giovedì 8 aprile 2021

Star Trek V - L'ultima frontiera (1989): tre uomini in barca (anzi, su una nave spaziale)

Ogni viaggio deve avere qualche curva difficile da affrontare, qualche scossone in volo, quindi allacciatevi le cinture di sicurezza perché oggi balleremo un po’. Ah no, la Flotta Stellare non le fornisce, vabbè state pronti ad ondeggiare a ritmo quando gli scudi verranno colpiti dai siluri fotonici.

Qualcosa stava cambiando nella galassia, almeno quella di “Star Trek” nel 1989, anzi probabilmente era già cambiato. Star Trek IV - Rotta verso la Terra era stato un ottimo risultato al botteghino oltre che uno dei capitoli più amati di tutta la saga, ma dopo aver conquistato anche il grande schermo, la saga di Star Trek era pronta a ricominciare il suo viaggio anche in televisione.

La neonata “The Next Generation” al suo esordio, non convinceva ancora i Trekkie duri e puri, che al grido di «C'è solo un capitano! Un caaaaaaaaaapitano!» consideravano i nuovi arrivati solo delle versioni “Maroccate” di Kirk e compagni. Ma fosse così semplice, in realtà lo scontro tra Star Trek al cinema e sul piccolo schermo, è stato una battaglia combattuta sul filo dell’equilibrio con parecchie sortite oltre la zona neutrale.

Vi ho già spiegato per cosa sta la “T” tra James e Kirk vero?

Già perché Gene Roddenberry, il creatore, padre e padrone della serie classica non si è mai rassegnato per davvero all’allentamento dai suoi personaggi, che ha favorito il produttore Harve Bennett, che giova ricordarlo, senza la quale Star Trek al cinema sarebbe rimasto un esperimento molto probabilmente isolato. Ma se con Rotta verso la Terra, la saga si era già giocata la carta del viaggio nel tempo, e ben due regie di fila di Leonard Nimoy, questa volta Bennet si è lasciato convincere dall’entusiasmo di William Shatner, desideroso di seguire le orme dell’amico, esordendo dietro alla macchina da presa di uno dei film della saga.

Che poi non di totale esordio si è trattato, Shatner in quanto divo e assoluto protagonista, aveva già diretto alcuni episodi della sua T.J. Hooker, inoltre per mettersi al comando del quinto episodio della saga, Shatner ha sfoggiato tutta la baldanza del capitano Kirk, mettendo su una squadra di tutto rispetto: quel genio di Andrew Laszlo alla fotografia e il grande ritorno di Jerry Goldsmith alla colonna sonora. Insomma William ha voluto fare le cose in grande puntando in alto, anche con la trama, una sceneggiatura di David Loughery basata su un soggetto dello stesso Shatner, anche se bisogna dire che il tema della ricerca del paradiso era un argomento già affrontato dall'episodio Viaggio verso Eden della serie classica.

La grafica del titolo bisogna dire che non è male.

Shatner puntava talmente in alto che uno dei primi titoli proposti per il film, era il caramelloso “Star Trek V - An act of love” che per assurdo forse avrebbe incarnato meglio le parti più riuscite del film, purtroppo non molte perché affrontiamo lo “Sparviero” Klingon parcheggiato al centro della plancia di comando: questo film è il meno amato dai Trekkie, affermazione soggettiva perché si sa che l’amore dei fan per l’oggetto della loro passione, può essere più volubile del cielo in autunno, ma purtroppo è anche il film di tutta la saga cinematografica di “Star Trek” diretto peggio, e questo purtroppo è un parametro oggettivo da cui non si scappa.

Shatner sul set, impegnato ad essere obbiettivo (scegliendo l’obbiettivo)

In ogni caso, uno dei motivi per cui ho deciso di imbarcarmi nella Flotta Stellare in una rubrica su “Star Trek” era per portare un punto di vista (si spera fresco) su film su cui si discute da anni. Come vi ho già tediato molte volte, quando da bambino vedevo e rivedevo questo film sulle mie vhs custodite gelosamente, “Star Trek V - The Final Frontier” era sempre quello che finivo per rivedere meno volte, ma anche il capitolo che di norma tendo a confondermi, devo fare uno sforzo per ricordarmi che questo, non è il film dove Kirk tira un calcio al ginocchio di un grosso alieno, scoprendo che quello non era il ginocchio.

