martedì 11 maggio 2021

Apache - Pioggia di fuoco (1990): over the Top Gun

Dovete capire che ho consumato tutte le mie possibili pulsioni guerrafondaie in tenera età, da bambino credo di aver combattuto qualcosa come dieci o dodici guerre termonucleari globali nella cameretta di casa mia giocando con i G.I.Joe. L’aver ricevuto in regalo un Amiga 500 poi, in qualche modo ha contribuito.

Ad esempio uno dei miei videogiochi preferiti al tempo era Desert Strike un dettagliatissimo (per l'epoca) gioco della Electronic Arts, in cui dovevi pilotare un elicottero Apache in piena guerra del golfo, tra soldati americani da salvare e basi di Saddam da far saltare in aria a colpi di missili Hellfire. Una meraviglia di pixel a ben pensarci ultra reazionaria ma incredibilmente spassosa per un bambino di circa nove anni, che non si perdeva una replicata televisiva di “Apache - Pioggia di fuoco”, nemmeno se Saddam Hussein ci avesse dichiarato guerra per davvero.

Con questo Skynet Saddam lo teniamo per le palle (quasi-cit.)

Quindi se da un lato, grazie all'immaginario ho dato fondo ad ogni mio istinto bellico, gli effetti collaterali a lungo termine sono stati svariati, ad esempio ancora oggi quando vedo un Boeing AH-64 Apache mi sento a casa mia. Avevo tentato anche di costruirne uno con le uscite in edicola di “Aerei da combattimento” (unica mia disastrosa esperienza con il mondo del modellismo), ma non potevo resistere, quell'elicottero da combattimento con il nome dei miei nativi americani preferiti era irresistibile.

L’altro effetto collaterale più o meno grave (lascio a voi e al mio analista giudicare) è stata la mia totale assuefazione ai film con Nicolas Cage, ben prima che concetti come “meme su Internet” diventassero di uso comune. Si perché questo film mette insieme due delle mie più grandi e inspiegabili fascinazione, gli elicotteri modello Apache e il nipote di Francis Ford Coppola e Talia Shire.

Soldato Nicolas "Il più grande" Cage a rapporto.

“Fire Birds” (non ridete dai!), titolo originale e ben più equivoco dell’Italico e molto più cazzuto “Apache - Pioggia di fuoco” è la seconda regia cinematografica per il regista britannico David Green, uno con un lungo curriculum composto da serie televisive di cui non faccio nemmeno finta di aver mai sentito parlare, che approdò a questo film dopo aver diretto “il maledetto” (meglio noto come Phil Collins) in “Buster” (1988). D’altra parte dopo aver esordito dirigendo il cantante sbagliato dei Genesis in un film di rapine, il resto della carriera può essere tutto in discesa no? Ecco non proprio.

Lo diciamo subito? Si dai, anche perché è la caratteristica di questo film che colpisce immediatamente, inutile quindi ignorare il debito che “Apache - Pioggia di fuoco” paga nei confronti di Top Gun, si potrebbe tranquillamente riassumere dicendo che tutto il film non è altro che un "Top Gun" con gli elicotteri Apache al posto degli F-14, anzi per onestà intellettuale bisognerebbe dire una versione, non brutta, diciamo con meno disponibilità economica? Insomma ci sto girando attorno, il film è ben poca cosa (forse anche meno), ma a livello di mito diventa difficile trovare in circolazione uno (s)cult più grosso di “Apache - Pioggia di fuoco” e lo ammetto candidamente, sarà bruttino quanto volete, ma io a trent'anni dalla sua uscita ancora rido, mi esalto ed esulto ad ogni trovata (anche la più scema) di questo film.

Bambini, la droga fa male, ma un Boeing AH-64 Apache molto di più.

Scritto da una banda di gatti senza collare (i tre sceneggiatori Paul F. Edwards, Nick Thiel, David Taylor e questo forse spiega perché in 87 minuti succedono 87 eventi chiave) e diretto dal citato David Green, il film prodotto dalla Nova International Films era un becero tentativo di cavalcare il momento storico sfruttando l’onda lunga, se non lunghissima del successo di Top Gun diretto da quello bravo e giusto di casa Scott, il grande Tony.

