martedì 4 maggio 2021

Senza rimorso (2021): rimorso no, giusto qualche rimpianto

Dovete capire che a casa Cassidy l’esperto di romanzi di Tom Clancy è mio padre, l’anziano Cassidy Senior. Quindi posso dirlo, ho visto l’adattamento di “Senza rimorso” (1993) di sicuro senza rimorso ma con almeno qualche legittimo dubbio, in particolare il signor Cassidy Senior era accigliato per l’enorme e incazzatissimo Irlandese John Kelly, improvvisamente fatto a forma di Michael B. Jordan. Ed ora, l’inevitabile aneddoto di famiglia.

Quando da ragazzetto, dopo un’infanzia passata a vedere e rivedere a ripetizione Caccia ad Ottobre Rosso, mi sono messo in testa di leggere qualche romanzo del padrino del techno-thriller Tom Clancy, non ho dovuto spingermi troppo lontano, visto che i libri dello scrittore erano sparsi per tutta casa Cassidy. Stupidamente il mio piano era quello di iniziare da dove avevo già familiarità, il romanzo “La grande fuga dell'Ottobre Rosso” (1984) primo libro con Jack Ryan come protagonista, guarda caso anche uno dei primi lavori di Clancy. Ma no, troppo facile.

Già perché mio padre aveva altre idee, secondo lui dovevo cominciare a leggere DALL’INIZIO, quindi mi piazzò tra le mani il malloppone di “Senza rimorso” (1993), perché quando si tratta di Clancy, il signor Cassidy Senior è come quelli che ti dicono che per guardare "Guerre Stellari" devi iniziare per forza da Episodio I, con la differenza che “Senza rimorso” è una bella storia senza alcuna traccia di Jar Jar.

"Questo è il Jar Jar che vi devo uccidere?", "No quello è Billy Elliot!"

Di fatto “Senza rimorso” è quella che oggi chiameremmo, la storia delle origini di John Kelly, enorme Irlandese (come si intuisce dal cognome) incazzato, un personaggio che diventerà ricorrente dei romanzi di Jack Ryan, l’analista della CIA che rappresenta un caso più unico che raro nel cinema occidentale, anche perché quando l’attore che interpreta 007 cambia è sempre un piccolo evento, mentre quando Jack Ryan cambia volto a nessuno pare fregare una beneamata, anche se nel corso degli anni è stato interpretato da Alec Baldwin, Harrison Ford (due volte), Ben Affleck, Chris Pine e da John Krasinski in una serie tv nominativa.

Se Ryan è un analista, quindi allenato ma più avvezzo alla burocrazia e alle manovre di palazzo, John Kelly è un ex Navy Seal addestrato e super tosto, quindi capite da voi che con un protagonista così le dinamiche sono del tutto diverse e “Senza rimorso”, resta un gran bel libro dalla trama datata per il semplice fatto di essere più controversa della media di quello che il cinema del 2021 è in grado di portare in scena. Anche perché il romanzo di Clancy contiene una delle più truculente scene di tortura che io ricordi, non tanto per violenza ma per inventiva e ve lo dice uno che è abituato a guardare horror dalla mattina alla sera.

Eccolo qui, il libro che avevo letto era proprio questa edizione.

Quindi il legittimo dubbio di mio padre, di vedere l’Irlandese John Kelly trasformato in Creed decade quasi completamente, perché del romanzo “Senza rimorso” nel suo adattamento cinematografico rimane intatto il titolo, il nome del protagonista, una scena di riabilitazione (molto breve) e più o meno il finale. Il resto del film è tutto completamente diverso, con buona pace della mia speranza di vedere quella scena di tortura di cui conserverò il ricordo del romanzo («Limitati a scriverle Jack!» quasi-cit.).

“Without Remorse” o “Tom Clancy's Without Remorse” (tanto il nome dello scrittore viene utilizzato ovunque, anche in romanzi non scritti da lui ormai) ha provato ad arrivare al cinema diverse volte, nel 1994 con Keanu Reeves come protagonista, nel 1995 con Laurence Fishburne e Gary Sinise nel cast, fino ad arrivare al 2012, quando Christopher McQuarrie sembrava pronto a scrivere e dirigere un film con Kevin Costner, che a mio avviso un tempo sarebbe stato un perfetto Jack Ryan.