Con “L'ultima frontiera” William Shatner ha provato a riportare in seno alla saga un tema, come quello religioso, che Roddenberry aveva sempre evitato nella serie classica. Certo avrà fatto anche il passo più lungo della gamba e la sua inesperienza come regista cinematografica, lo ha lasciato con gli scusi abbassati, ma il risultato è un film pasticciato e con problemi di ritmo e continuità, non il peggior film di “Star Trek” di sempre, per quello avremmo ancora tempo modo e maniera nel corso della rubrica, di sicuro tra i titoli con protagonisti il primo leggendario equipaggio, resta il più farraginoso.

Visto inizi peggiori, guarda che roba sembra Lawrence d'Arabia sulle Dune.

Cosa dico sempre dei primi cinque minuti di un film? Ne determinano tutto l’andamento e William Shatner, da regista esordiente ci inciampa subito. L’inizio è magniloquente, grazie alla fotografia di Laszlo e le musiche di Jerry Goldsmith, sembra di stare guardando “Dune” (1984), qui la versione Vulcaniana di Francis Ford Coppola, che scopriremo chiamarsi Sybok (l’attore teatrale Laurence Luckinbill, seconda scelta di Shatner, lasciatemi l’icona aperta, più avanti ci torniamo), sfrutta il suo carisma per radunare proseliti, il primo dei quali una sorta di Pippo Franco spaziale. Vabbè anche i più grandi culti religiosi hanno iniziato da piccoli e comunque, grande Pippo sei un mito!

Shakarí cocorí chi chi chi co co co.

L’azione, oddio azione, la scena si svolge su Nimbus III, il Pianeta della Pace Galattica che di fatto è un deserto (come fai a litigare con qualcuno nel deserto?) la cui capitale si chiama Paradise City, famosa in tutta la galassia perché qui l’erba è verde e le ragazze sono carine.

Problema: Sybok si lascia prendere leggermente la mano e per evitare che una situazione con ostaggi si trasformi in uno di quei culti suicidi dove tutti bevono il detersivo sperando di assorgere al paradiso a bordo di una nave spaziale, la Flotta Stellare manda una nave spaziale (così li confondiamo, tiè!), ovviamente avete già capito di quale si tratta, prima però bisogna interrompere la vacanza dell’equipaggio della nuova USS Enterprise.

"Come non hai portato i Marshmallow?", "Su Vulcano non li vendono li troviamo, illogici"

Sulla Terra, nel parco nazionale dello Yosemite (Sam?), i nostri tre amigos Kirk, Spock e Bones si godono il campeggio, due chiacchiere tra uomini davanti al fuoco, manca solo una bottiglia di amaro Montenegro (sapore vero) e poi il quadretto sarebbe completo. Si perché una delle gag ricorrenti del film sono gli stivali a propulsione di Spock, che utilizza per tutto, anche per salvare Kirk impegnato in un’arrampicata a mani nude, quella con cui William Shatner ha anticipato di anni Tom Cruise, purtroppo con risultati meno spettacolari, perché per mantenere bassi i costi di produzione, invece della solita (ma costosa) Industrial Light and magic, questa volta si è optato per uno studio di New York con poca esperienza e gli effetti del “braccino corto” della produzione, si vedono tutti.

Come passare dalle parole sulla maglietta…

… ai fatti (e Tom Cruise MUTO!)

