giovedì 20 maggio 2021

Star Trek - Voyager (1995-2001): per arrivare là dove nemmeno Roberto Giacobbo è mai giunto prima

Altro giro, altro regalo, altro viaggio nell’universo di Star Trek, questa mia lunga maratona mi sta permettendo di conoscere un sacco di nuovi personaggi, come l’equipaggio della USS Voyager.

Con Picard e compagni ormai in pianta stabile al cinema, dopo la fine di The Next Generation e con Deep Space Nine quasi in dirittura di arrivo, il responsabile del nuovo corso di “Star Trek”, il produttore Rick Berman voleva puntare in alto, una serie tutta ambientata su una stazione spaziale come quella di DS9, aveva messo da parte momentaneamente quella voglia di strani, nuovi mondi che ha sempre caratterizzato la serie. Con questo spirito è nata “Voyager”, una nuova nave, un nuovo equipaggio che però doveva essere abbastanza diverso da Picard e compagni da non sembrare una fotocopia, posso dirlo? Siamo molto, ma molto fortunati che “Voyager” sia decollata nel 1995 e non oggi.

Si perché con l’aria che tira oggi, come minimo Kathryn Janeway e Tuvok verrebbero criticati e considerati una concessione alla “dittatura del politicamente corretto alla grappa”, una sorta di Kirk donna e Spock nero. Guardate, mi gioco quello che volete che oggi una polemica sterile del genere, sarebbe arrivata puntuale come il conto da pagare.

“Capitano ricorda il 2021?”, “Che anno bizzarro, non li compatisco per niente”

Per fortuna nel 1995 non avevamo di questi annosi problemi (mi viene da ridere mentre lo sto scrivendo, storia vera), l’obbiettivo principale di Rick Berman e dei due curatori della serie, Michael Piller e Jeri Taylor, era quello di creare una premessa abbastanza robusta da rendere “Voyager” diverso da The Next Generation. Grazie ad un piccolo ma riuscito espediente possiamo dirlo: missione compiuta.

La USS Voyager del capitano Kathryn Janeway (Kate Mulgrew) viene spedita ad esplorare lo spazio cardassiano dalla Federazione, con l’obbiettivo di gestire i ribelli Maquis che nonostante i trattati di pace, non hanno nessuna intenzione di mettere fine alla loro rivolta. Janeway si è mossa per tempo e sulla nave del capitano ribelle Chakotay (Robert Beltran), aveva spedito un suo infiltrato, il vulcaniano Tuvok (Tim Russ), personaggio dai lunghi trascorsi, visto che come scopriremo in questa serie, aveva preso servizio a bordo della USS Excelsior di Sulu.

Foto di gruppo in ordine sparso, così Tuvok sembra alto tre metri.

Durante lo scontro con i Maquis entrambe le navi subiscono perdite e danni ma soprattutto, vengono spedite da una non ben specificata entità aliena chiamata il Custode laggiù nel quadrante Delta, a circa 70.000 anni luce dalla Terra. Quindi se Kirk e Picard viaggiavano per esplorare strani, nuovi mondo, Kathryn Janeway novella Ulisse deve trovare il modo di riportare a casa il suo equipaggio, venendo in contatto con nuove forme di vita e nuove civiltà durante il tragitto.

Una delle caratteristiche di “Voyager” diventa quindi la convivenza forzata, i due equipaggi sono costretti a mettere da parte i dissidi interni per fare fronte comune, promuovendo sul campo numerosi guardiamarina inesperti, che di colpo si ritrovano a ricoprire ruoli chiave a bordo pur di mandare avanti la baracca, questo è un po’ quello che caratterizza personaggi come Harry Kim (Garrett Wang) e Tom Paris (Robert Duncan McNeill), quest’ultimo con una fissa per i vecchi sceneggiati di fantascienza in bianco nero, riprodotti a puntate sul ponte ologrammi, in una sorta di serie dentro la serie. Oppure a B’Elanna Torres (Roxann Dawson), metà umana, metà Klingon anche se sul suo carattere è questa seconda metà ad avere più ascendente. Io un po’ la capisco, stai a 70.000 anni luce da casa, ti ritrovi a far un lavoro che non hai mai fatto prima, un minimo di nervosismo ci sta, no?

Rituali di corteggiamento Klingon, meglio lasciarli da soli questi due.