I rimpalli sono continuati fino al 2018 quando il lanciatissimo Michael B. Jordan (l’uomo con il nome più bello del mondo ma con una “B” in più) si è accaparrato il ruolo di John Kelly. Ma quando il nostro Stefano Sollima (figlio di cotanto padre) ha firmato per due film, si è portato dietro i suoi fedelissimi. Questo spiega perché “Senza rimorso” rimette insieme la vecchia banda di Soldado: Sollima dirige e Taylor Sheridan (coadiuvato da Will Staples) alla sceneggiatura.

Sollima prende dannatamente sul serio la voce del verbo "to shot".

Non cercate campanilismo da parte mia, non sventolerò il tricolore davanti ad un regista Italiano nuovamente a capo di una grossa produzione americana, sarò molto più diretto: Stefano Sollima è uno dei nomi più interessanti e talentuosi in circolazione, il fatto che io condivida la sua stessa nazionalità non smuove di una virgola il mio parere su di lui e nemmeno questo film, anche perché in “Senza rimorso” il migliore resta proprio Solima, ma andiamo per gradi.

“Senza rimorso” resta meno della somma delle sue parti perché se il piano era quello di aggiornare una trama datata 1993, beh il bersaglio è stato mancato di svariati chilometri. Il romanzo di Clancy vedeva John Kelly alle prese con una ragazza tossicodipendente, ma anche con i suoi feroci aguzzini, un traffico di droga che si trasformava in una guerra personale (e di un solo uomo) contro gli spacciatori, il tutto condito da azione, dosi abbondanti di violenza è un finale da thriller che rendeva il libro le origini del personaggio. Così vi ho spiegato tutte le enormi differenze della trama senza rovinarvi la lettura, poi ditemi che non vi penso eh?

"Con questo posso accendere il fuoco della mia vendetta. Oppure qualche russo cattivo. Vada per i cattivi!"

Il romanzo quindi era molto più controverso e John Kelly, passava non dico per un Frank Castle, ma almeno per un Mark Bolan, il problema è che quel genietto di Taylor Sheridan, uno che ha dato prova di amare il genere Western e di saper davvero scrivere, qui sembra aver messo su un compitino che nel tentativo di eliminare ogni controversia dalla trama (nel 2021 non si può fare, scherziamo!), con l’obbiettivo di rendere più moderna la storia, non ha fatto altro che renderla molto più facilona e per assurdo, anche molto più datata.

Nella prima scena John Kelly (Michael B. Jordan) emerge dalle acque durante una missione ad Aleppo in Siria, Sollima ci dà subito dentro con l’azione e l’inizio è davvero ottimo, anche se i problemi per Kelly cominceranno al ritorno a casa. Con una moglie incinta il nostro pianifica il ritiro, ma insieme ai suoi compagni in Siria ha pestato i piedi a qualcuno e i gli ex Navy Seals sono al centro di un intrigo più grande di loro, di sicuro il sospettissimo Robert Ritter (Jamie Bell) sa qualcosa, ma uno ad uno i militari vengono fatti fuori, a partire dall'attore Cam Gigandet, che qualcuno ricorderà per “Never back down” (2008) e altri per il ruolo del barista di “Burlesque” (2010), sta di fatto che ci lascia le penne ed ora permettetemi una digressione.

Io sto con gli ippopotami i Navy Seals.

Jamie Bell è stato reso celebre per il ballerino “Billy Elliot” (2000), Gigandet si è macchiato di “Burlesque” nella sua carriera e il capo della compagnia è interpretato da Guy “Spoiler umanoide” Pearce, che di certo ricorderete per il suo ruolo in quel capolavoro che è “Priscilla, la regina del deserto” (1994), quindi anche il direttore del casting ha fatto di tutto per mettere in chiaro che “Senza rimorso” è un film maschio (senza raschio) e tutti gli attori che per trascorsi precedenti, non rischiavano di avere un tasso di testosterone oltre duemila, sono stati relegati a ruoli di contorno. Fine del paragrafo con la mia bizzarra teoria, torniamo alla storia.

Quando la ritorsione arriva a casa di John Kelly, il prezzo da pagare per il militare è alto ma Sollima fa un lavoro incredibile, l’azione è coreografata alla grande e chi lo avrebbe mai detto che una torcia elettrica che rotola sul pavimento avrebbe potuto generare così tanta tensione? Bravo Stefano.

