giovedì 6 maggio 2021

Star Trek - Deep Space Nine (1993-1999): un fortino del West nello spazio profondo

Questa Bara Volante in viaggio alla ricerca di strani, nuovi mondi, oggi arriva alle soglie del quadrante Gamma perché è il momento di affrontare “Deep Space Nine”.

Inutile girarci attorno, The Next Generation è stata una serie che ha centrato in pieno il suo obbiettivo, ovvero quello di portare il mito di “Star Trek” non solo ad un nuovo pubblico ma in un altro decennio televisivo. Il successo è stato tale che i produttori Rick Berman e Michael Piller in accordo con la divisione televisiva della Paramount capirono al volo che bisognava battere il ferro finché caldo, era ora di lanciare in orbita una nuova serie televisiva, nata da una costola di quella con Picard e compagni.

Ma avrebbe davvero avuto senso far decollare un secondo equipaggio impegnato ad arrivare là dove nessuno era mai giunto prima? Cioè, capisco che l’universo è sconfinato ma anche l’effetto ridondante sarebbe stato tale, quindi Rick Berman ha l’intuizione azzeccata, invece di una serie con personaggi impegnati a viaggiare nello spazio, un nuovo gruppo di personaggi più statici, dislocati su una stazione spaziale dove le avventure, li avrebbero raggiunti comodamente sul posto di lavoro.

Una delle tante combinazioni dello stile di Ben Sisko, qui in versione pelato con pizzetto.

La storia inizia con il comandante della federazione Benjamin Sisko (Avery Brooks), rimasto vedovo e con un figlio adolescente di nome Jake (Cirroc Lofton), pronto a prendere servizio in una base spaziale del quadrante Alpha ribattezzata “Deep Space Nine”, di fatto un vecchio avamposto cardassiano che è stato ceduto al popolo di Bajor, dopo la fine della lunga e sanguinosa occupazione cardassiana. Un punto nevralgico in una zona calda dell’universo, che diventa bollente con la scoperta di un tunnel spaziale a poca distanza dalla stazione orbitante, l’unico varco di accesso al misterioso ed inesplorato quadrante Gamma, terreno di potenziali ricchezze e conquiste che fa gola ad un po’ tutti i popoli, non solo della federazione.

Il gancio principale con The Next Generation è proprio la morte della signora Sisko, tragicamente trapassata durante l’attacco sferrato dai Borg quando a comandarli era Locutus, ovvero Picard assimilato dalla collettività. L’altro punto di contatto con TNG è senza ombra di dubbio la presenza a bordo della stazione di “Capo” Miles O'Brien, il mitico Colm Meaney passato da fare tappezzeria a bordo dell’Enterprise ad un ruolo ben più di rilievo in “Deep Space Nine”.

"Beccati questa Wesley Crusher!"

Gli altri personaggi con addosso il “pigiama” della federazione sono l’immancabile medico di bordo, la faccia da schiaffi e aspirante sciupafemmine Julian Bashir (Alexander Siddig, per altro nipote di un attore che ha avuto un ruolo anche nell'universo di Star Trek, ovvero Malcolm McDowell. Storia vera), mentre ad anticipare i temi del genere fluido, ci pensa l’ufficiale scientifico Jadzia Dax (Terry Farrell), bel corpo ospite del simbionte Dax, un inguardabile vermone incastonato nello stomaco del suo ospite che prima coesisteva con Curzon, il vecchio compagno di bevute e virile amicizia di Sisko, che di colpo di ritrova con il suo vecchio compare trasformato in una bella ragazza, ma con tutti i ricordi delle vite precedenti. Insomma, un’ottima soluzione non solo per mescolare un po’ le dinamiche tra i personaggi, ma anche per dare l’ennesima spallata in favore di quella capacità di accettare e coinvolgere tutti, che oggi chiameremmo “inclusività” ma che è sempre stata un pilastro di “Star Trek”.

Quando ancora non era stata coniata una parola in inglese, Star Trek aveva già detto la sua sulla questione "gender".

Il resto della banda di gatti senza collare di “Deep Space Nine” è altrettanto colorita, perché nel tentativo di rendere Bajor sempre più parte della federazione, il secondo assegnato a Sisko è la risoluta e tostissima Kira (Nana Visitor, nome d’arte scelto beh, ad arte!), ex combattente per la resistenza bajoriana dal sangue caldo e con parecchie storie piuttosto tese con gli odiati invasori cardassiani.

Per quello che mi riguarda, posso dire che Odo aveva buon gusto. 

