giovedì 27 maggio 2021

Star Trek - L'insurrezione (1998): la crisi di mezza età colpisce duro

Abbiamo un mistero a bordo di questa Bara Volante da affrontare oggi, un mistero legato a filo doppio con il nuovo appuntamento settimanale con “Star Trek”, bentornati!

Il mistero di oggi si chiama “Star Trek - L'insurrezione”, mistero perché pur avendo visto al cinema Primo Contatto e sicuramente anche il film successivo dedicato all'equipaggio di The Next Generation (a breve su queste Bare), proprio non ricordo come mai non andai a vedere anche “Star Trek - Insurrection” al cinema, oppure peggio, se l’ho fatto non ne conservo memoria.

Eppure ricordo bene un certo martellamento mediatico, con la pubblicità in tv del film che passava a ripetizione e F. Murray Abraham conciato da alieno che urlava «Gnoooooooo!», proprio così visto che faceva un urletto abbastanza fastidioso e ridicolo. Ricordo anche di averlo visto questo film, a questo punto a noleggio e poi ancora qualche settimana fa in vista di questa rubrica, ma beccami gallina, se riesco a ricordarmi qualcosa che non sia F. Murray Abraham che fa «Gnoooooooo!».

Non fidatevi di lui, ha ucciso Mozart detto Gnoo!

Per “Star Trek - Insurrection” vale l’antico adagio: squadra che vince non si cambia, quindi non solo l’equipaggio è sempre il solito, guidato dall'inossidabile “Gianluca” Picard, ma anche in cabina di regia è stato confermato Jonathan “Two takes” Frakes, il nostro numero uno che qui si conferma mestierante capace, alle prese con una storia in linea con la sua regia, volenterosa ma molto televisiva.

Primo Contatto era un film con diversi difetti, ma anche in grado di raccontare con pennellate gustosamente horror un momento chiave della storia di “Star Trek”, era lecito aspettarsi che dopo il successo di quel film, la produzione puntasse più in alto, invece “Star Trek - L'insurrezione” è poco più di una puntata lunga di The Next Generation, con un numero di eventi minore al vostro episodio medio della serie, ma con parecchia noia in più e beh, F. Murray Abraham che grida «Gnoooooooo!».

Gnooooooo! I titoli di testa gnoooooo!

La storia rende onore alle varie puntate che vedevano l’equipaggio di “Star Trek” impegnato a toccare il suolo di qualche nuovo pianeta, anzi per la precisione strizza volutamente l’occhio a tutti quegli episodi in cui i membri della Flotta Stellare s’interfacciano con una comunità pacifica e vagamente hippie, occasione che la serie classica sfruttava per mostrare qualche bella figliola e qualche manzo palestrato in vestitini microscopici, qui invece, non succede nemmeno quello se ve lo state chiedendo.

Il soggetto del solito produttore Rick Berman, trasformato in una sceneggiatura da Michael Piller, ci porta su Ba'Ku, pianeta popolato da una pacifica comunità di figli dei fiori che vive di boh, coltivando marijuana probabilmente, tanto a nessuno importa. Quello che invece fa gola a tanti è la radiazione assolutamente non letale del pianeta, dotata anzi di proprietà curative notevoli, gli abitanti di Ba'Ku non invecchiano e quella che a tutti gli effetti potrebbe essere la fonte dell’eterna giovinezza attira tutti, anche gli alti vertici della Federazione, che per una volta non viene ritratta come gli americani amano dipingere loro stessi, ovvero gli eroici portatori di democrazia e pace. Contravvenendo in parte alla visione di Gene Roddenberry, qui ci viene raccontato che ci sono delle gran carogne anche a capo della Federazione, pronta ad allearsi con i viscidi Son'a, evidente contrazione dell’espressione “son-of-a-bitch”, gli alieni figli di buona donna, capitanati dal Ahdar Ru'afo (salute! F. Murray Abraham truccatissimo che fa «Gnoooooooo!»), un figuro nemmeno vagamente losco no no, proprio per niente, ma soprattutto interessatissimo a mettere le mani sul pianetucolo, per vincere la sua eterna battaglia con un corpo in decadimento. Insomma come chiunque di noi dopo i trent'anni.

