mercoledì 14 aprile 2021

Star Trek VI - Rotta verso l'ignoto (1991): seconda stella a destra e poi dritto fino al mattino

Ogni viaggio prima o poi deve giungere alla sua conclusione, oggi affrontiamo davvero un passaggio chiave della mitologia di “Star Trek”, avvenuto esattamente trent’anni fa, secondo la data astrale.

Star Trek V - L'ultima frontiera non è stato un flop al botteghino, ha incassato un po’ meno del previsto ma si è conquistato l’odio dei Trekkie, che nel frattempo erano passati ad un giocatolo più nuovo ed interessante. Nel 1991 “Star Trek - The Next Generation” era nel mezzo di una popolarità sempre più crescente, il nuovo capitano e il suo equipaggio dopo aver fatto sollevare più di un sopracciglio, hanno saputo conquistare molti appassionati, restituendo così potere al creatore della serie, Gene Roddenberry, che non ha esitato a richiedere il suo tributo di sangue.

Come accennavo nello scorso post, tra Roddenberry (sul piccolo schermo) e Harve Bennett (al cinema) la guerra fredda era cominciata, lo scontento generato da L’ultima frontiera ha visto rotolare proprio la testa di Bennett, identificato come il capro espiatorio sacrificato e sostituito dal suo secondo ufficiale, il produttore Ralph Winter che in maniera molto lungimirante ha capito che dare continuità era il modo migliore per garantirsi un futuro, anche se breve bisogna dirlo.

Il paese inesplorato dalla cui frontiera nessun viaggiatore fa ritorno (cit. altissima!)

Dopo aver brevemente vagliato anche l’idea di un film ambientato durante gli anni giovanili all'accademia di Kirk, Spock e McCoy, che con il giovane James di mezzo, secondo me sarebbe stato una sorta di “Animal House” ma con più donnine aliene da spiare dalla finestra, alla fine Winter ha scelto la via della continuità per un nuovo capitolo, che a ben guardare ironicamente sembra proprio trattare il tema della guerra fredda.

Winter astutissimo, affida nuovamente la regia a Nicholas Meyer - non scegli l’uomo che diretto il miglior film della saga se non vuoi mandare un messaggio forte - che si ritrova per le mani non solo il nuovo film di Star Trek, ma una trama firmata a quattro mani insieme a Denny Martin Flinn, in cui il thriller politico si mescola al thriller e basta, quasi un giallo classico, una sorta di “Assassinio sull'Orient Express sulla USS Enterprise” o un “Dieci piccoli indiani Klingoniani” che ho sempre apprezzato molto. Nella mia piccola “bolla” di bambino armato di tutti questi film registrati su nastro vhs, devo dire che quello di “Rotta verso l'ignoto” è stato mandato “sullo schermo” molte volte, anche perché ammettiamolo, questo film è una figata pieno di gran momenti alla “Star Trek”.

La nave stellare USS Excelsior è comandata da una vecchia conoscenza come il nostro Hikaru Sulu (George Takei), che non solo ha fatto carriera diventando capitano, ma come ufficiale scientifico può contare sul pragmatismo di Tuvok, il Vulcaniano interpretato da Tim Russ nella serie “Voyager”. Mentre Sulu è alle prese con il suo meritato tè, la Excelsior viene coinvolta nell'esplosione della luna Praxis, preziosa fonte di energia per i Klingon. Questo disastro energetico segna la fine dell’impero Klingon già al collasso economico e pronto a mettere fine ad anni di guerra fredda, cominciano così le difficili trattative con la Flotta Stellare.

Sulu, sullo schermo. No intendo proprio dire che Sulu è sullo schermo, ed è anche capitano!

Bene, ora che avete letto tutto questo capoverso, provate a rileggerlo sostituendo Chernobyl con Praxis, l’unione Sovietica con l’impero Klingon e gli Stati Uniti con la Flotta Stellare. Ovviamente il Cassidy bambino di allora non poteva capirlo, ma essere cresciuto con questo film mi ha aiutato ad immedesimarmi più facilmente in molti libri di storia.

Ho imparato tutto sulla guerra fredda da Rocky IV e da Star Trek VI (e ne pago le conseguenze)

A chi toccherà il difficile compito di scortare il cancelliere dei Klingon, Gorkon sulla Terra per negoziare la pace? Bravi proprio all'equipaggio della USS Enterprise e se ve lo state chiedendo si, ad interpretare Gorkon è nuovamente l’attore David Warner, tornato a recitare in Star Trek ma in un ruolo senza alcun legame con quello ricoperto in L'ultima frontiera. Da bambino questo dettaglio mi ha sempre mandato in tilt, ora da adulto (o presunto tale), penso che fosse il modo di Winter di rimediare allo spreco di David Warner fatto nel capitolo precedente, almeno, questa è la mia teoria.