La quota “personaggio alieno” del gruppo è rappresentata dal mio preferito del lotto, il Conestabile Odo, un mutaforma addetto alla sicurezza, che ancora sta cercando di imparare ad utilizzare al meglio il suo corpo fluido (ricreare la forma delle orecchie è sempre un casino), dal carattere tendente al burbero andante ed interpretato magnificamente da René Auberjonois.

Quando oggi vedo certe facce massacrante dal botox mi ricordo di lui. 

Suo perfetto contro altare e protagonista di numerosi teatrini e battibecchi tra il comico e il drammatico, il ferenghi Quark (Armin Shimerman), gestore del bar locale, fanatico del gioco, delle belle donne ma soprattutto, dedito ad ogni losco affare che possa permettergli di arricchirsi come da abitudini ferenghi, una popolazione immaginaria che The Next Generation non è riuscita a lanciare per bene, esponendo anche il fianco alle critiche, proprio per la rappresentazione al limite dello stereotipo di questa popolazione. Anche se in tutta onestà devo dire che Quark, oltre a diventare il Michael Jordan dei ferenghi, in questa serie mi sembra tanto un personaggio a metà tra un mercante arabo, pronto a trattare e tirare sempre sul prezzo e una versione più truccata e per tutti dell’Al Swearengen di Deadwood. Concedetemi il paragone ardito ed ora, l’inevitabile paragrafo con il ricordo personale che ormai è il filo rosso che accomuna tutti questi miei post su “Star Trek”.

Ama l'alcool, le belle donne e il denaro. Viene da chiedersi, ha anche dei difetti?

Cosa vi dicevo riguardo a The Next Generation? Ero convinto grazie alle repliche di Italia 1, di aver visto un fottio e mezzo di episodi, solo facendo una seria maratona di recupero mi sono reso conto che avevo visto meno della metà delle puntate. Per “Deep Space Nine” è accaduto l’esatto contrario, ricordo che lo trasmettevano prima di cena sulla Rai, un orario comodo che mi ha permesso di vedere molti episodi e la maratona di recupera me lo ha confermato, oltre a ricordarmi perché mi piaceva tanto questa serie apparentemente così statica. Ci sono due elementi chiave che hanno reso “Deep Space Nine” la mia serie preferita ad Ovest di Kirk e compagni: politica e Western. Iniziamo dall’ultimo che mi sta certamente più a cuore.

Se Gene Roddenberry ha creato Star Trek ispirandosi alle vecchie serie Western come “Carovana verso il West”, “Deep Space Nine” ritorna alle origini traendo ispirazione da programmi televisivi popolarissimi negli Stati Uniti come “The Rifleman” (serie a cui ha lavorato a lungo anche Sam Peckinpah) che raccontava la storia di Lucas McCain, un veterano della Guerra Civile Americana vedovo, andato a vivere con il figlio Mark Mark alla periferia di North Fork, una cittadina di frontiera nel Nuovo Messico. Trovate qualche affinità con Benjamin Sisko per caso?

Inoltre la sigla di DS9 resta una delle più evocative.

La stazione Terok Nor, ribattezzate “Deep Space Nine” è un fortino di frontiera in un Western spaziale, dove il ruolo dei nativi e della difficile convivenza tra popoli diversi è rappresentato dai combattivi bajoriani, in cui la passeggiata costantemente controllata da Odo (novello sceriffo) è identica alla via centrale di qualunque cittadina Western (risse e sparatorie comprese) e ovviamente Quark è il losco gestore del Saloon locale. Sarà anche vero che io cerco tracce di Western ovunque, ma per trovarle qui non serve essere fissati come il vostro amichevole Cassidy di quartiere.

Può sembrare una piccola differenza, anche se non lo è affatto, ma per una volta introduce dinamiche nuove, con metà del cast fisso di personaggi che di fatto non sono membri della flotta stellare, la gerarchia che ha sempre regolato tutte le serie di “Star Trek” un po’ salta, ecco perché gli scontri tra personaggi avvengono senza l’ombra dei gradi, risultando spesso anche più intensi che nelle altre serie, poi oh! Nemmeno qui mancano i soliti scambi di coppie, oppure le ospitate celebri, si va dalla solita, immancabile Lwaxana Troi (una delle mie preferite…), fino a facce note come il grande Dick Miller, Tony Todd ma anche Meg Foster. Insomma la formula collaudata di “Star Trek” con parecchie aggiunte, come ad esempio la politica. Ora è il momento di affrontare questo tema.