A completare il lotto di personaggi, la quota aliena della serie, il pacioso cuoco di bordo Neelix (Ethan Phillips) personaggio che ha anticipato l’epoca degli Chef televisivi a tutte le ore su tutti i canali, anche se io vorrei vederlo Carlo Cracco alle prese con le specialità aliene cucinate da Neelix, sbagliare un piatto tipico a volte può scatenare una rivolta, immaginatevi di servire l’equivalente spaziale della carbonara, con il sacrilegio della panna aggiunta, ad una razza di alieni incazzati. Facile farsi il figo con i piatti del tuo pianeta, tzè!

Lui si che conosce le stelle e non solo quelle Michelin.

Ci sarebbe ancora un personaggio da citare, ma vorrei viziarmi e tenermi il meglio per la fine, perché guardando questa serie per la prima volta oggi, anno di grazia 2021, mi è stato davvero impossibile non pensare a quanto il pubblico delle serie tv sia cambiato dal 1995. Oggi “Voyager” verrebbe venduta come una serie dalla forte componente femminile, un dettaglio che sono sicuro nel 1995, non dico sia passato inosservato quello no, ma non ha avuto lo stesso peso, certo il capitano Kathryn Janeway è la prima donna saldamente al comando di una nave della Federazione, ma non è stata certo una pioniera, sulla plancia di comando abbiamo visto, tra film e serie televisive, molti personaggi femminili tuonare ordini, quindi quello che mi preme sottolineare è che forse, “Star Trek” con la sua visione progressista del futuro, fosse più predisposto ad accettare come normale una donna al comando. Per assurdo eravamo più progrediti nel 1995 che nel 2021? Paradossi spazio temporali.

Kathryn Janeway potremmo definirla così, una mamma Rambo. Metà delle volte agisce in modo comprensivo, quasi materno - perdonatemi il cliché, sono in vena di semplificazioni - con il suo equipaggio e tante volte, anche con le minacce che la Voyager è costretta ad affrontare, in altri momenti non esista ad optare per la via dell’interventismo, ma tanto eh? In alcuni momenti da spettatore viene istintivo rivolgersi allo schermo dicendole: «Kathryn anche meno» e se fossimo nel futuro di “Star Trek” lei dallo schermo potrebbe rispondermi, probabilmente scagliandomi addosso un paio di siluri fotonici.

"Con questo Piscatella lo teniamo per le palle" (quasi-cit.)

Originariamente il personaggio avrebbe dovuto essere interpretato da Geneviève Bujold, che si tirò indietro dopo aver girato buona parte dell’episodio pilota, lasciando così campo libero a Kate Mulgrew, scartata al primissimo provino e ripescata dopo un secondo provino registrato su cassetta, ben più convincente del primo (storia vera). In base alla vostra età anagrafica, Kate Mulgrew la ricorderete per Il mio nome è Remo Williams oppure per il ruolo di Red in Orange is the new black, in ogni caso non è da tutti avere così tanti ruoli di culto nella stessa carriera.

Innegabile che la sua Kathryn Janeway sia un magnete di carisma, tanto che il secondo ufficiale Chakotay interpretato da Robert Beltran, abbia cominciato a diventare un personaggio molto in là nel corso della serie, quando gli sceneggiatori si sono finalmente decisi a fargli passare quella specie di cotta per la Janeway che ha tenuto immobilizzate le trame fin troppo a lungo.

“Smettila di fissarmi, con quel tatuaggio mi sembri il dentista di una notte da leoni”

Di questa serie due cose mi hanno colpito molto, oltre alla notevole sigla che a livello di partitura musicale è forse la più imponente mai sentita in una serie di “Star Trek” (anche se poi è stata sbeffeggiata da “Lower Decks”, prossimamente su queste Bare), anche l’importanza dei ruoli femminili. Sono proprio le donne a risultare molto più interessanti di tanti colleghi maschi, ad esempio mi sarei aspettato molto di più da un personaggio come Tuvok ma se devo dirla tutta, alcuni dei componenti della “Voyager” finiscono davvero per fare da tappezzeria, come Harry Kim ad esempio, personaggio che ricordo essenzialmente per l’episodio in cui punta i piedi dicendo al suo amico Paris che vorrebbe essere più incisivo, salvo poi tornare a prendere posto, incollato alle pareti della Voyager.

Sopra la panca l'Ocampa campa...