Fun fact: nel film compare anche Lorella Cuccarini, ma la sua parte è stata tagliata, la potete giusto intravedere QUI.

Per portare avanti questa trama tirata per i capelli, piena di tempi morti e il più delle volte lacunosa, una delle tappe è quella di far sloggiare i Ba'Ku da casa loro, ovviamente Picard e l’equipaggio dell’Enterprise, in quanto rappresentanti della parte più nobile e pura degli Stati Uniti della Flotta Stellare, cercheranno di opporsi a quella che è una deportazione di massa, semplicemente chiamata con un nome diverso. Sapete come funziona no? Si chiama una guerra “missione di pace” e il gioco è fatto.

Eppure anche Picard e compagni si ritrovano ad essere inizialmente delle pedine, a partire da Data (Paolo Bonolis Brent Spiner) spedito su Ba'Ku in quanto insensibile agli strani effetti che la radiazione ha sugli umani, armato di una tuta mimetica che lo rende invisibile ai locali, anche a lui gira il boccino per motivi non precisati rivelando non solo la sua posizione, ma la presenza dell’alleanza tra capi della Federazione e alieni “son-of-a-bitch” su Ba’Ku. Tutto questo a mia volta per cercare di usare un lungo giro di parole, necessario a mimetizzare una scena d’apertura che prevede la capoccia di Data svolazzante a mezz'aria, in quello che è un utilizzo piuttosto pezzente del “Chroma key”, il caro vecchio schermo verde. Se questo è l’inizio del film, il resto potete immaginarlo? No, non potete, perché “Insurrection” diventa di colpo la sagra del “Facce ride” che però, non fa ridere, ma proprio per niente, come le battute di Pio e Amedeo.

La vendetta della capoccia volante.

Invece di spiegarci come è possibile, che l’avanzatissimo Data, l’androide che per sette stagioni di The Next Generation ci hanno spiegato essere l’unico della sua tipologia, un orgoglio tecnologico inarrivabile, possa essere stato “Hackerato” come l’ultimo dei cloud pieni di foto zozze della stellina televisiva di turno. Ma la trama è molto più interessata a mostrarci momenti davvero salienti, come Jean-Luc Picard impegnato in attività da ambasciatore che prevedono l’indossare una sorta di trecce in stile Greta Thunberg.

Fridays for Picard.

Ma non è mica finita qui, vogliamo negarci anche Worf e Picard che si esibiscono in un duetto canoro per far leva sui ricordi dello smemorato di Collegno Data? Posso comprendere che per i fan di vecchia data (ah-ah) possa essere simpatico vedere i propri beniamini un po’ più rilassati del solito, specialmente dopo l’azione convulsa, anche drammatica e decisamente oscura di Primo Contatto, ma da qui a farli passare proprio per dei deficienti, mi sembra anche eccessivo.

Ad un certo punto mi sono convinto che più che una vaga critica (o apprezzamento) alla politica estera americana, “Star Trek - L'insurrezione” sia una metafora sulla crisi di mezza età, si perché abbiamo William T. Riker che per compensare il girovita più abbondante di un tempo, si taglia la caratteristica barba per darsi una botta di vita e per restare in tema, ho seriamente sospettato che Jonathan Frakes, abbia accettato un’altra regia solo per girare una scena dove si infila in una vasca da bagno con Marina Sirtis (chiamalo scemo), perché qui l’eterno tira e molla tra Riker e Deanna Troi, sembra diventare la trama principale di “Insurrection”.

Shave like a bomber Riker.

Se come da tradizione di molte serie televisive, due personaggi che sembrano fatti dal sarto per stare insieme, accampano costantemente scuse per non mettersi insieme, di solito è solo per tenere alta l’attenzione del pubblico, Mulder e Scully lo hanno fatto per duecento puntate, stessa cosa Deanna e Riker che hanno sempre messo la carriera davanti al loro rapporto, malgrado una storiella mezza accennata tra la bella Betazoide e Worf (Michael Dorn), che in quanto più amato dal pubblico, doveva essere sempre nella zona delle operazioni, tutte, anche quelle amorose.