Questo è il film di Star Trek dove per la prima volta nella saga, compare uno dei miei attori prediletti, David Warner qui interpreta John Talbot, uno che… aiuta Sybok nella sua impresa? Cattura i ribelli insieme ai Klingon? Cosa fa esattamente David Warner in questo film? Mi auguro che la sua parte sia stata tagliata al montaggio, perché non avrebbe nessun senso pagare David Warner per non fare assolutamente nulla nella storia, ma poi risparmiare sugli effetti speciali. Se non altro Warner tornerà ancora in questa saga ma è sempre stato un enorme dubbio in grado di attanagliarmi ad ogni visione del film.

David Warner impegnato a non fare niente, però facendolo benissimo.

Anche se Warner non è stato il problema di selezione degli attori più grande, avevo un’icona da chiudere, quindi lo facciamo subito. Per la parte di Sybok il nostro capitano avrebbe voluto Sean Connery, che però rifiutò il ruolo perché già impegnato con Indiana Jones e l’ultima crociata (storia vera). Questo è uno dei motivi per cui il pianeta perduto, il paradiso terreste che Sybok cerca disperatamente si chiama Sha Ka Ree, che dovrebbe essere un modo secondo la narrativa che si è creata attorno a questo film, di strizzare l’occhio (o meglio, l’orecchio) al nome Sean Connery, anche se ogni volta che lo pronunciano nel film, io sento solo una roba tipo shakarí cocorí, ma mi rendo conto che la presenza di Pippo Franco in questo post sia quasi più ingombrante di quella di Sir Connery, che avrebbe potuto portare attenzione sul film, ma non redimerlo completamente, anche perché il modo in cui William Shatner gestisce gli eventi è macchinoso, inoltre la trama non gira molto bene, anzi molto spesso scricchiola.

Laurence Luckinbill nel momento in cui ha capito di essere solo il sostituto economico di Connery.

Perché Scotty (James Doohan) si lamenta del fatto che la nuova Enterprise cade a pezzi? Ok lo sentiamo dire «Ha un buon motore ma sembra assemblata da scimmie», e a parte il mio viaggio mentale dove mi immagino scimmie in divisa rossa impegnate a costruire la nave spaziale, vuoi vedere che qui non si è risparmiato solo sugli effetti speciali? Capisco che quello di Scotty possa essere un modo di dire per esprimere il suo scarso gradimento, ma nel film lo vediamo anche impegnato in momenti comici da poco, come la capocciata data al tramezzo, dopo aver affermato «Conosco questa nave come il palmo della mia mano!».

Manca solo la musica del Benny Hill Show.

Ma i problemi veri della mancanza di esperienza di William Shatner alla regia non si limitano a questi momenti, se vogliamo di raccordo, quando arriva la rivelazione, il nostro Kirk si gioca un drammatico zoom sul volto impassibile di Leonard Nimoy, una trovata davvero televisiva che avrebbe potuto andare bene nella serie classica, ma qui risulta semplicemente datata e basta. Vi avviso: SPOILER!

“Stai attento”, “Al fucile?”, “No alle anticipazioni sulla trama”

Il colpo di scena è che Sybok sarebbe il fratellastro (Vulcaniano al 100%) di Spock, peccato che una trama claudicante e la regia di Shatner, non riescano a rendere questo dettaglio il baricentro emotivo del film. Fine della parte con le rivelazioni scottanti.

Il finale con il volto di Dio, mi è sempre sembrato abbastanza pacchiano, anche perché non ho mai ben capito come mai Dio avrebbe tutto questo bisogno di un’astronave per raggiungere i suoi scopi, ma posso essere onesto? La ricerca di Sybok è la parte che mi interessa meno della trama.

Sono sicuro che in repertorio, William Shatner abbia tutta una serie di battute pronte da giocarsi ogni volta che qualcuno lo punzecchia su questo capitolo della saga. Considerando che in vita sua qualche convention di Star Trek deve averla anche frequentata (giusto qualcuna) l’attore che presto entrerà a far parte della Hall of fame della WWE, nel corso degli anni ha più volte scherzato e chiesto scusa per questo film, qualche volta dando la colpa alla sceneggiatura e a volte al budget inadatto, eppure ha anche sostenuto un fatto importante passato ovviamente sotto silenzio: malgrado tutto, questo è uno dei film dove il sacro trio Kirk-Spock-Bones funziona meglio in assoluto.