Ci sono poi personaggi in questa serie, che a costo di inimicarmi qualche Trekkie devo dirlo, mi hanno reso la visione davvero faticosa, vogliamo parlare di Kes (Jennifer Lien)? La ocampa che invecchia più rapidamente e conta i suoi anni quasi come si fa per i cani? Un lamentio pronto ad avvenire, simpatica come quel vostro compagnio di classe che piagnucolava sempre di non aver studiato e poi puntualmente prendeva tutti otto e nove in pagella. Non è stata una sorpresa scoprire che il personaggio è stato fatto fuori per tentare di dare una svolta agli ascolti altalenanti della serie, per reazione infatti è stata sostituita da qualcuna di notevolmente più vistosa ovvero la Borg liberata dalla collettività chiamata Sette di Nove (Jeri Ryan) e posso dirlo? Con la sua entrata in scena “Star Trek - Voyager” finisce e comincia una nuova serie intitolata “Star Trek - Sette di Nove”.

No, Sette di Nove non è la taglia del reggiseno… degenerati!

Il personaggio in se è chiaramente il frutto di un lavoro di studio fatto dai produttori, alla disperata ricerca dell’attenzione del pubblico, il suo costante tener sotto controllo le emozioni è stato mutuato da Spock, mentre la ricerca dell’umanità e delle ragioni che ci rendono tali, arriva dritto da Data, peccato che queste due caratteristiche (comunque già interessanti di loro) siano state infilate a forza dentro una fatta a forma di Jeri Ryan, che credo sia stata scartata da una serie che andava più o meno in onda nello stesso periodo (Baywatch), solo perché a differenza delle bagnine almeno lei sa recitare, anche se a livello fisico sarebbe stata perfetta per correre a rallentatore sulle spiaggia della California.

I Borg poi sono tra i personaggi più iconici ed amati dai Trekkie, quindi se da una parte è interessante avere un personaggio in grado di riprendere alcuni dei temi di Primo Contatto facendo da anello di congiunzione tra la Federazione e i Borg, dall’altra mi fa sorridere il fatto che tra tutti i droni assimilati, proprio la strappona bionda alta due metri bisognava salvare eh? Non è che sono andati ad estrapolare dalla collettività un calabrese con i baffi no no, quella fatta a forma di Jeri Ryan, bravi!

Sette di Nove ha fatto quello che da tempo sogna Vin Diesel: picchiare The Rock.

Capisco poi perché ancora oggi arrivano voci di corridoio di litigate, malumori e storie tese tra gli attori (specialmente con Kate Mulgrew, anche se ironicamente Sette di Nove e Kathryn Janeway intrecciano un bel legame nella finzione), sul set di “Voyager”. Ad un certo punto in poi questa serie dedica minuti, inquadrature e primi piani quasi esclusivamente a Jeri Ryan strizzata in una tutina che mi ha immediatamente fatto sembrare le altre viste in “Star Trek”, larghe come i pantaloni di un Rapper, dimostrazione che per essere una serie che aveva puntato in maniera così progressista sui personaggi femminili, i produttori hanno giocato abbastanza sporco. Anche se questo nulla toglie alla prova di Jeri Ryan e al fatto che comunque, Sette di Nove sia diventata uno dei personaggi più iconografici di tutta “Star Trek”. Qui sono serio, niente battute, davvero!

Posso essere brutalmente onesto però? Con tutto il rispetto per le magnetiche curve di Jeri Ryan, capisci che “Star Trek” ti è entrata davvero nel DNA, quando invece che fare il tifo per la bagnina Borg (la Borgnina) il tuo personaggio preferito di “Voyager” finisce per essere un pelato di mezza età che non ha nemmeno un nome, ma come un altro personaggio di mio gradimento, si chiama semplicemente Dottore. Vi avevo promesso che mi sarei tenuto il meglio per la fine.

In effetto Dottore me lo sono meritato.

Robert Picardo non è diventato uno degli attori feticcio di Joe Dante per niente, ci sono stati tanti dottori nell’universo di Star Trek a partire dal leggendario Bones, passando per Bashir e l’abbastanza anonima Beverly Crusher, ma posso dire che in tutta onestà, in assenza di Leonard McCoy, io vorrei essere curato solo dal dottore olografico della Voyager.

Un personaggio che rappresenta la ricerca dell’umanità di Data, in un modo meno vistoso e spudorato, ma anche più riuscito, proprio con l’arrivo di Sette di Nove, il Dottore si conferma come un personaggio che da semplice medico di bordo olografico attivato per emergenza, con il tempo e l’esperienza accumulata è diventato più umano degli umani. Essere stato programmato per sapere tutto di medicina è una cosa, capire davvero concetti come l’empatia, il valore della vita oppure di una scelta (anche sotto pressione) e perché no, anche la musica classica, resta qualcosa che si impara al di fuori della programmazione standard. Robert Picardo è semplicemente perfetto nell'incarnare tutte le sfumature di un personaggio che per me, resta non solo il migliore di “Voyager”, ma più in generale uno dei migliori mai visti tra tutti gli equipaggi di Star Trek.