Se dirigere un bravo ma controverso batterista inglese che mannaggia a lui non ha cambiato il nome al gruppo, poteva essere un’impresa, che espressione utilizziamo per un set in cui sono liberi di aggirarsi come predatori nel loro ambiente naturale due soggettoni come Nicolas Cage, fresco della sua prova appena appena sopra le righe in “Stress da vampiro” (1989) e prossimo ad andare ancora oltre, con indosso la giacca di pelle di serpente di Cuore Selvaggio, affiancato da quella pazzerella di Sean Young, che sarà anche entrata nella storia del cinema per il suo ruolo in Blade Runner, ma da allora è il terrore di tutti i registi, per via di un caratterino che levati, ma levati proprio.

“Ti va del Sushi stasera?”, “No per carità, Harrison Ford mi ha fatto una testa così con il pesce freddo”

Normale che per moderare due così, il film si giochi la carta (cinque stelle extra lusso) di un veterano come Tommy Lee Jones, tangenzialmente uno dei miei preferiti da sempre e mi rendo conto, che questo film può aver influenzato anche questo aspetto della mia vita di spettatore.

Il film sarà anche uscito nel 1990, ovvero all’inizio di un nuovo decennio, ma a guardarlo sembra davvero la somma cinematografica di quello precedente, si respira ancora nella trama l’odore della guerra ai cartelli iniziata nei drogatissimi anni ’80 della Reaganomics, infatti “Apache - Pioggia di fuoco” inizia con un messaggio del presidente Bush (padre), con uno spiegone sui cartelli della droga sudamericani cattivi che riforniscono le narici degli Yuppie buoni di Wall Street, ma per distrarci da questo inizio in grado di dare una gomitata in bocca al vostro concetto di etica, tramonti, tanti tramonti su cui far librare in aria dei Boeing AH-64, qui rigorosamente pronunciati “Apaci”, almeno se come me questo film lo guardavate in italiano, nei numerosi passaggi televisivi, di norma su Italia 1.

Il romanticismo nell'era della guerra alla droga.

La DEA sta combattendo una guerra con le mani legate e la sta perdendo, per parafrasare uno dei dialoghi del film (lo so a memoria vi avviso), inutile porsi troppe domande, il cartello è talmente potente da poter disporre di elicotteri che nel film chiamano “Scorpion” (interpretati da dei McDonnell Douglas MD 500 Defender) ma anche una flotta di aerei da combattimento, Saab J 35 Draken come se piovesse, come se non costassero centinaia di migliaia di dollaroni l’uno, tanto pagano gli Yuppie buoni di Wall Street.

In “Apache - Pioggia di fuoco” i cattivi sono questi, quelli che vendono la droga ai bambini e proprio come in Top Gun sono rappresentati come piloti senza volto, coperti dai caschi e dai respiratori, comodi avversari “punta-e-clicca” da fare fuori senza rimorso, anche perché il film è molto più interessato a seguire le vicende dei piloti, uno in particolare, non potete mancarlo perché è fatto a forma di Nicolas Cage.

Ci sono quelli grandi, ci son quelli grandissimi e poi c'è Nicola Gabbia.

Jake Preston è il migliore dei migliori migliorissimi e se per caso vi dovessero venire dei dubbi in merito, sappiate che sarà lui a ricordarvelo. Ovviamente quando esordisce ha già passato la teoria (quella è roba per pivelli), ora dovrà solo superare il corso di volo pratico presieduto dal veterano Brad Little (il volto cartografato di Tommy Lee Jones), che non perde tempo a descrivere le proprietà di combattimento del modello Boeing AH-64, lo fa così bene che da spettatori viene voglia di essere d’accordo con Jake quando dice: «Se avessi una quarantina di milioni di dollari ne comprerei uno perché me lo sta vendendo molto bene». Considerando le spese folli che ha fatto Nicola Gabbia in vita sua e il fatto che lavora come un matto ancora oggi, per pagare tutti i debiti accumulati, secondo me nel giardino di casa ha anche un Apache parcheggiato.

I piloti che usciranno da questo corso, saranno gli eroi nella guerra aerea contro i cartelli della droga, addestrati e preparati ad utilizzare i loro Apache come un’estensione di loro stessi, un’arma letale armata di missili e fucile mitragliatore per vincere la guerra alla droga, insomma il solito modo Yankee di sparare alle mosche con un cannone Boeing AH-64.