Super Mario Bros. Spock

Per assurdo, le parti che ricordo meglio del film sono proprio quelle con i tre amici come protagonisti, e se il campeggio è un lungo alleggerimento comico, quando loro tre affrontano il tocco che fa dimenticare tutti i dolori di una vita, per me resta la parte migliore del film. In questa porzione di storia, il colpo di scena legato a Spock ha un minimo di senso, quando il Vulcaniano assiste alla sua stessa nascita, e vede il volto disgustato di suo padre, davanti ad un figlio mezzo sangue, oppure l’altra scena emotivamente forte, ovvero il dottor McCoy che concede l’eutanasia a suo padre, pochi minuti prima dell’arrivo della cura, sono tutti momenti che aggiungono qualcosa ai personaggi e danno un senso alla loro scampagnata in stile orso Yoghi.

Spielberg fa notare che Stanley è lì davanti a loro, chiedendo di poterlo salutare. Gabriele lo tira in disparte e gli confessa che no, quello non è Stanley Kubrick. È Dio che crede di essere Stanley Kubrick (cit.)

Il boccone migliore però se lo riserva da parte il cuoco, infatti la risposta di Kirk davanti alla proposta di dimenticare tutti i dolori del passato, è in puro stile James T. Kirk. William Shatner sarà anche stato un regista con poca esperienza ma il suo personaggio lo conosceva benissimo, infatti l’energico rifiuto di Kirk («Non voglio che portino via il mio dolore, ne ho bisogno!»), per me ha molto più senso, è molto più in stile Kirk di quanto non sia il suo vagare tra i ricordi perduti del film “Generazioni” (1994).

Infatti sono proprio le interazioni tra i tre storici protagonisti la parte più riuscita (forse anche l’unica) di “Star Trek V - L'ultima frontiera”, tra tante gag cretine, ad esempio io trovo sincera ma anche sinceramente divertente il finale, quando Kirk per la felicità (tutta umana) cerca di abbracciare Spock, ricevendo come risposta un’azzeccata e pragmatica «La prego, Capitano, non davanti ai Klingon». Avete presente quando Quentin Tarantino, fanatico di Star Trek da tempi non sospetti, ogni tanto minaccia di dirigere un film della saga? Non lo vedremo mai perché è solo uno dei mille mila progetti annunciati da Tarantino che non vedrà mai la luce (aggiungo per fortuna), anche se tracce abbondanti di questa saga, sono sparse in tutto il cinema del regista di Knoxville.

Tana per Quentin!

“Star Trek V - L'ultima frontiera” non è stato nemmeno un flop al botteghino, non ha incassato come il capitolo precedente quello no, ma sono state le critiche dei fan ad affossarlo. La guerra fredda tra Star Trek al cinema e Star Trek sul piccolo schermo ha visto trionfare Roddenberry, che è arrivato a dichiarare come apocrifi alcuni momenti di questa pellicola, proprio perché il creatore della serie, era tornato a poter dire la sua grazie a “The Next Generation”, ma di questo e dell’ultima avventura dell’equipaggio della USS Enterprise, parleremo a breve, non mancate!

Intanto non osate perdervi il post di SamSimon, ha versato il sangue (verde) per scriverlo, quindi sarebbe carino da parte vostra leggerlo.

36 commenti:

  1. Mentre per gli altri capitoli avevo quantomeno dei vaghi ricordi (tranne lo scorso film che è a mani bassissime la cosa che preferisco di tutto il franchise), da qua in poi i film di Star Trek sono per me un enorme buco di nero. Credo addirittura di non averne mai vista la maggior parte.

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    1. Se può consolarti anche io a volte me lo confondo con il successivo, cioè prendo scene dal film successivo attribuendole a questo, ma solo perché il prossimo è una cornucopia di trovate fighe ;-) Cheers

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  2. Questo non l'ho mai visto credo, comunque la tua recensione mi ha molto divertito, come sempre. Grazie Cassidy! E non avevo idea della connessione di Shatner con la WWE, che scoop!

