lunedì 17 maggio 2021

Mortal Kombat (2021): un’affannosa vittoria (test your might!)

Sembra che ci sia un nuovo Mortal Kombat in città. Dico sembra perché sono dieci anni che sento parlare dell’idea di un nuovo film su Mortal Kombat inoltre, malgrado l’abbonamento a tutte le piattaforme di streaming disponibili, ancora nessuna traccia di un’uscita ufficiale di questo film in uno strambo Paese a forma di scarpa, attendiamo fiduciosi perché tutto sommato alla fine, questo nuovo Mortal Kombat, fa il suo dovere in maniera volenterosa.

In realtà io sono la persona peggiore possibile per parlare di “Mortal Kombat”, ho giocato al primo videogioco ai tempi della sua uscita, era bravissimo a farmi ammazzare nei modi più truculenti messi a disposizione delle mosse mortali degli avversari (storia vera). Nel tempo poi ho seguito più i film che le nuove versioni del gioco, ma di quelli vi hanno già abbondantemente parlato il Zinefilo e Omniverso, non potrei di certo fare meglio di loro.

Quindi per certi versi ho affrontato il film nel modo migliore possibile con l’apertura mentale del guerriero pronto a tutto («Be water my friend» cit.), devo dire che quello che ho trovato è un film che si affanna, a volte anche in senso positivo. James Wan nel ruolo di produttore sembra aver davvero fatto i compiti, dopo essersi preso tutto il suo tempo per un progetto in cui probabilmente credevano in pochi e che per certi versi, risultava facilissimo sbagliare perché ammettiamolo, i film tratti da videogioco non godono di enorme fama.

“Volevi freddarmi invece… chiedo scusa, sono campione di freddure”

“Mortal Kombat” cercando di assecondare i vecchi e vecchissimi fan del videogioco, con una mano è impegnatissimo a parare ogni possibile attacco, con l’altra invece cerca di colpire al cuore le nuove generazioni, cresciute appunto con i videogiochi ma anche i film popolari che al momento risultano quelli più remunerativi al botteghino, ovvero i film di super eroi.

Quindi “Mortal Kombat” di fatto sono 110 minuti di “storia delle origini” di tutti i combattenti del videogioco, presentati uno dopo l'altro, come tanti piccoli eroi, per risultare il più simili possibili alla loro contro parte videoludica, ad esclusione del protagonista Cole Young (Lewis Tan un po’ imbalsamato quando si tratta di recitare ma a suo agio nel menare), che di fatto è un espediente bipede, il classico personaggio umano con cui il pubblico può immedesimarsi ed insieme a lui, finire a scoprire poco alla volta un mondo nuovo popolato di sosia di Tuono di Grosso guaio a Chinatown e di giganti incazzati che ti menano con quattro braccia alla volta.

E Christopher Lambert... MUTO!

Di norma quando un film studia a tavolino tutte le sue mosse nel tentativo di piacere a tutti, poi di fatto finisce per non piacere a nessuno, eppure malgrado l’evidente e visibile affanno con cui il film tenta di spuntare ogni punto della sua lista delle cose da fare, in qualche modo porta a casa il risultato. Forse l’aspettativa era davvero bassa? Forse il “Mortal Kombat” di Simon McQuoid, nato per essere il Mortal Kombat cinematografico definitivo ha davvero il cuore dal lato giusto? Probabilmente la verità sta nel mezzo, di sicuro questo film rispetta le due semplicissime regole che hanno reso popolare il videogioco: combattenti che picchiano e sangue, sangue e sbudellamenti senza mai tirar via la mano, a meno che non sia fradicia beh, di sangue.

If you want blood (you've got it)

Cosa vi dico sempre dei famigerati cinque minuti iniziali, quelli che determinano tutto l’andamento di un film? Bene, estendeteli a sette, quelli che sono stati mostrati in anteprima gratuita su Internet per pubblicizzare il film, mossa astutissima anche perché “Mortal Kombat” inizia subito con il piede giusto e il più delle volte, lo usa per cercare di parcheggiarlo in faccia all'avversario.

Il giapponese Hanzo Hasashi (Hiroyuki Sanada) vede la sua famiglia trucidata dal cinese Bi-Han (Joe Taslim) e la scelta di rendere i due mortali nemici di due nazioni (in lotta) differenti non è certo una banalità, il pubblico più esperto già sa che il primo diventerà Scorpion e si esalterà tantissimo nel vedere l’origine della sua famigerata “catena”, mentre il secondo è l’uomo con le dita perennemente gelate Sub-Zero. Tra sgozzamenti, morti tragiche, sgherri presi a calci e pugni e una più che decente coreografia di lotta, l’inizio di “Mortal Kombat” è davvero il migliore possibile.