Nessuno appassionato di modellismo è mai stato cazzuto come Tommy Lee Jones.

Ma David Green è molto interessato a scavare nei suoi personaggi, ad esempio Tommy Lee Jones ci viene descritto come il vecchio veterano, anche se ad inizio film lo vediamo spegnere 40 candeline sulla torta preparata da sua moglie, interpretata dalla solita bionda e mitica Mary Ellen Trainor (ennesima dimostrazione che questo è un film degli anni ’80 solo fuori tempo massimo). Certo il fatto che Tommy Lee Jones a 40 anni ne dimostrasse già 160 non aiuta, ma la parte migliore il vecchio Jones la riserva durante le sue lezioni, quando utilizza modellini simili a quelli che cercavo di costruire io con le uscite settimanali, per spiegare l’attacco aria-aria, oppure a tentare di far entrare in testa ai cadetti che «Chi vede per primo ha già vinto, chi viene visto per primo è già morto!». Capito no? L'importanza cinematografica dello sguardo... l'occhio della madre! (cit.).

Peeping Tom Nick

Non bisogna dimenticare che questo film resta essenzialmente un Top Gun con mezzi differenti (aerei ed economici), quindi la struttura del film di Tony Scott va replicata il più possibile, Nicolas Cage sfoggia costantemente i Ray-Ban, come del resto tutto il cast del film, mentre Sean Young è la Kelly McGillis di turno, perché se Tony Scott aveva una donna con nome da uomo (Charlotte "Charlie" Blackwood) in un film tutto al maschile, qui David Green può contare su una pilota donna di nome Billy Lee Guthrie, nome da uomo (o da succo di frutta tipico degli anni ’80, tanto per restare in tema) e cognome scelto dalla stessa attrice, infatti il cognome da nubile della madre di Sean Young era proprio Lee Guthrie (storia vera).

Se Tony Scott aveva un’oliata partita di Beach Volley (omoerotica nella forma), David Green risponde facendo giocare a pallacanestro Sean Young, che in teoria dovrebbe essere una campionessa, in realtà palleggia (male) e guardando il pallone, ma con questo film è meglio non soffermarsi troppo sui dettagli, la logica non deve aver passato il corso presieduto da Tommy Lee Jones.

E voi vi lamentate per il nuovo aspetto di Lola Bunny eh?

Jake e Billy hanno avuto una storia in passato ed ora ancora ronzano uno attorno all'altra, continuando a litigare oppure a lanciarsi ammiccamenti del tipo che volare è come fare sesso, a nessuno riesce bene fin dalla prima volta. Insomma mettete pure in conto che i due personaggi finiranno nuovamente a letto insieme, ma togliete dall'equazione la colonna sonora diventata parte della cultura popolare su cui poteva contare “Top Gun”.

Quello su cui invece “Apache - Pioggia di fuoco” può contare è un milione di momenti folli che sembrano presi di peso da altri film e caduti dal cielo dentro questo, come Nicolas Cage in discoteca che prima gonfia di botte uno per essere stato colpevolmente troppo vicino alla sua donna, dopodiché si atteggia immotivatamente regalando al mondo un assaggio della scena della discoteca che avrebbe ripetuto identica (ma ancora più esagerata) per David Lynch in Cuore selvaggio lo stesso anno.

Nicolas Cage è l’unico a cui l’alcool test lo fanno all'ingresso della discoteca.

Ma dove “Apache - Pioggia di fuoco” offre davvero il meglio è quando lascia scatenare la sua arma più potente, che per una volta non è il celebre modello della Boeing ma proprio il nostro Nicola. L’idea che mi sono fatto negli anni guardando i suoi film è che il nipote di Francis Ford Coppola, sia convinto di poter migliorare ogni personaggio e ogni film con la sua recitazione. In particolare per “Fire Birds” secondo me, lo hanno costretto (magari chiuso in gabbia, occhiolino-occhiolino) a vedere a ripetizione la prova di egocentrismo estremo offerta da Tom Cruise in “Top Gun”. Alla fine di questa particolare versione della “Cura Ludovico” Nick Cage è partito carico a molla pronto a oscurare il sole, i pianeti e Tom Cruise, ecco perché tra le tante prove di recitazione sopra le righe del buon Nicola, il suo Jake Preston resta uno dei suoi personaggi più memorabili.