Durante il viaggio, a Kirk e compagni tocca presenziare anche ad una cena con al tavolo rappresentanti di tutte le fazioni, uno di quei momenti complicatissimi che stanno a metà tra Fantozzi che cena al ristorante cinese e l’invito a pranzo la domenica da parte dei genitori della nuova fidanzata. Per fortuna due siluri mettono fine all'ansia su quale forchetta utilizzare per il pesce o su come approcciarsi al cestino del pane. Anche perché bisogna dirlo, Kirk non ha ancora superato la perdita del figlio, il Kirkino, la sua scompara è anche in parte colpa dei Klingon, quindi situazioni tesissime a tavola, come nei migliori pranzi di Natale in famiglia!

Quando non sai che forchetta utilizzare, fai come Kirk e sfondati di alcool.

Nella confusione e con la gravità a bordo dell’Enterprise temporaneamente disabilitata, qualcuno calzando dei Moon Boot degli scarponi magnetici uccide il cancelliere. Momento perfetto per quel guerrafondaio tradizionalista allergico alla pace del generare Chang (il grande Christopher Plummer), per ribadire che “Questo matrimonio non s'ha da fare” e subito pronto ad accusare Kirk e McCoy dell’omicidio, anche se colpevoli di essere stati i primi a tentare di portare soccorso alle vittime.

Lo posso dire? Nella mia testa di bambino i cadaveri Klingon che svolazzano a gravità zero, rilasciando bolle di sangue rosa Klingoniano, è una scena che da sempre cammina mano nella mano con alcuni degli omicidi di Atmosfera Zero, anzi rincalco anche la dose, perché in “Rotta verso l'ignoto” si trova anche un po’ di film carcerario, visto che Kirk e Bones vengono spediti dall'incazzatissimo Chang nella colonia penale di Rura Penthe.

Immagine gentilmente offerta dalla sede AVIS di Qo'noS.

Si perché “Rotta verso l'ignoto” si gioca anche dei momenti da film carcerario niente male, come Kirk costretto a vedersela con il classico energumeno da prigione, steso con un abile calcio sul ginocchio, prima di scoprire una grande lezione sull'anatomia da parte della bella mutaforma Martia: «Non tutte le specie hanno i genitali nello stesso posto, capitano».

Esplorando il corpo umano alieno.

Inutile dirvi che James “Trapano” Kirk anche al gabbio, trova il tempo di fare uno o due pensieri su Martia, almeno nella sua forma femminile più aggraziata, ma per dovere di cronaca, preferisco segnalarvi che il colonello Klingoniano Worf interpretato da Michael Dorn, malgrado qui non ci venga detto chiaramente, pare essere il nonno del Worf di “The Next Generation” interpretato da beh, Michael Dorn. Questo perché i Trekkie si sono impegnati molto negli anni a colmare gli svarioni le lacune degli sceneggiatori e dei responsabili del casting. Se poi qualcuno volesse spiegarmi anche la faccenda del doppio David Warner, potrei togliermi un dubbio che mi perseguita da anni, grazie! Ok lo so che il trucco ha garantito ad uno come Jeffrey Combs di interpretare mille personaggi in altrettanti episodi di Star Trek, però qui l'affare David Warner è davvero troppo palese.

"Propongo un brindisi al mio agente, un vero dritto!"

A proposito di facce note, oltre al mitico Kurtwood Smith nei panni del presidente della Federazione, anche la Vulcaniana carina di turno, che in “Rotta verso l'ignoto” si chiama Valeris, la nuova pupilla di Spock, qui è interpretata dalla bella Kim Cattrall, che ha pensato bene di inventarsi un taglio di capelli all'ultima moda di Vulcano, ma è passata così velocemente dal set di questo film a quello successivo, Detective Stone, da non aver avuto nemmeno il tempo di farsi ricrescere i capelli, questo spiega il caschetto Vulcaniano molto alla moda sfoggiato in entrambi i film (storia vera).

Volete dirmi che esistono puntate di "Sex and the city" ambientate su Vulcano?