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    1. La WWE inserisce tutti coloro che hanno contribuito a migliorare e "pubblicizzare" lo spettacolo. All'epoca Shatner si diede parecchio da fare:
      https://www.youtube.com/watch?v=Dd0lykmQSrU

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    2. Ti ringrazio cara, la notizia della WWE mi è spuntata mentre facevo ricerche, pare che Shatner abbia atterrato un tizio conciato da re, tanto basta alla WWE ;-) Cheers

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    3. Ecco, era proprio quel tizio vestito da re. Chiedo perdono agli appassionati ma ho delle gravi lacune sul Wrestling. Cheers!

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  3. In effetti film bruttino e dimenticabile, e Connery non credo che avrebbe cambiato qualcosa. Anche senza il link, Paradise City si capiva benissimo la citazione. Rocknroooll😀

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    1. In effetti forse ho marcato un po' troppo la citazione, ma non potevo resistere ;-) Cheers

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  4. Niente, il mio cuore da trekker mi impedisce di disprezzare questo film. pur con tutti i suoi difetti oggettivi contiene momenti emozionanti, e la scena iniziale del campeggio è tra quelle che mi sono rimaste più impresse di tutta la saga. Ogni tanto canticchio ancora la canzone che i tre cantano intorno al fuoco, storia vera, per dirla con parole tue. ��

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    1. Per me questo è il film dove l'amicizia tra Kirk, Spock e Bones viene raccontata meglio e poi quando Kirk resta aggrappato ai suoi dolorosi ricordi, solo quella scena si fa perdonare molto ;-) Cheers

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    2. Vero ;-) Allo stesso tempo sta lì a provare che di idee buone (nonché di buoni personaggi, vedi Sybok) in questo quinto capitolo ce n'erano e infatti gli si può comunque voler bene, nonostante le varie problematicità... limiti di budget compresi, ovviamente: se la Associates & Ferren non avesse dovuto risparmiare sugli effetti visivi, oggi molto probabilmente parleremmo di un film assai più fedele alla sua (migliore) versione a fumetti, basata tra l'altro sulla sceneggiatura che ancora prevedeva la presenza della potente mostruosità di roccia nascosta dietro le "divine" illusioni di Sha Ka Ree (ben di più, quindi, rispetto a un semplice gran "faccione" barbuto o al successivo Sybok malvagio)...

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    3. I limiti di spesa del film lo hanno azzoppato, ma dentro ha ottimi elementi, altri titoli di Star Trek non li avevano e non sono stati massacrati così. Cheers!

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  5. L'ho visto una volta, non tanto tempo fa, non l'ho trovato così malvagio..certamente non è fra i migliori capitoli! Sean Connery si sarebbe mangiato tutta la scena, in fin dei conti meglio che sia andata così

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    1. Sicuramente avrebbe attirato l'attenzione sul film, però forse poi sarebbe stato massacrato anche più di quanto non sia già stato fatto negli anni. Cheers!

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  6. E' sicuramente più bella la recensione del film.
    Cosa mi manca in particolare di questo film? Solo David Warner, che mi è sempre piaciuto, e le facce dei vecchietti dell'equipaggio di Villa Arzilla, specie Shatner con la sua espressione da lattina di Manzotin.
    Il finale poteva andare bene forse forse all'epoca della prima serie, ma sarebbe stato uno degli episodi mediocri.

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    1. La scena del campeggio è quella in cui Shatner canta la canzoncina? E' curioso perché fa subito pensare allo Skorpio dell'ispettore Callaghan.