Tutto migliora con una comparsata del mitico Dick Miller.

In sette stagioni, fai in tempo a sbagliare episodi e caratterizzazioni, ma per quello che mi riguarda da spettatore, posso dire che “Deep Space Nine” tra tutte le serie di Star Trek, è stata quella dove ad emergere è stato il gruppo di protagonisti, molto più corale nel suo portare avanti l’evoluzione di tutti i personaggi, senza per forza cedere e concedere più spazio ai prediletti del pubblico, anche se bisogna dirlo, anche qui l’amatissimo Worf entra a far parte del cast fisso, intrecciando relazioni anche importanti, non aggiungo niente per non rovinare la visione a nessuno, ma i Trekkie mi hanno capito e stanno facendo sì con la testa.

Basta dire che Benjamin Sisko, non ha il presenzialismo e forse nemmeno il carisma di Picard, ma è un personaggio che comincia la serie con la precisa volontà di restare fuori dalla vita dei bajoriani e la terminerà con un ruolo importantissimo presso i potentissimi Profeti, quasi un ruolo da santone per lui. Un personaggio che evolve e riesce ad affrontare anche il tema del razzismo (quando hai il primo comandante nero di Star Trek, non puoi evitare la questione), senza ricadere nei soliti stereotipi. Pur trattandosi di una serie televisiva che urla «ANNI ’90!» ad ogni fotogramma, distanze forse anche molto da come oggi intendiamo la serialità, “Deep Space Nine” non solo è riuscita ad introdurla, mescolando trame e personaggi con le altre serie televisive di “Star Trek” del periodo, ma è riuscita a giocarsi puntate come quella alternativa, con Ben Sisko giornalista sottopagato (perché nero) con il pallino della fantascienza, che sono una gustosa variante del solito “universo specchio”.

Guardate tutti un punto a caso, fermi così bravi!

Il maggiore Kira (che ho sempre trovato abbastanza sexy devo ammetterlo) si porta dietro tutte le ferite di guerra emotive riportate in una lunga guerra contro gli invasori di Cardassia e nel corso della serie, arriverà a stemperare un po’ delle sue asperità, cosi come accade ad Odo, rigidissimo se pur dotato di un corpo fluido, finirà per controllare meglio la sua capacità di mutazione (che lo ha a lungo reso un emarginato, unico della sua specie) ma anche ad infrangere alcuni dei suoi preconcetti. Per non parlare di Jadzia Dax, che probabilmente è quella che compie l’arco narrativo palesemente più completo di tutti, anche qui non voglio rivelare niente, ma i Trekkie alla lettura li riconoscete perché stanno ancora facendo sì con la testa.

L’elemento politico (ora lo affronto giuro!) in “Deep Space Nine” ha un ruolo non da poco, se posso dire la mia sulla “questione ebraica”, più che cercare nei ferenghi, e al complicato rapporto tra Bajor e Cardassia che dovremmo guardare. I bajoriani sono i nativi di questa serie, ma tra i due popoli sembra che ci sia una guerra fredda (destinata a diventare calda) come tra Israele e Palestina, anzi in certi momenti, gli orrori dei campi di prigionia Cardassiani vengono descritti volutamente per ricordare le mostruosità del Nazismo, infatti i cattivi in “Deep Space Nine” sono veramente memorabili nella loro malvagità.

"Non sono cattivo è che... no, sono proprio cattivo"

Gul Dukat (Marc Alaimo) è a mani basse uno dei più spietati malvagi mai visti in tutto l’universo di “Star Trek”, un bastardo di prima categoria che rappresenta una vera nemesi per i protagonisti, tanto da meritarsi anche un servitore (anzi una serie di servitori cloni) come Weyoun, che poi è solo il più celebre dei tanti ruoli ricoperti dal mitico Jeffrey Combs in questa serie. Che grazie a Star Trek bisogna dirlo, ha lavorato parecchio.

Un uomo, mille alieni: quel mito di Jeffrey Combs. 

Dove la politica fa fare un salto di qualità a “Deep Space Nine” è sicuramente nella lunga guerra del Dominio, che poi è il piano inclinato lungo cui scivolano caratterizzazioni e personaggi trovando la loro naturale conclusione, ma non prima di mandare in scena tra le migliori battaglie spaziali mai viste in tutte le serie di “Star Trek”, vedere per credere.

Il Dominio è un'alleanza con piani di espansione sul quadrante Gamma, tanto potente da dare piu di un grattacapo alla federazione, tanto da doversi alleare con Klingon e addirittura con i Romulani, pur di poter contrastare i piani del Dominio.