“Rotta verso l'ignoto” quindi è un film estremamente variegato, che ha tutte le caratteristiche tipiche di una pellicola di “Star Trek” ma permette a Nicholas Meyer di spaziare dal giallo con cecchino attentatore, al film carcerario con rocambolesca evasione, fino al dramma quasi politico visto il clima da guerra fredda tra le fazioni. Guerra pronta a diventare calda, grazie al personaggio del generale Chang di Christopher Plummer che è la prova che la calvizie colpisce anche i Klingoniani, anche perché pare che Plummer in sala costumi abbia provato svariate parrucche, preferendo un aspetto più naturale per il personaggio, considerato così anche molto più cattivo nello stile.

Plummer era un tale signore, che i Klingon si sono tolti il capello davanti a lui (ah-ah)

Effetto finale azzeccato in pieno, perché Chang risulta essere una dei cattivi più efficaci di tutti i film di Star Trek. La fissazione del personaggio per gli scritti di William Shakespeare (che cita ad ogni piè sospinto), non solo donano al generale un tono molto più drammatico, un po’ come era accaduto a Khan con i riferimenti a “Moby Dick”, ma sono anche la ragione del titolo originale del film, anche “The Undiscovered Country” è un omaggio al Bardo (storia vera).

Tra un omaggio a “Il mercante di Venezia” e una battaglia tra astronavi a colpi di siluri fotonici, “The Undiscovered Country” è un continuo rimbalzare tra cultura considerata “alta” (Shakespeare) e cultura “bassa” (i vari generi cinematografici che il film abbraccia), insomma è uno spasso su tutta la linea che purtroppo ha un solo paletto di cui tenere conto, anche se molto, ma molto ben piantato nel terreno: questo film è stato pensato per essere l’ultima grande avventura dell’equipaggio classico della USS Enterprise.

“Non capisci? Io lavoro per Dick Jones la Federazione, per Dick Jones! la Federazione!” (quasi-cit.)

Uscito venticinque anni esatti dall'inaugurazione di quel leggendario viaggio quinquennale con cui tutto è cominciato, Kirk, Spock, Bones, Scotty, Sulu, Chekov e Uhura qui ci vengono raccontati ancora una volta, citando Stephen King, insieme, l’ultima volta che furono Ka-Tet. Perché si, qualcuno di loro è tornato a vestire i panni del proprio personaggio in qualche episodio delle serie tv che sono seguite oppure al cinema, ma “Rotta verso l'ignoto” resta l’ultima cavalcata di questo gruppo di vecchi amici, nella loro ultima avventura come equipaggio della USS Enterprise.

Ci sono momenti in cui la vita riesce però ad essere più fantasiosa della finzione, solo uno sceneggiatore particolarmente in vena di trovate caramellose avrebbe potuto concludere questa storia, con la morte ad effetto del creatore, ma di fatto gli eventi si sono svolti davvero così. Gene Roddenberry a cui il film è dedicato, è venuto a mancare solo due giorni prima dell’uscita nelle sale di questa ultima avventura di Kirk e compagni, le sue ceneri sono state sparse nello spazio e dopo aver lanciato due equipaggi, per certi versi è quasi romantico che non sia stato fisicamente presente alla fine di un viaggio, nato per durare cinque anni e durato cinque volte tanto.

Quei momenti in cui conoscere una bella frase di Shakespeare serve ad uscire di scena con classe.

Grazie alla colonna sonora di Cliff Eidelman, che passa dall'essere drammatica a celebrativa a seconda delle necessità, la citazione finale a Peter Pan («Che rotta, capitano?», «Seconda stella a destra, poi dritto fino al mattino!») e gli autografi degli attori che compaiono sullo schermo a conferma che questa è stata davvero l’ultima avventura, “Rotta verso l'ignoto” resta un film molto bello che termina con un carico emotivo notevole, anche se il mio momento (quasi meta cinematografico) preferito nel finale resta il comitato del gruppo all'annuncio che più chiaro non avrebbe potuto essere: «Dobbiamo tornare alla base immediatamente... cambiano equipaggio».

La risposta non poteva che arrivare da Spock, portavoce del sentimento comune e per certi versi cuore di tutta la serie classica di “Star Trek”: «Se fossi umano, penso che ora la mia risposta sarebbe: "andate al diavolo". Se fossi umano».

Ed è qui che bisogna dimostrare di saper controllare lacrime ed emozioni come ci ha insegnato il Vulcaniano.

Con lo stesso spirito questa rubrica continuerà, abbiamo ancora molte forme di vita e civiltà da esplorare, invece ai nostri vecchi amici che trent'anni fa sono salpati per il loro ultimo viaggio dico: lunga vita e prosperità!