Come si fa a non volere bene ad uno che fa delle facce così, dai!

Insomma è stato un piacere fare la conoscenza anche di questo equipaggio e dei suoi notevoli personaggi, prossima settimana torneremo a parlare di “Star Trek” al cinema, Picard e compagni scalpitano, non mancate!

44 commenti:

  1. 7 of 9 e il Dottore sono sicuramente gli highlight di questa serie che ho visto molto dopo TNG e VOY ma che alla fine è riuscita a conquistarmi anche lei, pur se lentamente. Dalla quarta stagione diventa Star Trek: 7 of 9, come hai giustamente scritto, e molti personaggi vengono dimenticati, e c'è molto potenziale non usato... Ma ormai voglio bene pure a Voyager! :--D

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    1. Imbarazzante il modo in cui anche solo per numero di pose, questa serie diventi Sette di Novecentrica, comprendo i musi lunghi sul set ma anche perché l’abbiano fatto. So che il personaggio compare anche un “Picard”, non ho ancora visto la serie ma sarà lo scontro tra le due prime donne di ST, Picard vs Sette ;-) Per fortuna qui abbiamo il Dottore, due spanne sopra tutti, un mito! Cheers

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    2. Oddio Picard... Se non altro credo che riuscirai a scriverci un post divertente!

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    3. Pian piano ci arriverò, a questo punto dopo tutto questo sentirne parlare sono curioso ;-) Cheers

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    4. In "Picard" più che 7di9 è Commanda... Jeri sempre gran gnoc...figliola sebbene con qualche ovvio anno in più, ma le ho preferito altre attrici e personaggi in quella serie lì.

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  2. Ora leggo il post perché sono cotto. Causa bimba ho fatto la notte in bianco ma almeno mi sono goduto Lakers-Warriors. Che spero vivamente tu abbia registrato per gustartela con calma oggi pomeriggio!

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    1. Eccomi dopo una dose da cavallo di caffeina! Man mano che avanziamo nel percorso e meno sono le mie conoscenze di quello che pubblichi. Di questo "Voyager" ad esempio non sapevo nulla di nulla. Non è da me però. Mi sono perso una come 7 di 9 in età ormonale... Però ammetto che col senno di poi non ho rimpianti perché le bagnine ufficiali sopperivano benissimo alla mancanza. :-D

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    2. Già in programma per il pomeriggio, questi Play-In almeno hanno una ragione d'essere finalmente ;-) Cheers

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    3. Non riesco proprio a non immaginarmi i creatori di "Voyager" in crisi e con i dati di ascolto in mano, in cerca di un idea per rilanciare la serie, finire per caso spolliciando in tv a guardare Baywatch... EUREKA! ;-) Cheers

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  3. Borgnina... Ah ah ah, sono quasi caduto dalla sedia!!! Come sempre ottima recensione, scriverai anche di star Trek Enterprise???

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    1. Ehehe mi è venuto fuori così però mi sembrava esaustiva come espressione ;-) Di sicuro, devo solo finire di guardarla, ho visto giusto ieri l'episodio 2x24 (storia vera). Cheers!

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    2. Meno male che non hai scritto "Tette di nove"... 😂

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  4. Dici che nel '95 eravamo piu' evoluti di oggi, Cass?
    Affascinante, ma...nah, non credo.
    Semplicemente l'internet non c'era ancora, o forse era agli albori.
    In ogni caso non era ancora roba alla portata di chiunque.
    Col risultato che molta gente la pensava esattamente come oggigiorno, ma certe opinioni per forza di cose se le teneva per sé. E soprattutto non aveva il super potere di scrivere la prima idiozia che gli passava per la testa per poi postarla a chiunque.
    Anche questa vista pochissimo, e urge recuperare.
    Dovro' farmi delle gran dosi, mi sa.
    Sia di questa che di DS9.
    Oh beh...c'e' di buono che Star Trek e' perfettamente legale, innocua e persino curativa, sotto certi aspetti!

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    1. Eravamo conciati uguali, ma non avevamo i social-cosi a fare da megafono ;-) Ti immagini l’arrivo di Picard e soci, dopo Kirk e compagni, nell’era dei Socail? No grazie, manteniamo la linea temporale inalterata ;-) Cheers

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    2. La cosa strana e' che il web e i social, a conti fatti, hanno preso piede si' e no da un ventennio scarso.
      Eppure si sono radicati a un tale livello che ragioniamo e ci comportiamo in merito come se esistessero da sempre.
      E te lo dice uno che e' stato probabilmente tra gli ultimi a cominciare a farne uso.