Un futuro di pace e relazioni diplomatiche... fino all'arrivo del Dominio.

Insomma “DS9” è una serie che ha saputo non solo risultare estremamente corale, ma è anche quella che attraverso la nuova terra di confine del quadrante Gamma, ha espanso l’universo di “Star Trek” facendo fare un notevole salto di qualità alle trame di questo universo sempre più variegato e popolato da creature che non sempre sono state animate del “volemose bene” di Roddenberry, la convivenza è un percorso spesso accidentato e questo fortino nello spazio profondo lo ha saputo dimostrare molto bene.

Prossima settimana, a proposito di convivenza, torneremo a viaggiare perché due popoli prima di imparare a convivere devono incontrarsi, per la prima volta. Sempre qui, solita Bara, non mancate!

42 commenti:

  1. Gran bel post, ho fatto sì con la testa un paio di volte. forse è quella che mi è piaciuta meno tra le quattro serie classiche, a me piacciono gli "strani, nuovi mondi" e qui non ce n'è quasi traccia. Anche le ambientazioni sempre uguali e le dinamiche ripetute tra i personaggi mi hanno fatto sempre storcere un po' il naso.
    Ricordo ancora con quanta trepidazione ne aspettavo l'uscita, appassionato com'ero delle prime due serie. Il ricordo d'infanzia è che la sera che veniva trasmessa in tv la prima puntata io ero al mare con i miei e mio fratello, e mentre loro sono usciti a fare la classica passeggiata serale con gelato io me ne sono stato a casa da solo a guardare le prime due puntate di DS9 in una minuscola televisione da appartamento in affitto in Liguria. Non me ne sono mai pentito!

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    1. Ti ringrazio vuol dire molto per me, sono poco più che un neofita di "Star Trek" quindi osservo questo universo vastissimo con l'aria dell'ultimo arrivato, quale per altro sono ;-) In effetti lo spazio profondo (nove) attira più del solito giretto, chissà se nel bar di Quark servono anche i gelati? ;-) Cheers

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  2. Vista poco.
    Un po' perche' era un vero e proprio spin-off, dove la Enterprise c'entrava poco e niente.
    E poi perche' era molto "statica" , proprio come dici tu.
    Bella forza, era in una stazione orbitante. Piu' immobile di cosi'!
    Pero' stazione orbitante fa tanto rima con stazione di posta e avamposto, tanto per rimanere a tema western.
    Alle volte avevo l'impressione che avesse un tono quasi da sit-com. Come se persino le due serie principali non lo fossero, in certi punti!
    Che volete farci. Spesso mi dimentico che sono proprio produzioni come queste a permettere un maggior respiro, e spesso con ottimi risultati.
    Ho visto che hanno messo pure questa su Rete pellicole, e sarebbe ora di colmare la lacuna.
    Decisamente.

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    1. Merita, le prime stagioni forse si giocano anche momenti più leggeri, ma pian piano DS9 sale di colpi arrivando ad essere anche molto drammatica. Per essere un punto (quasi) fermo nel cosmo, piuttosto movimentata come stazione ;-) Cheers

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  3. Anch'io non l'ho seguita molto proprio per quel problema di staticità. Tuttavia cast femminile molto interessante😀

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  4. La mia serie preferita di Star Trek! E in assoluto!

    Potremmo parlarne per ore... E mi sa che saremmo d'accordo su parecchie cose! Western, si, ma soprattutto per me vince su tutte le altre per i conflitti tra i protagonisti, per non mostrare solo cose in bianco e nero, per non avere la soluzione a tutto, per affrontare temi scomodissimi senza sacccenza e retorica... Una vera meraviglia. Ogni tanto quando ho 40 minuti di relax davanti a me metto un episodio a caso e me lo riguardo e non mi delude mai.

    Ma permettimi un piccolo appunto... Non mi citi Garak? Che personaggio meraviglioso! Tra l'altro interpretato dal bravissimo Andrew Robinson, e che sviluppa una relazione splendida con Bashir!

