sabato 5 giugno 2021

Bad to the bone: Hannibal Lecter

Non sono solo i buoni a fare la storia del cinema, molto spesso i cattivi sono altrettanto iconici, e questa rubrica è tutta per loro, quei fantastici bastardi che amiamo odiare, cattivi fino al midollo: B-b-b-b-b-b-b-bad, bad to the bone! 

Nome: Hannibal Lecter
Ha “fatto brutto” in: Il silenzio degli innocenti, i romanzi di Thomas Harris e tutti gli adattamenti, anche televisivi.
Amiamo odiarlo perché:
Sul serio, pensavate che questa rubrica dedicata ai cattivi soggetti cinematografici, potesse fare a meno di Hannibal il cannibale?  

Aggiungo solo un estratto dal mio commento a Il silenzio degli innocenti:

Jonathan Demme, cresciuto alla scuola di Roger Corman (che qui compare in un breve cameo nei panni di uno dei dirigenti dell’FBI, storia vera) il cinema di genere lo conosce bene, “Il silenzio degli innocenti” sarà anche andato in onda la prima volta in chiaro sui nostri canali, in prima serata sul rassicurante Canale 5 spacciato per un thriller, ma è un horror a tutti gli effetti, in cui un protagonista tosta, una di quelle di cui il cinema contemporaneo è bramoso ma apparentemente incapace di crearne senza inciampare negli stereotipi, deve utilizzare la sua determinazione, la sua forza e tutto il suo coraggio per scendere, a volte anche fisicamente, nell'inconscio di mostri dalla forma maschile.

Per raggiungere la cella di Lecter, Clarice deve camminare davanti ad una parata di mostri in gabbia, con tanto di disgustose attività onanistiche (scena che Demme a mio modesto avviso ha ripreso da From Beyond di Stuart Gordon, proprio perché il cinema di genere Demme lo conosceva bene) che di fatto rendono la camminata una discesa all'inferno, con l'obbiettivo di incontrare il diavolo in persona, raffinato nei modi quando vuole, ed interpretato da Sir Anthony Hopkins senza mai battere le ciglia, per rendere ancora più alieno e sinistro il suo magnetico sguardo.

Il diavolo, tenuto in una teca di vetro.

Il suo Hannibal Lecter sa essere osceno, ma sempre per provocare una reazione, ha la freddezza di un entomologo che guarda gli umani come se fossero insetti posizionati su un vetrino da microscopio, per questo Jonathan Demme sceglie di inquadrarlo molto spesso in primo, se non in primissimo piano, come se lo sguardo di Hopkins stesse scavando dentro agli spettatori, proprio come fa con la povera Clarice, che all'inizio non è mai perfettamente centrata rispetto alle inquadrature e ai primi piani inflessibili di Demme, ma nel corso della storia lo diventerà sempre di più, fateci caso, più il suo livello di coinvolgimento con l’indagine (e con Lecter) aumenta, più Jodie Foster viene inquadrata sempre più da vicino in primissimo piano, e lo sarà fino alla fine del film, anche quando cieca nel buio, affronterà Buffalo Bill armato di visore notturno, in grado di muoversi agilmente nello scantinato di casa, oscuro e mostruoso quanto la mente dell'assassino.

"... Azzo guardi?"

Si potrebbe analizzare ogni sequenza di questo straordinario film, sottolineando il modo in cui tutti gli uomini del film, non facciano altro che fare apprezzamenti su Jodie Foster, che qui recita per la storia del cinema e che personalmente, ho sempre trovato anche molto bella, mi sia concesso un parere extra cinematografico. Un personaggio con un irrisolto paterno che levati, ma levati proprio, che nella mani di un manipolatore come Lecter potrebbe finire spezzata, invece tira fuori una spina dorsale di titanio, diventando il personaggio a cui anche noi spettatori finiamo per aggrapparci in questa discesa all'inferno.

[...]