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    2. Ti ringrazio molto, David Warner è bravo ma non so cosa ci faccia in questo film ;-) Cheers

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    3. Ora riesco a pensare solo a Spock che guarda Skorpio cantare “Row your boat” e gli dice: «Sto solo cercando di capire il significato delle parole» ;-) Cheers

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    4. Aspetta, è questo il film in cui cantano Row your boat? Allora l'ho visto! La sera prima di partorire, e ho cantato quella canzone a mio figlio per i suoi primi tre giorni di vita. Come diresti tu, storia vera! Purtroppo però non ricordo altro del film XD

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    5. No vabbè, ma questa entra di diritto tra le prime tre storie di vita e cinema più belle di sempre! :-D Cheers

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    6. Stupendo l'aneddoto!!!

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    7. Mi sto cantando "Row your boat" da quanto l'ho letto, è bellissimo ;-) Cheers

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  7. Ho versato sangue si! X--D

    Grazie per la compagnia in questo bel viaggio (Trek, appunto), e splendido post! Purtroppo con tutto questo menzionare Pippo Franco ora ho in testa "Che fico comprare un mucchio di adesivi! Che fico uscire con quella spilla punk sul giubbotto!", ma lasciamo stare...

    Abbiamo un giudizio simile su questo film, mi pare che entrambi ne apprezziamo il power trio ma che ne vediamo anche gli innumerevoli difetti. E la (non) presenza di David Warner è, effettivamente, inspiegabile!

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    1. Il piacere è tutto mio ;-) Per altro Michele Tetro in diretta dal faccialibro mi ha fatto notare questo: « Il Pippo Franco che citi... è Rex Holman, il Virgil Earp che uccide Mr. Chekov in "Lo spettro di una pistola" della TOS». Ammetto di non averlo riconosciuto ;-) Ma quindi nessuno Trekkie ha mai messo in collegamento il ruolo di Warner in questo film, con quello nel suo film successivo? Nessuna spiegazione nemmeno ufficiosa? Strano! Cheers

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    2. Nooooo! Pippo Franco era stato in TOS! Non l'avevo riconosciuto...
      Invece Warner ha ben tre apparizioni in Star Trek, in TNG fu catti-cattivissimo! Quello che non mi spiego è il suo sottoutilizzo qui, vista la bravura che hai sottolineato pure te!

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    3. Il riciclo di attori è una delle armi segrete di Star Trek, questo ormai l'ho capito ;-) Cheers

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  8. Non riesco a non volere bene a questo film, anche solo per le volte che l'ho visto e rivisto: malgrado sia l'unico film Trek a non essere mai uscito in una sala italiana, è quasi sicuramente l'unico dell'equipaggio classico ad aver avuto uno speciale dietro le quinte trasmesso in TV, e registrato fortunosamente dal giovane Etrusco :-P
    Inoltre è il film che anticipa "Atto di forza" nel mostrare un'aliena tri-popputa: un chiaro segno che Shatner è alla regia :-D
    Davvero un peccato che goda di una fama che mi sembra un po' forzata, si sa che i fan talebani tendono più a seguire gli altri quindi se qualche "fan condottiero" dice che un film è brutto tutti giù a ripeterlo: per me se questo film lo si guarda col cuore, funziona ancora. Come funziona l'idea dei "tre amigos" dell'equipaggio, quell'amicizia che è sempre stata parte integrante (se non addirittura fondante) della serie classica.

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    1. È vero! Mi sono scordato di scriverne, ma quando l'ho visto ho controllato l'anno di uscita di Total Recall per vedere chi aveva creato prima l'aliena tripopputa, e vince Shatner! :--D

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    2. I segni di Shatner alla regia di vedono tutti, infatti ho voluto mettere la foto dove “balla” anche per quello ;-) Purtroppo ha dei momenti in cui è chiaro che è diretto da un esordiente con un budget non all’altezza, ma dubito che i fan intransigenti guardiano a queste cose, quindi trovo la tua teoria molto fondata, per me nessun altro film meglio di questo ha saputo raccontare i “tre amigos” meglio di così: quando Kirk dice agli altri due che era sicuro che non sarebbe morto cadendo durante la scalata, perché sa che con loro due in giro non potrò morire, lui morirò solo, per me vale più quella sinistra profezia che tre quarti di “Generazioni”. Cheers!