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    1. I personaggi sono spesso anche un po' ruvidi, anche nel modo di porsi con gli altri, lontani dai perfettini e sempre ordinati della federazione, qui davvero siamo in una terra di confine selvaggia. Mi è dispiaciuto ma ho dovuto sacrificare qualcosa, anche se Garak è un gran personaggio per davvero, uno di quelli con cui è più facile immedesimarsi anche per la prova dell'attore, spesso sopra le righe ma in modo costruttivo ;-) Cheers

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    2. Era inevitabile, è davvero la serie più corale di tutte! Comunque più ne parliamo più ho voglia di rivederla, voglia che ho ancora di più da quando ho guardato lo splendido documentario What We Left Behind, che ti consiglio per forza! Ne ho pure scritto sul blog, naturalmente... :--)

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    3. Lo avevo puntato da quando ne hai scritto ;-) In compenso giuso ieri ho visto "Trek It!" documentario dedicato al fan club Italiano di Star Trek, se ti interessa lo trovi su Raiplay. Cheers!

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    4. Raiplay mi è inaccessibile perché accetta solo utenti italiani, temo... Ma almeno sappi che mi sono buttato su First Contact! Non sarò impreparato la prossima settimana! :--)

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    5. Le grandi menti si muovono e scrivono all'unisono. Ho scritto il post su "First contact" oggi, ti manderò il link a breve per la prossima settimana ;-) Cheers

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  5. Di questa ho visto quasi nulla, e mi dispiace, comunque ho ben presente la divertente puntata in cui vanno indietro nel tempo e "incrociano" Kirk e compagnia, hanno fatto veramente dei salti mortali all'epoca per realizzarla

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    1. Uno spasso quella, realizzata persino con la stessa tipologia di fotografia e fondali finti, con Jadzia Dax che riconosce il fascino di quel Vulcaniano, ovviamente mai inquadrato ;-) Cheers

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  6. Qui scatta la lacrimuccia: era esattamente l'anno scorso che ero completamente infognato nel recupero totale di questa serie, di cui all'epoca avrò visto forse neanche dieci episodi. L'ho amata davvero tanto, per me è in assoluto la punta massima che Star Trek possa raggiungere: grandi personaggi che hanno tutti un loro spazio, niente "carta da parati" (tipo il 90% di tutti i personaggi delle altre serie!), una forte dose di politica nelle sceneggiature ad insaporirle e a renderle molto più concrete che "fanta", cattivi da applauso, fanta-fucili, "libri falsi" Klingon e tante "bevande fantastiche", dalla birra romulana al raktajino!
    Mi sono innamorato così tanto della serie che dopo ne ho sentito fortemente la mancanza, tanto da leggermi uno dei suoi romanzi inediti (ovviamente ignoti in Italia) adorando pure quello! Che gran peccato che invece i fumetti abbiamo totalmente ignorato la serie: proprio l'anno scorso è uscita un'indagine a fumetti di Odo assolutamente dimenticabile.

    Ripeto, per me è la migliore serie in assoluto, con qualità delle sceneggiature altissima e piena di personaggi indimenticabili. Ora basta che mi sta venendo il magone, per quanto mi manca... :-P

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    1. Hanno davvero saputo cogliere lo spirito da pionieri (dello spazio) di Star Trek, immergendo i personaggi in una zona selvaggia del cosmo, dove ovviamente la politica rende tutto più oscuro e complicato, davvero una serie incredibile, quando poi mi sono buttato su “Voyager” mi sembrava tutto pulitino e perfettino, specialmente dopo DS9. Cheers!

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  7. Qua, per quanto mi riguarda, siamo dalle parti della "tabula rasa". Credo che di questo DS9 conosco solo il soggetto e... Stop! Mai visto neanche mezzo episodio.
    Ma mentre tu cerchi "agganci western" ovunque, io invece trovo tracce del mio adorato "Mass Effect" in ogni produzione cine-televisiva a carattere fantascientifico. Impossibile non notare quintali di similitudini e man mano che ci conduci in questa avventura nel mondo di Star Trek (tutta roba la cui mia conoscenza sfiora lo zero) più trovo citazioni, se non vere e proprio scopiazzature. I ragazzi della BioWare devono essere stati dei Trekkie duri&puri! Dalla "Federazione" all'"Alleanza", dal "trapano" di Kirk a quello di Shepard, dalla ciurma multietnica e multirazziale fino alle Asari troppo simili alle Orion così come i Klingon sono stati equamente divisi tra i Turiane i Krogan...

    Oggi appena mi hai descritto e mostrato la Terok Nor, subito ho pensato alla "Omega". Troppe similitudini perché sia tutta una coincidenza... I livelli, la posizione nelle galassia, i bar famigerati (in Mass Effect era una discoteca...), le razze aliene che si mescolano e si uniscono per combattere avversari più potenti,... E, al volo, ho letto che in DS9 esiste la "Sezione 31" che ha il suo omologo in Mass Effect: Cerberus.

