domenica 20 giugno 2021

Rock 'n' Blog: Un Mercoledì da leoni

La musica e il cinema mi mandano da sempre giù di testa, quindi perché non celebrarli entrambi in una rubrica di musica e colonne sonore che serva a farvi alzare il volume ricordando la grande mareggiata da sud.

Trovate il video anche QUI 
Titolo del pezzo: The South Swell
Artista: Basil Poledouris
Tratta dal film: Un Mercoledì da leoni (1978)
 
Aggiungo solo un estratto dal mio commento al film dedicato proprio a questo pezzo:

I tre amici ci vengono presentati come dei Re, entrano in spiaggia sempre dallo stesso punto, attraversando due colonne che danno al loro arrivo un senso maestoso e regale. La celebrazione continua quando un paio di ragazzini riconoscono emozionati il mitico Matt Johnson, ubriaco come una ciliegia sotto spirito (come sarà per gran parte del film). Come farlo riprendere dalla massiccia sbornia? Facile: mettendolo su una tavola e tra le onde, il suo elemento naturale, il ragazzo ritrova la sobrietà.

La scena delle festa? Una gustosa esagerazione che serve a guardare con occhio affettuoso, tutte le festacce alcoliche fatte con gli amici. Per raccontarci tutto questo il film tiene volutamente da parte tutti i personaggi femminili, una delle scene più efficaci per riassumere “Un Mercoledì da leoni” è forse il ritorno di Jack dal Vietnam: Il talento di Milius è quello di mostrarci un salto temporale, suddiviso da un paio di scene, il risultato è un manuale cinematografico di quel dire tutto, senza dire nulla, tipicamente maschile.

Jack con ancora l’uniforme addosso e i baffi per far capire anche all'ultimo degli spettatori che il personaggio è cresciuto ed è cambiato per quello che ha visto in guerra, corre subito in spiaggia, in un attimo è già in acqua dove, in attesa di un onda, c’è Matt.

Quando eravamo Re.

Qualunque regista avrebbe reso la scena in maniera caramellosa, magari con Jack con il volto illuminato dal sole e una serie di sguardi con l’amico. Milius non fa nulla di tutto questo, fa primi piani sulla mani di Jack mentre nuota sdraiato sulla tavola, letteralmente mentre affonda le mani nel suo elemento.
Nel momento in cui i due amici si ritrovano, Milius li inquadra da lontano, lasciandoli idealmente da soli, non sentiamo cosa si dicono e non vediamo i loro volti, vediamo, però, cosa fanno: si mettono a Surfare.

Milius celebra l’amicizia e per farlo si porta dietro un altro suo compagno di scuola, nonché storico collaboratore: Basil Poledouris che cura le musiche del film. Perché Poledouris non viene immediatamente citato, quando si parla dei migliori compositori della storia del cinema io non lo so, ma questa colonna sonora dovrebbe far cambiare idea a molte persone.

Believe it or not, I'm walkin' on air water (I never thought I could feel so free)

Il finale è in linea con la celebrazione del film: dopo 12 anni i nostri tre amici si ritrovano, di nuovo allo stesso arco d’accesso alla spiaggia di sempre, anche se la guardia costiera fa allontanare tutti per via dell’enorme mareggiata, loro si buttano a pesce, per 20 minuti di pura celebrazione delle loro vite, del surf e del grande cinema, che solo John Milius ci poteva regalare.

8 commenti:

  1. E quando alla regia c'è Milius è già di per sé una garanzia.

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  2. Film epocale.
    Una filosofia di vita.
    Non importa cosa farai, dove andrai.
    Un giorno arrivera' la grande onda e li riportera' tutti qui, spinti da un richiamo irresistibile.
    Perche' certe cose, come l'amicizia e le passioni, trascendono il tempo e la vita stessa.
    Sono al di la', di queste cose.
    E basta. Che con Milius le parole sono di troppo.
    Buona Domenica!!

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    1. Milius scriveva romanzi, questo è il classico film che va visto e rivisto, anche in vari momenti della vita. Buona domenica da leoni anche a te. Cheers!

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  3. Film bellissimo e "didascalico", da far vedere alle nuove generazioni di registi per la capacità di mostrare senza bisogno di enfasi, slow-motion o altre tecniche moderne... Bastano veramente pochi particolari per dare un senso alla storia. Milius un gigante, poco da dire.
    L'amicizia tra i tre protagonisti è quella virile ma senza esagerare sulla componente "macho", c'è rispetto, affetto ma anche un pò di sana competizione, penso che raramente ne ho visto una rappresentazione così vera e accurata. Questo film e Point Break mi hanno sempre trasmesso la voglia di imparare a surfare, peccato che abiti nella Padania velenosa!! Ciao

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    1. Sono le due pietre miliari del surf, in entrambi ci recita Gary Busey ;-) Veramente un film fondamentale che ha spiegato l'amicizia maschile nel modo migliore, va rivisto in vari momenti della vita per essere capito ogni volta di più e più a fondo, un grande film perché richiede un po' di chilometraggio di vita vissuta infatti è stato scritto e diretto pescando da quella e si vede ;-) Cheers

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  4. E' un film che mi fa commuovere ogni volta, non c'è niente da fare...
    E' anche un film molto maschile, inteso come cameratismo, unione, virilità. Spesso mi sono "scontrato" con l'altro sesso su questo tema, ma credo che un'amicizia del genere difficilmente possa esistere tra donne. I maschi forse sono più frivoli, "farfalloni", infantili, ma sanno stringersi insieme nel momento del bisogno più delle ragazze. Quasi mai ho trovato la stessa unione nelle amicizie femminili. La donna è sempre più individualista, più competitiva, un tantino più diffidente... o sbaglio? :)

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    1. Discorso interessante, credo secondo la mia esperienza che una donna sola, in un gruppo di uomini, a patto di saper sopportare parecchi momenti di "camionismo" finirebbe per essere se non coccolata, almeno protetta. A ruoli invertiti credo che per un uomo sia più tosta. Per tornare a bomba al film, credo che nessuno meglio di Milius sia riuscito a portare al cinema, non solo grande Surf ma l'amicizia maschile spiegata e raccontata davvero alla grande, non riconoscersi in questi personaggi per noi portatori di cromosoma Y è semplicemente impossibile ;-) Cheers

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