domenica 18 aprile 2021

Rock 'n' Blog: una vita al massimo (1993)

La musica e il cinema mi mandano da sempre giù di testa, quindi perché non celebrarli entrambi in una rubrica di musica e colonne sonore che serva a farvi alzare il volume colpendo lo xilofono come Hans Zimmer sul tema principale del film, anzi ve lo canto: To-To, To-To, To-Tony Scott! To-To, To-To, To-Tony Scott! To To, To-To-Tony Scott!

Trovate il video anche QUI
Titolo del pezzo: You're so cool
Artista: Hans Zimmer
Tratta dal film: Una vita al massimo (1993)

Aggiungo solo un estratto dal mio commento al film dedicato proprio a questo pezzo:

I due protagonisti sono talmente perfetti, che è quasi incredibile scoprire che nessuno pensava a loro per questa parte (Tarantino avrebbe voluto Robert Carradine e Joan Cusack, pazzo furioso). Il Clarence Worley di Christian Slater ha la sicurezza di chi è innamorato cotto e non avverte nemmeno il pericolo attorno a sé, e la sicurezza di chi ha Elvis “The King” Presley come amico immaginario, un mentore (com’è accreditato nei titoli di coda per non incappare in problemi legali con la famiglia Presley) invisibile che tiene su di giri il suo ego. Vorrei vedere voi se nella testa aveste quella diva di Val Kilmer nei panni del Re del Rock ‘n’ Roll. pare che Kilmer – qui mai inquadrato in faccia – abbia preteso comunque otto ore di trucco per calarsi nel ruolo (storia vera).

The King has left the building!

L’Alabama Whitman di Patricia Arquette, invece, è il perfetto oggetto del desiderio di qualunque ragazzino cresciuto a film e fumetti. Mettiamola così: lei non è mai stata la più bella, ma le sorelle Arquette hanno tutte una sensualità notevole e qui Patricia è burrosa e tenera in parti uguali, tanto da risultare perfetta. Sexy quanto basta per conquistare Clarence e abbastanza carina da ingraziarsi anche noi spettatori che ci ritroveremo a tifare spudoratamente per lei, in ansia per il suo destino (tenetemi l’icona aperta, più avanti ci torniamo).

La perfetta altra metà della torta, no della mela. Vabbè diciamo torta alle mele e va bene così!

La scena del loro incontro è una tirata unica, basata sulla parlantina a mitraglietta di Clarence a cui Scott dà un ritmo andante con brio, fino all'apice, te lo aspetti che quei due finiranno presto a letto insieme, ma spostando il momento fatidico sempre un po’ più avanti, Tony nel frattempo ci fa affezionare ad entrambi. Due che sono giovani come l’aglio, cotti al punto giusto e per questo sembrano matti nel loro sentirsi a prova di proiettile. Il momento chiave è la scena sul tetto, dopo il sesso avvolti nella coperte (ma stare a letto? Brutto? Vabbè so ragazzi) lei impacciatissima le confessa di essere una squillo da pochi giorni («Una puttana?», «No, una squillo. Non è la stessa cosa!») lui non si scompone, sembra che debbano litigare, invece, è chiaro che faranno pace (infatti nella scena dopo correranno a sposarsi, ve l’ho detto: so ragazzi). Tony ce lo fa capire facendo entrare durante il dialogo il tema principale del film, una robetta ritmata a metà tra un pezzo natalizio e un ritmo tropicale (Natale ai Caraibi insomma) composto da un Hans Zimmer che non aveva paura di sperimentare con uno xilofono o poco più.

Sarò ossessionato io (lo sono!), però sembra la stessa scalinata di Una poltrona per due.

Un pezzo che vi entrerà in testa come pochi altri al mondo che è davvero perfetto, non solo perché con il suo crescendo ti dà l’impressione che andrà tutto per il meglio tra quei due, ma diventerà la colonna sonora della piccola bolla da innamorati dove vivono Clarence e Alabama - fateci caso, le sentirete partire ogni volte che per loro due la storia si metterà al buono - un posto dov'è tutto colorato e loro sono «Ehi tranquilla, andrà tutto bene». Come rappresentare lo stato di innamoramento usando tutti gli elementi messi a disposizione dal cinema, tanto alle parole ci pensa Quentin.

Vi ricordo la rubrica dedicata a Tony, lo Scott giusto!