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    1. Ci sono Trekkie ovunque, dopo Samantha Cristoforetti in divisa da Star Trek sulla stazione spaziale ormai so che sono pochi ma una lobby estremamente potente e appassionata, quindi perché non alla BioWare? ;-) Cheers!

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  8. Avery Brooks si è visto in Italia qualche annetto fa. Oramai ha un poco accantonato la carriera da attore a favore di una sua vecchia passione d'infanzia: cantare in un coro gospel. ;-)

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    1. Pensavo lo scrittore di fantascienza considerando i trascorsi del suo personaggio ;-) Cheers

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  9. Questa è la mia Waterloo. Qui è dove sono stata sconfitta da Star Trek. A parte le serie moderne (Discovery e compagnia brutta) le ho viste tutte fino in fondo, e anche i lungometraggi, trovandoci comunque un motivo di interesse, ma questa proprio non ci riesco. Quando fu trasmessa ai tempi arrivai fino alla terza stagione. Adesso che sto tentando il recupero mi trovo a metà della prima e niente, non riesco ad andare avanti. Trovo sempre qualcosa che mi ispira di più da vedere pur di non continuare con DS9 😛 Non mi fa simpatia nessun personaggio, il più interessante mi sembra sempre Dax ma non riesce comunque ad appassionarmi abbastanza.
    Ho recuperato "Animaletti pericolosi" e forse mi sono illusa che tutti gli episodi sarebbero stati così 🤣
    Che comunque non sarebbe male: una serie di Star Trek dove ogni episodio ne riprende uno mitico di una serie precedente, rielaborandolo e facendocelo vedere da altri punti di vista. Chissà se può essere un'idea per rilanciare seriamente il franchise...

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    1. Io per decenni ho provato lo stesso problema, considera che ho visto la prima doppia puntata di DS9 appena arrivò in Italia, molto prima che andasse in TV, e la trovai brutta oltre ogni più immaginabile sopportazione, quindi iniziare dal principio per me è la mossa sbagliata con questa serie: ho iniziato dalla fine della quinta stagione, quando cioè inizia la Guerra del Dominio, e dopo qualche puntata d'un tratto mi sono reso conto di non poterne più fare a meno, e una volta finita la settima ho iniziato dalla prima, che la considero ancora la peggior puntate di tutte ma ormai ero "fidelizzato" :-P
      Tutto questo è successo esattamente un anno fa, quindi non è una di quelle serie che ti devono conquistare alla loro uscita se no poi non ti piacciono più.

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    2. No Vasquez non dirlo! Se ci dovesse leggere GIEI GIEI qui sarebbe tutto finito! :-D Cheers

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    3. La staticità è il suo problema iniziale grave, poi sale di colpi, ma proprio tanto! A questo punto direi che siccome le prime puntate le hai già affrontate, potresti provare quella che chiameremo "Manovra Lucius" ;-) Cheers

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    4. La serie che cerchi e che riprende episodi vecchi per riealaborarli esiste, si chiama Lower Decks! X--D

      Comunque è opinione comune che la serie sia bella solo dalla terza stagione in poi (ma per me è bella tutta tranne gli episodi Ferengi e con Lwaxana)!

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    5. Ecco esatto, quella è piuttosto divertente ;-) Cheers

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    6. @Lucius
      Sì sì, avevo capito che anche recuperata in ritardo e non dall'inizio DS9 ha motivo di interesse, ma mi piaceva lo stesso ri-partire dall'inizio. Comunque, ben felice di apprendere che non sono la sola ad aver avuto problemi con le prime stagioni.

      @SamSimon
      "Lower Decks" è in lista, ma aspetto che sia conclusa, e comunque a me Lwaxana Troi piace da pazzi 🤣 (i Ferengi no, ma quelli non piacciono a nessuno).

      @Cassidy
      Bellaaa! Dopo la "Manovra Picard" abbiamo la "Manovra Lucius"!
      Lucius l'ha inventata, tu l'hai battezzata, adesso dovete brevettarla!
      E io non posso fare altro che metterla in atto.
      "ENERGIA!"

      Grazie raga, siete fantastici! 🖖

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    7. Prossimo passo: capire la Kobayashi Maru e migliorarla :-P Cheers

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  10. Purtroppo mi unisco a quelli che non hanno (ancora) apprezzato questa serie. La guardavo anche io sulla Rai quando è stata trasmessa per la prima volta, ma come Vasquez non sono riuscito ad appassionarmi e andare oltre una manciata di episodi. Forse la staticità delle trame e delle situazioni e il carisma sicuramente inferiore a TNG mi hanno precluso una visione più approfondita e appassionata. Comunque grande come sempre Cassidy per offrire uno scorcio interessante. 👋

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    1. Vai anche tu di "Manovra Lucius", vedrai che avrà i suoi effetti positivi, per il resto, grazie a te capo ;-) Cheers!