Il “tick” che Nicola si inventa per caratterizzare il suo pilota di Apache è la gomma alla fragola che mastica compulsivamente e che offre a tutti ad ogni piè sospinto, durante le litigate con Sean Young il nostro Nicola indica un punto nel cielo a caso come solo lui sa fare e si possono intravedere i suoi occhi fuori dalla testa, anche da dietro le lenti scure dei Ray-Ban.

L’urlo di Nicola terrorizza anche i produttori di occhiali.

Ma il meglio lo offre nella scena del simulatore («Benvenuti nel futuro. Entrate in quella grande scatola nera e sarà la guerra»), con le tasche piene di monetine, la gomma in bocca e un vaffanculo (dedicato a Tom Cruise) dentro al cuore, Nicolas Cage recita la scena chiave in cui davanti ad una grafica da Amiga (per chiudere il cerchio con il mio “Desert Strike”), Nicola non posso dire che esagera, sarebbe molto più sensato dire che impazzisce iniziando ad urlare ad ogni nuovo abbattimento simulato: «Io sono il più grande! Io sono il più grande!». Mi sembra strano che non esistano ottanta meme su Internet tratti da questo film, perché questa singola scena secondo me riassume tutto il Cage-pensiero meglio di mille beh, meme in rete.

Tutto questo, ciancicando la cingomma, come solo il più grande potrebbe fare.

Ma se in “Top Gun” anche Maverick aveva un momento di sconforto dovuto alla morte di Goose, “Apache – pioggia di fuoco” si rivela un film altamente inclusivo, si perché finalmente tutti gli spettatori con un occhio dominante rispetto all’altro potranno dirsi rappresentati dal personaggio di Nicolas Cage!

Jake fallisce la prova chiave, perché il mirino a puntamento oculare non risponde bene al suo occhio sinistro più dominante rispetto al destro, ma siccome Tommy Lee Jones ne ha viste così tante da riconoscere il talento al volo, improvvisamente questo film si gioca delle dinamiche tra Maestro ed allievo degne di Karate Kid, ad esempio la corsa in auto alla guida di una Jeep bendato (usando come benda delle mutandine rosse da donna… Vi giuro che succede anche questo!) è una tecnica che nemmeno il Maestro Miyagi si sarebbe mai sognato!

Siamo passati da "Dai la cera togli, la cera" a "Dai la mutanda, togli la mutanda"

Il tempo di un grande ritorno (e una mega litigata come Billy) e David Green può giocarsi il suo scontro finale aereo, ma dimenticatevi le grandi scene epiche e curate al montaggio di cui era capace Tony Scott, la grande battaglia tra gli elicotteri Apache e i jet da combattimenti del cartello è una fagiolata molto più pane e salame, con Nicolas Cage che come un invasato abbatte tutto quello che finisce nel campo visivo del suo occhio dominante, il tutto per proteggere l’elicottero abbattuto su cui volavano Tommy Lee Jones e Sean Young, che però sanno come difendersi anche da soli.

Impagabile la scena in cui Sean Young come la Ripley di Aliens - scontro finale assembla un lancia razzi di fortuna utilizzando le armi del suo Apache abbattuto, mentre Tommy Lee Jones le spiega come fare, nemmeno fosse la voce del navigatore. Ed ora che l’ho scritto sogno di avere un navigatore che con l’accento Texano di Jones mi dica di svoltare a sinistra e prendere la rotatoria.

Alla prossima rotonda, aprire il fuoco contro gli Scorpion.

Insomma “Apache - Pioggia di fuoco” non credo abbia mai convinto nessuno ad arruolarsi per guidare un Boeing AH-64 contro dei cattivissimi spacciatori senza volto, anche perché con un Nicolas Cage così diventa davvero impossibile prendere seriamente i contenuti altamente patriottici e conservatori di un film che ammettiamolo, resta un pastrocchio, però se amate vedere volar in alto Nick Cage, ma anche le spigolose ma affascinanti forme del modello Apache, di sicuro lo avrete visto e rivisto un milione di volte nel corso degli ultimi trent'anni, perché lassù tra i migliori può permettersi di volare solo Nicolas Cage a bordo di un Boeing AH-64.