Tutto sommato, ho visto inizi peggiori.

Balzo in avanti, il già citato Cole Young non sa nemmeno di essere discendente di Scorpion, combatte nelle gabbie dei “pit fight” prendendo più botte di quelle che è in grado di dare, ma il tatuaggio del drago sul suo corpo fa di lui una specie di eletto, pronto a partire per la scuola di magia di Hogwarts il regno di Outworld, dove sarà uno dei campioni che difenderà la Terra nel torneo Tenkaichi Mortal Kombat combattendo nella squadra di Lord Raiden, finalmente interpretato da Tadanobu Asano e non da un Christopher lambert con la parrucca e il sorriso da Stregatto di chi pensa all’assegno.

"Io c'ho i pugni nelle mani!" (cit.)

Cole Young è un bisteccone che non si pone la minima domanda, accenna un segno di vita quando la sua famiglia viene minacciata da Sub-Zero - durante la bella la scena della neve a luglio - ma poi per tre quarti del film quasi si dimentica della sua famiglia in pericolo, almeno fino a quando alla trama non fa comodo ricordarsi di questo dettaglio. Un minimo di umorismo arriva giusto quando Cole fa battute sulla “K” nel nome Mortal Kombat, ma per il resto il film s’impegna, anzi proprio si affanna un sacco a presentare tutti i combattenti divisi tra buoni e cattivi, con il preciso intento di renderli il più simili possibili alle loro controparti nel videogioco.

Devo ammettere che dopo l’ottima scena iniziale, l’inizio della faida tra Scorpion e Sub-Zero, vedere Sonya Blade (la bella Jessica McNamee) combattere un lucertolone invisibile in CGI al fianco di Cole e Kano (Josh Lawson) mi ha smontato un po’ gli entusiasmi, per via di tutti quei salti posticci e quella computer grafica che invece, nella scena iniziale non aggrediva così le pupille dello spettatore.

La didascalia che non leggerà nessuna della settimana presenta: Jessica McNamee

Nel secondo atto “Mortal Kombat” sembra impegnato come un uomo con una gamba sola durante una gara di calci nel culo per raccontare le storie di origini di tutti, quindi Sonya Blade deve avere dei trascorsi militari, Jackson "Jax" Briggs entra in azione con un fucile, esce di scena con due braccia in meno e poi torna con due arti robotici perché così lo conoscono i videogiocatori, anche se per via del suo nome (e della mia idiozia) continuavo a pensare ad un noto cantante rap italiano e ho seriamente temuto di vederlo ritornare in scena dopo la menomazione cantando: «Sono un balordo, di braccia più corto, prendo pizze giù in cittaaaaaaà».

"Senza pudori né riguardo, sono un funkycyborg" (quasi-cit.)

Il caso umano resta Kano, che viene presentato come un cazzutissimo mercante d’armi Australiano e nel giro di due secondi si trasforma nella linea comica, quella in grado di far riecheggiare nelle mente le urla di Renè Ferretti.

"Il dottor Zingler Kano non è la linea comica!" (quasi-cit.)

Il gioco più o meno consiste nel donare ad ogni personaggio dei super poteri al momento del suo arrivo ad Outworld, in modo da renderli del tutto identici ai personaggi del videogioco da cui sono tratti, quindi Kano ha il potere di snocciolare battute cretine che comunque, nell’immobilità del resto del cast lo fanno sembrare Buster Keaton raggi dagli occhi mentre a Cole, in quanto personaggio nato per il film, tocca il potere riciclato, ovvero una sorta di armatura d’oro che spero almeno sia un omaggio a “L'uomo con i pugni di ferro” (2012) di RZA.

Capite da voi che “Mortal Kombat” non ha bisogno di una trama vera, gli basterebbe una scusa per radunare nello stesso torneo tutti i combattenti e strizzare l’occhio a I 3 dell’operazione drago, ma questo film decide che senza una trama non può stare e ne sceglie una inutilmente articolata con cui presentare tutti i personaggi. A tratti quasi un pretesto per far dire a Kano frasi come «Kano wins», oppure «Flawless victory», solo perché così facendo come Skynet, gli appassionati del videogioco li teniamo per le palle (quasi-cit.).

Si ma abbassa le braccia, con quattro ascelle non ti dico l’odore.

Mi sono divertito per tutti i 110 minuti del film? Non molto, ma per nostra fortuna il sangue non manca, ci sono due o tre morti davvero spettacolari e con budella esposte, roba che mi ha stupito, non perché mai vista sul grande schermo, ma forse perché non ci speravo nemmeno che un film del genere potesse spingersi tanto in là, inoltre da questo film emerge la solidità di uno come Joe Taslim.

