimoy per il suo più celebre personaggio.

Dopo la capoccia volante del film precedente, ora abbiamo quattro chiacchiere con la testa.

Non nego che forse Data, malgrado le zampe di gallina, sia l’unico personaggio in grado di strappare un brivido, anche se la canzoncina finale di B4 stempera di molto l’effetto drammatico, ma è davvero poca cosa in un film che ha mancato il bersaglio di diversi chilometri.

Rick Berman prima ha scelto il regista sbagliato per questo ambiente di lavoro, ma ancora prima ha fatto di tutto per far inviperire un cast che già dal film precedente, appariva ben poco motivato, ma soprattutto ha fatto un errore da pivello. Se volevi sostituirli tutti, allora caro Berman avrai capito nel fondo della tua testa che un ciclo era finito, perché non sfruttarlo? Hai fatto il diavolo a quattro per mettere su un film mediocre incentrato sull'incontro tra Kirk e Picard, perché non impegnarsi in una campagna promozionale incentrata sull'ultimo viaggio dell’equipaggio di “The Next Generation”, invece di scriverlo solo sulla locandina?

Saluti finali anche per questo amatissimo equipaggio.

Il risultato è timido nella direzione e svogliato nella messa in scena, uno spreco di talenti e anche un discreto schiaffo in faccia a tutti i Trekkie che hanno dovuto salutare (almeno al cinema) i loro beniamini con un film davvero mediocre.

Per certi versi, il tracollo di questo film ha segnato la rotta presa dalla saga di “Star Trek” al cinema e sul piccolo schermo, invece di cercare di guardare avanti, alle stelle, magari seguendo la direzione presa con Deep Space Nine, “Star Trek” ha cominciato a guardarsi indietro. Mentre la mia personale nemesi si attesta all’orizzonte, la prossima settimana parleremo proprio di questo, alla ricerca di strani, nuovi mondi sì, ma in retromarcia. Non mancate ma intanto, non perdetevi il post di SamSimon, oggi anche lui affronta “Nemesis”.

40 commenti:

  1. Concordo sul fatto che sia un film brutto e sciatto, non potevano davvero fornire una fine peggiore al mio equipaggio preferito (dopo la serie classica, ovviamente). Diciamo che un pregio però questa pellicola ce l'ha, se proprio vogliamo arrampicarci sui vetri, ovvero ci ha reso meno amara la separazione dall'equipaggio, pronti per una nuova serie. 👋

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    1. Come togliere un cerotto, uno strappa secco. Fa male subito ma è la soluzione meno dolorosa ;-) Cheers

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  2. Urca, ho sbagliato i conti! Ero convinto che oggi toccasse al caro Gei Gei ed ero pronto coi pop corn alle 7 di mattina per farmi due risate. Manco me lo ricordavo questo LA NEMESI... Pensa quanto sono ferrato in Startrekkologia.

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    1. Per la battaglia con la mia di nemesi, dovrai attendere ancora un po' ma sarà battaglia vera in due round, quindi tieni i pop-corn a portata di mano ;-) Cheers

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  3. Difficile rimanere positivi con questo film... Hai spiegato bene il perché del fallimento totale del progetto, con certi loschi figuri al comando non ci si poteva aspettare niente di buono. Rick Berman fa spesso la parte del villain, chiedere a Wil Wheaton per ulteriori chiarimenti, e qui dimostrò ancora una volta di essere perfetto per la parte.

    E parlando di loschi figuri... Si avvicina Jar Jar Abrams! :--/

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    1. Con le sue buffe idee di gestione e il suo modo di fare da super cattivo, ha lasciato campo libero a Jar Jar, anche questo è una macchia sul suo curriculum. Cheers!