Visto che abbiamo 103 minuti da riempire, una sorta di crisi di mezza età anche per Picard non vogliamo mettercela? Infatti il capitano si prende una cotta per la bella locale iniziando un teatrino insopportabile almeno quanto vedere Data fare amicizia con i bambini del villaggio. Non venite a dirmi, anzi non osate proprio nemmeno accennare al fatto che i contadini difesi da un manipolo di guerrieri, sia l’omaggio di “Star Trek” al capolavoro “I sette samurai” (1954), cioè probabilmente lo è perché Kurosawa ha creato un archetipo narrativo tale, da essere diventato un modello quasi automatico a cui fare istintivamente riferimento quando si scrive una storia, ma più che questo non voglio sentire ok?

Uno, due, tre, quattro, cinque, sei e come volevasi dimostrare, sette.

Ma più che Kurosawa qui mi sembra di assistere ad una storia sulla crisi di mezza età, andiamo non metti un cattivo con la faccia tirata come le peggiori stelline televisive in lotta con Padre Tempo, se non vuoi seguire quella china. Sul serio, l’alieno di F. Murray Abraham, dovrebbe essere l’ennesimo cattivo di “Star Trek” guidato da intenti alti, la ricerca dell’eterna giovinezza per Ahdar Ru'afo (salute!), dovrebbe sostituire l’ossessione in stile “Moby Dick” di Khan? Ci potrebbe stare sulla carta, ma nei fatti abbiamo solo un cattivo con la faccia più tirata di quella di certi personaggi di Brazil. Solo che in più piagnucola facendo «Gnoooooooo!».

Giusto un ritocchino per le zampe di gallina, impercettibile.

La stessa strombazzata insurrezione del titolo poi, risulta davvero poca cosa, un elemento importante nella storia certo, ma quasi tangenziale e non degno di comparire a chiare lettere nel titolo, sarebbe come intitolare “Taxi Driver” (1976) qualcosa tipo “Primo appuntamento in un cinema porno”, si certo succede, perché è un elemento della trama, ma non proprio quello fondamentale o almeno per resta, non lo sembra per nulla.

A sostegno della mia teoria sul film dedicato alla crisi di mezza età, ci sta anche il monologo di Worf sul tempo che passa e sulle mezze stagioni che non ci sono più o qualche banalità del genere. Non nego la presenza di momenti emotivi pensati per fare leva sul cuoricino dei Trekkie, come Geordi La Forge (LeVar Burton) che “vede” il suo primo tramonto, ma in generale il film mi sembra uno spreco di F. Murray Abraham, anzi no, perché sotto un trucco brutto anche qui l'attore riesce ad essere l’unico elemento memorabile, di un film che sto dimenticando (ancora!) anche ora che sono impegnato a scriverne, non è un caso se mi ricordo solo il suo urlo disperato, che poi potrebbe anche essere il miglior commento al film: «Gnoooooooo!».

Quando gli F. Murray Abraham fanno “Gnoooooo” (che grande noia)

Insomma questa puntata noiosa di The Next Generation portata al cinema, potrebbe essere uno dei titoli più insipidi di tutta la saga di “Star Trek”, per fortuna che la prossima settimana ci sarà un altro film con Picard e compagni a tenerci compagnia. Non ho detto bello, un film, ma in ogni caso, non mancate!

Intanto non perdetevi il post di SamSimon, non potrei avere compagno di viaggio migliore in questo viaggio nell'universo di Star Trek.