Intanto non perdetevi i titoli di testa (e di coda) del film dalla pagine del Zinefilo e il trailer italiano del film, su gentile concessione di Lucius.


Questo post è stato presentato anche sulla pagine di Rollingsteel.

30 commenti:

  1. Il titolo, ovviamente, non mi è nuovo per nulla. Ma ammetto che non me lo ricordo minimamente... Ricordo perfettamente il videogioco per Amiga ma dannato me se ricordo sto film con Cage.
    Sicuro di averlo visto perché se passava su Italia 1 lo avrò visto al cento per cento, ma nessuna parte del post mi ha smosso qualcosa nel cervello.

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    1. Evidentemente ho beccato il periodo in cui questo film era spesso su Italia 1, sono certo di non averlo mai registrato, ma visto tante volte quelle si, tantissime ;-) Cheers

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  2. Ahahah! Me lo ricordo questo film, nemmeno io me lo perdevo mai nelle sue infinite repliche TV! Il titolo mi conquista a più di ogni altra cosa, e troppo fighi quegli elicotteri. D'altronde io ho passato l'infanzia ricreando battaglie della seconda guerra mondiale coi soldatini quelli piccolini di cui con un amico avevamo eserciti USA, tedeschi, inglesi, e pure russi!

    Il mio amore per la guerra è finito lì, eh, ci tengo a precisarlo. :--)

    Di Apache Pioggia di fuoco ricordavo benissimo Tommy Lee Jones, ma avevo rimosso Cage... Ma tutti quei tramonti ce li ho stampati in testa! X--D

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    1. Quelli microscopici di plastica? Li aveva un mio vicino mi piacevano un botto anche se dovevi diventare miope (ancora di più) per capire la posa del microscopico soldatino ;-) Il titolo italiano è molto più tosto di quello originale secondo me, almeno a me fa venire voglia di vedere il film, cosa che ho sempre fatto per altro. Cheers!

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    2. Proprio quelli lì! Quando mi ci sono divertito... Credo di averli ancora da qualche parte in casa di mamma! :--D

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    3. Erano un classico quelli ;-) Cheers

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  3. Il grosso problema delle uscite in edicola di modellismo, è che fanno uscire dei pezzi che prima di poter montare insieme devi aspettare non so quanti numeri. Ci son passato anch'io in quel trend, ma con le scatole complete costruendo proprio un elicottero e un aereo😀

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    1. Di solito mettono un pezzo che attira l'attenzione, tipo la carrozzeria o una parte del telaio esterno, qualcosa che sia riconoscibile insomma. Ma per quel poco che so di modellismo, si parte da costruire prima le parti interne, solo che chi comprerebbe mai una rondella di un Boeing AH-64 come prima uscita? ;-) Cheers

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  4. Carabara, qualche giorno fa ero a Laglio a festeggiare i sessant'anni di Geo Clooney ( Giorg Cuneo secondo Anna Maria Barbera in un film con Haber di cui ho visto giusto un frame questa settimana )e Matt D. notando che SKY stava trasmettendo di seguito cose ineffabili come Bats & Robin seguite da Syriana, Michael Clayton e qualcosa dei Coen ha commentato che tra tre anni, quando Nic Cage compirà dodici lustri, un canale trecento e qualcosa potrà celebrare l'evento trasmettendo, senza mai replicare un film , per un mese. Già ora praticamente ogni giorno Nic occupa un paio di orette di un canale in the sky. Nemmeno Tony Hopkins riesce a reggere il passo e stiamo parlando di un attore che nello stesso anno può essere King Lear ed entrare ed uscire da un altro zilione di lavori il tempo sufficiente a fare un bonifico a suo favore. Beato lui. Chissà in quanti altri film vedremo Nic da qui al 2024. Le possibilità sono infinite. Un fanatico del modellismo morso da un vampiro che costruisce droni ibridi di chirottero, il cyborg infernale della prossima apocalisse. Un uomo rettile lovecrafiano che compie 666 anni e sovrascrive la rete come in un incubo di Cronemberg precipitato nella Matrice. Un apache che uno sciamano addormenta prima di un conflitto con le giacche blu perché porti il messaggio di un mondo migliore che si reincarna in un soldato nei gg peggiori del Viet. Chissà. Ciao ciao

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  5. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    1. Avevo messo la risposta al posto del commento e viceversa.
      Volevo dire che, quando Cage compie i 60, lo caricano su un aereo-prigione e lo portano nella brughiera dove è già pronto per lui un bel Wicker Man!