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    2. Assolutamente! Comunque sia, anche con film così, e con la burrasca che si sta avvicinando, continua ad essere un piacere andare a warp 9 nell'universo Star Trek con te! :--D

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    3. Imposto la rotta verso il prossimo capitolo, la plancia è sua signor Sam ;-) Cheers

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  4. Credo di averlo visto in tv la scorsa estate durante una maratona ST.
    Non mi ha lasciato nulla se non alcuni flash del tipo "Guarda Ron Perlman com'è imbellito!" ; "ROMUL-ani e REM-ani? Ammazza che fantasia!" e "I feel like a Captain in my Buggy".
    Ma perché Data dovrebbe morire solo perché Spiner è incartapecorito e macilento? Mai sentito parlare di Rigenerazione?

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    1. Un androide che a furia di studiare la natura umana, ha assimilato la paura di invecchiare, meglio la morte delle rughe! ;-) Cheers

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  5. Credo di averlo visto una ventina d'anni fa, su Tele+, ma l'ho subito cancellato ed è come se non l'avessi mai visto. Anche senza sapere tutti gli interessanti retroscena che hai raccontato - non è stato un film, è stata una guerra (per citare una commedia con John Candy) - è una roba inguardabile, buttata via a casaccio
    Per fortuna è finita l'avventura dei TNG al cinema: dàtece tregua!!! :-D

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    1. Incredibile, al cinema questo film mi diede l'impressione di una trama fin troppo legata alla serie tv, quando invece lo stesso regista della serie tv, non sapeva un'accidente, John Candy docet ;-) Cheers

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  6. Ironia volle che dopo il terrificante Insurrection questo film all'uscita sembrava discreto.
    Del resto quando tocchi il fondo...

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    1. Secondo me perché nella pancia di questa trama, ci sarebbe anche un bel film, sono che è passato dalla pancia all'apparato digerente senza mai emergere. Cheers

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    2. Non avrei potuto dirlo meglio. Ed è il motivo principale per cui comunque tengo ancora oggi "Genesis" una rampa di scale sopra "Insurrection" (che alla fine nemmeno sapeva bene cosa raccontare e come, perennemente indeciso sui toni e sugli obiettivi: visione ottimista o blanda condanna della Federazione?): grandi effetti speciali e alcuni comunque buoni momenti a parte, un film migliore che lotta per emergere c'è, assieme a degli elementi da sviluppare a dovere avendo una buona conoscenza della serie... che però Baird NON aveva minimamente (né la cosa sembrava interessare a Logan), tant'è che per via del suo ignorante modo di fare Marina Sirtis era arrivata a considerarlo un idiota fatto e finito, probabilmente con il tacito accordo del povero "Lamar" Burton.
      Non dev'essere stato divertente recitare rimanendo sempre sulla difensiva, come veterani di una serie tv in balia di un regista che nulla ne sapeva... In caso contrario, si sarebbe tenuto conto del fatto che il giovane cadetto Picard i capelli in TNG li aveva, anziché stempiare precocemente Tom Hardy in quella giovanile foto per farlo combaciare con il clone (il cui confronto con Jean-Luc poteva fare faville, se gestito da registi e sceneggiatori differenti). Oppure ci si sarebbe potuti riagganciare ai cinquant'anni di totale isolamento romulano citati nella prima stagione della serie per cercare di dare uno straccio di background agli schiavi remani. O ancora presentare B4 come un prototipo "classificato" (e quindi ufficialmente sconosciuto) appartenente ai progetti del dottor Sung... Per anni ho inutilmente sperato in un successivo capitolo che mettesse a posto le cose :-(

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    3. Bisogna a che dare le giuste responsabilità del disastro a John Logan, il regista non avrà mai visto un episodio di TNG ma Logan che scusa aveva? Un colpo sparato nella direzione giusta che ha mancato il bersaglio di una ventina di metri, inimicarsi gli attori poi, la differenza tra fare bei film in sala di montaggio oppure, doverli dirigere per davvero. Cheers!