Per riempire l'attesa, non perdetevi il post di SamSimon. Non avrei potuto avere compagno di viaggio più preparato. per seguire la rotta verso l'ignoto.

26 commenti:

  1. Questo proprio non l'ho mai visto e forse merita. Ma almeno dalle foto vedo tanti makeup terribilmente plasticosi o sbaglio? Che poi è sempre stata una cosa che nei vari Star Trek capita spesso.

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    1. Non più plasticosi della media dire, non mi sono mai posto il dubbio con questo capitolo, anche perché è uno di quello che raduna insieme più tipologie di razze aliene. In generale però è un po' lo stesso "problema" di "Doctor Who", gli alieni hanno sempre due braccia, due gambe (Dalek esclusi) perché il più delle volte sono umani truccati e ancora più spesso, quell'umano è Jeffrey Combs ;-) Cheers

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  2. Avendo cominciato con TNG, prima d'imbattermi in questo film e capirlo per bene, mi sono dovuto prima ripassare la serie classica, affezionarmici... Intravedere Edoardo Bennato sbucare in plancia quando Kirk fa LA citazione... E poi "Cascate del Niagara" (cit.) quando compaiono gli autografi, li mortacci loro! Come direbbe Spock, se fosse del Tuscolano...

    Ah sì! Pronto per una spiegazione sul doppio David Warner facile facile:

    Teoria 1) A proposito di Jeffrey Combs... In data stellare 4747.74, il Dominio invia Weyoun-3 ed una squadra di Jem'Hadar verso il quadrante delta in missione esplorativa attraverso il tunnel spaziale di boh. Per un'avaria alla nave, all'uscita dal tunnel, essa esplode. Solo il corpo di Weyoun rimane intatto e viene recuperato dai Kobali, i "resuscitamorti" dell'episodio 6x18 di Voyager (ps: ottima recensione di Sam Simon). La contaminazione col DNA alieno crea un Weyoun resuscitato curiosamente simile a David Warner (misteri dell'ingegneria genetica del Dominio), seppur con la recchia di gomma (cit.) dei Vorta. Il nostro antieroe recupera, però, la memoria, ciula un'astronave Kobali (ma non ha il tempo di scriverci "Bounty") sul fianco, e si ributta nel tunnel spaziale precedentemente usato. Solo che questo è estremamente instabile, con fratture spaziotemporali e casini al teletrasporto (ovviamente). Il tunnel sbuca nel Quadrante Alfa, diversi secoli indietro, e con due Weyoun a forma di Warner. Com'è possibile? Beh, se vulcaniano+talassiano crea una specie di Fonzie al cubo con tanto di giacca che sintetizza con gran stile le due precenti, vorta+kobali+tunnel spaziale creerà ovviamente due David Warner, ovvio. C'è anche bisogno di domandarlo? Essendo messa male l'astronave, i due stabiliscono di tentare di contattare il Dominio, già esistente all'epoca (XIX secola), tramite radiofari costruiti fagocitando la tecnologia della suddetta astronave Kobali. Ma da due punti diversi: uno su Qo'noS, l'altro sulla Terra. I tentativi non riescono ma, nel frattempo, i due Weyoun a forma di Warner fraternizzano con donne locali, nascono figli, poi nipoti, pronipoti... Ed arriviamo così al XXIII secolo in cui si spiegano John Talbot ed il Cancelliere Gorkon.
    Secondo alcune indiscrezioni, mai confermate, sarebbe esistito un terzo doppione di Weyoun warnerizzato, approdato su Cardassia. Le sole immagini che abbiamo del suo pronipote, però, sono troppo sfocate perché, in effetti, "ci sono QUATTRO luci!".

    Teoria 2) si somigliano, a volte capita...

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    1. Bennato per altro è il preferito di uno dei miei cani, una volta ha cercato di rubargli una pizza in spiaggia (storia vera), quindi questo film Bennato lo evoca ed io l’ho fatto fin dal titolo giocando sporchissimo ;-)
      Non so se sono più preoccupato dal fatto che la tua spiegazione possa in qualche modo filare o dal fatto che sono riuscito a seguirla senza intoppi, ma non chiedermi di ripeterla senza leggere. Ormai mi sento come Penny di TBBT quando comincia a usare metafore come “scudi abbassati” ;-) Cheers!