"Senti un po', se ti serve una mano per quel Creed III fai un fischio"

Siccome Kelly è duro come un chiodo da bara, se la vede brutta ma non molla, deciso a scoprire chi sono i russi che hanno ucciso sua moglie e quasi ammazzato anche lui. Ed è qui che “Senza rimorso” si gioca le sue carte migliori ma allo stesso tempo anche le peggiori, perché la trama sembra diventare la scusa per portare in scena tante scene d’azione una meglio dell’altra, tutte variegate e ambientante in diverse location, di fatto l’occasione perfetta per Stefano Sollima per fare sfoggio di tutto il suo talento, ma la storia è di una faciloneria imbarazzante oltre che risultare inevitabilmente datata. Occhio al paragrafo con le anticipazioni anche note come: SPOILER!

Di fatto “Senza rimorso” sembra il film che si prende in carico quel sentimento metacinematografico comune, per cui agli americani mancano dei grandi avversari politici come i Sovietici da utilizzare come cattivi nei loro film. Quindi il complotto ruota tutto intorno a questo punto, anche se ormai quando in un film vedete comparire Guy Pearce tra le fila dei buoni, dovreste sapere che la sua posizione non durerà molto. Povero Guy, ridotto a fare lo “Spoiler semovente”. Fine delle anticipazioni!

"Tutto qui? Ormai si sa che Guy Pearce dovrebbe cambiare agente"

Le indecisioni di “Senza rimorso” lo rendono un film spezzettato e con un John Kelly dall’arco narrativo ben poco coerente, quasi tutta la voglia di vendetta del personaggio è sulle spalle di Michael B. Jordan, che con i suoi trascorsi da attore drammatico sa come recitare questi momenti, ma in generale il film sembra solo una scusa per mettere Kelly al centro di diverse situazioni da cui uscire vivo.

La scena dell’aereo è un esempio del talento dritto, preciso, quasi minimalista di Stefano Sollima, che con davvero pochissimo e senza bisogno di chissà quali effetti speciali, riesce a far precipitare un aereo in mare, a farlo ribaltare e affondare, raccontando tutto dall'interno dell’abitacolo, roba che Nolan per fare lo stesso come minimo spende 200 milioni di dollari, Sollima invece punta direttamente alla giugulare e che sia in cielo, sott’acqua o in un palazzo assediato dai cecchini, trova sempre il modo di dirigere scene estremamente concrete e realistiche, ed è qui che purtroppo il suo talento così adatto ad un personaggio come John Kelly, va a sbattere il naso contro le indecisioni della trama di Taylor Sheridan.

Parliamo della scena della prigione ad esempio, mi ha fatto piacere scoprire che anche Lucius guardandola ha pensato la stessa cosa, perché quando ho visto Michael B. Jordan togliersi la casacca arancione da carcerato per prepararsi a picchiare tutti, uno contro tanti, mi sono detto: «Qui qualcuno è andato a rivedersi “Blood and bone” per prendere ispirazione».

Michael, tu sei B. Jordan non Jai White!

La scena è cazzuta ma fatta un po’ a tirar via, Sollima non è propriamente nel suo e il combattimento a breve distanza non è quello che a Jordan viene meglio, forse aveva una clausola nel contratto dove doveva mostrare i muscoli per forza, ma il suo Kelly troppo spesso nel corso del film, passa dal Frank Castle drammatico all’eroe d’azione in stile anni ’80, per poi cercare di rimettersi sulle orme della sua controparte cartacea. Insomma un andamento piuttosto indeciso per un personaggio immerso in una trama che sembra più datata e stantia di quella del libro e sicuramente mille volte meno controversa. Il 2021 richiede il suo tributo di sangue ed è davvero senza rimorso.

A distanza di un paio di giorni dalla visione del film, mi sto ancora chiedendo come Kelly abbia messo le mani sul carro attrezzi utilizzato in una scena (sospetto in qualche taglio in fase di montaggio che ha generato il buco logico), ma il risultato finale per “Senza rimorso” è quello di un film che avrebbe potuto essere molto più tosto, ma che invece sembra essere solo un palcoscenico per il talento del migliore dei nomi coinvolti nella produzione, quello di Stefano Sollima.