30 commenti:

  1. Purtroppo lo ricordo molto bene, l'aggettivo che utilizzerei per definirlo è "irritante". Sembra che sia stato fatto di proposito per farci disaffezionare dai nostri beniamini di TNG. Infatti l'ho visto una volta sola in vhs e poi mai più! Per colpa tua passerò la giornata a ridere da solo pensando a Murray Abraham che fa gnoooooo! 👋

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    1. Ricorda: gnoooooooo! ;-) Che poi è il miglior commento possibile davanti ad un film come questo. Cheers

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  2. Guarda, anche io il Gnooooooo di Abraham l'ho sempre trovato urticante hai fatto benissimo ad usarlo reiterate volte per criticare questo film che di buono, purtroppo, fa poco. Tra un paio di giorni scrivo del libro di Piller che spiega perché sto film è uscito come è uscito... :--)

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    1. Bene non vedo l'ora di leggerti, anche se i problemi di fondo dei film di ST con l'equipaggio di TNG sono strutturali, hanno ignorato le caratterizzazioni dei personaggi in sette anni di stagione per non perdersi il pubblico generico che andava al cinema, ma poi non hanno saputo fare film come quelli con Kirk e compagni, con una loro dignità cinematografica, gran peccato. Cheers!

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    2. Assolutamente, quello è il problema grosso da Generations in avanti... Però la storia di Piller è moooolto interessante! Anche lì Rick Berman, come quando ne parla Wil wheaton, non sembra una bellissima persona, diciamo.

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    3. Mi sono fatto la stessa identica idea, diciamo pure che Harve Bennett aveva idee migliori per Star Trek. Cheers

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    4. Rick Berman a un certo punto era persino arrivato a lamentarsi ritenendo il pubblico "colpevole" di non saper premiare le sue idee, senza nemmeno provare a considerare di essere forse lui quello che non riusciva più da tempo ad averne, di idee, perlomeno quelle buone...
      Io, comunque, ricordo questo film principalmente per la presenza di Lorella Cuccarini, con il suo ruolo da protagonista assoluta presente in ogni singolo fotogramma (e meno male che, secondo una vecchia intervista, all'inizio lei pensava di dover interpretare nientemeno che una principessa aliena) ;-D
      Scherzi a parte, questo è per me il meno riuscito in assoluto del quartetto di TNG su grande schermo (un bel po' peggio di Nemesis), dove tra l'altro si tratta in maniera superficiale quello che potenzialmente avrebbe potuto essere il forte tema in comune con la coeva DS9 e cioè la messa in mostra di una Federazione non sempre specchiato modello di etica, morale e non interferenza, capace anche di ricorrere a mezzi poco puliti pur di raggiungere i propri obiettivi... una grande occasione persa, e perderla in questo modo certamente non ha fatto bene al brand.

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    5. Berman è il tipico esempio di produttore in grado di fare più danni della grandine. Anche io credo che questo sia ben più insignificante di "Nemesis" che però ha altri tipi di problemi, ne parleremo. Cheers!

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  3. Se l'ho visto? Direi proprio di "gnoooo" 😂😂😂 però mi pare che la Cuccarini si intraveda in una scena alla consolle per circa mezzo secondo in un movimento di macchina. Perlomeno da qualche parte avevo visto quel microfotogramma che la ritraeva al rallentatore perché sennò non la vedi proprio.

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    1. Esatto, nel video che trovi nel link si intravede, premendo pausa al momento giusto si vede il profilo della Cuccarini ;-) Cheers

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  4. Io l'ho visto proprio al cinema, e la sensazione che mi lasciò è esattamente la stessa: una puntata lunga della serie, ma meno emozionante. Peccato.

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    1. Sul serio, non aggiunge davvero molto, perché portare proprio questa storia al cinema, non si sa. Cheers

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  5. Eh gia', che ci stava pure la nostra Lorellona nazionale!
    Scherzi a parte, gran bella donna.
    Ancora oggi. E una delle poche, vere conduttrici che si possono fregiare a pieno merito di tale titolo, a parer mio.
    Ma non divaghiamo.
    Cosa mi hai tirato fuori, Cass...anche perche', a conti fatti, e' una di quelle riscoperte di cui non si sentiva assolutamente la mancanza e di cui si poteva continuare a fare benissimo a meno.
    Grazie per esserti sobbarcato l'onere, comunque. Non dev'essere stato facile.
    Io l'avevo persino rimosso.
    Unico merito, forse?
    Anche se nemmeno di questo c'e' da vantarsi troppo...
    L'aver magari dato i natali all'altro celebre urlaccio della storia del cinema.
    Quella specie di muggito ridicolo che emette Anakin dopo la sua trasformazione in Darth Vader, nell'ultimo film della prequel tragedy.
    NNNUUUOOOOOOOHHHHH!!
    Ma per piacere...