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    3. Sono una potenza con cui fare i conti, altro che Borg ;-) Cheers

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  5. Borgnina o Borghessa? :-D
    Scherzi a parte, Sam Simon te lo può testimoniare: quando ho cominciato questa serie (l'anno scorso, durante la mia immersione pandemica in tutto l'universo Trek) ad ogni episodio correvo sul suo blog a lamentarmi: ma cos'è? Ma chi le scrive 'ste sceneggiature? Vogliamo parlare della Prima Direttiva, che Janeway in una puntata difende con la vita e nell'altra ci si pulisce il naso? (E dico naso...)
    Poi, a forza di macinare episodi e scrivere lamentele da Sam Simon, la serie si è fatta largo nel mio cuore, con trame che mi piacevano sempre di più, ottime idee, ottimi personaggi - la cattivissima Seska la porto nel cuore, e spero un giorno riapparirà da qualche parte - splendidi fanta-fucili, una puntata in cui Janeway si trasforma in Ripley con tanto di vestizione ricopiata da "Aliens", il Dottore che è uno dei migliori personaggi Trek di sempre, e via dicendo. Fino a Jeri Ryan che è di un bello da far male. Vederla aggirarsi per i corridoi armata di fanta-fucile è stato uno spettacolo unico! ^_^

    Insomma, dopo aver borbottato a lungo, è la mia seconda serie preferita di questo universo, dopo DS9 che è irraggiungibile. Già solo per il povero Kim, che è il pagliaccio di bordo e gli succedono tutte le sfighe possibili, è un piacere ridergli in faccia :-D
    Una serie che per ben due volte chiama Patrick Kilpatrick a fare il cattivo, che copia da Alien come da Predator, in cui Brad Dourif ha un doppio episodio in cui libera la sua furia, e che infine trova aiuto in "Matto" Murdock dell'A-Team... come fai a non volergli bene? ^_^

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    1. Se fosse solo Borg direi Borghessa, ma in quanto bagnina Borg ci sta Borgnina ;-)
      Quando fanno passare a Chakotay la cotta per Janeway la serie comincia a carburare, un po’ come i personaggi che devono trovare nella storia, un modo di far funzionare questa stramba convivenza, la serie sale di colpi e migliora, Jeri Ryan è uno spettacolo, anche fin troppo bella, ha proprio l’effetto distrazione bipede in certi momenti e poi sul serio, il cattivone di Brad Dourif è minacciosissimo, il personaggio dell’ex Murdock zitto zitto, appare diverse volte senza essere mai ricordato come membro ufficiale, ma chi è cresciuto con l’A-Team non può ignorarlo ;-) Cheers!

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    2. Confermo tutto, Lucius! :--D

      E poi giù a scrivere commenti sulle recensioni degli episodi sul mio blog, e WordPress giù a bollarlo come spam e farlo sparire nel dungeon dei commenti non voluti...! X--D

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    3. WordPress faceva parte del consiglio d'amministrazione della serie "Voyager" ;-) Cheers

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  6. Concordo sulle polemiche che si sarebbero scatenate, al giorno d'oggi non si può avere un protagonista nero o donna (e i messicani? nessuno pensa ai messicani?) senza che qualcuno inneggi alla dittatura del politicamente corretto. Invece nel 1995 Voyager ci ha regalato il mio capitano preferito, quella Janeway che prima spara poi chiede chi è.
    Il dottore è IL mito di sempre, miglior personaggio di Star Trek in assoluto.
    E mi piaceva un sacco anche 7 di 9, anche se effettivamente è troppo presente.
    Questa serie paga l'essere un po' troppo derivativa da TNG, con il riciclo dei Borg come nemici. Essendo però che sono tra i migliori "cattivi" mai visti un un'opera di fantascienza (per quanto a loro volta deirivati dai Cybermen del Doctor Who) va bene lo stesso, anche perché hanno sostituito gli insipidi Kazon delle prime stagioni (a loro volta derivati dai Klingon... va bene, la smetto con tutte queste derivate). Ma l'ambientazione così pioneristica, con l'epica del "ritorno a casa", mi ha sempre esaltato da matti. Amo questa serie.