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    2. Con Air Man raising Arizona. Inizia con un cargo pieno di rapitori seriali di bimbi nati da parto plurigemellare e finisce a Disneyland. Non proprio. I ragazzi del Topo e del Papero potrebbero non gradire il riferimento. Diciamo un generico parco di divertimenti di quelli che non piacciono tanto al mio amico ed ex allievo Martin Scorsese. E Martin ha lavorato anche con Nic. Potrebbe dirigerlo nella storia di Johnny Blaze che è condannato da Mefisto a guidare un taxi per l'eternità in un inferno che assomiglia alla NY dei seventies.

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    3. Posso dire che li vorrei vedere tutti? Ma tutti tutti, anche se il più strambo (e atteso) resta quello dove Nick Cage interpreterà il ruolo di Nick Cage, inteso proprio lui non un personaggio di Mortal Kombat o il Marveliano Luke, forse unico personaggio che Cage non potrebbe interpretare. Forse, perché con lui di mezzo non ci sono limiti per davvero ;-) Cheers

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    4. Mi hai appena infettato con l'idea di Martin Scorsese che vuol dire la sua su Willy's Wonderland e per farlo torna a far coppia con Nicola Gabbia dirigendo "Bringing Out the Marvel" da noi "Al di là della Marvel", probabilmente su Netflix ;-) Cheers

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    5. Ma se Nick Fury lo ha fatto Sam Jackson, Nick Cage può fare Luke!
      Per il film su Nick Cage, di cui da tempo si vocifera, pare sia stato interpellato Nick Cave che però ha declinato sdegnato, e che i produttori abbiano quindi ripiegato sul sempre disponibile Nick Cage, che non si vergogna di nulla. Probabile titolo: "Last Action T-Bone".

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    6. Considerando che per un'ora Nick Fury è stato anche David Hasselhoff (storia vera), perché non Nicolas Cave Cage, che per altro ha doppiato un uomo delle caverne (Caveman, occhiolino occhiolino) in "I Croods" (2013) ;-) Cheers

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  6. Certo che in qualche raro caso il malcostume italico di stravolgere i titoli ha un suo perché.
    "Fire Birds" ci sta negli USA ma da noi pare una VHS di Jenna Jameson (e forse lo è stata, chissà)
    Ma son convinto che se uscisse oggi lascerebbero il titolo originale.

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    1. Fire angry birds. Animazione in 3d. Per tutti.

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    2. Concordo in pieno, il titolo originale si espone alle risatine, poi con Cage di mezzo puoi capire, ma la versione italiana non solo elimina ogni possibile dubbio ma risulta anche cazzut... no, aggettivo sbagliato ;-) Cheers

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    3. Credo che sia già stato annunciato su Disney+ ;-) Cheers

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  7. Ecco, simulazione di volo mai fatto per me nel campo videogiochi, però gli elicotteri sempre piaciuti, mi sono divertito come un pazzo a guidarli in Just Cause, ed ovviamente l'Apache è il Top, conosciuti grazie ai film, compreso questo ;)

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    1. Sapevo di poter contare su di te... Bro-fist! ;-) Cheers

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  8. Due domande mi sorgono spontanee.
    Primo, come mai di questo film non ne sapevo praticamente NULLA.
    Secondo, come ho fatto a perdermelo e ri-perdermelo in continuazione.
    Strano, perche' ha tutti gli ingredienti per potermi piacere, a prima vista.
    Fa' il verso a Top Gun (ok, forse con qualche vagonata di stile in meno), ci sono il nostro Nick, Tommy Lee e pure la Young che e' sempre un gran bel vedere.
    Mistero.
    Questi sono comunque i post che prediligo. Quelli che mi fanno scoprire qualcosa che NON SO.
    Intanto mi hai fatto venir voglia di rifarmi una partita a Desert Strike.
    Gran gioco.
    Me l'ero sciroppato su Super Nintendo. Anche non era la migliorissima versione in circolazione, se messa a paragone con quelle per Amiga e per Megadrive.
    Pero' il gusto di tirare giu' tutto a colpi di missili urlando frasi di stampo rambesco come SONO IO CHE VENGO A PRENDERTI o SONO IL TUO INCUBO PEGGIORE all'indirizzo del generale Kilbaba non aveva prezzo.