A proposito di ascensori poi, “Il silenzio degli innocenti” eccelle anche in questa categoria statistica, il cinema ha contribuito spesso a rendere l’ascensore un posto poco confortevole, grazie a molte scene memorabili, ma questo film girato tutto in spazi angusti (anche della mente umana), non poteva non utilizzare un ascensore per una delle sue scene madri, perché di questo si tratta, la fuga di Lecter è una sequenza tiratissima, girata e montata da Demme come si fa in paradiso. Se riuscite a non farvi distrarre dalla tensione, sappiate che uno degli agenti della S.W.A.T. è interpretato dal cantante Chris Isaak, perché Demme, grande appassionato di musica, non ha mai rinunciato ad essa in nessuno dei suoi film.

“Chiunque esca da quell’ascensore, tu cantagli una canzone. Senza pietà”

Per qualunque altro film, quella sarebbe il climax, il gran finale, “Il silenzio degli innocenti” invece è talmente grande, da potersi permettere una scena ancora più ansiogena dopo quella fuga, un’evasione che sottolinea la natura di mostro da film Horror di Hannibal Lecter, non mi riferisco tanto al trucco in stile Facciadicuoio oppure a Charles Napier sbudellato (forse al grido di «Voi non siete i good old boys!»), ma quanto ai piccoli tocchi di cinismo.

“Ma tu non sei uno dei Good Old Boys!?”

“Come? Non ti sembro un bravo ragazzo?”

Dopo l’incredibile duello verbale, quasi l’apice della lunga seduta di psicoterapia tra Hannibal e Clarice, quella dove ci viene spiegato il motivo del titolo e l’origine delle motivazioni della volenterosa agente dell’FBI, sul tavolo vicino ai disegni di Lecter si intravede una rivista intitolata, in un trionfo di umorismo nero, “Bon Appétit”.

32 commenti:

  1. Già commentato a suo tempo il film, qua mi limiterei a dire che il "peso" di Hannibal sia obiettivamente notevole, dato che ci hanno ricavato sequel, romanzi, anche una serie tv mi pare.
    Omaggiato anche in Dylan Dog...

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    1. Un'icona della cultura popolare, non male per un personaggio che in questo film compare pochi minuti ;-) Cheers

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  2. Un personaggio fantastico, larger than life, scusa per l'inglesismo, ma non riesco a trovare espressione più azzeccata. Se non ricordo male Clarice inizia il film mentre sta correndo, così come faccio io la mattina presto e proprio in questi frangenti la mia mente fa delle riflessioni da entomologo su chi mi circonda e mi sento molto allineato a Lecter. Non ti devi preoccupare, sono solo pensieri e parole, restando in tema musicale. Buon fine settimana 👋

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    1. Ricordi bene, anche io sono appena tornato da correre, che vuol dire che nel frattempo ho fatto altre 32 cose come sempre, stammi bene e buon fine settimana ;-) Cheers

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  3. Da fanatico dei versus,mi sono sempre chiesto chi mi facesse piu paura tra Hannibal Lecter e John Ryder! Un quesito tutt'altro che scontato!

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  4. Peccato solo per il seguito prequel piuttosto inutile

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    1. Regia dello Scott sbagliato, ci tengo a ricordarlo ;-) Cheers

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  5. Ragazzi, che film! Rivisto recentemente in una serata in cui avremmo dovuto guardare tutt'altro, non c'è stato verso di cambiare canale...E anche se conosci ogni singolo colpo di scena a memoria, ogni inquadratura, stai lì con le mani abbranchiate al bracciolo a mormorare 'dai non salire su quel furgone...la penna, la pennaaaa' come se fosse la prima volta...Un capolavoro assoluto e il miglior film di Demme, e naturalmente Hopkins in stato di grazia. Il suo Lecter riesce a essere affascinante e terrorizzante praticamente nella stessa inquadratura...

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    1. A me succede tutte le volte anche se davvero lo conosco a memoria, pietra miliare. Cheers!