"Ho Cassidy nel mirino", "Fuoco quando termina il post. Odio i lavori lasciati a metà"

Anche se il nostro è più a suo agio con trame più solide e realistiche, se il film si lascia guardare è solo grazie alla sua capacità di dirigere e non promette per niente bene nemmeno la scena dopo i titoli di coda (quasi in stile film Marvel), dove si strizza l’occhio ad una super squadra internazionale di nome G.I.Joe Rainbow. Se sono riusciti a rendere banale una trama semplice, cruda e diretta come “Senza rimorso” (1993), sono piuttosto preoccupato di cosa potranno fare con un thriller ben più intricato come “Rainbow Six” (1998), insomma non la vedo bene, non la vedo bene per niente.

Detto questo, Stefano Sollima sugli scudi anche se il suo “Senza rimorso” mi ha lasciato con più rimpianti che rimorsi, questo bisogna dirlo. Ma non per colpa tua Stefano, quello proprio no.

22 commenti:

  1. Sicuramente gli dò un'occhiata, senza aspettarmi quale trama da techno-thriller, ovviamente. La cosa che ritengo curiosa è il fatto che leggendo un pò di recensioni in rete tutti elogiano Sollima (e aggiungerei giustamente) ma molti danno addosso al "povero" Michael B Jordan, definendolo, nella migliore delle ipotesi, un miliardario palestrato che si è dato alla recitazione, con scarsi risultati, a partire dai Creed. Io non sono così caustico nei suoi confronti...
    Buona giornata.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Nemmeno io, ha il "fisico di ruolo" e il talento drammatico, il problema è che la scena in prigione sembra perfetta per un altro tipo di film d'azione diverso da questo, considero Michael B. Jordan un bravissimo attore, purtroppo è mancata l'amalgama tra tutti i grandi nomi coinvolti in questo progetto. Cheers!

      Elimina
  2. Su Michael non dico nulla, se non che nella scena della preparazione a menare i secondini ci ho rivisto proprio Creed. Sui buchi di montaggio ce ne sono quanti ne vuoi e il più grosso è quando dopo l'incidente aereo si chiedono se saranno salvati da qualcuno e poi improvvisamente li vedi nel nascondiglio di Ritter... teletrasporto?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quella scena l'hanno infilata per motivi contrattuali di Jordan, non ci sono altre spiegazioni. Tra teletrasporto e carri attrezzi che compaiono, o questo film avrebbe dovuto durare mezz'ora in più oppure è canonico rispetto alla saga di "Star Trek" ;-) Cheers

      Elimina
  3. Lo guardava mio padre ieri e ho scoperto per caso fosse di Sollima 😶

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non lo sapevi? Vabbè ci sta. Devo dire che la combinazione Jordan, Sollima, Sheridan e Clancy qualche aspettativa me l'aveva generata. Cheers

      Elimina
  4. Lo vedro', probabilmente iniziero' da stasera.
    Non ho letto commenti molto lusinghieri, a parte il tuo. Che pur evidenziando i limiti, ne sottolinea pure i pregi.
    Per lo meno pare ben fatto e divertente. Anche se non riesce a trasmettere quel senso di tragicita' tipico del personaggio.
    Pero' c'e' MBJ che e' sempre bello e bravo da vedere.
    Ti diro' che se non fosse che si e' gia' bruciato e quindi e' improponibile, c'è lo vedrei come T' Challa al posto del compianto Chadwick.
    Poi c'e' Sollima.
    Che, ok, non rimarchiamo sul fatto che e' italiano. Ma e' innegabile che sia uno dei pochi, pochissimi in grado di girare film e scene simili.
    Hai detto niente. Io direi che e' un mezzo miracolo, visto come stiamo messi.
    Che e' un gran passo avanti rispetto anche solo a un decennio addietro, ma la strada e' ancora lunga.
    L'unico che se ti gira una scena in un dannato tinello, te la fa per farlo crivellare di colpi insieme a tutti gli occupanti.
    Hai detto niente, ripeto.
    Inizio stasera. E tra l'altro mi e' venuta una gran voglia di leggere pure il libro, che mi manca.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Da quando l'ho visto mangiarsi lo schermo in "Black Panther" lo ripeto a tutti che non era il ruolo del cattivo quello che avrebbero dovuto affidargli. Fammi sapere il tuo parere su tutto, libro compreso ;-) Cheers