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    1. Sono qui per questo, mi stupisce che il film sia così poco ricordato, però chi lo ricorda, ne conserva una memoria indelebile, nel bene o nel male, come sempre con Nicola Gabbia di mezzo ;-) Cheers!

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  9. Solo oggi scopro che ieri non ero passato, e ho perso il filmone!!!
    Premettendo che a "Desert Strike" ci giocavo anch'io, mettendo a ferro e fuoco l'Iraq, l'uscita al cinema di questo filmone ha mietuto discreto entusiasmo in me e nei miei amici scolastici dell'epoca: gli echi di Top Gun erano lontani, eravamo tutti troppo piccoli all'epoca per apprezzarlo "in diretta", quindi per noi liceali questo era il "Top Gun della nostra generazione". E sono perfettamente d'accordo, gli elicotteri da combattimento sono di una figaggggggggine stratosferica!
    (Anch'io ho avuto un'esperienza fallimentare con la costruzione di modellini, nel mio caso credo un aereo della Seconda guerra mondiale, quindi preferisco quelli già montati: quando diversi anni fa in edicola è uscita una collana di elicotteri da combattimento, con un Apache intero come prima uscita... be', era un Segno del Cielo che non andava ignorato! Da allora ho un Apache che mi guarda dal televisore :-P
    Rimane uno dei pochissimi film di Cage che mi sono piaciuti e uno dei pochissimi dove Young abbia una parte importante: insomma, un film epocale! ^_^

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    1. Si decisamente sono segnali che non possono essere ignorati, mi fa piacere aver trovato un altro fratello di "Desert Strike" ma sono sempre più sicuro del fatto che abbiamo vissuto vite parallele ;-) Esatto persino Young ha un ruolo vero qui, come si fa a non volere bene a questo film? ;-) Cheers

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  10. Sono colpevolmente in ritardo nella lettura dei tuoi post, caro Cassidy, ma lentamente me li riprendo tutti. Questo in particolare, ha molti punti di interesse, soprattutto per le cose che ci accomunano, ovvero una grande passione per gli elicotteri militari, un Amiga 500 e il gioco Desert strike, ma anche Urban strike e Jungle strike... In più prima che impazzisse completamente, anche se eravamo già sulla buona strada, ero, ma vorrei dire sono, un grande fan di Nicola Gabbia, anche se per me l'apoteosi la raggiunge in Con Air, dove tra l'altro si era preparato con un istruttore di full contact e si vede tutto. Qui, invece, è la versione più "maranza" di Tomino Crociera, ma anche se è decisamente sopra le righe, ispira comunque una naturale simpatia che il buon Maverick si può proprio sognare...
    In più Sean Young sarà stata anche una peperina ma ai tempi era davvero tanta roba e Tommy Lee Jones aveva già un carisma, unito a una "vecchiezza" incredibili, secondi solo a Michael Ironside. La pochezza dei mezzi ai tempi non mi dava fastidio, rivisto in tempi più recenti si nota parecchio, però rimane comunque un film che rivedo sempre con piacere. 👋

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    1. Ovviamente avevo anche Urban strike e Jungle strike, ma sono sicuro di non essere stato il solo, non ti preoccupare, tanto i post non scappano ;-) Cheers!

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  11. Questo sì sarebbe un film che mi piacerebbe recensire, promette scene estremamente divertenti.

    Per un attimo mi sono allarmato che Nicolas Cage per una volta fosse serio, per fortuna era solo una impressione.

    P.S. Grande post. Dove si stacca il biglietto nella bara volante multiplex?

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    1. Puoi tirare un sospiro di sollievo, credo non lo sia mai stato per davvero ;-) Ti ringrazio, faccio io, biglietto e se vuoi metto su i pop-con ;-) Cheers

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