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  6. Che poi si vede per quanto? 15 minuti in tutto il film? Ma quei pochi minuti bastano per riempire tutto il film della sua presenza :) Grande Hopkins!

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    1. Poco meno di 25, conta che per "The Father" Hopkins è rimasto in scena anche meno. Massimo premio Oscar con minimo minutaggio ;-) Cheers

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  7. Non solo cattivo, ma che ADORA essere cattivo :-P

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    1. Esatto, ci sguazza e prospera nella sua superiore condizione di malvagio ;-) Cheers

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    1. Anche io quando sono affamato divento cattivo, quindi un po' lo capisco ;-) Cheers

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  9. Beh, diciamo che si era gia' trattato il tema in modo esauriente nel post dedicato al film, ma due parole provo a spenderle lo stesso.
    Anche gli anni 90 hanno avuto il loro pezzo da 90, se mi consentite il gioco di parole.
    La loro maschera horror.
    Il personaggio che di fatto ha lanciato l'archetipo del serial killer, e che e' entrato di prepotenza nell'immaginario collettivo.
    Anche se non corrisponde proprio alla realta'.
    Qui abbiamo un autentico genio del male. Che da solo mette sotto scacco un intero battaglione.
    L'equivalente aristocratico di Jason Vhorees o Michael Myers. Sicuramente meno coriaceo, ma che in intelletto li straccia cento a zero.
    Forse ha un po' falsato la figura del maniaco. Senza contare che il dottor Lecter ha spinto un bel mucchio di gente a diventare o a improvvisarsi criminologi.
    Ricordo un gran proliferare di libri sull'argomento, all'epoca ma anche dopo. E decine di trasmissioni a tema, spesso trascurabili.
    Un film che e' stato un mirabile meccanismo di gelida precisione.
    Tutto perfetto. Dagli attori alla regia.
    Una di quelle cose che riescono una volta sola, pure ai grandissimi.
    Piccola divagazione, prima di chiudere.
    Qui il riferimento e' a Sir Hopkins, ed e' giusto che sia cosi'.
    E' stato lui a trasformare Hannibal in una superstar.
    Ma voglio ricordare anche la prova di Brian Cox in "Manhunter" di Mann.
    Certo, alla fine e' stato eclissato dall'interpretazione magnetica e sulfurea di chi e' venuto dopo.
    Ma...aveva il suo perche'.
    Soprattutto perche' ai tempi Hannibal non era ancora Hannibal. E nemmeno si chiamava Lecter, se la memoria non m'inganna.
    E infatti aveva un ruolo ridotto (a differenza del remake, dove per ovvie ragioni guadagna decisamente piu' spazio), e compariva si' e no in tre scene.
    Ma...lasciava il segno, a suo modo.
    Penso che una menzione la meritasse.

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    1. Manhunter non sono mai riuscita a vederlo, ma ricordo i tempi in cui girava periodicamente in seconda serata su Italia 1. Ne parlate tutti bene: devo davvero tentare il recupero... In quanto ad Hopkins, oltre al minutaggio esiguo se non ricordo male buona parte del primo incontro con Clarice si svolge in penombra: l'attore lavora di sottrazione con la voce e la postura, e fa una paura @@@ lo stesso!
      PS e 'Ho un amico per cena' batte qualunque chiusura di film nella storia del cinema tutto (pure Domani è un altro giorno gli spiccia casa...)

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    2. Nel film di Michael Mann si chiamava Lekctor per motivi di diritti, che tanto alla fine erano tutti nella mano di Dino De Laurentiis in ogni caso. Cheers!

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    3. Inoltre resta un gran modo per concludere una conversazione ;-) "Red Dragon" buon film, "Manhunter" molto ma molto migliore. Cheers!