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  7. La storia della Sirtis e' edificante, davvero.
    Cosa fare quando una donna inizia a lagnarsi, come fanno tutte loro di solito?
    Le si da' dentro a rottamare, come si farebbe con una macchina vecchia in cambio di una nuova o a km zero. O usato sicuro.
    Le si rifila una bella pedata nel sedere e la si rimpiazza con una che sta zitta, buona e non rompe, magari perche' la carriera se la deve ancora costruire. E magari piu' giovane e piu' gnocca, visto che ci siamo.
    Ovviamente sono sarcastico, che di questi tempi ci si mette niente a fraintendere.
    Sono comunque contento per Marina. Alla fine l'ha spuntata, anche se temo che non abbia avuto il tanto sospirato aumento.
    E applausi per la risposta al fulmicotone. Da vincere il torneo internazionale di STACCE.
    La signora si' che tiene i cojones, come avrebbe detto un viscido manager di mia conoscenza che faceva il verso a Don King.
    Di questo film ho un ricordo vaghissimo, visto di sfuggita.
    Ed e' strano che non mi ricordi nemmeno della presenza di Hardy, visto che Tom e' uno dei miei attori preferiti e in genere dei suoi film non me ne sono perso mai mezzo.
    Questo per dirvi quanto lo considero...
    Beh, direi che si e' toccato il fondo.
    Con simili premesse, non mi stupisco che un certo tizio abbia fatto il botto, anni piu' avanti...

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    1. Dimostrazione che Hollywood è identico a qualunque altro posto di lavoro del mondo, con tutti i problemi di tutti i posti di lavoro. In compenso penso che gli uomini si lagnino molto più delle donne tante volte ;-) Cheers

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    2. Quasi dimenticavo...tanto di cappello a Baird, che da quanto vedo vanta un curriculum davnti a cui mi posso solo inchinare con rispetto.
      Ma rimango dell'idea che Star Trek vada fatto fare a chi ne sa.
      Anche poco, magari. Ma proprio niente di niente no.

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    3. Inoltre grandi montatori non devono per forza essere anche grandi registi. Cheers

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  8. Da quando l'ho visto voglio solo riuscire a fingere che questo film non esista. Eppure non è considerabile solo un episodio lungo della serie che uno può anche perdersi, ma dovrebbe essere la conclusione della saga di TNG, dove dovrebbero venir chiusi gli archi narrativi di tutti i personaggi. Quindi, non posso far finta che non esista. Intanto, continuo a provarci.

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    1. Il tempo alla fine farà il suo dovere di grande cancellatore, spero. Cheers!

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  9. Pensa che noi l'abbiamo visto al cinema :D Per dire il livello di "trekker" di mia moglie (che poi ha contagiato pure me) comunque a noi non è dispiaciuto, è vero che è ricco di falle grandi come un'astronave. Lo apprezzi di più dopo aver visto la serie Picard, visto che quella serie si basa molto su tante cose che accadono in quel film

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    1. Idem, anche se non me la sento di definirmi "Trekker" è una bella responsabilità ;-) Infatti non mi sono sbilanciato troppo, ma immaginavo che molto sarebbe tornato in Picard, ho iniziato "Discovery" da pochi giorni, quindi arriverà anche là, dove molti Trekker sono già stati ;-) Cheers

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  10. Credo che questo sia l'unico film di Star Trek che non sono mai riusciuto a terminare. Come hai datto tu si tratta di un fallimento su tutta la linea: regista sbagliato (che anzi viene ancora perculato in tutto il mondo per questo), attori stanchi e demotivati e così via...si tratta anche del film che ha rischiato di far deragliare la carriera di Tom Hardy e che per anni ha messo la parola fine nei confronti di qualsiasi nuovo tentativo di riportare Star Trek al cinema. I maligni però insinuano che il tempo intercorso tra Nemesis e i nuovi film di J.J. sia servito solo a far scadere i diritti in mano a Berman per toglierselo di torno.

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    1. Penso che sia andata proprio così, inoltre questa battuta d'arresto, ha fatto cambiare la rotta a Star Trek, che da qui in poi, ha iniziato a guardare al suo passato, invece che agli strani e nuovi mondi, ne parleremo. Cheers!