La sua consacrazione Joe Taslim l'ha avuto con La notte su di noi, ma qui si conferma tostissimo e in grado di portare serietà e vera competenza marziale in un giocattolone nato per far contenti gli appassionati. Non sarebbe male per il futuro introdurre altri attori marziali rimasti a spasso, anche perché il film quelle due o tre(cento) sotto trame le lascia anche aperte per i possibili seguiti. Ma una in particolare, piuttosto enorme a ben guardare.

Conciato così potrebbe essere chiunque ma vi assicuro che è Joe Taslim.

Ecco, siccome l’affanno è la sensazione più forte che emerge durante la visione di “Mortal Kombat”, quello che colpisce in piena faccia con più forza dei colpi di Sub-Zero è la totale assenza del torneo che dà il titolo al film. I protagonisti si picchiano tanto, si picchiano ovunque, non è l’azione e le botte che mancano al film, eppure tutti parlano di un torneo che in realtà non vien mai combattuto, un po’ come se in “Il grande Lebowski” (1998) dopo tutto quel parlare del signor Lebowski il personaggio non comparisse mai. Non sono riuscito a capire se nell'ansia di presentare tutto e tutti, ooops! Si siano semplicemente dimenticati del torneo oppure, sono così sicuri di fare così tanti soldi con questo film, da potersi permettere un secondo e magari un terzo film tutto dedicato al torneo, che per altro non sarebbe affatto male. Non vi manca certo il fegato ragazzi, considerando il fatto che i film tratti da videogioco non sono proprio questa garanzia di incasso assicurato.

Scorpion cerca di attrasse i seguiti del film.

In ogni caso, tra una strizzata d’occhio ai fan e qualche personaggio, a mio avviso eliminato troppo presto - se il vostro piano è di fare dei seguiti, siete inciampati nella sindrome di Darth Maul almeno per un personaggio - tutto sommato questo “Mortal Kombat” la vittoria la porta a casa, affannosa più che “Flawless”, ma è molto più di quello che comunque era lecito sperare, per questa volta bravi, ora… uscite fuori il torneo del titolo!

22 commenti:

  1. Non hai scritto la cosa più importante riguardo a questo film, quindi te la chiedo: c'è la musica techno? XD

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bravo hai fatto bene a ricordarmelo, ho passato il tempo a chiedermi: "Ma di preciso, quando avreste intenzione di usarla la musica?" (storia vera). Arriva giusto sui titoli di coda. Cheers

      Elimina
    2. Ad ogni modo l'ho visto pure io. Questo "Mortal Komabt" è il rozzo episodio pilota di una serie TV dove gira molto cash. Inutile.

      Elimina
    3. Sembra la descrizione di "Army of the Dead", dove sta andando il cinema? Cheers

      Elimina
  2. Si, ecco, mi ricordo che Anderson la musica techno te la sparava dritta sul muso praticamente dal minuto zero.
    Beh, al vecchio MK tutto sommato ci sono affezionato. Anche se va detto che ero un pischello, ai tempi. E oggi potrei non essere altrettanto tenero, nel giudizio.
    Pero' c'era gente che si menava. Tanto e bene, invece delle due mossette in croce del film di Street Fighter.
    E se non altro il buon Christopher aveva l'aria di essersi divertito un sacco.
    Qui si tenta l'approccio serio, da quanto vedo.
    Ok, ho come l'impressione che quando la si butta sul ridere (nella rece, intendo) , in genere il film non e' un gran che.
    Pero' c'e' gente che si mena tanto, e bene. Finalmente anche un po' di sangue e budella esposte, e ultimo ma non meno importante la faida tra Scorpion e Subby che di fatto era una trama a se' stante.
    Insomma, vederli alleati nel film di Anderson per me era un SACRILEGIO.
    Quei due si odiano a morte!
    Beh, gli daro' un occhio. Intanto mi rivedo i due degli anni 90 giusto per capire quanto (male, probabilmente) siano invecchiati.
    Ottima recensione, comunque.
    Complimenti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anderson aveva capito i punti di forza del gioco ;-) Per il resto ti ringrazio, felice di aver fatto un lavoro decente visto che sono davvero poco indicato a trattare la materia videogiochi. Cheers!