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  11. Per un po' è stata la mia serie di SF preferita, almeno finché non è arrivata Farscape.
    Anch'io ritengo che Garak fosse un grandissimo personaggio, ma anche Dukat è ben scritto, se non ricordo male rimane molto in bilico fra la sua parte "onorevole" e quella malvagia e c'è un periodo in cui fra lui e Sisko c'è un mutuo rispetto.
    Il valore di Garak risiede nel fatto che è un personaggio dal valore intrinseco, al di là del contesto SF. Voglio dire che potrebbe funzionare anche se fosse inserito all'epoca della seconda guerra mondiale, o della guerra fredda, il fatto che sia un alieno è secondario.
    Mi piacciono i Cardassiani, penso che il loro aspetto possa essere ispirato a Hermann Munster. Totalitaristi, forse sovietici, e felici di esserlo.
    I Ferenghi invece mi ricordano Nosferatu, ma mi stanno un po' antipatici. I Bajoriani, beh lì non si sono sprecati: il naso a scalini e via, fatto l'alieno. Un make up da serie classica. Poi sono insopportabili in quanto fanatici religiosi.
    Per me Terak 'Nor rimane, in fondo, la migliore fra le serie trekkie (la peggiore senz'altro è Voyager), è molto buono anche il modo con cui influenza la storia delle varie razze, Klingon-Cardassiani-Romulani, con la faccenda del Dominio.
    La Visitor piace assai anche a me, d'altronde dalle mie parti c'è il detto, "Donna Nana..."

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    1. Deve essere un vecchio proverbio bajoriano, però in effetti, ha senso ;-)
      Sono d’accordo, il bello di DS9 è che le letture di secondo livello non solo trovano riscontri con la nostra storia, ma non soffocano quella raccontata o i personaggi, avercene di serie così! Cheers

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  12. Per quanto abbia rivalutato questa serie, non sono mai riuscito a diventarne un fan.
    Ha il pregio di portare coralità e continuity in una serie Trek, cosa inesistente in TOS e stentata in TNG, ma di tutti i personaggi più o meno fissi, proprio il comandante, e poi capitano, Sisko lo reputo il meno riuscito: debutta trattando male Picard, tanto che stando al doppiaggio ho supposto fosse un mutaforma in incognito e non l'ex Locutus; poi si fa coinvolgere con la noiosissima questione dei Profeti e della religione su Bajor; anzi se devo essere sincero, non è che i bajoriani mi stiano esattamente simpatici eh. No, sicuramente Sisko non è un personaggio per il quale stravedo. Così come per l'ufficiale medico, che colloco in coda alle mie simpatie con Beverly Crusher.

    Come in TNG dove alcuni miei idoli erano personaggi ricorrenti (Barclay, Ro, Guinan), qui c'è Garak superstar, inoltre i ferengi della "famiglia" Quark hanno modo di conquistare spazio (ehm... si è capito cosa intendo no?) tra situazioni semiserie e responsabilità durante l'assedio cardassiano.
    Gul Dukat anche per me tra i migliori cattivi di Star Trek, assieme a Khan; poi c'è quel bastardone di Eddington...

    La serie sviluppa e approfondisce molto sui klingon, proponendo un altro personaggio iconico come pochi, Martok!

    Non ho capito se il prossimo titolo sarà Voyager o Primo contatto...

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    1. Non lo so nemmeno io, direi "Primo Contatto" ho il mio compare Sam Simon che scalpita, in ogni caso trovo la tua analisi del tutto condivisibile ;-) Cheers

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    2. Scapito si, ho la draft pronta, devo solo formattare il tutto in formato blog! :--)

      First Contact, poi ti lascio Voyager su cui ho già fatto più di 200 post... And counting! X--D

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    3. Ottimo piano di volo, impostiamo la rotta ;-) Cheers