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    1. Con il corso degli episodi questa stramba banda di gatti senza collare sa farsi voler bene dal pubblico, infatti il doppio episodio finale è uno dei più coinvolgenti (non per forza il migliore), anche se bisogna dire che il Dottore e le bellissima Sette di Nove calamitano l'attenzione ;-) Cheers

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  7. Ammetto che ho visto relativamente pochi episodi, perché avevo un'antipatia quasi fisica per gli attori.
    I personaggi, vabbé. Il solito vulcaniano, però nero, la comandante che sembra El Grinta (e doppiata con una voce che non mi garbava proprio), il cuoco svedese...
    L'unico che mi piaceva davvero era Picardo, ma proprio lui, non tanto il personaggio. La premessa l'ho sempre trovata troppo simile a quella di Spazio 1999. Insomma nun m'ha acchiappato, credo di preferirgli addirittura ST Enterprise.

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    1. Perché non ho pensato al cuoco svedese dei Muppet? Forse è meglio così, avrei riso per tutta la durata della serie. Picardo meglio di Picard, tiè la butto lì e fuggo con il teletrasporto ;-) Cheers

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    2. Ma guarda non direi migliore. Mi piace tantissimo la recitazione del doc Picardo ma Picard resta il prototipo del comandante d'astronave calmo e scespiriano.
      Swedish Chef sarebbe stato un alieno più credibile di Neelix.
      Ho mollato anche per questo: non ne potevo più degli alieni col make up in stile festa rionale a Viareggio.
      Capisco anche che all'epoca non si poteva fare molto di più.
      A bientot.

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    3. In effetti si, ma ci sta controllando la data di uscita della serie ;-) Cheers

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  8. Di questa ho visto molte puntate, è una delle mie serie preferite. Sono stato molto felice di rivedere 7 di 9 in Picard, e non è invecchiata affatto male :D

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    1. Non ho idea di come potrebbe essere quella serie, le due "prime donne" Picard e Sette di Nove insieme nella stessa serie, sono curioso di scoprirlo ;-) Cheers

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  9. Questa l'ho ri-vista meno rispetto a TOS e TNG, ma ne ho comunque un bel ricordo. Certo, arrivare alla terza stagione fu una faticaccia, poi fortunatamente Sette Di Nove ha portato la (astro) nave in porto. E ammetto che vederla (in formissima tra l'altro) nello spot di "Picard" mi ha emozionato... sono super-indecisa se dare una possibilità o meno a quel pelatone... facciamo che aspetto la rece della Bara Volante e poi decido (intanto così rimando un altro po' 😛)
    E poi il Dottore... siccome però è già stato detto tutto e più che bene da Cassidy, io aggiungo solo un piccolo ricordo: c'è una puntata, non ricordo quale, in cui la mente del Dottore si ritrova nel corpo di Sette Di Nove, e approfittando del fatto che finalmente può sentire i sapori, si sfonda di cheesecake, fino che Sette Di Nove si sente male!
    Non essendoci allora la parata di cuochi che ci sono adesso in tv, e senza internet, non facevo che chiedermi come potesse essere così buona una torta al formaggio.
    Adesso che invece lo so (e so che il formaggio non è il parmigiano, ma quello di Kaori...) non la faccio mai sennò me la finisco io da sola 😁
    Bell'articolo, ed è vero: ogni tanto c'era quella voglia di dire a Jenaway "Meno, capitano, anche meno", ma nel complesso meglio eccedere col carisma che non averne, dai!

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    1. Bisognerà aspettare un po’ sono ancora alle prese con “Enterprise” ma ci arriveremo. Per altro sulla cheesecake sfondi una porta aperta, una di quelle che si apre in automatico in stile “Star Trek”, dolce estivo di casa Cassidy, quindi io il Dottore lo capisco ;-) Cheers!

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  10. Mai visto un episodio, ma Seven Of Nine la conosco benissimo per vie traverse, quelle vie che portano alla perdizione probabilmente😀

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    1. Sappi che il passo successivo è il visore in stile Geordi La Forge, io te lo dico eh? ;-) Cheers

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  11. Concordo con te che nel 1995 fossimo molto meno schiavi del politically correct rispetto ad oggi, inoltre quando all'epoca si inseriva una protagonista donna o di colore o una relazione interetnica lo si faceva per reali convinzioni degli autori non per esigenze di bilancino. Parere personale.
    Venendo alla serie, già gli autori nelle ultime interviste rilasciate ammettevano spudoratamente di essersi resi conto di aver trascurato alcuni personaggi (Kim) a scapito di altri. la realtà è che, come hai scritto tu, tra l'arrivo Jeri Ryan e un Robert Picardo sempre più mattatore poi non ce n'era più per nessuno. Da quello che so non è stata solo la Mulgrew a lamentarsi di questo ma che anche il povero Beltram aveva avuto un atteggiamento polemico (a dir poco). Ma nel suo caso lo capisco un po...era arrivato convinto di essere il vero e co-protagonista ed alla fine si era ritrovato ad essere "Uno del mucchio" dei personaggi secondari. Particolare curioso: oggi Roxann Dawson lavora principalmente come produttrice mentre Robert Duncan McNeill si è trasformato in uno discreto regista, ha anche diretto alcuni episodi della recente "Resident Alien" con quell'attore geniale che risponde al nome di Alan Tudyk.
    Ciao.