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  11. Quando mi approcciai alla visione dell'intera saga di Picard e soci, sapevo già che l'epilogo cinematografico sarebbe stato deludente, grazie alla lettura di qualche articolo trovato su un Almanacco Bonelli e su qualche rivista di programmi televisivi.
    Ero quindi preparato, e ho accusato il colpo abbastanza bene. Non per questo ho rinunciato a desiderare di avere tra me mani per qualche minuto i cialtroni che hanno realizzato questo film per spezzare loro qualche ossicino.
    Star Trek, come molte storie inserite in saghe coerenti, andrebbe scritto esclusivamente da chi conosce l'universo narrativo in questione, dato che questi autori si fanno pagare, e "a caval pagato" io guardo in bocca!

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    1. Poi a questo punto, non si può avere proprio un neofita totale, come d'altra parte era (a sua detta) anche la mia di Nemesi, il maledetto GIEI GIEI, ma per parlare dell'odioso, avremmo tempo modo e maniera. Cheers!

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  12. Sì, me le sto leggendo tutte, con estremo piacere, le recensioni startekkiane. Riguardo i commenti, devo trovare un compromesso con le mie (in)capacità di sintesi; che se dopo che pure spezzando in 3 parti un potenziale commento "sintetico" sotto Voyager, mi esce l'avviso del sorpasso dei 4.096 caratteri... Eh beh...

    Veniamo a Nemesis coi caratteri dell'oculista (grande): ma quanto fa cagher questo film? Mamma mia, non so da dove cominciare. E neanche lo sapevo questo dietro le quinte della Sirtis con Berman: la coscienza evoluta, il 24° secolo, la parità di diritti... E poi? "Santa Madonna, manco le basi der mestiere, ma che cazzo Bermaan!!" (cit.) ... Che quella frase lì di Mario Brega, sarebbe sufficiente come valutazione per tutti i buchi (o voragini) di trama... E tra l'altro Picard da giovane ce li aveva i capelli, come si ben vede nell'episod... Ah già: neanche questa la sapevo.

    Eppure questo film uno spunto interessante, quello nemetico, ce l'avrebbe pure avuto. Peccato che Shinzon, gira gira, sia in sintesi un "nevrotico fenomeno da baraccone che dovrebbe portare il suo bla-bla-bla da un blablaologo" (cit.)... Nonostante Tom Hardy ci metta davvero l'impegno, come hai sottolineato... Ma se il copione è una merda...

    L'ho rivisto di recente, ed a parte tutto il resto mi sono accorto di una cosa ulteriore: ma quanto è CUPO questo film? Quant'è un'angoscia continua con apoteosi finale? E pensare che, dal punto di vista della Federazione, questa è la ciliegina finale: coi finali di DS9 e VOY, la Federazione ha capovolto la situazione a 180° (360° per Tony Vivaldi): Borg mazzulati con tecnologia avanti di 30 anni, Odo nel fu Dominio, Rom come Nagus, Martok come Cancelliere, Cardassia rivoltata completamente, Bajor senza la papessa pazza, i Breen non li caga nessuno perché ruttano nei caschi... Mancavano gli amicici solo su Romulus, ed alla fine arriva "Donatrella Erezzjone quell'di shplentito shplentente" (scusa, non ce l'ho fatta... bannarmi pure). E a proposito di Dina Meyer ed altra gente buttata lì a caso: ah, cacchio, ma dietro quella roba lì c'è davvero Ron Perlman? Dev'essere stato l'effetto dell'antigelo che metteva in quella "merda puzzolente" (cit.).