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    2. Hahaha :-) Non preoccuparti: pensa che a me è venuto mal di testa scrivendolo; ed ora ho il timore che qualche sceneggiatore possa ritenerlo un valido copione per un episodio delle due ultime serie. In quel caso, elimina il messaggio attivando il cannone fotonico dell'M.O.E. e poi usa la metafora "manovre evasive" :-)
      Beh, il tuo cane è stato un signore: ha pure trovato lo stratagemma simpatico per farti conoscere, suppongo, Edoardo; rompendo il ghiaccio in modo meno convenzionale.

      PS: sto ancora ridendo per la citazione del Presidente Boddicker :-DDD

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    3. Il presidente Boddicker si meritava almeno una citazione, mi dispiace non aver trovato in rete un'immagine decente di Christian Slater, infilato in un ruolo minore dalla madre, direttrice del casting del film (storia vera). Cheers

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  3. Gran bel post come sempre! Mi permetto solo una precisazione: Tuvok è ufficiale sull'Excelsior solo nella storia rivista e corretta di flashback, bellissimi episodio di Voyager. Tim Russ appare come tenente non-Tuvok in un film della saga, ma è il prossimo: Generations!

    In ogni caso mi sembra che anche te in quanto a preparazione non scherzi! E concordo: spasso su tutta la linea con questo film, da qualche anno ho perso il conto di quante volte l'ho visto...

    E se non sbaglio anche "Target that explosion and fire!" viene da Shakespeare, giusto? La tempesta, se non erro. :--D

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    1. Mille grazie gentilissimo, ma sono sono uno studente all’accademia della Flotta Stellare, infatti Tuvok l’ho conosciuto da poco (sono agli sgoccioli con il recupero di “Voyager”) e l’episodio flashback sistema continuità l’ho visto da poco, terrò le orecchie dritte (occhiolino-occhiolino) per la sua apparizione non Vulcaniana in “Generazioni”, anche se l’ho già rivisto settimane fa.

      Credo che sia il secondo atto di “La tempesta”, ne sono piuttosto certo :-D Cheers!

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    2. Io intanto ti consiglio di dare anche un'occhiata a un gran bell'episodio di "Star Trek - New Voyages" che trovi qui...
      https://www.youtube.com/watch?v=l4TC5wl0IzE
      Rivedrai Hikaru Sulu al comando della USS Excelsior (l'epoca è quella del film, il mio preferito fra i sei, che hai ottimamente recensito), preso dal ricordo di un'avventura capitatagli durante la missione quinquennale e pure qui in fondo ci scapperanno lacrimucce, quasi al pari dell'uscita di scena cinematografica del nostro mitico equipaggio.
      P.S. Da grandammiraglio sento sempre di dover dare le giuste dritte ai cadetti diligenti e volenterosi come voi ;-)

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    3. Tempo di teletrasportami su uno schermo più adatto di quello del telefono e lo guarderò, sono il tipo di dritte che mi piace ricevere grandammiraglio ;-) Cheers

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  4. Beh, che dire...
    Mi era piaciuto. E molto, anche.
    La cosa bella e' che quando la formula funziona ed e' consolidata si puo' iniziare a giocarci su. Specie se si e' consci di essere arrivati alle battute finali, almeno con quell'arco narrativo.
    Qui si buttano nel calderone anche gli intrighi Fanta-politici (che con la fine della guerra fredda ed il crollo del blocco sovietico ormai prossimo ci stanno come un guanto), il giallo alla Christie e pure il drammone carcerario con tanto di fuga. Che come dico sempre e' versatilissimo e si presta ad ogni contesto.
    E funzionano tutti!
    Il fatto che poi sia l'ultimo viaggio (almeno con questo equipaggio) aggiunge al tutto un tocco elegiaco.
    Ognuno proseguira' la sua avventura, magari ci si ribecchera' da qualche parte, ma...niente sara' mai piu' come prima.
    Gran bel film e gran recensione, Cass.
    Complimenti.

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    1. Grazie capo, ci tenevo a rendere omaggio a Kirk e compagni ;-) Cheers

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  5. Questo l'ho recuperato pochi anni fa, comunque mi è piaciuto molto..l'equipaggio pur anzianotto fa ancora il suo, e Plummer è grandioso nella parte! Certo spiace solo che è stata l'ultima avventura di questo equipaggio, o almeno di questo equipaggio interpretato da questi attori

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    1. Erano già vecchietti in “Star Trek III”, per certi versi erano già datati nel primo “Star Trek”, sono arrivati fino al sesto capitolo e qualcuno non ha mollato nemmeno dopo. Il viaggio di certi personaggi è destinato a durare per sempre ;-) Cheers