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    3. Tra Verhoeven e Shatner è una bella gara tra drittoni, sono due che si sono divertiti parecchio in vita loro ;-) Cheers

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  9. Giusto per raccontare un aneddoto involontariamente leggero nonostante i nobili propositi, in linea con lo spirito del film...leggevo tempo fa che Shatner partecipo' a delle comi - convention, ma principalmente con l'intento di parlare di come Star Trek impatto' nell'immaginario e nella cultura collettiva, presentando parecchi concetti verosimili dal punto di vista scientifico su cui si studia ancora oggi (tipo l'iperspazio o il motore ad antimateria), pur trattandosi di un'opera di fantasia.
    Giustamente, direi. Per poi reagire anche in maniera stizzita quando capi' che alla totalita' dei fan non fregava nulla di queste cose, visto che gli facevano domande del tipo "Ma nell'episodio X ho notato un'incongruenza, lei come la spiega?"
    La risposta in genere era "MA NON HAI UN TUBO DI MEGLIO, DA FARE? MA FATTI UNA VITA!!"
    Quel che si dovrebbe oggi a certa gente che continua a sollevare polemiche insensate di ogni sorta su prodotti di intrattenimento.
    Perche' quello sono, anche quando diventano una ragione di vita. E spesso c'e' chi se ne dimentica.
    Sotto un certo aspetto anticipo' i tempi anche da quel punto di vista.
    Grande.
    Su questo film...che dire? Sinceramente non ricordo un gran che.
    Di scene che siano proprio memorabili non me n'e' rimasta impressa nessuna.
    Il buon Shatner si dev'essere detto "LO FACCIO IIIOOO, QUESTO FILM!!"
    Ma tra il dire il fare...
    Come dico sempre, quando dirigi con la mano entusiasta ma imprecisa dell'appassionato fortunatamente il cuore non manca. Ma i difetti non si possono fare a meno di notare.
    Alla fine, quel che funziona meglio sono proprio le parti che riguardano Kirk, Spock e la vecchia combriccola.
    Gran bella recensione, comunque.
    Complimenti.

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    1. La prova che “Galaxy Quest” è ancora un capolavoro incompreso, per il resto ti ringrazio molto ;-) Cheers!

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  10. Sono stato a lungo tra i detrattori di questo film, che ho un po' rivalutato nel corso dell'ultima visione dei primi 6 film, e che resta soltanto il peggiore con l'equipaggio di TOS.
    Questo Sybok che sbuca dal nulla, senza un prima né un dopo; il centro della galassia raggiunto in un tempo inconcepibilmente breve; tutto il baracchino allestito attorno a Sha Ka Ree... Ce n'era da storcere il naso.
    Tuttavia, memore di "Star Trek X - La nemesi" e del primo film diretto da Abrams, qua ho trovato di che salvare questo capitolo: come hai scritto tu stesso, il terzetto principale lavora a meraviglia, inoltre c'è la danza notturna di Uhura sulla duna che ha dato un senso al nome della capitale del pianeta. 😍

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    1. Il più debole con l’equipaggio originale, ma di certo non il più brutto “Star Trek” di sempre, per quello tocca aspettare il mio nemico mortale ;-) Cheers

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  11. Purtroppo devo ammettere che le critiche sollevate dalla comunità Trekkie sono le stesse che ho evidenziato io dalla visione di questo mezzo pasticcio. Un film che ho sempre trovato lungo e lento, sono d'accordo che le uniche parti che funzionano sono quelle relative alla bromance tra i protagonisti. In ogni caso si è vista roba più brutta con i film della Next Generation, quindi prendiamolo per quello che è. Carina la citazione a Paradise City dei Guns! P.s. Non ne sono arcisicuro ma gli stivali di Spock sono stati riciclati nel film di Super Mario! 👋

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    1. Lo scopriremo presto, il film di Super Mario è da tempo sulla mia lista, se fosse così la mia didascalia diventerebbe il primo cado di citazione involontaria tipo passaggio dietro la schiena senza guardare ;-) Cheers

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