10 commenti:

  1. Una musichetta "strana" ma calzante, e la Patricia più giovane che in Strade perdute, dove era clamorosa ;)

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    1. La giovane Patricia sapeva il fatto suo, molto sensuale. Questo è lo Zimmer che preferisco, non quello delle super tutine ma quello che componeva per super Tony, lo Scott giusto ;-) Cheers

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  2. Il TONY giusto aveva la grande capacità di far risaltare i suoi attori, compresi quelli che non erano a mio avviso particolarmente esaltati, come la qui presente Arquette che era caruccia ma abbastanza lontana dalla presenza scenica della sorella Rosanna. Slater era al massimo della sua carriera e per quelli della mia età un mito dopo Schegge di follia, California skate, Robin Hood e Poliziotto in blue jeans, essendo anche vicino come età. Che poi proprio dalla copartecipazione con Kostner ha a mio avviso "rubato" alcune sue espressioni facciali...

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    1. Le sorelle Arquette molto sensuali, sto pensando anche a "Crash" di Cronenberg, Slater invece aveva la faccia da schiaffi giusta per il ruolo, al resto ci pensa Tony ;-) Cheers

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  3. Bel pezzo. Mette di buonumore.
    Rappresenta quasi la parentesi lieta che i due innamorati piazzano tra loro e le brutture di un mondo composto da pendagli da forca che li vogliono morti.
    "Io e te fino alla fine del mondo", proprio.
    Impossibile non pensare a Jesse e Tulip di PREACHER.
    Rileggendo la tua rece e la storia del film, vien da dire che il TONY ci mise la faccia al posto di un certo Quentin.
    Chissa', forse in quel giovane regista ci si era rivisto. Ed era scattata una subitanea simpatia.
    E ha fatto bene.
    Tarantino era carico e gasato a mille per quella che poteva essere la sua prima, grande occasione.
    Al punto da non vedere i rischi, proprio come il protagonista.
    Il pulp non era ancora stato del tutto sdoganato, e c'era la possibilita' concreta di bruciarsi con un film PARP.
    MORTO PARP.
    PURE TROPPO. Al punto che sarebbe risultato indigesto.
    Qui non ando' proprio benissimo, ma almeno il TONY ha fatto da apripista.
    Presentando certe situazioni paradossali che sarebbero diventate il marchio di fabbrica di Tarantino.
    Gli ha salvato il fondoschiena. E credo che Quentin gli debba piu' di un caffe'.
    Certo che e' bello quando una persona piu' esperta, navigata e con piu' chilometraggio della vita si fa avanti per preparare la strada ad uno dotato di indubbio talento ma su certe cose ancora giovane, inesperto e "vergine".
    Una lezione e una scuola di vita.
    I grandi "vecchi" dovrebbero servire a questo.
    Forse e' solo una leggenda, ma se davvero la famosa valigetta di PULP FICTION fosse quella di questo film, sarebbe il migliore degli omaggi.
    Davvero.
    Buona Domenica!!

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    1. Ok, se non erro LE IENE usci' poco prima.
      Ma continuo a sospettare che questo, nelle mani di Quentin, avrebbe toppato. E forse ne avrebbe compromesso la carriera.
      Insomma, senza il TONY di mezzo non c'è l'avrebbe fatta.
      E forse nemmeno PULP FICTION sarebbe venuto cosi' bello.
      Ora che mi ci fai pensare mi ricordo anche che mi avevi gia' spiegato la storia della valigetta.
      Pero' e' bello pensarlo.

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    2. Quanto ha fatto bene alla carriera di Tarantino avere il suo "film della vita" nelle mani di un altro? "Pulf Fiction" non sarebbe stato così bello senza le scelte sagge dello Scott giusto ;-) Cheers

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    3. "Aassassini nati", "True Romance" e "Le iene" erano tre sceneggiature, una Tarantino l'ha tenuta in caldo per il suo esordio alla regia, perché più facile da girare, quella affidata ad Oliver Stone non lo ha mai convinto, quella affidata a Tony si, molto infatti è stato uno dei pochi a ricordare e riconoscere il talento dello Scott giusto ;-) Cheers

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  4. ma che bel post! Scena e canzone tratte da un meraviglioso film che fa parte la trilogia pulp di Quentin Tarantino (qui però scrisse solo la sceneggiatura mentre la regia fu affidata alla buon'anima di Tony Scott). La pellicola mi piacque molto così come la caratterizzazione dei protagonisti.

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    1. Tony ha saputo tirare fuori il meglio dalla storia di Tarantino, questo film per me resta grande ;-) Cheers

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