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  6. Io c'ero, quel giorno, al buio nella sala, a riempirmi gli occhi dei miei idoli che mi salutavano. Il primo ed unico film Trek che ho visto al cinema, l'ultimo film della serie. Perché non esistono altri film, VERO???? :-D
    Comunque Combs in ogni serie ha solo un personaggio riconoscibile, mentre negli altri lo devi stanare grazie ai titoli di testa: Warner qui lo riconosci a un chilometro! :-D

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    1. La differenza è tutta qui, non sono uno che fa dei paragoni, poi voglio artisticamente bene ad entrambi, ma Warner deve aver fatto valere un peso maggiore, purtroppo il “trucco” si vede fin troppo, il suo personaggio era troppo in bella vista in “Star Trek V” per non notare la magagna qui.
      Detto questo, hai iniziato e finito alla grande. Da qui in poi mi vedrai sfornare post su altra roba a tema, ma sappi che starò scherzando, i film di ST sono finiti qui, vai tranquillo ;-) Cheers

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  7. Anche qui tante lacrime napulitane. la conclusione del viaggio di questi vecchietti mi emoziona ogni volta che lo rivedo.

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    1. Davvero una gran uscita di scena ;-) Cheers

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  8. Recensione che attraversa tutte le cose che avrei scritto io, vediamo cosa riesco ad aggiungere. 😅
    Film dignitoso per chiudere la saga cinematografica dell'equipaggio di Kirk.
    Christopher Plummer dopo Khan offre il miglior cattivo dei film.
    Kim Cattral la preferisco in mezzo a fulmini verdi, gente che entra ed esce volando, questioni di riflessi e roba del genere; qua l'ho trovata troppo messa apposta per quello che poi fa il suo personaggio.
    Il film si colloca in perfetta continuity: oltre ai da te citati riferimenti, dato che anche Archer finisce su Rura Penthe in ENT, mentre la Excelsior di Sulu (della quale avrei voluto volentieri almeno una stagione di episodi vecchia maniera!) si aggancia a filo doppio con VOY, in uno degli episodi per me migliori della serie ambientata nel quadrante Delta.
    Momenti di grande emozione: l'arrivo della Excelsior a dare manforte all'Enterprise, e il già citato commiato dell'equipaggio, dal loro pubblico come dai ruoli di bordo, perché arriva un nuovo equipaggio che mai conosceremo, e quindi parafrasando le parole di Spock, "Machissene..."

    Attendo adesso TNG, la mia serie preferita.😍

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    1. Kim Cattral è famosa per tutto, ma è nel Valhalla solo per un titolo, quello con gli occhi verdi bene in vista ;-) Quello arriverà la prossima settimana, devo ancora scriverlo ma arriverà! Cheers

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  9. Lo ricordo bene, soprattutto per la scena del commiato dell'equipaggio che effettivamente mi fece scendere qualche lacrimuccia, ma non ditelo a Spok!
    Per il resto è davvero un film calderone, con tante trovate divertenti, ci hanno davvero infilato un pò di tutto. Però devo ammettere ai tempi che alcuni componenti dell'equipaggio, davano l'impressione di essere arrivati un pò alla frutta, erano invecchiati tanto... Ovviamente ora non lo direi più, visto quanto sono invecchiato io, però ai tempi si sentiva il bisogno di un ricambio generazionale (e infatti è arrivato generazioni...). Grande e sentita recensione come sempre, 👋

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    1. Partivano già da una bella età ma hanno tenuto botto per ben sei film ;-) Grazie mille capo molto gentile, non diremo niente a Spock giuro! Cheers

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  10. La fronte corrugata che si vede nel manifesto , sembra l'Imperatore delle Tenebre de il Grande Mazinga !|

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  11. Questo sì ch'è una tuffo nei ricordi nostalgici! Avevo questo film registrato su una vhs dai mie. Lo riguardavo spesso pur conoscendo poco e nulla di Star Trek. Per me era un film bellissimo, soprattutto mi piacevano le scene di combattimento, in special modo quella del combattimento finale dove l'equipaggio di Kirk e quello del generare Chang dove si affrontavano a suon di colpi e siluri spaziali (con Kirk e il dottore che dipingevano l’innescamento di un siluro come se fosse una operazione a cuore aperto).

    Poi le citazioni shakespeariane del generare Chang erano da premio oscar.

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    1. Dimostrazione che quando una storia è ben fatta puoi anche non capire proprio tutto tutto per goderti un gran film ;-) Cheers

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