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    1. Heilà Red, anche io sono un fan della Lorellona, seppur non condivida certe sue posizioni, è sempre stata una bellissima donna e come scrivi giustamente dà ancora tanti punti ad altre più giovani...

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    2. Almeno quello aveva una logica anche se era di dubbio gusto, qui sembra più un lamentio insopportabile. Cheers!

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    3. Per quello che compare nel montaggio finale del film potrebbe essere quasi chiunque ;-) Cheers

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  6. Mamma mia, povero Murray "salieri" Abrahams, che brutta carriera ha fatto (un po' come Ben "gandhi" Kingsley).
    Chissà per quali "maneggi" produttivi Lorella finì per avere una "particella" in questo film, ché giustamente altro non meritava... in other words: Chi ha cuccato, la Cuccarini? :D

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    1. Citazione di un certo livello ;-) Pare che la produzione volesse personalità internazionali pescate da varie Paesi, ma mi puzza di spiegazione campata in aria. Cheers

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  7. Il film l'ho visto su Tele+1, quando cioè il pagare un abbonamento ci spingeva a vedere anche i film che non volevamo vedere, e questo nessuno in famiglia voleva vederlo. Non ricordo se avevamo visto i precedenti, ho il sospetto che per qualche bega distributiva non fossero passati su Tele+ (o magari ne ho cancellato il ricordo), ma questo lo ricordo come una visione di una noia epocale, spinta esclusivamente dal proposito di non saltare film che si era pagato per vedere. L'ho rivisto recentemente per catturare schermate dei fanta-fucili, scoprendolo incredibilmente più fastidioso di quanto ricordassi :-D

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    1. Fastidioso nel suo essere noioso, hai detto proprio bene, fastidio che arriva dal film ma soprattutto, dalla sua rara inutilità ;-) Cheers

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  8. A me questo non è dispiaciuto, certo Primo contatto è di un altro livello, ed è vero che sembra una puntatona stiracchiata :D Aspetta il prossimo qual è? La Nemesi? Aiutoooo! :D

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    1. Moooolto stiracchiata ;-) Prossimo capitolo "La Nemesi", post pronto arriverà la prossima settimana. Cheers

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    2. Nemesi direttamente, senza passare da Enterprise? Mi ci butto, allora! :--D

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    3. Volevo battere il ferro finché caldo inoltre mi manca ancora tutta l'ultima stagione di "Enterprise" da vedere, quindi cerco di prendere un po' di tempo, manovra Cassidy ;-) Cheers

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  9. Ennesimo viaggio in territori, per me, inesplorati. E da quanto leggo faccio bene a non azzardarmi ad avventurarmici.

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    1. Tieni duro, presto diventerà più familiare ma non per questo, meno ostile, teniamo su gli scudi ;-) Cheers

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  10. Detto bene: è una puntata di TNG portata al cinema e allungata un po'... Diciamo che ho visto puntate doppie migliori.
    Devo purtroppo ribadire che i film con Picard e soci non rendono affatto il livello della serie, al cinema sono andati molto meglio Kirk e i suoi, nonostante "L'ultima frontiera".
    E se penso che il prossimo è "La nemesi"... depressione.

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    1. Tra i due equipaggi al cinema è un 40-0 senza pensarci, il problema sta tutto nel produttore, ne parleremo nel prossimo post ed è un peccato che le craterizzazioni dei personaggi nella serie, siano state ignorate al cinema. Cheers

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    2. Il "vero" film di TNG è l'episodio doppio finale.
      Gli concedo anche l'idea di "Primo contatto", ma con l'Enterprise-D, Picard e Riker scambiati di ruolo, senza regina Borg e con la Defiant comandata da Worf che segue l'Enterprise nel passato. 😎

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    3. Ci potrebbe stare, anche perché il non utilizzo della Defiant è stato sanguinoso. Cheers

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