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    1. La questione è complessa, a qualcuno fa comodo che passi il massaggio che qualcun'altro stia manovrando nell'ombra per far imporre una dittatura in cui tutti masticheranno con la bocca chiusa e dicono buongiorno e buonasera quando incontrano qualcuno. Non facciamo confusione non esiste il politicamente corretto, esistono invece aziende molto influenti che vendono un prodotto e per farlo, investono molti soldi quindi per evitare che il loro prodotto venga macchiato, additato e boicottato, lavorano (a tavolino) per eliminare la polemica prima che nasca. Non cadiamo nel trabocchetto del pensare per scatole chiuse ;-) Detto questo sono perfettamente d'accordo con tutti i retroscena, Jeri Ryan e Robert Picardo hanno fatto il vuoto intorno ;-) Cheers

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  12. Io ero rimasto alla serie con Picard, ma prima o poi spero di recuperare anche questa.

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    1. Mai dire mai, io le sto recuperando ora, fai un po te ;-) Cheers

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  13. Voyager è stata una serie necessaria nel Mondo trek. Dopo gli intrighi politici e la stazione di ds9 ci voleva una serie avventurosa che riprendesse il leitmotiv della serie che è stato sempre quello di "esplorare strani e nuovi mondi". Potenzialmente poteva divenire la serie migliore proprio per il soggetto iniziale ovvero persi nello spazio con un equipaggio contrapposto, anche perché per quanto reputi the next generation superiore ad un certo punto la galassia sembrava il cortile sotto casa. Eppure i maquis che in tng e ds9 erano belli tosti qui vengono addomesticati e Chacotay diviene un personaggio evanescente. La Janeway oltretutto non mi ha mai fatto impazzire, colpa degli sceneggiatori che spesso la fanno agire come un'ipocrita, ma le storie belle ci sono e questo è l'importante.
    Senmayan

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    1. In effetti ci voleva un ritorno allo spazio e ai viaggio, però ho avuto la sensazione di un ritorno ad un formula consolidata, quando invece DS9 comunque osava un po' di più, ma parliamo di questioni di lana caprina, avercene di personaggi così ;-) Cheers

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  14. Stavolta hai inserito più umorismo del solito, e devo dire che Voyager presentava il fianco in tal senso!
    Per me la meno interessante delle serie Trek ufficiali, considerando che ne avrò viste una trentina di episodi, che rifiuto Discovery come serie canonica e non vedo ho mai visto quelle a cartoni animati, anche per via dell'equipaggio, dei quali salvo veramente pochi elementi.
    - Tom Paris ha la faccia (e qualcosa in più nelle intenzioni originali degli autori) del collega di Accademia di Wesley Crusher, tale Locarno, personaggio andatomi di acido già in TNG e che soltanto per questioni di diritti sul personaggio è stato ribattezzato. Attendo sempre qualcuno che mi spieghi le sue vaghe manovre evasive quando in altre serie il capitano fornisce in prima persona coordinate per cambi di rotta repentini.
    - B'Elanna Torres, troppo suscettibile per i miei gusti, di solito il capo ingegnere è un attimo più gioviale, più di famiglia... E poi le piace Tom Paris, ho detto tutto!
    - Neelix mi ha reso quasi simpatico Wesley Crusher, non credo ci sia da giustificare oltre perché non lo sopporto. Anzi no, mi è piaciuto l'episodio "Tuvix" proprio perché si spera di non vederlo più.
    - Kes, mascotte di bordo, appartenente a una specie che non può esistere se ogni coppia di Ocampa genera un solo figlio. Sembra più un personaggio di Spazio 1999, ovviamente seconda stagione!
    - Su Harry Kim hai detto già tu abbastanza.
    - Chakotay (detto Ciccio) non mi piace per la faccia dell'attore, ci avrei messo Michael Horse.