      Elimina
  5. Come promesso l'ho iniziato ieri sera ma a metà ho dovuto togliere per sopravvenuta stanchezza. Provo a concluderlo stasera. Per ora non mi è dispiaciuto anche se non è chissà che film. Mi aspettavo qualcosa di decisamente migliore. Comunque tirerò le somme alla fine...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ci leggiamo domani allora, riposati! ;-) Cheers

      Elimina
  6. Quindi mi stai dicendo che sono riusciti a fare un film del 2021 che sembri più vecchio del 1993???? :-D
    Scherzi a parte condivido anche la città di nascita con Sollima quindi mi diverto a definirmi campanilista, ma davvero la regia è l'unica cosa da salvare del film. Peccato perché gli attori giusti c'erano e anche la voglia di spaccare tutto, ma al dunque è davvero un filmetto che lascia tanto amaro in bocca.
    Spero che se inizieranno davvero a fare film sulla Rainbow Six, comincino a prendere la cosa decisamente più sul serio :-P

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Tutta la parte controversa e tosta di "Senza rimorso" è rimasta nel 1993. Al cinema invece ha potuto contare su Sollima, che da solo tiene il film in linea di galleggiamento, quindi è anche giusto fare il tifo quando davanti a tanto talento ;-) Cheers

      Elimina
  7. L'altra sera mio marito mi ha proposto di vederlo. Io ho chiesto: "Ma perchè scusa?". Poteva darmi parecchie risposte che mi avrebbero convinto, tirando in ballo Guy Pierce, Caccia a Ottobre Rosso o la serie su Jack Ryan che mi ha costretto a vadere tempo fa, invece ha risposto: "C'è il figlio di Micheal Jordan!" Messi bene...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ahahahah basta! Basta chiudere l'Internet! il signor Verdurin ha vinto tutto! MVP! MVP! :-D Cheers

      Elimina
  8. Io vorrò sempre bene a Sollima perché è il figlio di un regista che ha donato tanto alla mia giovinezza :D Detto questo, è un altro film che vorrei vedere, spero di riuscirci prima o poi perché i vari Netflix-Prime e compagnia sono implacabili con le uscite :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche perché sono le uniche uscite che abbiamo al momento, anche se si spera che le cose stiano per cambiare (forse). Cheers!

      Elimina
  9. Mi è capitato di leggere di scene di tortura solo due volte, delle quali una è quella di "Casino Royal", che non pensavo mai di vedere su schermo, e invece... L'unica cosa che aggiungono in più le pagine scritte è il tentativo di descrivere il dolore.
    E visto che mi sono convinta a leggere libri per molto meno (anche solo per una bella copertina, perché sì, i libri io li giudico anche dalla copertina :-P) adesso sono praticamente costretta a mettere in lista anche questo, o morirò di curiosità!
    Solo che Clancy è sinonimo di tomone...'ccidenti X-D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Clancy è lo scrittore di mio padre, io sono più per Stephen King. Le mensole di casa Cassidy urlano pietà sotto il peso della carta. Vai tranquilla perché come hai letto è il PRIMO libro, quindi puoi leggerlo senza dover sapere altro ;-) Cheers

      Elimina
  10. Ho letto di recente una intervista a Sollima nella quale spiegava i motivi dei cambiamenti apportati alla storia di Clancy. Secondo il regista il romanzo originale era superato su molte cose ed ha voluto attualizzarlo. Inoltre trattandosi di una produzione USA ha voluto difendere ad ogni costo la sua visione cercando di fare il minor numero di compromessi possibili. Comunque io ai Sollima (padre e figlio) vorrò sempre bene. ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Regola numero uno: mai credere alle affermazioni di attori e registi durante la fase promozionale del film ;-) Questo non cambia nulla della mia stima per i Sollima, ma se questo è il risultato dell'aggiornamento, il libro del 1993 risulta ancora più fresco, bastava togliere i riferimenti al Vietnan, tanto gli americani sono sempre in guerra. Cheers!

      Elimina
  11. Mancava un commento finemente tecnico, ed eccomi qua.
    Se ci fosse qualcuno fatto a forma di Michael B. Jordan in ogni film che guardo, io mi potrei ritenere sufficientemente soddisfatta.
    Vado.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E questa era Poison al commento tecnico per "Senza rimorso" è tutto. Grazie mille per la precisazione, direi doverosa e del tutto comprensibile ;-) Cheers

      Elimina