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  13. Io, ovviamente, ero fra quei Trekkies che facevano sì con la testa ;-)
    Serie eccellente DS9, innovativa quanto incompresa ai tempi. Giustamente si era deciso (quando Berman ancora aveva idee, molti -troppi- anni luce addietro) di non battere di nuovo la strada dell'esplorazione come già nella TOS e nella contemporanea TNG o, perlomeno, di non farlo nel senso classico: qui la frontiera è rappresentata più dal microcosmo della stazione cardassiana, con la sua problematica convivenza fra personaggi principali -e non- e relativa evoluzione dei rapporti reciproci, che non dal macrocosmo attorno alla stessa compreso in primis quel quadrante Gamma dal quale bisogna essere pronti a difendersi (cosa non proprio in linea con l'ottimistica scoperta di strani, nuovi mondi, nuove forme di vita e civiltà)... con la Federazione pronta a farlo senza andare troppo per il sottile, quando è il caso.
    Una delle cose che ho amato da subito della serie è stata l'idea di una specie aliena per la quale il tempo lineare non esiste (o dovrei dire due specie, visto che i Profeti hanno il loro corrispondente negativo nei Pah-Wraith), incorporea e multidimensionale, quindi caratteristiche tali da essere il fulcro di una religione (tenendo conto del tunnel spaziale ci sta bene citare la terza legge di Clarke, direi: "ogni tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia"). Altro punto a favore senz'altro la coralità dei personaggi, che in questo caso è riuscita persino a rendere interessanti personaggi Ferengi come Quark e, ancor di più, il nipote Nog. Per non parlare dell'elemento politico, appunto, capace di essere drammaticamente attuale se pensiamo, oltre agli esempi che hai citato, anche alle guerre jugoslave -con tanto di tragica riproposizione dei campi di concentramento- praticamente contemporanee alla realizzazione di DS9...
    P.S. Gul Dukat è un cattivo talmente riuscito che, fumettisticamente parlando, è riuscito a fondersi con un Pah-Wraith riuscendo a non esserne dominato, creando problemi a Kirk & co. versione Kelvinverse e Sisko e arrivando persino a sfidare Q (nella miniserie "The Q Gambit") ;-)

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    1. Ero piuttosto sicuro che fosse così ;-) Nog è il classico personaggio odioso sulla carta che poi invece funziona benissimo, unico problema il figlio di Ben Sisko nel corso della serie cresce come il grano d'estate e le inquadrature con Nog diventano nel corso del tempo dei campi sempre più lunghi ;-) Cinque altissimo per Clarke, che va sempre citato! Cheers

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  14. Appena finita di vedere oggi. Non pensavo di innamorarmi, il primo episodio mi aveva lasciato totalmente indifferente (se è per questo era successo anche con TNG), il capitano inizialmente risultava il personaggio meno interessante e passare da Picard a Sisko è stato uno shock. Tutti si odiavano, tutti diffidavano di tutti, tutti sembravano spregevoli all'inizio. Insomma il passaggio da TNG a DS9 non è stato facile, eppure già entro la prima stagione mi stavo affezionando, e presto è diventata una droga. Per me ha superato TNG, se ne dovessi rivedere una da capo sarebbe proprio DS9. Di 7 stagioni, pochissimi gli episodi deboli, forse si contano sulle dita di una mano (quello del baseball è imbarazzante), alcuni di quelli in più parti erano degni di un film e se pensiamo che durante la messa in onda di DS9 in TV, al cinema ci andavano quelle stronzatine dei film di TNG...
    Al contrario di TNG che ha un doppiaggio a dir poco cinematografico, DS9 va visto esclusivamente in lingua originale, quel doppiaggino televisivo è imbarazzante.
    Ringrazio Netflix di questa opportunità, non li avevo mai visti all'epoca. Forse mi addentrerò in serie successive.

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    1. A vederlo in originale ti sei perso grandi emozioni, tipo il changeling Odo che a volta è "mutaforma" a volte è "cambiante" :-D
      Comunque sottoscrivo tutto, io la rivedrei anche ora! ^_^

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    2. Secondo me DS9 ha tracciato la rotta per il futuro di Star Trek, ma nessuno ha avuto il coraggio di seguirla, infatti dopo questa serie è cominciata il percorso alla rovescia che ha portato al male, ai reboot e a GIEI GIEI. I personaggi controversi, con trame non dettate dal tenere al centro della storia il beniamino di turno sono un toccasana. Cheers!

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    3. Per non parlare della scelta delle voci, più di metà dell'equipaggio di "Voyager" parla con le stesse voci di quelli di "DS9", senza citare il fatto che se un personaggio di Star Trek è femminile e sexy, allora avrà la voce di Monica Gravina ;-) Questo da quel poco che ho sentito saltellando sulla traccia italiana su Netflix, perché ho seguito tutto in lingua originale, anzi, sto ancora seguendo. Cheers

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