      Elimina
  3. Per "sindrome di darth maul" intendi un cattivo fico sprecato uccidendolo nel primo film? si vede che dovevano giocarsi subito tutti i personaggi più iconici, ma è plausibile che negli eventuali seguiti riescano a tirare fuori altri personaggi interessanti dal videogioco, che ne ha una quantità impressionante.
    Io l'ho guardato senza stufarmi troppo, ma non è che aggiunga nulla a quanto visto nei film precedenti. Le aspettative basse mi hanno aiutato a non disprezzarlo eccessivamente.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Proprio quella, ho evitato di indicare il personaggio in questione ma chi ha visto capirà al volo. Penso anche io che il non avere aspettative abbia aiutato, non è un gran film ma è volenteroso, va premiato l'impegno ;-) Cheers

      Elimina
  4. Me l'hai venduto. Anche se è il genere di robaccia che avrei guardato volentieri in sala.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Idem, anche se pare che uscirà dritto in streaming, ho letto la notizia stamattina. Cheers

      Elimina
  5. Ma è già uscito??? O meglio, è uscito di nascosto? :-D Per quando è dall'inizio dell'anno che mi sono preparato all'uscita, poi la bruttezza dei due film storici rivisti mi ha depresso e ho dimenticato MK. Vediamo se fa prima questo film a uscire in italiano o io a riprendere in mano il ciclo :-P

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La seconda che hai detto (cit.) ;-) Però dal 30 maggio dovrebbe uscire in streaming su Sky e Now Tv, ho letto la notizia poco fa. Ti capisco benissimo, anche io non smaniavo certo per fare un post ma poi mi sono buttato e via ;-) Cheers

      Elimina
  6. Ovviamente una possibilità gliela concederò. Mi pare di capire che almeno sotto il profilo di botte e morti ammazzati male non ci si possa lamentare. Ammetto che è già più di quanto mi aspettassi...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Da quel punto di vista inizia bene, perde un po' ma tutto sommato si dimostra volenteroso, un'occhiata la merita. Cheers

      Elimina
  7. Mi hai acceso un ricordo, caro Cassidy, e scusa se divago leggermente dal film, ma poi mi ricollego. Nello specifico MK mi ricorda il primo videogame che vidi con grafica pre-digitalizzata, un certo Pit fighter, un suo meno illustre antesignano. Me ne innamorai subito e poi l'amore confluì su MK, peccato che fossi un'emerita schiappa a entrambi i titoli. Proprio i picchiaduro uno contro uno non mi hanno mai preso molto, fatta eccezione per Virtua Fighter 4 e 5, gli unici che ho padroneggiato un pò sulle console. In ogni caso la mia passione per MK non è scemata, anzi, molto prima di vedere il film del 1995 con Lambert, ho sempre pensato che potesse essere un buon soggetto da adattare al cinema. Ora forse senza gridare al miracolo, possiamo finalmente godere di un prodotto ben realizzato, sicuramente meglio di quello citato. Onestamente se ci sono già belle coreografie di mazzate e anche qualche sbudellamento fatto bene sono già contento. 👋

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie per il giro lungo nella valle dei ricordi, il film se non altro s'impegna è già più di quello che mi sarei aspettato (cioè niente) ;-) Cheers

      Elimina
    2. Io ero (e sono) un appassionato di Street Figher 2 virgola (citando Zerocalcare, uno di noi), infatti avevo pure la vhs dell'atroce film con Van Damme.
      Avevo giocato anche i primissimi MK, avevo completato solo il 2°, mentre il 3° non credo di averlo mai completato. MK non mi ha mai entusiasmato, mi piaceva solo per il gore, il combat system era mediocre. Però il film del '95 mi divertì molto più di Street Fighter, se non altro perchè si prendeva molto meno sul serio. Insomma, Cage che si leva gli occhiali da sole con quella faccia da schiaffi e Goro che li rompe è uno di quegli altissimi momenti di cinematografia che andavano vissuti quando avevi dodici o tredici anni negli anni '90.

      Elimina
    3. Sono totalmente d'accordo, anche se ho finito per vedere e rivedere più il film con Van Damme e questo dice molto dei miei problemi ;-) Cheers

      Elimina
    4. Oddio, non so se ho visto più volte il film con Van Damme o quello con Lambert (di sicuro Van Damme). Però Mortal Kombat lo trovavo oggettivamente più divertente perchè più cialtrone e fiero di esserlo. Street Fighter si prendeva un pò più sul serio, ma aveva uno schema da action anni '90.
      Poi non dimentichiamo che MK è stato il film che ha lanciato l'Anderson sbagliato...

      Elimina
    5. Si esatto, credo che a comprarmi sia stata proprio quell'impostazione da Action, con Lambert per le mani giusto quel registro puoi usare a meno che tu non sia Stuart Gordon ;-) Cheers

      Elimina
  8. momento momento momento è uscito un nuovo film di MK? Bisogna avere il biglietto per il regno di Outworld per vederlo nelle sale di laggiù?

    Comunque sembra carino, anche se l'idea di mettere sul campo tutto il cast del gioco non mi sembra una buona idea (uno dei difetti del film di Street Fighter era quello di voler mettere tutto il cast nella trama, con risultati pessimi).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Street Fighter metteva davvero troppa carne al fuoco. Per ora si, ma dal 30 maggio si potrà vedere su Sky e su Now TV ;-) Cheers

      Elimina