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  10. Se permetti mi concedo un'ultima intromissione, Cass.
    Perche' si', e' pur vero che si tratta sempre di Lecter, ma qui e' a quello di Hopkins che si fa riferimento.
    X Polimar75:
    "Manhunter" e' un FILMONE.
    Ma proprio perche' e' meno "Hannibal - centrico" (se cosi' si puo' dire), rispetto ai film successivi.
    Il dottor Lecter non era ancora una celebrita'.
    E infatti Mann fa un eccellente lavoro di sottrazione, presentandolo come un autentico serial killer.
    Non un essere umano. Ma neanche l'essere superiore che occupa quasi un gradino sopra della scala alimentare rispetto agli altri uomini.
    Un mostro. Un uomo che non puo' assolutamente vivere in mezzo agli altri suoi simili.
    Pare che Mann lo abbia deciso di proposito, quasi intuendo il potenziale e il peso del personaggio in questione. Al punto che lasciandogli troppo spazio avrebbe oscurato tutti gli altri.
    O divorato, magari...
    Per il resto, Mann e' un mostro.
    Per i suoi lavori compie ricerche meticolose, arrivando a collaborare con autentici specialisti. Sia della polizia che del crimine.
    Conosce alla perfezione i meccanismi che stanno dietro a una rapina o a un fatto di sangue, e ha una preparazione micidiale in merito.
    Arriva da "Miami Vice - Squadra Antidroga", che a vederlo su Raidue all'ora di cena era una botta sparata dritta nel cervello.
    Ritmo ipercinetico da videoclip e qualita' altissima, da film.
    Il trittico Cox (Hannibal) - Petersen (Graham. E si', il futuro Grissom di CSI) - Noonan (il killer Dollarhyde) fa faville.
    Girato e montato da far spavento, con musiche strepitose (gli Iron Butterfly, ragazzi) e luci e colori pazzeschi.
    Un flash.
    C'e' altro da aggiungere?
    No. A parte dirti di VEDERLO IL PRIMA POSSIBILE.

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    1. Alt! Per prima cosa in pochi apprezzano Mann più di me ma non facciamo i cinefili nell'era dell'internet, la base è "I delitti della terza luna" titolo originale "Red Dragon" dove Lecter aveva lo stesso "minutaggio" visto nel film di Mann, un personaggio di contorno talmente riuscito che i lettori chiesero altro Lecter. Quindi arrivò "Il silenzio degli innocenti" dove Lecter copre lo stesso ruolo del primo libro, ma con più spazio, specialmente nel finale. Detto questo i film di Michael Mann sono da vedere senza ombra di dubbio ;-) Cheers

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    2. Mi ricordo che dopo il film di Demme non passo' molto tempo prima che i distributori italiani mettessero in tutta fretta sull' edizione home video IL PRIMO FILM DOVE COMPARE HANNIBAL LECTER!

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    3. La tradizione dei libri rieditati dopo l'uscita dei film è lunga e sanguinosa. Cheers

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  11. Manhunter per me fulmine, solo la sequenza con in a Gadda De Vida dei Iron Butterfly si mangia l' 80% dei thriller moderni

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    1. Scena epica, poi gli Iron Butterfly evocano il male anche nei Simpson ;-) Cheers

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    2. Era chiaro. Anche se fulmine mi piaceva come espressione ;-) Cheers

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  12. film grandioso, sfortunatamente l'ho visto una sola volta...
    lui è iconico eh!

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    1. Tranquillo, ho compensato io per te per numero di visioni ;-) Cheers

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  13. Devo dire che "mi manca", nel senso che sono anni che non lo vedo (dopo averlo visto e rivisto più volte), anche se nel complesso la "saga di Hannibal" mi è venuta a noia perché a parte i film di Demme e Mann, tutte le altre incarnazioni del cattivo non mi hanno mai detto nulla.
    Però ci sta, è ora di comprare una bottiglia di buon Chianti e concedersi un'altra visione dopo tanto tempo.

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    1. Anche perché quelle due sono le versioni migliori, anche se ammetto una predilezione per la serie, malgrado i suoi difetti dettati dalla fretta. Cheers

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