    Dicevo: quanto è cupo questo film! Oltre a tutto il resto, la cupezza dall'inizio alla fine, accentuata anche dalle luminarie. Per non parlare della morte di Data... Sono ancora in lutto... Però con il backup su pennetta a forma di Data, unica cosa plausibile visto che le pennette pigliano le forme più strane... Ma per girare ulteriormente il coltello nella piaga, porto questo paragone: pensiamo all'abissale differenza tra il commiato del cast originale nell'ultimo film TOS, con tanto di Edoardo Bennato ed autografi "fluttuanti"; e questa zozzeria qua. Ma che è? Mi gira in testa il monologo finale di Alex in "Good Bye Lenin!"... Qualcuno mi cancelli la memoria di quel punto lì nel 2002 e mi giri un "Nemesis" pezzottato "per dare al cast di TNG la possibilità di uscire di scena con quella dignità che la storia le ha negato". :-D Vabbè, basta cit. e semicit. ... In conclusione: non salvo nulla, a parte il "glitter mummificante" (che mi farebbe comodo); e rivederlo pochi mesi fa m'ha messo una tale angoscia, magone, pesantezza, dupalle... che ho dovuto cambiare canale e cercarmi un video compilation con "le facce del Dottore". Perché solo Egli salva sempre la situazione...
    Ecco, in conclusione: se Nemesis fosse stato 90 minuti di "facce" di Robert Picardo, credo proprio che la fanbase avrebbe gradito molto di più.

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    1. PS nerd: com'è che tendo a spaccare il capello in 16 e non ho nulla da ridire sul toponimo "Romulus", appartenente ad un pianeta che per millenni ha ignorato l'esistenza della Terra? Uhm... Beh, noi chiamamo "Cina" lo Zhongguó, "Corea" l'Hangug/Choseon e "Grecia" l'Ellada/Hellas; ci può stare che i federali terrestrizzino ch'Rihan in "Romulus"... E in Remus quel pianeta mai visto né sentito in millemila episodi e un centinaio di mappe... Come dissi, essere trekkie è un ottimo training per fare l'avvocato :-)
      Cheers e prosperità, Cassidy. E sempre complimenti a Sam Simon, di cui anche leggo cose trekkie con molto piacere.

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    2. Sappi che il limite di parole non è stato imposto da me, fosse per me lo abolire ;-) D'accordo su tutta la linea, non ho molto da aggiungere, il paragone con l'ultima avvenuta di Kirk e compagni è come rigirare un Bath'leth nella ferita. Picard e soci si meritavano di più, almeno una faccetta di Picard(o). Cheers!

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    3. Penso che il canone di "Star Trek" abbia più di una lacuna, ma come diceva Stan Lee per i fumetti Marvel, i "veri credenti" sono chiamati a colmarli. Un giorno scopriremo che molti avvocati sono anche molto nerd ;-) Cheers

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    4. Già... Jean-Luc Picard, suo fratello Robert Picard... e Robert Picardo? Coincidenze? Noi della Voyager crediamo di no :-)
      Dovrei comunque informarmi: ma non è che a noi veri credenti ci pagano a cottimo per colmare le lacune? Spero non in barre di latinum, che potrei usare per il tiro a segno su GIEI GIEI... Che vada retro, quell'eretico adoratore dei Pah-wraith ed esploditore di Romulus... Ma stavi facendo esplodere aerei dell'Oceanic, ma lascia stare i pianeti! :-)

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    5. Un modo gentile e paraculo di dire, sistemateli voi i casini, anche a gratis. Ancora oggi qualcuno cerca di trovate un senso al volo della Oceanic, il che è tutto detto ;-) Cheers

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    6. Posso permettermi di ringraziare Dratt per i suoi complimenti? Grazie! :--)

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    7. Tutti meritati, Sam :-)

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  13. Altro PS: la mini citazione di "Alien - la clonazione" vale anche come valutazione tecnica in 2 parole su "Nemesis"

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    1. OPS! Ho sbagliato a postarlo. Sta in forma di "risposta" a me stesso, sopra. Puoi cancellarlo. Scusa.

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    2. In fondo anche questo potrebbe intitolarsi "Star Trek - La clonazione" ;-) Cheers

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    3. Tranquillo ho sistemato grazie ;-) Cheers

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