    Gli altri li salvo ma da soli non mi fanno amare questa serie, che mette in ridicolo i tennisti svedesi, non per 7di9 (obiettivamente notevole, ma preferisco T'Pol di Enterprise) né per Icheb e gli altri giovani Borg, ma per come i cubi Borg diventino vulnerabili giocando "in casa"! D'accordo che sulla Voyager hanno montato delle armi particolari, ma se la deve comunque vedere con flotte di cubi, quando in TNG un solo cubo ha decimato la Flotta Stellare!!!
    Poi... I Kazon, già il nome... Ma dico io, traducono di tutto, e questi li hanno lasciati così?
    Janeway se la cava nel suo ruolo, ma mi secca quando decide per tutto l'equipaggio.
    Il MOE, infine meriterebbe uno spin-off dedicato, il miglior medico dopo Bones, inoltre bellissimo personaggio e bravissimo l'attore!
    Uno dei meriti di Voyager è aver portato avanti le vicende di Q.

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    1. Grazie per l'ottima analisi mi trovi d'accordo, vedo però che il Dottore ha fatto più strage di cuori di Sette ;-) Cheers

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  15. Purtroppo è una serie che ho saltato a pié pari, essendo stata trasmessa durante il mio periodo buio. L'unica cosa che mi sembra opportuno segnalare che a sette di nove darei un bel dieci nella mia scala digitale, anzi in una scala da uno a dieci penserei a lei come un undici, ma poi qui le cose si fanno "strane"... Robert Picardo ispira una naturale simpatia, proprio la sua imperfezione tricologica unita alle faccette buffe lo rendono unico, avercene di più di contanti caratteristi! 👋

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    1. Non a caso è uno dei preferiti di Joe Dante. Ma poi così sarebbe Sette di Undici ;-) Cheers

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  16. E così, capitano (la promozione è d'obbligo, a questo punto) Cassidy, anche lei mi è arrivato all'altro capo della galassia! ;-)
    Altra serie che ho visto fin dai tempi del suo ormai lontano esordio in Rai (quando le discussioni sul "politically correct" erano ancora ben di là da venire) e che, pur avendo senz'altro i suoi meriti ed essendoci io affezionato, continuo a ritenere un gradino sotto TNG e DS9, non avendo VOY di fatto proposto niente di davvero rivoluzionario rispetto a entrambe. Dopo un inizio intrigante, infatti, la USS Voyager finisce rapidamente per sobbarcarsi più o meno la stessa missione della USS Enterprise e cioè esplorare, appunto, con la differenza di essere "costretta" a farlo per tentare di abbreviare il lungo viaggio di ritorno (OVVIO che nel frattempo si incontrino nuovi mondi, forme di vita e civiltà utili o meno allo scopo) verso casa... né vengono sfruttate granché le potenzialità offerte dalla convivenza forzata e prolungata di Maquis e Federali, laddove un'impostazione alla DS9 ne avrebbe di certo fatto un tema portante (e DS9 in fatto di convivenze difficili e contrastate è un'autorità assoluta): limiti tutto sommato comprensibili, essendo l'ultima arrivata nell'universo Trek e dovendo sopportare l'eredità ingombrante delle "sorelle maggiori" di cui una ancora in produzione. Il tutto ovviamente non poteva non riflettersi sui personaggi, portando a scelte tardive o comunque non sempre cristalline: giusto per fare esempi, si passa da Janeway e Tuvok e soprattutto un superlativo Dottore (senza nome come quell'altro personaggio che è anche di mio gradimento ;-) ) dalla crescita costante stagione dopo stagione a un Tom Paris, un Chakotay o, peggio di tutti, un Harry Kim palesemente e progressivamente dimenticati dagli autori in corso d'opera, salvo alcuni segni di vita isolati arrivati troppo in là per rendere le cose davvero interessanti... Kes? Se scritta con maggior cura e continuità, credo avrebbe potuto raggiungere un'importanza quasi pari (per enigmaticità e poteri latenti o meno, percezione di spazio e tempo non lineare compresa) a quella della picardiana Guinan, invece la si è sempre più trascurata fino a non aver altra scelta -pena un ulteriore crollo degli ascolti- che darle uno spettacolare benservito così, giusto per sottolineare meglio l'occasione mancata. Ma non ho motivo di lamentarmi visto l'arrivo della sua splendida sostituta 7 di 9, una Borgnina dalla quale vorremmo essere assimilati in parecchi... ;-)

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    1. Accetto volentieri i gradi Commodoro, un onore! ;-) Sono perfettamente d’accordo con la classificazione della serie un gradino sotto proprio per via dell’assenza di coralità che ha fatto grande DS9, in ogni caso altro che Locutus, avessero mandato subito Sette ora saremmo tutti a muoverci a scatti dentro un cubo ;-) Cheers!

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